Raccomandata

 

 

Incarto n.
30.2005.40

 

TB

Lugano

10 luglio 2006

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il giudice delegato

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Ivano Ranzanici

 

con redattrice:

Tanja Balmelli, vicecancelliera

 

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 luglio 2005 di

 

 

RI 1

rappr. da: RA 1

 

 

contro

 

 

 

la decisione su opposizione del 14 giugno 2005 emanata da

 

Cassa CO 1

 

 

in materia di contributi AVS

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                  A.   L'11 maggio 2005 (doc. B) l'Amministrazione ha inviato a __________ uno scritto con cui gli comunicava che non era stato possibile affiliarlo come indipendente per l'attività svolta per la società RI 1, motivando il rifiuto con il mancato adempimento di alcune condizioni tipiche valide per i rappresentanti di commercio e gli agenti.

Il 13 maggio 2005 (doc. H) la Cassa di compensazione ha quindi emanato una decisione di tassazione d'ufficio di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG/AD e AF portante sul periodo di contribuzione dal 1° ottobre 2003 al 31 dicembre 2004. L'Amministrazione ha considerato __________ dipendente della società e quindi ha affiliato quest'ultima come datrice di lavoro del primo. Considerando quindi un salario di Fr. 44'407.- non notificato come tale, la Cassa ha stabilito in Fr. 6'165,30 i contributi sociali dovuti dalla società per gli anni 2003-2004.

 

                                  B.   A seguito dell'opposizione interposta dalla Sagl, la Cassa ha indetto un'udienza di discussione con l'interessata ed il 14 giugno 2005 (doc. A) ha emanato una decisione su opposizione con cui ha respinto le lagnanze dell'opponente.

 

                                  C.   Per il tramite dell'avv. RA 1, il 12 luglio 2005 (doc. I) la società si è aggravata al TCA contro questa decisione, chiedendo che il ricorso venga integralmente accolto e, in via subordinata, che sia emanata una nuova tassazione che tenga in considerazione la deduzione del 25% dal salario residuo imponibile per il rimborso spese. Delle censure sollevate dalla ricorrente si dirà, per quanto necessario, nelle motivazioni del giudizio. Con risposta di causa la Cassa ha ribadito le sue precedenti argomentazioni (doc. III).

L'8 giugno 2006 le parti hanno avuto modo di esprimersi davanti al TCA in occasione dell'audizione di __________ (doc. XVIII).

 

 

                                         in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto del contendere è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell'attività lucrativa svolta da __________ nel periodo ottobre 2003-dicembre 2004 per conto della società RI 1.

 

A norma dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.

Giusta l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                                   3.   Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).

 

                                   4.   Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

 

                                   5.   Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                                   6.   Il TFA ha costantemente stabilito che per giudicare se un rappresentante di commercio o un agente è salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378; STFA dell'8 marzo 1990 nella causa C.C. SA). L'Alta Corte federale ha riconosciuto che, in generale, i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò, è raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore.

 

Il TFA è quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di commercio, vista la natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1955 pag. 82; RCC 1953 pag. 393).

 

Si deve presumere l'esistenza di un'attività dipendente anche quando il rappresentante non percepisce un salario fisso, ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986 pag. 126; RCC 1972 pag. 330; RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82) ed è designato quale agente ai sensi degli art. 418a segg. CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).

 

A proposito degli agenti, il TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1967 pag. 429; RCC 1954 pag. 116; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, n. 4.63, pag. 119).

 

L'agente e il rappresentante di commercio esercitano attività lucrativa indipendente se sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).

Secondo la prassi amministrativa questo si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio utilizza locali commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale la moglie e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), NN. 4027 e 4028; Pratique VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 399 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429; STFA dell'8 marzo 1990 nella causa C.C. SA).

 

Diversa è invece la situazione del mediatore, il quale, di regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c). Come ogni mandatario il mediatore deve eseguire il suo mandato conformemente alle istruzioni del mandante (artt. 397 e 412 cpv. 2 CO). Il contratto di mediazione può essere revocato immediatamente (artt. 412 cpv. 2 e 404 CO) e secondo l'art. 413 cpv. 1 CO il mediatore ha diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il carattere propriamente aleatorio dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti la presenza del rischio corso dall'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di un'attività indipendente (GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, op. cit., n. 159 ad art. 5 LAVS, pag. 195).

 

Circa le spese sopportate dal mediatore, queste gli sono rimborsate – anche nel caso in cui l'affare non venga concluso - unicamente se ciò è stato convenuto (art. 413 cpv. 3 CO). Per queste ragioni, di principio, il mediatore è considerato come un indipendente, a differenza del viaggiatore di commercio che, di regola, è un salariato (DTF 97 V 137 consid. 2; RCC 1988 pag. 314; RCC 1986 pag. 604 consid. 2b; RCC 1980 pag. 304; RCC 1972 pag. 330).

 

Lo statuto d'indipendente riconosciuto al mediatore si rifà alla giurisprudenza relativa agli agenti, che sono ugualmente ritenuti come dei mandatari (art. 418a segg. CO). Secondo questa giurisprudenza, l'agente esercita la sua attività a titolo indipendente se sopporta un rischio economico (nel senso di rischio di perdita) e non ha alcun rapporto di subordinazione con le persone per le quali lavora.

Queste due condizioni sono adempiute quando l'agente stesso sopporta le spese occasionate, qualunque sia il risultato del suo agire e quando lavora in proprio nome per diverse società in contemporanea, senza tuttavia dipendere economicamente da esse (RCC 1988 pag. 314; RCC 1986 pag. 604 consid. 2b; RCC 1982 pag. 208).

 

                                   7.   Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). È riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti (cpv. 3).

L’art. 11 LPGA considera datore di lavoro chi impiega salariati.

Il datore di lavoro è la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).

La LAVS presume che la persona che paga dei salari è un datore di lavoro (GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).

 

                                   8.   L'insorgente pretende che __________ continui ad essere qualificato come indipendente. A suo dire, i summenzionati accordi di collaborazione non conterrebbero nessun ordine, istruzione o raccomandazione portante sulle modalità e/o la tempistica da ossequiare da parte della ditta individuale del collaboratore. Quest'ultima "poteva infatti agire liberamente e come meglio credeva sul mercato, la remunerazione essendo comunque dovuta solo in presenza di un risultato tangibile, ossia la sottoscrizione di abbonamenti.". Inoltre, questo accordo di collaborazione sarebbe stato stipulato con la società __________ di __________, che aveva degli uffici propri ed impiegava del personale (una segretaria), e non con la persona di __________. Pertanto, il mandato di collaborazione conferito alla ditta non sarebbe in alcun modo legato alla persona di __________, potendo infatti egli delegare le incombenze assunte dalla ditta a suoi collaboratori. Di conseguenza, non vi sarebbe alcun contratto di lavoro fra questa persona e la Sagl ricorrente. Quest'ultima rileva ancora che la ditta individuale avrebbe offerto le sue prestazioni anche a numerosi altri clienti e che quindi essa non sarebbe stata la sua unica mandante. Infine, osserva che la __________ sarebbe stata organizzata in modo completamente autonomo, perciò si sarebbe assunta la maggior parte delle spese d'esercizio, costi oltretutto superiori al rimborso spese concordato con la ricorrente. Nessun rapporto di dipendenza vincolerebbe quindi l'insorgente al suo collaboratore, perciò essa non può essere considerata come sua datrice di lavoro né pertanto essere tenuta a versare i contributi paritetici.

 

Durante l'udienza di discussione indetta dal TCA per l'8 giugno 2006 (doc. XVIII), __________ ha avuto modo di chiarire l'attività svolta per la ricorrente e dalla sua ditta individuale, come pure il suo ruolo nei confronti di queste società.

 

                                   9.   Dagli atti di causa emerge che la ricorrente, ha concluso due "accordi di collaborazione commerciale" con la persona che la Cassa di compensazione ha considerato come suo dipendente.

Con il primo accordo, del 1° ottobre 2003, la Sagl insorgente ha conferito a __________, "amministratore unico della ditta individuale __________, il mandato di consulente di vendita indipendente nel campo della telefonia rete fissa e rete mobile, sia alla clientela aziendale che privata, per il cantone Ticino e Grigioni italiano. Questo accordo è rinnovabile annualmente in funzione dei risultati raggiunti dal signor __________." (doc. 2).

Il secondo accordo (doc. C), più completo e dettagliato del precedente, è stato sottoscritto il giorno successivo dalle predette società e concerneva la collaborazione "nella promozione e vendita di prodotti e/o consulenze, distribuiti e commercializzati da entrambe le società in uno spirito di piena collaborazione e trasparenza." La ditta individuale __________ di __________ "s'impegna con scrupolo e professionalità a promuovere le soluzioni __________ della ditta __________ in ambito aziendale ed a titolo accessorio per la clientela privata su tutto il territorio della Confederazione Elvetica e nel Liechtenstein su precise direttive di RI 1. Il prodotto comprende offerte promozionali e non nell'ambito della telefonia fissa, mobile e di trasferimento dati per P.M.I. In caso d'aziende di grandi dimensioni sarà concordata una strategia "adhoc" con la direzione di RI 1 a livello tariffario ecc. finalizzata all'acquisizione del cliente, viaggi fuori cantone c/o eventuale sede centrale ecc". L'accordo regola anche le modalità operative, secondo le quali la società "s'impegna a procedere all'organizzazione delle visite alla clientela aziendale utilizzando… le visite spontanee previo coordinamento con RI 1 sulla zona e la clientela esistente, le visite previo appuntamento fissato telefonicamente e le visite previo risposta a formulario o documentazione inviate per posta (RI 1).".

 

Va subito evidenziato che la censura sollevata dalla società ricorrente secondo cui questi due accordi sarebbero stati stipulati con la ditta __________ e non con __________, non muta la sostanza dei fatti. Trattandosi di una società di persone e non di una società avente personalità giuridica, questa ditta, individuale, si identifica esattamente nella persona del suo titolare, ovvero in __________, come indica la ragione sociale stessa. Vi è dunque una sovrapposizione d'identità. In questo senso, conferire mandato alla ditta individuale oppure al suo titolare non muta lo stato di cose: il titolare oppure un suo eventuale dipendente, in rappresentanza della ditta, avrebbe dato seguito alla collaborazione concordata con la Sagl.

 

Già da una prima analisi degli accordi esposti emerge che, nell'esercizio di queste attività, __________ può essere qualificato come un agente dipendente della società ricorrente. Il lavoro d'agente come acquirente di clienti per la telefonia fissa e mobile, tipicamente a zone (cfr. consid. 6), inizialmente limitato al Canton Ticino ed al Grigioni Italiano è stato immediatamente esteso a tutta la Svizzera ed al Liechtenstein e si svolgeva su precise indicazioni della società insorgente.

Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, infatti, per l'espletamento di queste attività il suo collaboratore doveva fare spesso capo alla medesima, nel senso che non era completamente autonomo nel suo lavoro. La Sagl gli forniva infatti "precise direttive" su come promuovere le __________ su tutto il territorio nazionale e del Principato. Se il collaboratore contattava delle grandi aziende, egli doveva "concordare la strategia" specifica con la società ricorrente. Il contratto agli atti definisce pure le modalità con cui __________ doveva svolgere l'attività per la quale era stato ingaggiato. Infatti, malgrado il collaboratore avesse la facoltà di operare in tutta la Svizzera, egli doveva comunque concordare in anticipo con RI 1 la zona in cui lavorare e la clientela da contattare. Talvolta era la stessa società affiliata alla Cassa di compensazione che le indicava direttamente a quale cliente rendere visita, e ciò sulla scorta di formulari di risposta che la ricorrente aveva precedentemente inviato a potenziali clienti.

 

A questo proposito, durante l'audizione dell'assicurato __________ è emerso che "con il responsabile RI 1 ci vedevamo settimanalmente affinché io potessi consegnargli i contratti sottoscritti, poiché documenti di spettanza __________ e non mia e poi ricevevo in quelle occasioni le mie provvigioni o perlomeno acconto sulle stesse che io chiedevo quando mi necessitava. In quelle occasioni __________ coordinava il lavoro nel senso che dava disposizioni generali, quali ad esempio di non contattare un certo cliente perché lo avrebbe fatto lui o di non presenziare in una determinata area commerciale perché vi sarebbe andato o __________ o __________. Non dava però mai indicazioni precise sulla modalità di trattare un cliente. Io venivo sistematicamente informato delle novità in casa __________ ossia nuovi prodotti, nuove offerte alla clientela. Le informazioni mi venivano date sia personalmente in occasione degli incontri che per posta elettronica." (doc. XVIII).

 

Visto quanto precede, è dunque possibile affermare che il collaboratore della Sagl poteva sì lavorare senza costrizioni di tempo e di orari, come evidenziato dal suo rappresentante. Tuttavia, l'assicurato era piuttosto limitato per quanto concerne l'organizzazione del suo lavoro, dovendo molto spesso seguire precise istruzioni e modalità operative fornite dalla società insorgente. È quest'ultimo elemento, soprattutto, che sottolinea il vincolo di dipendenza esistente nella collaborazione fra la ricorrente e __________.

 

                                10.   Per quanto concerne i compensi ricevuti dal collaboratore della società insorgente nel periodo 2003-2004, il TCA osserva che la Cassa ha prodotto tutte le fatture allestite dal primo nei confronti della seconda partendo da ottobre 2003 fino a dicembre 2004, eccetto quelle relative ai mesi di aprile e maggio 2004 (doc. 1). Queste fatture sono piuttosto dettagliate ed indicano i tipi di contratti stipulati, il numero di clienti residenziali contattati, il forfait delle spese per l'auto e di diaria per ogni mese e l'acconto, variabile, che veniva posto in deduzione del suo compenso. Il saldo del pagamento a suo favore doveva addirittura avvenire entro cinque giorni su un conto bancario intestato all'assicurato.

 

Il compenso, avente veste di provvigione, risulta dalla tabella presente nell'accordo del 2 ottobre 2003 (doc. C). Esso dipendeva dalla categoria dei clienti acquisiti  e dal numero di iscrizioni dei medesimi effettuate. Più questo numero era elevato, maggiori erano anche le provvigioni che spettavano a __________. Lo stesso discorso vale per il rimborso forfetario delle spese d'automobile e di diaria, varianti dai Fr. 120.- rispettivamente Fr. 100.- per l'iscrizione di 1 a 20 clienti, ai Fr. 350.- rispettivamente Fr. 200.- per l'acquisizione di oltre 51 iscrizioni. Per ogni iscrizione andata a buon fine, l'assicurato percepiva una commissione variante da un minimo di Fr. 25.- ad un massimo di Fr. 90.-. A titolo d'esempio, eccetto per agosto 2004, ogni mese le provvigioni spettanti all'assicurato si situavano sempre fra i Fr. 2'000.- ed i Fr. 4'000.-, importi a cui si aggiungevano le spese per l'automobile e per la diaria.

 

Questi importi dimostrano che il collaboratore in questione esercitava l'attività d'acquisizione di clienti per la telefonia in modo piuttosto assiduo, tanto che, come affermato in sede d'audizione, "Si trattava per me dell'attività principale che svolgevo sostanzialmente a tempo pieno." (doc. XVIII pag. 2). Essa ha costituito, praticamente, la sua più importante risorsa finanziaria, creando pure al contempo una sorta di dipendenza economica nei confronti dell'insorgente.

 

                                11.   Le prestazioni erano sostanzialmente fornite dall'assicurato e non erano poi né rifatturate dalla ricorrente né girate a terze persone per un pagamento diretto; beneficiaria delle stesse era soltanto la Sagl, per cui l'assicurato (e per esso la sua ditta individuale), quando lavorava per quest'ultima, non ha mai fatturato le proprie prestazioni a terzi.

Questo fa sì che nell'eseguire la propria attività per l'insorgente, l'interessato non ha corso – contrariamente a quanto asserito dalla ricorrente - alcun rischio particolare legato al suo lavoro e nemmeno ha dovuto accollarsi un rischio economico nel senso di rischio di perdita nel non riuscire ad incassare quanto fatturato (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; GREBER/DUC/ SCARTAZZINI, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS).

 

L'assicurato non si è infatti assunto direttamente e personalmente alcun rischio economico, nella misura in cui la società insorgente lo retribuiva regolarmente ogni mese con le provvigioni che gli spettavano (cfr. tabella doc. C) ogni qualvolta egli acquisiva un nuovo cliente.

Questa regolarità di retribuzione si osserva maggiormente dal settembre 2004, quando essa non si basava più sul numero di clienti iscritti, ma partiva già da un importo di base mensile fisso di Fr. 3'200.-, che veniva poi eventualmente diminuito a dipendenza del risultato ottenuto realmente il mese precedente. __________ non si è così assunto personalmente alcun rischio d'incasso avendo garantito, alla fine di ogni mese, il versamento della retribuzione concordata contrattualmente, proprio come un normale collaboratore dipendente subordinato al suo datore di lavoro che riceve sempre lo stesso stipendio alla fine di ogni mese. I versamenti pattuiti erano quindi sostanzialmente fissi, regolari e verosimilmente comprensivi delle spese a forfait (spese per l'automobile e per la diaria) oltre alle normali provvigioni aziendali, elementi questi certamente non tipici di un mandato, ma di un rapporto di lavoro dipendente.

 

Inoltre, l'eventualità che la ricorrente avrebbe potuto non versare più al suo collaboratore l'onorario mensile convenuto avrebbe solo posto lo stesso nella medesima posizione di un lavoratore dipendente che non riceve quanto pattuito con il proprio datore di lavoro.

Da ciò discende che il rischio economico e d'incasso che l'assicurato sopportava era praticamente nullo e di conseguenza non analogo a quello di un imprenditore indipendente.__________ non si è dunque assunto direttamente e personalmente alcun rischio aziendale ed economico tipico di ogni imprenditore (STFA del 29 dicembre 2003 nella causa B., H 320/01), neppure nel senso di rischio di perdita nel non riuscire ad incassare quanto fatturato (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS). In sostanza, si è infatti trattato di un rischio meramente virtuale di mancato pagamento, atteso che le fatture che emetteva venivano sempre onorate dalla ricorrente entro un termine molto breve, verosimilmente i cinque giorni fissati dall'assicurato medesimo (STFA dell'11 marzo 2005 nella causa F.C. SA, H 322/03, consid. 3.4).

 

Infine, in merito alle spese generali sostenute dall'assicurato, va ribadito che nell'ambito dell'attività svolta per la Sagl quest'ultima gli rimborsava – indipendentemente quindi dalle effettive spese sostenute – un importo forfetario per le spese d'automobile e di diaria. Anche per questo motivo, quindi, il rischio economico a carico di __________ per la sua collaborazione con RI 1 era dunque minimo.

 

A mente del TCA, dunque, appare corretto affermare che tutti questi elementi contribuiscono a riconoscere il ruolo di dipendente di __________ in seno alla società ricorrente. L'accento va posto in particolare sia sull'esistenza della subordinazione dal profilo delle modalità di azione siccome espressamente impartite dalla Sagl, sia sull'assenza di un particolare rischio economico legato all'esercizio della sua attività.

Questo aspetto emerge inoltre con lo stato di cose secondo cui l'assicurato nemmeno ha effettuato degli investimenti di una certa importanza per l'espletamento della sua attività a favore della ricorrente. La circostanza che "i miei uffici erano in Via __________, si trattava di un locale dove avevo una scrivania, il mio computer e dove tenevo il mio materiale. L'affitto l'ho sempre pagato io e non la RI 1" e che "È giusto dire che da RI 1 ebbi un telefonino che mi serviva per le telefonate di lavoro, la scheda sim e le telefonate erano però con l'abbonamento a carico mio." (doc. XVIII pag. 3), non è infatti sufficiente né quindi decisiva per qualificarlo come imprenditore autonomo.

 

                                12.   Lo stesso collaboratore ha affermato che la società insorgente non gli ha mai impedito di esercitare più mandati imponendogli un divieto di farle concorrenza ("Il contratto non impedisce la concorrenza specifica nel settore telecomunicazioni e mai la RI 1 mi ha vietato formalmente di fornire le mie prestazioni a __________ o __________, anche se per me era implicito che non l'avrei fatto. Ho avuto in quel periodo un contatto con __________ perché mi interessava diventare loro dipendente fisso, con il responsabile tecnico di cui non ricordo il nome, ma la cosa non approdò a nulla se non a farmi capire, qualora avessi collaborato fisso con __________, evidentemente non potevo pensare ad altri competitori del mercato della telefonia.", doc. XVIII pag. 4).

 

Dalle ulteriori informazioni acquisite nel corso dell'istruttoria, si deduce che malgrado l'esistenza di altri datori di lavoro ("nel periodo in discussione ho pure collaborato come dipendente della __________ dove tra l'altro era attivo anche il figlio di __________. L'attività è durata solo 3 o 4 mesi e dovevo vendere camion. Ho iniziato lì per una questione finanziaria. Non so precisare le date esatte ma anche per __________ ho avuto una collaborazione remunerata con provvigioni per la vendita di mobili, collaborazione durata meno di quella svolta per __________.", doc. XVIII pagg. 3 e 4), l'assicurato non è stato impedito di concentrare le sue energie ed il suo tempo essenzialmente nella ricerca di numerosi nuovi clienti per la telefonia, attività che ha costituito per il collaboratore stesso una buona parte dei suoi redditi.

 

La conseguenza secondo cui durante gli anni in esame l'assicurato avrebbe assunto altri incarichi ricevuti da altri committenti, non è decisiva. Come detto, infatti, ogni singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato distintamente ed indipendentemente dagli altri. Un assicurato può essere qualificato quale dipendente per un'attività ed indipendente per un'altra. Un assicurato può pure trovarsi simultaneamente in condizione d'indipendente e di dipendente nei confronti di una stessa persona (DTF 105 V 113).

 

                                13.   In sede di udienza è quindi emersa una significativa dipendenza economica ed organizzativa fra __________ e RI 1. Il reddito conseguito dall'assicurato per l'attività svolta in seno alla Sagl - e fatturata tramite la sua ditta individuale - era di tutto rilievo rispetto alle entrate globali del collaboratore. Vero è che queste prestazioni erano fatturate dalla __________ all'indirizzo della società insorgente e che i pagamenti che quest'ultima effettuava spettavano alla ditta individuale e non direttamente al suo titolare. Tuttavia, va ritenuto, come già evidenziato, che egli era l'unica persona che lavorava per la medesima, essendone il titolare.

 

Tanto è vero che durante la propria audizione "Il teste precisa che ha sempre svolto l'attività di acquisizione della clientela su incarico di RI 1 da solo, precisa di avere accompagnato __________ per insegnargli le modalità dell'attività, e ciò 2 o 3 volte, così che è poi successo anche con il sig. __________. Si trattava per me dell'attività principale che svolgevo sostanzialmente a tempo pieno." (doc. XVIII pag. 2).

 

Nemmeno il fatto che "È vero che il periodo che non so precisare ma credo tra il 2004-2005 la sig.ra __________ era mia collaboratrice e svolgeva sostanzialmente l'attività di telemarkering ossia cercava telefonicamente clientela da acquisire per la RI 1. La sig.ra __________ non era la mia compagna era una collaboratrice e mi dava una mano. Collaborava 1 o 2 mezze giornate la settimane e io la remuneravo con piccoli compensi. In totale ritengo di averle versato fr. 800.-." (doc. XVIII pag. 2 e 3) può fare apparire l'assicurato come un indipendente, siccome questa collaborazione, saltuaria e non particolarmente remunerata, non ha sgravato l'interessato dal ruolo di primo piano che ha assunto nei confronti della società ricorrente.

 

Infine, il fatto che "la __________ abbia effettivamente cercato dei collaboratori mediante delle pubblicazioni. Il teste evidenzia di avere sì cercato dei collaboratori, salvo errore su __________ (sito internet) quando la necessità si è fatta sentire ed è stata più intensa. Dalla documentazione prodotta dalla fiduciaria in sede di opposizione emerge che la ricerca è avvenuta nel marzo 2005. In effetti io ho lavorato forte a marzo ed aprile per cui in quel periodo mi necessitava una collaborazione. In quel periodo la sig.ra __________ non lavorava più per me." (doc. XVIII pag. 4), non influenza l'esito del presente giudizio, poiché il periodo in esame concerne soltanto gli anni 2003 e 2004.

 

Va ancora osservato che la circostanza secondo cui l'assicurato poteva delegare a terzi parte del proprio lavoro da eseguire nei confronti della società ricorrente, indica semplicemente come si trattasse di un rapporto di servizio a più stadi (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00, consid. 4).

 

                                14.   In base a quanto precede, la tesi ricorsuale non può essere seguita. I diversi elementi risultanti dal caso concreto indicano che si è in presenza, in materia di obbligo contributivo alle assicurazioni sociali, di un rapporto di dipendenza fra __________ e la ricorrente. Le caratteristiche di un'attività salariata sono infatti predominanti rispetto alle ragioni di affiliare l'assicurato come un imprenditore autonomo. Di conseguenza, nel principio la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata, per cui sui salari pagati all'assicurato durante gli anni 2003-2004 la società insorgente è tenuta a versare i contributi paritetici fissati dalla Cassa CO 1.

 

                                15.   Resta da verificare se la ricorrente debba versare i contributi paritetici sull'intera somma ripresa a titolo di salario (circa Fr. 44'000.-) oppure se debba esserle accordato il diritto alla deduzione del 25% dal salario conseguito quale rimborso spese non imponibile, normalmente concessa alla categoria dei venditori e rappresentanti di commercio.

 

Di regola, per gli agenti di commercio (compresi anche gli agenti d'assicurazione), la prassi prevede la possibilità di dedurre forfetariamente dal salario lordo soggetto a contribuzione una percentuale del 25% per le spese sostenute.

 

Le Direttive sul salario determinante (DSD) prevedono che se, in caso di spese generali indicate separatamente, le prestazioni del datore di lavoro designate quali indennità spese appaiono esagerate, si ammetteranno al massimo le deduzioni forfetarie (N. 4032 DSD).

Se le spese generali non sono indicate separatamente, di regola si dovranno dedurre dal salario lordo le spese generali effettivamente sopportate dal rappresentante di commercio nell'esercizio della sua attività. Se le spese generali esposte non sono né provate né verosimili, normalmente può essere dedotto dal salario lordo il 25% a titolo forfetario (N. 4034 DSD).

Se in un singolo caso le spese generali effettive fossero manifestamente inferiori a quelle calcolate secondo i predetti tassi, si devono ammettere solo le spese che corrispondono approssimativamente alle spese generali effettive sostenute (N. 4035 DSD).

Infine, se verosimilmente il datore di lavoro rimborsa solo parzialmente le spese generali, si possono applicare all'importo totale versato (salario + rimborso) i tassi forfetari precedentemente indicati (N. 4036 DSD).

Nel caso di specie, il dipendente riceveva ogni mese un rimborso forfetario separato per le spese d'automobile e quale diaria. Come visto, questi importi variavano a dipendenza del numero di clienti acquisiti sull'arco di un mese, partendo da un minimo di Fr. 120.- ad un massimo di Fr. 350.- per le spese d'automobile, rispettivamente di Fr. 100.- e Fr. 200.- per la diaria.

Inizialmente, questi rimborsi si aggiungevano all'importo conseguito con le provvigioni incassate per ogni cliente iscritto. Dal settembre 2004, la retribuzione dell'assicurato consisteva invece in un importo base fisso e nulla era specificato riguardo al fatto se era già comprensivo di un rimborso spese o meno.

 

Se è reso verosimile che l'importo compreso fra Fr. 120.- e Fr. 350.- rimborsato mensilmente dal datore di lavoro all'assicurato per le spese dell'automobile è solo un rimborso parziale, la Cassa deve riconoscere una deduzione del 25% a titolo di spese dal salario lordo (importo fisso o provvigione + spese di Fr. 120.-/ Fr. 350.-).

Se la ricorrente non rende verosimile questa circostanza, vanno riconosciute, quali spese, solo l'importo effettivamente versato, che si situa fra Fr. 120.- e Fr. 350.- mensili conformemente alla tabella di cui all'accordo del 2 ottobre 2003 (doc. C).

Alla medesima conclusione si giunge per il forfait mensile della diaria, variabile da Fr. 100.- a Fr. 200.-.

Va inoltre verificato se ed in che misura il salario dei mesi di settembre-dicembre 2004 sia comprensivo di un rimborso spese.

 

Come visto, di regola, gli agenti commerciali beneficiano di una deduzione forfetaria del 25% dal salario lordo soggetto a contribuzione per le spese sostenute. A mente del TCA, nel caso concreto, trattandosi di spese forfetarie apparentemente non giustificate (per l'automobile e come diaria), l'incarto deve essere rinviato alla Cassa affinché riesamini la fattispecie e, in applicazione delle citate direttive, verifichi se vi sia spazio per riconoscere all'assicurato almeno una parte delle spese forfetarie come richiesto dalla società ricorrente.

 

Parzialmente vincente in causa e siccome rappresentata da un patrocinatore legale, la ricorrente ha diritto a delle ripetibili, in casu, ridotte (art. 61 lett. g LPGA).

 

                                16.   Da ultimo, la ricorrente ha chiesto l'assunzione di ulteriori prove (in particolare, doc. I: audizione di __________ ed edizione della contabilità della ditta individuale __________ relativa al periodo 2003-2005).

A questo proposito il TCA rileva innanzitutto che l'audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d'essere sentito, sancito dalla Costituzione federale e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la giurisprudenza, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (STFA dell'8 novembre 1999 nella causa G.H. contro CCC e TCA, H 74/99 Ws, consid. 5b pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90 consid. 6 pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).

Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 28 giugno 2004 nella causa S.P., H 270/03; STFA del 3 maggio 2004 nella causa D. SA, H 318/02; STFA del 5 giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e 269/01; STFA del 13 maggio 2003 nella causa T.T.C. SA, H 218/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223 consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b; riguardo al previgente art. 4 vCost. fed, ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF 124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V 162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

In concreto, va rilevato da una parte come l'istanza d'audizione sia stata formulata in via generica e d'altra parte considerato che nelle more istruttorie sia stato dato seguito all'audizione del dipendente __________. Inoltre, siccome la presente causa ha potuto essere decisa sulla scorta degli atti già a disposizione di questo TCA, che appaiono chiari, illuminanti ed ancora non contestati nel loro contenuto, lo stesso rinuncia all'assunzione di ulteriori prove, in specie all'edizione della documentazione relativa alla ditta individuale del salariato della ricorrente ed all'audizione dell'altra teste indicata dalla società insorgente, poiché queste prove non influiscono sull'esito del presente giudizio.

 

A __________, quale parte interessata e direttamente interpellata dal TCA, va trasmessa copia della presente sentenza (cfr. anche STFA del 2 maggio 2005, H 14/04).

 

                                17.   Nella misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto federale, è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

Per quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale -, non vi è controllo giudiziario da parte del Tribunale Federale delle Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo (DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimenti); pertanto, il giudizio cantonale è definitivo.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto.

 

                                    §   La decisione impugnata è annullata e l'incarto rinviato all'Amministrazione, affinché proceda conformemente alle considerazioni esposte nel giudizio (cfr. consid. 15).

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. La Cassa CO 1 rifonderà alla ricorrente Fr. 400.- (IVA compresa) a titolo di ripetibili ridotte.

 

                                   3.   Comunicazione del presente giudizio alle parti ed a __________ quale parte interessata.

 

                                   4.   Nella misura in cui la lite ha per oggetto la richiesta di contributi per assegni familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                   5.   Per quanto attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti