Raccomandata |
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Incarto n.
cs/DC/sc |
Lugano
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In nome |
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Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Daniele Cattaneo |
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con redattore: |
Christian Steffen, vicecancelliere |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 15 marzo 2012 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su opposizione del 22 febbraio 2012 emanata da |
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parte chiamata in causa: |
CO 1
in materia di contributi AVS
PI 1, |
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ritenuto, in fatto
1.1. Il 1° maggio 2008 __________, nata nel __________, quale datrice di lavoro, e PI 1, nata nel __________, quale collaboratrice domestica, hanno sottoscritto un contratto di lavoro. La convenzione prevedeva il versamento di un salario lordo mensile di fr. 27,10 all’ora per un grado di occupazione di circa 48 ore mensili (doc. 33a). A decorrere dalla medesima data __________ è stata affiliata quale datrice di lavoro ed astretta al pagamento dei contributi sociali (doc. 32).
1.2. In seguito al decesso di __________ avvenuto il __________, l’amministrazione l’ha stralciata dal registro degli affiliati con effetto dal __________ (doc. 27).
1.3. Dopo aver accertato che PI 1 è stata tassata nel 2006 e nel 2007 sulla base di un reddito aziendale di fr. 12'070, rispettivamente di fr. 15'000 e che già in quel periodo svolgeva un’attività lavorativa in favore di __________, la CO 1 ha dato agli eredi la possibilità di esprimersi in merito (doc. 14 e 17) ed ha affiliato quest’ultima quale datrice di lavoro già a partire dal 1° gennaio 2006 (doc. 13).
Con decisione del 16 dicembre 2011 (allegato al doc. 10), confermata dalla decisione su opposizione del 22 febbraio 2012 (doc. 1), entrambe notificate agli eredi di __________, l’amministrazione ha fissato in fr. 1'766.65 i contributi paritetici dovuti nel 2006 (reddito soggetto a contribuzione di fr. 12'847).
La Cassa ha così motivato la decisione su opposizione:
" (…)
7. Nel caso di specie, la Cassa ha considerato l’attività di badante svolta dalla signora PI 1, negli anni 2006 e 2007 per conto della signora __________, di statuto dipendente, mancando i requisiti necessari secondo il diritto delle assicurazioni sociali. In quanto la signora PI 1:
- non sopporta il rischio economico tipico dell’imprenditore (incasso, assunzione perdite, incarichi importanti);
- la professione quale badante, ai fini AVS, va considerata di carattere “dipendente”, poiché è manifesto il rapporto di subordinazione con il committente.
8. Informiamo l’opponente che, l’art. 40 OAVS e la marg. 3049 DRC (cfr. RCC 1956 pag. 230) si riferiscono al “Condono del debito” alle persone che potevano ritenere in buona fede di non dovere i contributi loro reclamati.
9. Nel caso di specie, la Cassa ha preso atto della buona fede della signora __________ tuttavia l’opponente avrebbe dovuto chiedere alla signora PI 1 di presentare, la dichiarazione ufficiale di assicurato nella categoria degli indipendenti rilasciata dalla competente Cassa di compensazione, alfine di appurare la sua indipendenza.
(…)
13. L’opponente in sede di opposizione, ci informa che: “i figli (eredi), non avendo ricevuto nessuna eredità, non hanno “formalmente” potuto né accettarla né rinunciare alla stessa” a mente della Cassa è ininfluente in quanto gli eredi non hanno presentato entro i termini di legge, la richiesta di rinuncia, ne consegue che gli eredi sono solidalmente responsabili dei contributi dovuti fino al decesso.” (doc. 1)
1.4. Gli eredi di __________, rappresentati dalla RA 2, sono insorti al TCA contro la predetta decisione su opposizione (doc. I).
I ricorrenti evidenziano che nel 2006 e nel 2007 PI 1 si è limitata a svolgere un’attività saltuaria ed irregolare in favore di __________. La collaboratrice domestica, che “a quanto sembra”, svolgeva nel contempo attività per altre persone e che si è sempre professata indipendente, a sua discrezione, per sua libera scelta, in giorni diversi, ad orari diversi ed in funzione dei suoi altri impegni, decideva quando e come recarsi presso __________. Su queste basi PI 1 emetteva a scadenze mensili ed in base al tempo di lavoro effettivo, delle note d’onorario.
Gli insorgenti sottolineano che __________ non aveva il diritto di impartire istruzioni a PI 1, la quale, salvo in rare occasioni (visite mediche), non sottostava a direttive; PI 1 utilizzava il proprio veicolo e si assumeva i costi generali dello stesso come pure i rischi imprenditoriali (incidente/collisione, spese di manutenzione, spese di telefono, l’agenda, ecc.) come una tassista indipendente; le prestazioni non erano eseguite nei locali di __________, bensì a bordo dell’autoveicolo, i compensi orari addebitati e fatturati erano calcolati sulla base delle tariffe da lavoratore indipendente, ossia superiore alle usuali tariffe da lavoratore dipendente, i pagamenti delle fatture sono sempre avvenuti in modo ufficiale, tramite bonifico bancario ed il rischio economico di PI 1 era quello di incasso/pagamento delle sue temporali ed irregolari prestazioni. Gli insorgenti sostengono inoltre che, viste le modalità dello svolgimento dell’attività, pretendere da PI 1 la dichiarazione ufficiale di affiliazione quale indipendente sarebbe stato un eccesso di zelo. Sarebbe come chiedere ad un tassista indipendente utilizzato con una certa regolarità le stesse informazioni.
I ricorrenti evidenziano che, come ammesso dalla CO 1, la buona fede di __________ è evidente e non può essere messa in discussione.
Le condizioni di lavoro ed i rapporti professionali sono stati completamente e radicalmente stravolti dopo il ricovero in ospedale di __________ alla fine del 2007 ed è solo a partire dall’anno successivo che a causa del peggioramento del suo stato di salute, è stato deciso di assumere PI 1 quale collaboratrice domestica e di sottoscrivere un regolare contratto di lavoro con una remunerazione oraria differente rispetto agli anni precedenti.
I ricorrenti ritengono che PI 1, nel periodo oggetto del contendere, ha esercitato un’attività indipendente e deve versare i contributi in tale qualità, che __________ ha agito in buona fede e dalla stessa non si poteva pretendere di più. Infine, in via subordinata, gli insorgenti ribadiscono che __________ non ha lasciato alcuna eredità, per cui il trasferimento del debito contributivo non può avvenire e/o essere assunto dagli eredi i quali non hanno formalmente potuto né accettarla né rinunciare alla stessa.
1.5. Con risposta del 29 marzo 2012 la CO 1 ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.6. Con decreto del 17 luglio 2012 il presidente del TCA ha chiamato in causa __________, mettendole a disposizione gli atti di procedura finora compiuti, e le ha assegnato un termine scadente il 21 settembre 2012 per prendere posizione in merito (doc. V).
1.7. Con scritto del 27 luglio 2012 PI 1 ha affermato di essere d’accordo con la decisione della Cassa di compensazione (doc. VI). Chiamate ad eventualmente esprimersi in merito le altre parti sono rimaste silenti (doc. VII).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se gli eredi di __________ sono tenuti a pagare i contributi sociali fissati dall’amministrazione per il lavoro svolto da PI 1 in favore della defunta __________ già a partire dal mese di gennaio 2006.
2.3. Gli insorgenti affermano di non poter essere chiamati a pagare i contributi sociali rimasti insoluti poiché non hanno potuto rinunciare all’eredità visto che __________ non ha lasciato loro alcunché. Non avendo potuto esprimersi, non possono essere ritenuti debitori dei contributi rimasti impagati.
L’art. 560 cpv. 1 CC prevede che gli eredi acquistano per legge l’universalità della successione dal momento della sua apertura. A norma dell’art. 560 cpv. 2 CC salve le eccezioni previste dalla legge, i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali ed il possesso del defunto passano senz’altro agli eredi, ed i debiti del medesimo diventano loro debiti personali.
Il diritto delle successioni è retto dal principio della successione universale. La totalità degli attivi e dei passivi del de cujus passa agli eredi. Questi ultimi succedono nei crediti e nei debiti del defunto (cfr. Steinauer, Le droit des successions, Berna 2006, n. 25 pag. 55).
Gli eredi acquisiscono la successione al momento della sua apertura, ossia immediatamente alla morte del de cujus (c’è in altre parole continuità nella titolarità dei diritti e degli obblighi tra il de cujus ed i suoi eredi). Che lo voglia o meno e anche se ignora il decesso, l’erede diventa ipso jure titolare dei diritti e degli obblighi del de cujus con la sua morte. L’acquisizione della successione non dipende da un atto positivo d’accettazione da parte degli eredi (cfr. Steinauer, op. cit., n. 28 e seguenti pag. 56).
Questi ultimi rispondono personalmente dei debiti del defunto. Se ci sono più eredi, si assumono una responsabilità solidale (cfr. Steinauer, op. cit., n. 37 pag. 58 e art. 603 CC).
Per questo motivo la legge prevede diversi mezzi per proteggersi; in particolare la rinuncia della successione, la richiesta del beneficio d’inventario o la liquidazione d’ufficio (cfr. Steinauer, op. cit., n. 38 pag. 58).
Per l’art. 566 CC gli eredi legittimi ed istituiti possono rinunciare alla successione loro devoluta. La rinuncia si presume quando l’insolvenza del defunto al momento dell’aperta successione fosse notoria o risultasse da atti officiali. Il termine per rinunciare è di tre mesi (art. 567 cpv. 1 CC). Esso decorre, per gli eredi legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a meno che provino di aver conosciuto più tardi l’apertura della successione; per gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione officiale della disposizione che li riguarda.
Per l’art. 580 cpv. 1 CC l’erede che ha facoltà di rinunciare alla successione può chiedere il beneficio d’inventario. Ogni erede può chiedere la liquidazione d’officio, anziché rinunciare all’eredità od accettarla con beneficio d’inventario (art. 593 cpv. 1 CC).
Infine, per l’art. 43 OAVS se la persona tenuta a pagare i contributi muore, gli eredi rispondono solidalmente dei contributi dovuti da essa fino al giorno del decesso, riservati gli art. 566 CC (rinuncia), 589 CC (accettazione con beneficio d’inventario) e 593 CC (liquidazione d’ufficio).
2.4. Va ancora evidenziato che con sentenza 9C_679/2009 del 3 maggio 2010, in ambito di responsabilità ai sensi dell’art. 52 LAVS, in un caso in cui gli eredi contestavano di dover essere ritenuti debitori per contributi sociali che al momento del decesso del de cuius neppure esistevano, ha affermato:
" Oggetto del contendere è in primo luogo proprio questa questione - giuridica - della trasmissibilità agli eredi degli obblighi di risarcimento danni fondati sull'art. 52 LAVS e, in secondo luogo, il tema della fondatezza nel merito della pretesa.
3.1 Anche in sede federale l'insorgente incentra la propria tesi difensiva sull'inammissibilità di una estensione agli eredi della responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS. Rileva in particolare che, in assenza di una specifica base legale - che per contro è prevista dall'art. 12 LIFD per la successione nei diritti e negli obblighi fiscali del contribuente -, un obbligo fondato sul diritto pubblico non può trasmettersi per via successoria. Si oppone quindi ugualmente a un'applicazione, anche solo per analogia, del principio della successione universale posto dall'art. 560 cpv. 2 CC. A sostegno della sua posizione richiama diverse tesi dottrinali. Osserva pure che la responsabilità dell'art. 52 LAVS avrebbe chiari connotati di natura punitiva e che essendo di natura strettamente personale dovrebbe estinguersi con la morte del colpevole. Fa inoltre valere che alla data del decesso del marito il debito nemmeno esisteva e che pertanto gli eredi non avevano motivo di chiedere il beneficio d'inventario (art. 580 CC). Ritenendo la pronuncia impugnata contraria alla presunzione di innocenza, al principio di legalità e al diritto a un processo equo, la ricorrente domanda di rivedere la prassi in materia sviluppata dal Tribunale federale (delle assicurazioni) e da ultimo confermata in DTF 129 V 300.
3.2 Secondo il sistema istituito dall'art. 560 cpv. 2 CC, gli eredi acquistano a titolo universale tutti gli elementi trasferibili del patrimonio del de cuius. Rientrano in questa categoria l'insieme dei rapporti giuridici che non sono strettamente legati alla persona del defunto e in particolare quelli derivanti dal diritto delle obbligazioni. Così, gli eredi riprendono gli obblighi risultanti da un atto illecito commesso prima del decesso, anche se il debito non esisteva ancora in quel momento. Poco importa quindi che la commissione dell'atto illecito e la realizzazione del danno siano intervenute in date diverse. L'importante è che l'atto illecito sia stato commesso quando il responsabile era ancora in vita (DTF 103 II 330 consid. 3 pag. 334).
3.3 Come rettamente osservato dalla Corte cantonale, il Tribunale federale delle assicurazioni ha sempre applicato il principio della successione ereditaria - istituito per gli obblighi derivanti da un atto illecito - all'obbligo di risarcimento del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS. A ben vedere, le basi per tale concezione sono state gettate nel 1970, allorquando qualificandolo come un principio generale del diritto (amministrativo) applicabile - in mancanza di espressa disposizione contraria - anche in ambito LAVS, ha stabilito che il principio della successione universale si estende(va) ugualmente ai debiti di diritto pubblico nella misura in cui questi sono di natura patrimoniale (DTF 96 V 72 consid. 1 pag. 74). A sostegno della sua tesi, la Corte federale aveva ricordato in quella occasione come tale volontà fosse desumibile anche dall'art. 43 OAVS nella misura in cui il legislatore federale aveva disposto che, riservati gli articoli 566, 589 e 593 del CC, gli eredi rispondono solidalmente del pagamento dei contributi dovuti fino al giorno del decesso se la persona tenuta a pagare i contributi muore.
Questa posizione è quindi stata confermata nel 1993 in DTF 119 V 165, in cui il Tribunale federale delle assicurazioni ha ribadito che il debito risultante dall'art. 52 LAVS passa agli eredi del responsabile che non abbiano rinunciato alla successione. Sei anni più tardi, la stessa Corte ha ribadito i concetti precedentemente sviluppati precisando che l'obbligo risarcitorio dell'art. 52 LAVS passa agli eredi che hanno accettato l'eredità indipendentemente dal fatto che la decisione amministrativa di riparazione del danno sia stata emessa prima o dopo il decesso del datore di lavoro responsabile. Parimenti ha sottolineato che, dal profilo dell'AVS, la questione della copertura di un danno non riveste alcun carattere penale (sentenza H 279/97 del 14 giugno 1999 consid. 3a, in SVR 2000 AHV n. 16 pag. 49). Da ultimo, il Tribunale federale delle assicurazioni ha confermato la propria prassi in materia nel 2003 in DTF 129 V 300, in cui ha ribadito che l'obbligo di risarcire il danno giusta l'art. 52 LAVS a dipendenza della responsabilità del de cuius per la sua qualità di organo della persona giuridica fallita si trasferisce agli eredi.
3.4 È vero, come osserva G.________ nel suo ricorso, che parte della dottrina (segnatamente: Ivo Schwander, in Basler Kommentar, 3a ed., 2007, n. 8 all'art. 560 CC) sembrerebbe sostenere la tesi contraria, in base alla quale, in mancanza di una espressa base legale, gli obblighi di diritto pubblico del de cuius non si trasmettono agli eredi. Tuttavia, tale tesi non fa l'unanimità. Anzi, vi sono numerosi autori che sostengono (implicitamente) la posizione assunta dal Tribunale federale delle assicurazioni nella predetta prassi.
Così per Tarkan Göksu (in Handkommentar zum Schweizer Privatrecht, 2007, n. 11 all'art. 560 CC) i debiti pecuniari di diritto pubblico già scaduti al momento del decesso o che sono comunque stati definiti per un periodo precedente al decesso sono soggetti alla successione universale perché non vi sarebbe valido motivo per trattarli diversamente dai crediti di diritto pubblico (cfr. ad esempio la sentenza 1C_106/2008 del 24 settembre 2008 consid. 6.3.4, in Zbl 109/2008 pag. 614, in relazione alla trasferibilità agli eredi della pretesa per torto morale fondata sulla legge concernente l'aiuto alle vittime di reati) o dai debiti di diritto privato. Similmente, André Grisel (A propos de la succession en droit public: le transfert des droit et des obligations des administrés, in Miscellanea Henri Zwahlen, 1977, pag. 297 segg., pag. 321) osserva che in mancanza di norme di diritto pubblico, le disposizioni di diritto privato si applicano per analogia al trasferimento, per causa di morte, delle pretese e degli obblighi pubblici. Anche Jean Nicolas Druey (Grundriss des Erbrechts, 5a ed. 2002, § 13 n. 20) sembra di principio sposare la tesi della trasferibilità (ereditaria) delle posizioni di diritto pubblico. E pure Hans Michael Riemer (Vererblichkeit und Unvererblichkeit von Rechten und Pflichten im Privatrecht und im öffentlichen Recht, in recht 2006 pag. 26 segg., pag. 31), citato dalla ricorrente a sostegno della propria posizione, in realtà non si oppone, in assenza di regolamentazione specifica, a un'applicazione per analogia dell'art. 560 cpv. 2 CC nel diritto pubblico se tale applicazione non contrasta con (altri) principi del diritto pubblico.
3.5 Di conseguenza, anche alla luce di questi pareri dottrinali, il fatto che l'art. 12 LIFD preveda espressamente la successione fiscale degli eredi per i diritti e gli obblighi del contribuente (ma non per le sanzioni a carattere penale: cfr. sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Letter-Schwanz contro Svizzera del 29 agosto 1997, Recueil CourEDH 1997-V pag. 1509, n. 53), non significa necessariamente che, in assenza di un'espressa base legale, l'art. 560 cpv. 2 CC non possa applicarsi per analogia alla responsabilità del datore di lavoro di cui all'art. 52 LAVS.
3.6 Del resto non va dimenticato che l'art. 52 LAVS costituisce una norma speciale del diritto federale sulla responsabilità. Infatti, il datore di lavoro - con l'obbligo di riscossione, di versamento e di conteggio dei contributi paritetici - assume una posizione di organo esecutivo in diversi settori del diritto assicurativo sociale federale. Esso soggiace pertanto al diritto federale sulla responsabilità. Per questa ragione, sebbene la legge sulla responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali del 14 marzo 1958 (LResp; RS 170.32) concerna la responsabilità della Confederazione nei confronti di terzi danneggiati, mentre l'art. 52 LAVS abbia per oggetto la responsabilità interna del datore di lavoro responsabile, le norme generali della LResp vanno prese in considerazione anche ai fini interpretativi dell'art. 52 LAVS (DTF 122 V 185 consid. 3b pag. 187; 114 V 219 consid. 3b pag. 220 con riferimenti). Ciò vale pure nel caso in cui il diritto sulla responsabilità nell'AVS non disciplini una determinata questione giuridica. In particolare, sono applicabili per analogia le disposizioni del CO sulle obbligazioni derivanti da atti illeciti (art. 9 cpv. 1 LResp). Anche per questo motivo, dunque, l'applicabilità - anche solo per analogia e altrimenti pacifica per le normali obbligazioni derivanti da atto illecito (v. sopra, consid. 3.2) - dell'art. 560 cpv. 2 CC alla presente fattispecie non appare errata.
3.7 In tali circostanze, non si realizzano i presupposti per procedere a un cambiamento di giurisprudenza e per scostarsi dalla costante prassi in materia. Per essere compatibile con il principio della parità di trattamento sancito dall'art. 8 cpv. 1 Cost. un cambiamento di giurisprudenza deve infatti fondarsi su motivi oggettivi, quali una conoscenza più approfondita dell'intenzione del legislatore, la modifica delle circostanze esterne o un cambiamento della concezione giuridica (v. DTF 134 V 359 consid. 8.1 pag. 366 con riferimenti). Secondo la giurisprudenza non potrebbe in effetti essere mantenuta una prassi che si sia rivelata erronea o la cui applicazione abbia condotto a ripetuti abusi (DTF 133 V 37 consid. 5.3.3 pag. 39; 132 V 357 consid. 3.2.4.1 pag. 360 e riferimenti). Per quanto poc'anzi esposto, queste condizioni non sono date.”
2.5. In concreto, alla luce della giurisprudenza federale riprodotta al considerando precedente, rilevato che gli eredi affermano di non avere rinunciato alla successione di __________ ed in applicazione dell’art. 43 OAVS è a giusta ragione che l’amministrazione ha chiesto loro il pagamento dei contributi sociali rimasti insoluti.
Infatti, quali eredi legali i ricorrenti, non avendo fatto capo a nessuna delle possibilità loro concessa dagli art. 566 CC (rinuncia), 589 CC (accettazione con beneficio d’inventario) e 593 CC (liquidazione d’ufficio) hanno acquisito, ex lege, di principio, la totalità degli attivi e dei passivi della successione relitta dalla defunta __________ e rispondono, salvo eccezioni, con tutto il loro patrimonio, dei debiti della stessa.
Il TCA deve di conseguenza esaminare se la qualifica dell’attività svolta da PI 1 in favore di __________ è corretta.
2.6. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.7. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.8. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.9. Il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale, TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.10. Nella più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).
Per quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).
Infine vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).
2.11. In concreto, per i motivi che seguono, sulla base delle emergenze delle tavole processuali, questo TCA, chiamato ad accertare se l’amministrazione ha effettuato un esame corretto della qualifica dell’attività svolta da PI 1 in favore di __________, deve confermare la decisione amministrativa.
Dalla documentazione emergono infatti numerosi elementi di subordinazione che confermano la dipendenza di PI 1 nei confronti di __________ anche nel periodo oggetto del contendere. Per contro, l’analogia con l’attività di tassista indipendente, cui fanno riferimento gli insorgenti, non trova conferma, già solo per il fatto che, di norma, il tassista necessita di un’autorizzazione per effettuare la sua attività e che il tassista, di principio, si limita a trasportare le persone da un luogo all’altro.
L’attività di PI 1 si apparenta semmai a quella di collaboratrice domestica (“badante”), che, di principio, ha tutte le caratteristiche di un lavoro dipendente, nella misura in cui di regola una “badante” si occupa personalmente di una persona che necessita di aiuto regolare, non effettua investimenti importanti e ne dipende economicamente ed organizzativamente.
Dalle note d’onorario del 2006 e del 2007 prodotte dai ricorrenti risulta che PI 1 si recava a scadenza regolare da __________, da due a tre volte alla settimana, l’accompagnava a fare passeggiate, a fare la spesa, dalla coiffeuse, dal medico, ecc. e restava in compagnia di __________ per circa tre ore, di norma il pomeriggio dalle 14 alle 17 (cfr. plico doc. A3).
PI 1 non si limitava a trasportare __________ da un posto all’altro, ma restava con lei e, frequentemente, si fermava anche al suo domicilio, aiutandola e tenendole compagnia. Ad esempio il 19 giugno 2006 si è presentata da __________ perché “malata. Compagnia + piccoli aiuti e chiacchierata per il morale”, il 21 giugno, sempre al domicilio di __________, per “piccoli aiuti e compagnia chiacchierando”, il 26 giugno, sempre presso l’interessata, per tenerle compagnia (“TV mondiali + bla bla che __________ gradisce molto”), il 3 luglio “al domicilio perché non stà bene”. Dal 2007 la sua presenza presso la casa di __________ si è intensificata significativamente. Ad esempio nel mese di febbraio 2007 PI 1 per 19 giorni su 28 si è occupata di __________ ed ha pranzato con lei il 1°, il 2 il 5, il 6, il 9 dal 13 al 16 il 19, 20, 22 26 e 28 febbraio (cfr. anche il mese di gennaio e di marzo dove in numerose occasioni hanno pranzato insieme). L’aiuto di PI 1 nel corso del 2007, oltre alle precedenti attività, è inoltre consistito anche nell’aiutare __________ a fare la doccia o a prendere i medicamenti. Essa ha pertanto svolto un tipico lavoro di aiuto a domicilio, svolto tuttavia in maniera quasi esclusiva per __________.
Infatti, durante quel periodo, PI 1 non ha svolto la medesima attività per altre persone. Il reddito aziendale esposto dall’interessata nel 2006 (fr. 12'070.--) e nel 2007 (fr. 15'000.--; cfr. doc. 25) corrisponde a quello conseguito con il lavoro esercitato in favore di __________ (cfr. plico doc. A3: le somme delle note d’onorario in favore di __________ danno un ammontare di fr. 12'065.75 nel 2006 e di fr. 14'636.50 nel 2007). Dal conto individuale di PI 1 si evince che nel 2006 e nel 2007 era iscritta come persona senza attività lucrativa e che nel 2006 aveva conseguito solo un reddito di fr. 285 per un lavoro svolto per la __________ __________ (doc. 19). Ne segue che l’interessata dipendeva economicamente da __________ e si trovava nella medesima situazione di un lavoratore dipendente che, in caso di perdita del lavoro, non avrebbe avuto alcun altra entrata.
Va poi evidenziato che gli importi conseguiti nel 2006 (oltre fr. 12'000) e nel 2007 (oltre fr. 14'500) non si scostano molto da quelli percepiti successivamente quando PI 1 e __________ hanno sottoscritto il contratto di lavoro. Infatti, nel 2009 e nel 2010 nel conto individuale di PI 1 sono stati registrati importi di fr. 13'475, rispettivamente fr. 13'707, mentre per il periodo maggio-dicembre 2008 di fr. 6'361.
Inoltre, contrariamente all’opinione dai ricorrenti, tenendo in considerazione l’aumento dei salari nominali in Svizzera (+ 1,6% nel 2007 e + 2% nel 2008) anche gli importi orari pagati da __________ prima della sottoscrizione del contratto, non si scostano in maniera sostanziale da quelli versati successivamente. La convenzione del 1° maggio 2008 prevede un salario di base lordo di fr. 27,10 (doc. 33a), mentre nel 2006 e nel 2007 PI 1 percepiva fr. 25 all’ora (ad esempio nel mese di gennaio 2006 ha conseguio fr. 550 per 22 ore di lavoro, in ottobre 2006 ha conseguito fr. 1’300 per 52 ore di lavoro, nel mese di ottobre 2007 ha percepito fr. 1'500 per 60 ore di lavoro).
L’attività svolta da PI 1 a favore di __________ con il trascorrere del tempo si è intensificata, ma non ha subito un repentino aumento, come sembrano ritenere i ricorrenti, solo a partire dal 2008. Infatti, se nel mese di gennaio 2006 PI 1 ha lavorato 22 ore, già nel mese di marzo del medesimo anno ha svolto la sua attività per 39 ore ed un quarto, e nel mese di settembre 2006 ha raggiunto le 56 ore (cfr. anche i mesi successivi), per poi aumentare fino alle 77 ore di febbraio 2007 ed in seguito scendere nuovamente per poi risalire in maniera importante a partire dal mese di giugno 2007. La media mensile di circa 48 ore figurante nel contratto di lavoro sottoscritto nel maggio 2008 era pertanto già stata superata (in alcuni casi ampiamente) nei mesi precedenti.
Alla luce di quanto sopra esposto, la decisione della Cassa di considerare PI 1 quale dipendente di __________ già a partire dal 1° gennaio 2006, di principio, va di conseguenza confermata.
2.12. Come visto nel periodo oggetto del contendere PI 1 non era affiliata quale indipendente, bensì quale persona senza attività lucrativa.
Il TF ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata dal provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).
Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.
In concreto, considerato che il reddito sui quali la datrice di lavoro è tenuta a versare i contributi non è mai stato oggetto di una decisione di fissazione dei contributi, l’amministrazione poteva, come ha fatto, esaminare liberamente la qualifica dell’importo in questione.
Va del resto evidenziato, alla luce dell’attività lavorativa svolta, che la decisione di ritenere PI 1 quale persona senza attività lucrativa per il periodo in esame è manifestamente errata e, visto l’importo elevato su cui sono stati calcolati i contributi (fr. 12'847), la modifica dello statuto contributivo riveste una notevole importanza.
Ne segue che la Cassa, a giusta ragione, ha proceduto alla tassazione d’ufficio, assoggettando al pagamento dei contributi paritetici l’importo conseguito nel 2006 da PI 1.
2.13. I ricorrenti fanno valere la buona fede di __________.
Il diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost. consente al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi e impone all'autorità di scostarsi dal principio della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti:
- l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
- l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
- l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;
- l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;
- la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data (cfr. sentenza 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; sentenza K 107/05 del 25 ottobre 2005 consid. 3.1.; sentenza C 270/04 del 4 luglio 2005 consid. 3.3.1.; sentenza C 218/03 del 28 gennaio 2004 consid. 2; STFA C 25/02 del 29 agosto 2002; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).
2.14. In concreto va innanzitutto evidenziato che l’accenno dell’amministrazione alla buona fede ai punti 8 e 9 della decisione su opposizione è riferito alla procedura di condono del debito di cui all’art. 40 OAVS, di cui si dirà in seguito.
Per quanto concerne invece la tutela della buona fede ai sensi dell’art. 9 della Costituzione federale, le cui condizioni figurano al considerando precedente, questo TCA evidenzia che dagli atti non emerge che l’amministrazione ha fornito a __________ informazioni errate atte a indurla ad adottare un comportamento od un’omissione pregiudizievole. La circostanza che PI 1 avrebbe affermato di essere affiliata quale indipendente, oltre a non essere stata resa verosimile dai ricorrenti, esula comunque dal rapporto tra la Cassa e __________ (ed i suoi eredi) e non può essere opposta alla Cassa di compensazione.
In queste condizioni non vi sono motivi per scostarsi dal principio di legalità.
2.15. Quanto alla circostanza che l’amministrazione, con riferimento all’art. 40 OAVS, ha affermato, in sede di decisione su opposizione, di aver “preso atto della buona fede della” ricorrente ma che “tuttavia l’opponente avrebbe dovuto chiedere alla signora PI 1 di presentare, la dichiarazione ufficiale di assicurato nella categoria degli indipendenti rilasciata dalla competente Cassa di compensazione, alfine di appurare la sua indipendenza” (doc. 1), va evidenziato quanto segue.
In DTF 113 V 248 l’allora TFA ha stabilito che per gli assicurati che esercitano un’attività indipendente e quelli che non esercitano un’attività lucrativa, come pure per i lavoratori il cui datore di lavoro non è tenuto a contribuire, i contributi personali arretrati non possono essere diminuiti che in via di riduzione secondo l’art. 11 cpv. 1 LAVS (consid. 2a), mentre l’art. 40 cpv. 1 OAVS è applicabile ai soli contributi paritetici (cfr. consid. 2b; cfr. anche marg. n. 3043 delle direttive sulla riscossione dei contributi, DRC).
A questo proposito l’art. 14 cpv. 4 lett. d LAVS, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003, prevede che il Consiglio federale emana prescrizioni sul condono del pagamento di contributi arretrati, anche in deroga all’articolo 24 LPGA.
In virtù della citata delega legislativa, l’Esecutivo federale ha emanato l’art. 40 OAVS (cfr. anche DTF 113 V 248, consid. 2b, pag. 251, nonché, per l’art. 14 cpv. 4 lett. d LAVS in vigore precedentemente: Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants [LAVS], Basilea e Francoforte sul Meno, 1997, pag. 375, nota 11).
Per l’art. 40 cpv. 1 OAVS, alle persone che potevano ritenere in buona fede di non dovere i contributi loro reclamati può essere condonato tutto il debito o parte di esso, quando il pagamento dei contributi costituisca per esse un onere troppo grave avuto riguardo alle condizioni economiche. A norma dell’art. 40 cpv. 2 OAVS il condono è accordato dalla cassa di compensazione a domanda scritta della persona tenuta a pagare i contributi arretrati. La domanda dev’essere motivata e presentata alla cassa di compensazione entro 20 giorni dalla notificazione dell’ordine di pagamento. Il cpv. 3 prevede che se le condizioni indicate nel capoverso 1 sono adempite in modo evidente, la cassa di compensazione può accordare il condono anche di moto proprio.
Nel caso di specie la Cassa si è espressa sulla questione del condono in maniera contraddittoria (prendendo atto della buona fede di __________ ma affermando che avrebbe dovuto chiedere a PI 1 ulteriore documentazione) e direttamente nella decisione su opposizione, senza emanare prima una decisione formale e senza esaminare la condizione dell’onere troppo gravoso.
Tutto ben considerato, visto il contenuto della decisione impugnata e allo scopo di evitare di privare gli insorgenti di un grado di impugnazione, questo TCA ritiene corretto, relativamente alla sola problematica del condono, trattare la decisione su opposizione del 22 febbraio 2012 alla stregua di una decisione formale ex art. 49 LPGA e quindi invitare l’amministrazione ad emanare una decisione su opposizione su questo tema specifico del condono.
2.16. Alla luce di tutto quanto sopra esposto la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va respinto. L’incarto va trasmesso all’amministrazione per i suoi incombenti.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. L’incarto è trasmesso all’amministrazione per i suoi incombenti ai sensi del consid. 2.15.
3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti