Incarto n.
10.2009.106

DA 417/2009

Bellinzona

26 agosto 2009

 

Sentenza

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il Giudice della Pretura penale

Siro Quadri

 

sedente con Dusca Schindler in qualità di Segretaria per giudicare

 

 

ACCU 1

 

prevenuta colpevole di         diffamazione,

                                        per avere, a __________, in data imprecisata nel corso del mese di febbraio 2008, comunicando con un terzo, reso sospetta una persona di condotta disonorevole e meglio, per avere, comunicando con il signor __________, reso sospetta la minorenne CIVI 1, di essere l’autrice delle scritte ingiuriose rinvenute sui muri del condominio sito in Via __________ a __________;

 

                                        fatti avvenuti nelle riferite circostanze di tempo e di luogo;

                                       

                                        reato previsto dall’art. 173 CP; richiamato l’art. 42 CP;

 

perseguita                         con decreto d’accusa del 29 gennaio 2009 n. 417/2009 del AINQ 1 che propone la condanna:

                                 1.     Alla pena pecuniaria di fr. 150.-, (centocinquanta), corrispondente a 5 (cinque) aliquote da fr. 30.00 (trenta) – (art. 34 e seg. CP).
L'esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni (art. 42 e seg. CP).

                                 2.     Alla multa di fr. 200.- (duecento), con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di 2 (sette) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

                                 3.     Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 50.- e delle spese giudiziarie di fr. 50.-.

 

ed inoltre                           la condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo previsto dall’art. 369 CP;

 

 

vista                                  l'opposizione interposta tempestivamente in data 9 febbraio 2009 dall'accusato;

 

indetto                               il dibattimento 26 agosto 2009, al quale ha preso parte unicamente l’accusata, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando la conferma del decreto d'accusa impugnato;

 

preso atto                          che la parte civile, nonostante abbia provocato il presente procedimento, non è comparsa al dibattimento: la citazione inviata raccomandata è stata impostata, distribuita al suo domicilio, ma non è stata ritirata (avendo RA 1 comunicato all’Ufficio postale di trattenere la corrispondenza fino al 3 settembre 2009). Si rileva che già la precedente citazione, emessa prima del rinvio del dibattimento, non è stata ritirata dalla parte civile, in questo caso senza che essa abbia dato l’ordine di rattenere la corrispondenza alla Posta;

 

il giudice                            considera la citazione valida per applicazione in analogia delle norme del Codice di procedura civile, che impongono alla parte (quindi anche alla parte civile in un processo penale) di ritirare la corrispondenza con la precisazione che, in caso di mancato recapito, il settimo giorno la citazione è considerata regolarmente intimata;

 

accertate                           le generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata, che non riconosce alcuna pretesa alla parte civile;

 

sentita                               da ultimo l'accusata, che dichiara di non ritenersi colpevole e di non avere interposto opposizione al decreto d’accusa unicamente per porre immediatamente fine alla questione;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti

 

                                 1.     È l’accusata autrice colpevole di diffamazione?

 

                                 2.     In caso di risposta affermativa al quesito che precede, quale dev’essere la pena?

 

                                 3.     L’eventuale pena dev’essere sospesa condizionalmente?

 

                                 4.     Devono essere riconosciute pretese di parte civile?

 

                                 5.     Chi sopporta gli oneri processuali?

 

letti ed esaminati                gli atti;

preso atto                          che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;

 

visti                                   gli artt. 173 CP; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti;

 

 

dichiara                           ACCU 1

                                        autrice colpevole di diffamazione, ex art. 173 CP, per i fatti compiuti nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. 417/2009 del 29 gennaio 2009;

 

 

condanna                         ACCU 1

 

                                 1.     alla pena pecuniaria di 5 (cinque) aliquote giornaliere di fr. 30.00 (trenta), per un totale di fr. 150.00 (centocinquanta);

                                  §     l’esecuzione della pena è sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni;

                                       

                                 2.     alla multa di fr. 200.00 (duecento);

                                  §     in caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata
in 2 (due) giorni (art. 106 cpv. 2 CP);

 

                                 3.     al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 100.00;

 

 

carica                               alla parte civile una tassa di giustizia di fr. 50.00 e spese di cui al presente incarto;

 

 

precisa                             che in caso di richiesta di motivazione scritta, la tassa di giustizia verrà aumentata di fr. 400.00;

 

 

rinvia                                la parte civile al foro civile per eventuali pretese;

 

 

comunica                          che la condanna sarà iscritta a casellario giudiziale e cancellata trascorso il periodo fissato dall’art. 369 CP;

 

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

 

 

Intimazione a:

 

 

 

 

                                        Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,

                                        Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

                                        Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

 

La sentenza è definitiva.

 

terzi implicati

P_GLOSS_TERZI

Il giudice:                                                                                 La segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico di ACCU 1

 

                                        fr.                       200.00       multa

                                        fr.                         50.00       tassa di giustizia

                                        fr.                         50.00       spese giudiziarie

                                                                                                                                                           

                                        fr.                      300.00       totale

 

 

Distinta spese                    a carico di RA 1,

 

                                        fr.                         50.00       tassa di giustizia

                                        fr.                         50.00       spese giudiziarie

                                                                                                                                                          

                                        fr.                      100.00       totale