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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello |
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composta dai giudici: |
Mauro Mini, presidente, |
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segretaria: |
Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera |
sedente per statuire sul ricorso 7/8.4.2010 presentato da
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RI 1
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contro |
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la decisione 24.3.2010 del giudice dell'istruzione e dell'arresto Claudia Solcà in materia di assistenza giudiziaria (inc. GIAR __________); |
richiamate le osservazioni 13/15.4.2010 del giudice dell'istruzione e dell'arresto, che, dopo aver formulato alcune osservazioni, postula la reiezione del gravame;
richiamato lo scritto 16.4.2010 del procuratore pubblico Andrea Pagani in cui afferma che "(…) all'accusato recentemente, ma con effetto retroattivo a far tempo dal 01.01.2009, è stata ripristinata la rendita d'invalidità con un grado del 60%. Reddito, questo, che va ad aggiungersi alle entrate (…) prese in considerazione del GIAR (…)", chiedendo pertanto la reiezione del ricorso;
visto lo scritto 1/2.6.2010 di RI 1;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
a. Nell'ambito del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di tentato omicidio intenzionale, sub. tentate lesioni gravi, sub. esposizione a pericolo della vita altrui, lesioni semplici, minaccia ed ingiuria (inc. MP __________), con istanza 11/13.1.2010 RI 1 ha postulato la concessione del gratuito patrocinio (AI 1, inc. GIAR __________).
b. Con decisione 24.3.2010 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta di RI 1 di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, ritenendo, in sintesi, quest'ultimo in grado di sopperire alle spese della sua difesa (decisione GIAR 24.3.2010, inc. GIAR __________).
c. Con il presente tempestivo gravame RI 1 chiede di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, sostenendo in sostanza che il calcolo eseguito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto non terrebbe in considerazione le spese di trasferta di sua moglie per recarsi al luogo di lavoro, le spese che quest'ultima dovrebbe sopportare per i pasti fuori casa e la previdenza vincolata quale assicurazione sulla vita "(…) imposta da __________ (…) a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 4). L'eccedenza sarebbe dunque di soli CHF 320.30 (non, come affermato dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, di CHF 1'470.25); importo questo non sufficiente per pagare le spese legali: "(…) saldare una fattura in regime di CHF 320.00 al mese significherebbe impiegare (nella migliore delle ipotesi) 156 mesi ossia poco più di 13 anni! Ben si vede quindi come sia da un lato adempiuto ogni presupposto per il riconoscimento dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio e dall'altro canto sarebbe assolutamente iniquo dover far sopportare al difensore gli oneri di incasso su un periodo così lungo (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 4 s.).
d. Delle osservazioni del procuratore pubblico e del giudice dell'istruzione e dell'arresto si dirà, se necessario, in corso di motivazione.
in diritto
1. Il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
2. Giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
3.Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).
4.4.1.
Nel presente caso non è contestata la necessità per il ricorrente di essere assistito da un avvocato. In discussione è, per contro, la sua indigenza e, più in particolare, i criteri di calcolo applicati dal giudice dell'istruzione e dell'arresto.
4.2.
Giusta l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia (DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita; l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155 vCPC e n. 570).
I presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II – 1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai lavori preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi "propri" va precisata nel senso che per determinare se il richiedente è indigente si può considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori (DTF 119 Ia 12), senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che potrebbero essere tenuti all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 195 cons. 3)” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3; cfr. anche B. CORBOZ, op. cit., p. 67 ss.).
4.3.
4.3.1.
Il giudice dell'istruzione e dell'arresto, nella sua decisione qui impugnata, ha ritenuto che RI 1 sarebbe in grado di sopperire alle spese di patrocinio in base alla documentazione prodotta unitamente alla sua istanza. Ha anzitutto accertato che le entrate nette mensili (da attività lucrativa della moglie e dalla SUVA per lo stesso ricorrente) ammontano a CHF 5'842.65. Da questo importo ha dedotto la somma di CHF 1'700.-- per il minimo vitale per coppia, CHF 1'076.50 per "(…) spese di locazione (interessi e ammortamento)", CHF 856.10 per oneri fiscali, CHF 539.80 per la cassa malati sua e della moglie, CHF 200.-- per spese di riscaldamento. Ha poi ritenuto che il restante importo di CHF 1'470.25 fosse sufficiente per far fronte alle spese di patrocinio.
4.3.2.
Il ricorrente, dal canto suo, contesta le conclusioni cui è giunto il giudice dell'istruzione e dell'arresto. A suo dire quest'ultimo non avrebbe tenuto conto di tre ulteriori posizioni che porterebbero ad un risultato finale differente. In particolare non si sarebbe tenuto conto delle spese della moglie necessarie per conseguire il proprio reddito: "(…) in effetti la signora __________ giornalmente compie (andata e ritorno) il tratto da __________ a __________ dove svolge la propria attività lavorativa presso __________. Tale percorso è di 11 km (…) che notoriamente viene compiuto per 22 giorni lavorativi al mese per un costo di CHF/km 0.70, l'importo che viene regolarmente riconosciuto in diversi ambiti del diritto, sia quello di famiglia per il computo dei fabbisogni, sia dalle Autorità fiscali. Ciò comporta un onere di CHF 338.80 (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 3). Inoltre alla moglie andrebbe pure riconosciuta una spesa per pasto fuori casa di CHF 12.--/pasto che sull'arco di 22 giorni lavorativi porterebbe ad un onere di CHF 264.-- mensili. A mente del ricorrente il giudice dell'istruzione e dell'arresto non avrebbe inoltre considerato nel suo fabbisogno "(…) la posizione relativa alla previdenza vincolata presso l'assicurazione __________ per annui CHF 6'565.80 ossia CHF 547.15 mensili. Trattasi di un'assicurazione sulla vita, previdenza vincolata imposta da __________ (…) a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario. In buona sostanza tenuto conto del relativamente onere ipotecario, l'Istituto creditore (…) ha imposto un ammortamento annuo del 2% pagabile nella misura dell'1% a titolo effettivo (…) e per l'altro verso 1% tramite ammortamento indiretto (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 3). Alla luce di tali considerazioni il fabbisogno dei coniugi RI 1 sarebbe dunque di CHF 5'522.35 e di conseguenza l'eccedenza risulterebbe di soli CHF 320.30.
4.3.3.
Dalla documentazione prodotta dallo stesso ricorrente risulta che la moglie di RI 1, __________, percepisce uno stipendio mensile netto di CHF 5'589.50 [compresa partecipazione cassa malati e tredicesima mensilità (quest'ultima non computata nel calcolo del giudice dell'istruzione e dell'arresto; cfr. "conteggio paga di __________ del 12.2009", AI 2, inc. GIAR __________)]. Il ricorrente percepisce una rendita SUVA di CHF 683.10. Le entrate dei coniugi RI 1 ammontano dunque a CHF 6'272.60. Da questo montante va anzitutto dedotta la somma di CHF 1'700.-- quale importo minimo di esistenza ai sensi della LEF [cfr. tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)]. Quest'importo di base include le spese di sostentamento, abbigliamento e biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e dell'arredamento domestico, cultura, spese di elettricità e/o gas. Inoltre vanno dedotti CHF 352.60 per la cassa malati della moglie, CHF 187.20 per la cassa malati del ricorrente, CHF 856.10 per oneri fiscali e CHF 684.95 per l'ipoteca dell'abitazione [ad esclusione dunque degli ammortamenti, non riconoscibili nel calcolo del minimo d’esistenza giusta la tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF); cfr AJP 6/2002, A. BÜHLER, Betreibungs- und prozessrechtliches Existenzminimum, p. 647]. Il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha inoltro stimato in CHF 200.-- le spese di riscaldamento. Per quanto concerne le spese indispensabili connesse con l'esercizio della professione della moglie vanno riconosciute quelle inerenti i pasti fuori casa di CHF 11.-- per ogni pasto principale [cfr. tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)] per un totale di CHF 201.70 mensili (la durata media annua del lavoro può essere quantificata su 220 giornate giusta la prassi delle autorità fiscali: essa costituisce una ragionevole media, che evita di verificare di volta in volta le giornate di lavoro effettivamente svolte dal contribuente, dedotte non soltanto le vacanze e i giorni festivi, ma anche ogni altra assenza per qualsivoglia motivo) e quelle inerenti le spese di trasferta per raggiungere il posto di lavoro (__________): vengono tuttavia riconosciute unicamente le spese effettive per l'uso dei mezzi pubblici di trasporto riconosciute in CHF 12.40 / giorno (cfr. www.sbb.ch) per un totale di CHF 227.35 mensili (sempre con una media di 220 giornate lavorative annuali).
Non possono tuttavia essere riconosciuti, contrariamente a quanto affermato dal ricorrente, gli importi relativi alla previdenza vincolata presso l'assicurazione __________, in quanto, come affermato dallo stesso RI 1, trattasi di assicurazione sulla vita a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario: ammortamenti tuttavia, come già sopraindicato, non computabili nel minimo di esistenza [cfr. tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)] (cfr. AJP 6/2002, A. BÜHLER, Betreibungs- und prozessrechtliches Existenzminimum, p. 644 ss.).
Rimane quindi un saldo di CHF 1'862.70 per coprire le altre spese strettamente necessarie e per pagare, eventualmente mediante versamenti rateali, le spese di patrocinio. Le altre spese non strettamente necessarie non possono essere computate in questo calcolo.
5.La reiezione del ricorso non pregiudica necessariamente gli interessi del ricorrente che, qualora la situazione di fatto dovesse mutare in senso negativo, potrà riproporre un'istanza, suffragata dalla necessaria documentazione a comprova della mutata situazione e del suo stato di indigenza. Si rileva tuttavia che RI 1, dall'1.1.2009 e fino alla data della sua incarcerazione agli inizi del mese di aprile, percepiva una rendita AI al 60% (AI 175, inc. MP __________). Rendita che probabilmente verrà ripristinata al momento della sua liberazione. Ciò che migliora ulteriormente la sua posizione.
6.Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,
pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di RI 1, __________.
3. Rimedio di diritto:
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.
4. Intimazione:
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Per la Camera dei ricorsi penali
Il vicepresidente La segretaria