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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici: |
Mauro Mini, presidente, |
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segretaria: |
Daniela Rüegg, vicecancelliera |
sedente per statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003 presentata da
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IS 1 , IS 2 , IS 3 ,
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in relazione |
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al decreto di non luogo a procedere 22.7.2003 emanato dal procuratore pubblico Arturo Garzoni, nell’ambito - tra l’altro - del procedimento penale dipendente dalla loro denuncia 4/5.9.2002 (inc. MP __________) nei confronti di __________ PI 1, __________, __________ PI 2 ____________________, __________, __________ PI 3, __________, avv. __________ PI 4, __________ (tutti patr. da: avv. __________ __________, __________) e avv. __________ PI 5, __________, per titolo di denuncia mendace, falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza ed istigazione a denuncia mendace, nonché dalla loro denuncia 1/2.7.2003 (inc. MP __________) nei confronti di __________ PI 3, __________ (patr. da avv. __________ __________, __________), per titolo di falsa testimonianza; |
premesso che l’istanza di promozione dell’accusa è relativa al decreto di non luogo a procedere 22.7.2003, ma limitatamente alle denunce presentate al Ministero pubblico dai qui istanti il 4/5.9.2002, rispettivamente l’1/2.7.2003;
richiamate le osservazioni 18/21.8.2003 del procuratore pubblico e 18.8.2003 di __________ PI 1, __________ PI 2 __________, __________ PI 3, avv. __________ PI 4 e avv. __________ PI 5, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
a. Con esposto 30.11.2000 __________ PI 1 e __________ PI 2 __________, per il tramite del loro patrocinatore avv. __________ __________, hanno sporto denuncia/querela penale nei confronti di __________ IS 3, per titolo di falsa testimonianza e violazione del segreto professionale, nonché dell’avv. __________ __________ IS 2 e dell’avv. __________ IS 1, per titolo di falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza ed istigazione a violazione del segreto professionale, in relazione alla loro audizione in qualità di testi nell’ambito della procedura civile promossa dai denuncianti con petizione 5.10.1998 tuttora pendente presso la Pretura del distretto di __________ (cfr. AI 1, inc. __________, denuncia/querela penale 30.11.2000 e doc. A - L ivi allegati; inc. __________ della Pretura di __________).
b. In data 4/5.9.2002 l’avv. __________ IS 1, l’avv. __________ __________ IS 2 e __________ IS 3, per il tramite del loro patrocinatore avv. __________ PA 1, hanno a loro volta sporto denuncia penale nei confronti di __________ PI 2 __________ per titolo di denuncia mendace e falsa testimonianza, di __________ PI 1 per titolo di denuncia mendace, di __________ PI 3 per titolo di falsa testimonianza, nonché dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________ PI 5 per titolo di falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza ed istigazione a denuncia mendace, rilevando in particolare che “__________(PI 1) e __________ PI 2 e i loro legali hanno ritenuto di azzardare una causa civile, chiedendo l’annullamento della vendita dell’immobile di __________, sostenendo dapprima la minore età di uno dei venditori, anche dopo i 18 anni, essendo egli domiciliato a __________”, che “smentita platealmente questa tesi (…)” gli stessi “(…) hanno tentato l’azzardo della nuova tesi della firma della procura ancora prima dei 18 anni, nell’autunno 1993. Cercando di intralciare l’accertamento della verità hanno tentato di impedire che gli avv.ti __________ e la loro segretaria rendessero testimonianza”, che “in difficoltà per le risultanze delle loro deposizioni, si sono spinti a denunciarli per un’inesistente violazione del segreto professionale e per falsa testimonianza o istigazione alla falsa testimonianza”, evidenziando inoltre che “nell’esposto di denuncia sostengono che la segretaria IS 3 avrebbe funto da strumento nelle mani degli avv.ti __________ (…), mentre essi stessi hanno fatto rendere una falsa testimonianza all’amico PI 3” e che “false testimonianze sono state rese dallo stesso __________ PI 2 e dai legali di lui” (AI 1, inc. __________, denuncia penale 4/5.9.2002, p. 17 e 18).
Con successivo esposto 1/2.7.2003 gli stessi denuncianti, sempre per il tramite del loro patrocinatore avv. __________ PA 1, hanno sporto un’ulteriore denuncia nei confronti di __________ PI 3 per titolo di falsa testimonianza in relazione al suo interrogatorio tenutosi il 9.5.2003 presso il Ministero pubblico (cfr., al proposito, AI 1, inc. __________, denuncia penale 1/2.7.2003).
Delle ulteriori motivazioni di queste denunce si dirà, laddove necessario, nei considerandi di diritto.
c. Esperite le informazioni preliminari, il procuratore pubblico con un’unica decisione emanata il 22.7.2003 ha decretato il non luogo a procedere in ordine alla denuncia 30.11.2000, alla denuncia/querela 4/5.9.2002 e alla denuncia 1/2.7.2003, ritenendo sostanzialmente che non sono adempiuti i reati ipotizzati dalle parti (cfr. decreto di non luogo a procedere 22.7.2003). Delle sue motivazioni si dirà, qualora sia indispensabile, in seguito.
d. Con il presente tempestivo gravame l’avv. __________ IS 1, l’avv. __________ __________ IS 2 e __________ IS 3 chiedono di promuovere l’accusa nei confronti di __________ PI 2 per titolo di denuncia mendace e falsa testimonianza, di __________ PI 1 per titolo di denuncia mendace, di __________ PI 3 per titolo di ripetuta falsa testimonianza, dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________ PI 5 per titolo di falsa testimonianza, istigazione a falsa testimonianza e denuncia mendace, protestando inoltre tassa di giustizia, spese e ripetibili (cfr. istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 2).
Gli istanti, dopo aver esposto i fatti (cfr. istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2004, p. 3 a 16), rilevano innanzitutto che “le questioni di fatto al centro della vicenda sono due”, segnatamente “(…) la data alla quale è stata firmata la procura per la vendita del terreno di __________;” e “(…) l’udienza di audizione della ex-segretaria dello studio __________, che si pretende avrebbe violato il segreto professionale”, asserendo contestualmente che “le risultanze evidenti degli atti del procedimento non sono state valutate correttamente nel decreto di non luogo impugnato” (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2004, p. 17 e 18). Sostengono altresì che a carico dei qui denunciati sarebbero dati seri indizi di colpevolezza, esponendo la loro opinione in merito (cfr. istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 21 a 24). Asseverano infine che “a fondamento della presente istanza di promozione dell’accusa è pure data la disponibilità di nuove prove da assumere”, fornendo delle indicazioni in merito (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 24 a 26). Delle dettagliate motivazioni, così come delle osservazioni del magistrato inquirente e dei denunciati si dirà, se del caso, successivamente.
in diritto
1. 1.1.
In presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.
Il primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa, risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987 p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione, attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art. 189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.
In questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.
Seconda condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle competenze del giudice di merito.
1.2.
Giusta l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla promozione dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al procuratore pubblico la completazione delle informazioni preliminari.
La completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza, oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n. 110).
2.Prima di entrare nel merito della vertenza occorre ricordare che in data 29.4.1994 la CE fu __________ __________ __________ composta da __________ PI 1 (__________) e __________ PI 2 (__________), per il tramite della loro rappresentante __________ __________, ha ceduto e venduto la particella di cui al mappale no. __________ RFD di __________ ai coniugi __________ e __________ __________ per il prezzo di CHF 500'000.-- (cfr. AI 1 - doc. M, inc. __________, copia rogito no. 26 dell’avv. __________ __________ IS 2, notaio). Si rileva al proposito che in data 31.3.1994 è stata autenticata, sempre dal notaio __________ __________ IS 2, la firma apposta da __________ PI 2 sulla procura allegata quale doc. B al rogito, da cui emerge che egli ha conferito procura a __________ __________ allo scopo di vendere la predetta particella (cfr. AI 1 - doc. M, inc. __________, copia procura sottoscritta da __________ PI 2 quale inserto B al rogito no. 26).
In data 5.10.1998 __________ PI 1 e __________ PI 2 hanno presentato alla Pretura di ______________________________ una petizione contro gli acquirenti della particella, asserendo in sostanza che il rogito firmato il 29.4.1994 sarebbe nullo, ritenuto che __________ PI 2 al momento della sottoscrizione “(…) non aveva ancora raggiunto la maggiore età e non possedeva quindi la piena capacità di agire”, in base alle disposizioni di cui agli art. 14 vCCS e art. 35 ss. LDIP; in conseguenza di ciò egli “(…) non poteva rilasciare validamente una procura per la vendita della proprietà” (cfr. AI 1 - doc. B, inc. __________, petizione 5.10.1998, p. 5 e 8). Con risposta 7.1.1999 gli acquirenti __________ e __________ __________, per il tramite del loro legale avv. __________ __________, hanno chiesto la reiezione della petizione, asserendo essenzialmente che __________ PI 2 al momento della sottoscrizione della procura del 31.3.1994 e dell’atto pubblico in data 29.4.1994 era maggiorenne, essendo cittadino __________ e in quel periodo era domiciliato a __________, ritenendo quindi valido il contratto di compravendita concluso tra le parti (cfr. AI 1 - doc. C, inc. __________, risposta 7.1.1999). Con replica 5.2.1999 gli attori hanno apportato un fatto nuovo, asseverando che la procura rilasciata da __________ PI 2 sarebbe stata sottoscritta prima del 31.3.1994, verosimilmente nell’autunno del 1993, periodo in cui era ancora minorenne e sostenendo contestualmente che, sia in base al diritto svizzero sia in base a quello __________, il contratto 29.4.1994 è da ritenersi nullo (cfr. AI 1 - doc. D, inc. __________, replica 5.2.1999). Con duplica 25.3.1999 i convenuti hanno ribadito che la procura sarebbe stata firmata il 30.3.1994 e non in precedenza, motivo per cui sarebbe da ritenersi valida, così come il contratto di compravendita del 29.4.1994 (cfr. AI 1 - doc. E, inc. __________, duplica 25.3.1999).
Nel corso dell’istruttoria sono state sentite diverse persone allo scopo di stabilire il momento preciso in cui __________ PI 2 ha firmato la procura quale inserto B dell’atto notarile ed accertare la validità del contratto di compravendita (cfr. verbali di udienza dell’inc. __________).
3. 3.1.
Giusta l'art. 186 cpv. 1 CPP la legittimazione a presentare istanza di promozione dell'accusa compete unicamente alla parte civile, vale a dire alla persona danneggiata moralmente o materialmente dal reato (art. 69 cpv. 1 CPP). Secondo dottrina e giurisprudenza può tuttavia costituirsi parte civile solo la persona fisica o giuridica attualmente, direttamente e personalmente lesa nel suo bene giuridico (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 1 ad art. 69 CPP e riferimenti ivi citati).
Se il bene giuridico tutelato dalla legge è di natura individuale (vita e integrità personale, patrimonio, onore e libertà personale), il leso legittimato a costituirsi parte civile è colui che subisce l'illecito; in caso di violazione di norme penali che proteggono interessi collettivi, sono da considerare danneggiati e legittimati a costituirsi parte civile coloro che sono stati effettivamente lesi nei loro diritti da tali reati, sempre che il pregiudizio patito sia conseguenza diretta dell'azione delittuosa (DTF 119 Ia 342 e 118 Ia 14; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 3 e 5 ad art. 69 CPP). Se la commissione di reati che proteggono beni pubblici lede solo indirettamente interessi privati, il singolo cittadino non viene di principio considerato parte lesa, poiché i suoi interessi sono rappresentati dalla magistratura penale (N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo 2004, n. 509).
L’istanza di promozione dell’accusa deve pertanto essere dichiarata irricevibile in relazione alle ipotesi di reato di falsa testimonianza e istigazione a falsa testimonianza, senza esame del merito.
4.4.1.
L’art. 303 CP - secondo cui commette denuncia mendace, chiunque denuncia all’autorità come colpevole di un crimine o di un delitto una persona che egli sa innocente, per provocare contro di lei un procedimento penale, oppure chiunque in altro modo ordisce mene subdole per provocare un procedimento penale contro una persona che egli sa innocente - è un reato intenzionale che esige consapevolezza e volontà di far perseguire penalmente chi si sa innocente; intenzionalità che non ammette il dolo eventuale (cfr. BSK StGB II - V. DELNON / A. RÜDY, Basilea 2003, n. 26 ad art. 303 CP; A. DONATSCH / W. WOHLERS, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, 3. ed., Zurigo 2004, p. 370 e 371; B. CORBOZ, Les principales infractions en droit suisse, Volume II, Berna 2002, n. 17 ad art. 303 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 7 e 8 ad art. 303 CP). L’autore deve quindi sapere, come in caso di calunnia (art. 174 CP), di accusare una persona innocente e non è quindi sufficiente che egli la ritenga possibilmente innocente.
4.2.
Gli istanti asseriscono innanzitutto che __________ PI 2 __________, con l’esposto 30.11.2000 - il cui contenuto è stato confermato durante il suo interrogatorio 12.4.2001 dinanzi al magistrato inquirente (AI 10, inc. __________, verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p. 1) -, avrebbe
adempiuto l’ipotesi di reato di denuncia mendace (cfr. istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 21). Asseverano di essere “(…) denunciati come colpevoli di violazione del segreto professionale, falsa testimonianza e istigazione alla falsa testimonianza, benché il denunciante PI 2 sappia bene che essi sono innocenti di tali reati” (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 21). Sostengono inoltre che “(…) è certo che la procura fu” da lui “sottoscritta (…) il 30.3.1994 e non nell’autunno 1993”, che egli avrebbe “(…) denunciato __________ IS 3 pur sapendo che questa nella causa civile non ha testimoniato il falso e ha denunciato l’avv. __________ IS 1 e l’avv. __________ __________ IS 2 ben sapendo che questi non hanno istigato la segretaria a rendere una testimonianza falsa” (istanza di promozione dell’accusa 4/6.8.2003, p. 21 e 22).
Il denunciato, per contro, nega ogni addebito al proposito (cfr. osservazioni 18.8.2003, p. 20 e 21).
4.3.
L’ipotesi di reato ruota intorno alla determinazione del momento in cui fu sottoscritta la procura da parte di __________ PI 2 __________.
4.3.1.
Dagli atti risulta che l’avv. __________ IS 1, sentito in qualità di teste dinanzi alla Pretura senza delazione di giuramento in applicazione dell’art. 229 CPC avendo dichiarato di avere un interesse nella lite, ha in particolare asserito che “le procure allegate al rogito (…) sono state allestite da mia figlia, che è pure il notaio rogante”, di poter “(…) dire che la firma sulla procura del sig. __________ PI 2 ____________________ è stata apposta in mia presenza“ e che quest’ultimo “(…) appose la propria firma su quella procura il 30 marzo 1994” (AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 10).
Egli, interrogato dinanzi al magistrato inquirente il 5.9.2001, ha confermato che __________ PI 2 __________ avrebbe sottoscritto la procura in questione in sua presenza il 30.3.1994 (cfr. AI 26, inc. __________, verbale d’interrogatorio 5.9.2001, p. 2). Ha inoltre aggiunto di aver “(…) controllato le 3 agende dello studio, più il giornale (per la preparazione della fatturazione)” e di poter “(…) escludere la presenza di un appuntamento di __________ (__________PI 2 __________) in quell’anno (ndr: nel 1993) presso il mio studio legale”, evidenziando di non averlo mai visto nel 1993 (AI 26, inc. __________, verbale d’interrogatorio 5.9.2001, p. 3). Ha altresì precisato che il 30.3.1994 __________ PI 2 “(…) si presentò nel mio studio legale non accompagnato dal sig. PI 3” e che “(…) in tutta la vicenda relativa alla firma del rogito del 29 aprile 1994 ho avuto modo di vedere __________ una sola volta, e meglio il 30 marzo 1994. Poi unicamente una sola volta l’ho sentito per telefono e meglio in occasione della telefonata (in entrata o in uscita) che venne fatta a __________ per convocarlo da me. Non vi furono altri contatti personali di quella appena descritti” (AI 26, inc. __________, verbale d’interrogatorio 5.9.2001, p. 3 e 6).
4.3.2.
L’avv. __________ __________ IS 2, anch’essa sentita in sede di Pretura senza delazione di giuramento avendo un interesse nella lite, ha sostenuto che la firma di __________ PI 2 __________ “(…) è stata apposta in presenza di mio padre avv. __________ IS 1 e non in mia presenza”, rilevando che egli “avrebbe dovuto firmare in mia presenza, oltre che di mio padre. In quel momento però ricevetti una telefonata. Tale telefonata si protrasse così a lungo, che quando io tornai nell’ufficio dove prima c’era il sig. __________ __________. questi aveva già firmato e se n’era già andato. Mio padre però si era accertato della sua identità nel momento in cui firmava. Tutto ciò è avvenuto il giorno prima che apponessi l’autentica”, evidenziando di non aver ricevuto per posta la procura già firmata e confermando inoltre che egli sarebbe venuto nel loro studio legale, ove l’ha sottoscritta (AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 11). Ha anche confermato “(…) di aver intravisto __________ __________ quel giorno nell’ufficio”, di non averlo “(…) visto firmare” e di sapere che “(…) ha firmato il giorno prima che io apponessi l’autentica” (AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 11). Ha infine asserito di aver scritto “persona a me nota” riferendosi a __________ PI 2 ____________________ poiché suo padre le aveva confermato che si trattava di lui e che “al momento in cui ho proceduto all’autentica mi è sfuggito il fatto che era indicato “__________” invece che “__________” per quanto riguarda la” sua “data di nascita (…)”, sostenendo che “questo è accaduto perché avevo una collaboratrice poco precisa, che ho poi anche licenziato in seguito a questa e altre imprecisazioni (non notarili) da lei effettuate”, rilevando in ogni modo che “la data di nascita corretta era comunque quella indicata sia nella procura che nel rogito” (AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 11).
Essa, nel corso del suo interrogatorio tenutosi il 17.9.2001 dinanzi al magistrato inquirente, ha - tra l’altro - dichiarato di aver “(…) personalmente redatto/preparato la procura di” __________ PI 2 ____________________ “(…) a favore della signora __________ __________” durante il mese di marzo 1994, rilevando che “normalmente faccio apporre a mano la data dal cliente. Per quanto concerne la procura di __________ a __________, era mia intenzione che accadesse la stessa cosa” e di non essersi “(…) accorta del fatto che __________ non aveva apposto la data” (AI 33, inc. __________, verbale d’interrogatorio 17.9.2001, p. 3). Ha comunque fatto notare che “(…) siccome la procura era stata preparata prima del 30 marzo (ma comunque nel corso di quel mese) non avevo messo la data” e di essere “(…) assolutamente certa del fatto che __________ si presentò nel nostro ufficio il 30 marzo 1994. La mia certezza si basa sulla consultazione delle agende dell’ufficio, nonché sul giornale contabile dell’ufficio” (AI 33, inc. __________, verbale d’interrogatorio 17.9.2001, p. 3).
4.3.3.
__________ IS 3, che ha svolto la sua attività lavorativa in qualità di segretaria dal mese di maggio 1993 fino alla fine del mese di aprile/inizio maggio 1994 presso lo studio legale degli avvocati __________, nel corso della sua deposizione resa come teste in sede civile il 22.9.2000, ha dichiarato di ricordarsi che “(…) nell’inserto B (pagina 3), autentica del sig. __________ PI 2 del __________, avevo commesso un errore per quel che riguardava la data di nascita e che l’avv. __________ __________ IS 2 si era molto arrabbiata per questo mio errore, errore che non è poi stato corretto, perché si sarebbe dovuto richiamare il sig. __________ PI 2 stesso” (AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 21). Si è poi ricordata del fatto che __________ PI 2 __________ “(…) era passato il giorno prima che io facessi autenticare la sua firma su quella procura”, precisando inoltre “(…) di aver notato sulla mia agenda che appunto il 30 marzo” questi “era passato (…)”, e “più precisamente era annotato sia sulla mia agenda, sia su quella dell’avvocatessa IS 2 e poi anche su quella dell’avv. IS 1 stesso che il 30 c’era l’appuntamento con __________”, riconfermando che “(…) il 30 marzo __________ è effettivamente venuto nel mio ufficio ed ha firmato quella procura” (AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 21). Ha altresì affermato che “dopo aver ricevuto la convocazione a comparire quale teste, l’avv. IS 2 mi ha telefonato, invitandomi a passare in ufficio: ciò che io ho fatto. Lì ho avuto modo di controllare la mia agenda e quella degli avvocati”, asserendo che si ricordava del nome __________ PI 2 __________, che non si ricordava le date esatte, ma che “rivedendo la mia agenda dopo 6 anni, ho riconosciuto la mia calligrafia sull’annotazione riferita all’appuntamento del sig. __________ PI 2” e che sulla sua agenda in data 30.3. “(…), era indicato che l’appuntamento era previsto per il pomeriggio, alle 15.00” (AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 21). Ha pure asserito di poter dire che “(…) l’appuntamento a __________ l’aveva dato l’avv. __________ IS 1”, rilevando che “(…) spesso l’avv. __________ __________ IS 2 non c’era di pomeriggio in studio” e che “quindi per me è più che probabile che sia stato l’avv. __________ IS 1 a ricevere __________ e a darmi la procura per la firma” (AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 22). Ha infine dichiarato che “il nome __________ PI 3 non mi dice niente”, precisando che se __________ PI 2 __________ “(…) non fosse passato quel giorno, io avrei tirato una riga sul suo nome o l’avrei anche cancellato con la gomma” e di non averlo “(…) visto arrivare in ufficio. L’ho dedotto solo dal fatto che poi l’avvocatessa mi ha dato da autenticare la di lui firma sulla procura” (AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 22).
Nel corso del suo interrogatorio tenutosi l’11.6.2001 presso il Ministero pubblico, essa ha in particolare asserito di escludere che __________ PI 2 ____________________ “(…) si sia recato nello studio degli avv. __________ mesi prima della redazione della citata procura o addirittura nell’autunno del 1993” e di poter “(…) affermare con certezza, dopo aver riletto l’agenda, che il signor PI 2 è passato presso lo studio __________ il giorno prima della firma, vale a dire il 30 marzo 1994” (AI 21, inc. __________, verbale d’interrogatorio 11.6.2001, p. 3). Per quanto attiene all’incontro presso lo studio legale degli avvocati __________ avvenuto prima della sua audizione testimoniale in Pretura, essa ha dichiarato che “(…) gli avv. __________ mi hanno semplicemente mostrato le loro agende personali e quella della cancelleria, senza tentare di influenzarmi riguardo alle risposte che io avrei dovuto dare in Pretura” e che “in tale incontro (…) mi hanno chiesto se io riconoscevo la mia scrittura su due delle tre agende, ciò che io ho fatto” (AI 21, inc. __________, verbale di udienza 22.6.2001, p. 3; doc. 2 - 6 ivi allegati). Circa l’asserzione di __________ PI 2 ____________________ secondo cui egli è certo di non essersi recato nello studio legale degli avv. __________ il 30.3.1994 e che l’unica volta che si è recato in questo studio sarebbe stato nell’autunno 1993, in cui era accompagnato da una terza persona, essa ha dichiarato di non poter fornire spiegazioni in merito, ribadendo che egli “(…) si è recato nello studio __________ il giorno prima dell’autentica, vale a dire il 30 marzo 1994”, di non ricordarsi di averlo visto personalmente in studio, ma che “(…) uno dei due avv. __________ mi ha consegnato la procura” da lui “sottoscritta (…) per l’autentica e mi sembra che tale autentica è stata eseguita il giorno stesso o il giorno dopo” (AI 21, inc. __________, verbale d’interrogatorio 11.6.2001, p. 4).
4.3.4.
__________ PI 2 __________, dal canto suo, nell’allegato di replica presentato in sede civile il 5.2.1999 ha asserito di non aver firmato la procura il 30.3.1994, bensì molto prima della stipulazione del contratto di compravendita, evidenziando parimenti di non ricordarsi il giorno esatto, essendo trascorso tanto tempo, ma di essere “(…) certo di averla firmata in occasione di una sua visita all’avv. __________ IS 1 in __________, padre della notaia, nell’autunno 1993” (cfr. AI 1 - doc. D, inc. __________, replica 5.2.1999, p. 4).
Egli, nel corso del suo interrogatorio 12.4.2001 in qualità di teste dinanzi al magistrato inquirente, ha confermato il contenuto della denuncia 30.11.2000, ed ha in particolare asserito di aver “(…) visto l’avv. IS 1 solo una volta nel suo ufficio di __________”, di esservi “(…) stato accompagnato (…) dal signor PI 3, poiché non conoscevo nemmeno dove si trovasse”, di essere “(…) certo di aver visto una sola volta l’avv. __________ IS 1 nel suo ufficio”, nell’autunno 1993, evidenziando di non ricordarsi il mese esatto e di essere certo che si tratta di quel periodo, “(…) poiché ero accompagnato dal signor PI 3, che in seguito si ammalò (…)” ed è stato “(…) ricoverato in ospedale” (AI 10, inc. __________, verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p. 1 e 2). Ha altresì dichiarato di essersi recato dall’avv. IS 1 “(…) poiché l’appuntamento, mi sembra, era stato fissato dal signor PI 3” (AI 10, inc. ______________________________, verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p. 2). Ha poi asseverato “(…) di essere assolutamente certo di essere stato in quello studio una volta sola ed era l’autunno del 1993, in compagnia del signor PI 3”, rilevando che “(…) fosse impossibile che io mi trovassi il pomeriggio del 30.03.1994 nello studio dell’avv. IS 1 alle ore 15.00, escludo anche che mi trovassi in tale studio dopo tale orario, (…)”, nonché “(…) di essere certo che quando (…) __________ IS 3 e gli avv. __________ IS 1 e __________ __________ IS 2 affermano, come hanno fatto in sede di interrogatorio nella causa civile (…), che io mi sono recato nel loro studio “per firmare la procura in data 30.03.1994 alle ore 15.00, affermano una cosa palesemente falsa””, ribadendo che “(…) io quel giorno non mi sono trovato nello studio” (AI 10, inc. __________, verbale d’interrogatorio 12.4.2001, p. 3 e 4).
4.3.5.
__________ PI 3, sentito il 10.9.1999 come teste in sede civile, ha dichiarato di aver “(…) accompagnato __________ PI 2 nello studio dell’avv. IS 1 una o più volte. Una volta di sicuro” e di poter “(…) dire con certezza di avere accompagnato __________ nello studio dell’avvocato IS 1, poiché egli non sapeva dove si trovasse”, ma di non ricordarsi “(…) più se poi sono stato presente anche al momento della firma o al colloquio con l’avv. IS 1” (AI 1 - doc. F, inc. __________, verbale di udienza 10.9.1999, p. 5). Ha inoltre asserito di non ricordarsi “(…) esattamente la data in cui sono andato con __________ __________ presso l’avv. IS 1”, di poter comunque dire che “(…) ciò è avvenuto sicuramente prima della metà di novembre 1993, poiché poi il 20 novembre 1993 sono stato operato presso l’Ospedale __________ ed in seguito ho subito altri due interventi, il tutto in 10 giorni ed in seguito sono andato 33 volte all’Ospedale di __________ per delle radiazioni, cosa che non si dimentica” (AI 1 - doc. F, inc. __________, verbale di udienza 10.9.1999, p. 6). Ha pure escluso di essersi “(…) recato dall’avv. IS 1 con il sig. __________ __________ nel gennaio 1994” e nemmeno in primavera, siccome non poteva muoversi (AI 1 - doc. F, inc. __________, verbale di udienza 10.9.1999, p. 6).
Nella sua successiva deposizione dell’8.5.2000, sempre in sede civile, egli ha confermato “(…) di aver subito tre interventi operatori presso l’Ospedale __________ di __________ dal 16 novembre 1993 in avanti” e che “qualche tempo prima di questa operazione io ho accompagnato __________ PI 2 __________ presso l’avv. IS 1, credo fosse un sabato. Siamo entrati nell’ufficio dell’avv. IS 1 dove c’eravamo solo noi tre. La segretaria l’avevo vista all’entrata” (AI 1 - doc. H, inc. ______________________________, verbale di udienza 8.5.2000, p. 17). Ha inoltre asserito che “__________ha firmato la procura o l’atto di compravendita di quella casa, quel giorno nell’ufficio dell’avv. IS 1”, che “in quell’occasione si era parlato pure del fatto che __________ a quel momento era ancora minorenne, ma ciò non avrebbe dovuto costituire un impedimento perché egli avrebbe poi compiuto i 18 anni dopo tre mesi (…)” e che “mi pare che fu deciso di non mettere la data su quel documento che aveva firmato __________ perché appunto dopo tre mesi sarebbe diventato maggiorenne” (AI 1 - doc. H, inc. __________, verbale di udienza 8.5.2000, p. 18). Ha pure escluso di essersi recato il 30.3.1994, unitamente a __________, presso lo “(…) studio dell’avv. IS 1;”, in quanto “non sarebbe stato possibile perché mi trovavo a __________ quel giorno (io ho l’ufficio a __________ e durante la settimana vivo lì e faccio ritorno a __________ solo il fine-settimana, da venerdì sera a domenica sera)” e ha inoltre dichiarato che “a me non risulta che __________ fosse presente a __________ il 30 marzo 1994, ovviamente non posso assolutamente escluderlo, però la ritengo una cosa poco probabile, perché quel giorno la scuola non era ancora terminata, almeno penso” (AI 1 - doc. H, inc. __________, verbale di udienza 8.5.2000, p. 18).
Nel corso del suo interrogatorio tenutosi il 9.5.2003 dinanzi al magistrato inquirente __________ PI 3 ha in particolare dichiarato di aver accompagnato __________ PI 2 ____________________ nello studio legale dell’avv. IS 1 una volta sola, asserendo che “(…) è stata proprio quella volta che il giovane (…) ha firmato delle carte. Penso si trattasse di carte relative alla vendita dei terreni di __________ che lui e sua sorella avevano ereditato dalla nonna. Dico penso, perché io quelle carte non le ho lette. Posso però confermare di” averlo “(…) visto firmare quelle carte alla mia presenza” e di ricordarsi che “(…) in tale occasione si è parlato del fatto che” egli “(…) era a quel momento ancora minorenne, questo per la legge __________” e che “si disse pure (non mi ricordo se lo propose l’avv. IS 1 oppure il sottoscritto) che si sarebbe potuto firmare subito i documenti e poi mettere la data in seguito, vale a dire quando il ragazzo sarebbe divenuto maggiorenne, ciò che sarebbe successo di lì a pochi mesi, (…)” (AI 53, inc. __________, verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 3). Ha poi asserito che “(…) da quello che mi ricordo l’incontro presso lo studio dell’avv. IS 1 con il giovane (…) è avvenuto nel settembre 1993” e sarebbe “(…) avvenuto prima del mio primo intervento presso l’Ospedale __________ di __________ che è stato fatto il 20 novembre 1993” e ha inoltre confermato che “(…) alla fine di marzo 1994 sono andato da __________ a __________”, ribadendo che “(…) tale incontro è avvenuto nel settembre 1993” (AI 53, inc. __________, verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 4 e 6).
Il 16.5.2003 egli è stato nuovamente interrogato dal procuratore pubblico e come da suo ordine di data 9.5.2003 gli ha consegnato le agende dell’anno 1993 e 1994, in cui però non risulta l’annotazione della presunta visita presso lo studio legale dell’avv. IS 1 nell’autunno 1993; egli ha, tra l’altro, annotato un colloquio telefonico con l’avv. IS 1 tenutosi apparentemente il 28.3.1994, ma al proposito ha dichiarato di non ricordarsi il contenuto della telefonata (cfr. AI 56, inc. __________, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 1 e 2; AI 57, inc. __________, copie di estratti delle agende di __________ PI 3). Ha inoltre aggiunto che “(…) le operazioni che ho eseguito nel novembre-dicembre 1993 e la successiva radioterapia del 1994, mi hanno dato un colpo notevole alla salute. Mi è già capitato ad esempio di arrivare all’aeroporto e di accorgermi di non avere il biglietto. Io mi arrabbiavo poiché prima delle operazioni la memoria era proprio il mio punto forte”, rilevando contestualmente che “dopo le operazioni a volte dimenticavo delle cose, anche importanti. Questo può anche spiegare il mio primo verbale in Pretura di __________. In seguito ho riflettuto e ritengo di aver detto quello che mi ricordavo” (cfr. AI 56, inc. __________, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 3 e 4).
4.4.
Da quanto sopra esposto appare d’acchito che le deposizioni rese dalle parti divergono e si contraddicono a tal punto che non è possibile stabilire con puntualità il momento in cui __________ PI 2 __________ abbia effettivamente apposto la sua firma sulla procura.
Gli avvocati __________ IS 1 e __________ __________ IS 2 hanno sostanzialmente asserito che __________ PI 2 __________ avrebbe apposto la sua firma sulla procura in presenza dell’avv. __________ IS 1 il 30.3.1994, come del resto confermato dalla teste __________ IS 3, in particolare in base alle annotazioni sulla sua agenda e su quelle dei di lei allora superiori.
__________ PI 2 __________ ha invece sostenuto di aver sottoscritto la procura nell’autunno 1993 e di essere stato accompagnato nello studio legale dell’avv. IS 1 da __________ PI 3.
__________ PI 3, in sede di Pretura, ha inizialmente affermato di averlo accompagnato una o più volte presso il predetto studio legale e di non ricordarsi se era presente al momento del colloquio o della firma. Ha poi sostenuto che l’incontro si è tenuto prima della metà del mese di novembre 1993, ossia prima di essere stato ricoverato in ospedale. Successivamente, sempre in sede civile, ha tuttavia dichiarato di essere stato presente al colloquio. Dinanzi al magistrato inquirente ha inoltre affermato di averlo accompagnato una volta sola, di averlo visto firmare alcune carte e che l’incontro avrebbe avuto luogo nel mese di settembre 1993, prima del suo intervento chirurgico. Nel suo ultimo interrogatorio dinanzi al Ministero pubblico __________ PI 3 ha in ogni modo evidenziato che gli interventi subiti nel corso dei mesi di novembre e dicembre 1993, nonché la radioterapia effettuata nel 1994 hanno cagionato un nocumento alla sua salute, segnatamente per quanto attiene alla sua memoria.
4.5.
Allo stato attuale questa Camera non è in grado di pronunciarsi sulla questione decisiva relativa al momento della sottoscrizione della procura da parte di __________ PI 2 __________, necessitando la fattispecie di ulteriori approfondimenti da parte del Ministero pubblico.
Un esame delle surriferite deposizioni farebbe apparire più attendibile la tesi degli istanti, in quanto più precisa e convergente, a fronte di imprecise indicazioni da parte di __________ PI 2 __________ e notevoli differenze contenute nelle versioni di __________ PI 3.
Dalla documentazione agli atti emergono altri indizi a sostegno della versione degli istanti. Indizi concreti e significativi sono da considerarsi anzitutto la data dell’autentica della procura di __________ PI 2 __________ quale inserto B del rogito no. 26, ossia il 31.3.1994 (AI 1 - doc. M, inc. __________). Sulla procura dell’Ordine degli avvocati, sottoscritta da quest’ultimo a favore dell’avv. __________ IS 1 “(…) perché abbia a rappresentarlo nella pratica di frazionamento della part. __________ RFD __________ secondo il piano di mutazione che verrà allestito dal geometra revisore signor __________ (part. __________ RFD: fino a muro di cinta” (AI 25 - doc. 8, inc. __________, copia procura), risulta quale data il 30.3.1994. Gli estratti delle agende relative all’anno 1994 dell’allora segretaria __________ IS 3, dell’avv. __________ IS 1 e dell’avv. __________ __________ IS 2 riportano che tutti e tre hanno annotato l’appuntamento con __________ __________ il 30.3. alle ore 15.00 e inoltre dall’estratto del giornale risulta che il colloquio sarebbe avvenuto quel giorno, apparentemente della durata di una mezz’ora (cfr. AI 21 - doc. 2 a 5, inc. __________). Giova al proposito ricordare che __________ IS 3 ha svolto la sua attività lavorativa come segretaria presso lo studio legale degli avvocati __________ dal mese di maggio 1993 fino alla fine del mese di aprile/inizio del mese di maggio 1994, essendo stata licenziata dall’avv. __________ __________ IS 2 (cfr. AI 8, inc. __________, verbale di udienza 22.9.2000, p. 20; AI 1 - doc. G, inc. __________, verbale di udienza 19.11.1999, p. 11): ciò rafforza la credibilità delle dichiarazioni della segretaria, che asserisce di non essere stata influenzata dagli avvocati __________.
Si rileva altresì che con scritto 23.9.1993 l’avv. __________ ha, tra l’altro, comunicato all’avv. IS 1 che: “Nach deutschem Recht bedarf es keiner Genehmigung von Handlungen des Testamentvollstreckers. Da aber die Mitwirkung des Testamentvollstreckers von unseren Mandanten nicht gewünscht ist, wurde nunmehr beschlossen, den Ver-tragsschluss bis zur Volljährigkeit von Herrn __________ PI 2 __________ (__________) hinauszuschieben“ e lo ha contestualmente invitato a domandare agli acquirenti se fossero disposti ad aspettare fino alla maggiore età di __________ __________ oppure se preferivano concludere un contratto di locazione per il periodo di transizione, per poter attuare il trasferimento del possesso (cfr. AI 25 - doc. 6, inc. __________). Con scritto 29.9.1993 l’avv. IS 1 ha chiesto a __________ __________ di prendere posizione in relazione al fatto che “Herr und Frau __________ schlagen (…) vor, den Kaufvetrag nach Erreichung des Mündigkeitsalter ihres Sohnes zu schliessen und bis dahin eine Mieter unter Anrechnung des Mietzinses auf den Kaufpreis, zu vereinbaren“ (AI 25 - doc. 7, inc. __________).
Dagli atti risulta inoltre che le lezioni presso il __________ __________ di __________ hanno avuto luogo fino a mercoledì 30.3.1994 alle ore 12.20, momento di inizio delle vacanze pasquali, e che la partenza per gli allievi internati era prevista a partire dalle 12.45 (cfr. AI 5 - Q, inc. __________ copia scritto 9.3.1994). Considerato che, a mente degli istanti, l’appuntamento presso lo studio dell’avv. IS 1 era apparentemente previsto alle ore 15.00, non è da escludere a priori che __________ __________ non avesse utilizzato i mezzi pubblici, ma avesse avuto un passaggio in autovettura, per esempio da parte dello stesso __________ PI 3, il quale ha dichiarato che alla fine del mese di marzo 1994 era andato da __________ a __________ (cfr. AI 53, inc. __________, verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 6: “Confermo quindi che alla fine di marzo 1994 sono andato da __________ a __________. Confermo pure che se il __________ __________ si sarebbe dovuto recare presso l’avv. IS 1 alla fine di marzo 1994 io l’avrei portato con me da __________ fino a __________”), da parte della madre del suo compagno di liceo __________ __________ che pure frequentava l’istituto di __________ e che abitava vicino ai coniugi __________ (cfr. AI 1 - doc. F, inc. __________, verbale di udienza 10.9.1999 di __________ PI 3, p. 5 e 6; AI 53, inc. __________, verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 2 e 4).
Occorre infine sottolineare il fatto che __________ PI 3 non ha annotato alcun colloquio personale e telefonico con l’avv. IS 1 nel corso dei mesi di settembre 1993, ottobre 1993, novembre 1993 sulla sua agenda. Al contrario, nel mese di marzo risultano alcuni colloqui telefonici interessanti, ossia due telefonate del 28.3.1994: una all’avv. IS 1 e una a __________ __________ (cfr. AI 56, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 2 e AI 57, inc. __________). Altre telefonate con l’avv. IS 1 risultano nel mese di maggio 1994, in particolare un colloquio telefonico avvenuto il 16.5.1994 con l’annotazione “Mietvertrag”, ciò che può riferirsi al problema insorto tra venditori e acquirenti sulla particella vicina a quella oggetto del contratto di compravendita (cfr. AI 56, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 3 e AI 57, inc. __________).
Giova infine evidenziare che quest’ultimo, dinanzi al magistrato inquirente, ha dichiarato di non ricordarsi il contenuto del colloquio telefonico intercorso con l’avv. IS 1 il 28.3.1994 (cfr. AI 56, inc. __________, verbale d’interrogatorio 16.5.2003, p. 2): egli nel corso del suo interrogatorio tenutosi il 9.5.2003 ha affermato di aver conosciuto il predetto avvocato nel 1984/1985, di essersi rivolto a lui pure due o tre anni dopo per problemi fiscali e che “personalmente non ho più avuto bisogno dell’avv. IS 1 come legale” (AI 53, inc. __________, verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 2).
Diversa, e molto meno precisa è la versione di __________ PI 2 __________. Egli, come esposto, nell’allegato di replica 5.2.1999 ha dichiarato di non ricordarsi il giorno esatto in cui ha sottoscritto la procura. In sede di interrogatorio 12.4.2001 dinanzi al Ministero pubblico ha asserito di non ricordarsi nemmeno il mese esatto, ma che la sottoscrizione della procura sarebbe avvenuta nell’autunno del 1993 prima che __________ PI 3 fosse stato ricoverato all’Ospedale __________. __________ PI 3 ha affermato di soffrire di disturbi mnemonici, ma nelle sue deposizioni, più passa il tempo, più diventano precise e dettagliate le sue dichiarazioni rese, dapprima in sede civile e successivamente dinanzi al Ministero pubblico, in relazione al presunto colloquio tenutosi presso l’avv. IS 1 nell’autunno 1993. In particolare non è chiaro per quale motivo, nella sua penultima deposizione dinanzi al magistrato inquirente, __________ PI 3 riesce a collocare temporalmente la firma della procura non più prima delle operazioni, bensì in settembre 1993 (cfr. AI 53, inc. 2000/7589, verbale d’interrogatorio 9.5.2003, p. 4 e 6).
Di poco aiuto è la deposizione di __________ ____________________, la quale ha dichiarato di ricordarsi che "(…) una volta il sig. __________ PI 2 __________ è venuto a casa mia a __________ proprio allo scopo di andare con mio marito dall’avv. IS 1”, che “è stato prima che mio marito subisse un’operazione, circa 5 anni fa, sarà stato settembre o ottobre del 1994 (recte 1993)”, precisando inoltre che suo marito “(…) è stato operato nel mese di novembre del 1994 (recte 1993)”, che “sicuramente è stato prima che mio marito subisse quell’operazione” e di ricordarsi che __________ PI 2 __________ “(…) è stato accompagnato da mio marito nello studio dell’avv. IS 1”, avendo la stessa comunque confermato di non essere mai stata presso lo studio legale del predetto avvocato, “(…) tantomeno assieme al signor __________ PI 2 __________” (AI 1 - doc. F, verbale di udienza 10.9.1999, p. 4).
Per il resto, la tesi di __________ PI 2 __________, secondo cui la sottoscrizione della procura sarebbe avvenuta nell’autunno 1993, non appare suffragata da indizi oggettivi.
4.6.
Tenuto conto di quanto precede, questa Camera ritiene opportuno procedere alla completazione delle informazioni preliminari ai sensi dell’art. 186 cpv. 4 CPP, ossia ad un ulteriore interrogatorio di __________ PI 2 __________ per determinare e circoscrivere più precisamente la data dell’incontro presso lo studio dell’avv. IS 1, segnatamente chiedergli quanto prima del ricovero di __________ PI 3 egli avrebbe apposto la sua firma sulla procura in questione (settembre oppure ottobre 1993), e inoltre nel limite del possibile, di stabilire una data precisa e l’ora in cui avrebbe avuto luogo il presunto incontro (mattina o pomeriggio), e di precisare se è stato effettivamente accompagnato da qualcuno, e in caso affermativo da chi, in che modo e per quale motivo. Sarebbe opportuno che il denunciato produca un documento attestante la sua assenza dalla scuola in quel presunto giorno oppure che egli attesti concretamente che quel giorno la scuola era chiusa a causa delle ferie scolastiche.
Occorre inoltre evidenziare che __________ PI 2 __________ non è stato interrogato né in sede civile né in sede di Ministero pubblico come egli avrebbe occupato il suo tempo il 30.3.1994 al termine delle lezioni presso il collegio di __________. Al proposito è necessario appurare dove si è recato quel giorno, in compagnia di chi e se qualcuno è venuto a prenderlo a scuola. Inoltre è necessario stabilire se egli abbia lasciato la scuola prima dell’orario stabilito dalla scuola e richiedere presso l’istituto scolastico se i suoi genitori hanno chiesto un permesso in tal senso, ritenuto che la documentazione agli atti (cfr., al proposito, doc. M dell’inc. __________ della Pretura di ____________________), contrariamente a quanto asseriscono i denunciati, non è atta a comprovare che quel giorno la direzione del liceo di __________ non abbia rilasciato alcuna dispensa a favore di __________ PI 2 __________ (cfr. osservazioni 18.8.2003, p. 3). Un interrogatorio di __________ PI 3 appare pure opportuno, per approfondire l’indicazione del mese di settembre 1993 quale data della visita dall’avv. IS 1 e dell’apposizione della firma sulla procura.
5.Alla luce di quanto sopra esposto il decreto di non luogo a procedere 22.7.2003 va annullato limitatamente alle ipotesi di reato di denuncia mendace nei confronti di __________ PI 2 __________. Nei confronti di __________ PI 1, dell’avv. __________ PI 4 e dell’avv. __________ PI 5 non esistono, allo stadio attuale, concreti elementi di sospetto di commissione di reato di denuncia mendace, rispettivamente di istigazione a denuncia mendace. Per quanto concerne, per contro, le ipotesi di reato di falsa testimonianza, rispettivamente istigazione a falsa testimonianza sollevate dagli istanti in questa sede, il decreto di non luogo a procedere va tutelato, ritenuto che il presente gravame difetta della loro legittimazione ed è quindi da considerarsi irricevibile. Il procuratore pubblico ha, se del caso, la facoltà di procedere alla riapertura di questo procedimento penale, nella misura in cui si dovessero scoprire nuove prove (cfr. art. 187 CPP).
Il procuratore pubblico procederà pertanto alla completazione delle informazioni preliminari su ordine di questa Camera ai sensi dell’art. 186 CPP, segnatamente procederà all’interrogatorio di __________ PI 2 __________ e di __________ PI 3 come esposto al precedente considerando e ad ogni altro atto che riterrà opportuno e si pronuncerà sul seguito dell’azione penale.
6. L’istanza è parzialmente accolta e l’incarto ritornato al procuratore pubblico per approfondire la fattispecie. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà agli istanti congrue ripetibili.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 184 ss. CPP, 24, 303, 307 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra norma applicabile,
pronuncia
1. L'istanza è parzialmente accolta.
§ Di conseguenza:
1.1. Il decreto di non luogo a procedere 22.7.2003 è parzialmente annullato.
1.2. Il procuratore pubblico completerà le informazioni preliminari ai sensi dei considerandi e si pronuncerà sul seguito dell’azione penale.
2.Non si prelevano tassa di giustizia e spese.
Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà, in solido, all’avv. __________ IS 1, __________, all’avv. __________ __________ IS 2, __________, e a __________ IS 3, __________, CHF 500.-- (cinquecento) a titolo di ripetibili di questa sede.
3. Rimedio di diritto:
Il presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale federale entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 272 PPF). La legittimazione e le modalità di ricorso sono rette dagli art. 268 ss. PPF.
4. Intimazione:
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per conoscenza:
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terzi implicati |
1. PI 1 2. PI 2 3. PI 3 4. PI 4 5. PI 5
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Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La segretaria