Incarto n.
60.2004.84

 

Lugano

11 giugno 2007/dp

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

 

 

 

composta dai giudici:

Mauro Mini, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

 

segretaria:

Alessandra Mondada, vicecancelliera

 

 

sedente per statuire sull’istanza 3/5.3.2004 presentata dall’

 

 

 

IS 1

patrocinato da: PA 1

 

 

tendente ad ottenere, in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel giudizio 3.3.2003 della Corte delle assise criminale emanata nei confronti suoi e dell’avv. __________, __________ (inc. TPC __________), un’indennità ai sensi degli art. 317 ss. CPP;

 

 

 

 

richiamate le osservazioni 11/15.3.2004 del procuratore pubblico Giuseppe Muschietti, con le quali si rimette sostanzialmente al giudizio di questa Camera;

 

richiamate le osservazioni 28/29.4.2004 di PI 3, mediante le quali chiede di respingere integralmente la richiesta avanzata;

 

richiamate le osservazioni presentate il 10/11.5.2004 dal patrocinatore del Canton Ticino, mediante le quali chiede di respingere la richiesta avanzata, tranne che per l’importo di CHF 66'000.--;

 

richiamate le osservazioni di replica 14/15.6.2004 dell’istante, nonché gli scritti di duplica 16/17.6.2004 del procuratore pubblico, 6/7.7.2004 del patrocinatore del Canton Ticino e 14/15.7.2004 di PI 3, mediante le quali le parti si riconfermano nelle proprie allegazioni;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   I fatti alla base della presente procedura risalgono agli anni __________. È necessario ricapitolarli, onde contestualizzare il procedimento penale a carico dell'istante e le conseguenti pretese fatte valere in questo contesto. Per operare la ricostruzione questa Camera fa abbondante riferimento ai fatti accertati dalla Corte di merito nel proprio giudizio del 3.3.2003 (inc. TPC __________).

 

 

                                  b.   I fatti precedenti l’inizio dei procedimenti penali sono così riassunti dalla Corte delle assise criminali:

 

1.

__________ (in seguito: __________), con sede a __________, è una Anstalt secondo il diritto del __________ costituita nel maggio del __________ da __________ e __________ con un capitale di fr. 30'000.-- (…) per fungere da società di partecipazione preposta al controllo di numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di franchi, attive nel settore chimico farmaceutico.

La principale partecipazione di __________ per quanto attiene all'oggetto del presente dibattimento, era quella del 90% nella __________ (che per il rimanente 10% apparteneva a __________), società anonima di diritto svizzero con sede a __________.

__________ era a sua volta una società di partecipazione (…), ed era in particolare proprietaria del 100% delle azioni di __________, società operativa nella produzione e nella commercializzazione di prodotti farmaceutici nel proprio stabilimento di __________ in cui erano occupate una cinquantina di persone (…). Anche __________ possedeva delle partecipazioni, in specie la __________ __________ e quella __________, oltre ad una quota della __________ di __________.

 

2.

Il __________ __________, __________ e __________ hanno sottoscritto un documento redatto in lingua inglese e denominato "Agreement" (…) con il quale si pattuiva tra l'altro che __________ "is owned" al 50% ciascuno da __________ e __________ e che a __________ era conferita una procura ("Proxy") per gestire la __________ ("to manage") secondo le istruzioni dei proprietari, e con ciò per svolgere gli affari di __________ e delle compagnie appartenenti al gruppo al meglio delle sue possibilità.

Il __________ __________, __________ e __________ hanno firmato un nuovo "Agreement" (…) in sostituzione del precedente.

La fondamentale novità risultante da questo nuovo contratto era quella che __________, ferma restando la procura di gestione in suo favore, risultava ora -nelle intenzioni delle parti- proprietario di 33 e 1/3% delle "azioni" ("shares") di __________

A prescindere dalla questione formale per cui un'Anstalt del __________ non ha un capitale suddiviso in azioni (questione che in seguito si rivelerà gravida di conseguenze), era perfettamente chiaro già solo ad una prima spassionata lettura del documento che la volontà delle parti era quella di rendere __________ comproprietario di 1/3 del gruppo __________ in una situazione dal profilo economico del tutto parificata a quella degli altri due proprietari, così come riconosciuto dagli stessi prevenuti al dibattimento.

 

3.

A partire dal __________ si trovano nella documentazione in atti (…) i primi segnali dell'incombente conflitto tra __________ e __________. Secondo __________, __________ avrebbe condotto il gruppo in maniera autoritaria, rifiutando di fornirgli le dovute informazioni sull'andamento degli affari, e opponendosi in seguito al suo desiderio di potere assumere -personalmente o per mezzo di persone di sua fiducia- maggiore influenza negli organi esecutivi del gruppo dopo una rinegoziazione dell'agreement del __________ alla quale __________ si sarebbe sottratto.

Di conseguenza, __________ avrebbe con il tempo maturato il sospetto che __________ avesse abusato della sua posizione all'interno del gruppo per trarre profitto personale.

__________, per sua parte, respingeva gli addebiti, rilevando da un lato di essere sempre stato disponibile a rendere conto del suo operato, sia a __________ personalmente, che però secondo __________ non sarebbe stato interessato alle cifre e ai concreti problemi di conduzione del gruppo, che al suo uomo di fiducia (a quell'epoca) __________.

La Corte non ha ritenuto di rilievo l'approfondimento delle origini del dissidio e l'attribuzione di responsabilità all'uno o all'altro, ma essa ha nondimeno rilevato un evidente problema di mancanza di comunicazione tra i due soci nel periodo __________, poi degenerato in un assurdo litigio a tutto campo, combattuto in particolare nei tribunali del Ticino, del Canton __________ e del __________ grazie all'ausilio dei servigi di un gran numero di avvocati e periti giuridici, ognuno specialista nel proprio specifico settore, e durato anche dopo la morte di __________, avvenuta nel marzo del __________.

 

4.

Nel contesto di questa vera e propria guerra, gli imputati a partire dal __________ hanno agito come luogotenenti di __________ coordinando l'azione dei vari mandatari sui fronti del conflitto, entrando per suo conto nei consigli di amministrazione ai quali sono riusciti ad avere accesso, ed applicando poi diligentemente la strategia, iniziata con la richiesta di moratoria concordataria per __________, volta al trasferimento di valori attivi dalle società del gruppo __________ (in particolare __________) verso una società estranea al gruppo di nuova costituzione, la __________ (o "__________", come è stata chiamata al dibattimento), società dapprima posseduta da __________, ed in seguito dai prevenuti personalmente.

(…)

 

7.

Nel maggio del __________ __________, il socio di __________ e __________, è uscito di scena dopo avere ceduto la propria partecipazione alla __________ agli altri due soci, e di conseguenza da quel momento la __________ appartiene in parti uguali a __________ e __________, così come esplicitamente riconosciuto dallo stesso __________ a pagina 19 della prima denuncia sporta nei confronti di __________ il __________ (…).

 

8.

Nel novembre o nel dicembre del __________ __________ è riuscito ad acquistare da __________ la sua quota di 10% del pacchetto azionario di __________, venduta secondo __________ in dispregio di un accordo di prelazione esistente in favore dell'azionista __________. Questa vendita, ancorché riguardante una partecipazione minoritaria, ha avuto grande significato, poiché ha modificato l'equilibrio tra __________ e __________ nei rapporti di proprietà in __________ in favore di __________

Una volta "neutralizzata" la partecipazione maggioritaria del 90% di __________ in __________, prima per effetto dell'impossibilità di accordarsi sull'esercizio del diritto di voto di quelle azioni, ed in seguito per decisione dell'inquirente ticinese che ha sequestrato i titoli e inibito il diritto di voto, __________ all'atto pratico ha in effetti potuto controllare per anni __________, e perciò di riflesso anche la controllata __________, proprio con quel solo 10% di azioni acquistato da __________.

 

9.

Il __________ si sono aperte le ostilità, allorché ha avuto luogo a __________ l'assemblea generale degli azionisti di __________ (…). In quella circostanza è stato sollevato posto il problema relativo all'esercizio del diritto di voto da parte delle 2250 azioni, suddivise in due certificati azionari da 1125 azioni, costituenti il 90% del capitale appartenente a __________.

(…)

Quale che fosse la soluzione giuridicamente corretta, alla fine in quell'occasione hanno votato solo le 250 azioni, pari al 10% del capitale, che __________ aveva da poco acquistato da __________, e perciò si è giunti al risultato di eleggere un nuovo consiglio d'amministrazione composto dall'avv. __________ (presidente), dall'avv. __________, da __________ e da __________, che è stato mantenuto nell'esecutivo di __________ nella speranza, come raccontato al dibattimento dagli imputati, che fosse possibile instaurare con lui una fattiva collaborazione per la gestione della società. In realtà vi possono essere dubbi sull'esistenza di questo intento se è vero, come hanno ammesso gli imputati, che da quel momento e fino all'arresto di __________ (__________) vi fu solamente una riunione del consiglio di amministrazione.

(…)

 

11.

L'entrata degli accusati nel consiglio di amministrazione di __________ non ha evidentemente contribuito a placare gli animi. Già il __________ l'avv. __________ ha chiesto ed ottenuto, per conto di __________ il sequestro ex art. 271 LEF delle 2250 azioni di __________ di proprietà di __________ in base ad un asserito credito del mandante nei confronti di questa società (…).

Il __________ l'avv. __________ ha chiesto a __________, già organo di revisione, la consegna delle azioni di __________ (…), il __________ l'avv. __________ di __________, anch'egli membro della squadra di legali di __________, ha intimato all'amministratore di __________ una sorta di ultimatum volto all'ottenimento dell'immediata ridefinizione della situazione in __________ (…) e il __________ __________ ha presentato una domanda supercautelare per ottenere la consegna dai presunti possessori di tutte le azioni (proprie e delle società partecipate) appartenenti a __________ medesima (...).

 

 

                                   c.   La data del __________ è quella dell’inizio nel nostro Cantone delle velleità sul piano penale nei confronti di PI 3.

 

12.

Si è arrivati così al __________, giorno in cui una prima denuncia penale firmata da __________ nei confronti di __________ per i titoli di appropriazione indebita, amministrazione infedele, falsità in documenti, conseguimento fraudolento di falsa attestazione e sottrazione di documenti è stata consegnata brevi manu alla Procura Pubblica Sottocenerina (…).

Da quanto affermato al dibattimento dagli accusati, manifestamente desiderosi di minimizzare il proprio ruolo, il documento dovrebbe essere stato materialmente redatto dall'avv. __________, che l'avrebbe trasmesso agli accusati nella versione in tedesco, i quali lo avrebbero esaminato. Indi, l'avv. __________ si sarebbe recato a __________ per farlo firmare a __________ nella versione in italiano, dopo di che l'avrebbe ritornato all'avv. __________, che l'avrebbe inoltrato all'allora Procura Pubblica (…).

Secondo quanto narrato nella denuncia, il denunciante __________ e __________, avevano costituito nel__________ a __________ la __________ (in seguito: __________), società di partecipazione preposta al controllo di numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di franchi, attive nel settore chimico-farmaceutico. Con il passare del tempo, essi avevano attribuito ad __________ la gestione di __________ e delle sue attività sulla base di accordi scritti stipulati nel __________ e nel __________, ma questi avrebbe tradito la fiducia riposta in lui con una gestione "dittatoriale", comportandosi da proprietario, collocando con il tempo se stesso e persone di sua fiducia sia alla testa di __________ che delle principali società di cui essa deteneva quote di partecipazione, e agendo senza più tenere conto dei diritti e della volontà dei proprietari economici. Questi sarebbero stati preclusi dalla facoltà di far parte (o di farvi partecipare persone di loro scelta) dei consigli di amministrazione delle società consociate, e addirittura sarebbe stata negata loro la visione dei conti dal 1980 in poi, così come la presenza alle assemblee ordinarie, alle quali non erano più stati convocati. Nel __________ vi sarebbero state mutazioni nella ripartizione delle quote di proprietà di __________ (in pratica sarebbe uscito __________), per effetto delle quali in questa società vi sarebbe stata partecipazione al 50% ciascuno per __________ e __________, __________ sarebbe stata di __________ per il 90% e di __________ per il 10% e __________ sarebbe stata al 100% di __________. Nonostante queste modifiche, per effetto delle quali __________ avrebbe assunto una posizione maggioritaria in __________, e di riflesso in tutte le società da essa controllate, __________ avrebbe mantenuto il proprio atteggiamento, rifiutando di mostrare i documenti contabili. Egli avrebbe inoltre disposto abusivamente del certificato di cessione di __________, emesso in bianco nel __________ e del quale non poteva disporre in qualità di semplice procuratore, sostituendolo nel __________ con un secondo certificato in bianco. Vi sarebbe perciò il pericolo che egli compili in proprio favore il documento. Sarebbero inoltre introvabili le azioni della __________ e della __________, appartenenti a __________. Un altro possibile illecito riguarderebbe la sparizione dalla contabilità di __________ del prestito di fr. 1'000'000.-- a lei concesso dal denunciante nel __________, nonostante che l'importo non fosse mai stato restituito. __________ avrebbe poi fornito al registro di commercio delle false indicazioni al riguardo del suo domicilio.

 

13.

Il __________ gli accusati sono stati iscritti a giornale quali nuovi amministratori di __________ (…), in base ad un'assemblea generale degli azionisti che -secondo i denuncianti- avrebbe avuto luogo in forma totalitaria il __________ in circostanze non chiare, ovvero nell'ufficio dell'avv. __________, alla presenza dei soli denunciati e in assenza delle azioni di __________ (…).

Sempre il __________ ha avuto luogo l'assemblea della __________ a __________. Non è certo che la denuncia sia stata sporta due giorni prima di questo appuntamento per impedire a __________ di parteciparvi e/o di presentare la Zessionserklärung dell'Anstalt. Vero è però che proprio lo stesso __________ hanno avuto luogo le perquisizioni presso la __________ a __________, all'__________ e al domicilio di __________, che l'accusato è stato sentito per la prima volta il __________ dal segretario della Sostituto Procuratore Pubblico avv. __________, e che l'unico oggetto di quel breve interrogatorio non sono state le accuse mosse nei suoi confronti con la denuncia, ma solamente la Zessionserklärung di __________ (…).

 

14.

Il __________ l'avv. __________ ha formulato alla Procura Pubblica Sottocenerina "istanza per estensione del procedimento penale e per misure provvisionali urgenti" (…). Pur ammettendo che "…non è pertanto ancora possibile formulare delle precise accuse a __________ con la dovuta certezza" (pag. 2), vi sarebbe "sospetto di malversazioni effettuate da__________ a proprio indebito profitto" (pag. 2) nella gestione di __________ o __________, motivo per cui l'avv. __________ chiedeva l'adozione di tutta una serie di provvedimenti urgenti, quali l'audizione del denunciato e di vari testi, perquisizioni e sequestri di documenti, il blocco delle relazioni bancarie del denunciato, l'analisi della documentazione sequestrata e la successiva restituzione alle ditte proprietarie. Nell'istanza (…), seppur senza indicare lo strumento con cui perseguire questo scopo, l'avv. __________ chiedeva la "riduzione del pericolo di collusione", lamentando che "il denunciato __________ è tuttora nella possibilità di occultare documenti e di concertare versioni di comodo con i suoi fiduciari, di persona o tramite la moglie, che lo assisteva di persona nella gestione delle società del gruppo". All'istanza veniva allegata della documentazione che avrebbe dovuto attestare di numerose operazioni ritenute sospette (…).

 

15.

L'esortazione alla "riduzione del pericolo di collusione" non è rimasta inascoltata: il __________ il Sostituto Procuratore Pubblico avv. __________ ha ordinato l'arresto di __________. Sentito più volte, egli ha sistematicamente negato ogni addebito di reato penale, sostenendo di avere sempre agito nell'interesse del gruppo di società facente capo a __________ e di essere vittima di manovre orchestrate da __________ per estrometterlo dal controllo di queste società. Il __________ egli ha instato per la libertà provvisoria (…), che gli è stata negata il __________ dal Sostituto Giudice Istruttore avv. __________ (…). La decisione è stata impugnata avanti alla CRP il __________ (…), che ha respinto il ricorso in data __________ (…) "per l'art. 33 CPP l'arresto per prevenzione di reato presuppone l'esistenza di gravi indizi di colpabilità: presupposto che è dato nella fattispecie, malgrado l'ostinazione del reclamante a pretendere che si tratta di vertenza meramente civile: i seri indizi si basano sulle risultanze in atti". Vana è però la ricerca nella sentenza dell'enunciazione di anche uno solo degli indizi di colpevolezza asseritamente risultante dagli atti, oltretutto non accessibili alla difesa.

La carcerazione preventiva si è protratta per 5 mesi e mezzo, sino al __________, data in cui __________ è stato liberato contro pagamento di una cauzione di fr. 80'000.-- (…), che sarà liberata solo a seguito della decisione 6 giugno 1990 della CRP (…).

 

16.

Il __________, a 12 giorni dall'arresto di __________, __________, in questo rappresentata dall'avv. __________, ha presentato istanza alla Pretura del distretto di __________ per la concessione di una moratoria concordataria di 4 mesi (…). Secondo quanto narrato nell'istanza, "…la società, pur avendo lavorato per anni con notevole successo, è venuta a trovarsi improvvisamente in una situazione di marcata carenza di liquidità, segnatamente a seguito di strane operazioni condotte dall'allora direttore e amministratore __________ che dovette appunto essere destituito e contro il quale è stata presentata anche denuncia penale" (punto 2, pag. 2), "… la __________ arrischia così di doversi dichiarare insolvente per illiquidità benché potrebbe senz'altro disporre dei mezzi per il pagamento se avesse un lasso di tempo sufficiente per l'incasso e per chiarire tutte le strane disposizioni del destituito __________ " (punto 6, pag. 5).

Inoltre, l'istanza esponeva con chiarezza anche il progetto per il futuro: "… dato che occorre salvaguardare un notevole know-how, un'importante clientela e soprattutto 50 posti di lavoro, si intende costituire con capitale nuovo, una società di ripresa che assumerebbe le maestranze, prenderebbe in affitto i locali e alla quale dovrebbe essere concessa una licenza per i prodotti e per la clientela." (punto 7, pag. 5).

 

17.

La Corte, atti e cifre alla mano, ha lungamente tentato di farsi spiegare dagli imputati cos'altro potesse avere "improvvisamente" creato una "marcata carenza di liquidità" se non il fatto che __________, repentinamente estromesso dal consiglio di amministrazione, aveva ritirato le garanzie personali per complessivi fr. 1'500'000.-- da lui prestate in favore delle linee di credito bancario concesse alla __________, che di fatto erano la liquidità dell'azienda. Nessuna risposta convincente è stata fornita, avendo gli imputati invocato l'ingente debito nei confronti dell'autorità fiscale, che però all'epoca non era né ingente (ca fr. 600'000.-- in tutto), né soprattutto imminente, essendo stato negoziato da __________ il suo pagamento rateale, mentre che le pendenze fiscali milionarie, alle quali probabilmente gli imputati si riferivano, emergeranno solo in seguito, ossia allorché a seguito delle denunce da loro presentate nei confronti di __________ e degli accertamenti peritali che ne sono seguiti, l'Amministrazione Cantonale delle Contribuzioni accerterà che __________ effettivamente sottraeva alle attenzioni del fisco parte degli utili della __________ per mezzo di transazioni che impoverivano questa società in favore di altre società del gruppo, e non invece in favore di __________ personalmente, così come sostenuto nelle denunce.

Privo di riscontro è rimasto il rilievo del Presidente che, in assenza di altri reali problemi di liquidità, il problema causato dalla richiesta di rientro dei crediti da parte della banca di riferimento di __________ (la __________) poteva verosimilmente essere risolto prestando garanzie personali analoghe a quelle che aveva in precedenza fornito __________, con attitudine invero singolare per un amministratore asseritamente disonesto.

In ogni caso, anche dopo interi giorni di dibattimento alla Corte non sono risultati chiari i motivi -tolta la predetta contingente mancanza di liquidità conseguente al ritiro delle proprie garanzie da parte di __________ - per i quali vi sarebbe stata la necessità di chiedere la moratoria.

 

18.

La "società di ripresa" preannunciata nell'istanza è stata costituita già il __________ con la ragione sociale di __________. Il capitale sociale di fr. 500'000.-- è stato messo a disposizione da una società di __________ che pertanto, a dispetto della sottoscrizione a titolo fiduciario di 498 delle 500 azioni da parte dell'avv. __________, era il proprietario economico della società, mentre che gli accusati sono entrambi stati chiamati a fare parte del consiglio di amministrazione (…). In un secondo tempo, e meglio dal __________, la società ha cambiato la ragione sociale, assumendo la denominazione di __________ (…). 

 

19.

Concessa la moratoria, il Pretore ha affidato il mandato di fungere da commissario del concordato al __________, al quale si è innanzitutto posto il problema di valutare i passivi e soprattutto gli attivi della __________.

Fatto ciò, il __________ il commissario ha inviato un rapporto ai creditori (allegandovi per gli aventi diritto un tagliando per l'adesione) nel quale indicava attivi per fr. 5'269'322.-- e passivi per fr. __________ (…). Su questa base vi sarebbe stato un grado di copertura teorico del 42% per la quinta classe, motivo per cui deve essere parsa allettante ai creditori la proposta ivi formulata di un dividendo del 70%.

Ed infatti, la proposta del commissario ha raccolto 56 adesioni in rappresentanza di crediti per complessivi fr. 5'101'796.-- (…), 24 delle quali rilasciate da una __________ di __________, persona giuridica messa a disposizione dall'avv. __________ che non era in origine creditrice della __________, ma che lo era diventata acquistando a prezzo pieno i crediti di altrettanti piccoli creditori di __________ con denaro proveniente da __________

Il __________ il commissario ha proposto al Pretore l'accettazione del concordato e il __________ ha avuto luogo in Pretura l'udienza per l'omologazione del concordato.

Il __________ il commissario ha nuovamente scritto al Pretore, segnalandogli che gli attivi erano ora di fr. 8'078.000.-- (in luogo dei precedenti fr. __________ con un aumento perciò di quasi 3 milioni di franchi), importo salito a fr. 8'106'434.96 in un successivo scritto __________ del commissario al Pretore, con riserva dell'incasso di un ulteriore credito di __________ di £ 484'895.77.

Nonostante che queste comunicazioni del commissario avessero mutato sostanzialmente la situazione rispetto a quella oggetto del consenso dei creditori, il Pretore con sentenza __________ ha omologato il concordato.

Adita da __________, la Camera di Esecuzione e Fallimenti del Tribunale d'appello il __________ ha annullato la sentenza, rilevando la palese violazione del diritto di essere sentiti dei creditori, il cui consenso ad un dividendo del 70% era viziato dalla mancata informazione sull'aumento degli attivi disponibili, ed inoltre avanzando espressamente il sospetto della violazione degli art. 168 o 170 CP, ossia dell'esistenza dei reati di compera di voto e conseguimento fraudolento di un concordato giudiziale, con riferimento all'acquisto di crediti operato dalla __________.

__________ ha interposto ricorso di diritto pubblico contro la decisione della CEF, ma dopo la reiezione del gravame essa in data __________ ha ritirato la propria domanda di concordato, rinunciando così alla ripetizione della procedura di approvazione della proposta di concordato.

 

20.

La Corte, per più motivi, ha maturato il convincimento che si sia trattato di un concordato truffaldino. In primo luogo esso è stato richiesto senza che ve ne fosse un'apparente necessità, fatto salvo il contingente problema di liquidità, causato comunque dal repentino allontanamento dello __________ e non da problemi nell'andamento della società. Oltre a ciò, il computo degli attivi pare essere stato caratterizzato dalla loro sottovalutazione, basti dire che la partecipazione di __________ alla __________ __________, che anni dopo frutterà oltre 2 miliardi di lire al momento della sua realizzazione, è stata computata per fr. 1.-- ai fini del calcolo del dividendo. Ciò nonostante, ne è derivata una proposta di dividendo insolitamente alta del 70% per i creditori chirografari, quando la quota usuale è all'incirca del 10%. Logico pensare, a questo punto, che se una società è in grado di pagare il 70% dei debiti nonostante la sottovalutazione degli attivi, essa è in realtà probabilmente capace di pagare anche il 100%, per il che è ovvio che essa non necessita di alcuna procedura concordataria. E ancora, non può non destare sospetti l'avvenuta compera di voti dai piccoli creditori, integralmente tacitati, all'evidente scopo di influire sull'accoglimento del concordato. Infine, a concordato fallito (o meglio, ritirato), fosse stata vera la situazione di profondo dissesto addotta dai prevenuti al dibattimento, ci si sarebbe dovuti aspettare, secondo logica, il rapido fallimento di __________, che invece non si è realizzato, e questo benché essa, per effetto dei contratti di cui si dirà tra poco, fosse oltretutto stata privata della maggior parte delle proprie risorse.

 

21.

Lo scopo di questa manovra non era certo quello di ottenere la remissione del 30% delle proprie pendenze per effetto del concordato. La vera finalità perseguita con il concordato era stata esplicitata già con l'istanza del __________ si voleva costituire una "società di ripresa", economicamente appartenente al solo __________ (ad esclusione cioè della quota del 50% di __________), e trasferirle, con il pretesto del concordato, le redditizie attività di __________.

Questo obiettivo è stato raggiunto con la firma dei 3 contratti del __________ tra __________ e la __________. I contratti sono contestuali al cambiamento di ragione sociale della società di ripresa da __________ in __________, nonché all'invio ai creditori da parte del commissario della proposta di adesione al concordato. __________ era uscito di prigione da una decina di giorni.

Di questi contratti (…), tutti stipulati per la durata di 5 anni, uno verteva sulla locazione degli stabili di __________ in cui si svolgeva l'attività produttiva di __________, concessi in uso a __________ per un canone annuo di fr. 193'800.-- (allegato 10), importo che per ammissione dell'avv. __________ nemmeno era sufficiente a coprire gli oneri ipotecari, così che per farvi fronte __________ SA doveva attingere dal provento del contratto di cessione delle licenze. Il secondo contratto (allegato 11) verteva sulla locazione in favore della società di ripresa di tutti i macchinari, mentre che il contratto più importante (allegato 9) concedeva alla beneficiaria __________ la facoltà di utilizzare a proprio profitto tutto il Know-how di __________, ivi compreso il diritto di sfruttare le licenze e le registrazioni dei prodotti farmaceutici, in cambio di una "Lizenzgebühr" pari al 13% del profitto netto ricavato dalla vendita dei prodotti.

Le implicazioni economiche di quest'ultimo contratto sono di meridiana evidenza: a costo zero, ovvero senza dovere pagare alcuna somma di denaro ma solo facendo fronte alle spese correnti (e nemmeno per intero, almeno per i costi degli immobili), __________ entrava in possesso dell'intera attività di __________ e dell'87% degli utili da essa generati.

Per salvare almeno l'apparenza, gli accusati hanno firmato i contratti solo in rappresentanza di __________, anche se al dibattimento hanno dovuto ammettere che avrebbero potuto farlo -nella loro qualità di consiglieri di amministrazione- anche per __________, incombenza che hanno invece lasciato a __________ e __________. Ciò nonostante, la collusione è evidente, così come manifesto in questa stipula appare il conflitto tra gli interessi di __________, appartenente a __________ e __________, e quelli di __________, appartenente al solo __________.

Non a caso, questi contratti il __________ saranno dichiarati nulli dal Kantonsgericht di __________ per violazione dell'art. 20 CO (…), il che risolve in maniera definitiva la discussione circa l'asserita (dagli imputati) equità di quelle pattuizioni.

 

22.

Per difendersi dal rimprovero di avere voluto trasferire gli attivi del gruppo __________ ad una società esterna, gli accusati hanno invocato l'esistenza di vari successivi contratti (…) con i quali già a partire dal __________ si costituiva in favore di __________, ovvero una società appartenente al gruppo, un diritto di compera sulle azioni della __________, che se esercitato avrebbe comportato il rientro nel gruppo delle attività fatte uscire con i predetti contratti __________.

A mente della Corte, il cui Presidente li ha definiti dei "paracadute" per gli accusati, questi contratti costituivano una mera simulazione di volontà, formalizzata in contratti al solo scopo di potere giustificare il trasferimento di diritti (e di conseguenza di denaro) in favore di un'entità estranea al gruppo.

Appare infatti più che sospetto che l'avv. __________, firmatario per __________, __________ -detentrice a titolo fiduciario per conto di __________ del pacchetto azionario di __________ - abbia ritenuto necessario il __________ di doversi recare da un notaio a __________ per fare autenticare la propria firma sul contratto di concessione del diritto di compera sulle azioni concluso a beneficio di __________ (…), ovvero di una società della quale era amministratore. Tolta perciò l'eventualità che l'avv. __________ avesse motivo di dubitare dell'autenticità della sua stessa firma, l'unica plausibile ragione della richiesta di intervento del notaio deve essere stata quella di farsi attestare la stipula del contratto in una data non sospetta, il che è però comportamento di per sé sospetto.

Nessuna novità di rilievo è data dalle successive versioni del contratto, tutte con valenza, secondo la Corte, prettamente formale, prova ne da una parte il fatto che __________ -unica persona avente interesse a fare entrare __________ nel gruppo __________ e pertanto unica persona nel cui (teorico) interesse i documenti erano stati allestiti- non era stato messo al corrente dell'esistenza del diritto di compera formalmente concesso a __________, e d'altra parte il fatto che alla fine non fu __________ ad esercitare il diritto di compera (…), ma bensì gli accusati, che divennero perciò nell'aprile del __________ i proprietari di __________

 

23.

La strategia messa in opera dagli accusati non prevedeva solo il trasferimento di diritti ed averi di __________ a __________, ma anche la monetizzazione degli attivi del gruppo per effetto di vendite a terzi.

Già nel __________ si è proceduto alla vendita al prezzo di fr..-- della partecipazione detenuta da __________ nella società __________ __________. L'episodio viene menzionato per il motivo che esso è oggetto di ipotesi accusatoria, a carico del solo avv. __________, accusato di appropriazione indebita aggravata nei termini di cui al punto 7 dell'atto d'accusa.

L'avv. __________ ha ammesso di avere ricevuto il provento della vendita su di un suo conto privato presso il __________, e questo dietro espressa istruzione di __________. Il denaro sarebbe poi stato impiegato in un secondo tempo nell'interesse del gruppo, più precisamente per pagare delle pendenze di vario genere.

 

24.

Oltre a ciò, proseguiva con grande vigore la guerra nei confronti di __________, per nulla esaurita dopo le prime due denunce, la seconda delle quali -come detto- gli aveva spalancato la porta del carcere.

Il __________ l'avv. __________ ha presentato alla Procura Pubblica Sottocenerina un ulteriore memoriale concernente "operazioni eseguite su ordine di __________ che apparentemente appaiono prive di causa" (…), segnatamente dei prelievi per contanti a debito del conto __________ presso __________ per complessivi fr. 1'350'000.-- e giustificati come parziale restituzione di mutui avuti da __________, l'emissione di 3 fatture fittizie per complessivi fr. 787'923.55 da parte di __________ di __________ a carico di __________ per merce mai fornita, un altro prelievo di fr. 100'000.--, la cessione di dossier completi di brevetti, licenze e autorizzazioni di vendita di propri prodotti da __________ a __________ nel __________ e la vendita nel 1985 della __________.

A queste prime segnalazioni, per la quali la Procura Pubblica Sottocenerina ha aperto l'incarto __________, sono seguite numerose altre denunce.

Il __________ __________ ha denunciato per amministrazione infedele e ricettazione l'avv. __________, già membro del consiglio di amministrazione di __________ (…), oppure almeno "amministratore de facto" della stessa (…). Nell'intestazione della denuncia __________ figura come patrocinata dall'avv. __________, ma la firma a pag. 16 è quella di __________ (…).

Il medesimo __________, sempre con l'asserito patrocinio dell'avv. __________, che ha redatto il documento (…), ma a firma dell'avv. __________, __________ ha denunciato __________ e la di lui moglie __________ per i titoli di furto, sottrazione di documenti, sottrazione di cose requisite o sequestrate, violazione di domicilio, appropriazione indebita o in subordine amministrazione infedele e falsità in documenti (…).

Per quanto riguarda __________, secondo quanto narrato, egli dopo le perquisizioni effettuate il __________ si sarebbe recato negli uffici di __________ e avrebbe sottratto varia documentazione, poi trasferita a __________ per impedirne l'acquisizione agli incarti giudiziari.

L'__________ la Procura Pubblica Sottocenerina ha aperto nei confronti di __________ e dei responsabili di __________ l'incarto n. __________ per il reato di frode fiscale, dando seguito alla segnalazione __________ dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni (…).

Un'ulteriore denuncia penale (con richiesta di misure provvisionali urgenti) nei confronti di __________, come pure dell'avv. __________ e dell'avv. __________ è stata presentata il __________ da __________ e __________ per i titoli di disobbedienza a decisioni dell'autorità ed eventualmente falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (…). Anche in questa circostanza le denuncianti vengono indicate a pag. 1 come rappresentate dall'avv. __________ e annesse alla denuncia vi sono le corrispondenti procure in suo favore, ma le firme a pag. 6 della denuncia, così come quelle sulle procure, sono le firme degli accusati.

Il reato di disobbedienza sarebbe stato compiuto utilizzando per esercitare il diritto di voto all'assemblea generale del __________ della __________ 2250 azioni nominali di quella società, che non avrebbero dovuto essere utilizzate essendo colpite da sequestro penale ed essendone stato inibito il diritto di voto con decisione __________ del Giudice Istruttore di __________, decisioni che, seppure non cresciute in giudicato, sarebbero state esecutive, così che avervi disobbedito comporterebbe, anche in assenza di esplicita comminatoria, la commissione del reato di cui all'art. 292 CP.

Il medesimo __________ avrebbe avuto luogo anche un'assemblea generale di __________, ed anche in questo caso i denunciati si sarebbero avvalsi delle azioni della società nonostante due decreti di sequestro della Procura Pubblica, che, secondo i denuncianti, sarebbero evidentemente comprensivi anche dell'obbligo di non disporre dei diritti incorporati nei titoli.

In questa situazione, ne conseguirebbe anche il reato di falsità in documenti al riguardo dei verbali delle assemblee, attestanti falsamente della presenza delle azioni e/o del diritto di rappresentarle, mentre che l'uso dei verbali per ottenere delle iscrizioni presso l'ufficio del registro di commercio di __________ costituirebbe conseguimento fraudolento di una falsa attestazione.

Il __________ __________ e __________ hanno denunciato __________ alla Procura Pubblica Sottocenerina per amministrazione infedele, appropriazione indebita, falsità in documenti e sottrazione di documenti (…), sempre nelle predette modalità, ossia con l'asserito patrocinio dell'avv. __________ (denuncia, pag. 1) ma a firma degli accusati (denuncia, pag. 7).

Secondo la denuncia, nella contabilità di __________ figurerebbero addebiti per prestazioni effettuate in suo favore da __________ agente per __________, destinataria di a tal titolo di £ 39'500.-- al __________ e di £ 50'000.-- al __________, importi che però non figurerebbero nella contabilità di __________. Ne seguirebbe che l'una o l'altra azienda ha commesso falsità in documenti nella propria contabilità, ed in entrambi i casi la responsabilità sarebbe del denunciato.

Anche nei rapporti tra __________ e __________ si sarebbero verificati episodi del genere al riguardo della (mancata) contabilizzazione nel __________ (£ 202'155.--) e __________ (£ 91'760.--) di fatture per asseriti "research costs", in realtà per la vendita dei dossier completi relativi a prodotti farmaceutici (…). Oltre alla falsità in documenti, sarebbero ipotizzabili i reati di amministrazione infedele e di appropriazione indebita, così come quello di sottrazione di documenti.

Amministrazione infedele (e/o appropriazione indebita) da parte del denunciato andrebbe infine ravvisata anche nella rinuncia di __________ in favore di __________, avvenuta nel __________, all'incasso del prezzo di dossiers di prodotti svizzeri per £ 372'000.--, fattispecie peraltro già denunciata in data __________ (cfr. consid. 3).

Nuova denuncia contro __________ da parte di __________, asseritamente rappresentata dall'avv. __________ ma a firma degli accusati, in data __________ per il titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, commesso contestualmente all'acquisto di un fondo nel __________ da parte di __________, rappresentata in quell'occasione dallo __________ (…). In aggiunta al pagamento del prezzo di fr. 530'000.--, risulterebbe infatti l'emissione di un assegno di fr. 120'000.-- da parte di __________ in favore della venditrice. La concomitanza cronologica, nonché l'identità delle parti dimostrerebbero che la somma costituiva parte integrante del prezzo di vendita.

Il __________ __________, __________ e __________, tutte rappresentate dall'avv. __________, che ha pure sottoscritto l'allegato, hanno inoltrato un"istanza" al Giudice Istruttore Sostituto avente apparentemente per oggetto le azioni della __________, che erano state sequestrate il __________ dalla Procura Pubblica (…), ma in cui in realtà si chiedeva anche, seppure in via subordinata, "viene avviato un procedimento penale per la sottrazione delle azioni menzionate nel verbale __________ della __________ giusta gli artt. 142 e 150 CPP" (pag. 11). Il Giudice Istruttore Sostituto ha trasmesso la richiesta al Sostituto Procuratore Pubblico, che tuttavia il __________ rispondeva che "da un attento esame degli atti non ritengo sia possibile la richiesta estensione, in quanto non emergono sufficienti elementi di indizio a carico di __________ " (cubo 3, classificatore "atti istruttori VIII", AI 504).

Infine, il __________ gli imputati e __________ hanno inoltrato al __________ di __________ una denuncia penale contro __________ per il titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (…). Secondo la denuncia, __________ il __________ aveva scritto all'Ufficio del registro di commercio di __________ in qualità di membro del consiglio di amministrazione di __________ facendo iscrivere __________, in __________, quale luogo di suo domicilio, il che non sarebbe vero, avendo egli trascorso in quel paese solo brevi periodi tra il __________ e il __________, mentre che il suo domicilio sarebbe in realtà ad __________. Così facendo, egli avrebbe conseguito fraudolentemente una falsa attestazione dall'ufficio registri di __________, per il che andrebbe punito per violazione dell'art. 253 CP.

 

25.

L'inchiesta nei confronti di __________ si è protratta per oltre 9 anni, nel corso dei quali si sono accumulati documenti, verbali, perizie, reclami e relative decisioni, le risultanze di iniziative giudiziarie avviate dalle parti in altri cantoni e in __________, nonché corrispondenze di ogni genere. Montagne di carta, un elenco atti che arriva sino al numero progressivo 894, 450 pagine di verbalizzazione del Giudice Istruttore. Nel frattempo, l'__________ __________ è deceduto, ed anche questo avvenimento è stato occasione di aspro litigio, essendosi posta la questione a sapere se i prevenuti, e per essi l'avv. __________, fossero ancora legittimati a tutelarne le ragioni -le sue ma soprattutto quelle delle società delle quali, direttamente o indirettamente, era l'avente diritto economico- questione alfine risolta negativamente dal GIAR, che con decisione __________ (ovvero a 4 anni e mezzo dalla morte di __________) stabiliva che "gli avvocati reclamanti non possono in buona fede continuare a seguire il procedimento penale contro __________, quali patrocinatori della parte civile utilizzando la procura, con validità post mortem quando sanno di non avere l'accordo degli eredi, i quali ripetutamente hanno espresso il loro dissenso a partire dal mese di luglio del __________." (…).

Il deposito degli atti è avvenuto il __________ ad opera dell'avv. __________, nel frattempo eletto alla carica di Procuratore Pubblico (…).

Già il successivo __________, egli ha messo fine alla vicenda con 2 decreti d'abbandono: uno di 4 pagine relativo alle denunce per reati patrimoniali (abb. __________) e l'altro, di 2 pagine, relativo alla denuncia dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni per frode fiscale (abb. __________). Del laconico testo del decreto __________, che nemmeno esamina le singole ipotesi di reato prospettate e nel quale è invece tangibile l'imbarazzo del redattore, vanno evidenziati alcuni passaggi (pag. 1 e 2):

 

"Alla base di tutto vi è indubbiamente un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo, direttamente ed indirettamente, alla __________, __________." (…) "Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione __________, chiamata ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria." (…) "Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."

 

Doveroso appare il rilievo del fatto che a quasi 10 anni dall'inizio della vicenda i "concreti e convincenti" indizi di colpevolezza a carico di __________, per i quali fu tenuto in carcere per 5 mesi e mezzo, continuavano ad esistere nelle decisioni di inquirenti e giudicanti solo all'impalpabile livello dell'apodittica affermazione della loro sussistenza.

 

 

 

26.

Tornando alla cronistoria, un successivo momento significativo -dopo i contratti del __________ e la fine della procedura concordataria nell'ottobre del __________- è, nell'ipotesi accusatoria e nel contesto della predetta strategia di monetizzazione degli attivi di __________, il gennaio del __________.

E' infatti del __________ il contratto tra __________ e __________ concernente la vendita dalla prima alla seconda dei diritti per il prodotto __________ al prezzo simbolico di fr. 7'500.--, dopo che la seconda aveva in precedenza già ceduto il prodotto in questione a __________ per fr. 1.1 milioni (…).  La transazione in questione è oggetto di ipotesi accusatoria al punto 4b dell'atto d'accusa.

 

27.

Fondamentali nella ricostruzione degli avvenimenti rilevanti sono invece i fatti dell'aprile del __________. Al più tardi a questo momento, infatti, gli accusati hanno cessato di essere dei mandatari di __________ e hanno invece iniziato ad agire per proprio conto.

 

27.1

Questo perché gli imputati il __________ hanno acquistato da __________ il pacchetto azionario della __________, divenendone proprietari a tutti gli effetti. L'acquisto è formalmente avvenuto per mezzo dell'esercizio da parte di __________ del diritto di compera a lei spettante sulle azioni della __________ al prezzo di fr. 760'000.--, diritto esercitato nei confronti dell'avv. __________ di __________, agente nella specie come prestanome di __________. Contestualmente, __________ ha venduto dette azioni all'avv. __________, agente come prestanome degli accusati, al prezzo di fr. 900'000.--, di cui fr. 760'000.-- andati all'avv. __________ (cioè a __________) in pagamento delle azioni, e fr. 140'000.-- confluiti a __________, un "Obulus" secondo l'avv. __________ (…). Nella sostanza, si è comunque trattato di una vendita diretta delle azioni da __________ agli imputati, in un momento in cui essi, coma hanno confermato al dibattimento, cullavano addirittura l'idea di acquistare la quota di __________ di tutto il gruppo __________ al prezzo di fr. 4'000'000.--.

 

27.2

Sempre il __________, ovvero un secondo dopo essere divenuti proprietari di __________, gli imputati hanno pensato bene di sostituire i contratti in essere con __________ del __________, validi sino al __________, con nuovi contratti dello stesso genere ma decisamente più vantaggiosi per la società da loro testé acquistata, così da accelerare ed incrementare l'opera di spoliazione di __________.

Di 3 contratti che erano, se ne sono fatti 2 nuovi: uno per la locazione degli immobili, ed uno per la cessione delle attività, delle licenze e del know-how e per la locazione di tutti i macchinari (…).

Il contratto di locazione è sostanzialmente analogo ai due precedenti, a parte il fatto che ora veniva (gratuitamente) concesso alla conduttrice un diritto di prelazione.

Anche l'altro contratto è nella struttura simile ai contratti preesistenti, laddove la differenza risiede essenzialmente nella controprestazione offerta da __________ che, senza apparente motivo, scende dal 13% al 5% (sui primi 10 milioni di franchi, poi decresce ulteriormente per l'eccedenza) della cifra d'affari netta ("Nettoumsatz") -concetto che gli imputati hanno ammesso essere analogo nel computo al precedente 13%- ma almeno fr. __________-- (…). Pertanto, se per il contratto del __________ (comunque ritenuto nullo ex art. 20 CO) poteva essere ampiamente discutibile la questione a sapere se il 13% dell'utile fosse o meno un'equa controprestazione, appare manifesto che il contratto __________ è assai meno conveniente per __________, che pertanto non aveva alcun interesse a sottoscriverlo, specie se si pone mente al fatto che il precedente contratto -conveniente o meno- doveva durare ancora quasi 2 anni e mezzo (fino al __________). Anche questi due contratti, come i tre del __________, sono comunque stati annullati nel __________ dal Kantonsgericht di __________ per violazione dell'art. 20 CO (…).

 

27.3

L'__________ __________ e __________ hanno firmato uno strano contratto in cui, in particolare, __________ si riconosceva debitrice di risarcimenti del danno nei confronti di __________ in relazione ai debiti d'imposta di quest'ultima società (…) in cambio della cessione da __________ a __________ di tutte le pretese risarcitorie che essa avrebbe potuto vantare a tal titolo nei confronti di chicchessia (…).

Non è dato di vedere a prima vista quale fosse lo scopo di una simile pattuizione, se non quello di compromettere gli interessi di __________, che senza esservi obbligata si accollava imprecisate pretese risarcitorie, e di trasferire da __________ a __________ eventuali pretese di regresso nei confronti di terze persone (come ad esempio gli imputati), si presume allo scopo di proteggerne gli interessi.

 

27.4

Questo accordo era comunque in relazione con l'altro contratto (…) denominato "Treuhandvertrag" concluso lo stesso __________ tra __________ e __________ per una parte e l'avv. __________ per l'altra parte (…).

Con questo contratto le due società trasferivano a titolo fiduciario all'avv. __________ (in cambio di un sostanzioso onorario) la proprietà di tutti i loro averi, tra cui le partecipazioni azionarie di loro pertinenza. Scopo della stipulazione poteva essere unicamente quello di nascondere gli attivi delle società dagli occhi di terze persone, ovvero di __________, per vanificarne le pretese. La finalità indebita del contratto è perciò di immediata comprensione, e del resto gli imputati al dibattimento non hanno saputo indicare un solo valido motivo per cui sarebbe stato necessario per gli interessi delle due società di agire in tal modo, mettendosi nelle mani di un fiduciario.

 

28.

Dopo l'aprile del __________ la monetizzazione degli averi del gruppo è proseguita con la vendita degli attivi (immobili e diritti sul prodotto __________) della filiale __________ della __________. Il provento, pari a circa 2 miliardi di lire al netto di tasse e spese (…), è poi stato sperperato dagli accusati in oscure operazioni finanziarie, alle quali il punto 4c dell'atto d'accusa fa solo indirettamente riferimento, e che sono invece state spiegate in aula dalla parte civile. In particolare, per fr. 468'000.-- sarebbero state acquistate merci (materie prime) di cui avrebbe beneficiato __________ senza che alla __________ sia mai stata rimborsata la spesa. Altri 750 milioni di lire sarebbero stati investiti nel progetto di acquisizione della società __________ "__________", poi fallita.

 

29.

Il __________, infine, dopo la morte di __________ (__________) e nel momento in cui __________, con infinita fatica, era prossimo all'ottenimento del controllo sul gruppo __________ e alla defenestrazione degli imputati dai consigli di amministrazione delle società del gruppo ancora esistenti, gli accusati hanno stipulato un ultimo contratto capestro, nullo come i precedenti, con il quale, dopo 5 pagine di premesse volte manifestamente a fornire anticipata risposta alle perplessità destate dalla pattuizione, __________ vendeva a __________ tutte le registrazioni di sua proprietà relative a prodotti farmaceutici, così come pure tutti i diritti di commercializzazione ivi connessi al prezzo di complessivi fr. 282'500.-- (oltretutto pagabili in quattro rate su tre anni) oltre ad una royalty dell'1.5% annuale sul reddito netto (…).

E' di meridiana evidenza che questo contratto costituisce il colpo finale assestato dalla società appartenente agli accusati alla __________, il definitivo compimento dell'opera di spoliazione iniziata 5 anni prima con la richiesta di moratoria.

Manifesto appare infatti l'interesse della società di ripresa di acquisire al prezzo di fr. 282'500.-- (oltre 1.5% degli utili) la proprietà di quei beni per i quali finora doveva pagare un canone annuo del 5% degli utili, ma almeno fr. 500'000.-- all'anno; in pratica è come se il padrone di casa vendesse la casa all'inquilino ad un prezzo inferiore ad un'annualità di pigione. Un vero e proprio suicidio commerciale da parte di __________, che nessuno, se non i suoi amministratori di odore di defenestrazione, obbligava a vendere, potendosi essa prevalere sino al __________ del contratto del __________, a sua volta volto peggiore di quello del __________, ma infinitamente preferibile all'alienazione a titolo pressoché gratuito di ogni suo attivo. Inutile soggiungere che anche questo contratto, a maggior ragione, è stato ritenuto nullo dalla giustizia civile.

 

 

                                  d.   La ricostruzione dei fatti richiede di ricapitolare anche la reazione di PI 3, almeno sul piano penale, che ha portato al giudizio assolutorio dell’istante e del coimputato.

 

30.

Recuperata la propria libertà il __________, __________ aveva ben presto a sua volta assunto il ruolo di denunciante nei confronti di __________ e degli avv. __________ e __________.

Il __________ egli aveva inoltrato una prima denuncia nei loro confronti (…). A __________ egli imputava delle malversazioni commesse in danno della ditta danese __________, con il cui provento avrebbe poi acquistato la propria partecipazione in __________ e il 10% del pacchetto azionario di __________.

I tre denunciati l'avrebbero falsamente accusato di reati patrimoniali per poterlo escludere dagli organi esecutivi del gruppo, facoltà che gli sarebbe spettata per contratto (oltre che in qualità di comproprietario), ne avrebbero danneggiato il credito, avrebbero fornito false indicazioni all'ufficio del registro di commercio di __________, avrebbero amministrato negligentemente le società del gruppo arrecando danni milionari, avrebbero fraudolentemente instato per una moratoria concordataria, allo scopo di impadronirsi a poco prezzo delle attività del gruppo, anche per mezzo della __________, appositamente creata a questo scopo.

Il __________ __________ aveva denunciato l'avv. __________ per i titoli di truffa, amministrazione infedele, diffamazione, calunnia e ingiuria, reati che egli avrebbe perpetrato in qualità di membro del consiglio di amministrazione di __________ e agendo quale rappresentante di __________ (…).

La fattispecie era sostanzialmente quella di cui alla denuncia del mese precedente, ovvero l'esistenza di reati messi in atto per estromettere il denunciante dalle società di cui era in parte avente diritto economico, ed in seguito lo svuotamento di queste società in favore di una nuova persona giuridica.

Il __________ __________ aveva poi denunciato anche l'avv. __________, accusandolo del medesimo complesso di fatti imputato all'avv. __________, con la differenza che questi avrebbe agito dall'interno di __________, mentre che l'avv. __________ avrebbe commesso i propri illeciti agendo quale amministratore di __________ (…).

__________ aveva sporto un'ulteriore denuncia il __________, questa volta contro entrambi gli accusati, inviandone poi la traduzione italiana __________ (…).

In questo documento, oltre a riprendere le precedenti accuse, il denunciante segnalava tra l'altro la sospetta rinuncia da parte loro al prestito concesso da __________ per potere acquisire, a seguito di tale rinuncia, la maggioranza qualificata dei voti nella moratoria concordataria di __________

Ulteriori denunce presentate da __________ in epoche successive (p. es. quelle del __________ e del __________, oggetto dei decreti di abbandono __________ e __________, cfr. cubo 11, AI 406), non sono di rilievo nel contesto dell'atto d'accusa oggi in discussione.

Significativa è invece la denuncia presentata nei confronti degli imputati il __________ da __________ e __________ (…) per i titoli di amministrazione infedele aggravata e danno al patrimonio procurato per malanimo, nella quale vi è la compiuta narrazione di buona parte degli avvenimenti poi posti a base dell'atto d'accusa.

 

31.

L'inchiesta avviata in conseguenza delle denunce presentate da __________, ed in un secondo tempo da altre parti civili, si è svolta parallelamente, e per mano del medesimo magistrato, a quella seguita alle denunce presentate nei suoi confronti.

Si rinuncia qui, per motivi di brevità, ad una più dettagliata esposizione delle sue varie fasi, ma basti dire che anche questa inchiesta si è contraddistinta per la lentezza con la quale si è svolta, per l'animosità delle parti (che ha evidentemente pesantemente contribuito alla dilatazione dei tempi) e per la quantità di documentazione -spesso del tutto inutile- versata agli atti.

Il __________ il Procuratore Pubblico avv. __________, subentrato dal __________ all'avv. __________, ha proceduto al deposito degli atti (…) e il __________ alla chiusura dell'istruzione formale (…).

Quello stesso __________ il magistrato inquirente ha emanato un decreto di abbandono e non luogo a procedere (…) riferito agli incarti __________, __________, __________ e __________, ovvero alle 4 denunce di __________ descritte al precedente considerando, ed anche agli incarti __________ e __________ relativi a denunce presentate nei confronti degli accusati da __________ e __________ nel 1993 e nel 1994.

Premessa l'applicabilità del diritto previgente, e posta l'intervenuta prescrizione assoluta di tutte le ipotesi di reato per i delitti derivanti da fatti avvenuti al più tardi nel __________, il Procuratore Pubblico ha abbandonato le imputazioni di conseguimento fraudolento di concordato giudiziale, compera di voto e amministrazione infedele (che era un delitto nel diritto previgente), come pure quella di appropriazione indebita, anch'essa delitto se reato non qualificato, il che non sarebbe stato il caso dato che l'amministratore di una società anonima non sarebbe "gerente di patrimoni" ai sensi dell'art. 140 cifra 2 v.CP.

In quanto ai crimini oggetto di denuncia, le ipotesi di truffa, ricettazione, falsità in documenti, conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, denuncia mendace ed estorsione non sarebbero suffragate a sufficienza dagli atti, motivo per cui anche queste imputazioni sarebbero da abbandonare.

 

32.

Il __________ __________ ha sottoposto alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello una proposta d'atto d'accusa (…), al cui punto 8 (…) sono esposte in dettaglio le ipotesi di reato.

(…)

La proposta di atto d'accusa è stata accolta in data __________ dalla CRP, che ha pertanto posto gli avv. __________ e __________ in stato d'accusa avanti alla presente Corte delle assise criminali.

(…)

 

 

                                   e.   Il dibattimento avanti la Corte delle assise criminali si è svolto nei giorni dal __________ al __________, con udienze tenutesi per tredici giorni. Con giudizio del __________, la Corte delle assise criminali ha prosciolto entrambi gli accusati da tutte le imputazioni, in parte per intervenuta prescrizione (inc. TPC __________).

 

 

                                    f.   La lunga ricostruzione, mutuata dalla sentenza del __________, è condivisa nella ricostruzione e nei toni da questa Camera, e permette di inserire le pretese nel complicato complesso di fatti cui si riferiscono. Una ricostruzione più contenuta, ma non per questo meno precisa, è esposta anche nella decisione del TF dell’__________ (__________), che ha giudicato le pretese avanzate da PI 3 nei confronti del Canton Ticino in relazione all’esito del procedimento a suo carico.

                                         Per completezza, occorre aggiungere che nell’elencazione delle differenti denuncie (punto 30 surriferito) a carico dell’istante e dell’altro collega, non è stata menzionata quella di data __________ presentata dalla __________ per sottrazione di cose senza fine di lucro, formalizzata nel procedimento della Procura pubblica sottocenerina n. __________, pure conclusosi con il decreto di abbandono del __________ (NLP __________).

                                     

 

                                  g.   Con istanza 3/5.3.2004 l’avv. IS 1 chiede la rifusione delle spese di patrocinio, il risarcimento dei danni materiali e la riparazione del torto morale ai sensi degli art. 317 ss. CPP. Premesso che il procedimento ha richiesto uno sforzo straordinario da parte sia degli accusati, sia dei loro difensori, e richiamati i principi giuridici applicabili, l’istante espone quale prima posta del danno subito le spese di patrocinio, quantificate in CHF 654'867.35. L’istanza suddivide il patrocinio svolto in tre diverse fasi: la fase istruttoria, la fase successiva al non luogo a procedere e la fase dibattimentale con la relativa preparazione. La tariffa oraria applicata dallo studio patrocinante l’istante è di CHF 250.--/ora. Pure richiesta è la rifusione di spese diverse per CHF 18'689.50 per ripetibili e spese di perizie sostenute in diverse cause collegate con l’incarto penale. Quale danno materiale diretto l’istante chiede la rifusione di CHF 10'086.65 quali spese e tasse di giustizia, CHF 21'714.-- quali spese e traduzioni, CHF 9'441.30 per spese di trasferta e pernottamenti. Un importo di mancato guadagno, con riferimento a 2'492 ore, per CHF 623'000.-- sarebbe la conseguenza del tempo lavorativo impiegato per seguire il procedimento, ciò che avrebbe comportato il relativo mancato guadagno preteso. A questo mancato guadagno viene aggiunto quello conseguente alla perdita di clientela, cifrato in CHF 2'085'856.--. Al totale dei danni materiali e delle spese di patrocinio (CHF 3'423'654.--) l’istante aggiunge un importo di CHF 100'000.-- quale torto morale sofferto. Protesta infine congrue ripetibili per questa sede.

 

 

                                  h.   Nelle proprie osservazioni dell’11/15.3.2004 il procuratore pubblico Giuseppe Muschietti contesta alcune delle poste di danno, e per il resto si rimette al giudizio di questa Camera.

 

 

                                    i.   Nelle proprie osservazioni del 28/29.4.2004 PI 3 chiede di respingere le pretese avanzate dall’istante, poiché responsabile di quanto accaduto. Allega a questo proposito una perizia a sostegno della propria pretesa.

 

 

                                    l.   Nelle proprie osservazioni del 10/11.5.2004, il patrocinatore del Canton Ticino fa anzitutto riferimento ad una sentenza del Kantonsgericht di __________ del __________, e giudica che la lunga durata della procedura a carico dell’istante sia dovuta principalmente all’atteggiamento defatigatorio assunto da lui e dal suo coaccusato, pure prosciolto. L’inchiesta non ha denotato particolare complessità, se si pon mente al fatto che sono stati fatti solo 13 verbali. Osserva pure come l’istante non sia stato sospeso quale avvocato nel proprio Cantone ed abbia quindi potuto continuare ad esercitare la propria professione. Quasi totalmente contestate sono le spese di patrocinio, per diverse ragioni: sia perché non giustificate (ad esempio la presenza di due avvocati al dibattimento), sia perché non documentate, sia perché costi di altri avvocati non patrocinatori in sede penale, sia perché relative ad altre procedure non di carattere penale. Contestati totalmente sono i danni materiali, così come le ore lavorative addotte quale perdita di guadagno in quanto non giustificate e non necessarie. Contestato è pure il preteso mancato guadagno per perdita della clientela: una diminuzione del reddito è intervenuta dopo il __________, molto dopo l’inizio del procedimento e la sua fase attiva, subito dopo il severo giudizio del Tribunale cantonale di __________. Manca inoltre qualsiasi connessione tra l’ipotetico danno ed il procedimento penale. Contestata è pure la pretesa per torto morale. Concludendo, è ammesso unicamente un importo di CHF 66'000.-- per spese di patrocinio.

 

 

                                 m.   Con osservazioni di replica del 14/15.6.2004, il patrocinatore dell’istante prende posizione rispetto al procuratore pubblico, a PI 3 ed al patrocinatore del Cantone Ticino.

                                         Riguardo alle osservazioni presentate dal procuratore pubblico, l’istante giudica irrilevante il comportamento procedurale assunto dall’accusato in corso di procedura: non si possono addurre i gravami avanzati dall’accusato nell’esercizio dei suoi legittimi diritti per negare o ridurre l’indennità dovuta. Medesima conclusione vale per l’addotta “decelerazione procedurale”: sarebbe irrilevante in questo contesto. L’istante ribadisce il fondamento delle pretese, sia di ore lavorative perse, sia di diminuzione della clientela, insistendo sul fatto che sarebbe dato un rapporto di causa effetto con il procedimento penale a suo carico. L’istante ribadisce pure che dovuta è l’indennità per torto morale.

                                         Riguardo alle osservazioni presentate da PI 3, l’istante contesta le argomentazioni addotte, come pure quelle esposte nella perizia giuridica allegata.

                                         Riguardo alla presa di posizione del patrocinatore dello Stato, l’istante la ritiene irrituale ed irricevibile, prendendo prudenzialmente posizione sugli argomenti eccepiti, ed in particolare su singole affermazioni contenute nel memoriale di osservazioni del 10.5.2004. L’istante contesta la descrizione del procedimento, che sostanzialmente sarebbe riduttiva e semplicistica, ribadendo il fondamento delle pretese riguardo le spese di patrocinio, la necessità di un doppio patrocinio al dibattimento, il fondamento della pretesa avanzata per il rimborso delle altre spese legali.

 

 

                                  n.   Con scritto di duplica 6/7.7.2004, il patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino argomenta il diritto dello Stato di essere sentito, con riferimento all’art. 320 cpv. 4 vCPP. Nel merito, ribadisce gli argomenti già addotti con lo scritto 10.5.2004. Contesta le pretese per torto morale, i costi legali non riferiti al difensore, il doppio patrocinio in aula, i costi per traduzioni, e ribadisce le conclusioni già avanzate in precedenza.

 

 

                                  o.   Con scritto di duplica 14/15.7.2004, PI 3 contesta l’ammissione parziale della pretesa da parte del patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino. Produce una serie di atti a sostegno del fatto che vittime del procedimento siano state non gli accusati (tra cui l’istante), ma bensì le parti civili. Ribadisce in conclusione il buon fondamento delle denuncie a suo tempo presentate.

 

 

                                  p.   Con scritto di duplica 16/17.6.2004, il procuratore pubblico prende posizione in particolare sulle spese di patrocinio; per il resto, si rimette a quanto già detto ed al giudizio di questa Camera.

 

 

in diritto

 

                                   1.   L’istanza è stata spedita il __________ ed è pervenuta il __________ La stessa è certamente tempestiva, in quanto presentata entro il termine di un anno dalla decisione determinante, in questo caso la sentenza della Corte delle assise criminali del __________.

 

                                         Sempre in ordine, la parte istante ha contestato la legittimità della partecipazione dello Stato del Canton Ticino e del suo patrocinatore a questa procedura.

                                         Premesso che non si può che ribadire quanto esposto nell’ordinanza di intimazione del 9.3.2004 e che non è giuridicamente concepibile che un ente (anche se pubblico) possa essere condannato al pagamento di un importo (anche rilevante) senza essere almeno interpellato ed aver avuto il diritto di esprimersi al proposito, l’esito della presente istanza permette comunque di lasciar aperta questa eccezione formulata in ordine.

                                     

                                   2.   Questa Camera è cosciente che la presente decisione ha preso un certo tempo.

                                         Occorre però considerare anzitutto la complessità della fattispecie, che ha richiesto una ricostruzione, un approfondimento e delle ricerche di documenti non sempre agevoli.

                                         Occorre pure considerare i carichi pendenti presso questa Camera: il lavoro degli ultimi tre anni ha continuato ed ultimato la riduzione delle giacenze, arrivando ora ad una situazione adeguata. Ciò ha comportato la necessità di dare anzitutto la priorità ad altro genere di decisioni.

                                         Occorre infine considerare che questa Camera ha ritenuto utile attendere la decisione del TF emanata il 10/17.4.2007 (menzionata al punto 8. della presente decisione) prima di emanare la presente decisione.

 

 

                                   3.   Giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.).

 

                                         Questo diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’accusato; tale è di principio chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso l'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP).

                                         Da quel momento l'accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP).

 

                                         Prima della promozione dell’accusa, la fase delle informazioni preliminari ha come scopo quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1 e 2 CPP). In questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore.

                                         La giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di “accusato”, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell'accusa (cfr. decisione GIAR 15.7.1994 in re P.F.). È quindi da considerare accusata ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.).

                                         La necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi rendono necessario un patrocinatore.

                                         In ambito penale ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF 126 I 196 e rif.; DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 s. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 492).

                                         Nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi, si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, onde determinare se l'interessato sia o meno in grado di affrontare (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura).

                                         Nel caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, e 1P.263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 497; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);

 

 

                                   4.   Nel presente caso, è pacifico che l’istante debba essere considerato accusato, essendo stato rinviato a giudizio avanti ad una Corte delle assise criminali.

                                         Si potrebbe discutere se l’accusato sia anche stato prosciolto, e ciò con riferimento al fatto che per diversi capi di imputazione è stata ammessa l’intervenuta prescrizione.

                                         È ben vero che il TF, con sentenza del 2.10.2002 (inc. 1P.258/2002), ha ritenuto che un accusato è prosciolto anche in caso di intervenuta prescrizione.

                                         Ma lo ha fatto con riferimento ad una decisione della Corte di cassazione e di revisione penale (CCRP) del 7.5.1986, pubblicata in REP. 1987 p. 257.

                                         Da allora la CCRP ha modificato la propria giurisprudenza, ritenendo che la prescrizione atterrebbe al diritto procedurale e non di merito (sentenze 4.11.2002 in re G.M., considerando 3, che menziona giurisprudenza della CCRP risalente al 26.6.1991; 21.5.2004 in re R.C., considerando 5c, inc. 17.2003.59; 4.9.2006 in re A.P., considerando 4b, inc. 17.2003.74).

                                         La questione può però rimanere indecisa, visto l’esito dell’istanza.

 

 

                                   5.   Nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione.

                                         Giusta l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l’avvocato ha diritto di esporre, per l’assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l’istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise criminali.

                                         Entro tali limiti, l’onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l’importanza, il valore e l’estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell’avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti, l’esito conseguito e la sua prevedibilità.

                                         Per i patrocini di fiducia il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo.

 

                                         Nel riconoscimento dell’onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore o del patrocinato.

                                         In questo senso si tiene conto della complessità e dell’importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell’impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell’esito del procedimento.

                                         In altre parole l’onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso.

 

 

                                   6.   Con riferimento al risarcimento dei danni materiali, secondo la giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell’interpretazione delle norme precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da risarcire, era stato inizialmente affermato che “tali sono e non possono essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione” (cfr. REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare l'estensione interpretativa del danno pecuniario al “danno patrimoniale, materiale” e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (cfr. REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422).

                                         L’accusato deve dimostrare che il danno subito è la conseguenza diretta dell’accusa o della detenzione.

                                         La valutazione e l’estensione del danno sono applicabili, quale diritto suppletivo, gli art. 42 ss. CO (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7).

 

 

                                   7.   L’indennità prevista dall'art. 317 ss. CPP si estende anche al danno morale patito dall'accusato prosciolto. La determinazione dell’ammontare dell'indennità è lasciata al potere d’apprezzamento del giudice ed è stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità, conformemente agli art. 42 ss. CO (cfr. DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7).

                                         L’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata riparata in altro modo.

                                         Per fissare l’indennità è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in particolare del pregiudizio recato all’integrità fisica, psichica o alla reputazione dell’accusato, della gravità dell’accusa, del numero di persone venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale dell’accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269 e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446).

 

                                         L’accusato che durante l’istruzione formale non è stato oggetto di un provvedimento restrittivo della libertà personale può ottenere un’indennità per torto morale unicamente se prova che a seguito dell’esecuzione di “altri atti istruttori” (per es. perquisizioni, sequestri, richieste di informazioni, ecc.) o per il semplice fatto di essere stato oggetto di un procedimento penale ha subito una grave violazione della sua personalità.

 

 

                                   8.   Come stabilito dalla giurisprudenza di questa Camera, l’applicazione dell'art. 44 cpv. 1 CO consente al giudice di escludere o ridurre il risarcimento se il danneggiato ha consentito nell'atto dannoso o se le circostanze, per le quali egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare od aggravare il danno od a peggiorare altrimenti la posizione dell'obbligato, segnatamente se l'accusato ha determinato per sua colpa l'apertura dell'inchiesta o la sua incarcerazione oppure ancora ha intralciato lo svolgimento della procedura (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 10; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1559; cfr. decisione CRP 19.5.2003, inc. 60.2001.61).

                                         Lo scopo è quello di evitare che lo Stato, e di riflesso i contribuenti, debbano sopportare i costi di una procedura penale aperta in seguito al comportamento riprovevole di un accusato (decisioni CRP 14.3.2006, inc. 60.2004.395; 13.1.2006, inc. 60.2005.76; 14.3.2006, inc. 60.2003.421; 10.7.2006, inc. 60.2005.344; 28.6.2006, inc. 60.2005.240; 24.7.2006, inc. 60.2006.424).

 

                                         Statuendo il 10/17.4.2007 su un caso giudicato dalla CRP, il TF (1P.212/2006) ha ritenuto che:

 

                                         “Il rifiuto o la riduzione dell'indennità sono per contro compatibili con la Costituzione e la Convenzione quando l'interessato abbia provocato l'apertura del procedimento penale o ne abbia complicato lo svolgimento con un comportamento colpevole sotto il profilo del diritto civile, lesivo di una regola giuridica, e che sia in rapporto di causalità con l'importo imputatogli (DTF 119 Ia 332 consid. 1b, 116 Ia 162 consid. 2). Il giudice deve riferirsi ai principi generali della responsabilità per atti illeciti (DTF 116 Ia 162 consid. 2c) e fondare il suo giudizio su fatti incontestati o chiaramente stabiliti (DTF 112 Ia 371 consid. 2a in fine). Deve al proposito prendere in considerazione ogni norma giuridica, appartenente al diritto federale o cantonale, pubblico, privato o penale, scritto o non scritto, per determinare se il comportamento in questione giustifichi la riduzione dell'indennità (DTF 116 Ia 162 consid. 2c).”

 

                                         In un altro recente caso (1P.823/2006 del 13.2.2007) con riferimento all’art. 163a CPP/VD il TF ha pure stabilito:

 

                                         “Cette disposition confère un large pouvoir d'appréciation à la juridiction intimée, qui est toutefois limité par l'interdiction de l'arbitraire. Elle prévoit explicitement que l'indemnité peut être refusée lorsque le requérant a provoqué ou compliqué fautivement la poursuite. La présomption d'innocence, consacrée par l'art. 6 par. 2 CEDH, interdit cependant de prendre une décision défavorable au prévenu acquitté en laissant entendre que celui-ci semble coupable de l'infraction qui lui était reprochée. En outre, le refus de l'indemnité n'est tenu pour compatible avec l'interdiction de l'arbitraire que si l'intéressé a provoqué l'ouverture de la procédure pénale dirigée contre lui ou s'il en a entravé le cours; à cet égard, seul un comportement fautif et contraire à une règle juridique, qui soit en relation de causalité avec les frais imputés, peut être déterminant (ATF 119 Ia 332 consid. 1b p. 334; 116 Ia 162). Le juge doit se référer aux principes généraux de la responsabilité délictuelle (ATF 116 Ia 162 p. 169) et fonder son prononcé sur des faits incontestés ou déjà clairement établis (ATF 112 Ia 371 consid. 2a in fine p. 374). D'une façon générale, le juge peut prendre en considération toute règle juridique, appartenant au droit fédéral ou cantonal, public, privé ou pénal, écrit ou non écrit, pour déterminer si le comportement en cause est propre à justifier le refus de l'indemnité (ATF 116 Ia 162 consid. 2c p. 169). Il peut retenir, le cas échéant, que l'intéressé a créé un état propre à causer un dommage à autrui, sans prendre les précautions nécessaires à sa prévention, ce qui est contraire au droit civil (ATF 95 II 93 consid. 2 p. 96)”.

 

                                         Anche il progetto di Codice di procedura federale prevede, all’art. 438, la possibilità di non accordare un indennizzo o la riparazione del torto morale se l’imputato ha ad esempio provocato in modo illecito o colpevole l’apertura del procedimento penale. Il messaggio 21.12.2005 (FF 2006 p. 989 ss., p. 1232) ritiene che:

 

                                         “Siffatto comportamento esclude in generale qualsiasi obbligo di indennizzo o di riparazione del torto morale da parte dello Stato”.

 

 

                                   9.   In base al principio della buona fede, consacrato dall’art. 5 cpv. 3 Cost. fed.:

 

                                         “Organi dello Stato, autorità e privati agiscono secondo il principio della buona fede”.

 

                                         Già in precedenza, questo principio era implicitamente garantito dall’art. 4 vCost. fed.

                                         Più in generale, il principio è stato introdotto nel titolo preliminare del Codice civile, all’art. 2 CCS. In particolare, l’art. 2. cpv. 2 CCS prevede che il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge.

                                        

                                         Per la dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 352), la buona fede ed il corollario dell’interdizione dell’abuso di diritto sono un principio generale che si applica a tutti gli ambiti giuridici, compresa la procedura penale.

                                         Come ricorda P. MORDASINI (REP. 1994 p. 57 ss., p. 60), “A me pare che la violazione del principio della buona fede consista, prima di tutto, in atteggiamenti processuali che, di primo acchito, urtano il comune buon senso di giustizia che ciascuno ha dentro”.

 

                                         Il principio non impone unicamente degli obblighi agli organi dello Stato, ma anche ai privati, tra di loro e nei confronti dello Stato.

                                         In particolare ai privati le regole della buona fede impongono “qu’on exerce ses droits légaux dans la lignes des finalités qui leur sont assignées explicitement ou implicitement par la loi” (H. DESCHENAUX, Le titre préliminaire du code civil, 1969, p. 137).

                                         Ovvio che il principio della buona fede si applichi in ambito civile, come il presente, relativo al risarcimento di un danno.

                                        

                                         In procedura penale, l’obbligo di agire conformemente alla buona fede e l’interdizione dell’abuso di diritto si applicano a tutti i soggetti del procedimento. In questo ambito, e come ricorda la dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 357):

 

                                         l’abus de droit peut résulter de procédés téméraires continuels, de procédés dilatoires ou de l’utilisation d’une faculté que confère la loi a des fins étrangères pour lesquelles elle n’a pas été prévue”.

 

                                         Tra gli esempi addotti da P. MORDASINI (REP. 1994 p. 70) di violazione del principio della buona fede, c’è anche l’uso della via penale in luogo di quella civile: nell’ottica della procedura penale trattasi di abuso.

 

                                         In questo senso si è anche espresso il TF nella sua decisione del 26.3.1999 (6P.29/1999 e 6S.123/1999):

 

“che sia il Procuratore pubblico che la CRP hanno pertanto a ragione ritenuto che la natura della vertenza sia essenzialmente civile;

che non giova al proposito alla ricorrente sottolineare che la natura civile di una causa non esclude la tutela penale (v. ricorso per cassazione, pag. 10 in alto), poiché, se ciò è di per vero, vero è altresì che l'oggetto del diritto penale ("ultima ratio") è ben diverso da quello del diritto civile e che la tutela della giustizia penale può essere chiesta solo in un contesto ben diverso da quello in esame, in cui gli indizi di un illecito penale potevano essere ritenuti dal Procuratore pubblico e dalla CRP già in base alle prove assunte e valutate anticipatamente, come insufficienti per promuovere l'accusa;

(…)

che va rilevato al proposito che non è compito delle autorità penali di sostituirsi al giudice civile per accertare con maggiore celerità e a minor prezzo circostanze rilevanti ai fini di un giudizio civile o a "mettere sotto pressione" un protagonista di una lite civile;

che va rammentato alla ricorrente che non esistono solo illeciti penali, bensì - e sono di gran lunga la maggioranza - anche illeciti civili, sia nell'ambito contrattuale che extracontrattuale, e che anche chi procede dinanzi al giudice civile dispone di strumenti estremamente efficaci e rapidi (provvedimenti d'urgenza, sequestri ecc.);

che nelle concrete circostanze il ricorso all'autorità penale appare abusivo, ciò di cui va tenuto conto nella  determinazione delle spese.”

                                        

                                10.   Nel presente caso, questa Camera ha fatto riferimento alla ricostruzione temporale operata dalla Corte delle assise criminali in quanto permette di valutare nel giusto contesto e nella corretta prospettiva i fatti che hanno portato all’apertura di procedimenti penali a carico dell’istante e del coaccusato prosciolto.

 

                                         La vicenda penale relativa all’istante va inserita in una contesa societaria ed industriale, tra azionisti.

                                         Questa “vera e propria guerra” (come definita dalla Corte delle assise criminali) era dapprima tesa alla conquista del controllo societario, mettendo in difficoltà o fuori gioco l’avversario; era poi tesa allo svuotamento della società dal suo contenuto economico, a favore di altre entità giuridiche costituite ad uopo al di fuori del gruppo societario d’origine.

                                         Si è trattata di una vera e propria battaglia a tutto campo, senza esclusione di colpi, iniziata e messa in atto da un azionista con il concorso attivo dell’istante (e del coaccusato prosciolto).

 

 

                                11.   Si è trattato di una battaglia condotta usando, e meglio, abusando di norme legali e di procedure giudiziarie, civili, esecutive e penali.

 

                                         Come avvenuto nella procedura concordataria relativa alla __________. La lettura della sentenza della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello del __________ (inc. CEF __________) è particolarmente significativa, sia per quanto attiene alla situazione patrimoniale della ditta in moratoria concordataria, sia riguardo alla cessione di crediti con diritti di voto.

                                         Per la situazione patrimoniale, già il commissario del concordato, nel proprio rapporto del __________, si chiedeva se la rinuncia da parte dei creditori al 30% (visto il dividendo concordatario proposto del 70%) potesse essere giustificata.

                                         In una successiva comunicazione del __________ ai creditori (il giorno prima della sentenza di omologazione), il commissario aveva rilevato che “in sostanza si è potuto constatare un’evoluzione favorevole della valutazione degli attivi, tale da agevolare considerevolmente la riuscita del concordato nei termini a suo tempo proposti ed accettati dai creditori”.

                                         Per quest’ultima comunicazione il commissario è stato “bacchettato” dalla CEF (sentenza, p. 24) per la reticenza dimostrata nel sottacere ai creditori elementi essenziali per il loro convincimento, nonché per l’ermetismo ingiustificato e per la tardività ed inutilità della comunicazione ai creditori del __________.

                                         In relazione alla cessione delle proprie pretese da parte di 24 creditori a favore della __________ di __________, la sentenza censura la motivazione della decisione del pretore, aggiungendo:

                                        

                                         “… è infatti di disagevole comprensione, dal profilo commerciale oltre che per logica comune, l’acquisto a 100 di quanto vale 70 (nella migliore delle ipotesi, se vi sarà omologazione) o addirittura solo del 42: l’incidenza quantitativa delle cessioni/adesioni (24 su 56) per la riuscita formale del concordato imponeva poi un serio esame della liceità dei subingressi dal profilo del diritto esecutivo, …” (sentenza, p. 28).

 

                                         Nella propria sentenza la CEF richiama il commissario al suo preciso compito di notificare tempestivamente ai creditori la situazione patrimoniale radicalmente mutata (sentenza, p. 25), e gli fissa una precisa scaletta anche “temporale” per sanare la situazione (sentenza, p. 26/27): al pretore richiama il dovere di esprimersi sul problema delle cessioni/adesioni (sentenza, p. 28). Guarda caso, il concordato è stato ritirato in data __________. Appare quindi più che fondato che la procedura di concordato sia stata introdotta allo scopo di trasferire l’attività della __________ ad altra entità, come indicato nell’istanza di concordato e come di fatto poi verificatosi.

 

                                         Come avvenuto in sede civile, con lo strumento contrattuale. Si fa riferimento alla sentenza del Kantonsgericht di __________ del __________ (inc. __________).

                                         La stessa ha accertato la nullità di una serie di contratti: quello del __________ in quanto concluso in un’evidente situazione di conflitto di interesse, illecito ed abusivo (sentenza, p. 27/28); i due contratti del __________, in quanto conclusi in violazione degli art. 648 e 649 vCO, in particolare per avere con questi contratti conclusi dal CdA modificato lo scopo e l’attività dell’azienda senza un voto assembleare (sentenza, p. 28/29); i tre contratti dell’__________ tra __________ e __________, giudicati immorali e perciò contrari all’art. 20 CO (sentenza, p. 31/32). Significativo il passaggio a p. 31/32:

 

                                         “Schliesslich weist aber auch die Tatsache, dass die Beklagte versuchte, letztlich mit dem (ungültigen) Vertrag von __________ die klägerischen Aktiven zu Eigentum zu erwerben, darauf hin, dass es der Beklagten schon mit den Verträgen vom __________ nicht darum gegangen ist, die Klägerin zu sanieren, sondern deren Aktiven ihrem Einflussbereich zu entziehen.“

 

                                         Così è pure avvenuto nell’ambito penale, con le diverse e successive denuncie a carico di PI 3. Si è trattato di una vera e propria raffica di denuncie: il __________, il __________, il __________, il __________, il __________, il __________, il __________, il __________. Tutte queste accuse si sono poi rivelate infondate, ed hanno portato all’abbandono del __________ (ABB __________ e __________).

 

                                         A nulla giova sul piano penale l’obbiezione secondo cui le autorità penali dell’epoca abbiano inizialmente creduto al buon fondamento dell’azione penale.

                                         Ovvio che le stesse avevano allora sott’occhio solo una parte della situazione, e sono state anche indotte o depistate con l’uso disinvolto di altre procedure, come quella concordataria.

                                         Non a caso nella scarna motivazione della decisione del __________, il procuratore pubblico subentrato nell’inchiesta scrive:

 

"Alla base di tutto vi è indubbiamente un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo, direttamente ed indirettamente, alla __________, __________." (…) "Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione 25.6.87, chiamata ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria." (…) "Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."

 

 

                                12.   L’utilizzo strumentale di azioni penali al fine della battaglia societaria/industriale risulta anche dal fatto che le stesse non sono le prime promosse, ma parte di una strategia più generale e più articolata.

                                         Antecedentemente alla prima denuncia, abbiamo l’assemblea generale della __________ del __________ (punto 9 sentenza Corte assise), il sequestro di azioni del __________ (punto 11), le richieste del __________, del __________ e del __________ (punto 11).

                                         Poco dopo le prime denuncie abbiamo la richiesta di moratoria concordataria del __________, la costituzione della __________ il __________.

                                         Subito dopo la scarcerazione di PI 3 (avvenuta il __________), troviamo i tre contratti dell’__________ il cui tenore è stato ben stigmatizzato da parte del presidente della Corte delle assise criminali, contratti poi sostituiti da atti ancor più significativi (come indicato nelle considerazioni di fatto).

 

                                         L’uso abusivo delle procedure penali, esecutive e degli strumenti contrattuali era finalizzato, in modo riconoscibile, per la Corte del merito, già in data __________ (punto 16., con riferimento al punto 7 a p. 5 dell’istanza di moratoria concordataria), nella volontà di trasferire l’attività della società sotto assedio in una nuova società esterna al gruppo __________, costituita peraltro già il __________. Piano poi puntualmente portato a termine.

 

 

                                13.   L’agire disinvolto dell’istante emerge anche in relazione al contratto del __________ concedente un diritto di compera sulle azioni a favore di __________ (punto 22 della sentenza della Corte di merito), in relazione alla decisione del giudice dell’istruzione e dell’arresto del __________ relativa al potere di rappresentanza di __________ anche dopo la sua morte senza l’accordo degli eredi (punto 25 della sentenza della corte di merito) e in relazione al contratto fiduciario del __________ (punto 27.4 della sentenza della Corte di merito).

 

 

                                14.   Come ha ricordato la Corte delle assise criminali, nel contesto di questa vera e propria guerra, gli imputati (e quindi anche l’istante) hanno svolto funzione anzitutto di “luogotenente” di uno dei contendenti, quello che ha dato inizio alla battaglia. Da un certo momento in poi sono a loro volta subentrati personalmente quali contendenti in prima persona.

 

                                         Di questa battaglia societaria a tutto campo, combattuta prima di tutto e principalmente non sul piano economico, ma su quello giuridico, utilizzando impropriamente e spesso abusando di strumenti, azioni o procedure legali, l’istante (come il coaccusato prosciolto) non può certo essere stato uno strumento inconsapevole.

                                         La sua formazione, la sua attività, così come la sua provata esperienza professionale, nonché il ruolo da lui assunto nel corso della vicenda (partendo quale rappresentante e stratega per conto di un azionista, finendo da contendente e protagonista a tutti gli effetti), dimostrano il contrario:

 

IS 1, nato nel __________, ha studiato diritto a __________ e si è laureato nel __________, avendo posticipato gli studi di 2 anni, durante i quali aveva lavorato con il padre, commerciante. Dopo 2 anni di pratica presso il Kantonsgericht, ha superato gli esami d'avvocato, ed in seguito ha lavorato come consulente giuridico (dipendente) fino al __________. Nel __________ egli ha aperto il proprio studio legale, che conduce a tutt'oggi. La sua attività si sarebbe sviluppata in particolare nei settori della consulenza contrattuale, anche internazionale, del diritto commerciale in genere e del diritto d'autore. Poco presente in tribunale, egli avrebbe iniziato a conseguire mandati di consigliere di amministrazione, cosa secondo lui usuale a __________, in particolare su richiesta (per i propri clienti) di una grande banca con la quale aveva una relazione privilegiata. Nel __________ egli avrebbe così seduto in circa 100 consigli d'amministrazione.

 

                                         Passando da “luogotenente” a protagonista in prima persona, l‘istante non è certo strumento inconsapevole di quanto accaduto: tali erano al contrario le diverse autorità penali, esecutive e altre chiamate di volta in volta impropriamente in causa.

 

 

                                15.   Visto il ruolo assunto e giocato fino in fondo, all’istante non poteva certo sfuggire che, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, ma anche secondo la logica e le sue conoscenze professionali, era pacifico, prevedibile e inevitabile che una battaglia a tutto campo del genere di quella intrapresa (senza esclusione di colpi, che dall’ambito economico e societario è stata consapevolmente estesa in ambito civile, esecutivo e poi anche penale, con una raffica di denuncie sporte contro l’avversario), avrebbe quanto meno comportato, anche solo quale “legittima difesa” della parte aggredita, l’apertura di uno o più procedimenti penali a carico suo (e del coaccusato prosciolto).

                                        

                                         L’istante (come il coaccusato prosciolto) non poteva non rendersi conto di questa inevitabile conseguenza deI proprio comportamento, delle strategie disinvolte ed abusive intraprese.

                                         Il proprio modo di agire (consapevole sul piano personale e abusivo sul piano giuridico) assurge a causa prima e preponderante delle logiche, inevitabili e più che prevedibili contromosse della parte aggredita sul piano penale, che una battaglia del genere di quella da lui (loro, compreso il coaccusato prosciolto) intrapresa inevitabilmente comporta.

                                         Un simile modo di agire è anzitutto abusivo, perché utilizza procedure a dei fini impropri: come tale, non è degno di tutela giuridica in applicazione del principio della buona fede e del divieto dell’abuso di diritto.

                                        

                                         Un simile modo d’agire si è anche dimostrato, in modo riscontrato anche dai tribunali, illecito e contrario a norme e principi giuridici.

                                         Anzitutto contrario alle norme penali: di merito, tanto che è sfociato nell’abbandono di tutte le innumerevoli accuse mosse nei confronti di PI 3; procedurali, proprio perché le procedure penali sono state utilizzate per raggiungere altri scopi.

                                         Inoltre contrario alle norme ed alle regole del diritto civile e delle obbligazioni: in questo senso l’annullamento, per motivi diversi, dei tre contratti dell’__________, dei due contratti del __________ e del contratto del __________.

                                         Infine, contrario alle norme della LEF, come emerso in relazione alla procedura concordataria.

                                         Più in generale si deve concludere che nell’intraprendere e nel condurre senza esclusione di colpi la battaglia contro PI 3, l’istante ha agito in dispregio di norme giuridiche ed in modo abusivo.

                                         Questi comportamenti sono, oltre che antigiuridici, in nesso naturale ma anche adeguato con i procedimenti penali poi rivolti contro l’istante.

 

 

                                16.   È pertanto ampiamente applicabile al caso di specie la giurisprudenza di questa Camera menzionata al punto 8 della presente decisione, e confermata nel suo principio anche dal TF nelle decisioni menzionate al medesimo punto.

                                         Quanto ricostruito, sulla base di fatti accertati da tribunali (e quindi chiaramente stabiliti ed incontestati) conduce, in base all’art. 44 cpv. 1 CO, a far ritenere che l’istante (come il coaccusato prosciolto) ha cagionato il danno di cui chiede la rifusione.

                                        

                                         In altri termini, con il proprio comportamento disinvolto e antigiuridico (e quello del coaccusato prosciolto), egli ha provocato non solo l’apertura dei procedimenti penali a carico di PI 3, ma anche l’apertura dei successivi e inevitabilmente conseguenti procedimenti a suo carico.

                                         L’istante ha provocato l’apertura di procedimenti penali a suo carico (come a carico del coaccusato prosciolto) con un comportamento abusivo, oltre che colpevole sotto il profilo del diritto civile, del diritto esecutivo, lesivo di regole e principi giuridici elementari.

 

 

                                17.   L’agire dell’istante, in quanto abusivo, già solo per questo fatto non merita tutela in base al principio delle buona fede ed alla proibizione dell’abuso di diritto.

                                         Facendo riferimento ai principi generali della responsabilità per atti illeciti, il comportamento dell’istante (e del coaccusato prosciolto) assurge a concolpa grave della vittima, al punto di essere la causa preponderante, prima, principale e prevalente del danno subito. La responsabilità dell’istante è maggiore e prevalente rispetto alla responsabilità dello Stato.

                                         Un simile comportamento, oltre che abusivo, è chiaramente interruttivo del nesso causale adeguato tra la responsabilità causale dello Stato invocata ed il danno (materiale e morale) di cui si chiede la riparazione.

 

 

                                18.   Per tutti questi motivi, l’istanza è integralmente respinta. Data la gratuità della procedura al momento dell’inoltro della richiesta, si prescinde dalla tassa di giustizia e dalle spese.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza è integralmente respinta.

 

 

                                   2.   Non si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Rimedi di diritto:

                                         Contro la presente decisione è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

                                         Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia penale, contro la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                     

 

 

 

terzi implicati

1. PI 1

2. PI 2

3. PI 3

patrocinata da: PA 2

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La segretaria