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Incarti n. 80.2018.123 |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Mauro Mini, Raffaele Guffi |
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segretaria |
Daniela Fossati, vicecancelliera |
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parti |
RI 1
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorso del 2 luglio 2018 contro la decisione del 6 giugno 2018 in materia di IC e IFD 2016. |
Fatti
A. RI 1, divorziata, vive ed è domiciliata nel Comune di __________ (Quartiere di __________). Nel periodo fiscale litigioso, i figli __________ (__________) e __________ (__________) vivevano nella stessa economia domestica della madre (cfr. sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino).
Nella dichiarazione fiscale 2016, la contribuente – per quanto qui d’interesse – ha postulato la deduzione per figli a carico per complessivi fr. 22'200.–. Nel modulo delle comunicazioni e note per l’autorità fiscale ha precisato quanto segue:
Vorrei dedurre Fr 22'200.– per i miei figli in quanto sono ancora a mio carico.
- __________ ha lavorato da agosto 2016 fino a gennaio 2017.
- Per __________ vi allego l’ultima decisione di tassazione.
Nel modulo 1 - figli minorenni, a tirocinio o agli studi (stampato il 5 ottobre 2017 alle ore 20:16) ha inoltre indicato che il figlio __________ aveva svolto un’attività lavorativa in Italia.
B. Notificando a RI 1 la tassazione IC/IFD 2016, con decisione del 1° novembre 2017, l’RS 1 ha in particolar modo negato la deduzione per figli a carico.
C. La contribuente ha impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 20 novembre 2017, contestando – sempre per quanto qui d’interesse – il rifiuto della deduzione sociale di complessivi fr. 22'000.– per i suoi figli __________ e __________.
L’RS 1, con decisione del 6 giugno 2018, ha respinto il gravame sia per l’IC, sia l’IFD, negando la postulata deduzione per figli a carico a favore dei due figli maggiorenni. L’autorità fiscale, dopo aver richiamato gli art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1 lett. a LIFD, ha ritenuto che la suddetta deduzione non può essere ammessa, considerato come, nel periodo fiscale litigioso, entrambi i figli avrebbero esercitato un’attività lucrativa, "seppur di poco conto".
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 ripropone la richiesta di deduzione (perlomeno parziale) per i suoi due figli a carico, i quali, nel periodo fiscale litigioso, avrebbero esercitato solo parzialmente un’attività lavorativa (__________ dal 1° agosto 2016 al 31 dicembre 2016, mentre __________ dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre 2016). Domanda dunque di riconoscere la suddetta deduzione per __________ dal 1° gennaio 2016 al 31 luglio 2016, mentre per __________ dal 1° gennaio 2016 all’8 maggio 2016.
E. Con le proprie osservazioni del 31 luglio 2018, l’RS 1 rileva in particolar modo che, secondo la costante giurisprudenza cantonale e federale, per stabilire le deduzioni sociali si considera la situazione alla fine dell’anno fiscale. Ritiene che entrambi i figli maggiorenni sarebbero praticamente in grado di provvedere al proprio mantenimento tramite i proventi delle proprie attività lucrative, e ciò a maggior ragione grazie al sostegno finanziario ottenuto dalla madre. Di conseguenza l’RS 1 ha ritenuto che tale sostegno sarebbe "una destinazione di reddito" e per questo motivo, la ricorrente non ha diritto alla deduzione per figli a carico sia per l’IC, sia per l’IFD.
Diritto
1. 1.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
Per l’imposta cantonale, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede.
La LIFD invece non prevede un limite di età per la deduzione per i figli. Secondo l’articolo 277 capoverso 2 CC i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al mantenimento del figlio, anche se ha raggiunto la maggiore età, fino alla normale conclusione di una formazione appropriata (Circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni n. 30 del 21 dicembre 2010, Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la LIFD, p. 20). Di conseguenza, in generale la deduzione non può più essere fatta valere quando il figlio ha compiuto, alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento, il 25° o il 26° anno di età (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 42 ad art. 35 LIFD, p. 713).
1.2.
Per quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 35 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite "secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 40 LIFD) o dell’assoggettamento".
Con il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, op. cit., p. 885).
Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel singolo caso un contribuente possa essere avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è possibile conseguire un’imposizione assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una disciplina legale non comporti ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 111, con riferimento a DTF 120 Ia 337).
1.3.
Come visto in narrativa, nel periodo fiscale litigioso, entrambi i figli di RI 1 erano maggiorenni.
__________, che alla fine del 2016 aveva 23 anni, avrebbe svolto una (non meglio precisata) attività lavorativa dal 1° agosto 2016 al 31 dicembre 2016. Dalla decisione di tassazione IC 2016 dell’8 novembre 2016, che lo concerne, risulta che, nell’anno 2016, quest’ultimo ha conseguito un reddito netto da attività dipendente di complessivi fr. 15'924.–.
__________, che alla fine di quel periodo fiscale aveva 20 anni, avrebbe invece svolto in __________ una (non meglio precisata) attività lavorativa dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre 2016. L’RS 1, nella decisione del 5 luglio 2017 (IC 2016), ha accertato un reddito imponibile complessivo di fr. 6'133.–, riconoscendo però una deduzione totale delle spese professionali dell’importo di fr. 10'765.–.
Entrambi i figli maggiorenni, al momento determinante del 31 dicembre 2016, esercitavano pertanto una (non meglio precisata) attività lavorativa e percepivano un reddito. Non può dunque entrare in considerazione la deduzione per figli a carico giusta gli art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35 cpv. 1 lett. a LIFD, considerato come __________ e __________ non erano a tirocinio o agli studi, come peraltro rettamente rilevato dall’RS 1 nella decisione impugnata.
Si tratta dunque di verificare se la contribuente non abbia diritto alla deduzione per persona bisognosa a carico.
2. 2.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'700.− a 11'100.− franchi al massimo (per il periodo fiscale 2016), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.− franchi. Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.− franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.
2.2.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
2.3.
Tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/ Bosshard/ Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p. 192).
2.4.
Tornando al caso in esame, dagli atti non risulta, e del resto la ricorrente nemmeno lo sostiene, che nel periodo fiscale litigioso, i figli __________ e __________ siano stati in particolare limitati nelle loro capacità di guadagno a seguito d’infermità congenita, malattia o infortunio, o in maniera più generale d’impedimenti di ordine fisico o psichico, avendo entrambi esercitato un’attività lucrativa. Già solo per questo motivo, gli stessi non possono essere considerati bisognosi nel senso degli articoli 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD.
3. Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 300.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 380.–
sono a carico della ricorrente.
3. Contro il presen Copia per conoscenza:
- municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria: