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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sui ricorsi del 26 e del 27 gennaio 2006 di
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1. RI 1 2. RI 2
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contro |
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le decisioni su opposizione del 30 dicembre 2005 emanate da |
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Cassa CO 1
in materia di contributi AVS |
ritenuto, in fatto
A. Nell'ambito di un controllo relativo al periodo 1° aprile 2002-31 dicembre 2004, la Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per Fr. 104'060.-. Ritenendo tale importo come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente da RI 1 (Fr. 44'060.-) e da __________ (Fr. 60'000.-) sul quale non sono stati però prelevati i contributi AVS/AI/IPG/AD e AF, mediante due distinte decisioni di tassazione d'ufficio del 14 novembre 2005 (doc. 3 dell'Inc. n. 30.2006.15, tutti i documenti citati appartengono a questo incarto, salvo eccezione) la Cassa ha fissato in Fr. 15'307,15 i contributi paritetici dovuti dalla datrice di lavoro.
B. Il 30 dicembre 2005 (doc. A di entrambi gli incarti) la Cassa di compensazione ha emanato due distinte decisioni su opposizione con cui ha rigettato le opposizioni delle parti coinvolte ed ha confermato lo statuto di dipendente di RI 1, contestato, affermando che egli, oltre ad essere presidente del CdA della società, svolgeva la funzione di consulente/direttore a favore della medesima. L'Amministrazione ha inoltre precisato che l'assicurato non si assumeva né un rischio economico perché la SA gli versava degli importi regolari, né d'incasso, non agendo a proprio nome e per proprio conto; la società gli rifondeva poi le spese generali. Infine, non vi sarebbe una doppia imposizione con i redditi conseguiti a __________.
C. Il 26 gennaio 2006 (doc. I) RI 1 ha formulato ricorso in tedesco – poi tradotto in italiano (doc. V) - contro la rispettiva decisione su opposizione, chiedendo l'annullamento della stessa. Il ricorrente ha rilevato di sopportare personalmente il rischio imprenditoriale, di limitarsi a fornire delle consulenze alla società RI 2 e di aver guadagnato da quest'ultima degli importi pari a meno del 15% dei suoi ricavi totali. Inoltre, egli si sarebbe assunto le spese di viaggio dal luogo di lavoro -corrispondente al suo domicilio __________ - al Canton Ticino, di vitto, d'alloggio e di spedizione postale.
Dal canto suo, la società ricorrente si è limitata a riprendere interamente il testo del ricorso inoltrato dall'assicurato anch'esso ricorrente (doc. VIII dell'Inc. n. 30.2006.17).
D. Con risposta del 17 marzo 2006 (doc. VII) l'Amministrazione ha proposto il rigetto dei ricorsi, ribadendo integralmente le argomentazioni già esposte ed evidenziando ancora che RI 1 sarebbe azionista della SA e presidente del suo CdA e che in tali vesti avrebbe percepito Fr. 5'000.- per gli anni 2002 e 2003, mentre Fr. 34'060.- quale consulente e direttore nel 2004. Siccome quest'ultima funzione è per definizione considerata come un'attività salariata (NN. 2028 e 2030 DSD), non v'è dubbio che l'assicurato debba essere affiliato come dipendente.
E. Con osservazioni del 25 marzo 2006 (doc. IX) l'assicurato ha precisato di essere diventato presidente di RI 2 soltanto dal giugno 2005, che le fatture da lui emesse erano per consulenze e non quali onorari del CdA, che i pagamenti ricevuti non erano regolari, che le somme ricevute dalla società rappresentavano meno del 15% dei suoi ricavi e che egli si assumeva le spese generali eccetto dei rimborsi per viaggi.
Nei successivi scritti del 7 aprile 2006 (docc. XII e XVI) della Cassa rispettivamente del 12 aprile 2006 (doc. XIV) dell'assicurato, le parti hanno precisato alcuni punti, riconfermandosi in sostanza nelle proprie posizioni.
in diritto
in ordine
1. I ricorsi inoltrati da RI 1 e da RI 2 concernono fatti di ugual natura e pongono gli stessi temi giuridici, perciò sono congiunti a norma degli artt. 23 della Legge di procedura per le cause davanti al TCA e 72 CPC.
2. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
3. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali (materiali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che deve essere valutata giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b). Il TFA, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali (formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2).
In concreto, le decisioni impugnate si riferiscono alla fissazione dei contributi sociali AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dai ricorrenti per un periodo sia antecedente il 31 dicembre 2002 (per i mesi da aprile a dicembre 2002) sia posteriore (2003-2004). Le decisioni (formale e su opposizione) sono invece state entrambe emanate nel corso del 2005. Pertanto, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per la fissazione dei contributi dovuti sono applicate le norme materiali e le Direttive in vigore fino al 31 dicembre 2002 per il primo anno ed i disposti LAVS validi dal 1° gennaio 2003 per gli altri due anni revisionati dalla Cassa.
nel merito
4. Oggetto del contendere è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell'attività lucrativa svolta da RI 1 nel periodo aprile 2002-dicembre 2004 a favore di RI 2.
Se quest'ultima sarà considerata datrice di lavoro del primo, occorrerà riprendere a titolo di salario gli importi versati al dipendente, rientrando essi nel suo salario determinante (art. 5 cpv. 2 LAVS). Su tale ammontare la datrice di lavoro dovrà versare i contributi paritetici totali, ma potrà pretendere dal salariato che riversi la sua parte (art. 14 LAVS).
5. A norma dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
6. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
7. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:
" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (…)."
8. Il TFA ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
9. Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). È riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti (cpv. 3).
L’art. 11 LPGA considera datore di lavoro chi impiega salariati.
Il datore di lavoro è la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).
La LAVS presume che la persona che paga dei salari è un datore di lavoro (Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).
10. A proposito dei consulenti, va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, in particolare pag. 79, consid. 4b, il TFA ha stabilito che gli elementi a favore di un'attività indipendente, in quel caso erano predominanti:
" (…) 4.- a) Die sozialversicherungsrechtliche Beitragspflicht Erwerbstätiger richtet sich unter anderem danach, ob das in einem bestimmten Zeitraum erzielte Erwerbseinkommen als solches aus selbständiger oder aus unselbständiger Erwerbstätigkeit zu qualifizieren ist (Art. 5 und 9 AHVG sowie Art. 6 ff. AHVV). Nach Art. 5 Abs. 2 AHVG gilt als massgebender Lohn jedes Entgelt für in unselbständiger Stellung auf bestimmte oder unbestimmte Zeit geleistete Arbeit; als Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit gilt nach Art. 9 Abs. 1 AHVG jedes Einkommen, das nicht Entgelt für in unselbständiger Stellung geleistete Arbeit darstellt. Nach der Rechtsprechung beurteilt sich die Frage, ob im Einzelfall selbständige oder unselbständige Erwerbstätigkeit vorliegt, nicht aufgrund der Rechtsnatur des Vertragsverhältnisses zwischen den Parteien. Entscheidend sind vielmehr die wirtschaftlichen Gegebenheiten. Die zivilrechtlichen Verhältnisse vermögen dabei allenfalls gewisse Anhaltspunkte für die AHV-rechtliche Qualifikation zu bieten, ohne jedoch ausschlaggebend zu sein. Als unselbständig erwerbstätig ist im allgemeinen zu betrachten, wer von einem Arbeitgeber in betriebswirtschaftlicher bzw. arbeitsorganisatorischer Hinsicht abhängig ist und kein spezifisches Unternehmerrisiko trägt. Aus diesen Grundsätzen allein lassen sich indessen noch keine einheitlichen, schematisch anwendbaren Lösungen ableiten. Die Vielfalt der im wirtschaftlichen Leben anzutreffenden Sachverhalte zwingt dazu, die beitragsrechtliche Stellung eines Erwerbstätigen jeweils unter Würdigung der gesamten Umstände des Einzelfalles zu beurteilen. Weil dabei vielfach Merkmale beider Erwerbsarten zutage treten, muss sich der Entscheid oft danach richten, welche dieser Merkmale im konkreten Fall überwiegen (BGE 104 V 126 Erw. a; ZAK 1982 S. 185 Erw. 1 und 215 Erw. 3). b) Der vom Beschwerdeführer mit der Firma BECSA am 26. November 1976 abgeschlossene "Contrat pour une mission de conseiller" enthält einige Abmachungen, die auf eine unselbständige Erwerbstätigkeit schliessen lassen könnten. Dies gilt etwa für die Bestimmungen der Art. 5 (frais de déplacement), Art. 8 (exclusivité) und Art. 10 (discrétion, loyauté, concurrence). Die Ausgleichskasse hat daraus und "in Übereinstimmung mit der Beurteilung der Einschätzungsabteilung II des kantonalen Steueramtes Zürich" den Schluss gezogen, dass im fraglichen Beratungsvertrag die Kriterien der unselbständigen Erwerbstätigkeit überwögen. Die Vorinstanz fügte dem bei, dass der Beschwerdeführer gemäss Vertrag kein Unternehmerrisiko getragen habe, woran nichts ändere, dass er in Belgien eine möblierte Wohnung gemietet und darin ein Büro eingerichtet habe. Der Rechtsauffassung von Verwaltung und Vorinstanz kann nicht beigepflichtet werden. Es ist eine bekannte Erscheinung der neueren Zeit, dass sich sowohl Einzelpersonen als auch Organisationen, die auf ein bestimmtes technisches oder kaufmännisches Fachgebiet spezialisiert sind, einer Firma (exklusiv oder neben andern) auf bestimmte oder unbestimmte Zeit in einem selbständigen Auftragsverhältnis in Beraterfunktion zur Verfügung stellen. Im Falle des Beschwerdeführers liegt ein typisches solches selbständiges Beratungsverhältnis vor. Davon abgesehen, dass es sich beim "Contrat pour une mission de conseiller" zivilrechtlich nicht um einen Arbeitsvertrag, sondern um einen Auftrag handelt - was im vorliegenden Zusammenhang zwar nicht entscheidend, aber gleichwohl bezeichnend ist -, und dass der Beschwerdeführer ausdrücklich "expert indépendant" genannt wird, deutet der materielle Inhalt des Vertragswerkes überwiegend auf eine selbständige Erwerbstätigkeit hin. Die erwähnten Bestimmungen, welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art. 11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin, dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber aus dem grossen Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim Bau zweier Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein nicht entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt. Bei Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird. Anderseits liegt es in der Natur eines Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des Unternehmerrisikos zu betrachten. (…)."
In un'altra sentenza del 18 settembre 2000 nella causa M. (H 59/00), il TFA ha stabilito che il conferimento ad un fiduciario commercialista esterno dell'incarico di tenuta della contabilità da parte di una persona giuridica configura abitualmente gli estremi di un rapporto di mandato e quindi di una retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente.
In quel caso l'assicurato, dipendente a tempo pieno presso una Casa medicalizzata per persone anziane in qualità di contabile, nel tempo libero, in accordo con il proprio datore di lavoro, si occupava della contabilità di alcuni clienti che si erano rivolti a lui quando ancora svolgeva l'attività di fiduciario. Non era in alcun modo integrato nell'organizzazione dell'associazione, non possedeva alcun ufficio presso la medesima, aveva sempre svolto il mandato affidatogli nei locali della propria abitazione, sopportava personalmente l'affitto di tali locali e assumeva sia le spese per le infrastrutture che quelle generali d'ufficio. Non esisteva alcun tipo di rapporto di subordinazione con la sua mandante, non riceveva alcuna istruzione e sceglieva liberamente tanto gli orari durante i quali svolgere il mandato quanto gli strumenti necessari per fornire il risultato promesso. Egli sopportava inoltre il rischio imprenditoriale nella misura in cui finanziava sia gli investimenti effettuati per l'allestimento dell'ufficio che i premi di un'assicurazione responsabilità civile stipulata a copertura di eventuali danni nell'esercizio della sua professione di fiduciario.
In un'altra sentenza dell'8 luglio 2003 nella causa A. (H 156/01), il TFA ha confermato la qualifica di indipendente di un collaboratore libero e indipendente che svolgeva lavori amministrativi e mandati di consulenza per diverse società, tra le quali la ricorrente.
Infine, in una sentenza del 9 agosto 2004 nella causa L. SA (H 117/03), il TFA ha confermato che un chimico industriale, che fungeva da consulente della ricorrente, andava qualificato quale dipendente della società. L'Alta Corte ha inoltre rammentato che:
" (…) si può poi ancora ricordare - come già fatto dai giudici cantonali - che l'esistenza di un'attività dipendente è possibile anche laddove, ad esempio, un rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni, si assume le spese generali, non è vincolato da una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro e lavora per più ditte. Né va dimenticato che i principi applicabili alla distinzione tra attività dipendente e indipendente non comportano soluzioni uniformi e di applicazione automatica quasi si trattasse di una scienza esatta (…)."
11. In concreto, va preliminarmente rammentato che, di principio, la Cassa ha rettamente proceduto emanando le tassazioni d'ufficio del 14 novembre 2005. Infatti, l'Amministrazione è tenuta ad emettere una tassazione d'ufficio quando il datore di lavoro non ha versato i contributi, o se non ne ha versati sufficientemente, vale a dire se non ha né fornito il conteggio dei contributi né pagato i contributi (N. 5037 DRC nel tenore applicabile al caso di specie). Essa, agendo in conformità all'art. 38 OAVS, ha dunque rispettato le norme applicabili alla fattispecie.
Dai documenti agli atti, emerge che l'attività di consulenza espletata da RI 1 per RI 2 nel periodo in esame configura un'attività lucrativa di tipo indipendente.
Ciò non implica comunque, va ribadito, che eventuali suoi rapporti con altri committenti debbano essere qualificati nel medesimo modo. Come visto, infatti, un assicurato può essere qualificato quale dipendente per un'attività ed indipendente per un'altra. Un assicurato può pure trovarsi simultaneamente in condizione d'indipendente e di dipendente nei confronti di una stessa persona (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl - Inc. n. 30.2001.00057; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165; DTF 105 V 113). Fondamentale è che ogni singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato distintamente ed indipendentemente dagli altri.
12. I ricorrenti sostengono che l'attività svolta da RI 1 per conto della SA consista in prestazioni di consulenza del primo a favore della seconda. Inoltre, l'assicurato non nega di essere azionista della società – come sostiene la Cassa -, tuttavia contesta di essere stato suo presidente negli anni in oggetto, ma di esserlo diventato soltanto nel giugno 2005.
L'estratto del Registro di commercio agli atti (doc. V dell'Inc. n. 30.2006.17) conferma che sin dalla sua costituzione, nell'aprile 2002, l'assicurato era membro del Consiglio d'Amministrazione di RI 1 con diritto di firma collettiva a due. È solo il 12 maggio 2005 che egli è diventato presidente della SA, mantenendo il diritto di firma collettiva a due.
La lamentela degli insorgenti, su questo punto, va quindi accolta.
Per quanto concerne il tipo di attività prestata dall'assicurato, le versioni delle parti si contrappongono: i ricorrenti la definiscono consulenza, la Cassa onorari quale membro del CdA per gli anni 2002 e 2003 e come direttore della società nel 2004, qualificando l'interessato come un dipendente della SA in virtù delle Direttive sul salario determinante (NN. 2028 e 2030 DSD).
L'assicurato nega che si trattava di onorari da CdA, affermando che "Le somme pagate in 2002 e 2003 erano solo piccole parti degli onorari per consulenze perché la RI 2 non era (e sempre non è) in grado di pagare di più." (docc. IX e XIV).
A questo proposito, il TCA osserva che la somma di Fr. 5'380.- mal si addice come indennizzo per un membro del CdA, nel senso che non si tratta di un importo forfetario, né corrisponde ad un regolare importo mensile tondo. La spiegazione fornita dai ricorrenti non appare dunque insostenibile, indipendentemente dal fatto che l'assicurato era anche azionista.
Questa circostanza, inoltre, a dispetto di quanto ipotizzato dalla Cassa, non contribuisce, in questo caso, a qualificarlo come un dipendente. RI 1, di professione consulente per ditte ("Unternehmungsberatung"), non offriva le sue prestazioni soltanto per la società qui ricorrente. Come ha evidenziato la Cassa, è noto che l'assicurato ha esplicato la sua attività a favore di almeno un'altra società.
Anche il tempo dedicato alla società in esame non appare come tipico di un direttore d'azienda, per di più azionista (doc. 1). Nel mese d'agosto 2004 (doc. 2), per esempio, l'assicurato ha indicato di aver lavorato complessivamente tre giorni a favore della SA.
La stessa conclusione è possibile trarla per quanto concerne i rimborsi spese. Nella tabella agli atti relativa al periodo da metà luglio a metà settembre 2004, ad esempio, non sono stati indicati dei gran movimenti di attività a favore della ricorrente (doc. 2). Qualche perplessità possono forse sollevarla alcune elevate cifre relative ai rimborsi di spese di rappresentanza incassati dall'interessato (per esempio, nel 2002 e nel mese di febbraio 2003); ma gli altri importi, contenuti, ricevuti per il medesimo scopo, riequilibrano subito la situazione. Ogni dubbio va poi fugato, siccome per ogni spesa è indicato esserci – sebbene non sia agli atti – un documento giustificativo.
13. A proposito di somme realizzate dall'assicurato lavorando per la ricorrente, va osservato che dagli atti all'inserto risulta che per gli anni 2002 e 2003 il collaboratore ha fatturato alla società Fr. 5'380.- per le sue prestazioni. Il versamento è avvenuto il 31 dicembre 2002 rispettivamente il 22 maggio 2003 (doc. 2). Tuttavia, dalle schede contabili messe a disposizione dalla Cassa discende che l'onorario del 2002 figura quale debito della società (scheda conto 2010: "Altri debiti a breve termine").
Per quanto concerne l'ultimo anno, il 2004, l'assicurato ha fatturato alla ricorrente un importo totale di Fr. 34'060.- (doc. 2), corrispondente praticamente ad un compenso ogni mese per le sue prestazioni.
Questi ammontari, ripresi come tali dall'Amministrazione, sono stati ammessi da entrambi i ricorrenti.
Osservando nel dettaglio le somme realizzate mensilmente nel 2004, etichettate dalla Cassa di compensazione come salari che un dipendente riceve ogni mese, occorre evidenziare che non si tratta di importi forfetari. La scheda conto 3320 "Onorari" quantifica così le somme versate ad RI 1: Fr. 4'304.- in gennaio, Fr. 3'228.- in febbraio, Fr. 4'842.- in marzo, Fr. 4'500.- in aprile, Fr. 3'072.- e Fr. 1'500.- in maggio, Fr. 2'500.- in luglio, Fr. 2'000.- in agosto, Fr. 3'000.- e Fr. 1'000.- in ottobre, Fr. 2'500.- in novembre e Fr. 1'614.- in dicembre (doc. 2).
L'ammontare ricevuto variava quindi sensibilmente ed in continuazione, a dipendenza dell'attività svolta a favore della società. Di conseguenza, appare difficile sostenere che quanto ricevuto sia simile ad un salario che normalmente consegue un dipendente.
Quale esempio delle fatturazioni allestite dal collaboratore nei confronti della società, la Cassa acclude una "Rechnung" del seguente tenore: "Für den Aufwand von RI 1 im August 2004 berechnen wir Ihnen: 3 Tage zu CHF 1000.- + 7,6% MWST CHF 228, Total Rechnungsbetrag: CHF 3228.-".
Sulla scorta delle affermazioni dell'interessato della cui correttezza non v'è motivo di dubitare, è lecito ritenere che le summenzionate cifre (Fr. 5'380.- e Fr. 34'060.-) sottolineino che i compensi che il collaboratore ha percepito dalla SA ricorrente nel periodo 2002-2004 siano di gran lunga inferiori agli onorari incassati per i lavori eseguiti per conto di altre persone durante il medesimo periodo. L'assicurato stesso ha evidenziato che nel 2002 ha ricevuto da RI 2 una somma corrispondente al 10,7% dei suoi ricavi totali, pari al 5,1% nel 2003 ed al 12,3% nell'anno 2004.
Pertanto, non presta il fianco ad alcuna critica la conclusione che la collaborazione con la società ricorrente non costituiva un'importante risorsa economica per l'assicurato, quindi che quest'ultimo non ha creato una sua dipendenza economica nei di lei confronti (STFA del 17 febbraio 2005 nella causa C. AG, H 12/04).
Vi sono, inoltre, agli atti, delle tabelle riassuntive degli impegni esercitati dallo stesso assicurato a favore della SA insorgente. La distinta di agosto 2004, per esempio, elenca il luogo in cui l'interessato ha svolto i propri impegni di lavoro, il nome del partner contattato ed il tempo impiegato.
L'altra tabella, riferita al periodo da metà luglio 2004 a metà settembre 2004, menziona i viaggi e le diverse spese di rappresentanza sostenute (quali pranzi e cene), per un totale di Fr. 783,80 (doc. 2).
Le schede conto 3340 elencano le "Spese di rappresentanza e viaggio" sostenute da RI 1 e dall'altro socio __________ per gli anni 2002, 2003 e 2004 (doc. 4). Per quanto attiene al ricorrente, i rimborsi delle spese sono avvenuti nei mesi di luglio, ottobre e dicembre 2002; febbraio, aprile, luglio, ottobre, novembre e dicembre 2003; aprile (2 volte), luglio (2 volte), ottobre (2 volte) e dicembre 2004.
A proposito di questi rimborsi spese, è vero che le parti non hanno prodotto dei documenti giustificativi; tuttavia, è verosimile ritenere che l'assicurato abbia effettivamente sostenuto questi costi, poiché i rimborsi non sono costituiti da cifre tonde che potrebbero far pensare che si tratti di meri indennizzi forfetari. Inoltre, le schede conto indicano sempre il numero del documento giustificativo della spesa.
La rifusione delle spese, come in qualsiasi tipo di mandato, non costituisce elemento decisivo. I diversi elementi del caso concreto indicano in effetti concordemente ed in modo convincente la sussistenza di un rapporto quantomeno parificabile ad un mandato e quindi di una retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente (citata STFA del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00).
14. Nell'espletamento della sua attività per conto della SA, verosimilmente a proprio nome e per proprio conto, l'assicurato non faceva capo a strutture della società. Egli lavorava per la maggior parte del tempo nel suo ufficio di __________ e si assumeva personalmente le spese generali dell'ufficio, benché da quella postazione lavorava anche a favore della ricorrente. Veniva in Ticino solo ogni tanto per riunioni con "possibili partner" e/o con gli altri azionisti. In quelle occasioni, l'interessato si faceva carico sia delle spese dell'alloggio sia di viaggio. Inoltre, come risulta dalla seppur poca documentazione a disposizione, qualche volta l'assicurato ha intrapreso dei viaggi di rappresentanza all'estero e a __________ per incontri con possibili fornitori e/o clienti, per le cui spese – come già evidenziato – ha ricevuto un rimborso effettivo da RI 2 (doc. IX).
Eseguendo queste funzioni, e con le modalità descritte, a favore della SA, pur in qualità di azionista della medesima l'assicurato ha pertanto sopportato un rischio economico legato all'esercizio della sua attività (Pratique VSI 1995 pag. 27 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, op. cit., pag. 167 n. 56 ad art. 5 LAVS).
In specie risulta dunque un rischio aziendale come richiesto dalla giurisprudenza, tipico di un’attività lucrativa di carattere indipendente (STFA del 29 dicembre 2003 nella causa B., H 320/01).
15. Considerate tutte le circostanze evidenziate, le tesi ricorsuali trovano accoglimento. I diversi elementi risultanti dal caso concreto indicano che si è in presenza, in materia di obbligo contributivo alle assicurazioni sociali per il periodo in oggetto, di una persona indipendente. Le caratteristiche di un'attività indipendente sono infatti predominanti rispetto alle ragioni di affiliare l'assicurato come un dipendente della società ricorrente.
Di conseguenza, la decisione su opposizione della Cassa che ha qualificato l'assicurato come dipendente della SA è errata e come tale va annullata. I redditi versati all'assicurato durante il periodo aprile 2002-dicembre 2004 (complessivamente Fr. 44'820.-, sebbene la Cassa li abbia fissati in Fr. 44'060.-) vanno pertanto considerati come suo onorario, su cui non vanno prelevati contributi paritetici. Per questo periodo contributivo, la Cassa dovrà dunque emanare una nuova decisione di fissazione dei contributi che non comprenda questi onorari, ma soltanto i salari versati a __________.
16. Nella misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto federale, è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.
Per quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale -, non vi è controllo giudiziario da parte del Tribunale Federale delle Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo (DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimenti); pertanto, il giudizio cantonale è definitivo.
Sebbene siano vincenti in causa, i ricorrenti non hanno diritto a ripetibili siccome non sono patrocinati (art. 61 lett. g LPGA).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. I ricorsi, congiunti, sono accolti.
§ Le decisioni impugnate sono annullate e gli incarti trasmessi alla Cassa di compensazione affinché emani una nuova decisione di fissazione dei contributi conformandosi agli esposti considerandi.
2. Non si prelevano tasse e spese, e non si accordano ripetibili.
3. Nella misura in cui la lite ha per oggetto la richiesta di contributi per assegni familiari, la presente decisione è definitiva.
4. Per quanto attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
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terzi implicati |
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Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti