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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici: |
Mauro Mini, presidente, |
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segretaria: |
Daniela Rüegg, vicecancelliera |
sedente per statuire sul ricorso 1/2.9.2005 presentato da
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RI 1 ,
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contro |
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la decisione 29.8.2005 del giudice dell’istruzione e dell’arresto Claudia Solcà in materia di assistenza giudiziaria; |
richiamate le osservazioni 6.9.2005 del sostituto procuratore pubblico Andrea Pagani e 12/13.9.2005 del giudice dell’istruzione e dell’arresto, di cui si dirà in seguito;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
a.Nell’ambito di due procedimenti penali ancora pendenti allo stadio delle informazioni preliminari presso la polizia (inc. MP __________ e MP __________), con duplice istanza 23/25.8.2005 RI 1 ha postulato la nomina di un difensore d’ufficio e la concessione del beneficio del gratuito patrocinio.
b. Con decisione 29.8.2005 il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la duplice richiesta 23/25.8.2005, rilevando tra l’altro che la fattispecie in esame, in base alla giurisprudenza del Tribunale federale, è da considerarsi un “Bagatelldelikt”, essendo un caso di minore importanza (cfr. decisione 29.8.2005, p. 1). Delle altre motivazioni si dirà, laddove necessario, nei considerandi di diritto.
c. Con il presente tempestivo gravame RI 1 postula l’assegnazione di un difensore d’ufficio, ritenendo parimenti che “(...) le spese, deve assumersele la persona che ha causato questa situazione e non la sottoscritta, e poiché attualmente devo far fronte a un debito (...) che dovrebbe pagare il signor __________” (ricorso 1/2.9.2005). Ritiene inoltre che la sua situazione non sarebbe da considerarsi di minore importanza, avendo a che fare “(...) con una persona, il signor __________ __________, la quale è prepotente, violenta e pronta a tutto pur di storcere denaro a chiunque” (ricorso 1/2.9.2005). Delle sue altre motivazioni si dirà, se indispensabile, in seguito.
d. Con osservazioni 6.9.2005 il sostituto procuratore pubblico evidenzia, in sintesi, che per entrambi i procedimenti penali ancora pendenti nella fase delle informazioni preliminari presso la polizia, non sarebbero adempiuti i presupposti per l’assegnazione di un difensore d’ufficio e per la concessione del gratuito patrocinio, chiedendo contestualmente la reiezione del gravame (cfr. osservazioni 6.9.2005). Il giudice dell’istruzione e dell’arresto, dal canto suo, ha comunicato di non avere osservazioni da formulare (cfr. osservazioni 12/13.9.2005).
1. 1.1.
Il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
1.2.
1.2.1.
Giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
1.2.2.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, TF 1P.553/2002 del 18.11.2002, 1P.411/2002 del 6.11.2002, e 1P.263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).
1.3.
Secondo il Tribunale federale anche la parte lesa può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 CP nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-
punktes”) rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti; DTF 123 I 147 e riferimenti). Appare pertanto che per quanto concerne la posizione della parte lesa occorre prendere in considerazione il cosiddetto fumus boni juris - ossia la probabilità di esito positivo nella causa - che di principio nei processi penali non viene esaminato (cfr. rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, p. 1).
La legge cantonale ticinese prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore. Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag). Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche n. 9 ad art. 52 vCPP).
2.Come esposto, sono in atto due procedimenti penali pendenti nella fase delle informazioni preliminari concernenti RI 1, i cui incarti sono attualmente presso la polizia (cfr. osservazioni SPP 6.9.2005).
Il sostituto procuratore pubblico rileva che nell’ambito del primo procedimento RI 1 avrebbe assunto la veste di querelata, avendo __________ __________ sporto querela nei suoi confronti per titolo di vie di fatto (art. 126 cpv. 1 CP) “(...) in relazione ad un episodio asseritamente avvenuto il __________, allorché” la stessa “(...) avrebbe sferrato un ceffone al querelante” (osservazioni SPP 6.9.2005). Osserva al proposito che “a non averne dubbio, l’eventuale reato che si può oggi ipotizzare a carico della querelante è un cosiddetto “Bagatelldelikt”, in presenza del quale la consolidata prassi” della Camera dei ricorsi penali “(...) non concede l’assistenza giudiziaria“ (osservazioni SPP 6.9.2005).
Per quanto concerne, per contro, il secondo procedimento penale, il magistrato inquirente evidenzia che RI 1 riveste il ruolo di querelante, avendo la stessa querelato __________ __________ per l’ipotesi di reato di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP), osservando in ogni modo che “anche in questo caso la fattispecie non impone accresciute difficoltà fattuali o giuridiche tali da imporre la presenza di un difensore d’ufficio” (osservazioni SPP 6.9.2005).
Ora, nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di poco conto - come emerge dalle osservazioni 6.9.2005 del sostituto procuratore pubblico e come già rilevato in precedenza dal Ministero pubbilico (AI 4, inc. GIAR __________) - si devono esaminare l’eventuale complessità della procedura e le possibili difficoltà dell’interessato al proposito.
Tenuto conto delle considerazioni del magistrato inquirente, non appare che i procedimenti in corso in cui RI 1 riveste il ruolo di querelante, rispettivamente di querelata, presentino difficoltà particolari di fatto e non sembrano nemmeno imporre approfondimenti specifici dal profilo giuridico. La ricorrente del resto nemmeno lo sostiene. Essa, infatti, afferma soltanto che sarebbe costretta a saldare un debito “(...) che dovrebbe pagare il signor __________, il quale non fa assolutamente niente per restituirmi il denaro che gli ho prestato, precisando che mi è stato storto sotto minaccia, per questo motivo ho bisogno dell’aiuto indispensabile di un avvocato” (ricorso 1/2.9.2005).
Per il che, si deve concludere che la ricorrente appare in grado di spiegare le sue ragioni sia in veste di querelante, sia in veste di querelata anche senza l’ausilio di un patrocinatore, non essendo impedita in questo modo di difendere efficacemente i suoi interessi.
Non si impone pertanto la designazione di un difensore e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio, gli interessi della ricorrente non essendo colpiti in misura importante ed entrambi i casi non presentando difficoltà tali da rendere necessaria l’assistenza di un avvocato. È quindi superfluo l’esame della situazione economica.
3.Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico della ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni norma applicabile,
pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia di CHF 50.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 100.-- (cento), sono poste a carico di RI 1, __________.
3. Intimazione:
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terzi implicati |
PI 1
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Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La segretaria