Incarti n.
80.2016.220

80.2016.221

Lugano

22 dicembre 2016

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

 

 

 

composta dai giudici

Andrea Pedroli, presidente,

Mauro Mini, Raffaele Guffi

 

segretaria

Daniela Fossati, vicecancelliera

 

 

parti

RI 1

RI 2

 

 

contro

 

 

 

RS 1

 

 

oggetto

ricorso del 19 luglio 2016 contro la decisione del 29 giugno 2016 in materia di IC e IFD 2014.

 

 

 

Fatti

 

                                  A.   RI 1 è coniugato con RI 2, entrambi pensionati. Con loro vive il figlio __________, nato il __________. L’altra figlia, __________, nata il __________, è coniugata dal __________ e si è trasferita a __________, dove vive con il marito. Nella dichiarazione fiscale 2014, i contribuenti fra le deduzioni hanno fatto in particolar modo valere quelle per figli a carico per complessivi fr. 22'200.– e per figlio agli studi di fr. 6'500.–.

 

 

                                  B.   Notificando loro la tassazione IC/IF 2014, con decisione del 23 marzo 2016, l’RS 1 ha riconosciuto le seguenti deduzioni sociali:

·         a livello cantonale, nulla per “deduzione per ogni figlio a carico” (Deduzione non concessa; figli maggiorenni che studiano e hanno superato il 28esimo anno di età) e nulla per “deduzione per figli agli studi” (Deduzione non ammessa difettando i requisiti di legge);

·         a livello federale, l’importo di fr. 6'500.– a titolo di “deduzione per ogni figlio a carico” (Deduzione considerata in base alla situazione al 31 dicembre 2014).

 

 

                                  C.   I contribuenti hanno impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 4 aprile 2016, postulando l’ammissione in deduzione limitatamente al figlio __________ (__________) dell’importo di fr. 15'000.– “quale persona bisognosa a carico” [ammontare suddiviso in fr. 9'600.– per vitto, alloggio, vestiario e “paghetta mensile”, fr. 5'200.– per la retta universitaria del 2014, fr. 1'500.– per spese inerenti agli studi (materiale scolastico, pernottamenti e trasferte) e fr. 1'000.– per l’AVS e Cassa malati]. Hanno dapprima sostenuto che __________ non percepirebbe alcun reddito e non avrebbe alcuna sostanza, adducendo parimenti che “finché non avrà finito gli studi e trovato un lavoro adeguato alle sue capacità, dobbiamo e dovremo provvedere per il suo mantenimento al 100%”. Hanno poi rilevato che egli è nato in __________, luogo in cui aveva vissuto in stato di abbandono, era denutrito e anche molto malato, fino a quando è stato da loro adottato all’età di tre anni. Questi fattori avrebbero influito sul suo sviluppo e sulla sua crescita. Ciò spiegherebbe il “suo ritardo negli studi”.

 

 

                                  D.   L’RS 1 ha respinto il reclamo, con decisione del 29 giugno 2016, con la seguente motivazione, sia per l’IC, sia per l’IFD:

 

                                         Reclamo evaso come ai considerandi:

                                         È deducibile una persona bisognosa a carico, secondo gli art. 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD, un importo documentato e compreso tra un minmo di Fr. 5'700. (minimo sotto il quale non vi è diritto a deduzione) e un massimo di Fr. 11'100, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un(‘) attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede. Visto quanto sopraesposto e dopo attento esame delle motivazioni indicate dai contribuenti e della documentazione inviata viene confermata la decisione di prima istanza in quanto non vengono soddisfatti i requisiti necessari per la concessione di persona bisognosa a carico.

 

 

                                  E.   Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 chiedono nuovamente la concessione per il figlio __________ della deduzione dell’ammontare di fr. 15'000.–. Affermano che egli sarebbe impegnato negli studi al 100% e dunque non potrebbe esercitare alcuna attività lucrativa, beneficiare dell’assistenza oppure della disoccupazione. Ribadiscono che __________ non avrebbe né reddito né sostanza e che loro provvedono integralmente al suo sostentamento. A loro dire, la postulata deduzione dovrebbe quindi essere riconosciuta.

 

 

                                  F.   Nelle proprie osservazioni dell’8 settembre 2016, l’RS 1 conferma il contenuto della decisione impugnata. Evidenzia anzitutto che “__________è nato in data __________, al 31 dicembre 2014 aveva quindi 31 anni, al livello IC la deduzione per figli agli studi e figli a carico non può quindi essere più concessa, per quanto riguarda l’IFD la deduzione è stata correttamente considerata”. Ritiene inoltre che __________ non possa neppure essere considerato quale persona bisognosa a carico, poiché nonostante sia “studente al 100%”, sarebbe comunque in grado di esercitare un’attività lucrativa.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).

                                         Per l’imposta cantonale, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede.

                                         La LIFD invece non prevede un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo 277 capoverso 2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento del figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale conclusione di una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale la deduzione non può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età (p. es. Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 39 ad art. 213 LIFD, p. 1644 s.).

 

                                         1.2.

                                         Per quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo la situazione alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento”.

                                         Con il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 69 ad art. 35 LIFD, p. 885).    

 

                                         1.3.

                                         __________, nato il __________, alla fine del periodo fiscale litigioso, aveva 31 anni. Il medesimo, al momento determinante del 31 dicembre 2014, era uno studente universitario, non esercitava alcuna attività lavorativa e non percepiva alcun reddito. Nei confronti degli insorgenti era da considerare come un figlio maggiorenne agli studi. Poiché l’obbligo di mantenimento dei genitori si estende, come visto, fino alla normale conclusione di una formazione appropriata, si deve ritenere tuttavia che i ricorrenti non avessero più diritto alla deduzione per figli a carico né per l’IFD né per l’IC. In mancanza di un’espressa indicazione del limite di età per ammettere la deduzione ai fini del calcolo dell’IFD, l’RS 1 ha tuttavia ammesso per l’IFD la “deduzione per figli agli studi” di fr. 6'500.–. Proprio alla luce della diversa formulazione delle disposizioni del diritto cantonale e federale, si rinuncia a modificare la decisione impugnata a svantaggio degli insorgenti.

                                         Si tratta ora di verificare se i contribuenti abbiano eventualmente diritto alla deduzione per persona bisognosa a carico.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'700.− a 11'100.− franchi al massimo (per il periodo fiscale 2014), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.− franchi. Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.− franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione. Questa deduzione non è però ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD.

 

                                         2.2.

                                         Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

                                         La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

 

                                         2.3.

                                         È controverso se il fatto che una persona non sia in grado di conseguire un reddito dell’attività lucrativa, perché è in formazione, ne limiti la capacità lucrativa (lo esclude categoricamente: Bericht der Expertenkommission zur Überprüfung des schweizerischen Systems der Familienbesteuerung, Berna 1998, p. 47; più possibilisti: Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 191; Locher, op. cit., n. 56 ad art. 35 LIFD, p. 882; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 71 ad art. 213 LIFD, p. 71). Anche volendo ammettere che uno studente maggiorenne possa considerarsi bisognoso, deve trattarsi in ogni caso di una vera e propria formazione a tempo pieno che si protrae fino alla fine degli studi, e non per esempio di un corso di perfezionamento a tempo parziale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 191).

 

                                         2.4.

                                         Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, op. cit., p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).

                                         Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr. 50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le persone coniugate (Locher, op. cit., p. 883).

 

                                         2.5.

                                         Venendo al caso in esame, i ricorrenti sostengono che “essendo impegnato al 100% agli studi, __________ non aveva alcuna possibilità di esercitare una attività lucrativa nonché la possibilità di chiedere un aiuto tramite l’assistenza o la disoccupazione”.

                                         In primo luogo, per l’IFD, essendo già stata riconosciuta agli insorgenti la deduzione per figli agli studi di fr. 6'500.– ex art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD, non può essere loro accordata anche la deduzione per persona bisognosa a carico, e ciò in base all’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD.

                                         In secondo luogo, dagli atti non risulta, e del resto i ricorrenti nemmeno lo sostengono, che __________ sia stato limitato nelle sue capacità di guadagno a seguito d’infermità congenita, malattia o infortunio, o in maniera più in generale d’impedimenti di ordine fisico o psichico. Ciò dimostra che è una persona capace di esercitare un’attività lucrativa.

                                         Anche volendo ammettere che, a determinate condizioni, uno studente possa difettare di capacità lucrativa, si deve infine escludere che il corso di laurea, cui era iscritto il figlio dei ricorrenti nel periodo fiscale in discussione, fosse tale da adempiere i requisiti legali.  __________, nel periodo fiscale litigioso, era iscritto alla facoltà di economia (3° anno fuori corso) presso l’Università Telematica e-Campus. Si tratta di un ateneo che, come suggerisce il suo stesso nome e come risulta dalle informazioni reperibili, permette di conciliare lo studio online con i propri impegni professionali e personali, in cui si possono in particolar modo seguire le lezioni online, dove e quando si vuole, e ci si deve spostare solamente per gli esami e la tesi (cfr., nel dettaglio, il relativo sito internet). In queste circostanze, anche se si volesse riconoscere che la frequenza di un corso di laurea da parte di un ultratrentenne possa determinarne l’incapacità lucrativa o limitarne la capacità lucrativa, un’attività lucrativa da parte di __________ era indubbiamente conciliabile con i suoi studi universitari.

                                         Alla luce di quanto sopra esposto, il figlio dei contribuenti non può essere considerato bisognoso nel senso dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT.

 

 

                                   3.   Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

 


 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali consistenti:

                                         a. nella tassa di giustizia di                                fr.    500.–

                                         b. nelle spese di cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    580.–

                                         sono a carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a:

 

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                                         Copia per conoscenza:

                                         -

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                         La segretaria: