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Incarto n. |
Locarno 10 gennaio 2013/nh |
In nome |
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La Corte di appello e di revisione penale |
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composta dai giudici: |
Giovanna Roggero-Will, presidente, Damiano Stefani e Giovanni Celio |
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segretario: |
Orio Filippini, vicecancelliere |
nell’ambito del procedimento penale condotto dal Ministero pubblico
ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con annuncio del 28 settembre 2012 da
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AP 1
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contro la sentenza emanata nei suoi confronti il 20 settembre 2012 dalla Pretura penale |
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richiamata la dichiarazione di appello 29 ottobre 2012;
esaminati gli atti;
ritenuto
in fatto: A. Con decreto d’accusa n. 907/806 del 13 gennaio 2012 la CO 1 ha
ritenuto AP 1 autore colpevole di infrazione alle norme della circolazione per
avere, l’8 novembre 2011, alla guida del veicolo, circolato nell’abitato di __________
(su __________) a velocità superante i 50 km/h ivi prescritti (velocità accertata con apparecchio laser: 73 km/h; velocità punibile dedotta la tolleranza: 70 km/h).
La CO 1 ne ha, pertanto, proposto la condanna alla multa di fr. 340.- (da
sostituirsi, in caso di mancato pagamento, con una pena detentiva di 4 giorni),
oltre che al pagamento delle tasse e spese di giustizia per complessivi fr.
130.-.
AP 1 ha sollevato tempestiva opposizione contro
il decreto di accusa.
B. Dopo il dibattimento, con sentenza del 20 settembre 2012, il
presidente della Pretura penale ha confermato l’imputazione e la multa contenute
nel decreto d’accusa, caricando al condannato gli oneri processuali di
complessivi fr. 730.-.
C. In data 28 settembre 2012 AP 1 ha presentato annuncio di appello
contro la sentenza pretorile che ha confermato, il 29 ottobre 2012, con
dichiarazione scritta d’appello in cui ha postulato il suo integrale
proscioglimento e ha protestato spese e ripetibili.
D. In applicazione dell’art. 406 cpv. 1 lett. c CPP, visto, in
particolare, che la sentenza di primo grado concerne unicamente
contravvenzioni, con decreto 30 ottobre 2012, la presidente di questa Corte ha
informato le parti che l’appello sarebbe stato trattato in procedura scritta ed
ha impartito ad AP 1 un termine di 20 giorni per la presentazione di una
motivazione scritta (art. 406 cpv. 3 CPP).
Il relativo allegato è stato inoltrato dall’appellante il 19 novembre 2012.
E. Con scritto 22 novembre 2012, la Pretura penale ha comunicato di
non avere “particolari osservazioni in merito alle motivazioni d’appello,
salvo rilevare che la descrizione del percorso contenuta nelle stesse non
corrisponde a quella fatta dall’imputato al dibattimento”.
Anche la CO 1, con scritto 26 novembre 2012, ha comunicato di non avere osservazioni da formulare.
Considerando
in diritto: 1. Giusta l’art. 398 cpv. 4 CPP se - come nel caso in esame - la
procedura dibattimentale di primo grado concerneva esclusivamente
contravvenzioni, mediante l’appello si può far valere unicamente che la
sentenza è giuridicamente viziata o che l’accertamento dei fatti è
manifestamente inesatto o si fonda su una violazione del diritto. Non possono
essere addotte nuove allegazioni o nuove prove.
Nei suddetti casi, dunque, questa Corte dispone di piena cognizione soltanto
per quanto attiene alle questioni di diritto, estendendosi il suo esame al diritto
federale, al diritto convenzionale e al diritto cantonale (Mini,
in Codice svizzero di procedura penale, Commentario, Zurigo 2010, ad art. 398,
n. 20, pag. 742; Kistler Vianin, in Commentaire romand,
Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 398, n. 27, pag.
1777; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung,
Praxiskommentar, Zurigo 2009, ad art. 398, n. 12, pag. 767 e seg.).
L’esame dei fatti è, per contro, limitato ai casi in cui un accertamento
fattuale è “manifestamente inesatto” o si fonda su una violazione del diritto.
La formulazione “manifestamente inesatto” richiama la nozione d’arbitrio
elaborata dalla giurisprudenza federale sulla scorta dell’art. 9 Cost. (Mini, in op. cit., ad art. 398, n. 22, pag. 743; Kistler
Vianin, in op. cit., ad art. 398, n. 28, pag. 1777; Schmid,
Praxiskommentar, op. cit., ad art. 398 n. 13, pag. 768) secondo cui un
accertamento dei fatti può dirsi arbitrario se il primo giudice misconosce
manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza
valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile
di modificare l’esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto
ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo
insostenibile (DTF 137 I 1 consid. 2.4 pag. 5; 136 III 552 consid. 4.2 pag.
560; 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4/5; 134 I 140 consid. 5.4 pag. 148; 133 I 149
consid. 3.1 pag. 153 e sentenze ivi citate; STF dell’8 agosto 2011, inc.
6B_312/2011). Il giudice non incorre, invece, in arbitrio quando le sue
conclusioni, pur essendo discutibili, sono comunque sostenibili nel risultato
(DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153; 132 III 209 consid. 2.1 pag. 211, 131 I 57
consid. 2 pag. 61, 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 e
sentenze citate).
Sempre secondo l’art. 398 cpv. 4 CPP, l’accertamento dei fatti è censurabile
anche se fondato su una violazione del diritto.
Secondo Mini, con questa formulazione (diversa da quella dell’avamprogetto) il
legislatore ha voluto riferirsi alle violazioni delle norme procedurali e
andrebbe interpretata nel senso dell’art. 288 lett. b CPP-Ti che indicava come
motivo di ricorso i vizi essenziali di procedura (Mini, in op. cit. ad art.
398, n. 23, pag. 743). Altri autori hanno, al proposito, evidenziato come
l’appellante possa, in particolare, far valere che il tribunale di primo grado,
durante l’accertamento dei fatti, ha violato norme di procedura quali il
diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), le regole inerenti
all’amministrazione delle prove o, ancora, le regole sulla ripartizione
dell’onere probatorio (Kistler Vianin, in op. cit., ad art. 398, n. 29,
pag. 1777 e seg. con riferimento anche a Schott, in Basler Kommentar,
Bundesgerichtgesetz, Basilea 2008 ad art. 97, n. 18, pag. 955). Schmid ha,
infine, precisato che questo motivo d’appello contempla anche i casi in cui i
fatti posti alla base del giudizio di primo grado sono stati accertati in modo
incompleto ed in violazione della massima inquisitoria e del principio della
verità materiale giusta l’art. 6 CPP (Schmid, Praxiskommentar,
op. cit., ad art. 398, n. 13, pag. 768).
2. Si osserva
preliminarmente che l’istanza probatoria dell’appellante che chiede lo
svolgimento di un sopralluogo (cfr. dichiarazione d’appello, pag. 2) deve
essere respinta, concernendo la presente procedura esclusivamente una
contravvenzione e non potendo, dunque, in questa sede, essere addotte nuove
prove (art. 398 cpv. 4 CPP).
Per lo stesso motivo non possono essere considerate, per il presente giudizio,
le fotografie prodotte da AP 1 con la dichiarazione d’appello.
3.a. Giusta l’art. 27 cpv. 1 LCStr l’utente della strada deve
osservare i segnali e le demarcazioni stradali, come anche le istruzioni della
polizia. I segnali e le demarcazioni hanno la priorità sulle norme generali; le
istruzioni della polizia hanno la priorità sulle norme generali, i segnali e le
demarcazioni.
Giusta l’art. 32 cpv. 2 LCStr il Consiglio federale limita la velocità dei
veicoli a motore su tutte le strade. Al riguardo l’art. 4a cpv. 1 lett. a ONC
sancisce che, nelle località, se le condizioni della strada, della circolazione
e della visibilità sono favorevoli, la velocità massima generale dei veicoli
può raggiungere i 50 km/h. Il cpv. 2 della medesima norma stabilisce che la limitazione
generale della velocità a 50 km/h si applica in tutta la zona molto fabbricata,
all’interno della località; questa limitazione incomincia al segnale “Velocità
massima 50, limite generale” (2.30.1) e termina al segnale “Fine della velocità
massima 50, limite generale” (2.53.1).
b. Giusta l’art. 90
cifra 1 LCStr chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute
nella stessa legge o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è
punito con la multa.
4. Nel suo gravame AP 1 sostiene, innanzitutto, che la situazione della
segnaletica su __________ è “alquanto anomala” in quanto la stessa
strada “non si trova in una zona abitata”. Egli rileva, inoltre, che il
segnale indicante la limitazione generale di 50 km/h era posizionato su __________ “dopo la postazione radar” (motivazione d’appello, pag.
2-3).
Così argomentando l’appellante sembra contestare che, nel punto in cui era
posizionato il radar, la velocità massima consentita fosse di 50 km/h.
4.1. Il presidente della Pretura penale - che pure si è determinato
sull’obiezione dell’appellante secondo cui __________ non si troverebbe in zona
abitata e non sarebbe pertanto sottoposta al limite di velocità di 50 km/h - ha rilevato che, non essendoci sulla stessa cartelli indicanti la fine del limite generale,
“permane in vigore (…) la limitazione generale di 50 km/h che chi proviene da __________ incontra quando entra nell’abitato di __________”. A detta
del pretore una tale conclusione non è sconfessata dalla circostanza secondo cui
lungo __________ c’è, in concomitanza con l’indicazione di località “__________”,
un cartello indicante il limite generale di 50 km/h, ritenuto che la presenza dello stesso “non significa che nel tratto precedente la
velocità consentita sia superiore”. D’altronde, continua, sul verso del
medesimo cartello, per chi proviene da __________, vi è l’indicazione di
località “__________” e pure la limitazione di velocità “50 - Limite generale”.
A detta del primo giudice risulta inoltre dagli atti che questa regolamentazione
è in vigore dal 2007, o meglio da quando l’Area del supporto e del
coordinamento del Dipartimento del territorio ha accolto la richiesta del
Municipio di __________ di uniformare il limite di velocità su __________ con
quello vigente tutt’intorno.
Il pretore ha, infine, osservato che, pur non essendo __________ densamente
fabbricata, vi sono su di essa delle costruzioni, una fermata dei mezzi
pubblici ed un’infrastruttura sportiva ed è inoltre possibile parcheggiare su
un lato della strada per quasi tutta la sua lunghezza. Ad ogni buon conto,
conclude, al di là di queste considerazioni, “la regolamentazione vigente,
predisposta in modo corretto, è chiara e non può qui essere rimessa in
discussione” (sentenza impugnata, pag. 2-3).
4.2. La censura ricorsuale deve essere disattesa per gli stessi motivi
evidenziati dal primo giudice.
Si osserva innanzitutto che, con decisione 9 marzo 2007, l’Area del supporto e
del coordinamento aveva stabilito che il limite generale di velocità di 50 km/h - vigente nella zona industriale comunale di __________ - veniva esteso anche sull’unico
tratto di strada, __________ appunto, ancora percorribile a 80 km/h (cfr. AI 7).
Questa decisione ha comportato l’introduzione della nuova segnaletica indicata
sulla planimetria allegata all’AI 7, dalla quale risulta, in particolare, che,
dopo l’abitato di __________, proseguendo sulla strada cantonale in direzione
di __________ lungo __________, non vi sono segnali “Fine della velocità
massima 50, limite generale”. Si osserva al riguardo che l’accertamento
pretorile secondo cui, all’entrata dell’abitato di __________, è presente il
segnale “Velocità massima 50, limite generale” - ancorché non chiaramente
deducibile dalla citata planimetria - può essere qui confermato, non essendo lo
stesso oggetto di contestazione.
Che la velocità consentita su __________ sia limitata a 50 km/h è del resto confermato dalla circostanza - accertata dal pretore - secondo cui sulla stessa
vi sono delle costruzioni, una fermata dei mezzi pubblici, un’infrastruttura
sportiva e (su un lato) dei parcheggi (cfr. al riguardo anche le foto di cui ai
doc. dib. 1-5). Inoltre, come risulta dalla foto di cui al doc. dib.1, su __________
è pure presente un centro commerciale Lidl (cfr. al riguardo anche la decisone
dell’Area del supporto e del coordinamento, AI 7 pag. 1, che, nel giustificare
l’introduzione della limitazione della velocità su __________, evocava
l’insediamento di due nuovi centri commerciali).
Nemmeno permette una diversa conclusione circa il limite di velocità in vigore
su __________, la circostanza secondo cui sulla stessa strada, in concomitanza
col cartello di località “Bedano” (posto dopo il punto in cui, secondo
l’appellante, si trovava il radar), è posizionato il segnale “Velocità massima
50, limite generale” (cfr. planimetria citata, posizione 3 e foto di cui ai
doc. dib. 8-9). Come rimarcato dal pretore, infatti, la presenza di tale
segnale non significa che nel tratto che precede sia necessariamente in vigore
una velocità superiore (cfr. al riguardo anche Bussy/Rusconi, Code suisse de la
circulation routière, Commentaire, 3a edizione, Losanna 1996, ad art. 32 LCR n.
3.6.4 che non esclude la possibilità di ripetere il segnale indicante la
velocità massima consentita).
5. Continuando nel suo esposto, AP 1 sostiene di non essere stato nella
condizione di sapere che, su __________, fosse in vigore il limite di velocità
di 50 km/h.
5.1. In particolare l’appellante rileva che l’8 novembre 2011, egli -
dopo essere partito da __________ e dopo aver attraversato i comuni di __________
- si è dapprima recato in ufficio presso la sede della __________, dalla quale
è ripartito in direzione di __________ due ore e mezza più tardi. Pertanto,
continua, ritenuto che egli ha raggiunto __________ non arrivando da __________
(come sostenuto dal pretore), ma partendo dal suo ufficio e “percorrendo un
tratto di strada assolutamente privo di qualunque segnalazione di velocità”, egli
non poteva sapere che quel tratto di strada fosse limitato a 50 km/h (motivazione d’appello, pag. 2-3).
5.2. Va al riguardo osservato che la tesi dell’appellante non può essere
seguita già solo perché si diparte da un’ipotesi fattuale diversa da quella su
cui si basa il giudizio impugnato.
Risulta, infatti, dalle dichiarazioni rilasciate dall’appellante al
dibattimento che “il giorno dei fatti provenivo da __________ (…) e
circolavo sulla strada principale in direzione di __________, ho attraversato
questa località sulla strada principale in direzione di __________ e mi sono a
un certo momento trovato a percorrere la __________. (…) A domanda del mio
difensore posso confermare che ho svoltato da __________ (ndr. ovvero la
strada cantonale che esce dall’abitato di __________ in direzione di __________,
cfr. doc. dib. 17), su __________” (cfr. verbale d’interrogatorio
dell’imputato allegato al verbale del dibattimento).
Ritenuto come non possa pertanto essere messo in dubbio che l’appellante ha
raggiunto __________ dall’abitato di __________ e considerato che, come visto
al consid. 4.2, non c’erano sul suo percorso cartelli indicanti la fine
del limite generale di velocità di 50 km/h, l’appellante non poteva che essere perfettamente consapevole del fatto che su __________ - sulla quale vi erano
oltretutto costruzioni, infrastrutture e posteggi (cfr. consid. 4.2) - non era
consentito circolare ad una velocità superiore a 50 km/h.
6. Da quanto precede discende che AP 1 - viaggiando alla velocità
non contestata di 70 km/h (dedotti i margini di tolleranza) su un tratto di
strada in cui egli sapeva vigente la limitazione di velocità generale a 50 km/h - si è reso colpevole del reato di cui all’art. 90 cifra 1 LCStr.
7. Quanto alla commisurazione della pena - non oggetto di specifica
contestazione - si osserva che nessun appunto può essere mosso alla multa di
fr. 340.- inflitta all’appellante dal presidente della Pretura penale.
La stessa - oltre a situarsi ampiamente nei limiti del quadro edittale (cfr.
art. 106 cpv. 1 CP) - è infatti certamente ossequiosa degli elementi di
valutazione prescritti dagli art. 47 e 106 cpv. 3 CP.
8. Di conseguenza, la sentenza impugnata è integralmente confermata.
Gli oneri processuali di seconda sede seguono la
soccombenza e sono posti a carico dell’appellante (art. 428 cpv. 1 CPP).
Non si assegnano ripetibili.
Per questi motivi,
visti gli art. 398 e segg. CPP,
27 cpv. 1, 32 cpv. 2, 90 cifra 1 LCStr, 4a ONC
47 e 106 CP,
nonché, sulle spese, l’art. 428 CPP e la LTG
dichiara e pronuncia:
1. Nella misura in cui è ricevibile, l’appello è respinto.
Di conseguenza:
1.1. AP 1 è autore colpevole di
infrazione alle norme della circolazione per avere, l’8 novembre 2011, alla
guida del veicolo, circolato nell’abitato di __________ a velocità superante i 50 km/h ivi prescritti (velocità accertata con apparecchio laser: 73 km/h; velocità punibile dedotta la tolleranza: 70 km/h).
1.2. AP 1 è condannato alla multa di fr. 340.- (trecentoquaranta).
1.2.1. In caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata in 4 (quattro) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).
1.3. Gli oneri processuali del procedimento di primo grado, per complessivi fr. 730.-, sono posti a carico dell’appellante.
2. Gli oneri processuali d’appello, consistenti in:
- tassa di giustizia fr. 500.-
- altri disborsi fr. 100.-
fr. 600.-
sono posti a carico dell’appellante.
3. Intimazione a:
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4. Comunicazione a:
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P_GLOSS_TERZI |
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Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente Il segretario
Rimedi giuridici
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.