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Incarto n. |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini |
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segretario |
Antonio Saredo-Parodi |
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parti |
RI 1 RI 2
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contro |
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CO 1
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oggetto |
ricorso del 28 marzo 2011 contro la decisione del 2 marzo 2011 in materia di IC e IFD 2009. |
Fatti
A. Nella dichiarazione fiscale 2009, i coniugi RI 1 e RI 2 chiedevano la deduzione per figlio a carico di fr. 10'900 per l’IC.
Notificando loro la tassazione IC/IFD 2009, con decisione del 2 febbraio 2011, l’Ufficio di tassazione di Lugano-Città negava la deduzione richiesta, ritenendo che non ne fossero adempiuti i presupposti.
B. Con reclamo del 10 febbraio 2011, i contribuenti impugnavano la suddetta decisione, contestando la mancata deduzione delle spese per il sostentamento del figlio, che aveva lavorato solo durante sette mesi nel corso del periodo fiscale.
Con decisione del 2 marzo 2011, l’autorità di tassazione respingeva il reclamo, argomentando che l’ammontare del reddito conseguito dal figlio __________ durante il periodo fiscale di riferimento era tale da permettergli di far fronte alle sue esigenze finanziarie.
C. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 postulano nuovamente la concessione della deduzione sociale per “figlio a carico” negata dall’Ufficio di tassazione. Essi affermano che il reddito conseguito dal figlio per l’anno 2009 era parziale, avendo egli guadagnato fr. 10'061.– dal 1. gennaio al 28 febbraio 2009 nel Canton __________, e fr. 30'543.– dal 1. agosto al 31 dicembre 2009, per l’attività svolta nel Canton __________. Secondo i ricorrenti, tale importo, sottratte le spese sostenute, era tale comunque da non permettergli di fare fronte al proprio sostentamento nei mesi in cui non è stato impiegato.
Diritto
1. Preliminarmente è opportuno stabilire a che titolo i ricorrenti chiedono la deduzione, giacché nella dichiarazione d’imposta 2009 e nel ricorso successivo alla decisione dell’Ufficio di tassazione di Lugano-Città, essi rivendicano la concessione della deduzione sociale per “figlio a carico”.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10'900.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 6'100.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
Ora, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre 2009 non hanno ancora diciotto anni) e quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede.
Nel caso specifico, dalle informazioni allegate al fascicolo processuale, non risulta che __________, figlio dei ricorrenti, sia iscritto a qualche scuola né che lavori come tirocinante presso alcuna azienda. Risulta per contro che per almeno sette mesi abbia svolto un’attività lucrativa. Ragione per cui non sono soddisfatti i presupposti per chiedere la deduzione sociale per “figli a carico”, come indicato nella dichiarazione d’imposta e nelle doglianze successive dai genitori.
2. 2.1.
Si tratta a questo punto di verificare se, come già argomentato dall’Ufficio di tassazione di Lugano-Città nella decisione impugnata, i contribuenti non abbiano diritto alla deduzione per la persona bisognosa a carico.
2.2.
Per l’imposta cantonale, l'art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5’600.-- a 10'800.-- franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un'attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’600.-- franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l'art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’100 franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un'attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l'aiuto uguagli almeno l'importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
2.3.
Come risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è ammessa soltanto se l'aiuto è almeno pari o supera l'importo annuo della deduzione (CDT n. 80.2001.00080 del 27 giugno 2001 in re E. P.; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1., p. 2). Se l'aiuto non raggiunge almeno l'importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (Baumgartner, in Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434; Richner/Frei/Kaufmann, Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p. 383). In altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono irrilevanti per la deduzione (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 196).
2.4.
Secondo la lettera della norma cantonale e di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa ("erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person"). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d'aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti d'ordine fisico o psichico.
La condizione che si tratti di "erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person" è stata verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede appunto la deduzione per persone bisognose "für erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Personen", che vengono mantenute dal contribuente (cfr. § 31 cpv. 4). Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione della capacità economica ("wirtschaftliche Leistungsfähigkeit"). L'assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. L'assenza di lavoro deve essere dovuta all'età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/Kaufmann, Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p. 383; inoltre CDT N. 80.97.00008 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 n. 8t).
2.5.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un'attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzi one all'ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l'entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre CDT N. 80.95. 00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t; CDT N. 80.96.00223 del 13 gennaio 1997 in re G.P.).
Per stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi occorre, a giudizio di questa Camera, riferirsi alla tabella del minimo d'esistenza stabilita dalla Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (CDT N. 80.95.00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t; CDT N. 363 dell'8 ottobre 1986 in re P.S.; inoltre RF 1983, p. 491).
2.6.
La deduzione per persone bisognose a carico può inoltre essere concessa solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente che fa valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute (CDT N. 125 del 21 giugno 1993 in re O.M.).
La funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio di tener conto della situazione economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; inoltre: CDT N. 80.95.00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t).
Perché la deduzione possa essere ammessa, occorre quindi che la prestazione assistenziale sia effettiva. Essa lo è comunque soltanto nella misura in cui serve a colmare la differenza tra reddito effettivo e minimo vitale, se inferiore all'importo legale della deduzione (CDT n. 80.2001.00010 del 15 marzo 2001, in RDAT II-2001 n. 2t; CDT N. 80.95.00122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 N. 11t; CDT N. 469 del 28 novembre 1984 in re F.F.; Känzig, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 712 ss.).
3. 3.1.
Nel ricorso in esame, come già rilevato, la persona per la quale i ricorrenti invocano la deduzione “per persona bisognosa a carico” è il figlio __________. Ebbene, al 31 dicembre 2009 quest’ultimo era senza dubbio alle dipendenze della __________ SA e, secondo quanto emerge dalla notifica di tassazione per l’anno in questione, presente agli atti, __________ __________ ha svolto pressoché durante tutto l’anno (ad eccezione di tre mesi) attività lucrativa per un salario netto totale di fr. 40'604.–, di cui fr. 10'061.– ottenuti alle dipendenze della ____________________ di __________.
Come ampiamente ricordato nei considerandi precedenti, la dottrina e la giurisprudenza sono concordi nel ritenere che la deduzione per figli può essere concessa, tra le altre cose, solo quando il figlio maggiorenne ha effettivamente bisogno, in larga misura, del contributo di mantenimento prestatogli dal detentore dell’autorità parentale e quando non disponga di un reddito o di una sostanza sufficiente al suo mantenimento.
3.2.
Nelle circostanze del caso, considerato il reddito conseguito dal figlio dei ricorrenti e il fatto che i genitori non hanno neppure provato a dimostrare di avere contribuito al suo sostentamento nella misura minima richiesta dalla legge, essendosi limitati in sede di ricorso a sostenere genericamente di provvedere “ai costi della cassa malati e al suo mantenimento” per il periodo di non occupazione, la decisione dell’autorità di tassazione di negare la deduzione per persona bisognosa a carico, va confermata.
4. Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico dei ricorrenti.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
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Copia per conoscenza:
- municipio di.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: