Incarto n.

INC.2006.36903

Lugano

7 febbraio 2007

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

Claudia Solcà

 

 

 

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 17 gennaio 2007 dal

 

 

Procuratore pubblico Nicola Respini, MP Lugano

 

 

nei confronti di

 

 

__________, __________, attualmente c/o __________, __________,

(patr. dall’avv. __________, __________);

 

 

accusato di ripetuta rapina aggravata consumata e tentata (art. 140 cifra 1 e 2 CP), sub. ripetuta estorsione consumata e tentata (art. 156 CP), ripetuta coazione (art. 181 CP), sequestro di persona e rapimento (art. 183 CP), ripetuta coazione sessuale (art. 189 CP), ripetuta usurpazione di funzione (art. 287 CP) e infrazione e contravvenzione alla LStup (art. 19 cifra 1 e 19a LStup);

 

 

visto lo scritto 29 gennaio 2007 presentato dalla difesa;

 

 

visto l'incarto MP __________;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

-        per quanto riguarda i fatti si può far riferimento alla decisione 7 dicembre 2006 di questo giudice a seguito di istanza di libertà provvisoria formulata dall’accusato in data 27/28 novembre 2006 (Inc. GIAR 369.2006.2):

 

“A.

 

__________ è stato arrestato l’11 agosto 2006 al suo domicilio, dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto di stessa data del PP Nicola Respini, “per avere, a Lugano, ______ ed altre imprecisate località, a partire dall’inizio dell’anno 2005, in un numero imprecisato di occasioni, ma in particolare il 26 marzo ed il 2 dicembre 2005, per procacciare a sé o a ad altri un indebito profitto, dopo essersi legittimato quale agente della Polizia cantonale ticinese, sia esibendo alcuni simboli della Polizia che una tessera di legittimazione con le generalità di “__________”, tentato, rispettivamente commesso un furto ai danni di una prostituta e di un transessuale (Pseudonimo: __________), munito di una pistola e di una fascetta di plastica, usando violenza, minacciandoli di un pericolo imminente alla vita e all’integrità corporale o rendendoli incapaci di opporre resistenza, tentato di sottrarre e sottratto, subordinatamente tentato di indurre e indotto gli stessi a consegnargli del denaro e segnatamente fr. 350.-.

L’11 agosto 2006 il PP, con richiesta di conferma dell’arresto, ha promosso ad __________ l’accusa per titolo di rapina aggravata ripetuta, consumata e tentata, subordinatamente estorsione ripetuta, consumata e tentata, coazione ripetuta e usurpazione di funzioni ripetuta chiedendo la conferma dell’arresto per i bisogni dell’istruzione – “per chiarire le sue esatte responsabilità nei fatti che hanno portato al suo arresto, come meglio menzionato nel rapporto di arresto, come pure in analoghi episodi verificatisi nel corso dell’anno 2005; nonché individuarne le vittime sulla base anche della documentazione sequestrata al suo domicilio” – e pericolo di collusione e di inquinamento delle prove “sia nei confronti delle vittime che lo hanno denunciato, sia nei confronti di quelle non ancora identificate” (GIAR 369.2006.1, doc.1).

Il 12 agosto 2006 questo giudice ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione e pericolo di collusione con le vittime (Inc. GIAR 369.2006.1, doc. 4).

Sia davanti alla Polizia che a verbale di conferma dell’arresto, __________ ha negato ogni addebito.”

 

-        con decisione 7 dicembre 2006 (inc. GIAR 369.2006.2, doc. 6) questo giudice – dopo avere constatato la pur non contestata presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza – ha respinto l’istanza di libertà provvisoria ritenuta l’esistenza di bisogni istruttori e un concreto pericolo di collusione ed inquinamento delle prove;

 

-        approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art. 102 cpv. 2 CPP, il magistrato inquirente ha inoltrato richiesta per una proroga di un mese e mezzo (istanza 17 gennaio 2007), allo scopo di potere evadere oggettivi bisogni istruttori quali portare a termine gli accertamenti richiesti il 12 gennaio 2007 alla Polizia cantonale e procedere all’interrogatorio dei transessuali o delle prostitute i cui nominativi dovessero risultare dalle ricerche della Polizia, interrogare il gerente dell’__________ di __________ e della prostituta __________ (sia singolarmente che a confronto con l’accusato, procedere al deposito degli atti ed evadere eventuali complementi d’inchiesta che l’accusato dovesse richiedere (istanza, p. 3), tutto ciò considerato il perdurare del pericolo di collusione e di inquinamento delle prove visto che l’accusato, ritenuto il suo atteggiamento reticente e negatorio in merito ai fatti contestatigli, potrebbe ottenere dalle persone coinvolte (testimoni e vittime) delle versioni di comodo e reciproci atti d’influenza (istanza, pag. 4);

 

 

 

 

 

 

-        a mente del magistrato inquirente, la proroga richiesta è rispettosa del principio della proporzionalità se paragonata alla gravità dei fatti imputati all’accusato ed alla presumibile pena che potrebbe essergli infitta in sede di processo considerata poi la sussistenza dei motivi di interesse pubblico quali i gravi indizi di colpevolezza e i bisogni istruttori ed il pericolo di collusione ed inquinamento delle prove; la messa in libertà provvisoria dell’accusato potrebbe compromettere l’esito dell’inchiesta (istanza, p. 4);

 

-        la difesa, con scritto 29 gennaio 2007, pur non contestando i seri e concreti indizi di colpevolezza, si oppone alla richiesta di proroga formulata dal PP, affermando che dal 7 dicembre 2006 sarebbe stato compiuto un solo atto istruttorio rilevante (ulteriore interrogatorio di __________) e che gli ulteriori atti istruttori ipotizzati dal PP sarebbero riferiti a casuali scoperte “non previste dal precedente programma del PP e si ha ragione di dubitare oltretutto di assunzione incerta” (osservazioni, p. 2); a mente della difesa non sarebbe più rispettato il principio di proporzionalità non essendovi garanzie che la proroga richiesta sia efficace nell’ambito istruttorio;

 

-        l'istanza, presentata dall'autorità competente ed entro un termine ragionevole per rapporto alla scadenza di cui all'art. 102 cpv. 2 CPP, è ricevibile;

 

-        i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

 

 

 

-        nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare l'esistenza di gravi indizi di reato in capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati, basti qui ricordare quanto concluso a questo proposito nella decisione di questo giudice del 7 dicembre 2006 con la quale è stata respinta l’istanza di libertà provvisoria presentata dalla difesa (Inc. GIAR 369.2006.2, doc. 6, p. 4, n° 3);

 

“Anche qualora non contestata, l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti per cui procede il PP.

A sostenere questa tesi concorrono le dichiarazioni di __________, prostituta regolarmente registrata alle Autorità di Polizia, che già nel mese di aprile 2005 si era rivolta alla Polizia per denunciare di essere stata oggetto di una tentata rapina la notte tra il 26 e il 27 marzo 2005, presso il suo appartamento di via __________ a __________, da un uomo che si era presentato quale agente di Polizia, mentre erano presenti altre due prostitute (verbale di Polizia di __________ del 04.04.20005 di cui al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI 6) una delle quali, __________, ha confermato i fatti accaduti (verbale di Polizia di __________ del 21 aprile 2005 di cui al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI 6), nonché quelle di __________, transessuale brasiliano che si prostituiva illegalmente in un appartamento di __________ e che, in occasione di un normale controllo di Polizia, il 10 agosto 2006, ha dichiarato di essere stato rapinato e costretto ad un rapporto sessuale, dopo essere stato minacciato con una pistola da un cliente che si era presentato quale agente di Polizia (verbali di Polizia di __________ del 10 agosto 2006 di cui al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI 6).

Oltre alle dichiarazioni summenzionate sia __________ che __________ hanno riconosciuto tra nove ritratti fotografici, mostrati loro dalla Polizia, quello di __________ come quello della persona che avrebbe commesso i fatti descritti (verbali di Polizia di __________ e di __________ dell’11 agosto 2006 cui al rapporto d’arresto di __________ dell’11.08.06, AI 6). Essi hanno poi ribadito le proprie accuse a verbale davanti al PP ed in presenza della difesa dell’accusato (AI 27 e AI 56).

Lo stesso dicasi per le dichiarazioni di un’altro teste, __________ detto __________, transessuale brasiliano residente a __________, che nel 2005 si è prostituiva in un appartamento di via __________: anche __________ ha dichiarato di avere subito un tentativo di rapina da parte di un cliente – al quale avrebbe assistito un suo coinquilino del momento, tale __________ – che avrebbe voluto ottenere del denaro e una prestazione sessuale senza pagare e che si sarebbe legittimato quale agente di Polizia, arrivando a minacciare il teste con una pistola. Anche __________ ha riconosciuto con sicurezza __________ come l’autore di tali gesta tra 9 fotografie mostrategli dalla Polizia (verbale di Polizia di __________ del 29 agosto 2006, verbali Polizia parti lese, all. 2). __________ ha poi confermato le proprie dichiarazioni davanti al magistrato inquirente in un verbale a confronto con l’accusato (AI 41).

A questo proposito non vanno poi dimenticati gli oggetti rinvenuti al domicilio dell’accusato il giorno del suo arresto tra cui: una pistola con munizione, due paia di manette, un giubbotto arancione con la scritta “Polizia”, una cartella in pelle marrone, un porta documenti nonché il ritrovamento nel suo Personal Computer di un file contenente dei biglietti da visita con la scritta “Polizia cantonale – __________ ispettore capo” oggetti perlopiù identici, ma comunque simili, a quelli menzionati dai testimoni come utilizzati dalla persona da loro accusata dei fatti oggetto d’inchiesta. Ed infine riveste una certa rilevanza anche l’ammissione dell’accusato di essersi presentato quale agente di Polizia ad un transessuale dedito alla prostituzione in un appartamento di __________ “l’unico episodio di cui mi ricordi, in occasione del quale mi sono presentato come poliziotto e che vi è stata un po’ di tensione con un tras. Preciso che non si trattava di vera e propria tensione ma più di preoccupazione da parte del trans.” (Verbale PP di __________ del 4 settembre 2006, p. 4, AI 16).”

 

-        in merito ai bisogni istruttori atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é consolidata giurisprudenza (e dottrina):

 

“In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

         

E', inoltre, necessario che questa possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder           die Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

 

Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

Nello stesso senso, la CRP:

          

"I rischi di collusione e di inquinamento delle prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R. Hauser/E. Schweri, op. cit. § 68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"

(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)

 

-        a mente del magistrato inquirente non sarebbe ancora stato possibile procedere con il deposito degli atti dal momento che, nel corso del mese di gennaio 2007, è emerso che nel periodo tra febbraio ed aprile 2006, in due occasioni, una prostituta di nome __________ avrebbe avuto dei rapporti sessuali con un uomo il quale si sarebbe legittimato con una tessera quale agente di polizia al fine di ottenere e non pagare le prestazioni ottenute; è dunque necessario procedere con l’interrogatorio, anche a confronto con l’accusato, di __________ (identificata in __________) – che a dire del gerente dell’__________ di __________ dovrebbe rientrare in Ticino in questi giorni – e a quello del gerente dell’EP dove quest’ultima esercita la prostituzione (già sentito in Polizia, cfr. AI 86), nonché procedere con gli accertamenti richiesti il 12 gennaio 2007 alla Polizia cantonale (su suggerimento della difesa) e agli interrogatori delle prostitute e dei transessuali eventualmente reperiti dalla Polizia, tutto ciò con la presenza di un concreto e grave pericolo di collusione e di inquinamento delle prove dal momento che __________ potrebbe ottenere dalle persone coinvolte (testimoni e vittime) delle versioni di comodo e reciproci atti d’influenza, di qui la necessità della proroga del carcere preventivo richiesta;

 

-        a questo proposito è evidente che il reperimento di __________ ed il suo interrogatorio costituiscono atti istruttori di sicura importanza per l'inchiesta, per l’accertamento dei fatti e delle effettive responsabilità dell’accusato istante; se quanto avanzato dal teste __________ dovesse essere confermato dalla diretta interessata, indipendentemente dalla valutazione penale dei fatti in sé tale elemento sarebbe atto a corroborare le dichiarazioni degli atri testi o vittime in merito ad un modus operandi riconducibile all’accusato e ciò indipendentemente dal fatto che questo tassello dell’inchiesta sia da ricondurre ad una scoperta casuale degli inquirenti; anzi, proprio il fatto che tale scoperta degli inquirenti è da ricondurre ad un caso fortuito, e che la presunta vittima non abbia inteso rivolgersi in precedenza alla Polizia, è giustificato dal fatto (o viceversa sostanzia l’ipotesi) che queste persone (vittime e testi) sono sottoposte a pressioni e condizionamenti dovuti all’ambiente illegale e omertoso in cui sono costrette a vivere per lavorare, con riferimento a quanto avanzato dagli inquirenti secondo cui in questi mesi alla Polizia sarebbero giunte diverse segnalazioni di ulteriori vittime di fatti analoghi, senza che queste ultime si fossero presentate in Polizia per denunciare o testimoniare, stante la loro situazione di illegalità, e comunque sempre di precarietà, in Svizzera;

 

-        che può essere richiamato a questo proposito quanto affermato nella decisione 7 dicembre 2006 di questo giudice (inc. GIAR 369.2006.2, doc. 6):

 

“L’interrogatorio di queste persone è un tassello importante per l’inchiesta, proprio in considerazione delle peculiarità della stessa, che vede coinvolte vittime e testi cittadini stranieri, perlopiù soggiornanti illegalmente in Svizzera e facenti parte di un ambiente difficile quale quello della prostituzione. Le divergenze che emergono dai verbali delle varie persone interrogate stanno a significare che le stesse (che in parte neppure si conoscono) non si sono di certo accordate per accusare vanamente __________. Le incertezze sulle date in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati possono essere ricondotte allo stile di vita delle vittime le quali, per lavoro o per necessità, a volte imposte dalle Autorità, devono cambiare i loro programmi di residenza e di lavoro in determinato luogo.

Pure va considerata le difficoltà che le Autorità inquirenti devono affrontare per reperire ed interrogare vittime e/o testimoni. Non è per nulla casuale che l’unica prostituta che si è presentata tempestivamente e spontaneamente alla Polizia per denunciare il tentativo di rapina subito è stata __________, a beneficio di un permesso di dimora in Svizzera e regolarmente iscritta al registro delle prostitute tenuto dalla Polizia cantonale.

 

Il pericolo di collusione con queste persone, già sentite e ancora da sentire, esiste ed è concreto.

Emerge infatti in modo evidente dall'incarto che __________ sa come muoversi nell’ambiente delle prostitute e dei transessuali. Egli frequentava assiduamente il mondo della prostituzione e aveva contatti con diverse prostitute e diversi transessuali, ciò per sua stessa dichiarazione (verbale di Polizia di __________ del 14 agosto 2006, p. 3, verbale PP di __________ del 4 settembre 2006 p. 6) oltre che del teste __________ il quale ha dichiarato al PP che nel periodo in cui __________ gli faceva da autista riceveva numerose telefonate da prostitute alle quali si offriva per vari favori e che, oltre alle prostitute, frequentava anche dei transessuali (verbale PP di __________ del 23 novembre 2006, p. 3).

__________ sa come e chi contattare e conosce le debolezze caratteriali o dettate dalla situazione di illegalità o dall’ambiente di lavoro di queste persone, d’altronde è stata la stessa difesa a sostenere di volere ricercare dei “transessuali e/o comunque persone in grado di descrivere il carattere ed il comportamento di __________” e che “è praticamente impossibile per il sottoscritto legale senza l’aiuto del cliente, andare a ricercare persone con evidenti problemi di domicilio e dimora, che variano il nome a fantasia e che non hanno più contatti con il signor __________ oramai da mesi” (istanza, p. 2). ed è sempre la difesa a sottolineare che, “la maggior parte di essi risiede in Svizzera illegalmente ed un fermo di polizia corrisponde spesso e volentieri con l’allontanamento assortito da espulsione penale o amministrativa (osservazioni p.2).

Appare quindi concreto il rischio che __________, se messo in libertà provvisoria, si muova per contattare le persone ancora da interrogare, affinché non si facciano trovare dalla Polizia o lascino almeno il Ticino o, in caso si trovassero all’estero, non ne facciano ritorno. Come pure a concordare una versione da fornire agli inquirenti in caso di fermo da parte della Polizia.

Il fatto che questi ultimi saranno verosimilmente oggetto di procedimento penale (almeno per quanto riguarda il soggiorno illegale e l’esercizio abusivo della prostituzione), permette di ritenere come concreto il rischio di un accordo sulle dichiarazioni da fare al momento delle verbalizzazioni e/o dei confronti specialmente relativamente ai periodi di presenza di queste persone sul nostro territorio.

È pertanto necessario che i previsti interrogatori e confronti con tali persone avvengano senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.”

 

-        quanto appena ricordato vale, a maggior ragione, anche per la prostituta __________ che ha descritto quanto accaduto con un fantomatico poliziotto almeno ad una collega e al gerente dell’__________ di __________ presso cui lavorava, tanto che il gerente ha potuto riconoscere, tra 9 fotografie segnaletiche mostrategli dalla Polizia, quella di __________ affermando che questa persona era quella del falso poliziotto che aveva creato problemi alla __________; appare chiaro che è di primaria importanza che il PP possa interrogare questa persona, che dovrebbe tornare in Ticino in questi giorni (a detta del gerente dell’__________), nonché procedere ad un verbale a confronto con il gerente dell’__________, senza che __________ possa tentare di contattarli preventivamente per cercare di compiere atti di influenza nei loro confronti (soprattutto nei confronti di __________) al fine di migliorare la propria situazione processuale; lo stesso discorso, seppure con minore intensità, può essere fatto per l’audizione delle persone (prostitute o transessuali con i quali __________ avrebbe avuto frequenti contatti nel periodo 2005-2006) per cui il PP ha dato ordine alla Polizia, il 12 gennaio 2007, che venissero identificate e rintracciate;

 

 

-        la proporzionalità della carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della presenza di concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti e ancora da compiere, avuto riguardo alla difficoltà di assumere elementi probatori nel mondo della prostituzione, di persone perlopiù soggiornanti illegalmente in Svizzera e comunque in modo discontinuo, ed al comportamento istruttorio dell’accusato, è data; pure va ammessa nella sua eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli reati imputati ad __________, in particolare per le imputazioni di ripetuta rapina aggravata, subordinatamente di ripetuta estorsione e sequestro di persona e rapimento;

 

-        l’accusato è stato arrestato l’11 agosto 2006 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi sei mesi; in questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con sufficiente celerità, considerati diversi verbali, anche a confronto con testi e parti lese, davanti al PP nonché la difficoltà oggettiva di reperire testi e vittime correlata con i timori che questi ultimi hanno nel raccontare alla Polizia quanto a loro successo o quanto a loro conoscenza (preferendo a volte tacere archiviando i fatti subiti tra i “rischi del mestiere”), la proroga richiesta non è comunque del tutto rispetto del principio di proporzionalità, apparendo più congrua alla procedura una proroga di un mese che potrà permettere al PP di procedere (o concludere) con gli atti istruttori ritenuti necessari e le incombenze procedurali;

 

-        i reati di cui è accusato __________ sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta perlopiù di crimini e con un minimo edittale di pena di un anno) considerata poi la reiterazione a delinquere e, in caso di condanna, il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari alla completazione dell’inchiesta ed ai passi procedurali che ne conseguono, in pieno rispetto del principio della proporzionalità, con il formale invito all’attenzione dei precetti di celerità (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPPT) che vuole contenimento della possibile carcerazione preventiva, quale richiamo e quale necessità di controllo d’ufficio del trascorrere del tempo;

 

-        in conclusione, constatata l'esistenza di gravi indizi di reato, bisogni dell’istruzione e pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, nonché rispetto del principio di proporzionalità della carcerazione (sofferta e da soffrire) nei termini suesposti, l'istanza è parzialmente accolta ed è concessa una proroga del carcere preventivo a cui è astretto __________ di un mese, cioè sino all’11 marzo 2007 compreso.

 

 

 

P.Q.M

 

 

 

viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 140 cifra 1 e 2, 156, 181, 183, 189, 287 CP, 19 cifra 1 e 19a LStup, 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,

 

 

 

decide

 

 

 

1.  L'istanza è parzialmente accolta.

§.    Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato di 1 (uno) mese e verrà a scadere l’11 marzo 2007 (compreso).

 

 

2.  Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.  Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

4.  Intimazione:

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice Claudia Solcà