Incarto n.
10.2009.372

DA 2578/2009

Bellinzona

16 marzo 2010

 

Sentenza

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il Giudice della Pretura penale

Damiano Stefani

 

sedente con Prisca Claudia Renella in qualità di segretaria per giudicare

 

 

ACCU 1 ,

difeso da: DI 1

 

prevenuto colpevole di         vie di fatto,

                                        per avere, durante un diverbio con CIVI 1, appoggiando la fronte contro quella di quest’ultimo e spingendolo all’indietro, commesso su di lui vie di fatto, senza tuttavia cagionargli un significativo danno al corpo o alla salute;

 

                                        fatti avvenuti il 5 giugno 2008 a __________;

 

                                        reato previsto dall’art. 126 CPS;

 

perseguito                         con decreto d’accusa del 8 giugno 2009 n. 2578/2009 del AINQ 1 che propone la condanna:

                                        1.  Alla pecuniaria di 5 (cinque) aliquote giornaliere da fr. 30.-- cadauna (art. 34 e segg. CPS), corrispondenti a complessivi fr. 150.--.

                                             L’esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni (art. 42 e segg. CPS).

                                        2.  Alla multa di fr. 100.--, ritenuto che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 1 (art. 106 cpv. 2 CPS).

                                        3.  Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 50.-- e delle spese giudiziarie di fr. 50.--.

                                        4.  La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo previsto dall’art. 369 CPS;

 

vista                                  l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente il 16 giugno 2009 dall’accusato;

 

indetto                               il dibattimento 16 marzo 2010, al quale hanno partecipato l’accusato ed il suo difensore, mentre il Procuratore Pubblico ha rinunciato a presenziare postulando la conferma del decreto d’accusa, così come il patrocinatore degli eredi della parte civile, il quale ha parimenti chiesto l’accoglimento dell’istanza di risarcimento;

 

accertate                           le generalità dell’accusato, data lettura del decreto d’accusa, proceduto all’interrogatorio dell’accusato e della teste;

 

sentito                               il difensore, il quale chiede che l’imputato venga assolto dall’accusa di vie di fatto, preso atto delle chiare dichiarazioni dell’unica teste che ha assistito fatti, e contesta ogni pretesa di parte civile;

 

sentito                               da ultimo l’accusato;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

                                        1.    L’imputato è autore colpevole di vie di fatto per i fatti commessi nelle circostanze descritte nel decreto d’accusa in questione?

                                        2.    Quale deve essere l’eventuale pena?

                                        3.    Possono essere riconosciute e, se sì in che misura, le pretese avanzate dagli eredi della parte civile con istanza dell’8 febbraio 2010, oppure deve esservi rinvio al competente foro civile?

                                        5.    A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio?

 

letti ed esaminati                gli atti;

preso atto                          che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all’art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;

 

visti                                   gli art. 34 segg., 42 segg., 126 CPS; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti;

 

 

proscioglie                       ACCU 1

 

                                        dall’accusa di:

                                        vie di fatto, art. 126 cpv. 1 CPS,

                                        per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 2578/2009 dell’8 giugno 2009;

 

 

carica                               la tassa di giustizia e le spese allo Stato;

 

 

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni dal dibattimento e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

 

 

Intimazione a:

 

 

 

 

 

 

e a:                                   Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        Ufficio del Giudice dell’istruzione e dell’arresto, Lugano.

 

 

La sentenza è definitiva.

 

 

Il giudice:                                                                                 La segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico dello Stato,

 

 

                                        fr.                       150.00       tassa di giustizia

                                        fr.                       150.00       spese giudiziarie

                                        fr.                         50.00       teste                     

                                        fr.                      350.00       totale