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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici: |
Mauro Mini, presidente, |
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segretaria: |
Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera |
sedente per statuire sull’istanza 15/21.5.2007 presentata da
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IS 1
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tendente ad ottenere, in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nella sentenza 28.11.2006 della presidente della Corte delle assise correzionali di __________ Giovanna Roggero-Will (inc. __________), un’indennità ai sensi degli artt. 317 ss. CPP;
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richiamate le osservazioni 22/23.5.2007 del procuratore pubblico Giuseppe Muschietti, nelle quali afferma che “(…) l’istruttoria predibattimentale era stata finalizzata, a più riprese (vuoi con citazioni, vuoi con rinvii concessi, vuoi con una rogatoria a __________, vuoi con ripetuti solleciti), ad ottenere dall’indagato quella collaborazione e quella documentazione che egli ha sempre negato e che, se concesse, avrebbero permesso di disporre di quegli elementi (che poteva detenere solo l’interessato) quanto alle spese sostenute per la curatelata. Se l’istante si fosse attivato prima (…) egli avrebbe senz’altro contribuito a contenere il danno di cui chiede ora la rifusione”;
richiamato lo scritto 29/30.5.2007 della Divisione della giustizia, con il quale quest’ultima si rimette alle osservazioni del Ministero pubblico;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto ed in diritto
che con atto d’accusa 23.1.2006 il procuratore pubblico Giuseppe Muschietti ha posto in stato d’accusa dinanzi alla Corte delle assise correzionali di __________ IS 1 siccome accusato di ripetuta appropriazione indebita aggravata “(…) per avere, in più occasioni, al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, indebitamente impiegato, a profitto proprio e di terzi, valori patrimoniali affidatigli, commettendo i fatti in qualità di curatore, e meglio, per avere, a __________ e a __________, e in altre località della Svizzera, nel periodo __________, agendo egli quale curatore di †__________, impiegato, a profitto proprio e di terzi, valori patrimoniali di spettanza della curatelata, che gli erano stati affidati nella sua qualità di curatore, per un importo complessivo di almeno CHF 135'829.-- (…)” (ACC 5/2006);
che con giudizio 28.11.2006 la suddetta Corte ha assolto il qui istante dalle imputazioni (inc. TPC 72.2006.8);
che con l’istanza in esame, presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP, IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 8'343.70 per spese legali;
che giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto, ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono, ha diritto ad un'indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);
che, nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio da risarcire, questa Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione;
che per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di esporre, per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA (art. 37 TOA), ossia CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise criminali;
che, entro tali limiti, l'onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità;
che il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;
che nel riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;
che in questo senso si tiene conto della complessità e dell'importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell'esito del procedimento;
che in altre parole l'onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;
che l’istante postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore d’ufficio, avv. PR 1, di complessivi CHF 8'343.70 [di cui CHF 6'958.30 di onorario (27 ore e 50 minuti a CHF 250.--/ora), CHF 813.-- di spese e CHF 572.40.-- di IVA (doc. E)];
che la tariffa applicata è conforme ai principi suesposti;
che tuttavia il dispendio orario, per un avvocato con le dovute conoscenze in ambito penale, non appare giustificato dalle concrete necessità di istruttoria e di patrocinio;
che giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 cpv. 1 n. 1 LTG e nell’art. 17 LTG;
che la tassa di giustizia di CHF 450.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 500.--, sono poste a carico del qui istante, parzialmente soccombente in ragione di circa 3/10, per la somma di CHF 150.--.
pronuncia
1. L’istanza è parzialmente accolta.
§ Di conseguenza lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, Bellinzona, in relazione alla sentenza 28.11.2006 della presidente della Corte delle assise correzionali di __________ Giovanna Roggero-Will (inc. __________), rifonderà a IS 1, __________, __________, a titolo di indennità giusta gli artt. 317 ss. CPP, l’importo di CHF 5’621.90.
2. La tassa di giustizia di CHF 450.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 500.-- (cinquecento), sono poste a carico di IS 1, __________, __________, in ragione di CHF 150.--(centocinquanta).
3. Rimedio di diritto:
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.
4. Intimazione:
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terzi implicati |
1. PI 1 2. PI 2 3. PI 3
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Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La segretaria