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Incarti n. 80.2017.111 |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Mauro Mini, Raffaele Guffi |
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segretaria |
Sabrina Piemontesi, vicecancelliera |
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parti |
RI 1 RI 2
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorso del 4 maggio 2017 contro la decisione del 3 maggio 2017 in materia di IC e IFD 2015. |
Fatti
A. RI 1 ha lavorato fino al 30 settembre 2015 alle dipendenze della __________ SA di __________. Dal 4 ottobre al 31 dicembre 2015 ha percepito delle indennità giornaliere per incapacità lavorativa, erogate dalla compagnia di assicurazione __________.
Nella dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2015, presentata insieme alla moglie RI 2, il contribuente ha indicato di aver percepito indennità giornaliere per malattia per un ammontare di fr. 11'705.–, avendo dedotto dalle prestazioni percepite i premi pagati all’assicurazione.
B. L’RS 1 ha notificato ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2015, con decisione del 29 marzo 2017, commisurando il reddito imponibile in fr. 64'500.– per l’IC ed in fr. 67'900.– per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale ha in particolar modo stabilito in fr. 19'508.– l’ammontare delle indennità giornaliere, basandosi sul certificato rilasciato dalla compagnia di assicurazioni.
C. Con reclamo del 4 aprile 2017, i contribuenti hanno contestato fra l’altro l’imposizione delle indennità giornaliere dell’assicurazione contro le malattie, argomentando che, quando RI 1 aveva lasciato l’impiego presso la __________ SA, si era trasferito dall’assicurazione collettiva all’assicurazione individuale della __________. Aveva di conseguenza dovuto assumersi il pagamento dei relativi premi, per un importo annuo di fr. 9’963.20. A loro avviso, i premi dovevano pertanto essere dedotti dal reddito percepito.
L’Ufficio di tassazione ha respinto il reclamo su questo punto, sostenendo che “il reddito da assicurazione per perdita di guadagno in caso di malattia collettiva o individuale è da imporsi integralmente considerato che tale assicurazione copre il rischio di mancato guadagno in caso di malattia (in ossequio all’obbligo del datore di lavoro (art. 324a C[C]S), inoltre tale copertura è temporanea e prevede un indennizzo in considerazione di un guadagno assicurato”, con la conseguenza che “la natura di tale reddito esclude… l’ammissibilità della deduzione per rendite vitalizie derivanti da fonti previdenziali”. L’autorità fiscale sottolineava altresì che i premi per l’assicurazione collettiva o individuale per perdita di guadagno in caso di malattia sono ammessi solo “fino a concorrenza dei limiti massimi previsti ossia CHF 10'500.– per imposta cantonale e CHF 3'500.–“.
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 postulano nuovamente la deduzione dal reddito imponibile dei premi pagati alla __________ per l’assicurazione individuale per perdita di guadagno in caso di malattia. I ricorrenti sottolineano che al marito è in seguito stata riconosciuta una rendita dell’assicurazione invalidità, che ha comportato anche una riduzione della prestazione dell’assicurazione contro le malattie.
Diritto
1. 1.1.
I ricorrenti sostengono che i premi versati da RI 1 alla __________ per l’assicurazione individuale d’indennità giornaliera dovrebbero essere dedotti dal loro reddito imponibile, in considerazione del fatto che il loro pagamento è funzionale al conseguimento delle indennità giornaliere percepite negli ultimi mesi del periodo fiscale litigioso. Di diverso avviso l’autorità di tassazione, secondo cui i premi sarebbero deducibili solo entro i limiti previsti dalla legge per la deduzione dei premi assicurativi, insieme a quelli per l’assicurazione privata contro le malattie.
1.2.
In tutti i casi in cui il lavoratore è impedito senza sua colpa di lavorare, il datore di lavoro deve pagargli per un tempo limitato il salario (art. 324a cpv. 1 CO). Si tratta della rimunerazione che il lavoratore avrebbe ricevuto se non fosse stato impedito di lavorare durante tale lasso di tempo. L'obbligo di pagare il salario non è tuttavia assoluto, quale che sia la durata dell'incapacità lavorativa; invece, il lasso di tempo durante il quale il datore di lavoro deve pagare il salario integrale varia in funzione della durata dei rapporti di lavoro.
Il cpv. 4 dell'art. 324a CO consente di prevedere per iscritto accordi derogatori; in particolare, si può convenire di affiliare i lavoratori a un sistema di assicurazione che copra la perdita di guadagno in caso di malattia e invalidità. Numerose convenzioni collettive di lavoro hanno fatto uso di tale facoltà ed organizzano imperativamente l’affiliazione dei lavoratori ad assicurazioni collettive che coprono la perdita di guadagno, secondo le disposizioni imposte dalla convenzione collettiva di lavoro. Altri settori, non soggetti a disciplina convenzionale, concludono pure assicurazioni collettive per i loro dipendenti. In simili casi, l’affiliazione, la designazione dell’assicurazione, la natura e l’estensione delle prestazioni, nonché l’ammontare e la ripartizione dei contributi devono figurare in un accordo scritto, firmato dal lavoratore, o in un allegato che accompagna il contratto di lavoro. La sostituzione dell’obbligo legale di pagare il salario con una copertura assicurativa giova sia al datore di lavoro, che può preventivare esattamente gli oneri dovuti alle assenze per malattia, sia al lavoratore, che può cambiare lavoro senza perdere i vantaggi legati all’anzianità e può affrontare senza problemi impedimenti lavorativi ripetuti o prolungati (cfr. p. es. Longchamp, Commentaire du contrat de travail, Berna 2013; n. 39 ss. ad art. 324a CO, p. 219 ss.; Streiff / von Kaenel / Rudolph, Arbeitsvertrag - Praxiskommentar zu Art. 319-362 OR, 7a ediz., Zurigo 2012, n. 13 ad art.324a CO, p. 428 ss.).
Le parti sono libere di scegliere sia di stipulare un’assicurazione sociale d’indennità giornaliera secondo gli articoli da 67 a 77 della Legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) sia di concludere un’assicurazione d’indennità giornaliera soggetta alla Legge federale del 2 aprile 1908 sul contratto d’assicurazione (LCA; RS 221.229.1). Quest’ultimo è il caso più frequente e i contratti si ispirano, per ragioni pratiche, al sistema previsto dalla LAMal (Longchamp, op. cit., n. 42 s. ad art. 324a CO, p. 220 s.).
1.3.
Le persone domiciliate in Svizzera o che vi esercitano un'attività lucrativa e aventi compiuto i 15 anni ma non ancora i 65 anni possono stipulare un'assicurazione d'indennità giornaliera con un assicuratore (art. 67 cpv. 1 Legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]). Esse possono scegliere un assicuratore diverso da quello scelto per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 67 cpv. 2 LAMal) e l’assicurazione d'indennità giornaliera può essere stipulata nella forma d'assicurazione collettiva (art. 67 cpv. 3 LAMal).
L’assicurato che esce dall’assicurazione collettiva perché cessa di appartenere alla cerchia degli assicurati definita dal contratto oppure perché quest'ultimo è disdetto, ha diritto al trasferimento nell’assicurazione individuale dell’assicuratore. Se nell'assicurazione individuale l'assicurato non assicura prestazioni più elevate, non possono essere formulate nuove riserve e dev'essere mantenuta l'età d'entrata determinante nel contratto collettivo (art. 71 cpv. 1 LAMal).
2. 2.1.
Secondo gli art. 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD, la totalità dei proventi, periodici e unici, sottostà all’imposta sul reddito. Il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione del reddito netto globale, completato da una lista esemplificativa di diverse componenti reddituali (art. 16 a 22 LT e 17 a 23 LIFD) e da un elenco tassativo di redditi esenti dall’imposta (art. 23 LT e 24 LIFD). Per gli articoli 23 lett. a LIFD e 22 lett. a LT, è in particolare imponibile qualsiasi provento sostitutivo di provento da attività lucrativa, cioè ogni prestazione che si sostituisce ai redditi ordinari del lavoro presso un contribuente che ha cessato durevolmente o temporaneamente, volontariamente o meno, interamente o parzialmente, la sua attività lucrativa (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_903/2012 e 2C_904/2012 del 12 febbraio 2013, in RDAF 2014 II p. 23, consid. 4.1 con riferimenti). Le indennità giornaliere dell’assicurazione contro le malattie rientrano fra i proventi sostitutivi del reddito da attività lucrativa e sono pertanto pienamente imponibili (Maute / Steiner / Rufener / Lang, Steuern und Versicherungen, 3a ediz., Muri/Berna 2011, p. 269; Noël, in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz.. Basilea 2017, n. 7 ad art. 23 LIFD, p. 568).
2.2.
Ne consegue che la decisione impugnata, nella misura in cui ha assoggettato all’imposta sul reddito in misura integrale le indennità giornaliere versate al ricorrente, è legittima.
3. 3.1.
Sono deducibili dal reddito imponibile, fra l’altro (articoli 33 cpv. 1 LIFD e 32 cpv. 1 LT):
· il 40 per cento delle rendite vitalizie versate, nonché gli oneri permanenti (lett. b);
· i premi e i contributi versati per le indennità per la perdita di guadagno, per l'assicurazione contro la disoccupazione e per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (lett. f);
· i versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro le malattie e, in quanto non compresa sotto la lettera f, contro gli infortuni, nonché gli interessi dei capitali a risparmio del contribuente e delle persone al cui sostentamento egli provvede (lett. g); la deduzione è peraltro limitata ad un importo di 3’500.– franchi per l’IFD e di 10'500 franchi per l’IC, per i coniugi che vivono in comunione domestica, e di 1’700 franchi per l’IFD e di 5'200.– franchi per l’IC, per gli altri contribuenti.
3.2.
Questa Corte ha già avuto modo di decidere che non possono essere dedotti dal reddito a titolo di contributi di legge – e in particolare quali premi e contributi versati per le indennità per la perdita di guadagno – i premi per l’assicurazione per la perdita di guadagno a causa di malattia, poiché tale assicurazione non rientra nel campo delle assicurazioni sociali bensì in quello dell’assicurazione complementare contro la malattia (CDT n. 80.96.00159 dell’11.10.1996, in RDAT I-1997 n. 7t).
Il Tribunale federale, da parte sua, ha negato che, per un disoccupato, i premi pagati per l’assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera sia deducibile a titolo di spesa per il conseguimento del reddito, sebbene tale assicurazione possa essere strettamente legata all’assicurazione contro la disoccupazione (sentenza n. 2C_681/2008 e 2C_682/2008 del 12.12.2008, in RF 64/2009 p. 380 = RDAF 2009 II p. 422, consid. 3.5.5).
I premi pagati dal lavoratore e dal disoccupato per l’assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera sono deducibili entro i limiti previsti dagli articoli 33 cpv. 1 lett. g LIFD e 32 cpv. 1 lett. g LT, poiché rientrano fra i “versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, contro le malattie e, in quanto non compresa sotto la lettera f, contro gli infortuni” (cfr. la sentenza del Tribunale federale (cfr. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_36/2011 del 24.5.2011 consid. 3.2; inoltre Maute / Steiner / Rufener / Lang, op. cit., p. 268 e p. 283; Laffely Maillard, in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz.. Basilea 2017, n. 81 ad art. 33 LIFD, p. 754).
3.3.
Neppure può entrare in considerazione, come richiesto dai ricorrenti, la deduzione degli “oneri permanenti” (articoli 33 cpv. 1 lett. b LIFD e 32 cpv. 1 lett. b LT). In questa nozione rientrano infatti obblighi, imposti dal contribuente dalla legge, da un contratto o da una disposizione per causa di morte, che colpiscono un elemento della sua sostanza privata per un periodo più o meno lungo e ne diminuiscono il valore d’uso (p. es. Laffely Maillard, in: Noël / Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz.. Basilea 2017, n. 14 ad art. 33 LIFD, p. 723). Di solito, gli oneri permanenti sorgono in relazione alla proprietà fondiaria; vi rientrano in particolare gli oneri fondiari di diritto privato (articoli 782-792 CC) o di diritto pubblico (art. 784 CC), come pure le servitù prediali e personali (Laffely Maillard, op. cit., n. 15 ad art. 33 LIFD, p. 723).
È immediatamente evidente che il pagamento di un premio assicurativo non rientra nella nozione di onere permanente.
3.4.
Tornando al caso in esame, con la decisione impugnata, l’autorità di tassazione ha elevato la deduzione degli oneri assicurativi e degli interessi di capitali a risparmio, per l’imposta cantonale, da fr. 8'968.– a fr. 10'500.–, proprio per tener conto del pagamento dei premi in discussione. Tale importo rappresenta peraltro il massimo previsto dalla legge cantonale (art. 32 cpv. 1 lett. g LT). Per l’imposta federale diretta, la deduzione è per contro stata confermata all’importo massimo di fr. 3'500.– (art. 33 cpv. 1 lett. g LIFD).
La decisione dell’Ufficio di tassazione si rivela conforme al diritto applicabile.
4. Visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 580.–
sono a carico dei ricorrenti.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
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Copia per conoscenza:
- municipio di.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria: