Raccomandata |
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Incarto n.
TB |
18 agosto 2004 |
In nome |
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del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Ivano Ranzanici |
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redattrice: |
Tanja Balmelli, vicecancelliera |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 7 gennaio 2004 di
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RI1
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contro |
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la decisione del 12 dicembre 2003 emanata da |
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Cassa CO1
in materia di contributi AVS |
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione di tassazione d'ufficio del 25 novembre 2003 (doc. 1) la Cassa CO1 di __________ ha ripreso l'importo di Fr. 60'000.- come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente negli anni 1999 e 2000 da __________.
Su tale importo, la Cassa ha fissato in Fr. 9'150,90 i contributi AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti da RI1 in qualità di datore di lavoro della precitata persona.
1.2. A fronte dell'opposizione formulata il 3 dicembre 2003 (doc. A3) dall'assicurato, il 12 dicembre 2003 la Cassa __________ ha emanato una decisione su opposizione (doc. A1) con cui ha rigettato la citata opposizione e confermato così lo statuto di dipendente di __________.
1.3. Il 7 gennaio 2004 (doc. I) RI1 ha inoltrato ricorso contro la decisione su opposizione, chiedendone l'annullamento e rilevando che:
" (…) il sig. __________:
- non è mai stato mio dipendente.
- non ha mai svolto presso la mia galleria alcun lavoro come salariato
- è stato da me pagato dietro regolare presentazione e contabilizzazione di fatture, per richieste di consigli e consultazioni da parte mia v. all. n° 2 e 4.
- ha ricevuto regolari mediazioni sulle vendite da lui proposte e da me concretizzate verso suoi clienti v. all. n° 3.
- sapevo inoltre che il sig. __________ svolgeva le stesse operazioni di mediazione e consulenza come libero professionista con altre persone del ramo.
A tale scopo allego copie di alcune delle mie schede contabili dalle quali risulta che il sig. __________ riceveva i versamenti dopo l'incasso degli importi per le vendite effettuate. V. all. n° 4
Vi riconfermo che il sig. __________ è disposto a pagare direttamente le quote AVS sulle prestazioni ricevute da parte mia e da altri. V. all. n° 3.".
1.4. Con risposta del 22 gennaio 2004 (doc. III) l'amministrazione ha proposto di respingere il ricorso.
Dopo aver esposto le norme e la giurisprudenza applicabili, la Cassa ha precisato di aver respinto la domanda d'affiliazione di __________ come indipendente poiché risulta sia che egli ha lavorato per un unico committente, identificato nel ricorrente, sia che egli ha percepito delle provvigioni quale salario che, in virtù dell'art. 7 lett. g OAVS, vanno considerate salario determinante. Pertanto, __________ deve essere ritenuto come dipendente del ricorrente e quest'ultimo, quindi, il suo datore di lavoro.
1.5. Nelle proprie osservazioni del 28 gennaio 2004 (doc. V) il ricorrente ha ribadito il ruolo di libero professionista di __________ nei suoi confronti, sottolineando che quest'ultimo ha lavorato per altre persone eseguendo prestazioni identiche a quelle fornite alla sua galleria, ossia consulenze e mediazioni.
1.6. Il 2 febbraio 2004 (doc. VII) la Cassa si è riconfermata nella sua risposta di causa.
1.7. Pendente causa il TCA ha richiamato l'incarto fiscale di __________ (doc. XIV), dandogli la possibilità d'esprimersi in proposito (doc. XVI).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag. 3).
Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).
Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
Dal profilo del diritto materiale si applicano così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid. 4a).
In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate antecedentemente al 31 dicembre 2002, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2003.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la qualifica dell'attività svolta dall'assicurato __________ per il ricorrente vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Ne discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, fatte salve indicazioni in senso contrario.
Nel merito
2.3. Il TCA è chiamato a decidere se gli importi versati da RI1 all'assicurato __________ nel 1999 (Fr 18'500.-) e nel 2000 (Fr. 41'500.-) debbano essere considerati come salario derivante dall'attività di consulente e mediatore di tipo dipendente oppure se gli stessi vadano ritenuti quale provento della medesima attività, ma esercitata come indipendente.
Da ciò dipende infatti la classificazione di RI1 quale datore di lavoro del summenzionato assicurato.
Se l'insorgente verrà considerato datore di lavoro bisognerà quindi riprendere a titolo di salario gli importi versati a __________, sui quali il primo dovrà poi pagare i contributi paritetici in virtù dell'art. 14 LAVS.
2.4. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
2.5. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.6. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 149 ad art. 9 LAVS, pag. 313).
In una recente sentenza, pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:
" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (…).".
2.7. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria.
L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.8. Il TFA ha costantemente stabilito che per giudicare se un rappresentante di commercio o un agente è salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378; STFA dell'8 marzo 1990 nella causa C.C. SA). L'Alta Corte federale ha riconosciuto che in generale i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore.
Il TFA è quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di commercio, vista la natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1955 pag. 82; RCC 1953 pag. 393).
A proposito degli agenti il TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1967 pag. 429; RCC 1954 pag. 116; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, n. 4.63, pag. 119).
Si deve presumere l'esistenza di un'attività dipendente anche quando il rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986 pag. 126; RCC 1972 pag. 330; RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82), è designato quale agente ai sensi degli art. 418a segg. CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).
L'agente e il rappresentante di commercio esercitano attività lucrativa indipendente se sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).
Secondo la prassi amministrativa questo si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio utilizza locali commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale la moglie e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario determinante, NN. 4027 e 4028; Pratique VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 399 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429; STFA 8 marzo 1990 nella causa C.C. SA).
Diversa è invece la situazione del mediatore, il quale, di regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c). Come ogni mandatario il mediatore deve eseguire il suo mandato conformemente alle istruzioni del mandante (artt. 397 e 412 cpv. 2 CO). Il contratto di mediazione può essere revocato immediatamente (artt. 412 cpv. 2 e 404 CO) e secondo l'art. 413 cpv. 1 CO il mediatore ha diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il carattere propriamente aleatorio dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti la presenza del rischio corso dall'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di un'attività indipendente (GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, op. cit., n. 159 ad art. 5 LAVS, pag. 195).
Circa le spese sopportate dal mediatore, queste gli sono rimborsate – anche nel caso in cui l'affare non venga concluso - unicamente se ciò è stato convenuto (art. 413 cpv. 3 CO). Per queste ragioni, di principio, il mediatore è considerato come un indipendente, a differenza del viaggiatore di commercio che, di regola, è un salariato (DTF 97 V 137 consid. 2; RCC 1988 pag. 314; RCC 1986 pag. 604 consid. 2b; RCC 1980 pag. 304; RCC 1972 pag. 330).
Lo statuto d'indipendente riconosciuto al mediatore si rifà alla giurisprudenza relativa agli agenti che sono ugualmente ritenuti come dei mandatari (art. 418a segg. CO). Secondo questa giurisprudenza, l'agente esercita la sua attività a titolo indipendente se sopporta un rischio economico (nel senso di rischio di perdita) e non ha alcun rapporto di subordinazione con le persone per le quali lavora.
Queste due condizioni sono adempiute quando l'agente stesso sopporta le spese occasionate, qualunque sia il risultato del suo agire e quando lavora in proprio nome per diverse società in contemporanea, senza tuttavia dipendere economicamente da esse (RCC 1988 pag. 314; RCC 1986 pag. 604 consid. 2b; RCC 1982 pag. 208).
2.9. Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti (cpv. 3).
Il datore di lavoro è la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).
La LAVS presume che la persona che paga dei salari è un datore di lavoro (GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., n. 4 ad art. 12 LAVS, pag. 364).
2.10. Nel caso in esame, la Cassa ha proceduto a tassare d'ufficio RI1 relativamente al salario da esso versato a __________ negli anni 1999 e 2000. L'amministrazione ha infatti affermato che l'insorgente ha occupato quest'ultimo come dipendente.
A mente della Cassa, sui salari corrisposti al summenzionato collaboratore il ricorrente deve di conseguenza pagare i relativi contributi sociali.
L'insorgente sostiene invece di non poter essere affiliato quale datore di lavoro di questa persona, poiché non vi sarebbe alcun rapporto di dipendenza fra di essi, ritenuto come __________ avrebbe lavorato anche per altri committenti nelle vesti di consulente e mediatore.
Va preliminarmente rammentato che, di principio, la Cassa ha rettamente proceduto emanando la tassazione d'ufficio del 25 novembre 2003. Infatti, l'amministrazione è tenuta ad emettere una tassazione d'ufficio quando il datore di lavoro non ha versato i contributi, o se non ne ha versati sufficientemente, vale a dire se non ha né fornito il conteggio dei contributi né pagato i contributi (N. 5037 DRC nel tenore applicabile al caso di specie). Essa, agendo in conformità all'art. 38 OAVS, ha dunque rispettato le norme applicabili alla fattispecie.
2.11. Il ricorrente lamenta che la decisione impugnata si scontra con l'attività di libero professionista esercitata dall'assicurato in qualità di consulente e mediatore. In tali vesti __________ avrebbe pure lavorato per altre persone, per cui non sarebbe dato il presupposto del rapporto di subordinazione fra di essi.
Nell'opposizione alla decisione formale della Cassa, l'insorgente ha sottolineato che l'assicurato in questione "(…) ha ricevuto regolari mediazioni sulle vendite da lui proposte e da me concretizzate verso suoi clienti" e che lo stesso non è mai stato né un suo dipendente né ha mai svolto per lui lavori in qualità di salariato (doc. A3).
A dire dell'amministrazione, invece, il collaboratore avrebbe lavorato unicamente per la __________ di proprietà del ricorrente e quale salario avrebbe percepito delle provvigioni che, giusta l'art. 7 lett. g OAVS, devono rientrare nel suo salario determinante e sulle quali, quindi, il datore di lavoro è tenuto a pagare gli oneri sociali.
Di conseguenza, fra di essi vi sarebbe un evidente rapporto di dipendenza.
2.12. Al fine di verificare la natura dell'attività svolta dall'assicurato, la scrivente Corte l'ha interpellato (doc. VIII) e gli ha sottoposto i seguenti quesiti:
" (…)
1. Ha ricevuto nel mese di novembre 2003 da parte della Cassa __________ una decisione di fissazione dei contributi quale dipendente di RI1?
2. In che cosa consistevano esattamente le sue prestazioni lavorative eseguite per RI1?
3. Per queste attività riceveva delle direttive da RI1 per quanto concerne il luogo di lavoro, la pianificazione e l'esecuzione del lavoro? Se sì, di che genere?
4. Quali erano le modalità della sua remunerazione? Settimanali, mensili oppure alla conclusione di ogni mandato ricevuto?
5. Precisi se quando espletava le sue funzioni per conto di RI1 utilizzava una postazione di lavoro messale a disposizione da quest'ultimo (per esempio utilizzava dei locali, il telefono, l'auto dell'assicurato) e/o pagava una pigione per la locazione di questi mezzi.
6. Per l'esercizio della sua attività a favore di RI1 ha dovuto utilizzare degli strumenti di lavoro? Se sì, di che genere? Erano di sua proprietà oppure le sono stati messi a disposizione da quest'ultimo?
7. Ha dovuto effettuare degli investimenti per svolgere la sua attività per RI1? Se sì, in che misura e di che genere?
8. Lei trattava di persona con i clienti che forniva a RI1? Se sì, dove? Come si presentava loro? Come un dipendente o rappresentante del citato assicurato oppure ancora come un intermediario dello stesso?
9. Le chiediamo inoltre di trasmetterci eventuali contratti/mandati di lavoro che ha sottoscritto con RI1 negli anni 1999 e 2000.
10. Negli anni 1999-2000 era affiliato quale indipendente presso una cassa di compensazione? Se sì, quale? In caso di risposta affermativa voglia trasmetterci le decisioni di fissazione dei contributi per i compensi che ha percepito in quel periodo da RI1.
11. Nel medesimo periodo ha svolto la stessa attività esercitata per RI1 anche per altri datori di lavoro? Se sì, per chi? In caso di risposta affermativa le chiediamo di trasmetterci i relativi contratti e le fatture emesse, precisando l'importo totale ricevuto da terzi nel 1999 e nel 2000 (eventualmente allegando copia della notifica di tassazione 2001/2002).
12. Negli anni 1999 e 2000 ha svolto altre attività per altre persone? In caso di risposta affermativa, quali attività ha svolto e per quali datori di lavoro? Voglia cortesemente trasmetterci i relativi documenti.".
__________ si è così espresso in proposito (doc. X):
" 1) In data 25 novembre 2003 ho ricevuto la fissazione dei contributi
quale dipendente di RI1 che vi rimetto in
allegato.
2) Fungevo da mediatore per acquisto e vendita di oggetti __________ da parte di miei clienti
3) Non ho mai ricevuto nessuna direttiva da parte di RI1
4) Ricevevo una percentuale a conclusione della vendita
5) Non usufruivo ne di auto, telefono o pagamento di pigione
6) Non usufruivo di strumenti di lavoro di RI1 escluso il cellulare di mia proprietà
7) Non ho dovuto effettuare alcun investimento
8) Mi presentavo come intermediario nell'acquisto-vendita di __________
9) Non è mai esistito nessun contratto o mandato di lavoro
10) Negli anni 1999-2000 non ero affiliato quale indipendente
11) Ho fatto delle altre mediazioni come indipendente, dove vi allego le relative ricevute
12) Non ho svolto altre attività per altre persone".
Contestualmente, l'interpellato ha presentato copia delle ricevute rilasciate ad altri clienti per le sue prestazioni (doc. X/2-3).
2.13. Giova in primo luogo rilevare che la dichiarazione dell'assicurato di essere un lavoratore indipendente è, come visto, irrilevante ai sensi della qualifica dell'attività svolta.
__________ ha dichiarato che ogni volta che il ricorrente concludeva una vendita di oggetti __________ con un cliente che gli aveva procurato, egli riceveva una percentuale (doc. X: risposta n. 4) quale compenso per l'attività di mediatore svolta a favore __________ (doc. X: risposta n. 2).
Dalle risposte fornite dal collaboratore emerge dunque, a mente del TCA, che lo stesso agiva nell'ambito della compravendita d'oggetti __________ come un semplice mediatore. Infatti, dopo aver consigliato i suoi clienti sulla scelta dell'oggetto, egli li indirizzava dal ricorrente per l'acquisto finale. L'assicurato riceveva poi da quest'ultimo un compenso esclusivamente se l'affare andava a buon fine, ossia se i clienti da esso proposti acquistavano presso l'insorgente le opere loro segnalate.
2.14. Dagli atti in possesso di questo Tribunale – e per ammissione dell'insorgente stesso e dell'assicurato (doc. X: risposta n. 11) – emerge che il ricorrente non ha impedito al suo collaboratore di esercitare più mandati con l'imposizione di un divieto di fare concorrenza. Infatti, dalle tavole processuali emerge che durante gli anni 1999 e 2000 __________ ha svolto le proprie funzioni per diversi committenti, anche se egli ha prediletto il ricorrente come partner, e meglio come destinatario delle sue interposizioni.
Le sette ricevute prodotte dall'interpellato evidenziano in effetti come egli abbia eseguito a favore di tre persone diverse consulenze __________, come pure abbia segnalato ad altre due persone l'esistenza di per un eventuale loro acquisto (doc. X/2-3).
Gli importi incassati dall'assicurato per queste prestazioni vanno da un minimo di Fr. 100.- ad un massimo di Fr. 180.- per ogni mediazione. Durante l'anno 1999 il collaboratore ha guadagnato Fr. 580.- (doc. X/2-3), mentre nel 2000 ha ricevuto Fr. 370.-.
Le retribuzioni versate dal ricorrente ammontano a Fr. 18'500.- nel 1999 ed a Fr. 41'500.- nel 2000 (docc. A2 e A3).
Inoltre, nei due anni in esame, diciassette sono le fatture che il citato assicurato ha presentato a RI1 per le sue "consulenze e provvigioni" per la relativa evasione. Nel secondo anno si può pure notare come la presentazione delle sue fatture sia avvenuta praticamente ogni mese.
Visto ciò, si può affermare che il mediatore ha fornito la quasi totalità delle proprie prestazioni al ricorrente (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., n. 110 ad art. 5 LAVS, pag. 181).
Questa circostanza è un elemento che contribuisce a definire il ruolo dell'assicurato nei confronti del ricorrente come di tipo dipendente.
Alla luce di quanto appena esposto, questo Tribunale ritiene che la dipendenza economica di __________ nei confronti del ricorrente sia evidente. I compensi percepiti dal collaboratore negli anni 1999 e 2000 prevalgono in effetti nettamente, come visto, sugli onorari incassati per i lavori eseguiti per conto di altre persone (doc. X/2-3).
Dagli atti emerge che le segnalazioni che il collaboratore faceva ai propri clienti del nome dell'insorgente in qualità di venditore di __________ erano costanti, in media una volta al mese e, dato l'ambito in cui l'interessato ha operato, non si possono definire poche.
Le predette cifre sottolineano pertanto che la collaborazione con RI1 era intensa e costituiva senza ombra di dubbio la primaria fonte di sostegno del summenzionato assicurato.
2.15. Come rilevato in precedenza (cfr. consid. 2.8.), il mediatore è in genere considerato quale persona esercitante un'attività indipendente, a differenza del viaggiatore di commercio che, di regola, è un salariato (DTF 97 V 137 consid. 2).
Nel caso concreto, le parti hanno rispettato la lettera dell'art. 413 cpv. 1 CO, secondo cui il mediatore ha diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione del contratto (doc. X: risposta n. 4).
Nell'espletamento del suo lavoro, __________ ha dovuto così accollarsi un rischio economico non indifferente, nel senso di rischio di perdita nel non potere incassare alcunché – sebbene avesse comunque prestato le proprie conoscenze ed opere a dei terzi interessati __________ - qualora la propria mediazione fornita ai clienti contattati non si fosse conclusa, da parte loro, con un acquisto presso l'insorgente (Pratique VSI 1995 pag. 27 e seg.; RCC 1988 pag. 314; GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, op. cit., n. 56 ad art. 5 LAVS, pag. 167).
Questo elemento di carattere aleatorio, ovvero la presenza del rischio corso dall'intermediario nell'incassare o meno per le sue prestazioni una provvigione da parte del ricorrente, è il criterio principale che permette di riconoscere – anche nella fattispecie - l'esistenza di un'attività lucrativa di tipo indipendente (RCC 1988 pag. 314).
La possibilità d'incassare il frutto della propria attività ruotava infatti unicamente attorno alla conclusione di affari di cui il mediatore non era parte contraente, come pure all'attesa dei successivi relativi pagamenti da parte dei clienti al venditore qui insorgente.
2.16. L'unico costo sostenuto da __________ per il conseguimento del reddito professionale è relativo all'uso del telefono cellulare. __________ ha usato il suo cellulare per entrare in contatto con i suoi clienti ed intermediare le vendite; ciò senza rimborso. Non ci sono altre spese. Egli ha infatti precisato che "Non usufruivo ne di auto, telefono o pagamento di pigione" (ndr: di proprietà del ricorrente) (doc. X: risposta n. 5) e neppure "(…) di strumenti di lavoro di RI1 escluso il cellulare di mia proprietà" (doc. X: risposta n. 6).
Alla luce di ciò si può concludere che, benché le spese occorse nello svolgimento della propria attività di mediazione a favore del ricorrente fossero comunque contenute, esisteva un rischio economico di cui si è fatto carico l'intermediario, visto che egli se le accollava personalmente, indipendentemente dal risultato del suo agire (art. 413 cpv. 3 CO).
Anche tale situazione configura un rischio economico simile a quello che sopporterebbe un imprenditore affiliato nella categoria degli indipendenti (RCC 1988 pag. 314).
2.17. L'indipendenza dell'interessato nell'organizzazione della sua attività per quanto concerne l'orario di lavoro, così pure l'assenza d'istruzioni da parte del ricorrente per lo svolgimento delle sue mansioni (doc. X: risposta n. 3), e la possibilità di fornire a terzi le sue prestazioni sono ulteriori elementi della professione di mediatore che contribuiscono pure a qualificare __________ come un lavoratore indipendente.
2.18. Quanto agli investimenti effettuati per l'esercizio della sua attività si rileva che l'assicurato non ne ha dovuti fare (doc. X: risposta n. 7), proprio perché l'agire in qualità di mediatore non comporta, di per sé, l'allestimento di una infrastruttura.
2.19. Va infine rilevato che dalla qualifica degli importi ricevuti come "provvigioni", non si può dedurre in modo assoluto che, in un caso particolare, si è in presenza di un'attività dipendente. Infatti, le provvigioni sono indennità correnti sia nell'ambito dell'attività dipendente che indipendente (GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., n. 57 ad art. 5 LAVS, pag. 167).
2.20. Alla luce di quanto evidenziato, la scrivente Corte giunge alla conclusione che gli elementi a favore di un'attività indipendente sono predominanti rispetto alle ragioni di affiliare il mediatore come un dipendente.
I diversi elementi del caso concreto sopra elencati evidenziato infatti chiaramente che il rischio economico che__________ ha dovuto sopportare per espletare la sua professione di mediatore nei confronti di RI1 era estremamente importante (incasso delle provvigioni soltanto a conclusione degli affari fra i clienti da esso procacciati ed il ricorrente, assunzione totale delle spese), ciò che lo caratterizza, indubbiamente, come un lavoratore indipendente.
Il solo elemento della dipendenza economica, benché la stessa sia quasi totale, non è sufficiente per poter ritenere l'interessato come un dipendente del ricorrente durante gli anni 1999 e 2000.
La qualifica del citato assicurato come dipendente di RI1 risulta pertanto errata, per cui i redditi percepiti come intermediario (Fr. 60'000.-) non vanno considerati come suo salario determinante. L'insorgente non dovrà così pagare, in virtù dell'art. 14 LAVS, alcun contributo sociale a favore di __________.
Dal profilo della qualifica dello statuto professionale la decisione impugnata va dunque annullata ed il ricorso è accolto, senza attribuzione di ripetibili poiché il ricorrente, malgrado sia vincente in causa, non è patrocinato.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti