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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici: |
Mauro Mini, presidente, |
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segretaria: |
Daniela Rüegg, vicecancelliera |
sedente per statuire sul ricorso 12/13.7.2004 presentato da
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RI 1 ,
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contro |
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la decisione 24.6.2004 dell’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto Franco Lardelli in materia di assistenza giudiziaria; |
richiamate le osservazioni 15.7.2004 del sostituto procuratore pubblico Chiara Borelli, concludenti per la reiezione del gravame e 19/20.7.2004 dell’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto, che non ha particolari osservazioni da formulare e si rimette al giudizio di questa Camera;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
a. Nell’ambito del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di lesioni semplici (cfr. decreto d’accusa 24.5.2004 n. DA __________), con duplice istanza 2/7.6.2004 __________ RI 1 ha postulato la nomina di un difensore d’ufficio e la concessione del beneficio del gratuito patrocinio.
b. Con decisione 24.6.2004 l’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la duplice richiesta 2/7.6.2004 di __________ RI 1, ritenuto che secondo la prassi del Tribunale federale e della Camera dei ricorsi penali la concessione del beneficio del gratuito patrocinio “(…) non è di principio dovuto qualora si tratti di reati minori (“Bagatelldelikte”), ove cioè entri in considerazione soltanto una multa o una pena detentiva di poco conto (…)”, che “(…) l'accusato deve essere obbligatoriamente assistito da un difensore se al dibattimento per opposizione al DA partecipa il Procuratore pubblico”, che “(…) nel caso in esame poco importa la situazione economica dell'istante in quanto trattasi di un "Bagatelldelikt", per il quale è stata proposta quale pena la multa e che la SPP ha comunicato la propria intenzione di non presenziare al dibattimento conseguente all’eventuale opposizione, non sono date le condizioni che rendono necessaria l’assistenza di un avvocato (…)”, che secondo la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali “(…) la “nomina di un patrocinatore d’ufficio presuppone che il richiedente non sia in grado di difendersi da sé e che il caso non sia di poca importanza”, che di fatto impone l’analisi delle difficoltà del caso qui in esame al momento della nomina del difensore d’ufficio” e che “alla luce di quanto sopra non sono date le condizioni per il gratuito patrocinio (indipendentemente dalla situazione economica dell’istante) e, per gli stessi motivi, neppure quelle per la nomina di un difensore d'ufficio” (decisione 24.6.2004, p. 1).
c. Con il presente tempestivo gravame __________ RI 1 precisa innanzitutto che “(…) con questa mia richiesta non è assolutamente mia intenzione non pagare la multa inflittami”, ma di opporsi “(…) però decisamente contro l’ingiustizia” (ricorso 12/13.7.2004, p. 1). Espone poi i fatti accaduti il 16.1.2004, rilevando infine che egli vive da molti anni in Svizzera, di essere un lavoratore serio, di ritenersi una persona tranquilla e di non essere in cerca di guai, come “(…) lo possono facilmente confermare anche i padroni dei locali dove lavoro, clienti, amici e parenti” (ricorso 12/13.7.2004, p. 1 e 2).
d. Come esposto in entrata, il procuratore pubblico chiede di respingere il gravame, osservando che il ricorrente “(…) non fa alcun riferimento al merito della decisione oggetto del gravame, ma solleva questioni di merito, che verranno giudicate dalla competente Pretura penale in sede dibattimentale”, richiamando contestualmente “(…) le motivazioni addotte nella decisione oggetto di ricorso (…)” (osservazioni 15.7.2004), mentre l’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto si rimette al giudizio di questa Camera.
1. 1.1.
Il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
1.2.
1.2.1.
Giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
1.2.2.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.553/2002 del 18.11.2002, 1P.411/2002 del 6.11.2002, e 1P.263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).
1.2.3.
Come esposto, nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di poco conto - come la proposta di cui al decreto d’accusa del 24.5.2004 (cfr., al proposito, DA __________) - si devono esaminare l'eventuale complessità della procedura e le possibili difficoltà dell'interessato al proposito.
Ora, la fattispecie rimproverata al ricorrente non appare presentare particolari problemi di fatto e non sembra nemmeno imporre approfondimenti specifici dal profilo giuridico, circostanza che il ricorrente del resto non sostiene. Le argomentazioni addotte dal ricorrente sono in ogni caso questioni di merito che verranno, se del caso, discusse nel corso del dibattimento dinanzi alla Pretura penale ed in quanto tali esulano comunque dalla presente fattispecie. Ciò posto e considerato pure che il sostituto procuratore pubblico ha già comunicato di voler rinunciare a partecipare al dibattimento, si deve concludere che il ricorrente appare in grado di spiegare le sue ragioni a fondamento dell’opposizione al decreto di accusa, anche senza l'ausilio di un patrocinatore, non essendo impedito in questo modo di difendere efficacemente i suoi interessi. Ciò risulta altresì dalla pena proposta di cui al decreto d’accusa 24.5.2004, segnatamente una multa di CHF 500.-- (cfr. DA __________).
Con riferimento all'oggettiva necessità di patrocinio ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 Lag, va inoltre rilevato che la duplice istanza di ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria, presentata il 2/7.6.2004 al giudice dell'istruzione e dell'arresto, non si confronta con detto presupposto. Il ricorrente si limita a postulare la nomina di un difensore d’ufficio e di concedergli il beneficio del gratuito patrocinio, senza nemmeno motivare la sua richiesta.
Non si impone pertanto la designazione di un difensore e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio, gli interessi del ricorrente non essendo colpiti in misura importante ed il caso non presentando difficoltà tali da rendere necessaria l'assistenza di un avvocato; è quindi superfluo l'esame della situazione economica.
2. Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra norma applicabile,
pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia di CHF 50.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi fr. 100.-- (cento), sono poste a carico di __________ RI 1, __________.
3. Intimazione:
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terzi implicati |
PI 1
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Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La segretaria