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Incarto n. 80.2009.29 80.2009.30 80.2009.31 |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina (in sostituzione di Mauro Mini, esclusosi) |
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segretario |
Rocco Filippini, vicecancelliere |
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parti |
RI 1
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorsi del 4 marzo 2009 contro le richieste di garanzia dell’11 febbraio 2009 per imposte comunali (2004/2009), cantonali (2003/2009) e federali (2004/2009) nonché per imposte suppletorie comunali, cantonali e federali 1997/2006. |
Fatti
A. Nei confronti di RI 1, il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale per titolo di truffa aggravata, falsità in certificati e infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (LStup; RS 812.121). Nell’ambito di tale inchiesta, tuttora in corso, è emerso che l’accusato aveva esercitato per anni l’arte medica pur non avendo conseguito una laurea in medicina, incassando ingenti onorari non dichiarati alle competenti autorità di tassazione.
Viste le possibili implicazioni fiscali, con scritto del 16 agosto 2007, il procuratore pubblico segnalava il caso alla Divisione delle contribuzioni.
B. Con separate decisioni del 28 novembre 2008, l’Ufficio delle procedure speciali notificava al contribuente l’apertura di una procedura di recupero d’imposta e di contravvenzione. Da parte sua, l’Ufficio di tassazione di __________, tra dicembre 2008 e gennaio 2009, gli notificava le tassazioni IC/IFD 2003-2006, avverso le quali è stato interposto reclamo, tuttora pendente (fatta eccezione per la tassazione IC/IFD 2003, nel frattempo passata in giudicato).
C. In data 11 febbraio 2009, l’Ufficio esazione e condoni emetteva a carico di RI 1 tre richieste di garanzie per fr. 483'689.–, rispettivamente fr. 579'340.– e fr. 443'859.–, a copertura delle imposte federali, cantonali e comunali. Nelle motivazioni, l’autorità spiegava che nell’ambito degli accertamenti penali erano emersi “importanti elementi non dichiarati e sottratti all’imposizione del fisco”, aggiungendo poi che “il credito e il pagamento dell’imposta sembrerebbero oggettivamente minacciati”.
Lo stesso giorno, l’Ufficio esazione e condoni indirizzava agli Ufficio esecuzione di __________, __________ e __________ tre distinti decreti di sequestro, indicando quale titolo e causa le summenzionate richieste di garanzia e quali oggetti da sequestrare il fondo part. __________ RFD di __________, i beni mobili in esso situati, oltre ad altri valori mobiliari.
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, chiede che siano annullate le richieste di garanzia e che sia accertata la decadenza dei decreti di sequestro. Il ricorrente censura anzitutto l’insufficiente motivazione delle decisioni, ravvisando una violazione del suo diritto di essere sentito. Nel merito, sostiene di avere vissuto solo sporadicamente in Svizzera, senza esercitare “nessuna, o quasi nessuna, attività lucrativa”. Lamenta quindi la misura della garanzia richiestagli, a suo dire ricostruita in modo totalmente arbitrario.
Nelle sue osservazioni del 27 agosto 2009, la Divisione delle contribuzioni propone di respingere il gravame.
Diritto
1. La richiesta di garanzia è formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto un’imposta cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria ticinese, RL 10.2.1.1.1) sia quando è riferita al pagamento di un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1).
Contro tale decisione, l’interessato ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le imposte cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 243 cpv. 3 LT; per le imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che nella sua nuova versione, in vigore dal 1° gennaio 2007, attribuisce al contribuente il diritto di impugnare la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione cantonale di ricorso (art. 4 cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta).
2. 2.1.
In merito alla motivazione dei provvedimenti ed alla presunta violazione del diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed., va anzitutto rilevato che dalle decisioni impugnate, seppure redatte in termini concisi, traspaiono chiaramente le ragioni che hanno indotto l’Ufficio esazione e condoni a ritenere minacciato il credito fiscale. Del resto, il ricorrente medesimo riconosce che “la procedura penale in corso può verosimigliare un possibile credito di imposta insoddisfatto”, lamentando unicamente la mancata indicazione del calcolo delle imposte da garantire.
2.2.
La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito di cui alla precitata norma costituzionale il diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è sufficiente che l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno guidata e sui quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato possa rendersi conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in coscienza di causa (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).
Nella fattispecie, la mancata indicazione dei parametri di calcolo non ha impedito all’interessato di potersi tutelare adeguatamente, inoltrando un ricorso debitamente motivato. Come anticipato, RI 1 ha concentrato le sue censure proprio sulla misura delle garanzie richiestegli, ammettendo fra le righe di essere al corrente che simili cifre provengono dall’esame degli atti istruttori del procedimento penale ed in particolare dal rapporto steso dall’Equipe finanziaria del Ministero pubblico (EFIN).
Non va poi dimenticato che per costante giurisprudenza, una violazione del diritto di essere sentito – nella misura in cui essa non sia di particolare momento (DTF 115 V 305 consid. 2h) – è da ritenersi sanata qualora l’interessato abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un’autorità di ricorso che gode di piena cognizione (cfr. Frey, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2. ediz., Basilea 2008, n. 50 ad art. 169 LIFD, p. 653). Ora, nelle proprie osservazioni del 27 agosto 2009, la Divisione delle contribuzioni ha spiegato in maniera dettagliata i presupposti che giustificano una richiesta di garanzia, confermando parimenti che per fissarne l’ammontare l’Ufficio esazione e condoni si è fondato sugli atti istruttori del procedimento penale, esaminati dall’Ispettorato fiscale nel corso del mese di novembre 2008, dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (decisione CRP n. 60.2007.369 del 12 novembre 2007). Tali osservazioni sono state regolarmente intimate al ricorrente, che ha così avuto la possibilità di replicare e di pronunciarsi sugli argomenti addotti dall’autorità fiscale.
In simili circostanze, l’eventuale vizio iniziale della decisione potrebbe senz’altro essere considerato sanato nell’ambito della procedura ricorsuale, in maniera rispettosa dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. (decisioni TF n. 2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005; ASA 67 p. 722 consid. 3b).
3. 3.1.
Giusta l’art. 248 cpv. 1 LT, di uguale tenore dell’art. 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il sequestro.
3.2.
Secondo la giurisprudenza sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi menzionati sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista, manifestamente eccessiva (decisione TF n. 2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in: RDAT II-1998 n. 20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto tributario valuta semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i suddetti aspetti, limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e le altre forme di garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in: Bernasconi/Pedroli [a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione speciale della RDAT, Agno 1999, p. 304).
Proprio per la natura giuridica intrinseca dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale esame degli ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla determinazione dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura ordinaria di tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le altre eccezioni concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro) della decisione di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di ricorso contro la garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio quando il contribuente contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro per garanzia (Allidi, loc. cit.).
4. 4.1.
Venendo al caso in esame, dalle prime ricostruzioni esperite dalle autorità penali emerge che RI 1 ha praticato per anni l’ozono-terapia e la neuralterapia, pur non avendo conseguito una laurea in medicina. A questi trattamenti ha inoltre affiancato il commercio di pillole dimagranti, incassando ingenti utili mai dichiarati alle autorità fiscali.
Per questi motivi, nei suoi confronti sono stati ipotizzati i reati di truffa aggravata, falsità in certificati e infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (LStup). Dagli atti di causa non emergono invece elementi a sostegno delle asserzioni del ricorrente, che sembrerebbe voler sminuire i propri legami con il Ticino, asserendo di non aver esercitato “nessuna, o quasi nessuna, attività lucrativa”.
Nelle descritte circostanze, l’esistenza di un credito fiscale e la messa in pericolo della sua conseguente riscossione appiano più che verosimili. Vi sono infatti significativi indizi per ritenere che il ricorrente abbia dissimulato sistematicamente elementi del proprio reddito e della propria sostanza. Una tale situazione è già di per sé sufficiente per considerare il pagamento del credito fiscale oggettivamente minacciato (RDAT II-1998 n. 20t, consid. 4c; ASA 65 p. 386 = StE 1996 B 99.1 n. 5), senza dimenticare inoltre che una richiesta di garanzia si rileva altresì legittima ogni volta che il contribuente deve aspettarsi, come nella fattispecie, delle imposte suppletorie e delle multe considerevoli (Curchod, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 22 ad art. 169 LIFD, p. 1450 e riferimenti citati).
Si aggiunga infine che la sola circostanza che il fondo part. __________ RFD di __________, oltre a contanti ed averi per un importo complessivo di circa fr. 100'000.– (cfr. rapporto dell’Ispettorato fiscale del 24 giugno 2009, agli atti dell’incarto fiscale), sono attualmente colpiti anche da un sequestro penale, non è di nessuna rilevanza (decisione TF n. 2A.324/2005 del 30 novembre 2005).
4.2.
Come esposto in narrativa, l’Ufficio esazione e condoni ha commisurato in fr. 483'689.–, rispettivamente fr. 579'340.– e fr. 443'859.–, le garanzie a copertura delle imposte federali, cantonali e comunali.
Per quanto è dato di sapere a questo stadio della procedura, simili somme sono senz’altro elevate, ma non sproporzionate. Dal rapporto dell’Ispettorato fiscale, basato sugli atti istruttori del procedimento penale, emerge in particolare che per le sedute di ozono-terapia e neuralterapia, l’onorario richiesto dal ricorrente ai propri pazienti variava mediamente tra i 150 ed i 200 franchi a seduta. L’introito annuo ricavato dalla vendita delle pillole dimagranti, fatte confezionare dapprima in una farmacia di __________ e successivamente di __________, si aggirava invece attorno a 50'000 franchi. A partire da questi chiari dati, l’Ufficio di tassazione di __________ ha emesso le tassazioni IC/IFD 2003-2006, tuttora pendenti (eccezion fatta per il periodo fiscale 2003), mentre l’Ufficio esazione e condoni ha potuto stimare le successive tassazioni IC/IFD 2007-2009, non ancora notificate al ricorrente. A questi importi, sono ancora state aggiunte le imposte arretrate degli ultimi dieci anni, comprensive degli interessi di ritardo e delle multe per sottrazione consumata e tentata, tuttora al vaglio dell’Ufficio delle procedure speciali.
È ben vero che si tratta di semplici ricostruzioni, ancora da approfondire. Resta però il fatto che sulla base delle suddette cifre, le richieste di garanzia in esame non possono essere ritenute eccessive né tantomeno arbitrarie. D’altronde, il ricorrente si limita a rilevare che le ipotesi formulate in sede penale sono “fantasiose”e le prove ivi raccolte irrilevanti, senza tuttavia essere in grado di sostanziare le sue contestazioni. In questo contesto, non va poi dimenticato che la garanzia richiesta deve poter coprire l’ammontare massimo del tributo che essa ha per scopo di assicurare (decisione TF n. 2A.352/1995 del 9 gennaio 1995, in: RDAT II-1995 n. 19t). Va infine evidenziato che l’efficacia di una richiesta di garanzia dipende in larga misura anche dalla sua imprevedibilità e dalla rapidità con cui il provvedimento viene adottato e che tale procedura non pregiudica comunque la determinazione dell’imposta effettivamente dovuta, da stabilire in sede di tassazione e di recupero d’imposta.
5. Alla luce delle considerazioni che precedono, il ricorso si rivela manifestamente infondato e va pertanto respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 1'000.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 1'080.–
sono a carico del ricorrente.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
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Copia per conoscenza:
- municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: