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Incarto n. |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini |
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segretario |
Rocco Filippini, vicecancelliere |
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parti |
RI 1
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contro |
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CO 1
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oggetto |
ricorso del 31 marzo 2011 contro la decisione del 2 marzo 2011 in materia di IC e IFD 2008. |
Fatti
A. RI 1, nato nel 1959, divorziato, è dipendente ed azionista della __________, impresa di pittura di __________.
Nella dichiarazione fiscale 2008, il contribuente esponeva un reddito da attività dipendente di fr. 70'053.– (comprensivo della quota privata dell’automobile di servizio). Fra le deduzioni faceva invece valere l’importo di fr. 5'600.– per persona bisognosa a carico con riferimento al padre __________, nato nel 1930, pensionato.
B. Notificandogli la tassazione IC/IFD 2008, con decisione del 9 dicembre 2009, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna commisurava il suo reddito imponibile in fr. 42'900.– per l’IC ed in fr. 45'400.– per l’IFD. L’autorità aveva in particolar modo aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr. 15'000.–, spiegando nella motivazione allegata che si trattava di “prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”. Aveva poi negato la postulata deduzione per persona bisognosa a carico, argomentando che ne difettavano i requisiti di legge.
C. Il contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo dell’8 gennaio 2010, contestando di avere avuto altre entrate oltre a quelle dichiarate. Quanto alla deduzione sociale per persona bisognosa a carico, il reclamante sottolineava di avere aiutato finanziariamente i genitori per far fronte alle loro ingenti spese di malattia.
L’autorità di tassazione, con decisione del 2 marzo 2011, respingeva il reclamo sotto questi due particolari aspetti. Alla luce del calcolo del dispendio finanziario del contribuente, dal quale emergeva un saldo mensile di soli 750 franchi, confermava anzitutto il reddito d’altra fonte di fr. 15'000.–. In merito alla deduzione sociale per persona bisognosa a carico, osservava invece che i genitori disponevano di mezzi propri sufficienti per provvedere alle cure mediche.
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente sia lo stralcio degli “altri redditi” aggiunti dall’autorità di tassazione sia la deduzione per persona bisognosa a carico.
Il ricorrente contesta dapprima il calcolo della sua disponibilità finanziaria mensile, specie nel caso in cui non dovesse essere ammessa la detrazione dell’importo di fr. 5'600.– versato al padre. Quanto alla deduzione per persona bisognosa a carico, ribadisce di avere effettivamente contribuito alle ingenti spese mediche sostenute dal padre, di complessivi fr. 16'374.–. A suo avviso, non si poteva d’altronde pretendere che rinunciasse alle sue proprietà immobiliari per far fronte alle spese di malattia, dal momento che consistono prevalentemente “in boschi di cui ricava la legna per riscaldare l’abitazione”.
Diritto
1. 1.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'600 a 10'900 franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600 franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100 franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.2.
Come risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della deduzione (CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1, p. 2). Se l’aiuto non raggiunge almeno l’importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (Baumgartner, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434; Richner/Frei/Kaufmann, Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p. 383). In altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono irrilevanti per la deduzione (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p. 196).
1.3.
Diversamente dalla LIFD, la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la deduzione sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, è residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. b LT; Messaggio del Consiglio di Stato n. 4169, del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).
1.4.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti di ordine fisico o psichico.
La condizione che si tratti di “erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person” è stata verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede appunto la deduzione per persone bisognose “für erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Persones”, che vengono mantenute dal contribuente. Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione della capacità economica (“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”). L’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. L’assenza di lavoro deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/Kaufmann, op. cit., p. 383; inoltre CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.5.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149, inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 80.96.223 del 13 gennaio 1997).
Per stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).
2. 2.1.
Venendo al caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha negato al contribuente la deduzione sociale di fr. 5'600.–, in difetto del requisito dello stato di bisogno della persona aiutata, sostenendo fondamentalmente che i genitori del ricorrente disponevano di mezzi propri sufficienti per far fronte al loro sostentamento.
2.2.
Secondo un consolidato principio, è il contribuente ad avere l’onere della prova per i fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (decisioni del Tribunale federale n. 2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n.13t, consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; n. 2A.209/2005 del 3 novembre 2005, in: RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des schweizerischen Steuerrechts, 6a ediz., Zurigo 2002, p. 416, con rinvii).
Trattandosi, nella fattispecie, di una deduzione sociale, l’onere di provare l’adempimento delle condizioni cui essa è sottoposta era chiaramente a carico del contribuente. RI 1, per contro, non ha mai neppure tentato di illustrare la situazione patrimoniale dei genitori, limitandosi ad affermare nel gravame qui in esame che gran parte delle proprietà del padre consistono “in boschi di cui ricava la legna per riscaldare l’abitazione”, per cui non poteva essere pretesa una loro vendita.
La tesi ricorsuale è perlomeno curiosa, ove si pensi appena che il padre __________ è tuttora presidente dell’omonima impresa di pittura, con diritto di firma individuale. Da un esame sommario della tassazione dei genitori risulta inoltre che nel periodo fiscale 2008, essi dichiaravano un patrimonio di ben fr. 470'395.– e debiti privati per soli fr. 50'000.–. Oltre alle proprietà immobiliari citate dal ricorrente, il padre disponeva di titoli per un ammontare totale di fr. 173'316.–, la cui unica presenza porta già ad escludere lo stato di bisogno richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione può ancora contare su un capitale che le permette di far fronte autonomamente a tutte le spese necessarie, comprese le spese mediche di fr. 16'374.–. In simili circostanze sarebbe non solo irragionevole, ma anche contrario alla lettera e allo spirito della legge, considerare in stato di bisogno una persona, perlomeno fintantoché la stessa possa contare su di un capitale sufficiente per onorare le spese correnti.
Sotto questo primo aspetto, il gravame deve pertanto essere respinto.
3. 3.1.
Meno convincente risulta invece il reddito d’altra fonte calcolato dall’autorità di tassazione. Come esposto in narrativa, il ricorrente, vicepresidente ed azionista della __________, ha dichiarato un reddito da attività dipendente di fr. 70'053.–, comprensivo della quota privata dell’automobile di servizio di fr. 6'107.–. Da parte sua, l’autorità di tassazione, sulla base di un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2008, ha aggiunto ai proventi dichiarati dal contribuente un reddito d’altra fonte, che ha commisurato in 15'000 franchi.
3.2.
Nella procedura fiscale vige la massima ufficiale. L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche Berger, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). Come anticipato sopra, in applicazione analogica del principio previsto dall’art. 8 CC, l’onere probatorio è ripartito nel senso che all’autorità fiscale compete la prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito fiscale (ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
All’interno della collaborazione che il contribuente deve prestare per consentire una tassazione esatta e completa (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD), dai semplici diritti procedurali occorre nondimeno distinguere quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2a ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2002, Vol. I/1, n. 2 ad art. 42 LAID, p. 726). L’onere probatorio deve allora essere posto a carico del contribuente anche quando egli ha tralasciato, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento della fattispecie fiscalmente rilevante (Schär, Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435).
3.3.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
Una simile tassazione può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
3.4.
Nel caso in esame, come detto, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha aggiunto ai proventi dichiarati dal ricorrente “altri redditi” per fr. 15'000.–. Ha però rinunciato ad intraprendere una formale tassazione d’ufficio, in favore di una tassazione ordinaria, come risulta in particolar modo dal fatto che, nella notifica della tassazione IC/IFD 2008, non ha menzionato l’obbligo di motivare il gravame e le conseguenze in caso di sua inottemperanza (DTF 123 II 552), senza peraltro successivamente porvi rimedio. In simili circostanze, questa Camera non può pertanto sottrarsi da un esame della legittimità dell’apprezzamento operato dall’autorità di tassazione, cui spetta l’onere di provare la plausibilità della rappresentazione dei fatti su cui fonda l’applicazione del diritto (Oberson, Droit fiscal suisse, 3a ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2007, § 22 n. 9 p. 443).
3.5.
Il calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2008 lascia emergere una disponibilità finanziaria annua di fr. 8'991.–, pari a circa fr. 750.– mensili.
Certo, come osservato dall’autorità di tassazione, una simile disponibilità è effettivamente inferiore al minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, che per una persona che vive da sola ammonta ormai a fr. 1'200.– (cfr. Tabella CEF, edizione 1° settembre 2009). Tuttavia, come questa Camera ha già avuto modo di precisare, la sua applicazione ai fini fiscali deve essere valutata alla luce delle circostanze concrete di ogni singolo caso (CDT n. 80.2006.66 del 26 giugno 2007), senza dimenticare inoltre che fra le uscite è pure stato conteggiato l’importo di fr. 5'600.– versato al padre. A tale proposito, alla luce delle precedenti conclusioni (cfr. punto 2.), ci si potrebbe chiedere se la prestazione in discussione sia stata realmente sostenuta dal ricorrente, dal momento che i genitori già disponevano di un capitale sufficiente per onorare le loro spese correnti, oppure se non sia stata dichiarata unicamente per poter beneficiare della relativa deduzione sociale. In quest’ultimo caso, la disponibilità finanziaria mensile del contribuente aumenterebbe di oltre fr. 450.–, superando in tal modo il minimo vitale agli effetti del diritto esecutivo.
Comunque sia, anche volendo ammettere il calcolo delle entrate e delle uscite così come proposto dall’autorità di tassazione e pur attenendosi strettamente ai parametri del diritto esecutivo, la sua conclusione risulterebbe in ogni caso incomprensibile. Non è infatti dato a sapere come sia giunta a stabilire in 15'000 franchi il reddito d’altra fonte, dal momento che per sua stessa ammissione il ricorrente disponeva pur sempre di un importo mensile di circa fr. 750.– da destinare ai bisogni vitali (sostentamento, igiene e salute) ed alle spese necessarie a condurre una vita dignitosa ed adattata ai tempi moderni (Ochsner, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 70 ad art. 93 LEF). Sebbene insufficiente da un punto di vista del diritto esecutivo, un simile importo non può certo essere totalmente ignorato nel calcolo del reddito d’altra fonte di un contribuente. Così come nell’ambito di una tassazione d’ufficio in senso stretto, anche in un caso come quello qui in esame l’autorità fiscale deve infatti agire “pflichtgemäss”, conformandosi cioè agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372).
3.6.
Sotto questo secondo aspetto, a questa Camera non resta quindi che annullare la decisione impugnata e rinviare gli atti all’Ufficio di tassazione, perché proceda ad un nuovo calcolo della disponibilità finanziaria del ricorrente.
A tale proposito, non può non essere osservato che nel corso dell’anno 2007 il contribuente ha, da una parte, aumentato i propri debiti ipotecari da fr. 314'000.– a fr. 350'000.– e, dall’altra, liquidato gli averi depositati sul conto di appoggio all’ipoteca (conto privato __________ n. __________), che alla fine del 2006 ammontavano a circa 55'000 franchi. Dal calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2007, agli atti dell’incarto fiscale, risulta per contro che il contribuente ha sostenuto spese di riattazione per soli fr. 60'000.–, per cui vi sarebbe una evidente incongruenza fra quanto ottenuto a titolo di finanziamento e quanto speso per i lavori di riattazione. Ciò non toglie tuttavia che se l’autorità di tassazione avesse effettivamente fondato la sua decisione su questa apparente incongruenza, avrebbe in questo caso dovuto coinvolgere il contribuente nell’accertamento, garantendogli il diritto di essere sentito e chiedendogli eventualmente ulteriore documentazione bancaria.
4. L’esito del ricorso è differenziato. In parte, il ricorso è respinto; in parte, la decisione impugnata è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione.
Ciò si riflette anche sull’attribuzione delle spese processuali, poste a carico del ricorrente nella misura di un mezzo.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. 1.1. Il ricorso è respinto per quanto attiene alla deduzione sociale per persona bisognosa a carico.
1.2. La decisione su reclamo del 2 marzo 2011 è annullata e gli atti ritornati all’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna per ulteriori accertamenti e per nuova decisione in relazione al reddito d’altra fonte.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 400.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 480.–
sono a carico del ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 240.–).
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
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-; -; -; -.
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Copia per conoscenza:
- municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: