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Incarto
n. DA 1186/2003 |
Bellinzona
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Sentenza In nome |
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Il Giudice della Pretura penale |
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Claudio Rotanzi |
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sedente con Michele Maggi in qualità di Segretario assessore, per giudicare
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__________ __________, fu __________ e fu __________ nata __________, nato a __________ il __________.1940, cittadino italiano, domiciliato a __________, Via __________, coniugato, commerciante; difeso da: Avv. __________, __________
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prevenuto colpevole di truffa
per avere,
a __________, nel corso del mese di aprile del 2002, a scopo d'indebito profitto, in correità col proprio dipendente __________ __________, allestendo l'elenco della refurtiva asportata in occasione del furto subito il 6.4.2002 presso la sua stazione di rifornimento __________ __________, dando disposizioni affinché fossero indicati come sottratti anche articoli che in realtà non lo erano stati,
ingannato astutamente il funzionario dell'assicurazione __________, così da percepire un risarcimento superiore di fr. 4'000.-- a quanto realmente dovuto;
fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e luogo;
reato previsto dall'art. 146 cpv. 1 CP;
perseguito con decreto d'accusa no. __________/__________ del __________ 2003 del Procuratore Pubblico, Moreno Capella che propone la condanna del prevenuto
1. Alla pena di 30 (trenta) giorni di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.
2. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.- (cento) e delle spese giudiziarie di fr. 200.- (duecento).
ed inoltre - ordina la disgiunzione del presente procedimento penale da quello a carico di __________ __________;
- La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall'art. 80 CP, rispettivamente dall'art. 41 cifra 4 CP.
vista l'opposizione interposta tempestivamente in data 16 aprile 2003 dall'accusato;
indetto il pedissequo dibattimento 28 novembre 2003, al quale hanno partecipato il prevenuto assistito dal proprio difensore;
accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;
sentito il Procuratore pubblico, il quale postula la conferma del decreto d’accusa impugnato;
sentito il difensore, il quale chiede il proscioglimento dell’accusato per non avere
commesso i fatti e, subordinatamente, in applicazione del principio penale ‘in
dubio pro reo’;
posti a giudizio i seguenti quesiti
1. È __________ __________ colpevole di
truffa
per avere, a __________, nel corso del mese di aprile del 2002, a scopo d'indebito profitto, in correità col proprio dipendente __________ __________, allestendo l'elenco della refurtiva asportata in occasione del furto subito il 6.4.2002 presso la sua stazione di rifornimento __________ __________e, dando disposizioni affinché fossero indicati come sottratti anche articoli che in realtà non lo erano stati,
ingannato astutamente il funzionario dell'assicurazione __________, così da percepire un risarcimento superiore di fr. 4'000.-- a quanto realmente dovuto;
2. In caso di risposta affermativa al quesito no.1, se deve
essergli inflitta una pena, di che natura ed in che misura.
3. In caso di risposta affermativa al quesito no. 2, se deve essere
concessa la sospensione condizionale della pena e per quale
lasso di tempo.
4. In caso di risposta affermativa al quesito no. 2., se la condanna deve essere
iscritta a casellario giudiziale e cancellata trascorso il periodo fissato dall’art.
80 CPS, rispettivamente dall’art. 41 cifra 4 CPS.
5. In caso di risposta affermativa al quesito 1., se devono
essere accollate al condannato le tasse e le spese di giudizio e in quale misura.
letti ed esaminati gli atti;
preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;
richiamati gli artt. 1 cpv. 3 , 257 e segg., 273 e segg. CPP;
rispondendo negativamente al quesito 1 e venendo contestualmente a cadere tutti gli altri quesiti;
proscioglie __________ __________, fu __________ e fu __________ nata __________, nato a __________ il __________.1940, cittadino italiano, domiciliato a __________, Via __________, coniugato, commerciante,
dall’accusa di truffa in applicazione del principio “in dubio pro reo”;
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Intimazione a: |
__________ __________, Via __________, __________, Procuratore Pubblico Moreno Capella, Via __________, __________, Avv. __________ , __________, __________ __________, Ministero pubblico della Confederazione, __________ Comando della Polizia cantonale, __________, Ufficio dei Giudici dell'Istruzione e dell'Arresto, __________. Sezione dei Permessi e dell’Immigrazione, __________
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La sentenza è definitiva.
Il giudice: Il segretario assessore: