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Incarto n. |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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segretaria |
Mara Regazzoni |
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parti |
RI 1
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorso del 31 gennaio 2024 contro la decisione del 28 dicembre 2023 in materia di assoggettamento all’imposta cantonale. |
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Fatti |
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A. LaRI 1 (già __________) è una società iscritta a registro di commercio del Canton Zugo dal 5 luglio 2004, con sede a Baar. La società ha come scopo sociale la fornitura di servizi nel settore fiduciario, la gestione di immobili e la partecipazione in operazioni finanziarie, oltre all'istituzione di filiali e partecipazioni in altre aziende. Membro del consiglio di amministrazione con firma individuale è l’avv. __________.
B. Con decisione pregiudiziale di assoggettamento fiscale del 3 dicembre 2018, l’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (di seguito UTPG), dopo aver ricordato che, dal punto di vista fiscale, se nel luogo di ubicazione della sede non vi è né direzione né amministrazione, determinante è il luogo dell’amministrazione effettiva, ha affermato che, nel caso della RI 1, la sede statutaria si trova a Baar, ma risulta essere puramente formale, in quanto non vi sarebbe stata una reale direzione o amministrazione. Invece, l'amministrazione e la direzione effettive sarebbero state svolte dal signor __________, domiciliato a __________ (Lugano). Di conseguenza, il centro decisionale degli affari sarebbe stato ubicato nel Cantone Ticino, che pertanto rivendicava l'imposizione illimitata sull'utile e sul capitale di RI 1 a partire dall'anno fiscale 2016.
C. Con reclamo del 24 dicembre 2018, la società contribuente ha contestato la decisione pregiudiziale di assoggettamento. La sede statutaria di RI 1, situata in __________ a Baar, non avrebbe potuto essere considerata puramente formale e “recapito bucalettere”, basandosi unicamente sulla residenza dell’avv. __________ in Ticino. Al contrario, a Baar la società avrebbe disposto di una struttura operativa completa, con uffici propri e personale dedicato. Tutti gli atti decisionali e operativi sarebbero stati adottati presso questa sede, che avrebbe ospitato anche incontri con clienti, prevalentemente europei, canadesi e americani. Al reclamo era allegato un contratto di locazione tra la RI 1 e la __________ e un contratto di lavoro con la dipendente __________.
D. Con scritto del 1° marzo 2019, trasmesso per raccomandata, l’UTPG ha attribuito alla reclamante un termine fino al 25 marzo 2019 per produrre la seguente documentazione:
· Copia bilancio e conto economico 2016 e 2017
· Copia estratti conto bancari e/o postali 01.01.-31.12.2016 e 01.01.-31.12.2017
· Dettaglio scheda affitti, costo locali o denominazione simile, anni 2016 e 2017 Dettaglio scheda ricavi o prestazioni di servizio o denominazione simile 2016 e 2017
· Dettagli prestazioni pagate a terzi (prestazioni terzi o denominazione simile) 2016 e 2017
· Copia distinta salari AVS, 2016 e 2017
· Scheda contabile "spese rappresentanza" / "spese trasferta" o denominazione simile, anni 2016 e 2017
· Vogliate documentare, sulla base delle vostre asserzioni, gli appuntamenti presi con i clienti "Europei del Nord, Canadesi ed American' presso la sede statutaria a Baar
· Allegare contratti delle utenze telefoniche, contratti allacciamento internet, ecc.
· Qualunque documentazione che sia in condizione di provare l'effettivo svolgimento in loco dell'intera gestione operativa della società.
E. Con scritto del 25 marzo 2019, la __________, per conto della reclamante, ha ribadito la sede di Baar era effettiva, presentando documentazione a supporto ed affermando che la sua presenza alla sede di Baar era quasi quotidiana. L’UTPG invece non avrebbe fornito prova sufficiente del fatto che l’amministrazione effettiva si trovasse in Ticino, limitandosi ad affermare che la residenza dell'avv. __________ avrebbe giustificato tale asserzione. Chiedeva infine un appuntamento per esibire ulteriore documentazione, sottolineando che l'avv__________ era vincolato al segreto professionale.
F. Con mail del 29 marzo 2019, il perito fiscale __________ ha chiesto all’avv. __________ (__________) ulteriori informazioni, in particolare riguardo alla frequenza dei viaggi dell'avv. __________ a Baar, sulla frequenza del suo rientro a Pregassona e sul suo soggiorno a Baar; chiedeva anche la prova dei pernottamenti a Baar, chiarimenti sul ruolo della moglie nella società sull’eventuale esercizio della professione in Italia.
L’avv. __________ ha risposto che l'avv. __________ si recava mediamente a Baar 3-4 giorni lavorativi a settimana, a seconda degli impegni all’estero o in Ticino, e che a volte rientrava a Pregassona nello stesso giorno, mentre altre volte proseguiva per Zurigo; i biglietti aerei venivano perlopiù acquistati dai clienti. Inoltre, il contratto di affitto sarebbe stato recentemente modificato, permettendo all'avv. __________ di affittare tre locali a Baar, compresa una stanza per dormire; talvolta era ospite di __________. Quanto alla moglie, __________, si sarebbe occupata della contabilità e delle relazioni bancarie per la società, svolgendo la sua attività principalmente nell'ufficio di Baar e rispondendo a necessità urgenti da remoto. Infine, l’avv. __________ aveva cessato la sua affiliazione all'Ordine degli Avvocati di Milano e non esercitava la professione in Ticino né aveva uffici o personale in questa regione. La posta era ritirata da dipendenti della __________ di Baar, che gestiva la contabilità e la fiscalità.
Con mail del 20 maggio 2019, l’avv. __________ allegava ulteriore documentazione, in particolare una dichiarazione attestante che, oltre alla stanza già in locazione, dal 2014 la società disponeva di un’altra stanza con locale accessorio e ingresso separato, utilizzata come ufficio, specificando che non esisteva un contratto firmato, poiché vi sarebbero stati accordi tra la __________ e la RI 1; produceva inoltre una fattura campione della __________, per servizi di copisteria e reception per RI 1, e alcune fatture campione emesse dalla RI 1 alla __________ per servizi prestati a clienti di quest’ultima.
G. Il 26 gennaio 2021, l’avv. __________, per conto della reclamante, ha presentato un memoriale in merito alle attività della società e ai rapporti con lo stesso avv. __________.
La contribuente, svolgendo attività fiduciaria, era registrata presso un __________), la __________ di Zurigo. Nel 2016 avrebbe gestito un totale di 23 relazioni con 18 clienti, di cui 20 Common Law Trusts, e avrebbe agito come gerente per 5 società di diritto svizzero. La distribuzione delle attività avrebbe mostrato che il 100% dei Trust era formalmente e sostanzialmente riferibile a Zugo (ZG), nessuno per contro al Ticino (TI). Le società gestite avevano una ripartizione del 60% a ZG e 40% a TI, con un ponderato finale dell’8% per TI.
La gestione dei Trust non avrebbe comportato frequenti contatti con i beneficiari, limitandosi a comunicazioni informative sullo stato della gestione. Le banche depositarie per i portafogli includevano __________, __________ (ora __________) e __________ Genève e, nella maggior parte dei casi, la banca fungeva anche da gestore.
Delle 5 società gestite, tre sarebbero state sotto il controllo attivo a Zugo e due in Ticino, dove la gestione era parzialmente svolta, con occasionali incontri con i clienti.
La reclamante avrebbe avuto rapporti di collaborazione anche con le società: __________, per contabilità e fiscalità; __________ di Friburgo, per contabilità e funzione di Protector di alcuni Trust; __________ di Friburgo, per contabilità e fiscalità di alcuni Trust; e __________ di Lugano, limitatamente alle revisioni __________. Tutte le revisioni sarebbero state effettuate presso la sede di Baar. Anche a livello di fatturato, prendendo il 2016 come anno di riferimento, vi sarebbe stata una prevalenza delle attività al di fuori del Ticino, con soli fr. 26’740.00.– riconducibili a questa regione. La maggior parte del fatturato, ammontante a fr. 330’000.–, proveniva da due Trust patrimoniali gestiti non in Ticino per un unico cliente, attualmente non più gestiti dalla reclamante.
In relazione alla sede, la RI 1 avrebbe preso in locazione un ufficio autonomo composto da due stanze e un ingresso con archivio, adeguato per una forza lavoro di due o tre persone. Il canone di locazione, stabilito con la __________, sarebbe stato congruo rispetto al mercato di Baar, meno sviluppato rispetto a quello di Zugo. La decisione di delegare funzioni come la contabilità a una rete di collaborazioni esterne avrebbe consentito di mantenere bassi i costi in un Cantone noto per gli alti salari. Con una clientela modesta, principalmente composta da Trust esteri, non vi sarebbe stata la necessità di sale riunioni, con conseguente aumento significativo del canone. Inoltre, la segreteria sarebbe stata gestita dalla signora __________, assunta part-time per ridurre i costi, mentre la ricezione della posta sarebbe stata garantita dalla __________, partner professionale RI 1, che avrebbe assicurato il servizio anche in caso di assenza della segretaria.
Lo stesso avv. __________ avrebbe avuto il proprio domicilio a Zugo dal 2005, quando aveva fondato la RI 1 come GmbH per esercitare la funzione di Trustee. La sua iscrizione all'Ordine degli avvocati di Zugo avrebbe avuto scarso impatto, ragione per cui si sarebbe rivolto al Canton Ticino per il rilascio del patentino da fiduciario. Si sarebbe recato con frequenza plurisettimanale alla sede di Baar, a volte alloggiando da terzi, altre volte tornando la sera tarda presso il proprio domicilio in Ticino.
Infine, per quanto riguarda la __________, si sarebbe trattato di una società posta in liquidazione da un cliente, che l’avv. __________ aveva deciso di riacquistare per utilizzarla come contenitore per i beni di famiglia. Avrebbe agito come Trustee di famiglia e avrebbe detenuto quattro immobili di una certa importanza in Italia. Le beneficiarie del Trust sarebbero state le figlie dell'avv. __________.
H. Con decisione del 28 dicembre 2023, l’UTPG ha respinto il reclamo, ritenendo la società assoggettata alle imposte nel Cantone Ticino, dove risiedeva l’unico membro, __________.
Dal contratto di locazione per la sede a Baar risultava che gli spazi erano condivisi con la __________ e non erano di uso esclusivo. Le affermazioni secondo cui __________ si recava “3-4 giorni lavorativi a settimana” a Baar non erano state supportate da evidenze concrete e la documentazione fornita era stata ritenuta inconsistente e redatta dopo la decisione di assoggettamento.
D’altra parte, la maggior parte della clientela della società si trovava nel Canton Ticino e, per alcuni clienti di Zugo, __________ risultava amministratore. Quest’ultimo era anche iscritto al Registro di commercio e all'Albo dei fiduciari del Ticino ed era presidente di un’associazione con sede a Lugano. Tali elementi evidenziavano un legame significativo con il Ticino e l’assenza di legami reali con Zugo.
L’UTPG faceva riferimento a dottrina e giurisprudenza, secondo cui il domicilio della persona incaricata della direzione corrente di una società è cruciale, soprattutto nelle piccole imprese, dove l’amministrazione è spesso concentrata in un’unica persona.
L’avv. __________, unico membro iscritto al registro di commercio e persona con diritto di firma, era responsabile della direzione corrente della società. Essendo domiciliato nel Cantone Ticino, si poteva concludere che il centro degli interessi della società fosse situato nel Ticino, dove si esercitavano l’amministrazione e la direzione effettiva.
Riguardo all'onere della prova, l’UTPG ha sottolineato che spettava all’autorità fiscale dimostrare l’esistenza di elementi che fondano l’assoggettamento. Tuttavia, nel caso in cui non vi siano infrastrutture significative nella sede statutaria, come uffici e personale, il contribuente ha l'onere di provare che il trasferimento di sede sia reale e non fittizio. In questo caso, la RI 1 non era stata in grado di dimostrare né la presenza di personale né un legame sostanziale con il Canton Zugo.
In conclusione, l’UTPG ha concluso che il domicilio statutario della RI 1 è fittizio e ha riconfermato l'assoggettamento illimitato della società nel Cantone Ticino a partire dal periodo fiscale 2016.
I. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 contesta la decisione su reclamo dell'UTPG. Contrariamente a quanto affermato dall'autorità fiscale, l'ufficio a Baar sarebbe dotato di accessi indipendenti, telefonia Swisscom e una casella postale riservata, in conformità con le normative sulla riservatezza e sicurezza dei dati, essenziali per i servizi fiduciari forniti.
Secondo la ricorrente, l’UTPG sembra non rendersi conto che, secondo la sua tesi, RI 1 opererebbe illegalmente in Ticino, gestendo clienti in Trust da un ambiente privato. D’altra parte, l’__________ __________ eseguirebbe verifiche annuali presso la sede effettiva per garantire la conformità legale.
Anche la presenza dell’avv. __________ presso la sede della RI 1 sarebbe stata malinterpretata dall’UTPG. Fino al 2020, l'avvocato e sua moglie avrebbero trascorso lunghi periodi in loco, ma, dal 2021 la sua presenza sarebbe variabile, influenzata dalle esigenze di gestione dei dossier e dalla riduzione della clientela.
L’insorgente contesta anche che il canone di locazione mascheri una prestazione amministrativa, cosa che implicherebbe collusione tra due società e i loro amministratori, con potenziali conseguenze legali. Le comunicazioni verrebbero spesso ritirate dalla __________, ma non in modo sistematico, il che renderebbe infondata l'accusa. La società avrebbe adattato i propri spazi in base alle esigenze dell’avv. __________, passando da un ufficio a due, poi a una diversa configurazione per infine ripiegare sull’ospitalità del signor __________. L’insorgente pagherebbe un affitto di fr. 1’000.– al mese per un ufficio completo, con una seconda stanza disponibile grazie a una relazione di amicizia e a scambi commerciali tra __________ e __________. __________, partner contabile della RI 1, fornirebbe assistenza legale e fiduciaria. Sarebbe pertanto errato affermare che non sia stata fornita prova.
Per quanto concerne la clientela, la ricorrente avrebbe attualmente due clienti nel Canton Ticino, contraddicendo così l'affermazione dell'UTPG secondo cui vi avrebbe “gran parte della clientela”. Perlopiù si tratterebbe di disponenti e beneficiari domiciliati all’estero. Nel 2016, la società avrebbe avuto 18 clienti e gestito 20 Common Law Trusts, con una netta maggioranza di attività riferibili al Canton Zugo. Infine, l’avv. __________ sarebbe attualmente amministratore di due società in Ticino, ma avrebbe anche ruoli in altre giurisdizioni.
L’iscrizione dell’avv. __________ nel Registro dei fiduciari del Cantone non sarebbe determinante. Inizialmente la sua richiesta sarebbe stata negata, a causa della sua registrazione a Milano e Zugo, ma la registrazione sarebbe stata infine concessa, basandosi sulla sua pratica professionale certificata presso la RI 1.
A sostegno della propria tesi, la ricorrente ricorda come l'Avvocato __________ abbia acquistato nel 2020 la cittadinanza esclusiva ticinese e svizzera, dopo aver rinunciato a quella italiana. Inoltre, l'Associazione “Il Trust”, fondata nel 2013 per promuovere la pratica del Trust in Ticino e Italia, non avrebbe rilevanza nel contesto fiscale della RI 1 e sarebbe inattiva da anni. La scelta della sede della società sarebbe motivata da ragioni professionali e commerciali, antecedenti all’arrivo di __________ in Ticino.
Infine la ricorrente rimprovera all’UTPG la violazione del diritto di essere sentita, non avendo raccolto le prove offerte e causando un ingiustificato rallentamento del fascicolo per tre anni. Ciò avrebbe generato incertezze patrimoniali. Inoltre, i periodi fiscali dal 2016 al 2021 sarebbero stati già tassati nel Canton Zugo e le relative decisioni sarebbero già passate in giudicato.
L. Nelle sue osservazioni del 15 marzo 2024, l’UTPG chiede di respingere il ricorso.
Elementi come l'assenza di personale, l'inesistenza di uffici e la mancanza di un numero di telefono funzionante sarebbero indizi di una sede fittizia. Nel caso specifico di Baar, sarebbe evidente l’assenza di tali infrastrutture e non sarebbe stata confermata la presenza di __________ nella sede.
Per quanto riguarda il contratto di locazione, la contribuente avrebbe stipulato un accordo con __________ per un ufficio di circa 20 m² al costo di fr 1'000.– mensili, IVA e spese accessorie comprese. Tuttavia, non avrebbe fornito prove di avere un accesso indipendente a questo ufficio. La sala riunioni e la fotocopiatrice sarebbero in condivisione, con l'accesso alla sala limitato a due giorni di preavviso, compromettendo così l’operatività della società.
Inoltre, il contratto è stato firmato quattro mesi dopo l’inizio della locazione, non specificherebbe l’ingresso separato e non menzionerebbe il numero di chiavi consegnate. Le spese accessorie incluse nel canone suggerirebbero che la locazione abbia un carattere più formale e possa essere vista come una semplice domiciliazione, soprattutto considerando l'applicazione dell’IVA, che in genere non si applica in ambito di locazione.
Infine, le affermazioni riguardo all’assegnazione di spazi aggiuntivi non sarebbero state adeguatamente documentate. Una conferma della __________, che menziona un ufficio aggiuntivo, sarebbe stata inviata solo dopo la decisione di assoggettamento e non specificherebbe né la metratura né il costo. Sia il contratto di locazione che la dichiarazione della __________ apparirebbero per l’UTPG poco credibili. Un altro elemento che suggerirebbe la natura fittizia della sede di Baar sarebbe il ritiro della corrispondenza da parte del personale della __________, come confermato dalla ricorrente. Diverse comunicazioni sarebbero state ritirate da questa terza parte in giorni in cui la signora __________ doveva essere presente in ufficio.
Per quanto concerne il contratto Swisscom, sarebbe datato (11 settembre 2012) e si riferirebbe a linee ISDN, una tecnologia obsoleta. La mancanza di un abbonamento internet attuale sarebbe confermata dal fatto che uno dei numeri indicati risulta non valido.
Anche i dati forniti sulla clientela sarebbero confusi e non comprovati, con informazioni sulle fatture non riscontrabili e dati riguardanti il numero di clienti che non rispecchierebbero la reale cifra d’affari degli anni 2016 e 2017. Sarebbero menzionate fatture del 2023 e 2024, non pertinenti per l’analisi richiesta. Infatti, la cifra d'affari della ricorrente, analizzata nei dettagli della scheda “Dienstleistungsertrag Schweiz” per gli anni 2016 e 2017, mostrerebbe che, rispettivamente, il 44,72% e il 53,61% del fatturato totale svizzero proviene dal Ticino, inclusi i ricavi delle società amministrate e con sede al domicilio di __________. Sebbene non ci siano riscontri sugli incassi relativi ai Trust, è improbabile che questi siano connessi a clientela di Zugo, dato che in Svizzera non esiste un diritto dei trust specifico. I trust stranieri sono riconosciuti, ma non implicherebbero necessariamente clientela locale. Inoltre, __________ sarebbe iscritto al registro di commercio del Cantone Ticino con cariche attive in più società, evidenziando la sua presenza nel Ticino.
L’operatività dell’avv. __________ in Ticino sarebbe provata anche dall’acquisto, del mapp. n. __________ a Lugano-Pregassona, da parte della __________, detenuta al 100% da __________. Qui sarebbero ospitate diverse società gestite da quest’ultimo, tra cui __________ SA e __________, che pagano solo una domiciliazione. Ciò suggerisce che __________ possa svolgere attività per la ricorrente, dato che Baar non offre infrastrutture adeguate.
In precedenza, la famiglia __________ risiedeva in strada di __________ a Lugano, dove aveva la sede della società __________.
M. Con replica del 1° luglio 2024, l’avv. __________, per conto della ricorrente, lamenta nuovamente violazioni di natura procedurale da parte dell’autorità resistente, per non averlo convocato nonostante la richiesta formulata dall’avv. __________, per non aver raccolto copie delle carte di credito e del contratto con __________ e per non aver preso in considerazione la sua memoria del 26 gennaio 2021
La ricorrente rimprovera l’UTPG per la superficialità e l’inadeguatezza delle sue indagini, evidenziando l'errore nella valutazione delle attrezzature disponibili presso RI 1, in particolare la confusione tra fotocopiatrice e stampante. Un ufficio non potrebbe fare a meno di una stampante, mentre la necessità di una fotocopiatrice dipenderebbe dal tipo di attività svolta.
Riguardo al contratto di locazione tra __________ e RI 1, la ricorrente produce una dichiarazione di __________.
Quanto alla sala riunioni, erroneamente considerata in condivisione con il locatore, sarebbe invece condivisa con la __________, un inquilino della __________. Riguardo alle spese accessorie, sarebbero risibili le argomentazioni dell'UTPG, basate su mere supposizioni senza fondamento fattuale e logico.
Ancora sul contratto di locazione, la ricorrente sottolinea che concernerebbe un ufficio e non una semplice domiciliazione. Accusa inoltre l'UTPG di insinuare che il contratto sia simulato, lamentando una violazione del principio di buona fede.
Circa la disponibilità di un ufficio aggiuntivo per la RI 1, messa in dubbio dal fisco, sostiene che in Svizzera è legittimo gestire affari liberamente, senza la necessità di precostituire prove contro accuse infondate, e che un contratto è valido anche senza forma scritta.
Per dissipare ulteriori illazioni in merito all’uso dell’ufficio, allega fatture e note che dimostrerebbero l'esistenza reale dell'ufficio e delle attività svolte, sottolineando che elementi come appendiabiti non sono tipici di una domiciliazione.
Per quanto concerne il ritiro della posta, vi sarebbe un malinteso riguardo al locatore, che è __________ e non la __________. L’insorgente avrebbe una bucalettere esclusiva per la posta e avrebbe precedentemente dismesso una cassetta postale. Il ritiro della posta da parte della __________ sarebbe giustificato, in quanto la corrispondenza è di interesse per la contabilità e il servizio è efficiente. Solo tre comunicazioni sarebbero state ritirate in cinque anni, in contrasto con l’affermazione dell’UTPG riguardo al ritiro costante da terzi. La fattura di Swisscom dimostrerebbe poi l’esistenza e la continuità di una linea telefonica esclusiva. Il numero di telefono disattivato sarebbe usato dalla RI 1 per il suo servizio di domiciliazione per società terze. Anche in assenza di un ufficio a Baar, l’autorità fiscale non avrebbe provato che le funzioni amministrative siano svolte altrove.
La ricorrente contesta poi all’UTPG l’esclusione dei fatturati dei trust senza fornire motivazioni adeguate. Due trust avrebbero generato un fatturato significativo di circa 300’000.– franchi, contraddicendo l’idea che gli incassi ticinesi siano rappresentativi dell’attività commerciale.
L’UTPG avrebbe mostrato anche una limitata comprensione del concetto di trust in Svizzera. La ricorrente opererebbe principalmente con clienti internazionali e non vi sarebbero beneficiari svizzeri. Le fatture sarebbero emesse dalla RI 1, poiché i servizi resi rientrerebbero nelle funzioni di trustee, e non dall’avvocato stesso.
La presenza dell’avvocato __________ a Lugano non dimostrerebbe che le operazioni della società avvengano in Ticino, poiché la tassazione dovrebbe basarsi sulla sede reale dell’attività.
Infine, il Ticino rappresenterebbe solo una piccola parte del mercato per i servizi della RI 1.
Per quanto riguarda la __________, la ricorrente ritiene incoerenti le argomentazioni dell’UTPG, in particolare laddove sostiene che il costo di fr. 12’000.– all'anno per due stanze a Baar proverebbe l’esistenza di una sede fittizia, mentre i fr. 1’500.– per un intero edificio multi-familiare proverebbero una sede effettiva. Le società domiciliate presso la __________ e non vi svolgerebbero attività commerciali, poiché gli spazi sarebbero dedicati alla vita privata di cinque persone adulte. La stessa __________ non sarebbe una società commerciale, ma un veicolo giuridico per la gestione patrimoniale.
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Diritto |
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1. La società ricorrente, fin dalla sua costituzione, avvenuta il 5 luglio 2004, è stata assoggettata alle imposte dirette nel Canton Zugo.
In virtù della decisione contestata, l’autorità fiscale ticinese ne ha rivendicato l’assoggettamento e l’imposizione illimitata dal periodo fiscale 2016, in considerazione del fatto che l’amministrazione effettiva sarebbe esercitata nel Canton Ticino. Lo ha fatto in base all’art. 60 della legge tributaria cantonale (LT), secondo cui le persone giuridiche sono assoggettate all’imposta in virtù della loro appartenenza personale quando hanno sede o amministrazione effettiva nel Cantone.
2. 2.1.
Per quanto attiene ai presupposti per l’assoggettamento per appartenenza personale alle imposte dirette delle persone giuridiche, l’art. 20 cpv. 1 prima frase della Legge federale del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID; RS 642.14) stabilisce che le società di capitali, le società cooperative, le associazioni, le fondazioni e le altre persone giuridiche sono assoggettate all’imposta se hanno la loro sede o la loro amministrazione effettiva nel Cantone.
2.2.
Quale sede di una società anonima si considera il luogo che è designato come tale dallo statuto (art. 626 cifra 1 CO in combinato disposto con l’art. 56 CC).
Il luogo dell’amministrazione effettiva si trova dove la persona giuridica ha il suo centro economico e di fatto rispettivamente dove vengono tenute le redini della società e la sua gestione viene realmente svolta, compiendo quegli atti che mirano al perseguimento dello scopo sociale. Se l'attività di direzione è esercitata in più luoghi, è decisivo quello in cui è svolta in maniera preponderante. L'amministrazione effettiva, nel senso descritto, va distinta: da una parte, dall'attività puramente amministrativa; d'altra parte, dall'attività svolta dagli organi supremi della società, quando essi si limitano al controllo sulla direzione operativa ed a prendere delle decisioni di principio (sentenza del TF 2C_522/2019 del 20 agosto 2020 consid. 2.1 e giurisprudenza citata).
2.3.
Se sede e amministrazione effettiva di una persona giuridica si trovano in Cantoni diversi, con la conseguenza che più Cantoni rivendicano l’assoggettamento della stessa per appartenenza personale secondo l’art. 20 cpv. 1 LAID, il conflitto che ne sorge deve essere risolto in base ai principi del diritto federale relativo al divieto della doppia imposizione intercantonale. Tali principi si ricavano dalla giurisprudenza del Tribunale federale relativa all’art. 127 cpv. 3 Cost., che prevede che il domicilio fiscale principale di una persona giuridica sia situato nel luogo dell’amministrazione effettiva. Ne consegue che, da un lato, la persona giuridica è assoggettata illimitatamente secondo il diritto cantonale laddove ha la propria sede secondo l’art. 20 cpv. 1 LAID, anche se vi dispone solo di una bucalettere. Il domicilio fiscale principale secondo il diritto tributario intercantonale corrisponde tuttavia sempre e solo al luogo dell’amministrazione effettiva (sentenza del TF 2C_522/2019 del 20 agosto 2020 consid. 2.2 e giurisprudenza citata).
2.4.
La sede societaria, indicata negli statuti ed iscritta a registro di commercio, è dunque atta a costituire un assoggettamento per appartenenza personale in ambito di diritto intercantonale se non rappresenta un mero recapito bucalettere. Quest’ultimo si caratterizza per la mancanza di legami stretti e per l’assenza di importanti infrastrutture (“wesentliche Büroinfrastrukturen”) nel luogo di sede. Una sede dal carattere puramente formale non sussiste unicamente quando vi è un recapito postale presso uno studio legale o fiduciario (“indirizzo c/o”) che si occupa di ritirare la posta ed inoltrarla agli organi societari residenti in un altro cantone, bensì pure quando al luogo di sede vi è un minimo di infrastruttura e di personale, i quali tuttavia non vengono impiegati concretamente per svolgere funzioni commerciali ed amministrative ma rappresentano piuttosto una struttura costituita ad arte per nascondere la realtà (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale 9C_722/2022 del 6 novembre 2023, consid. 3.3; inoltre: Jung, Hauptsteuerdomizil juristischer Personen: international und interkantonal, in EF 3/17, p. 171 s.; Heilinger/Maute, Der Begriff der tatsächlichen Verwaltung im interkantonalen und internationalen Verhältnis bei den direkten Steuern, in RF 63/2008, p. 742 ss. e p. 836 ss., p. 747; Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch/de Vries Reilingh [a cura di], Interkantonales Steuerrecht, 2a ed., Basilea 2021, § 8, n. 7-8, p. 94). Secondo dottrina e giurisprudenza l’assenza di personale, di uffici o di altre strutture, così come la mancanza di una linea telefonica o l’irraggiungibilità via telefono al luogo di sede, oppure ancora la deviazione d’indirizzo (“Adressumleitung”) o il fatto che le assemblee degli organi societari non siano svolte al luogo di sede, sono da interpretare quali indizi a favore della natura puramente formale e fittizia della sede statutaria (sentenza del Tribunale federale n. 9C_722/2022 del 6 novembre 2023, consid. 3.3; Zweifel/Hunziker, op. cit., § 8, n. 8, p. 94; Heilinger/Maute, op. cit., p. 748).
2.5.
Il Tribunale federale ha ritenuto che avesse solo una sede formale una società che, nel Cantone in cui aveva la sede statutaria, non era in grado di provare spese superiori a fr. 1'800.–, che doveva pagare al domiciliatario, uno studio legale, mentre nell'altro Cantone aveva sostenuto spese di locazione per 15’360.– franchi nello stesso periodo (cfr. sentenza 2C_663/2019 del 26 marzo 2020 consid. 2.2.2).
Alla stessa conclusione è giunto in un altro caso, in cui nel Cantone in cui si trovava la sede legale era stato preso in locazione solo un ufficio di 12 m2 per un canone annuo di 2’000.– franchi, in cui non era impiegato alcun personale e la corrispondenza e le telefonate in entrata erano stati reindirizzati nell’altro Cantone, dove si svolgeva la gestione effettiva (cfr. sentenza 2C_539/2017 del 7 febbraio 2019 consid. 3.2).
In senso analogo la Suprema Corte si è espressa in un caso che coinvolgeva il Canton Ticino. Una società era stata iscritta nel registro di commercio del Cantone Zugo alla fine di agosto del 2017, ma aveva sottoscritto un contratto di locazione soltanto un mese più tardi, e oggetto dello stesso - con effetto dal 1° ottobre 2017 - era in realtà una domiciliazione, come attestato da un canone mensile molto esiguo, pari a fr. 350.–, con costi accessori inclusi e senza cauzione, per un locale in uso condiviso in una via centrale di Zugo. La società non aveva neppure registrato nei conti i costi operativi tipici di un'azienda attiva nel settore delle criptovalute (spese informatiche e di telefonia, ecc.) e le sue prestazioni erano state fornite a società con sede nel Cantone Ticino o che erano state a loro volta trasferite nel Cantone Zugo, allo stesso indirizzo della ricorrente (sentenza 9C_658/2023 del 21 marzo 2024 consid. 4).
3. 3.1.
La procedura di tassazione è retta dal principio inquisitorio (art. 46 cpv. 1 LAID; art. 204 cpv. 1 LT). Le autorità fiscali devono procedere a tutte le indagini necessarie per chiarire la fattispecie, compresi i fatti che favoriscono il contribuente. Per tutti i fatti rilevanti l’onere della prova è pertanto a carico dell’autorità di tassazione. All’obbligo di indagare dell’autorità si contrappongono tuttavia gli obblighi di collaborazione del contribuente (art. 198 ss. LT). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale il contribuente è tenuto ad una certa collaborazione anche quando è controversa la stessa sovranità fiscale del Cantone e pertanto l’autorità adotta dapprima una decisione pregiudiziale sull’assoggettamento. In questo caso, il contribuente è tenuto a fornire informazioni solo in merito ai fatti e agli indizi che sono determinanti per stabilire l’assoggettamento, mentre in questa fase procedurale non deve ancora presentare una dichiarazione d’imposta completa o comunque documentare compiutamente i suoi fattori imponibili (DTF 148 II 285 = ASA 91 p. 101 = StE 2022 A 24.21 n. 43 consid. 3.1.1 e giurisprudenza citata)
3.2.
È consentito e spesso necessario che le autorità si basino anche su indizi, nella loro valutazione delle prove, e che ne traggano conclusioni sull’esistenza dei fatti rilevanti (le cosiddette presunzioni di fatto). Se l'autorità fiscale non è in grado di accertare direttamente un fatto rilevante con uno sforzo proporzionato, ma uno o più indizi fanno presumere con sufficiente certezza che si sia verificato, il contribuente può sovvertire questa presunzione confutando l’indizio o gli indizi (base della presunzione), il fatto in questione (conseguenza della presunzione) o eventualmente la stessa regola empirica che collega fra loro la base della presunzione e la conseguenza della presunzione (prova contraria). Se il contribuente viola i suoi obblighi di collaborazione, il suo comportamento può costituire un indizio a favore o contro l’esistenza di un fatto fiscalmente rilevante (sentenza TF 2C_398/2021 del 23 dicembre 2021 consid. 3.1.2 e giurisprudenza e dottrina citate).
3.3.
Solo se un fatto rilevante non può essere provato nonostante tutti i ragionevoli sforzi investigativi da parte dell'autorità fiscale, si pone la questione dell'onere oggettivo della prova. In questo contesto, il principio secondo il quale l'onere della prova di un fatto è a carico di colui ne vuole dedurre dei diritti (art. 8 CC per analogia) si applica anche al diritto pubblico. Nel diritto tributario, la giurisprudenza ha concretizzato questo principio nel senso che i fatti che fondano o aumentano l'onere fiscale devono essere provati dall'autorità fiscale, mentre i fatti che lo escludono e quelli che lo riducono devono essere provati dal contribuente (sentenza del TF 2C_398/2021 del 23 dicembre 2021 consid. 3.1.3 e giurisprudenza citata).
3.4.
Per quanto concerne il grado della prova, il Tribunale federale ha recentemente modificato la propria giurisprudenza.
In precedenza, nella procedura tributaria si applicava in generale il grado standard della prova piena, cioè la prova si considerava apportata se l’autorità decidente (autorità fiscale o tribunale) era convinta dell’esattezza dei fatti asseriti da un punto di vista oggettivo, anche se non era richiesta la certezza assoluta, ma era sufficiente che l'autorità non nutrisse più seri dubbi sull'esistenza del fatto asserito o che gli eventuali dubbi rimanenti sembrassero di lieve entità.
Nella sua giurisprudenza più recente, tuttavia, la Suprema Corte ha affermato, in un caso in cui l’onere della prova era a carico dell’autorità fiscale, che nel diritto tributario non è richiesta la prova piena, ma è sufficiente lo standard probatorio della verosimiglianza preponderante. Un’attenuazione del grado di prova è possibile in ogni caso, se l’onere della prova è a carico delle autorità fiscali, in relazione a fatti per i quali la prova piena non è possibile o non è ragionevole, in considerazione della natura stessa della questione e non solo delle peculiarità del singolo caso (DTF 150 II 321 consid. 3.6.4, con riferimento al luogo dell’amministrazione effettiva di una persona giuridica; sentenza 9C_434/2024 del 10 febbraio 2025 consid. 6.2, con riferimento al domicilio fiscale di una persona fisica).
3.5.
In una recente sentenza, il Tribunale federale ha anche argomentato che, se un Cantone ritiene che l’amministrazione effettiva di una società non sia esercitata nel Cantone di sede, deve esaminare anzitutto la situazione riscontrata nel proprio Cantone. In effetti, o è possibile stabilire, con verosimiglianza preponderante, che la maggior parte delle decisioni determinanti della società (l'amministrazione effettiva) viene presa in un luogo diverso dalla sede – che può essere il domicilio dell'amministratore o un altro posto – o ciò non è possibile, e in tal caso non si può nemmeno considerare il domicilio dell'amministratore della società come una sorta di domicilio fiscale sussidiario, perché il diritto armonizzato non indica tale criterio ma soltanto quello della sede o dell'amministrazione effettiva (sentenza 9C_73/2024 del 26 febbraio 2025 consid. 4.5.1 e 4.5.2; inoltre sentenza 9C_504/2024 del 19 marzo 2025 consid. 7.1).
4. 4.1.
Quella impugnata dalla ricorrente è una decisione pregiudiziale di assoggettamento.
4.2.
L’autorità fiscale di un Cantone deve pronunciarsi in merito alla sovranità fiscale del Cantone mediante una decisione di accertamento (cosiddetta decisione sul domicilio fiscale [“Steuerdomizilentscheid”] o sulla sovranità fiscale [“Steuerhoheitsentscheid”]), se la persona che intende sottoporre a tassazione sostiene di non essere soggetta alla sovranità di quel Cantone bensì di un altro. Ciò è previsto dalla giurisprudenza del Tribunale federale, che si basa sull’art. 127 cpv. 3 Cost. e sui principi relativi alla doppia imposizione che ne derivano. Insieme alle disposizioni del diritto tributario cantonale (armonizzato) che concerne l’assoggettamento soggettivo alle imposte (art. 3 ss. e art. 20 ss. LAID), tali principi delimitano il campo di applicazione territoriale del diritto tributario dei Cantoni fra loro anche nell’ambito del diritto procedurale. Essi vietano pertanto ai Cantoni non solo di assoggettare alle imposte persone che non sottostanno alla loro sovranità fiscale bensì a quella di un altro Cantone, ma anche di coinvolgere queste persone in una procedura di tassazione, nella quale sono obbligati a fornire informazioni in merito ai loro elementi imponibili. Il diritto procedurale ad una decisione sul domicilio fiscale sussiste indipendentemente dal fatto che il diritto cantonale preveda un procedimento in materia di domicilio fiscale. Il diritto ad una decisione pregiudiziale è per contro negato, con la conseguenza che il Cantone può procedere direttamente alla tassazione, se il Tribunale federale ha già riconosciuto l’assoggettamento del Cantone in un procedimento precedente e la situazione fattuale non è mutata. I contribuenti non hanno diritto ad una decisione sul domicilio fiscale neppure se non contestano l’assoggettamento fiscale in quanto tale ma unicamente la sua estensione, in quanto, anche se sono assoggettati alle imposte solo limitatamente, sono comunque sottoposti alla procedura di tassazione e in questo ambito sono tenuti a prestare una collaborazione completa (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 2.1, con riferimenti a giurisprudenza e dottrina).
4.3.
4.3.1.
Con la decisione sul domicilio fiscale l’autorità fiscale si pronuncia sulla sovranità fiscale del Cantone e in tal modo anche sulla propria competenza a procedere alla tassazione. La competenza a decidere sul domicilio fiscale nell’ambito delle imposte cantonali è della stessa autorità che è competente per la tassazione. Una decisione sul domicilio fiscale è sempre finalizzata ad un procedimento di tassazione per uno o più periodi fiscali. Se l’autorità fiscale non ha l’intenzione di sottoporre a tassazione il contribuente, non ha motivo di pronunciarsi sulla sovranità fiscale del Cantone e sulla propria competenza a tassare. Il fatto che un Cantone abbia adottato una decisione sul domicilio fiscale non impedisce alle autorità fiscali di altri Cantoni di rivendicare a loro volta la sovranità fiscale. La decisione sul domicilio fiscale conclude la procedura solo se l’autorità fiscale nega la sovranità fiscale del Cantone (decisione negativa). Se invece riconosce la sovranità fiscale (decisione positiva), la procedura di tassazione continua. La decisione sul domicilio fiscale positiva ha dunque natura accessoria rispetto alla successiva procedura di tassazione (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 2.4 e giurisprudenza citata).
4.3.2.
Una decisione pregiudiziale o incidentale non ha forza di cosa giudicata materiale. Tuttavia, se non viene impugnata, il contribuente non può più contestare la competenza dell’autorità nel procedimento principale, nel rispetto del principio della buona fede, che deve essere rispettato anche dai privati nei confronti delle autorità (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 2.6 e giurisprudenza citata).
Anche una decisione sul domicilio fiscale ha pertanto effetti vincolanti, dal profilo del diritto procedurale, nell’ambito della procedura di tassazione pendente. Se una decisione sul domicilio fiscale è formalmente passata in giudicato, il contribuente non può più contestare, nella procedura di tassazione, la sovranità fiscale del Cantone e la sua competenza a sottoporlo a tassazione. Deve dunque sottostare alla procedura di tassazione e prestare, nel suo ambito, una collaborazione completa, in particolar modo fornendo informazioni sui suoi elementi imponibili (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 2.7 e giurisprudenza citata).
4.3.3.
Secondo il Tribunale federale, una decisione sul domicilio fiscale, adottata dall’autorità fiscale cantonale e già passata in giudicato, non vincola tuttavia il Tribunale federale stesso. La tutela giuridica del contribuente sarebbe eccessivamente sacrificata, se la Suprema Corte fosse legata anche sul piano giuridico sostanziale dalla decisione sul domicilio fiscale del Cantone che ha tassato per secondo il contribuente (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 3.2 e giurisprudenza citata). L’Alta Corte ha pertanto riconosciuto che fosse legittima la decisione dell’autorità fiscale cantonale impugnata, nella misura in cui si era rifiutata di entrare nel merito del reclamo, interposto dal contribuente contro la decisione di tassazione, chiedendo di verificare la competenza per tassare. Per il fatto che il contribuente aveva già ottenuto in precedenza una decisione sul domicilio fiscale, non aveva più un interesse legittimo ad un simile accertamento (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 4.1). Ha per contro ritenuto che il fisco cantonale avesse violato il diritto federale, laddove aveva dichiarato irricevibile il reclamo anche in relazione alla censura con cui il contribuente sosteneva di essere assoggettato alle imposte in un altro Cantone. Esso avrebbe infatti dovuto confrontarsi perlomeno con la censura di violazione delle disposizioni di diritto cantonale sull’assoggettamento soggettivo e dei principi della doppia imposizione intercantonale. Mentre l’autorità di tassazione si sarebbe dovuta limitare a rinviare a quanto già sostenuto nella decisione sull’assoggettamento fiscale, l’autorità di ricorso cantonale si sarebbe invece dovuta confrontare con il merito delle censure di diritto sostanziale sollevate dal contribuente (sentenza del TF 9C_607/2022 del 1° aprile 2025 consid. 4.2 e giurisprudenza citata).
4.4.
Come già anticipato, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una decisione sul domicilio fiscale è sempre finalizzata ad un procedimento di tassazione per uno o più periodi fiscali. In particolare, la decisione può esplicare i suoi effetti anche retroattivamente e fino alla fine del periodo fiscale in corso al momento della decisione stessa e può includere anche circostanze future già prevedibili (sentenze del Tribunale federale DTF 123 I 289 consid. 1c e 2P.240/1998 del 4 maggio 1999 consid. 1b, in RF 55/2000 p. 177; inoltre sentenza del Tribunale amministrativo del Canton San Gallo B 2020/131 dell’8 ottobre 2020 consid. 3.3.1; anche: Arnold, Der steuerrechtliche Wohnsitz natürlicher Personen im interkantonalen Verhältnis nach der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, ASA 68 p. 449, p. 486 s.; Looser, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 4a ed., Basilea 2022, n. 3 ad art. 147-153a LIFD, p. 2453).
In tempi più recenti, la Suprema Corte ha peraltro affermato che oggetto della decisione sul domicilio fiscale è l’accertamento dell’assoggettamento fiscale soggettivo e della competenza cantonale per la tassazione, con riferimento a uno o più periodi fiscali, comunque determinati. Per il futuro è escluso che una simile decisione possa esplicare i suoi effetti, poiché i fatti determinanti per stabilire l’assoggettamento soggettivo non si sono ancora verificati. Per questa ragione, dall’autorità fiscale ci si attende che adotti decisioni di assoggettamento che riguardano periodi fiscali precisi e che non faccia uso di formulazioni aperte (“dal periodo fiscale X in avanti”; sentenza 9C_504/2024 del 19 marzo 2025 consid. 7.4 e giurisprudenza citata, in particolare sentenza 9C_133/2023 del 22 giugno 2023 consid. 4.3)
5. 5.1.
Ritornando al caso che qui ci occupa, l’autorità fiscale ha ritenuto che l’amministrazione effettiva della ricorrente, a partire dal 2016 si svolga a Lugano e che la società sia pertanto assoggettata alle imposte cantonali per appartenenza personale.
Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, gli effetti della decisione impugnata si estendono dal periodo fiscale 2016 al periodo fiscale 2018. La decisione sul domicilio fiscale è infatti stata notificata alla contribuente il 3 dicembre 2018. D’altra parte, i fatti su cui si fondano le decisioni del fisco cantonale si riferiscono perlopiù agli anni dal 2016 al 2018.
5.2.
L’avv. __________, insieme alla sua famiglia, ha trasferito il domicilio dal Canton Zugo al Canton Ticino a partire dal 1° aprile 2012. Nel Canton Ticino si è iscritto all’Albo dei fiduciari quale fiduciario commercialista.
Negli anni successivi, alcune società, delle quali l’avv. __________ era gestore o amministratore, hanno trasferito a loro volta la sede dal Canton Zugo al Canton Ticino:
· la __________ GmbH (oggi __________ Sagl) ha trasferito la sede da __________ a Lugano il 3 luglio 2018;
· la __________ Sagl, la cui unica socia è la __________ AG, si è trasferita __________ a Lugano il 23 aprile 2019 e ha attualmente il proprio recapito in ____________________, dove è domiciliato lo stesso gerente con la sua famiglia;
· la __________ AG si è trasferita da __________ a Lugano il 23 aprile 2019 e ha attualmente il proprio recapito al domicilio della famiglia __________;
· la __________ AG ha trasferito la propria sede da __________ a Lugano il 18 dicembre 2020; in concomitanza con il trasferimento di sede, le quote sociali sono passate dalla __________ AG alla __________ AG e l’avv. __________ ha ceduto la gerenza.
Hanno per contro mantenuto la propria sede a __________ le società __________ GmbH e __________ GmbH, che sono tuttavia state liquidate, rispettivamente, nel 2020 e nel 2021.
Nel Canton Ticino l’avv. __________ è peraltro gestore o amministratore di altre società:
· la __________ Sagl, costituita nel 2019 dalla __________ AG, ha avuto il recapito in __________ fino al 12 febbraio 2020, quando le quote sociali sono passate a __________, nuovo gerente;
· dal 10 settembre 2021 al 24 marzo 2023 __________ è stato membro del consiglio di amministrazione della __________ SA di Lugano;
· il 28 giugno 2013 la __________ AG ha costituito la __________ Sagl, con sede a Lugano e recapito in __________; nel 2020 la Sagl è stata trasformata in SA, di cui __________ è tuttora membro del consiglio di amministrazione e che ha tuttora recapito al suo domicilio.
L’avv. __________ ha anche funto da liquidatore della __________ SAGL, dal 2 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021. La società in liquidazione ha avuto il proprio recapito c/o __________.
Dal 2013 l’avv. __________ è pure presidente dell’ASSOCIAZIONE __________, con sede a Lugano, e membro e segretario della Associazione __________, con sede prima a __________ e ora a __________.
L’avv. __________, amministratore da sempre della società ricorrente, ha dunque una ben radicata posizione professionale quale fiduciario attivo nel Canton Ticino, fin dall’acquisto del domicilio nel 2012.
5.3.
Per quanto concerne l’attività della ricorrente, la stessa consiste nel fornire prestazioni di servizio nell’ambito del Trust.
Tenuto conto dell’attività di fiduciario commercialista esercitata dall’amministratore della ricorrente nel Canton Ticino e dal numero di società che amministra e gestisce in quest’ultimo Cantone, è difficile credere che egli si sia recato regolarmente (“quasi quotidianamente” o per “3-4 giorni lavorativi a settimana”) a Baar per gestire la clientela della __________ AG.
Per quanto riguarda la clientela, l’UTPG ha rilevato che i dati forniti risultano confusi e non sono supportati da informazioni verificabili riguardanti le fatture né da dati sul numero di clienti, che riflettano accuratamente la reale cifra d'affari degli anni 2016 e 2017. In particolare, l’UTPG ha estrapolato la cifra d'affari della ricorrente analizzando la scheda “Dienstleistungsertrag Schweiz” per gli anni 2016 e 2017, evidenziando che il 44,72% e il 53,61% del fatturato totale svizzero proviene dal Canton Ticino, inclusi i ricavi delle società amministrate e con sede presso lo stesso amministratore.
In effetti, tra i vari documenti prodotti dalla ricorrente, la maggior parte delle fatture emesse dalla stessa società è indirizzata a società con sede in Ticino. Per quanto riguarda i ricavi e i clienti relativi ai Trust, la ricorrente non ha fornito prove utili a chiarire la fattispecie. Secondo l’insorgente, si tratterebbe di clienti internazionali e non svizzeri. Se così fosse, non avrebbero alcun legame più stretto con il Canton Zugo di quanti ne abbiano con il Canton Ticino. Ciò che è determinante è il luogo in cui opera la persona che gestisce gli affari del Trust.
L’autorità di tassazione ha anche esaminato l’ubicazione dei conti bancari della società. Dal bilancio al 31.12.2016 risulta che la totalità dei conti bancari è gestito dall’__________ di Lugano. Nel bilancio alla fine dell’anno successivo compare un conto in una banca di Zurigo.
In ogni caso, l’avv. __________, cittadino italiano residente a Lugano è l’unico membro del consiglio di amministrazione, abilitato a rappresentare la ricorrente in virtù del suo diritto di firma individuale (sentenza 2C_1061/2018 del 6 aprile 2022 consid. 7.2.1).
Vi sono dunque chiari elementi che supportano la pretesa del fisco ticinese, secondo cui l’amministrazione effettiva della società si troverebbe a Lugano anziché a Baar.
5.4.
Per quanto concerne il Cantone di sede della ricorrente, il fisco cantonale ha rilevato numerosi indizi che conducono alla conclusione che si tratti di una sede puramente formale.
In primo luogo, l’insorgente ha prodotto un contratto di locazione, stipulato con la __________, società con sede in __________, per un ufficio di circa 20 m² al costo di CHF 1'000.– (IVA esclusa), comprese le spese accessorie e per la pulizia. Il contratto prevede pure che la locataria abbia diritto all’uso in condivisione (“Mitbenützung”) di una sala conferenze, di una fotocopiatrice e di un cucinino (“Kaffeeküche”), oltre al servizio di ritiro e inoltro della corrispondenza (“Post holen und bringen”).
Proprio la fornitura di quest’ultima prestazione è tipica di un contratto di domiciliazione e non di una locazione. La ricorrente argomenta che sarebbe la __________ a procedere frequentemente al ritiro della sua corrispondenza e non la locatrice dell’ufficio. Si tratta tuttavia di un aspetto poco rilevante, dovendosi tener conto del fatto che la __________ e la __________ sono riconducibili alla stessa persona, __________.
La natura del contratto, che prevede prestazioni non caratteristiche di un contratto di locazione, è confermata anche dall’assoggettamento del compenso all’imposta sul valore aggiunto (IVA). Secondo l’art. 21 cpv. 2 cifra 21 della Legge federale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA; RS 641.20) è infatti esclusa dall’imposta la messa a disposizione per l’uso o il godimento di fondi e parti di fondi. L’assoggettamento all’IVA si spiega solo con la fornitura di servizi da parte del locatore.
In secondo luogo, la ricorrente non ha provato di disporre, nel Canton Zugo, di infrastrutture e personale. Da un lato, la sola persona delegata a rappresentare la società, l’avv. __________, non ha prodotto alcun documento che comprovi la sua presenza a Baar, mentre la presenza di __________ è irrilevante, in quanto priva di potere di firma o di rappresentanza della società. Come già ricordato, la giurisprudenza del Tribunale federale tiene distinte fra loro l’amministrazione effettiva e l’attività puramente amministrativa. Il fatto che eventualmente la dipendente in questione si sia occupata di mansioni amministrative non comporta pertanto che l’amministrazione effettiva della società sia svolta nel Canton Zugo. In ogni caso, l’autorità di tassazione ha anche comprensibilmente sottolineato che la dipendente in questione non ha neppure ritirato le raccomandate inviate alla contribuente dall’UTPG. Anche dal punto di vista delle infrastrutture, il fatto che il contratto consenta l’utilizzo della sala riunioni con due giorni di preavviso e l’uso di una fotocopiatrice e di un cucinino in condivisione costituiscono indizi della disponibilità di un ufficio perlomeno inadeguato allo svolgimento di un’attività professionale e/o commerciale.
5.5.
Per quanto riguarda la presenza dell’avv. __________ presso la sede di Baar, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, non è stata dimostrata.
Anzitutto, l’avv. __________ non risulta disporre di un appartamento o perlomeno di una camera, in cui risiederebbe a Baar. Questo risulta anche dalla risposta alla richiesta di documentazione, inviata alla ricorrente dall’autorità fiscale il 29 marzo 2019. Nella sua email del 10 aprile 2019, l’avv. __________ ha affermato che __________ si recava a Baar “tutti giorni che non è all’estero o in Ticino per sbrigare faccende in sintesi 3-4 giorni lavorativi a settimana” e che “a volte rientra” (al suo domicilio a __________ nello stesso giorno”, mentre “a volte prosegue per Zurigo da dove parte per estero”. Quanto ai pernottamenti a Baar, ha sostenuto che “il contratto di affitto è stato modificato nel senso che ve n’è uno nuovo… dove sono presi in affitto tre locali (uno adibito a stanza dove dorme)”, aggiungendo che “altre volte è ospite del signor __________ che confermerà detto assunto”. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto, la ricorrente ha prodotto uno scritto del 18 aprile 2019 della __________ AG, sottoscritto da __________, nel quale si conferma la disponibilità di un locale supplementare da utilizzare, trattandosi di un locale vuoto (“Leerbestand”). La dichiarazione è stata chiaramente allestita per le esigenze della ricorrente, nei giorni seguenti la richiesta di informazioni del fisco ticinese. Le medesime considerazioni possono essere estese alla dichiarazione della stessa __________ del 3 luglio 2024, allegata alla replica del 4 luglio 2024. D’altronde, è poco credibile che la disponibilità di un locale supplementare non sia neppure menzionata dal contratto di locazione, che contempla le prestazioni di servizio del locatore. Né è plausibile che l’avv. __________ abbia dormito in uno stabile commerciale. Anche volendo poi ammettere che, in virtù della relazione di amicizia con __________, __________ abbia qualche volta ospitato quest’ultimo a casa sua, non vi è alcuna prova del fatto che abbia potuto disporre regolarmente di una camera nella residenza privata del titolare della società che gli ha ceduto in locazione l’ufficio.
Infine, dagli atti presentati all'UTPG e a questa Camera, non emerge alcuna prova delle spese sostenute dall’avv. __________ durante la sua permanenza settimanale a Baar. In particolare, non risulta che quest’ultimo e la moglie abbiano chiesto la deduzione di spese professionali per il soggiorno al di fuori del Cantone di domicilio.
5.6.
Alla luce delle considerazioni che precedono, si deve riconoscere che l’autorità di tassazione ha correttamente concluso che l’amministrazione effettiva della ricorrente sia avvenuta, negli anni 2016 e 2018, nel Canton Ticino. Tale conclusione si impone in particolar modo applicando il criterio della verosimiglianza preponderante ammesso dalla giurisprudenza più recente della Suprema Corte.
6. Il ricorso è respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico della ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visto per le spese l’art. 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 2’000.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 2’100.–
sono a carico della ricorrente.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Lucerna, entro 30 giorni (art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
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- ; - ; - . |
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La segretaria: