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Incarti n. 80.2024.74 |
Lugano |
In nome |
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La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici |
Andrea Pedroli, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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cancelliera |
Sabrina Piemontesi - Gianola |
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parti |
RI 1 RI 2
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contro |
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RS 1
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oggetto |
ricorso del 1° dicembre 2023 contro la decisione dell’8 novembre 2023 in materia di IC e IFD 2022. |
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Fatti |
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A. RI 1 e RI 2, pensionati, nella dichiarazione d’imposta IC e IFD 2022, dichiaravano un reddito imponibile di fr. 66'338.- ed una sostanza imponibile di fr. 549'275.-. Fra le deduzioni facevano valere in particolare l’importo di fr. 10'000.- a titolo di costi per persona bisognosa a carico, in relazione all’aiuto economico corrisposto al figlio __________ (1976), domiciliato a __________.
B. Con decisione del 10 agosto 2023, l’Ufficio di tassazione di Lugano (di seguito UT) notificava ai contribuenti la tassazione IC e IFD 2022, nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 79'700.- per l’IC e in fr.86'600.- per l’IFD e la sostanza imponibile in fr. 515'000.-. Rispetto alla dichiarazione presentata dai contribuenti, l’autorità fiscale non aveva riconosciuto, in particolare, la deduzione per persona bisognosa a carico “difettando i requisiti di legge”.
C. Con reclamo dell’11 agosto 2023, i contribuenti contestavano la mancata deduzione per “persona bisognosa a carico”, in considerazione dei costi sostenuti a favore del figlio __________. La rendita d’invalidità, di cui beneficiava quest’ultimo, non sarebbe stata sufficiente per “coprire il suo fabbisogno”. Inoltre, nei precedenti periodi fiscali, tale deduzione sarebbe stata accordata.
D. Con decisione dell’8 novembre 2023, l’UT respingeva il reclamo, ricordando che, oltre al requisito della parziale o totale incapacità lavorativa, la concessione della deduzione era subordinata alla condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento, in modo tale da necessitare di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione. Secondo dottrina e giurisprudenza, una persona non si considererebbe bisognosa fintantoché può percepire le indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili.
Nel caso concreto, __________ era al beneficio di una rendita AI e della prestazione complementare, con la conseguenza che “i redditi da lui percepiti al netto delle spese dichiarate quali ad esempio oneri assicurativi (al netto dei sussidi cantonali oltre che delle prestazioni coperte dalla complementare), possono risultare sufficienti per il proprio mantenimento personale”.
E. Con raccomandata 1° dicembre 2023, i contribuenti si rivolgevano all’UT, dopo aver ricevuto la decisione di tassazione dopo reclamo, contestando la mancata deduzione per persona bisognosa a carico e ciò a fronte del fatto che lo stato psicofisico del figlio __________ era, nel 2022, peggiorato. Chiedevano un incontro presso l’autorità fiscale.
Non avendo ricevuto alcuna risposta, con successivo scritto del mese di marzo 2024, gli insorgenti sollecitavano un riscontro.
Con scritto 4 aprile 2024, l’autorità fiscale trasmetteva, per competenza, lo scritto del 1° dicembre 2023 alla Camera di diritto tributario, per competenza.
Con lettera 9 aprile 2024, la Camera di diritto tributario, assegnava ai signori RI 1 un termine di 10 giorni per presentare ricorso, secondo le modalità prescritte dall’art. 227 LT.
Con ricorso motivato del 19 aprile 2024, gli insorgenti lamentano la mancata deduzione per persona bisognosa a carico in relazione ai costi sopportati per il figlio __________, la cui situazione di salute e economica, sarebbe, nel periodo fiscale sub judice, peggiorata. Nel 2022, i ricorrenti avrebbero versato cifre ingenti per il sostentamento del discendente, più volte ospedalizzato presso la __________ di __________ e coinvolto in procedimenti di natura penale di varia natura. Allegano al ricorso la documentazione afferente ai costi sostenuti a favore di quest’ultimo.
F. Con osservazioni del 24 aprile 2024, l’autorità fiscale ribadisce che, essendo __________ al beneficio di una rendita AI e delle prestazioni complementari, non necessiterebbe di ulteriori dazioni di denaro da parte dei genitori, i quali provvederebbero semmai a versare dei contributi per “aumentare la qualità di vita materiale del figlio, ma non per coprire le carenze economiche date dalla situazione”.
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Diritto |
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1. Contestata, nel caso di specie, è la mancata deduzione per persona bisognosa a carico, in relazione al contributo dei genitori al sostentamento del figlio, __________ (__________), residente a __________ (Comune di __________).
L’UT ha ritenuto che, beneficiando __________ sia dell’AI sia delle prestazioni complementari, non potrebbe essere considerato, dal profilo fiscale, una persona bisognosa a carico.
2. 2.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento da 5'700.- a 11'100.- franchi al massimo per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.- franchi.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.- franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace d’esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.
Sia la LT sia la LIFD stabiliscono che tale deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a (art. 34 cpv. 1 lett. b in fine; art. 35 cpv. 1 lett. b in fine).
Per entrambi i tributi, la deduzione sociale è stabilita secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 34 cpv. 3 LT; art. 35 cpv. 2 LIFD).
2.2.
Secondo la lettera sia della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale, rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi (LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
2.3.
Oltre al requisito della totale o parziale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre, sentenza della CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (sentenza CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre, RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo.
A tal proposito, la dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, 2a ediz., Basilea 2019, n. 47 ad art. 35 LIFD, p. 1060 e riferimenti giurisprudenziali).
3. 3.1.
Per quanto attiene all’imposta federale diretta, i criteri oggettivi relativi all’esigenza di sostentamento non possono però essere unificati a livello svizzero, in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v. Circolare AFC n. 30 “Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta” del 21 dicembre 2010, versione applicabile dal 1° gennaio 2014, n. 11, p. 21; v. anche Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 4a ediz., Basilea 2022, n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 858).
3.2.
Alcune autorità fiscali cantonali, tra cui quelle del Cantone Ticino, hanno opportunamente codificato una prassi, che fissa degli importi, a partire dai quali si può ritenere che il reddito e/o la sostanza del figlio siano sufficienti per il suo mantenimento, con la conseguenza che i genitori non hanno diritto alla deduzione sociale (v. anche Jaques, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a ediz., Basilea 2017, n. 40 ad art. 35 LIFD, p. 810).
Nel Canton Berna, ad esempio, per stabilire se una persona parzialmente o totalmente incapace di esercitare un’attività lucrativa sia bisognosa di sostentamento, l’autorità fiscale ha fissato quali limiti un reddito netto (prima delle deduzioni sociali) di fr. 16'000.- per le persone sole e di fr. 24'000.- per i coniugi rispettivamente una sostanza netta (prima delle deduzioni sociali) pari a fr. 50'000.-. Al di sopra di questi importi, la deduzione sociale non è accordata (cfr. Steuerverwaltung des Kantons Bern, TaxInfo, Einkommens- und Vermögenssteuern; Unterstützungsbedürftige erwerbsunfähige Personen, Fassung vom 22.08.2022, in: www.taxinfo.sv.fin.be.ch).
Nel Canton Lucerna, riferendosi alla deduzione per figlio maggiorenne a carico, lo stato di bisogno del figlio si determina in base al minimo vitale del diritto esecutivo. Se il figlio dispone di un reddito fino a fr. 18'000.-, i genitori hanno diritto alla deduzione per figlio a carico. Per quanto concerne il patrimonio, si ritiene che il figlio non necessiti più del sostegno finanziario dei genitori se dispone di una sostanza netta superiore a 100'000.- franchi, purché si tratti di beni alienabili o liquidi e non per esempio di quote di comproprietà di immobili o di quote di partecipazione in società di famiglia (cfr. Luzerner Steuerbuch, Kinderabzug, Staats- und Gemeindesteuern, § 42 n. 2, paragrafo 1.1).
Nel Canton San Gallo, fino ad un reddito dell’attività lucrativa di fr. 15'000.- all’anno, si presume che il figlio non possa provvedere al proprio mantenimento. Per quanto concerne il patrimonio, la situazione viene valutata in ogni singolo caso (St. Galler Steuerbuch, 48 n. 1, paragrafo 2.2.2.).
Il Canton Zurigo ha fissato tali limiti a fr. 15'000.- di reddito imponibile e fr. 50'000.- di sostanza imponibile per le persone sole e fr. 22’000.- di reddito imponibile e fr. 100’000.- di sostanza imponibile per le persone coniugate (cfr. Zürcher Steuerbuch, Weisung der Finanzdirektion über Sozialabzüge und Steuertarife [ab Steuerperiode 2015], B. II., Unterstützungsabzug, no. 33, in: www.zh.ch; v. anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 68 ad art. 35 LIFD, p. 718).
3.3.
Come poc’anzi anticipato, anche il Cantone Ticino, nella Circolare n. 18/2020 del luglio 2020 della Divisione delle contribuzioni (“Imposizione della famiglia”), oltre a fare riferimento alla giurisprudenza della Camera di diritto tributario relativa al minimo d’esistenza stabilito dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello, afferma ‑ riallacciandosi alla prassi instaurata per la deduzione sociale per i figli maggiorenni in formazione ‑ che il figlio, residente in Svizzera e parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito (compresi eventuali contributi di sostentamento versati dall’altro genitore) uguale o superiore a 2'000 franchi (netti) mensili o se possiede una sostanza ‑ priva di vincoli, facilmente disponibile ‑ pari o superiore a 150'000 franchi (v. Circ. DdC n. 30, n. 10.1, p. 25 s.).
4. 4.1.
Venendo al caso in disamina, agli atti vi è la dichiarazione d’imposta di __________, dalla quale si evince che, nel periodo fiscale 2022, era al beneficio di una rendita AI, pari a un importo annuale di fr. 15'828.-, nonché di prestazioni complementari di fr. 19'467.-, per un totale di fr. 35'295.- annui (pari a fr. 2'941,25 netti al mese). La sostanza imponibile complessiva era di fr. 1'187.-
4.2.
La situazione di __________ adempie in parte le condizioni per poter beneficiare della deduzione per persona bisognosa di so-stentamento secondo gli articoli 34 cpv. 1 lett. b LT e 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Risiede infatti in Svizzera e non ha alcuna capacità di guadagno, per cui beneficia di una rendita d’invalidità e di prestazioni complementari.
Tuttavia, entrambe le disposizioni legislative appena citate pon-gono un’ulteriore condizione, ovvero che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò dell’aiuto economico del contribuente, che provvede quindi al suo sostentamento, e che tale aiuto raggiunga almeno l’entità della deduzione.
Come visto, per il Cantone Ticino, un figlio, residente in Svizze-ra e parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, non è considerato bisognoso se percepisce un reddito uguale o su-periore a 2'000 franchi (netti) mensili (v. Circ. DdC n. 30, n. 10.1, p. 25 s.).
Nella concreta fattispecie, nel 2022, __________ ha beneficiato di entrate superiori ai fr. 2'000.- mensili. Motivo per il quale non può essere considerato persona bisognosa a carico.
4.3.
Ci si può chiedere se tale conclusione valga anche per la dedu-zione sociale prevista dal diritto federale (art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD), dato che, come già anticipato, mancano delle direttive a livello federale che fissano i criteri oggettivi relativi all’esigenza di sostentamento (Baumgartner/Eichenberger, loc. cit., n. 25c ad art. 35 LIFD, p. 858). L’Amministrazione federale delle contribuzioni, nella sua Circolare n. 30, non ha ritenuto opportuno fissare questi limiti in quanto il costo della vita varia a seconda delle regioni (v. Circ. AFC n. 30 del 21 dicembre 2010, versione applicabile dal 1° gennaio 2014, n. 11, p. 21).
In un caso vallesano, il Tribunale federale ha giudicato conforme al diritto federale la prassi cantonale, che nega la deduzione per il sostentamento nel caso in cui il figlio maggiorenne in formazione percepisca un reddito annuale netto superiore a fr. 20'000.- (sentenza TF 2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4 feb-braio 2014; v. Locher, op. cit., n. 47 ad art. 35 LIFD, p. 1060).
Il caso esaminato dall’Alta Corte concerneva un figlio di 24 anni, in formazione, che dichiarava un reddito lordo pari a fr. 29'908.-, composto da una rendita per orfano pari a fr. 21'223.-, un reddito da attività lucrativa dipendente pari a fr. 6'062.-, delle indennità per perdita di guadagno in ragione di fr. 2'473.- e dei redditi della sostanza per fr. 150.- (reddito netto [Reineinkommen]: fr. 26'721.-). Secondo il Tribunale federale, con tale importo il figlio era in grado di provvedere da solo ai propri bisogni vitali e ha negato di conseguenza l’esistenza di un bisogno di sostentamento oggettivo e di fatto (anche) la deduzione sociale per figlio maggiorenne a carico.
Come visto, molte prassi cantonali, tra cui quella ticinese, appli-cano gli stessi criteri per definire l’esigenza di sostentamento di un figlio maggiorenne in formazione e di una persona bisognosa di sostentamento perché incapace di esercitare un’attività lucrativa. La conclusione cui giunge l’Alta Corte può pertanto essere ripresa mutatis mutandis anche nell’ambito della deduzione per il sostentamento di una persona bisognosa ex art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Come affermato dall’AFC, il costo della vita varia a seconda delle regioni. Di conseguenza, il limite di fr. 2'000.- netti mensili, fissato per il diritto cantonale, può essere applicato anche nell’ambito dell’IFD.
4.4.
A titolo abbondanziale si rileva inoltre che, dalla disamina delle spese sostenute (esplicitate con scritto del 18 aprile 2024) emergono dei costi che non rientrano in quello che è ritenuto il minimo vitale (“minimalen Lebensunterhalts”, Richner/Frei/Kaufmann/Rohner, Handkommentar zum DBG, 4a ed., Zurigo 2023, n. 56 ad art. 35 LIFD). In particolare, il rimborso di fr. 6'500.- a __________, a titolo di pagamento della merce in oro sottratta dal figlio a quest’ultima, il pagamento di una multa e degli interessi di ritardo per un abbonamento di telefonia mobile, le rate per l’acquisto di un nuovo telefono, i costi per gli animali domestici nonché per le sigarette (ecc.), non rientrano tra le spese direttamente correlate al minimo vitale. Come visto, quest’ultime sono già coperte dalla rendita AI e dalla complementare percepite dal figlio.
4.5.
Riassumendo, poiché __________ non è bisognoso del so-stentamento dei genitori, la decisione dell’UT Lugano di negare ai ricorrenti la deduzione per persona bisognosa a carico merita di essere tutelata.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 400.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 100.–
per un totale di fr. 500.–
sono a carico dei ricorrenti.
3. Contro il presen Copia per conoscenza:
- Municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: La cancelliera: