Raccomandata

 

 

Incarto n.
30.2006.31

 

cs

Lugano

8 gennaio 2007

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il giudice delegato

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Ivano Ranzanici

 

con redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

 

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 giugno 2006 di

 

 

RI 1

 

 

contro

 

 

 

la decisione su opposizione del 15 maggio 2006 emanata da

 

Cassa CO 1

 

 

in materia di contributi AVS

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                  A.   Durante il controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 OAVS), per il periodo 1.1.2002 – 31.12.2005, un’ispettrice della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati dalla RI 1 per un importo complessivo di fr. 225’000 (cfr. plico doc. 4).

 

                                         L’amministrazione ha qualificato quale dipendente della società per il periodo 1.1.2003-31.3.2005, __________, azionista ed amministratore unico della RI 1, già dipendente della società con funzioni direttive fino al gennaio 2002 e nuovamente dipendente della medesima dall’aprile 2005. La Cassa ha ritenuto l’importo annuo di fr. 75'000 conseguito dall’interessato, quale salario.

                                         Ritenendo queste retribuzioni provento da attività lucrativa dipendente, l’amministrazione ha fissato le riprese salariali tramite tassazione d’ufficio del 31 marzo 2006 (doc. 1), confermata con decisione su opposizione del 15 maggio 2006 (doc. A1).

 

                                  B.   Contro la predetta decisione la società è tempestivamente insorta, contestando la qualifica effettuata dalla Cassa (doc. I).

 

                                  C.   Con risposta del 12 luglio 2006 l’amministrazione ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, se necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. V).

 

                                  D.   Pendente causa il TCA ha richiamato l’incarto fiscale di __________ (doc. VII e VIII) ed ha sentito le parti nel corso di un’udienza (doc. XI).

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                                   1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.

 

                                         Nel merito

 

                                   2.   Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid. 4b).

                                         Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF 130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In concreto le decisioni formale e su opposizione si riferiscono a contributi da versare per gli anni dal 2003 al 2005 e sono state emanate nel corso del 2006.

                                         Per cui trovano applicazione le nuove disposizioni della LAVS modificate dalla LPGA.

 

                                   3.   La società contesta la posizione di dipendente di __________ per gli anni 2003-2005, rilevando che la medesima convenuta ha riconosciuto, dal 1. febbraio 2002, lo statuto di indipendente dell’interessato, il quale ha del resto pagato dei contributi in tale qualità.

 

                                   4.   A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

 

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

 

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.

 

Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.

E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati
(art. 11 LPGA).

 

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                                   5.   Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04, STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00).

 

                                   6.   Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,
pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993
pag. 226 consid. 3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),
pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

                                   7.   Dagli atti emerge che __________ è amministratore unico, con diritto di firma individuale, della società ricorrente, da diversi anni, per la quale è stato dipendente fino al mese di gennaio 2002.

 

                                         Dal febbraio 2002 al 31 marzo 2005 l'interessato è stato affiliato quale indipendente. Dal 1. aprile 2005 l'assicurato è ritornato alle dipendenze della convenuta.

 

                                         Negli anni dal 2003 al 2005 __________ ha conseguito una cifra d'affari complessiva di fr. 230'000, così suddivisa: nel 2003 fr. 80'000, di cui fr. 75'000 per il lavoro svolto a favore dell'insorgente; nel 2004 fr. 75'000 conseguiti per il lavoro svolto per la ricorrente; nel 2005 fr. 75'000 per l'attività effettuata per la società convenuta.

 

                                         Questa circostanza, e meglio l’attività svolta dall’interessato praticamente solo a favore della società ricorrente, configura chiaramente le caratteristiche tipiche dell’attività dipendente (cfr. STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; STCA dell’8 agosto 2005 nella causa S., inc. 30.2004.105).

 

                                         Il rapporto di subordinazione nei confronti della società, derivante dall’intera cifra d’affari conseguita lavorando per la ricorrente negli anni 2004 e 2005 e nel 93% nel 2002, ossia dalla dipendenza finanziaria nei confronti della medesima, nonché dal fatto che l’assicurato è azionista e amministratore unico della società, fa sì che le caratteristiche dell’attività dipendente siano nettamente predominanti rispetto a quelle dell’attività indipendente.

 

                                   8.   La ricorrente fa tuttavia valere che __________ è stato affiliato quale indipendente dalla stessa Cassa ed ha espletato tutte le formalità, regolarizzando la sua situazione anche dal punto di vista fiscale. Inoltre, a causa dell’incertezza circa la qualifica dell’attività svolta, l’insorgente sostiene di avere dovuto sopportare un danno economico.

 

                                         Va qui rilevato che il TFA ha stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa
B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

Per quanto concerne l’aspetto fiscale, come visto in precedenza, va rammentato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),
pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

Per cui, il fatto che l’assicurato sia stato tassato quale indipendente dall’autorità fiscale, non pregiudica la qualifica in ambito AVS.

 

9.Inoltre, la circostanza secondo cui oltre all'attività svolta per la ricorrente durante gli anni dal 2003 al 2005, __________ avrebbe pure assunto altri mandati da altri committenti non è decisiva, nella misura in cui, come detto, ogni singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato distintamente ed indipendentemente dagli altri. Questa Corte deve quindi basarsi soltanto sulla natura dell'attività svolta dal collaboratore a favore dell’insorgente, prestando particolare attenzione al contenuto del rapporto esistente fra di essi. Eventuali altre collaborazioni svolte dall'assicurato a favore di terzi non sono oggetto del presente giudizio e non influiscono sulla determinazione del suo statuto.

 

Del resto dagli atti emerge che nel periodo in esame su una cifra d’affari di fr. 230'000, fr. 225'000 sono stati conseguiti lavorando per l’insorgente.

 

Ciò non implica comunque, va ribadito, che eventuali suoi rapporti con altri committenti debbano essere qualificati nel medesimo modo. Come visto, infatti, un assicurato può essere qualificato quale dipendente per un'attività ed indipendente per un'altra. Un assicurato può pure trovarsi simultaneamente in condizione d'indipendente e di dipendente nei confronti di una stessa persona (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl - Inc. n. 30.2001.57; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165; DTF 105 V 113). Fondamentale è che ogni singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato per sé stesso, distintamente ed indipendentemente dagli altri.

Nessun ostacolo impedisce dunque all'assicurato di poter essere affiliato come indipendente nei confronti di terzi quale consulente e come dipendente quando è al servizio della __________ qui ricorrente.

 

                                10.   La ricorrente sostiene inoltre che __________ ha dovuto assumersi un grande rischio imprenditoriale.

 

Va osservato che nell'espletamento della sua attività l’interessato non emetteva fatture destinate ai beneficiari delle sue prestazioni, mandanti dei lavori, per un pagamento diretto. Egli si rivolgeva unicamente e direttamente alla ricorrente, che gli commissionava l'esecuzione di lavori (cfr. ricorso: “il fatto che tutti i progetti ed i lavori siano stati fatturati da noi deriva da un’esigenza di chiarezza nel presentare i rendiconti ai clienti, che desiderano sempre conteggi onnicomprensivi ed unitari nell’ambito dei lavori svolti.”).

Obbligata alle prestazioni nei confronti del precitato assicurato era quindi soltanto la __________ e non i di lei clienti finali, che non avevano un rapporto giuridico diretto con il collaboratore, semplice esecutore materiale di lavori ottenuti dalla ricorrente.

 

Questo fa sì che nell'eseguire la propria attività per la ricorrente, l'assicurato non ha corso – contrariamente a quanto asserito dalla __________ ricorrente - alcun rischio particolare legato al suo lavoro e nemmeno ha dovuto accollarsi un rischio economico (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS). L'assicurato non si è infatti assunto direttamente e personalmente alcun rischio economico, nella misura in cui la società affiliata alla Cassa - e non i terzi committenti – regolava direttamente i propri impegni con il suo collaboratore, versandogli regolarmente il medesimo importo (fr. 75'000 annui per 3 anni).

 

L'assicurato non si è così assunto alcun rischio d'incasso nel senso di rischio di perdita nel non riuscire ad incassare quanto fatturato avendo garantito, ogni anno, il medesimo importo; proprio come un normale collaboratore dipendente subordinato al suo datore di lavoro, che riceve sempre lo stesso stipendio (cfr. anche Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; cfr. Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS).

 

La ditta insorgente si è pertanto assunta il rischio economico, mentre l'assicurato, non agendo a proprio nome e per proprio conto, non si è fatto carico di alcun rischio particolare verso terzi.

Tale circostanza indica dunque l'assenza di un rischio d'incasso verso la committenza della società.

 

Del resto, come emerge dal verbale di udienza, l’attività è sempre stata svolta presso la sede della società. __________ non disponeva di un ufficio proprio (cfr. doc. XI: “Confermo che la mia attività di acquisitore di clientela per la RI 1 non mi ha imposto la costruzione di un nuovo ufficio ma veniva svolta presso la sede societaria.”).

 

Non va poi dimenticato che l'eventualità che la società ricorrente avrebbe potuto non versare al suo collaboratore gli ammontari da esso fatturati avrebbe posto quest'ultimo nella medesima posizione di un lavoratore dipendente che non riceve quanto pattuito con il proprio datore di lavoro. Da ciò discende che il rischio economico che l'interessato sopportava era praticamente nullo e di conseguenza non analogo a quello di un imprenditore indipendente (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS). Non si può quindi sostenere che egli si assumeva una perdita di guadagno tipica di un lavoratore indipendente.

 

                                11.   Rilevato che __________ va considerato dipendente della società, va ora esaminato se, come ritiene l’insorgente, vi è una doppia imposizione dei redditi conseguiti dall’interessato, avendo già pagato, negli anni in esame, degli acconti.

 

                                         Il TFA ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale.

                                         Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite.

                                         Se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         In concreto dagli accertamenti esperiti da questo TCA (cfr. anche verbale di udienza, doc. XI), emerge che l’interessato, negli anni oggetto del contendere, ossia dal 2003 al 2005 ha solo versato degli acconti. La Cassa ha infatti emesso una decisione definitiva solo per il 2002.

 

                                         L’amministrazione poteva pertanto esaminare liberamente lo statuto di __________ nei confronti della società ricorrente.

 

                                         Va qui evidenziato che la situazione, per i motivi che seguono, non sarebbe stata diversa nemmeno se la Cassa avesse potuto effettuare la ripresa unicamente in presenza degli estremi per una revisione o una riconsiderazione.

 

                                12.   Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.

 

                                         Kieser, in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota 30, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:

 

"  b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält. Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen (vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort eingereicht, ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung, 457, der eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl. BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

"  wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss - derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser, Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen (Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei Verfügungserlass präsentierte." (STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03)

 

                                         Nel caso di specie considerata l'ingente somma sulla quale sono stati prelevati i contributi (fr. 225’000) e rilevato come le eventuali decisioni erano senza dubbio errate nella misura in cui consideravano l’insorgente quale indipendente, la Cassa competente poteva riconsiderare le decisioni con effetto retroattivo e procedere alla ripresa salariale.

 

                                         Come risulta dai precedenti considerandi, l'unica qualifica possibile in concreto era quella dell'attività dipendente per la ricorrente. Ogni altra soluzione è manifestamente insostenibile.

                                         Alla luce di tutto quanto precede la decisione amministrativa si rileva corretta (cfr. anche STCA del 27 ottobre 2003 nella causa F., inc. 30.2003.26, confermata dalla STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03).

 

                                         Va ancora rilevato che, in virtù dell’art. 16 cpv. 3 LAVS, la Cassa restituirà ad __________ l’importo degli acconti versati in troppo.

 

                                13.   Infine, la società contesta il pagamento dei contributi alla LADI, poiché dovrebbe versare contributi per prestazioni che non potrebbe ormai più ottenere.

                                         In particolare l’insorgente afferma che “negli anni fra il 2002 ed il 2004 la decisione di affiliare come indipendente il consulente in oggetto gli ha impedito di fruire dell’assicurazione contro la disoccupazione per coprire il calo del suo reddito personale al di sotto del limite assicurato per i dipendenti di Fr. 106'800.- annui. Il consulente in oggetto, nella corrispondenza intercorsa prima dell’affiliazione del 20 febbraio 2002 aveva edotto proprio di questo rischio la Cassa di compensazione.” e che “una riconsiderazione dello statuto del consulente potrebbe quindi essere fatta solo di pari passo alla riapertura di una pratica per la concessione delle indennità di disoccupazione per coprire la differenza fra i redditi del limite coperto di Fr. 106'800.—ed i Fr. 75'000.- che il consulente è riuscito a conseguire.” (doc. I).

 

                                         La ricorrente fa implicitamente valere la violazione del principio della buona fede, sancito dall’art. 9 Cost., che permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.
Tuttavia, secondo la giurisprudenza di regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).

 

                                         In concreto la Cassa non ha fornito informazioni erronee, ma ha affiliato __________ quale indipendente, come da lui stesso richiesto. Solo a posteriori, 4 anni dopo, sulla base delle chiare emergenze fattuali, è stato possibile fissare definitivamente il suo statuto.

 

                                         In queste condizioni non vi è violazione del principio della buona fede.

 

                                         Per quanto concerne la possibilità di far capo a prestazioni della LADI, questo Tribunale, in assenza di una decisione impugnabile, non può statuire in merito ad eventuali indennità cui la società o il dipendente ritengono di aver diritto (cfr. art. 49 e seguenti LPGA). Su questo punto il ricorso si rivela pertanto irricevibile.

 

                                         Nella misura in cui __________ è stato qualificato quale dipendente della ricorrente per il periodo 2003-2005, la società è tenuta a versare i relativi contributi sociali, compresi i contributi LADI (art. 2 cpv. 1 LADI). Se la società, rispettivamente il suo dipendente, ritengono in questo modo di aver diritto a prestazioni derivanti dalla LADI, devono farne richiesta alle competenti autorità.

                                        

                                         Alla luce di quanto sopra esposto, il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, va respinto.

 

                                         Ad __________, quale parte cointeressata, va intimata la presente sentenza.

 

                                14.   In virtù dell’art. 82 lett. a della legge federale sul Tribunale federale (LTF), in vigore dal 1.1.2007, la presente sentenza è impugnabile al Tribunale federale tramite ricorso in materia di diritto pubblico entro 30 giorni dalla notifica (art. 100 cpv. 1 LTF), facendo valere i motivi di ricorso previsti agli art. 95 e seguenti LTF. Va qui rammentato che a norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del procedimento.

 

                                                                               

 

                                        

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

                                   4.   Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti