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Incarti n. 80.2022.6 |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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segretaria |
Sabina Ghidossi, vicecancelliera |
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parti |
RI 1
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorso del 5 gennaio 2022 contro le decisioni dell’8 dicembre 2021 in materia di IC e IFD 2019. |
Fatti
A. Il 30 settembre 2020, RI 1 presentava la propria dichiarazione d’imposta delle persone fisiche per il periodo fiscale 2019, con cui dichiarava un reddito imponibile complessivo di fr. 56'353.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 485'223.-.
B. Con scritto del 17 dicembre 2020, l’RS 1 (di seguito: UT) formulava all’attenzione del contribuente una richiesta di documentazione e meglio, chiedeva la produzione, entro il 7 gennaio 2021, dei seguenti documenti:
- “attestazione a comprova dei versamenti effettuati all’istituzione previdenziale concernente il terzo pilastro a
- Vostre osservazioni in merito all’allegato calcolo entrate/uscite dell’anno 2019 dal quale risulta un’insufficiente disponibilità finanziaria per il sostentamento; ogni rettifica apportata al calcolo dovrà essere debitamente comprovata;
- attestazioni bancarie al 31.12.2019,
- una dichiarazione bancaria che certifichi i debiti esistenti alla fine dell’anno e gli interessi passivi maturati nell’anno 2019
- attestazione rilasciata dalla cassa malati in cui figurano i premi pagati durante l’anno 2019”.
Alla lettera, l’UT allegava anche un calcolo delle entrate/uscite, dal quale risultava un ammanco di disponibilità finanziaria pari a fr. 109'179.-.
C. Non avendo il contribuente dato seguito alla richiesta del 17 dicembre 2020, l’autorità di tassazione, il 24 febbraio 2021, emetteva le decisioni di tassazione IC/IFD 2019, accertando un reddito imponibile complessivo, per l’IC, di fr. 168'500.- e per l’IFD, di fr. 172'000.-. La sostanza imponibile complessiva, ai soli fini di IC, veniva stabilita in fr. 66'000.-.
In particolare, l’autorità fiscale accertava, mediante “tassazione d’ufficio parziale”, un “reddito da attività indipendente principale” di fr. 122'000.- (dichiarati fr. 61'207.-) e “altri redditi” per fr. 50'000.-. A tal proposito, rendeva attento il contribuente che le decisioni avrebbero potuto essere impugnate soltanto con il motivo della manifesta inesattezza e che il reclamo avrebbe dovuto essere motivato ed indicare eventuali mezzi di prova.
D. Con tempestivo reclamo del 2/5 marzo 2021, il contribuente insorgeva contro le decisioni di tassazione IC/IFD 2019, contestando il reddito imponibile accertato dall’autorità fiscale.
A questo riguardo, il reclamante affermava di non sostenere alcun costo “all’infuori dell’ipoteca ed utenze” e di aver conseguito un utile di fr. 61'207.-, importo che considererebbe l’acquisto di merce, “fatturata nel 2019, ma […] pagata nel 2020 per 36700.00 chf”.
E. L’8 dicembre 2021, l’UT emetteva le decisioni di tassazione dopo reclamo, dichiarando, per quanto qui di interesse, irricevibile l’impugnativa relativamente al “reddito da attività indipendente principale” e ad “altri redditi”, poiché non conforme ai requisiti imposti dalla legge in materia di “tassazione d’ufficio”.
F. Il 5 gennaio 2022, RI 1 dichiara di interporre ricorso alla Camera di diritto tributario contro una non meglio precisata “decisione di Tassazione dopo Reclamo del 8.12.2021”, aggiungendo che la documentazione e le relative spiegazioni sarebbero state prodotte in seguito.
G. Con scritto del 10 gennaio 2022, inviato mediante Posta APlus e recapitato l’11 gennaio 2022 alle 0854, la Camera di diritto tributario attribuisce al contribuente un termine di dieci giorni per produrre una copia della (o delle) decisione (i) impugnata (e) e per presentare un ricorso conforme alle esigenze legali, avvertendolo che altrimenti lo stesso sarebbe stato dichiarato irricevibile.
Il 20 gennaio 2022, il ricorrente produce, all’attenzione dell’RS 1 (poi trasmesse alla Camera di diritto tributario), le decisioni di tassazione dopo reclamo e nel contempo postula lo stralcio dei fr. 50'000.- quali “altri redditi”, dichiarando di dover far fronte ad un’ipoteca di fr. 312’000.- e ad un debito privato di fr. 40'000.-.
Il 1° marzo 2020, l’UT formula le proprie osservazioni al ricorso del 5 gennaio 2022 del signor RI 1, chiedendo la conferma delle motivazioni e delle conclusioni contenute nelle decisioni su reclamo. In particolare, l’autorità fiscale evidenzia come il contribuente, in sede di reclamo, non avrebbe presentato la documentazione necessaria a comprovare la manifesta inesattezza delle decisioni.
Diritto
1. 1.1.
Con il proprio ricorso, il contribuente chiede di stralciare l’importo relativo ad “altri redditi” per fr. 50'000.-, stabilito d’ufficio dall’autorità di tassazione.
1.2.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’autorità fiscale, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata presentata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.3.
Avendo l’UT dichiarato il reclamo irricevibile, limitatamente all’importo qui contestato, questa Camera verificherà unicamente se sia legittima la decisione di irricevibilità dell’autorità fiscale, senza entrare nel merito delle tassazioni.
2. 2.1.
Presentando la dichiarazione d’imposta 2019, il ricorrente non ha allegato praticamente nessuno dei documenti richiesti dalla legge.
2.2.
Secondo gli articoli 125 cpv. 1 LIFD e 199 cpv. 1 LT, le persone fisiche devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare:
a. i certificati di salario concernenti tutti i proventi da attività lucrativa dipendente;
b. le attestazioni sui compensi ricevuti come membri dell’amministrazione o di un altro organo di una persona giuridica;
c. gli elenchi completi dei titoli, crediti e debiti.
La legge cantonale richiede inoltre che siano allegati:
d. l’elenco completo delle pigioni con indicazione dei locatari e degli affittuari;
e. un’attestazione circa i contributi versati ad istituzioni di previdenza professionale e a forme previdenziali riconosciute, sempreché non già indicati nel certificato di salario.
Per gli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiarazione:
a. i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del periodo fiscale; o
b. in caso di tenuta di una contabilità semplificata secondo l’articolo 957 capoverso 2 CO, le distinte relative alle entrate e alle uscite, alla situazione patrimoniale e ai prelevamenti e apporti privati del periodo fiscale.
Anche in questo caso, la legge cantonale richiede ulteriori allegati:
· gli elenchi completi dei titoli, crediti e debiti;
· per le persone giuridiche le attestazioni sui compensi ai membri dell’amministrazione o di un altro organo di una persona giuridica;
· copia della dichiarazione dei salari AVS.
In particolare, il contribuente, che esercita l’attività di elettricista a titolo indipendente, non ha allegato alcun documento relativo alla sua impresa, se non il questionario complementare per indipendenti senza contabilità (modulo 10).
2.3.
Gli articoli 124 cpv. 3 LIFD e 198 cpv. 3 LT prevedono che il contribuente, che omette di inviare la dichiarazione d’imposta o che presenta un modulo incompleto, sia diffidato a rimediarvi entro un congruo termine.
Nelle circostanze descritte, l’autorità fiscale non poteva fare altro che diffidare il contribuente a presentare una dichiarazione completa, allegando la documentazione necessaria.
3. 3.1.
Gli artt. 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità fiscale di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
3.2.
Dalla tassazione d’ufficio totale, estesa all’intera fattispecie imponibile, va distinta la tassazione d’ufficio parziale, riferita all’incertezza di alcuni elementi imponibili. Nel rispetto del principio della proporzionalità, le severe conseguenze giuridiche di una tassazione d’ufficio vanno infatti limitate ai soli elementi definiti per apprezzamento. Tutti gli ulteriori elementi imponibili, per i quali non è mai sussistita un’emergenza probatoria (“Untersuchungsnotstand”; cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_1101/2014 del 23 novembre 2015, consid. 3), devono invece poter essere riesaminati liberamente dall’autorità di tassazione ed eventualmente anche dalla Camera di diritto tributario (cfr. ad esempio sentenza del TF sentenza n. 2C_1101/2014, consid. 6.1; Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht – Direkte Steuern, 2a ediz., Zurigo/Basilea/Ginevra 2018, § 14, p. 159 n. 12 s.; Filippini/Balestra Gamboni, La tassazione d’ufficio, in: RtiD I-2018, p. 632, n. 2.3.2; Locher, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, III. Teil, Art. 102-222 DBG, Basilea 2015, n. 16 ad art. 130 LIFD).
3.3.
Contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (artt. 206 cpv. 1 LT e 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è "manifestamente inesatta". Il reclamo dev’essere motivato ed indicare eventuali mezzi di prova (artt. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD). Tali requisiti (formali) rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito. L’autorità fiscale deve quindi limitarsi ad esaminare se la “manifesta inesattezza” sia stata sufficientemente motivata e se siano state offerte le prove necessarie. Determinare se il contribuente sia o meno riuscito a dimostrare la “manifesta inesattezza” è invece una questione di diritto materiale, che porta ad accogliere rispettivamente a respingere il reclamo (cfr. ad esempio Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 3a ediz., Basilea 2017, n. 35b ad art. 132 LIFD).
3.4.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza può essere portata in due modi:
§ in primo luogo, il contribuente può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata viene sostituita da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione personale del contribuente;
§ in secondo luogo, il contribuente può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva.
(cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_61/2021 del 22 dicembre 2021, consid. 4.1.).
3.5.
Nel contesto di un reclamo presentato contro una tassazione d’ufficio, il contribuente deve prestare da subito la collaborazione non fornita in precedenza: deve in tal senso produrre la dichiarazione di tassazione e gli altri documenti, come anche comunicare tutte le informazioni utili alla sua tassazione. Non può limitarsi a contestare unicamente alcuni punti della decisione, poiché ciò non è sufficiente per poter stabilire che questa, nel suo insieme, era manifestamente inesatta (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_435/2018 del 24 maggio 2018, consid. 6.2.).
4. 4.1.
Nella fattispecie, l’autorità fiscale, “alfine di definire la […] tassazione”, il 17 dicembre 2020, ha inviato al ricorrente una richiesta di informazioni, in cui veniva unicamente impartito un termine entro il quale produrre della documentazione. Nello scritto non veniva fatto alcun riferimento alle conseguenze di un’eventuale mancata risposta da parte del contribuente.
Il 24 febbraio 2021, l’UT emetteva poi le decisioni di tassazione IC/IFD 2019, stabilite d’ufficio relativamente al “reddito da attività indipendente principale” e ad “altri redditi”, richiamandosi alle “comminatorie” della lettera del 17 dicembre 2021.
In seguito, l’autorità fiscale ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato dal contribuente, poiché non “corredato di alcun giustificativo che porti a migliorare la disponibilità finanziaria” e in quanto “le spiegazioni in esso contenute sono caotiche ed inconcludenti”.
4.2.
La diffida, ai sensi degli artt. 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, deve contenere la richiesta (di natura perentoria) al contribuente di adempiere ai suoi obblighi procedurali che sono stati formalmente e/o materialmente trascurati e deve indicare le conseguenze del mancato rispetto della collaborazione richiesta, vale a dire l’attuazione di una procedura di tassazione d’ufficio, la cui decisione potrà essere impugnata solo a determinate e restrittive condizioni (cfr. sentenza del TF n. 2C_404/2019 del 29 gennaio 2020 consid. 2.2. con giurisprudenza e dottrina citate).
4.3.
L’autorità fiscale non ha diffidato il contribuente a voler ottemperare ai propri obblighi di collaborazione, in quanto né la lettera del 17 dicembre 2021 né altri scritti indicavano gli effetti di una mancata collaborazione. Si è infatti limitata a una richiesta di documentazione, che non era corredata di alcuna comminatoria per il caso in cui il contribuente non le avesse dato seguito.
Pertanto, l’UT non avrebbe potuto procedere ad una tassazione d’ufficio, perlomeno in senso stretto. Resta quindi da verificare quali sono le conseguenze di questa violazione procedurale.
5. 5.1.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l’autorità fiscale non può applicare l’art. 132 cpv. 3 LIFD (rispettivamente l’art. 206 cpv. 3 LT) se la tassazione d’ufficio non è stata preceduta da una diffida. Di conseguenza, l’autorità chiamata ad esprimersi su un reclamo è tenuta ad esaminarlo con piena cognizione e non limitatamente alla “manifesta inesattezza” della decisione (cfr. sentenza del TF n. 2C_404/2019 già citata consid. 2.4. con riferimenti giurisprudenziali).
5.2.
Alla luce di ciò che precede, l’autorità fiscale ha dichiarato a torto irricevibile il reclamo. La stessa, non avendo diffidato correttamente il contribuente, non ha adottato una decisione di tassazione d’ufficio legittima, suscettibile di reclamo solo a condizioni severe.
Ricevuto il reclamo, avrebbe pertanto dovuto entrare nel merito dello stesso, pronunciandosi nuovamente sugli aspetti contestati dal contribuente.
6. Il ricorso è conseguentemente accolto. Gli atti sono ritornati all’UT, perché entri nel merito del reclamo del contribuente.
Visto l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né le spese di procedura.
Per questi motivi,
visti per le spese gli artt. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è accolto.
§ Di conseguenza, le decisioni di tassazione dopo reclamo dell’8 dicembre 2021 sono annullate e gli atti ritornati all’UT, affinché entri nel merito del reclamo del contribuente.
2. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria: