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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici: |
Mauro Mini, presidente, |
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segretaria: |
Alessandra Mondada, vicecancelliera |
sedente per statuire sull’istanza di promozione dell'accusa 15/18.11.2002 presentata da
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IS 1, , |
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contro |
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il decreto di non luogo a procedere 4.11.2002 emanato dal procuratore pubblico Arturo Garzoni nell'ambito del procedimento penale dipendente da sua denuncia 21.10.2002 nei confronti di __________ PI 1, __________ (patr. da: avv. __________ PA 2, __________), per titolo di denuncia mendace ed istigazione alla falsa testimonianza; |
richiamate le osservazioni 21.11.2002 del magistrato inquirente e 28/29.11.2002 di __________ PI 1, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
a. Con esposto 21.10.2002 __________ IS 1 ha inoltrato denuncia penale nei confronti di __________ PI 1 per titolo di denuncia mendace ed istigazione alla falsa testimonianza in relazione alle querele penali presentate a suo carico il 9/10.4.2002 per "aggressione" - procedimento sfociato nel decreto di accusa 21.5.2001 (DAP __________), nel giudizio 22.10.2002 dell'allora competente pretore del distretto di Lugano (inc. DT.__________) e nella decisione 27.3.2003 della Corte di cassazione e di revisione penale (inc. __________) - ed il 3/5.8.2002 per lesioni semplici, sub. vie di fatto - procedimento sfociato nel decreto di non luogo a procedere 17.10.2002 (NLP __________) - ed al fatto che, con riferimento alla querela di data 3/5.8.2002, il denunciato si sarebbe rivolto "(…) a tale __________ __________, chiedendo di testimoniare il falso dinanzi alla Polizia e alle Autorità e di dichiarare di aver assistito al presunto attacco (…)" (denuncia penale 21.10.2002, p. 2, AI 1).
b. Con decisione 4.11.2002 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a procedere in ordine alla denuncia penale, ritenuto che - oltre alla circostanza che "(…) il teste __________ __________ ha in realtà confermato i fatti così come da lui vissuti, e che quest'ultimo ha anche riferito della richiesta del qui denunciato intesa a sostenere dinanzi all'autorità inquirente la versione dei fatti che l'avrebbero favorito" - il fatto che con decisione 17.10.2002 __________ IS 1 sia stato prosciolto dalle accuse di lesioni semplici e vie di fatto "(…) non dimostra ancora che le allegazioni di PI 1 __________ siano mendaci" (decreto di non luogo a procedere 4.11.2002, p. 2).
c. Con tempestiva istanza __________ IS 1 chiede, in via principale, di promuovere l'accusa nei confronti di __________ PI 1 per titolo di denuncia mendace ed istigazione alla falsa testimonianza e, in via subordinata, di ordinare la completazione delle informazioni preliminari.
L'istante - riassunti i fatti di cui alla denuncia penale - sostiene che le motivazioni del decreto sarebbero inaccettabili "(…) quando mettono in discussione l'attendibilità delle affermazioni rilasciate da __________ __________, il quale, testimoniando sotto giuramento, si è anche dichiarato amico dell'accusato": la deposizione del teste - contrariamente all'esposto di __________ PI 1, succinto ed inesatto - sarebbe infatti "(…) molto precisa e ricca di particolari e non presenta alcuna incoerenza" (istanza di promozione dell'accusa 15/18.11.2002, p. 4).
Il procuratore pubblico avrebbe inoltre dovuto approfondire la fattispecie, segnatamente con gli interrogatori delle persone coinvolte nei fatti, ciò che avrebbe permesso di concludere per l'esistenza di seri indizi di colpevolezza a carico del denunciato.
d. Delle osservazioni del procuratore pubblico e di __________ PI 1 si dirà, se necessario, in diritto.
in diritto
1. 1.1.
In presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.
Il primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa, risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987 p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione, attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art. 189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.
In questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.
Seconda condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle competenze del giudice di merito.
1.2.
Giusta l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla promozione dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al procuratore pubblico la completazione delle informazioni preliminari.
La completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza, oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n. 110).
2. 2.1.
Come esposto, l'istante afferma che "(…) la deposizione del __________ è molto precisa e ricca di particolari e non presenta alcuna incoerenza" (istanza di promozione dell'accusa 15/18.11.2002, p. 4) e fonderebbe seri indizi di colpevolezza in relazione alle ipotesi accusatorie di cui all'art. 303 CP (secondo cui è punito per denuncia mendace chiunque denuncia all’autorità come colpevole di un crimine o di un delitto una persona che egli sa innocente, per provocare contro di lei un procedimento penale, oppure chiunque in altro modo ordisce mene subdole per provocare un procedimento penale contro una persona che egli sa innocente; A. DONATSCH / W. WOHLERS, Strafrecht IV, 3. ed., Zurigo 2004, p. 366 ss.; BSK StGB II - V. DELNON / A. RÜDY, Basilea 2003, n. 5 ss. ad art. 303 CP; B. CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Berna 2002, volume II, n. 1 ss. ad art. 303 CP; G. STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, BT II, 5. ed., Berna 2000, § 53 n. 2 ss.; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 1 ss. ad art. 303 CP) ed ai combinati art. 307 e 24 CP (secondo cui è punito per istigazione alla falsa testimonianza chiunque intenzionalmente determina un testimone in un procedimento giudiziario a fare sui fatti della causa una falsa deposizione; A. DONATSCH / W. WOHLERS, op. cit., p. 423 ss.; BSK StGB II - V. DELNON / B. RÜDY, op. cit., n. 5 ss. ad art. 307 CP; B. CORBOZ, op. cit., n. 1 ss. ad art. 307 CP; G. STRATENWERTH, op. cit., § 54 n. 21 ss.; S. TRECHSEL, op. cit., n. 1 ss. ad art. 307 CP; con riferimento all'art. 24 CP, J. REHBERG / A. DONATSCH, Strafrecht I, 7. ed., Zurigo 2001, p. 120 ss.).
2.2.
__________ __________ - interrogato nell'ambito del procedimento penale promosso in seguito a querela 3/5.8.2002 (AI 1, inc. NLP __________) - ha dichiarato che "un giorno di quest'estate, verso sera, mentre ero a casa di mio padre, ricevevo una telefonata dal __________ PI 1. Egli mi diceva di andare da lui, perché il __________ (così lui chiama il __________ IS 1) gli aveva dato due pugni sul naso. Questo era capitato sulla strada che passa vicino al __________ e secondo quello che mi aveva detto il __________, il IS 1 era passato di lì con la sua macchina, si era fermato, era sceso e gli aveva spaccato il naso con due pugni. Sempre secondo quello che mi diceva il __________, era pure presente la sua ragazza, che si chiama __________. (…) Gli ho quindi risposto che lo raggiungevo e a piedi sono andato a casa sua. Lui abita a __________, vicino al palazzo dove ci sono i richiedenti l'asilo. Giunto a casa del __________, quando lui mi ha aperto la porta ho subito visto che di segni in faccia non ne aveva. (…) Gli ho chiesto spiegazioni e lui mi ha detto che da me voleva un favore, cioè che io dovevo presentarmi dal suo avvocato e dire che avevo visto il __________ dare due pugni al __________ nelle circostanze che ho appena detto sopra. Io ho risposto che favori di questo genere non ne faccio, che di bugie non ne dico alla giustizia. Lui ha insistito, ma io ho sempre rifiutato" (verbale di interrogatorio 16.10.2002, p. 1 e 2, AI 4, inc. NLP __________).
2.3.
Luca PI 1 - in merito alla predetta fattispecie - ha asserito che "entrando nella __________ di __________ sono stato aggredito dal signor IS 1 il quale mi ha colpito con un pugno sul naso e prendendo la fuga subito dopo. Testimone del fatto il signor __________ __________, __________ (domiciliato presso il padre __________); inoltre il colpo è ulteriormente constatato nell'annesso certificato medico" (querela penale 3/5.8.2002, p. 1, AI 1, inc. NLP __________): ora, questi fatti - confermati anche in sede di interrogatorio (verbale di interrogatorio 12.8.2002, allegato al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 15.8.2002, AI 2, inc. NLP __________) - contrastano di tutta evidenza con quanto è stato riferito dal teste __________ __________, segnatamente in relazione al luogo in cui si sarebbe verificata l'aggressione ed al numero di pugni che __________ IS 1 avrebbe inferto al denunciato.
Per il che, si deve concludere per l'assenza di seri indizi di colpevolezza in capo al titolo di istigazione alla falsa testimonianza, essendo ragionevole ritenere che se __________ PI 1 avesse voluto sostanziare le sue accuse con il conforto di terzi, avrebbe perlomeno esposto a questi la medesima fattispecie di cui alla querela 3/5.8.2002 ed al successivo interrogatorio 12.8.2002, indicando inoltre quale teste __________ __________. L'istante concorda peraltro "(…) con il PP Garzoni allorquando ritiene che il decreto di non luogo a procedere emesso il 17 ottobre 2002 (…) non dimostra, da solo, la mendacità della denuncia del PI 1" (istanza di promozione dell'accusa 15/18.11.2002, p. 4), per cui - considerato che la tesi dell'istante in merito all'art. 303 CP si fonda sull'asserita istigazione alla falsa testimonianza, che non è tuttavia sorretta da seri indizi di colpevolezza - il decreto impugnato deve essere confermato anche con riferimento all'ipotesi accusatoria di denuncia mendace.
3. Non essendo data la prima condizione di ammissibilità dell'istanza, è superfluo esaminare la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle competenze del giudice di merito. Il procuratore pubblico non è del resto obbligato ad assumere tutte le prove, essendo ammesso un apprezzamento anticipato (decisione TF 6P.77/2004 dell'1.9.2004; R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 54 n. 1 e § 55 n. 8 ss.), segnatamente quando la prova è manifestamente irrilevante, inutile o inidonea a dimostrare fatti pertinenti o a modificare la convinzione del giudice (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 25 ad art. 58 CPP e n. 4 ad art. 79 CPP), come nella fattispecie.
Anche la completazione delle informazioni preliminari giusta l'art. 186 cpv. 4 CP appare quindi superflua, i fatti essendo stati sufficientemente chiariti nel procedimento penale sfociato nel decreto impugnato.
4. __________ PI 1 postula l'ammissione al beneficio del gratuito patrocinio.
Ora, tale domanda è irricevibile, posto come questa Camera sia competente al proposito solo quale autorità di ricorso contro le decisioni del giudice dell'istruzione e dell'arresto (art. 35 cpv. 4 Lag; cfr. anche messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 35 Lag), istanza preposta alla concessione del gratuito patrocinio (art. 26 cpv. 1 Lag; cfr. anche art. 52 cpv. 2 vCPP). Ha nondimeno protestato le ripetibili, che - visto l'esito del gravame - gli sono assegnate; si può pertanto prescindere dalla trasmissione della domanda al giudice dell'istruzione e dell'arresto.
5. Il gravame è respinto; tassa di giustizia, spese e ripetibili sono poste a carico dell'istante, soccombente.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 184 ss. CPP, 303 e 307 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,
pronuncia
1. L'istanza è respinta.
2. La tassa di giustizia di fr. 450.-- e le spese di fr. 50.--, per complessivi fr. 500.-- (cinquecento), sono poste a carico di __________ IS 1, __________, che rifonderà a __________ PI 1, __________, fr. 250.-- (duecentocinquanta) a titolo di ripetibili.
3. Rimedio di diritto:
Il presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale federale entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 272 PPF). La legittimazione e le modalità di ricorso sono rette dagli art. 268 ss. PPF.
4. Intimazione:
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terzi implicati |
PI 1
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Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La segretaria