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Incarto n. |
29 ottobre 2009 |
In nome |
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Edy Meli |
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sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria presentata il 21/22 ottobre 2009 da |
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__________, attualmente in detenzione preventiva c/o __________ (patrocinato dall’Avv. __________, __________) |
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e qui trasmessa con preavviso negativo del 26/27 ottobre 2009 da |
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Procuratore pubblico Antonio Perugini, Ministero pubblico |
viste le osservazioni della difesa (28 ottobre 2009);
visto l’incarto MP __________;
ritenuto e considerato
in fatto ed in diritto
1.
__________ è stato arrestato il 27 maggio 2009 e nei suoi confronti è stata promossa l’accusa per titolo di infrazione aggravata alla LF sui prodotti stupefacenti. L’arresto è stato confermato da questo giudice il 28 maggio 2009, ritenuta la presenza di gravi indizi di reato, pericolo di collusione/inquinamento delle prove e pericolo di recidiva (doc. 2, 1 e 3, inc. GIAR 265.2009.1).
2.
In buona sostanza, le accuse mosse a __________ concernono, da un lato l’acquisto, a __________ nel novembre 2008, di ca. 300 gr. di cocaina destinata alla vendita al dettaglio in ________ (e l’eventuale vendita effettiva), dall’altro l’organizzazione e il finanziamento di alcuni viaggi (almeno quattro, tra il novembre 2008 ed il maggio 2009) in __________ finalizzati all’acquisto di 1 o 2 kg di cocaina (ogni viaggio), da trasportare in __________ per lo smercio. L’accusato si sarebbe avvalso della collaborazione di terzi per contatti, viaggi e spedizioni di denaro.
I viaggi non sarebbero andati a buon fine nella misura in cui, in alcuni casi sono insorte difficoltà al momento dell’acquisto/presa in consegna della merce, in altri il trasportatore è stato arrestato all’inizio o durante la fase del rientro in __________. In particolare, il 24 maggio 2009, __________ (fratello dell’accusato) e __________, sono stati arrestati a __________ mentre rientravano dal __________ con ca. 2 Kg. di cocaina (cfr. doc. 2, inc. GIAR 265.2009.1, in particolare l’allegato 1).
3.
L’inchiesta coinvolge numerose persone (alcune delle quali attualmente detenute all’estero: oltre a quanto già indicato al considerando n. 2, risulta che tale __________ è stato arrestato in __________ nel mese di marzo 2009 - cfr. allegato ad AI 3.13 - mentre si apprestava a rientrare in __________ con 1,059 kg di cocaina), che sembrano ruotare attorno alla figura di __________.
Dall’elenco atti dell’incarto MP __________ si constata che l’inchiesta si è sviluppata mediante la raccolta di documentazione (da CT, da agenzie di viaggio, da agenzie di spedizione di denaro), la verbalizzazione degli accusati in __________ e di alcuni testi. Inoltre, le persone arrestate in __________ (in quanto trovate in possesso di cocaina al rientro dal __________) sono oggetto di una procedura d’estradizione e le autorità francesi hanno chiesto a quelle svizzere di assumere il procedimento (cfr. AI separazione 8).
4.
Con l’istanza qui in discussione (doc. 1, inc. GIAR 265.2009.3) __________ chiede di essere posto in libertà provvisoria, con deposito del passaporto quale misura sostitutiva.
Circa i fatti imputati, afferma che la sostanza acquistata a __________ (200 g a suo dire) non è praticamente stata messa in circolazione (per cattiva qualità della stessa) e che i quattro viaggi in __________ si sono rivelati un fallimento: lo stupefacente non è mai arrivato in __________ e il tutto si é concluso con rilevanti perdite finanziarie da parte sua. Inoltre, aggiunge che lo scopo dei viaggi da lui organizzati (rispettivamente effettuati) era, ogni volta, quello di acquistare unicamente 1 kg di cocaina e ciò varrebbe anche per quello effettuato dal fratello fermato a __________ con 2,5 kg di merce.
Dalle circostanze indicate desume che le imputazioni a suo carico (per i viaggi in __________, in particolare) debbono essere qualificate come tentativo, che l’ipotesi aggravata non regge e che per il viaggio interrotto a __________ non sarebbe neppure data la competenza svizzera.
Nel contempo, sempre a suo dire, avendo ammesso le proprie responsabilità, non vi sono più necessità istruttorie atte a giustificare la carcerazione preventiva e l’inchiesta è da concludere, non potendosi attendere i tempi lunghi dell’estradizione del fratello.
Da ultimo, dopo aver richiamato il principio secondo cui la gravità della pena (presumibile) da sola non basta a giustificare la carcerazione preventiva, l’accusato istante ritiene che nel suo caso (reato tentato e non consumato) la pena dovrebbe essere inferiore ai 29 mesi e sostiene necessità di riprendere la sua attività lavorativa (gestione di un bar a __________, attualmente assicurata con difficoltà da parenti).
Lamenta anche il fatto che non gli siano stati messi a disposizione alcuni verbali.
5.
Nel preavviso negativo (doc. 2, inc. GIAR 265.2009.3), il magistrato inquirente afferma che l’inchiesta, seppur in fase avanzata, non è conclusa e che nei confronti di __________ sono ancora presenti pericolo di collusione e di recidiva.
In proposito, indica (con riferimento a specifici atti d’inchiesta) come la versione resa dall’accusato (solo 1 kg per viaggio di sua pertinenza, il resto rimanendo di pertinenza dei fornitori _____, trasportato a credito per loro conto e di destinazione finale ignota) contrasti sia con logica (e anche il solo buon senso), sia con le somme investite globalmente nelle operazioni (oltre FRS 70'000.-). Solo l’audizione dei corrieri/correi in estradizione dalla __________ permetterà, secondo il magistrato inquirente, miglior chiarimento dei fatti e delle sue (dell’accusato) effettive responsabilità. Quanto alle tesi giuridiche avanzate dall’istante (reato solo tentato), il magistrato inquirente si limita a ritenerle suggestive e si rimette al giudizio del GIAR.
Aggiunge che il pericolo di collusione è da porre in relazione alle persone oggetto della domanda di estradizione (che dovranno essere sentite) e concretizzato da pregressi tentativi di contatto messi in opera da __________ sia con i correi detenuti alla __________, sia con uno di quelli detenuti in __________ (anche qui con specifici rinvii agli atti).
Quanto al pericolo di recidiva, il Procuratore lo individua sia nei tentativi di collusione messi in atto, sia nella bagatellizzazione operata dall’accusato (in sede di Istanza) circa il suo agire, come pure nelle dichiarazioni dell’accusato stesso nell’ultimo verbale (AI 3.13).
In conclusione del preavviso negativo, il magistrato inquirente afferma che l’inchiesta è stata condotta nel rispetto del principio di celerità e che la carcerazione preventiva cui è astretto __________ è ancora rispettosa del principio di proporzionalità.
6.
Con osservazioni del 28 ottobre 2009 (doc. , inc. GIAR 265.2009.3), la difesa ripropone i fatti oggetto d’inchiesta (già indicati nell’istanza), afferma che l’estradizione dei due correi detenuti in __________ è tutt’altro che scontata (per l’asserita competenza francese) e che la conclusione dell’inchiesta non può dipendere da tale attesa.
Contesta, inoltre, che si possa parlare di FRS 70'000.- destinati a finanziare l’acquisto di cocaina vista la necessità di far fronte ad altre spese. Ribadisce che l’intenzione d’acquisto è limitata ad 1 kg per viaggio e che lo stupefacente non è mai entrato in circolazione.
Per quanto concerne il pericolo di collusione, afferma che gli altri coimputati sono stati rilasciati (quindi potrebbero colludere tra loro), che i contatti con i detenuti in __________ non sono possibili e l’accusato non ha mai preso iniziative in tal senso. In merito al pericolo di recidiva precisa che non è intenzione dell’accusato proseguire o riprendere “il traffico di droga”, attività che gli ha causato pesanti perdite finanziarie.
Conclude riconoscendo celere conduzione dell’inchiesta e ribadendo di non aver avuto accesso ad atti specificamente richiesti.
7.
Delle altre indicazioni, considerazioni o argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei considerandi che seguono.
8.
La persona accusata e detenuta è certamente legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore pubblico, ricevuto da questo ufficio il 27 ottobre 2009 (con consegna alla posta il 26 ottobre 2009), è rispettoso del termine di cui all'art. 108 cpv. 2 CPP (ritenuta la ricezione dell’istanza il 22 ottobre 2009 e la presenza di due giorni festivi: art. 20 CPP), quindi tempestivo e ricevibile in ordine.
9.
I principi che reggono la materia, sebbene noti al difensore ed al magistrato inquirente, possono essere così riassunti:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
10.
Preliminarmente, e sulla questione del mancato accesso ad alcuni atti (in prevalenza verbali) lamentato dalla difesa, si rileva che le richieste indirizzate al magistrato inquirente sono effettivamente agli atti (AI 9.6, 9.16, 9.34 e 9.57) e, apparentemente, rimaste senza risposta (se si eccettua quella di cui all’AI 9.25). Nel contempo, non risultano, a questo giudice, reclami contro tale pretesa omissione (in essere da perlomeno fine luglio/inizio agosto 2009).
Inoltre, si deve anche constatare che neppure a questo ufficio (a seguito dell'istanza di libertà provvisoria e ai fini della formulazione di osservazioni) è stato chiesto di poter visionare l’incarto che accompagna il preavviso negativo (DTF 9 luglio 2004, 1S 1/2004).
Ne consegue che la questione non può essere oggetto specifico del presente reclamo (cfr. per analogia DTF 14 gennaio 2005, 1S.15/2004).
11.
a)
L'esistenza di gravi indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio (anche in assenza di contestazioni da parte dell’accusato), pur nei limiti di competenza di questo giudice che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato, con conseguente inopportunità di considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio (GIAR 15 marzo 2007, 28.2007.3; si veda, nello stesso senso, CRP 17.11.2005, 60.2005.357).
b)
Nel caso in esame, non occorrono grandi disquisizioni per accertare l’esistenza, in capo a __________, di sufficienti indizi per le ipotesi di reato oggetto di promozione dell’accusa. Gli stessi emergono dalle dichiarazioni dell’accusato davanti al Procuratore pubblico (AI 3.5 e 3.13), così come da quelle di correi/complici (AI 3.3, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12). Tali dichiarazioni trovano riscontri (per l’essenziale) nei sequestri effettuati in __________ nei confronti di __________ (__________) __________ (cfr. Allegato al verbale __________ AI 3.13) ed a __________ nei confronti di __________ e __________ __________ (All. 1 al Rapporto d’arresto, doc. 2, inc. GIAR 265.2009.1), nonché nella documentazione raccolta in relazione ai viaggi effettuati all'estero (AI separazione 6) ed ai trasferimenti di denaro in __________ (AI separazione 7).
c)
Tali indizi concernono sia l’imputazione di acquisto di cocaina a __________ (il quantitativo sembra essere stato stabilito in gr. 200: AI 3.13 pag. 2) sia quella relativa ai viaggi in __________ aventi quale finalità l’acquisto, il trasporto e l’importazione di cocaina in __________. Quanto ai quantitativi, di volta in volta oggetto delle intenzioni di acquisto dell’accusato (indicate in 1 kg), basterà rilevare che se quanto sequestrato al nominato __________ corrisponde a poco più di 1 Kg, quanto sequestrato a __________ e __________ corrisponde ad almeno 2 kg (cfr. AI citati sopra e AI 8.8). Inoltre, il correo __________ (autore di uno dei viaggi) parla di un “mandato” per kg 1,5 (AI 3.2 pag. 2).
d)
Pacifico che anche nel caso in cui fosse accertato che i quantitativi oggetto delle operazioni poste in essere dal qui accusato non superassero il chilogrammo per viaggio, l’ipotesi di infrazione aggravata alla LFStup regge: trattandosi di messa in pericolo astratta, l’effettiva messa in circolazione non è determinante per la consumazione del reato (DTF 118 IV 205). L’art. 19 LFStup conferisce carattere autonomo (per così dire), che può essere integralmente consumato, ad ogni operazione prevista dai singoli capoversi della norma, compresi gli atti preparatori (art. 19 cifra 1 cpv. 6).
Quanto alla competenza svizzera si rinvia agli artt. 6 e 8 CP, 24 LFStup, nonché agli AI 8.8 e 8.9, dai quali si evince che le autorità francesi hanno chiesto alle autorità svizzere di assumere il procedimento contro le due persone arrestate in __________ e il Ministero pubblico ha dichiarato di accettare tale competenza.
12.
a)
Il magistrato inquirente afferma l'esistenza (e persistenza) del pericolo di collusione, in particolare nei confronti delle persone attualmente detenute in __________ e oggetto di una domanda di estradizione (e di assunzione del relativo procedimento), la cui audizione è indicata come estremamente importante per la definizione dell’esatto ruolo e responsabilità di __________.
b)
Come già ripetutamente detto (per tutte GIAR 10.7.2006, 222.2006.2), i bisogni istruttori atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale si identificano con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) delle prove (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19).
c)
Nel caso in esame, la posizione assunta da __________, così come riassunta nell’istanza di libertà provvisoria, che limita i quantitativi oggetto di ogni singolo viaggio ad un chilogrammo, contrasta con altre emergenze istruttorie (cfr. cons. 11.c. della presente) che indicherebbero quantitativi maggiori. Nel contempo, dalle sue stesse dichiarazioni si evince che egli assegnerebbe un ruolo fondamentale nella vicenda a __________, sia per la concretizzazione dei viaggi, sia per i contatti in __________ e, conseguentemente, per le relative decisioni circa gli importi effettivamente ordinati e/o presi in consegna (cfr. AI 3.5, in particolare pp. 1 e 2, 5).
È pertanto indubbio che le audizioni del fratello __________ e di __________, arrestati a __________ con 2 kg di cocaina, siano rilevanti per il chiarimento della fattispecie e delle rispettive eventuali responsabilità, così come per il chiarimento dell’ipotesi secondo cui i trasporti contemplavano anche merce di pertinenza dei soli _____. Altrettanto indubbio l’interesse a che l’inchiesta e il procedimento siano riuniti e gestiti dalla stessa autorità (DTF 116 Ia 305).
d)
Nel contempo, va pure constatato che, da un lato le dichiarazioni di __________ appaiano comunque volte a limitare le sue responsabilità (si veda, ad esempio, il contrasto con __________ circa i quantitativi, rispettivamente la modifica della versione circa il destino dei 200 grammi acquistati a __________ dopo la prospettazione delle dichiarazioni di terzi, acquirenti, in proposito: cfr. AI 3.5 pag. 5 e AI 3.13 pag. 4), dall’altro i tentativi di contatto (diretto o tramite terzi) con codetenuti al carcere giudiziario, ma anche con lo stesso __________ in __________, emergono dall’incarto (cfr. AI 3.8 pag. 4, AI 9.6 e in particolare il Rapporto di segnalazione di cui all’AI 2.14 che da atto di un tentativo in tal senso cui la madre di __________ non ha dato seguito, preferendo segnalarlo agli inquirenti). Va precisato, per miglior comprensione e completezza di quanto appena detto, che in __________ i due detenuti (quindi sia __________ che il fratello dell’accusato) parrebbero già fruire dei colloqui liberi perlomeno con i famigliari (come hanno segnalato gli stessi genitori dell’accusato : AI 9.42).
e)
In considerazione di tutto quanto sopra esposto e dei rapporti di parentela con l’uno e della possibile convergenza di interessi con l’uno e l’altro dei correi detenuti in __________ (foss’anche solo per i viaggi precedenti a quello conclusosi con arresto e sequestro), il pericolo di collusione deve essere ritenuto ancora presente, concreto e relativo ad accertamenti (volti a determinare se i quantitativi oggetto dei viaggi fossero nell’ordine dei 4 kg o nell’ordine dei 6/7 kg, nonché se l’effettivo ruolo dell’accusato fosse “solo” quello di finanziatore come egli pretende nell’istanza) non di poca importanza o marginali.
13.
a)
Stabilita l’esistenza di una delle condizioni alternative che, in uno con la presenza di gravi indizi di reato, possono giustificare l’arresto, ci si potrebbe astenere dall’analizzare se sia presente anche la seconda indicata dall’inquirente, cioè il pericolo di recidiva.
Nel caso in esame, tuttavia, appare opportuno esprimersi in merito, perlomeno a titolo abbondanziale.
b)
Il pericolo di recidiva consiste nel rischio che l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF 105 Ia 26). Trattasi di nozione comunque relativamente estesa: l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda, Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5 ad art. 59). Neppure la gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione), condizione la cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84), da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere debitamente considerata (DTF 21.1.2005, 1P.750/2004; DTF 25.4.2006, 1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154).
Occorre che l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005, 1P.750/2004).
c)
Nel caso in esame, e sulla base degli atti prodotti dal Ministero pubblico, più di un elemento (concreto) concorre a fondare la possibile presenza di un concreto pericolo di recidiva.
Innanzitutto le modalità di commissione di quanto imputatogli e le motivazioni ad agire addotte. Dopo il (preteso) fallimento dal profilo economico dell’acquisto effettuato a __________, l’accusato non ha esitato più di tanto ad imbarcarsi in una operazione più importante e rischiosa (per i quantitativi trattati e la necessità di operare passaggi di frontiera), coinvolgendo terzi (spesso diversi) per il trasporto materiale e la trasmissione di denaro (con conseguente riduzione dei rischi personali, rispettivamente quelli di individuazione e connessione tra le varie operazioni/trasferte; si veda anche quanto dichiarato in relazione all’acquisto a __________: “io ci ho messo materialmente CHF 16'000.- ma volevo rimanere il più lontano possibile da un mio diretto coinvolgimento materiale nella consegna della droga ed è per quello che siamo andati con 2 auto e non con una sola” AI 3.5 pag. 5), reiterandola (per pretesi insuccessi, sempre dal profilo economico) e proseguendola anche dopo l’arresto di un correo in __________ nel marzo 2009 (si veda il viaggio del fratello arrestato poi a __________). Il tutto per pretese difficoltà economiche (se tali erano effettivamente visto il dichiarato ricavo giornaliero dall’esercizio pubblico da lui gestito: cfr. AI 3.5 pag. 16) che, sempre secondo le sue dichiarazioni (Istanza pag. 7, Osservazioni pag. 5) non solo sono rimaste tali, ma si sono aggravate.
d)
Quanto riportato al punto precedente evidenzia, nell’agire dell’accusato, una escalation e una perseveranza (con correlata assenza di scrupoli) non indifferente. Nel contempo, appare estremamente difficile valutare l’effetto deterrente reale del procedimento in corso (con relativa detenzione cautelare) sull’accusato (privo di precedenti) allorquando, accanto ad alcune affermazioni contenute negli scritti indirizzati al Procuratore pubblico (che affermano comprensione dell’importanza fondamentale della libertà su ogni altro elemento della vita: per tutte AI 9.14), ve ne sono altre che non sembrano andare nella stessa direzione (si veda l’idea di riprendere la gestione del bar, evitare il mondo della droga ma, se del caso, “operare nell’ambito dell’imprenditorialità legata al mondo della prostituzione” grazie ai contatti avuti “ora con altri detenuti”, segnalata al magistrato inquirente nell’AI 3.13 pag. 13). Il fatto che tali affermazioni siano state formulate davanti al magistrato inquirente, pone interrogativi maggiori per quanto concerne la comprensione (se si preferisce della capacità di valutazione) da parte dell’accusato della gravità di quanto gli viene imputato.
e)
In conclusione, un pericolo di recidiva, perlomeno residuo ed in questa fase della procedura, non può essere escluso.
14.
a)
Accertata la concreta presenza di gravi indizi di reato, pericolo di collusione e (perlomeno residuo) pericolo di recidiva, resta da determinare se la detenzione preventiva cui è astretto __________ sia ancora rispettosa di proporzionalità.
b)
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
Nel caso in esame, il rischio di pena in caso di condanna è certamente superiore al carcere preventivo sin qui sofferto (poco più di cinque mesi) e quello eventualmente ancora da soffrire: i fatti imputati sono crimini che prevedono una pena edittale minima corrispondente a 12 mesi (art. 19 cifra 2 LFStup) e non va dimenticato che, anche nell’ipotesi più favorevole gli indizi concernono operazioni per quantitativi globali superiori ai 4 kg. Lo stesso accusato ipotizza, invocando il solo tentativo, una pena non superiore ai 29 mesi (Istanza pag. 7).
Si ricorda, inoltre, che (di principio), l’eventualità di una sospensione condizionale non ha da essere analizzata per l’applicazione del criterio di proporzionalità della carcerazione preventiva (DTF 125 I 60).
c)
È indiscutibile che gli inquirenti abbiano sinora proceduto con celerità (come riconosciuto anche dalla difesa in sede di osservazioni). L’inchiesta non registra tempi morti, tenuto conto delle esigenze derivanti dalla sua tipologia (coinvolgimento di più persone, estensione nel tempo dei fatti e svolgimenti in più stati/continenti); chi agisce con terzi e/o con modalità transfrontaliere, deve sopportare le conseguenze (la tempistica) che ne derivano per la raccolta delle prove, conseguenze "inevitabili e fisiologiche a comportamenti illeciti transfrontalieri" e al fatto di "agire non da solo ma con altri" (CRP 7 marzo 2007, inc. 60.2007.73).
Certo, quest’ultimo principio trova i suoi limiti nell'altro principio, quello della proporzionalità; ciò significa che la durata della carcerazione preventiva non dipende esclusivamente dalle prove ancora da assumere, ma anche dai tempi d'inchiesta (cfr. GIAR 19 agosto 1999, inc. 386.99.9).
Nel caso in esame, tuttavia l’attesa dell’estradizione dei correi appare ancora (oggi) giustificata, a maggior ragione quando, come nel caso specifico, è stata già concordata l’assunzione del procedimento (contro gli estradandi) da parte dell’autorità svizzera in ragione dell’importanza a procedere con un unico procedimento (cfr. cons. 12.c e 12.e), se del caso, con un unico dibattimento e non si hanno notizie di opposizioni all’estradizione o particolari lungaggini per la sua esecuzione.
15.
In conclusione, alla luce di tutto quanto sopra esposto, in capo a __________ sono presenti gravi e concreti indizi di reato, pericolo di collusione (residuo), pericolo di recidiva, come meglio descritti ai considerandi che precedono. La detenzione sin qui sofferta, così come quella prevedibilmente da soffrire (dettata da esigenze effettive dell'istruttoria) non violano il principio di proporzionalità. Nel contempo la conduzione dell'inchiesta non evidenzia lesioni dell'obbligo di celerità.
L’istanza di libertà provvisoria presentata il 21/22 ottobre 2009 deve pertanto essere respinta.
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt.. 19 LFStup, 95 ss., 96, 108, 284 CPP; 9, 10, 31 CF, 5 cifra 3 CEDU;
decide
1. L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.
2. Non si prelevano tasse e spese.
3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.
4. Intimazione:
giudice Edy Meli