Incarto n.
30.2008.218

3019/UPA

Bellinzona

28 aprile 2010

 

Sentenza

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il Presidente della Pretura penale

Marco Kraushaar

 

sedente con Prisca Claudia Renella in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 22 settembre 2008 presentato da

 

 

RI 1,  

difeso da:  DI 1, 

 

contro

 

la decisione 4 settembre 2008 n. 3019/UPA emessa dalla CRTE 1 

 

viste                                  le osservazioni 9 ottobre 2008 presentate dalla CRTE 1, ,

 

                                         letti ed esaminati gli atti,

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La CRTE 1 (__________) con decisione 4 settembre 2008 ha inflitto ad RI 1 una multa di
fr. 10’000.-, con accollamento di una tassa per le spese amministrative di complessivi fr. 160.-, per aver proceduto all’incenerimento illecito di almeno 4'000 kg di legname usato nella zona del passo del __________, davanti al __________ (con riferimento al rapporto di contravvenzione 5 agosto 2008).

                                        

                                         Fatti avvenuti il 31 maggio 2008 in territorio di __________.

                                         La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 30c cpv. 2, 61 lett. f LPAmb; 1, 26a, allegato 5 cifra 3 cpv. 1 e 2 OIAt (con riferimento al rapporto di contravvenzione 5 agosto 2008).

 

                                 B.     Contro predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendo la riduzione della multa a fr. 200.-.

 

                                 C.     La CRTE 1 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine.

 

                                         Il ricorrente chiede che questo giudice abbia a disporre l’audizione del teste __________, persona responsabile del cantiere dell’ospizio, il quale avrebbe ricevuto l’ordine di separare minuziosamente il legname ritenuto non inquinante dal resto dei detriti.

 

                                         Giusta l’art. 12 cpv. 1 LPContr, il giudice della Pretura penale ha la facoltà di completare l’istruttoria d’ufficio. Il giudice può tuttavia rinunciare ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”: DTF non pubblicata del 23 maggio 2008 [6B.570/2007] consid. 5.1.; DTF 125 I 135 consid. 6c/cc in fine con richiami di dottrina e giurisprudenza, DTF 124 I 211 consid. 4., DTF 122 V 162 consid. 1d).

 

                                         Nella fattispecie, la prova chiesta dal ricorrente non appare suscettibile di recare chiarimenti di rilievo ai fini del giudizio, gli atti di causa essendo per di più sufficientemente chiari e completi da consentire a questo giudice di formare il proprio convincimento.

                                        

                                         Nulla osta pertanto all’esame del ricorso nel merito.

 

                                 2.     L’art. 30c cpv. 2 LPAmb impone che i rifiuti non possono essere inceneriti fuori dagli impianti; fa eccezione l’incenerimento di rifiuti naturali provenienti dai boschi, dai campi e dai giardini, se non ne risultano immissioni eccessive.

 

                                         Scopo dell’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico – come pure, del resto, della Legge sulla protezione dell’ambiente – è di proteggere l’uomo, la fauna, la flora, le loro biocenosi e i loro biotopi nonché il suolo da inquinamenti dell’aria dannosi o molesti (art. 1 OIAt).

 

                                         L’art. 26a OIAt specifica che i rifiuti possono essere bruciati o sottoposti a decomposizione termica soltanto in impianti secondo l’allegato 2 cifra 7; è fatta eccezione per l’incenerimento di rifiuti secondo l’allegato 2 cifra 11.

                                         Chiunque intenzionalmente incenerisce abusivamente rifiuti fuori degli impianti è punito con la multa (art. 61 cpv. 1 lett. f LPAmb). Anche la negligenza è punibile con la multa (cpv. 2).

 

                                         Per la cifra 31 cpv. 1 dell’allegato 5 dell’OIAt, sono considerati legna da ardere: la legna allo stato naturale, in pezzi, compresa la corteccia che vi aderisce, in particolare ciocchi, mattonelle, rami secchi e pigne (lett. a), la legna allo stato naturale, non in pezzi, in particolare pellets, pezzetti minuti, trucioli, segatura, polvere di levigatrice o corteccia (lett. b), gli scarti di legno provenienti dalla lavorazione del legno a livello industriale e artigianale, purché non siano stati né impregnati con un procedimento a getto né ricoperti con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (lett. c).

 

                                         Secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. a dell’allegato 5 dell’OIAt, invece, non sono considerati legna da ardere il legname di scarto proveniente dalla demolizione, dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come pure quello frammisto a legna da ardere secondo il capoverso 1. Non sono inoltre considerati legna da ardere, secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. b dell’allegato 5 dell’OIAt, tutti gli altri materiali in legno, come: il legname di scarto o i rifiuti di legname impregnato con prodotti per la protezione del legno mediante un procedimento a getto o ricoperto con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (cifra 1), i rifiuti di legname o il legname di scarto trattati in modo intensivo con prodotti per la protezione del legno come il pentaclorofenolo (cifra 2), i miscugli di tali rifiuti con la legna da ardere secondo il capoverso 1 o il legname di scarto secondo la lettera a (cifra 3).

 

                                 3.     Nel presente caso, la SPAAS – in applicazione delle predette disposizioni – ha rimproverato al multato di aver incenerito illecitamente almeno 4'000 kg di rifiuti (legname usato) provenienti dallo stabile __________. Il protocollo d’analisi delle ceneri 25 luglio 2008, dal quale risulta, tra l’altro, la presenza di chiodi, viti, aghi di cenere da compensato ecc., conferma l’incenerimento di materiali non conformi all’OIAt.

 

                                 4.     Il ricorrente ammette di aver acceso il falò preparato con materiale proveniente dalla demolizione del __________, e meglio alcune suppellettili e assi di legno. Contesta nondimeno l’ammontare della multa, facendo valere innanzitutto di aver provveduto a separare (incaricando l’impresa che si è occupata della demolizione dell’__________) e depositare in un apposita benna, il materiale ritenuto inquinante, incendiando unicamente quanto egli riteneva non inquinare l’ambiente. Egli osserva inoltre che nella benna non erano stati gettati residui metallici di materiale incenerito, bensì vi era depositato del materiale incenerito proveniente dal __________ che subì un incendio nel __________. Il materiale ritenuto inquinante è stato portato per il necessario smaltimento al centro raccolta rifiuti di __________.

 

                                         L’insorgente afferma dunque di aver agito in tutta buona fede, bruciando unicamente il legname considerato non trattato e quindi non inquinante. Egli contesta il quantitativo di legna bruciato insistendo sul fatto che esso sia notevolmente inferiore rispetto a quello indicato dalla __________. Per tutte queste ragioni chiede che la multa venga sensibilmente ridotta e non superi fr. 200.-.

 

                                 5.     La legge prevede espressamente che il legname di scarto proveniente dalla demolizione, dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come pure quello frammisto a legna da ardere secondo l’art. 31 capoverso 1 dell’allegato 5 dell’OIAt non è considerato legna da ardere.

 

                                         La legna proveniente dalla demolizione del __________ deve dunque essere considerata legna che non si poteva bruciare. Il fatto che la stessa fosse stata minuziosamente separata dal resto degli scarti non è perciò di alcuna pertinenza, sennonché per quanto concerne la commisurazione della pena; giovi comunque rilevare che in sede di osservazioni al rapporto di contravvenzione, in contrasto con l’asserita minuzia invocata nel gravame, egli lasciava invece trapelare un’evidente leggerezza nella cernita del materiale, ammettendo finanche un certo potenziale inquinante del combustibile (“abbiamo dato fuoco a ciò che ritenevamo non inquinasse più di quel tanto”).

                                         Ad ogni buon conto, è pacifico che le analisi delle ceneri (cfr. protocollo d’analisi ceneri fuoco all’aperto 25 luglio 2008) sono risultate non conformi alla normativa OIAt. Per questi motivi, procedendo all’incenerimento di suddetti rifiuti, il ricorrente ha violato le disposizioni concernenti la protezione dell’ambiente.

 

                                         Sul quantitativo di legname incenerito contemplato nella decisione impugnata, va detto che lo stesso è stato determinato sulla base delle affermazioni dell’insorgente medesimo di cui alle osservazioni 22 agosto 2008 (che hanno portato a un notevole ridimensionamento dei quantitativi inizialmente ascrittigli). Non avendo egli fornito ulteriori elementi atti a confutare il calcolo eseguito dall’autorità, la generica contestazione di cui al gravame è volta all’insuccesso.

 

                                 6.     Per quanto attiene all’ammontare della multa, è importante differenziare tra lo smaltimento illegale di rifiuti commesso intenzionalmente o per negligenza. Nel presente caso, non vi sono indizi che permettano di concludere che l’insorgente avesse l’intenzione di smaltire in modo illecito del legname. Infatti, in tal caso, v’è da credere che non avrebbe provveduto a separare il materiale considerato inquinante da quello che riteneva non lo fosse (più di quel tanto), facendo poi capo al centro raccolta rifiuti di __________ (cfr. fattura __________ sub. doc. 7). Nemmeno il pressapochismo nella separazione del materiale è tale da mettere in discussione la buona fede da lui invocata.

 

                                         La pena proposta appare quindi essere troppo severa. Se da un lato, nulla osta a che l’importo della pena sia “stabilito sulla base di una direttiva interna della __________ che considera diversi fattori oggettivi, e tra questi anche le quantità di legname smaltito illegalmente”, dall’altro lato bisogna procedere a un apprezzamento globale di tutte le circostanze del caso concreto, fermo restando che la pena deve essere commisurata alla colpa e alle condizioni dell’autore (art. 106 cpv. 3 CP, applicabile su rinvio dell’art. 333 cpv. 1 CP) e non è dunque possibile comminare sistematicamente il massimo della pena edittale ad ogni illecito incenerimento.

 

                                         Orbene, considerato che secondo l’art. 106 cpv. 1 CP il massimo della multa è di 10'000.-, non appare proporzionato nel caso concreto infliggere questo importo al ricorrente. Difatti, malgrado la notevole quantità di legname incenerito e l’elevata tossicità ad esso legata, non può essere disatteso che egli non ha precedenti. Inoltre, come detto, in difetto di prove contrarie, occorre ritenere che egli ha agito in buona fede, seppur con grande leggerezza e per favorire gli interessi della fondazione, evitandole spese di trasporto (e giocoforza di smaltimento). Tutto ben ponderato, tenuto pure conto dei costi usualmente praticati per lo smaltimento di un siffatto genere e quantitativo di rifiuti, si giustifica di condannare il ricorrente a una multa di
fr. 5’000.-, lasciando per il resto invariati gli oneri processuali di primo grado. Suddetto importo appare idoneo, nell’ottica della prevenzione speciale, a dissuadere il contravventore dal commettere ulteriori infrazioni. D’altro canto, egli non pretende di avere particolari oneri di mantenimento che non gli consentirebbero di far fronte al pagamento, seppur rateale, della multa, per cui un’ulteriore riduzione non si giustifica.

 

                                 7.     In conclusione il ricorso va accolto nella misura che precede e la decisione impugnata riformata di conseguenza. La tassa di giustizia e spese della presente procedura vanno poste a carico della parte soccombente (art. 15 LPContr). Esse devono essere fissate, tenuto conto dell’esito del gravame.

                                         Per quanto attiene alle ripetibili, la LPContr non contiene alcuna norma che imponga o semplicemente consenta all'autorità giudicante di attribuire indennità alla parte vincente, né un simile principio scaturisce dal diritto federale (cfr. DTF 105 Ia 128 cons. 2b).

 

per questi motivi                 visti gli art. 30c cpv. 2 LPAmb; 26a OIAt; 106 CP; allegato 5 cifra 3 cpv. 1 e 2 OIAt ; 1 segg. LPContr;

 

dichiara e

pronuncia:                1.     Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1, , è inflitta una multa di fr. 5’000.-, oltre alla tassa per le spese amministrative di complessivi fr. 160.-.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di fr. 150.- e le spese di fr. 50.- sono a carico ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

 

   

 

 

 

 

Il presidente:                                                                            La segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) per i motivi previsti dagli art. 95 e 97 LTF, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).