Incarto n.
60.2008.202

 

Lugano

7 agosto 2008/dp

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello

 

 

 

composta dai giudici:

Mauro Mini, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

 

segretaria:

Daniela Fossati, vicecancelliera

 

 

sedente per statuire sul ricorso 21/23.6.2008 presentato da

 

 

 

RI 1

patr. da: PR 1

 

 

 

contro

 

 

 

la decisione 9.6.2008 del giudice dell’istruzione e dell’arresto Claudia Solcà in materia di assistenza giudiziaria (inc. Giar __________);

 

 

richiamate le osservazioni 1/2.7.2008 del procuratore pubblico Giuseppe Muschietti e 8/9.7.2008 del giudice dell’istruzione e dell’arresto, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

 

 

 

 

in fatto

 

                                   a.   Nell’ambito del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di infrazione aggravata alla LStup, sub. infrazione semplice alla LStup e riciclaggio di denaro (cfr., nel dettaglio, inc. MP __________), con istanza 19/20.10.2007 RI 1, per il tramite del suo patrocinatore avv. PR 1, ha postulato la concessione del gratuito patrocinio (AI 1, inc. Giar __________).

 

 

                                  b.   In data 3/5.6.2008 RI 1 ha presentato a questa Camera un ricorso per denegata/ritardata giustizia riguardo alla mancata decisione da parte dell’Ufficio del giudice dell’istruzione e dell’arresto in relazione alla suddetta istanza (inc. CRP __________).

 

 

                                   c.   Con decisione 9.6.2008 il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la sua richiesta 19/20.10.2007, ritenendo in sostanza che l’accusato sarebbe in grado di far fronte alle spese della difesa mediante versamenti rateali, e considerato tra l’altro che la sua carcerazione all’estero avrebbe contribuito, rispettivamente contribuirebbe a diminuire le sue spese correnti (cfr., nel dettaglio, decisione 9.6.2008, inc. Giar __________).

 

 

                                  d.   Contro la predetta decisione è insorto RI 1, postulando l’accoglimento del suo ricorso ai sensi dei considerandi, sostenendo di avere il diritto di essere posto al beneficio del gratuito patrocinio "(…), in subordine dell’assistenza giudiziaria, oppure anche di potersi difendere tramite il dissequestro di una parte della somma sequestrata" (ricorso 21/23.6.2008, p. 4).

 

                                         Il qui ricorrente contesta in particolare la tesi del giudice dell’istruzione e dell’arresto secondo cui egli percepirebbe l’importo netto di CHF 4'731.-- da parte delle assicurazioni sociali, adducendo che trattasi di prestazioni di pubblica assistenza erogate in base alla Laps e che le sue entrate varierebbero mensilmente tra CHF 4'200.-- e CHF 4'300.--. Lamenta poi il fatto che il giudice non si sarebbe pronunciato sul dissequestro di una parte della somma posta sotto sequestro per coprire le spese di patrocinio.

 

                                         Come esposto in entrata, il giudice dell’istruzione e dell’arresto ed il procuratore pubblico nelle loro osservazioni – di cui si dirà laddove necessario in corso di motivazione – postulano entrambi la reiezione del ricorso.

 

 

                                   e.   Con decreto 1.7.2008, questa Camera ha stralciato dai ruoli il ricorso 3/5.6.2008 presentato da RI 1 per denegata/ritardata giustizia riguardo alla mancata decisione da parte dell’Ufficio del giudice dell’istruzione e dell’arresto a proposito della sua richiesta 19/20.10.2007 di assistenza giudiziaria, gratuito patrocinio o dissequestro parziale, essendo il gravame divenuto privo d’oggetto in considerazione dell’emanazione della relativa decisione in data 9.6.2008 (inc. CRP __________).

 

in diritto

 

                                   1.   Il principio, l’estensione ed i limiti del diritto all’assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all’accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui, chi non dispone dei mezzi necessari, ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l’assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1B_172/2007 del 2.10.2007; 1B_153/2007 del 25.9.2007; DTF 131 I 350, 129 I 281 e 127 I 202; RDAT 65/II – 2002 e 56/II – 2001).

 

 

                                   2.   Giusta l’art. 26 della legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale – che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda – è concesso dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.

 

                                         Questa disposizione concretizza il disposto di cui all’art. 3 Lag: l’istituto dell’assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L’art. 3 Lag “(…) riprende i principi espressi dall’art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l’aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell’art. 52 vCPP, l’assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare “(…) una difesa oggettivamente non necessaria” e che “anche se l’indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l’intervento di un difensore” (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l’art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori (“trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell’assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l’indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato”, rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).

 

 

                                   3.   Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell’accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1B_170/2007 del 24.9.2007; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l’accusato si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l’interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1B_170/2007 del 24.9.2007 e riferimenti; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 491 ss., p. 317 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Nel presente caso è pacifica, e del resto non è nemmeno contestata, la necessità per il ricorrente di essere assistito da un avvocato. In discussione è invece la sua indigenza e, più in particolare, i criteri di calcolo applicati dal giudice dell’istruzione e dell’arresto.

                                        

                                         4.2.

                                         Giusta l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia (DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita; l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155 vCPC e n. 570).

 

                                         I presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II – 1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai lavori preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi "propri" va precisata nel senso che per determinare se il richiedente è indigente si può considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori (DTF 119 Ia 12), senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che potrebbero essere tenuti all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 195 cons. 3)” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3; cfr. anche B. CORBOZ, op. cit., p. 67 ss.).

 

                                         4.3.

                                         Il giudice dell’istruzione e dell’arresto, nella sua decisione impugnata, ha utilizzato i dati messigli a disposizione dal qui ricorrente, segnatamente il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria datato 5.11.2007 e i relativi documenti ivi annessi, per eseguire i calcoli (AI 2, inc. Giar __________).

 

                                         4.3.1.

                                         Lo stesso giudice ha anzitutto accertato che RI 1 percepisce l’importo complessivo netto di CHF 4'731.-- erogati in base alla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5.6.2000 (Laps) e alla Legge cantonale sugli assegni di famiglia dell’11.6.1996 (LAF), di cui CHF 4’043.-- quale assegno di prima infanzia (API) e CHF 688.-- quale assegno familiare integrativo (AFI). Da questo importo ha dedotto la somma di CHF 1'800.-- quale "minimo vitale per la famiglia", CHF 1'500.-- per il canone di locazione e le spese accessorie, CHF 775.90 per le spese di cassa malati, CHF 75.-- per l’AVS e CHF 120.-- per le spese di elettricità (decisione 9.6.2008, p. 1, inc. Giar __________). A fronte di una disponibilità mensile di CHF 467.-- (recte: CHF 460.10), ha ritenuto l’accusato in grado di sopperire, a rate, alle prevedibili contenute spese di patrocinio ["(…) essendo il legale intervenuto sostanzialmente al momento del deposito degli atti di ottobre 2007 con una richiesta di complemento istruttorio, avendo inoltrato un reclamo a questo ufficio (respinto) e avendo partecipato ad un solo atto istruttorio, a Lugano, il 7 dicembre 2007 (confronto __________ (…)-__________durato soli 20 min.), ora rimane solo l’esame del deposito atti su complementi (sostanzialmente il verbale __________ già ottenuto in copia il 7 dicembre 2007), dopo di che non resterà che attendere la chiusura dell’istruzione formale, il rinvio a giudizio e il processo" e "considerato che la carcerazione all’estero dell’istante (non essendo peraltro noto a questo giudice l’eventuale reddito conseguito per la paventata ripresa dell’attività di traffico di canapa per cui l’istante è stato arrestato in __________) non fa (non ha fatto) che diminuire le spese correnti a cui l’istante deve far fronte" (decisione 9.6.2008, p. 1, inc. Giar __________).

 

                                         4.3.2.

                                         Come esposto, il ricorrente in questa sede contesta i calcoli effettuati dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, asserendo che le sue entrate mensili ammontano tra CHF 4'200.-- e CHF 4'300.--, allegando contestualmente della documentazione a suffragio della sua tesi.

 

                                         Va a questo proposito chiarito che nella sua decisione il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha utilizzato i dati messigli a disposizione da RI 1 mediante lo scritto 9/12.11.2007 del suo patrocinatore (AI 2, inc. Giar __________), in quanto i presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta la domanda.

 

                                         Dalla documentazione prodotta dal qui ricorrente (soltanto) in questa sede, risulta che in data 29.4.2008 l’Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito IAS), in virtù della Laps e della LAF, ha deciso di versare mensilmente, con decorrenza dall’1.5.2008 fino al 31.1.2009, a favore di RI 1 l’importo complessivo di CHF 4'143.--, di cui CHF 3'420.-- quale assegno di prima infanzia (API) e CHF 723.-- quale assegno familiare integrativo (AFI) (decisioni 29.4.2008, doc. 2 e 3 annessi al ricorso 21/23.6.2008).

 

                                         Dalla “Tabella di calcolo AFI” emerge in particolare un premio annuale ipotetico per le prestazioni della cassa malati di CHF 8'992.-- ed una partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di complessivi CHF 7'452.-- (tabella dei calcoli AFI, p. 1 e 2, doc. 2 annesso al ricorso 21/23.6.2008).

                                         Se si considera che il ricorrente è, sempre ipoteticamente (ndr: non essendo stato trasmesso il conteggio della cassa malati inerente all’anno 2008), tenuto a versare mensilmente CHF 775.90 per le prestazioni della cassa malati del nucleo familiare (“Visione d’insieme dei premi” 9.3.2007 della __________ Assicurazioni SA annessa allo scritto 9/11.11.2007 dell’avv. PR 1, AI 2, inc. Giar __________) e quindi un importo annuo pari a CHF 9'310.80 (un importo superiore rispetto a quello ipotetico calcolato dal__________), a suo carico rimane da pagare soltanto la somma annua di CHF 1'858.80 (CHF 9'310.80 – CHF 7'452.--), ossia CHF 154.90 al mese (e non CHF 775.90 mensili).

                                         Giova al proposito evidenziare che con scritto 9/12.11.2007 il patrocinatore di RI 1, unitamente al certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria datato 5.11.2007, ha trasmesso al giudice dell’istruzione e dell’arresto copia di due decisioni dello IAS entrambe datate 22.2.2007, senza produrre le tabelle di calcolo ivi annesse ("Le basi di calcolo dell’assegno di famiglia sono spiegate dettagliatamente nella tabella di calcolo allegata", decisioni 22.2.2007, AI 2, inc. Giar __________), da cui verosimilmente emerge – come per l’anno 2008 – che vi è una cospicua partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie.

                                         Per il calcolo del minimo vitale, il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha preso in considerazione l’importo complessivo mensile di CHF 775.90, come risulta dalla copia della “Visione d’insieme dei premi” 9.3.2007 (AI 2, inc. Giar __________). Dalla citata tabella allegata alla decisione 22.2.2007 dello IAS emerge verosimilmente – come per l’anno 2008 – che RI 1, per la cassa malati dell’intero nucleo famigliare, era ipoteticamente tenuto a pagare al massimo la somma di CHF 1'858.80, rispettivamente CHF 154.90 mensili.

                                         A ciò va aggiunto che il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha erroneamente conteggiato a favore di RI 1 l’importo di CHF 120.-- per spese di elettricità: tali spese sono nondimeno già inglobate nell’importo di base del minimo vitale di CHF 1'800.-- e pertanto non vanno considerate [cfr. tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)]. Dalla somma di CHF 4'731.-- andrebbero pertanto dedotti CHF 1'800.-- quale "minimo vitale per la famiglia (moglie e figlio nato nel 2007)", CHF 154.90 per la cassa malati, CHF 75.-- per AVS e CHF 1'500.-- per il canone di locazione e spese accessorie: all’istante sarebbe quindi rimasto a disposizione l’importo ipotetico di CHF 1'201.10.

                                        

                                         4.3.3.

                                         Nella decisione 29.4.2008 relativa all’accoglimento dell’assegno di prima infanzia è stato indicato che la stessa è stata "(…) emanata computando il nuovo canone di locazione" [decisione 29.4.2008 “Accoglimento dell’assegno di prima infanzia (API)”, p. 2, doc. 3 annesso al ricorso 21/23.6.2008].

                                         Giova anzitutto osservare che il ricorrente non ha detto nulla al proposito di un possibile mutamento (diminuzione?) del canone di locazione. Ma vi è di più. RI 1, durante l’interrogatorio tenutosi il 18.4.2006 dinanzi al procuratore pubblico Mario Branda, riguardo al suo curriculum vitae, ha in particolare dichiarato che "(…). In seguito ho a mia volta aperto un bar, ossia il __________ Bar di __________ __________ __________ che ho tenuto fino al mese di ottobre dell’anno scorso, cioè 2005. Il prezzo a cui ho ceduto l’esercizio pubblico mi viene compensato da chi l’ha ritirato con il canone di locazione dell’appartamento che io occupo nello stesso stabile in cui si trova l’esercizio pubblico" (verbale d’interrogatorio 18.4.2006, p. 1, AI 12 , inc. MP __________). Il __________ Bar di __________ __________ __________ è, in effetti, ubicato in __________ __________ __________, corrispondente al recapito del qui ricorrente [cfr., al proposito, anche dichiarazione 1.8.2006 da cui risulta che __________ __________ ha dato in sublocazione a RI 1 l’appartamento ubicato sopra il __________ __________ per un importo di CHF 1'300.-- mensili (dichiarazione 1.8.2006, AI 2, inc. Giar 2003.39104)]. Non è noto a questa Camera se la citata compensazione sia ancora in atto, rispettivamente se si sia conclusa.

 

                                         4.4.

                                         A prescindere da ciò, anche nell’ipotesi in cui si dovesse prendere in considerazione la situazione patrimoniale attuale del qui ricorrente – apparentemente mutata a causa del "canone di locazione" – egli appare in ogni caso essere in grado a sopperire, mediante pagamenti rateali, le spese di difesa: dall’importo di CHF 4'143.-- vanno dedotti CHF 1'800.-- quale "minimo vitale per la famiglia" [CHF 1550.-- per la moglie e CHF 250.-- per il figlio nato nel 2007; cfr., al proposito, tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)], CHF 1'500.-- per il canone di locazione, incluse le spese accessorie (anche se in realtà tale importo dovrebbe essere minore, tenuto conto della decisione 29.4.2008 __________), circa CHF 154.90 per la cassa malati dell’intero nucleo famigliare [CHF 9'310.80 (ossia CHF 775.90 (stato 9.3.2007) x 12 mesi) – CHF 7'452.-- (quale partecipazione al premio dell’assicurazione delle malattie; doc. 3 annesso al ricorso 21/23.6.2008) : 12 mesi = CHF154.90], CHF 74.15 per contributi AVS [per sé e per sua moglie: CHF 445.-- (quale contributo minimo AVS per l’anno 2008) x 2 : 12 mesi = CHF 74.15)]. Rimane quindi un saldo di CHF 613.95: trattasi di un importo superiore rispetto ai CHF 467.-- calcolati dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, mediante i quali – secondo la prassi – il qui ricorrente è in grado di fare fronte, con pagamenti rateali, alle spese di patrocinio dalla presentazione dell’istanza 19/20.10.2007, come rettamente esposto e motivato nella decisione impugnata. La questione non merita quindi ulteriori approfondimenti.

 

                                         4.5.

                                         A titolo abbondanziale va altresì evidenziato che con precedente decisione 22.10.2007 il giudice dell’istruzione e dell’arresto – "richiamato lo scritto 15.10.2007 di questo Ufficio con l’indicazione di produrre la documentazione necessaria oppure se la stessa non fosse più attuale; preso atto che con lettera 19 ottobre 2007 l’avv. __________ ha chiesto lo stralcio dell’istanza; (…)" – ha stralciato l’istanza presentata il 6.4.2006 da RI 1, allora patrocinato dall’avv. __________ __________, intesa ad ottenere la concessione del gratuito patrocinio a seguito della promozione dell’accusa formulata il 5.4.2006 dal procuratore pubblico Mario Branda (decisione 22.10.2007, inc. Giar __________, AI 106, inc. MP __________). Appare pertanto, in assenza di altre prove, che il qui ricorrente sia già stato in grado di far fronte alle spese di patrocinio da versare a favore del precedente patrocinatore avv. __________ __________ fino al mese di ottobre 2006.

 

                                          4.6.

                                         Per quanto attiene infine alla richiesta del qui ricorrente di procedere al dissequestro parziale del denaro che egli avrebbe asseritamente vinto giocando al casinò, allo scopo coprire le spese legali [ndr: l’importo si aggira attorno ad un milione di franchi; cfr. “Elenco beni sequestrati” datato 25.7.2003, AI 21, inc. MP __________; verbale d’interrogatorio 20.4.2006 di RI 1, p. 3 ss., AI 15, inc. MP __________], la stessa va semmai presentata al procuratore pubblico. Il giudice dell’istruzione e dell’arresto è competente a decidere in materia di sequestro, rispettivamente di dissequestro, soltanto nella fase tra l'emanazione dell'atto di accusa e l'apertura del dibattimento (cfr., al proposito, decisione 30.7.2002, inc. CRP __________; decisione 29.4.2008, inc. Giar __________).

                                         La Camera dei ricorsi penali, dal canto suo, giusta l’art. 284 cpv. 1 lit. a CPP è autorità di ricorso contro le decisioni del giudice dell’istruzione e dell’arresto in materia di sequestro. Ne consegue che la richiesta di RI 1 di procedere al dissequestro parziale del denaro sequestrato è pertanto da dichiararsi irricevibile, senza esame del merito.

 

 

                                   5.   Alla luce di quanto sopra esposto, il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di CHF 150.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 200.-- (duecento), sono poste a carico di RI 1, __________ __________ __________.

 

 

                                   3.   Rimedio di diritto:

                                         Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                     

           

 

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La segretaria