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Incarti n. 80.2021.277 |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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segretaria |
Sabina Ghidossi, vicecancelliera |
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parti |
RI 1 RI 2
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorso del 15 dicembre 2021 contro le decisioni del 24 novembre 2021 in materia di IC e IFD 2020. |
Fatti
A. I coniugi RI 1 e RI 2 presentavano la propria dichiarazione d’imposta per l’anno fiscale 2020 il 27 aprile 2021. Per quanto qui di interesse, i contribuenti facevano valere fr. 15’000.- a titolo di “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”, dovendo prendersi cura della figlia __________.
B. Con decisioni di tassazione IC/IFD 2020 del 22 settembre 2021, l’RS 1 (di seguito: UT) non ammetteva la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”, difettando i requisiti di legge.
C. Il 15 ottobre 2021, i contribuenti presentavano tempestivo reclamo contro le decisioni di tassazione IC/IFD 2020. Gli stessi contestavano la decisione dell’UT di non concedere la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”, ritenendo “che l’anno 2020 non è stato un anno propizio per coloro che cercano di iniziare a lavorare o di trovare nuovi lavori”, ma che tuttavia la loro figlia aveva postulato per “qualche” lavoro, ma senza successo.
D. Con scritto del 15 ottobre 2021, l’autorità di tassazione illustrava ai contribuenti le condizioni da adempiere per poter beneficiare della “deduzione per ogni persona bisognosa a carico” e chiedeva loro di voler produrre – entro il 10 novembre 2021 – la seguente documentazione:
§ “Vostre osservazioni rispetto a quanto adesso indicato;
§ Il curriculum vitae della figlia;
§ La documentazione che dimostri ineccepibilmente i seri sforzi messi in atto dalla figlia per la ricerca di un impiego nel corso dell’anno”.
L’UT informava i contribuenti che “in assenza di una risposta entro il termine assegnato, le tassazioni base sono confermate, dovendosi ritenerla una vostra tacita rinuncia al reclamo”.
E. L’8 novembre 2021, i contribuenti informavano l’autorità di tassazione che la figlia avrebbe svolto un’attività lavorativa a tempo pieno da giugno 2021 a settembre 2021 e che dal mese di ottobre 2021 sarebbe stata in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, “ma a ore”.
I reclamanti sostenevano poi che la figlia si sarebbe candidata, nel corso degli anni, per numerosi posti di lavoro, ma con esito negativo. Gli insorgenti affermavano poi che la stessa svolgeva un’attività non lucrativa “per tenersi attiva e dimostrare le sue capacità”.
Per tali motivi, chiedevano nuovamente la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”.
F. Con decisioni di tassazione dopo reclamo del 24 novembre 2021, l’UT respingeva il reclamo interposto dai contribuenti con la seguente motivazione:
“[…] Nel caso della figlia dei contribuenti si ha che non consegue un reddito dell’attività lucrativa dal 2013, occupandosi dell’attività di promotrice dell’evento che organizza e dirige sin dal 2012, senza potersi pertanto ritenere che le conseguenze della pandemia COVID-19 a tutti note abbiano effettivamente modificato la sua situazione reddituale. D’altronde non sono stati dimostrati i seri sforzi da lei messi in atto per la ricerca di un impiego negli anni. Non potendosi pertanto considerare come adempiuto il requisito di bisogno oggettivo della figlia, la deduzione invocata non è ammessa”.
G. Il 15 dicembre 2021, i coniugi __________ insorgono contro le decisioni di tassazione dopo reclamo davanti alla Camera di diritto tributario. I contribuenti chiedono che venga concessa loro la “deduzione per ogni persona bisognosa a carico”. Gli stessi infatti si prenderebbero cura della figlia (anno di nascita: 1983), la quale, per l’anno fiscale sub judice, non avrebbe esercitato alcuna attività lucrativa e non avrebbe avuto a disposizione alcun risparmio per far fronte al proprio sostentamento.
H. Con osservazioni del 22 dicembre 2021, l’UT si riconferma nelle motivazioni esposte nelle decisioni di tassazione dopo reclamo.
Diritto
1. 1.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede la deduzione di un importo da fr. 5'700.– a fr. 11'100.– al massimo dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno fr. 5’700.–.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di fr. 6’500.– per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.
Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (artt. 50 LT e 40 LIFD) o dell’assoggettamento (artt. 34 cpv. 3 e 35 cpv. 2 LIFD).
1.2.
Secondo la lettera sia della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio) di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale, rispettivamente - se di lunga durata - anche in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi (LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer (DBG), 3a ediz., Basilea 2017, n. 23c ad art. 35 LIFD; Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 195; sentenza della CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio sentenza della CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.3.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre sentenza della CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (sentenza della CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo.
2. Si ricorda che nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Per quanto concerne le spese deducibili dal reddito imponibile, l’onere della prova è pertanto a carico del contribuente (cfr. per esempio la sentenza del TF n. 2C_112/2014 del 15 settembre 2014 consid. 4.1 in fine). In merito ai fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario, il contribuente non li deve unicamente affermare, bensì pure documentare (DTF 140 II 248 consid. 3.5.; sentenza del TF n. 2C_871/2016 dell’11 luglio 2016).
3. Tornando al caso in esame, dagli atti non risulta, e del resto i ricorrenti nemmeno lo sostengono, che nel periodo fiscale litigioso, la figlia sia stata in particolare limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia o infortunio o, in maniera più generale, d’impedimenti di ordine fisico o psichico. Infatti, gli insorgenti affermano che la figlia non avrebbe trovato lavoro a causa della situazione pandemica, che avrebbe comportato una riduzione delle offerte di lavoro. Tuttavia, come detto, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Non risulta peraltro che l’interessata abbia chiesto l’indennità di disoccupazione.
Dando seguito alla richiesta dell’Ufficio di tassazione, di documentare gli sforzi fatti per trovare un impiego, i ricorrenti hanno affermato che la figlia, nel corso del 2020, “ha inoltrato tre concorsi d’assunzione con esito negativo. Due al Municipio di __________ e uno alle aziende municipalizzate”. Tale circostanza – oltre a comprovare nuovamente che la figlia non è limitata nella sua capacità di guadagno nel senso delle norme in oggetto – non è neppure idonea a provare l’assenza di lavoro sul mercato, essendo stata la ricerca lavorativa alquanto limitata.
Né giustifica una diversa conclusione l’affermazione degli insorgenti, secondo cui la figlia avrebbe organizzato un festival per la divulgazione delle tradizioni del __________. La scelta di dedicarsi ad attività non retribuite non è certamente criticabile, ma non impone di considerare bisognosa la persona che le intraprende.
Pertanto, ai sensi di quanto precede, la figlia non può essere considerata bisognosa nel senso degli artt. 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett b LIFD. Di conseguenza la deduzione “per persona bisognosa a carico” non può essere ammessa.
4. Alla luce dei considerandi che precedono, il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.
Per questi motivi,
visti per le spese gli artt. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 1’000.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 1’100.–
sono a carico dei ricorrenti.
3. Contro il presen Copia per conoscenza:
- municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria: