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segretario: |
Fabio Zocchetti |
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statuendo sul ricorso del 17 giugno 2014 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su opposizione del 23 maggio 2014 emanata da |
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CO 1
in materia di contributi AVS |
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ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, già affiliata alla Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG quale persona senza attività lavorativa, dal 2008 (doc. 33) è stata ritenuta quale persona che esercita attività indipendente, e ciò retroattivamente dagli anni 2003 e 2004, siccome “imposta dall’UT per le tassazioni IFD con un utile da transazioni immobiliari …”.
Dagli atti prodotti dall’amministrazione risulta che la signora RI 1 ha conseguito redditi aziendali sottoposti alla percezione di contributi in maniera continua, per importi discontinui, nel corso degli anni.
Per il 2008, la signora RI 1 ha infatti subito una perdita di oltre 30'000.-- (doc. 13), mentre la tassazione 2007 (doc. 19 i-t) rileva un reddito da “soc. coll., in acc. o semplici contrib.” pure negativo ma di soli CHF 10'000.--. La tassazione precedente (2006), per la medesima posta, fissava invece un reddito di CHF 397'760.-- (doc. 19 i).
1.2. Per quanto qui d’interesse il reddito da attività aziendale ritenuto nella tassazione IFD del 2009 (doc. 7c) evidenzia una (ulteriore) perdita di CHF 10'000.--. Malgrado ciò l’autorità fiscale ha comunicato alla Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG, ai fini della fissazione dei contributi per il medesimo anno, il conseguimento di un reddito aziendale di CHF 146'481.-- (doc. 8), reddito che la Cassa ha utilizzato per determinare i contributi del 2009 (il 1° aprile 2014) in CHF 15'920,90, dopo avere riportato l’importo del reddito al lordo dei contributi (doc. 7b).
1.3. Con scritto 29 aprile 2014 (doc. 7) l’assicurata si è opposta alla decisione dell’amministrazione siccome riferita ad importi difformi da quelli inseriti nella decisione di tassazione. Il 5 maggio 2014 successivo la Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG ha interpellato l’UT competente (doc. 6) in merito alla quantificazione del reddito di natura aziendale conseguito dalla signora RI 1 negli anni 2009 – 2010 – 2011. Il funzionario tassatore ha ribadito la sua precedente comunicazione con scritto dell’8 maggio 2014 (doc. 5), confermando il reddito aziendale 2009 di CHF 146'681.--.
1.4. Mediante decisione resa su opposizione il 23 maggio 2014 (doc. 4) la Cassa ha rilevato di avere:
" … determinato il contributo personale quale indipendente a carico dell'opponente per l'anno 2009 attenendosi ai dati forniti dall'autorità fiscale, e relativi alla tassazione 2009. Il reddito professionale notificato ammonta a fr. 146'481.- + fr. 15'368.- (riporto al lordo del reddito) art. 9 cpv. 4 LAVS, il capitale investito nell'azienda a fr. 0.-.
(…)
Il reddito aziendale netto, comunicato dall'autorità fiscale, viene riportato al lordo dei premi AVS/AI/IPG in quanto la deduzione è ammessa fiscalmente, ma non ammessa dal diritto dell'AVS.
(…)
… in virtù della STFA 9c 189/2013 del 13.12.2013 (recente pubblicazione) la Cassa è d'accordo di rettificare la contestata decisione 2009 senza riportare al lordo dei premi AVS/AI/IPG il reddito d'attività indipendente, poiché a livello fiscale il reddito aziendale è al lordo dei contributi AVS (tassazione IFD: 2009 è di fr. 146'481.--). (…)" (doc. 4)
L’opposizione è stata quindi parzialmente accolta, ma la Cassa ha confermato, contrariamente alle richieste dell’opponente, il conseguimento di un reddito aziendale, e non una perdita, alla luce del tenore delle informazioni dell’autorità fiscale.
1.5. Il 17 giugno 2014 RI 1 ha impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale cantonale delle Assicurazioni (doc. I) evidenziando in particolare come la Cassa si sia fondata su una comunicazione dell’UT che è smentita dalla decisione di tassazione IFD applicabile. In altri termini, per RI 1, la comunicazione dell’UT è errata e non può fungere da sostrato alla fissazione dei contributi del 2009, in effetti la stessa è di contenuto diverso rispetto alla decisione di tassazione, unico elemento su cui deve fondarsi l’amministrazione poiché unico atto formale impugnabile reso dall’autorità fiscale.
Invitata a produrre la propria risposta di causa (doc. II del 18 giugno 2014) la Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG ha ribadito la sua posizione indicando come:
" (…)
Il reddito aziendale netto determinante per il calcolo dei contributi, è sempre stato definito utilizzando i dato comunicati dall'autorità fiscale. Quest'ultimi, come noto allo studio legale __________ (cfr. doc. 16 e 19) sono composti dalla somma di una quota parte di utile immobiliare estrapolato dalla comunione ereditaria __________ (a cui la ricorrente vi partecipa in ragione del 10%), più gli eventuali utili/perdite aziendali da partecipazione dello Studio __________ di __________.
(…)
In una comunicazione via mail ricevuta dal sig. __________, dello studio legale __________ in data 2 febbraio 2012 (cfr. doc. 12), ci era stato comunicato che il reddito presumibile per l'anno 2009 sarebbe stato di circa fr. 145'500.--. La Cassa, presume che tale valutazione a posteriori, sia stata fatta in base a degli elementi oggettivi in possesso dello studio legale.
(…)
Il reddito aziendale appena citato poi, è alquanto vicino al reddito aziendale netto comunicato dall'autorità fiscale per l'anno 2009 di fr. 146'481.--.
Il reddito aziendale 2009 … è stato ulteriormente confermato dall'autorità fiscale con lettera dell'8 maggio 2014 (cfr. doc. 5), Confermando inoltre che "i redditi aziendali esposti sono stati estrapolati dalla comunione ereditaria __________ di cui la signora RI 1 è partecipante in ragione del 10%, e più precisamente si tratta dell'utile derivante dalle transazioni immobiliari".
(…)
Infine, con Decisione su opposizione del 23 maggio 2014, al punto 11. abbiamo informato la ricorrente che in virtù della STFA 9C 189/2013 del 13.12.2013 avremmo proceduto a rettificare il reddito determinante senza riportare al lordo dei contributi AVS." (doc. III)
1.6. Alla parte ricorrente è stata concessa la possibilità di replicare e di chiedere l’assunzione di prove (doc. IV dell’8 luglio 2014), quindi le parti sono state convocate dal giudice delegato per un’udienza di discussione fissata il successivo 5 agosto 2014 (doc. V), nel corso della quale hanno ribadito le loro specifiche posizioni.
Prima dell’udienza il giudice delegato ha interpellato l’UT __________ (lettera 30 luglio 2014 anticipata via fax) evidenziando: "… contrapposizione … tra le parti, vi chiedo di volermi confermare che l’importo oggetto del reddito proveniente da “soc. coll., in acc. o semplici contrib.” è stato fissato, per il 2009, a CHF “- 10’000” come appare dal documento C prodotto dalla ricorrente. Vi chiedo cortesemente di volermi confermare che la decisione di tassazione IFD 2009 della ricorrente è cresciuta in giudicato." (doc. VI).
Con scritto 31 luglio 2014 l’UT ha risposto come segue: "… il reddito assoggettabile ai contributi AVS per l'anno 2009 ammonta a fr. 146'481.--. Lo stesso è composto dal reddito dal commercio professionale d'immobili ammontante a fr. 156'481.--, derivante dalla vendita della PPP __________ al Mappale __________ del Comune di __________, dal quale viene dedotta la perdita di fr. __________-- derivante dall'attività dello __________. La decisione di tassazione è stata emessa il 2 ottobre 2013. Contro la stessa non è stato interposto reclamo, pertanto è da considerare cresciuta in giudicato." (doc. VII). Il contenuto della risposta è stato reso noto in sede d’udienza alle parti le quali si sono confermate nelle rispettive posizioni (doc. VIII).
Alla luce dell’insoddisfacente comunicazione dell’amministra-zione fiscale il giudice delegato ha ulteriormente sottoposto quesiti all’UT competente con lo scritto che, per completezza, occorre riprendere in dettaglio:
" (…)
A complemento d’informazione vi chiedo cortesemente di indicare i motivi per cui il reddito “assoggettabile ai contributi AVS per l’anno 2009” che ammonta a CHF 146'481.- e frutto del commercio professionale di immobili (vendita di una PPP edificata sul mappale __________ RFD __________ per CHF 156'481.- dedotti CHF 10'000.- della perdita dello __________) non si riscontra nella decisione 2 ottobre 2013 (tassazione 2009) tra i redditi da “soc. coll., in acc. o semplici contrib.”.
(…)
… è di primaria importanza per il TCA accertare i motivi per cui la tassazione 2009 della signora RI 1 contempla un importo di “-10'000.-“ alla voce 2.3. della tassazione 2009 e non ritiene invece l’importo di CHF 146'481.- che viene da voi indicato.
Debbo ritenere che il reddito … sia stato più che azzerato (ed anzi portato a valore negativo) da deduzioni ammesse?
O si tratta di un importo altrimenti tassato (che ricade cioè sotto altra voce) od ancora si è trattato di un errore dell’UT che non lo ha contemplato tra i redditi?" (doc. IX)
Il successivo 6 agosto 2014 l’UT ha comunicato che "il reddito frutto del commercio professionale d'immobili ammontante a fr. 156'481.-- non figura sulla decisione dell'imposta cantonale emessa il 2 ottobre 2013 in quanto tale reddito è già stato assoggettato con la tassazione sugli utili immobiliari, decisione emessa il 26.11.2009. Lo stesso avrebbe dovuto essere inserito nella decisione relativa all'imposta federale, ma purtroppo per una nostra svista, tale reddito non è stato inserito nella decisione per l'imposta federale emessa il 2 ottobre 2013. (…)" (doc. X) attestazione che trova riscontro nella comunicazione dell’UT __________ relativo alla determinazione dell'imposta sugli utili immobiliari intimata alla CE di cui l’assicurata è parte (10%).
1.7. Le parti sono state invitate a prendere posizione in merito con scritto 26 agosto 2014. La Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG ha comunicato al Tribunale cantonale delle Assicurazioni, il 3 settembre 2014, che (doc. XII): "… il reddito oggetto del contendere non figurante nella notifica di tassazione IFD della ricorrente, è stato regolarmente tassato mediante decisione di tassazione sugli utili immobiliari data 26.11.2009. (…)" confermando la propria posizione. Dal canto suo la ricorrente (doc. XIII del 10 settembre 2014) ha richiamato i principi che reggono la materia, il contenuto della STCA 30.2005.53, la fedefacenza della decisione di tassazione IFD unica a dovere e potere essere utilizzata per la determinazione dei contributi da versare ed unica a potere essere impugnata, ciò che nel caso concreto non è avvenuto. RI 1 evidenzia ancora che "… in casi di errori manifesti nella tassazione a discapito del contribuente, la cassa di compensazione si è rifiutata di rivedere il calcolo rilevato che la tassazione era cresciuta in giudico. (…) comprovando tale assunto mediante atti relativi alla sorella della ricorrente stessa (doc. XIII/D). Il 17 settembre 2014 il giudice delegato ha chiesto all'UT di __________ di trasmettere copia dell' "incarto completo della tassazione 2009 della signora RI 1 " (doc. XIV), pervenuto (doc. XV) il 19 settembre 2014 e messo a disposizione delle parti con facoltà di formulare osservazioni entro il 29 settembre 2014 (doc. XVI).
Il 24 settembre 2014 la patrocinatrice della ricorrente ha trasmesso al Tribunale cantonale delle assicurazioni (brevi manu) il doc. XVII, ossia il questionario per le CE per le comproprietà 2009 (modulo 20) relativa alla CE fu __________.
Tale documento, il medesimo giorno, è stato spedito alla Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG per la formulazione di eventuali osservazioni (doc. XVIII).
Con messaggio di posta elettronica 14 ottobre 2014 la patrocinatrice della ricorrente ha chiesto di tenere "momentaneamente in sospeso la pratica" (doc. XIX) che il giudice delegato ha consentito e ciò sino al 20 novembre 2014 (doc. XX). Con ulteriore mail 20 novembre 2014 (doc. XXI) la medesima patrocinatrice della ricorrente ha postulato ulteriore sospensione non concessa.
in diritto
2.1. Il 1° gennaio 2007 (art. 23 cpv. 3 OAVS) ed il 1° gennaio 2009 (art. 22 cpv. 2, 3 e 5 OAVS) sono entrate in vigore delle modifiche alla OAVS portanti sulla fissazione e determinazione dei contributi.
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto sostanziale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2; DTF 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che, nel caso in esame, lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento dell'assoggettamento dell'eventuale reddito da attività indipendente ai contributi personali) si è realizzato successivamente al 1° gennaio 2009, le citate modifiche legali inerenti l'art. 22 OAVS sono applicabili al periodo di contribuzione 2009, e fanno stato.
2.2. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS). A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa. In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente. I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
2.3. Per l’art. 22 cpv. 1 OAVS i contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno civile. I contributi sono calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l’anno di contribuzione e sul capitale proprio investito nell’azienda al 31 dicembre. Nei Cantoni con tassazione biennale prenumerando, per i due anni di contribuzione precedenti è determinante il capitale proprio investito al 1° gennaio di ogni anno (cpv. 2). Il reddito dell’anno di contribuzione è stabilito secondo il risultato dell’esercizio commerciale chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell’anno (cpv. 3). Se in un anno di contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito dell’esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione conformemente alla sua durata (cpv. 4). Se l’esercizio commerciale non corrisponde all’anno di contribuzione, è determinante il capitale proprio investito nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale (cpv. 5).
2.4. Le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS). In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS). Nei casi di tassazione intermedia o di procedura per sottrazione d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS). Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS). Se le autorità fiscali cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS). Per l’art. 24 cpv. 1 OAVS nell’anno di contribuzione corrente, le persone tenute a pagare i contributi devono pagare contributi d’acconto a scadenze periodiche. A norma dell’art. 24 cpv. 2 OAVS le casse di compensazione stabiliscono i contributi d’acconto sulla base del reddito presumibile dell’anno di contribuzione. Possono fondarsi sul reddito determinante per l’ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo che la persona tenuta a pagare i contributi renda verosimile che detto reddito non corrisponde manifestamente al reddito presumibile. Giusta l’art. 24 cpv. 3 OAVS se durante o dopo l’anno di contribuzione risulta che il reddito diverge sostanzialmente dal reddito presumibile, le casse di compensazione adeguano i contributi d’acconto. L’art. 24 cpv. 4 OAVS prevede che le persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d’acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito presumibile. Per l’art. 24 cpv. 5 OAVS se entro il termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non vengono presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d’acconto, le casse di compensazione fissano i contributi d’acconto dovuti in una decisione.
2.5. Per giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4; RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss). In una sentenza del 2005 (H 20/03) il TFA così si è espresso:
" È forse opportuno ricordare a questo punto che per la giurisprudenza ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà; questa presunzione può essere infirmata solo da fatti concreti e rilevanti. Dal momento che le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità fiscali e che il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione amministrativa unicamente dal lato della legalità, egli può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo quando essa contenga errori manifesti o debitamente comprovati, che possono essere immediatamente corretti, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione (DTF 110 V 86 consid. 4 e 370 seg. con riferimenti di giurisprudenza; VSI 1997 pag. 26 consid. 2b)."
In una sentenza del 23 agosto 2012 il TF ha ribadito la sua giurisprudenza, confermando che il vincolo della tassazione IFD nei seguenti termini:
" 3.5.1 Nach Art. 23 Abs. 1 AHVV in der seit 1. Januar 2001 gültigen Fassung ermitteln die kantonalen Steuerbehörden das für die Bemessung der Beiträge massgebende Erwerbseinkommen auf Grund der rechtskräftigen Veranlagung für die direkte Bundessteuer, das im Betrieb investierte Eigenkapital auf Grund der entsprechenden rechtskräftigen kantonalen Veranlagung unter Berücksichtigung der interkantonalen Repartitionswerte; die Angaben der kantonalen Steuerbehörden sind für die Ausgleichskassen verbindlich (Abs. 4).
3.5.2 Die absolute Verbindlichkeit der Angaben der Steuerbehörden für die Ausgleichskassen und die daraus abgeleitete relative Bindung des Sozialversicherungsgerichts an die rechtskräftigen Steuertaxationen sind auf die Bemessung des massgebenden Einkommens und des betrieblichen Eigenkapitals beschränkt. Diese Bindung betrifft also nicht die beitragsrechtliche Qualifikation und beschlägt daher nicht die Fragen, ob überhaupt Erwerbseinkommen und gegebenenfalls solches aus selbstständiger oder aus unselbstständiger Tätigkeit vorliegt und ob die Person, die das Einkommen bezogen hat, beitragspflichtig ist. Somit haben die Ausgleichskassen ohne Bindung an die Steuermeldung auf Grund des Rechts der Alters- und Hinterlassenenversicherung zu beurteilen, wer für ein von der Steuerbehörde gemeldetes Einkommen beitragspflichtig ist (BGE 121 V 80 E. 2c S. 83, 114 V 72 E. 2 S. 75, 110 V 83 E. 4 S. 86 und 369 E. 2a S. 370, 102 V 27 E. 3b S. 31, je mit Hinweisen; Urteil H 36/03 vom 7. Juni 2004 E. 4.5). Das gilt namentlich auch für die Qualifikation eines Vermögensbestandteils als Privat- oder Geschäftsvermögen, zumal diese Unterscheidung steuerrechtlich häufig ohne Belang ist, da der Ertrag sowohl aus Privat- als auch aus Geschäftsvermögen steuerbar ist. Die Steuermeldung ist daher mit Bezug auf den Vermögensertrag keine zuverlässige Grundlage für die AHV-Beitragsfestsetzung, weshalb die Qualifikation als beitragsfreier Kapitalertrag auf Privatvermögen oder beitragspflichtiges Einkommen aus Geschäftsvermögen im Beitragsfestsetzungsverfahren erfolgen muss (Urteil H 361/96 vom 2. Juli 1997 E. 2c). In Bezug auf den Vermögensgewinn ist demgegenüber auch steuerrechtlich die Unterscheidung von Geschäfts- und Privatvermögen von Bedeutung, weshalb sich die AHV-Behörden in der Regel auf die Steuermeldungen verlassen können und eigene nähere Abklärungen nur dann vornehmen müssen, wenn sich ernsthafte Zweifel an der Richtigkeit der Steuermeldung ergeben (BGE 134 V 250 E. 3.3 S. 253; 110 V 369 E. 2a S. 370 und 83 E. 4 S. 86, 102 V 27 E. 3b S. 31 mit Hinweisen)."
2.6. Va ricordato che, come evoca Paul Cadotsch, Die Verbindlichkeit der Steuermeldungen für die116 AHV-Beitragsfestsetzung, in ASA 62 p. 371 e ss., in particolare p.375, che:
" (…)
Die AHV-spezifische Bindung kann nicht in eine der erwähnten Kategorien eingeordnet werden. Sie erweist sich als mehrschichtig: Direkte Bundessteuer und AHV umschreiben je für sich das abgabepflichtige Einkommen. Die AHV verweist nicht einfach auf die Steuern. Was das Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit angeht, (…) grundsätzliche, aber eben nicht vollkommene Übereinstimmung. (…)"
Dal canto suo la più recente dottrina ribadisce nella sostanza i medesimi principi evocati dalla giurisprudenza relativi ai vincoli esistenti tra le decisioni dell’autorità fiscale, da un lato, e le decisioni che incombono alle Casse in materia di fissazione dei contributi. Per quel che attiene alle eccezioni, ossia ai casi in cui il giudice e l’amministrazione, possono staccarsi dalla decisione di tassazione, Ueli Kieser: Alters-und Hinterlassenenversiche-rung, 3 ed., Schulthess 2012, ad art. 9 n. 82 e ss in particolare 85 e ss., specifica che:
" Da die Ausgleichskassen an die Angaben der Steuerbehörden gebunden sind und das Sozialversicherungsgericht die Entscheide der AHV-Ausgleichskasse grundsätzlich nur auf ihre Gesetzmässigkeit zu überprüfen hat darf von rechtskräftigen Steuertaxationen bloss dann abgewichen werden, wenn diese klar ausgewiesene Irrtümer enthalten, die ohne Weiteres richtiggestellt werden können, oder wenn sachliche Umstände gewürdigt werden müssen, die steuerrechtlich belanglos, sozialversicherungsrechtlich aber bedeutsam sind. Blosse Zweifel an der Richtigkeit einer Steuertaxation genügen hiezu nicht (110 V 371). Insbesondere haben die AHV-Organe und die Gerichte autonom zu beurteilen, ob die von der Steuerbehörde gemeldeten Einkünfte und Vermögenszuwächse der AHV-Beitragspflicht unterliegen oder nicht (125 V 394). Freilich können sich die Ausgleichskassen m der Regel auf Steuermeldungen verlassen und haben eigene nähere Abklärungen nur dann vorzunehmen, wenn sich ernsthafte Zweifel an der Richtigkeit der Steuermeldung ergeben (121 V 83)."
2.7. Sempre Kieser (op. cit. n. 86) precisa i casi di eccezioni al vincolo dato dalla tassazione trasmessa alla Cassa, segnalando come un reclamo in materia di imposta cantonale non sia sufficiente per giustificare l’eccezione, come pure “wenn die Abklärung ergibt, dass Veranlagung für die direkte Bundessteuer wahrscheinlich korrigiert worden wäre, wenn sie mit einem Rechtsmittelangefochten worden wäre” (DTF 110 V 69 consid. 2b p. 372). La dottrina precisa l’eccezione al principio secondo cui l’assicurato deve difendere i propri diritti riferiti anche ai contributi della LAVS, in ambito fiscale evocando la prassi del TF:
" Der Grundsatz, wonach die versicherte Person ihre Rechte im Steuerjustizverfahren zu wahren hat, erfährt dann eine Einschränkung, wenn die in der Veranlagung festgesetzte Steuer nur einen niedrigen Betrag ausmacht und deshalb mangels relevanten Streitwerts kein Anlass für die Erhebung eines Rechtsmittels besteht (SVR 2007 AHV Nr. 11 H 64/06, E. 3.4). Ein Anlass für ein Steuerjustizverfahren fehlte etwa bei einem Streitwert im Betrag von CHF 195.80 (110 V 374 E. 3b); hingegen wurde anders entschieden bei einem Jahressteuerbetrag von CHF 579 70 bei veranlagtem Einkommen von CHF 39000 (ZAK 1992 36 f. E. 5a)."
2.8. Un vincolo della Cassa alla "Steuermeldung" non sussiste invece quando
" klar ausgewiesene Irrtümer vorliegen, die ohne Weiteres richtig gestellt werde können. Eine in wesentlichen Punkten abweichende Veranlagung für die Staats- und Gemeindesteuern belegt (noch) nicht, inwiefern die massgebende Einschätzung der direkten Bundessteuer einen klar ausgewiesenen Irrtum enthält, der sich ohne Weiteres richtigstellen lässt. Das Sozialversicherungsrecht müsste dies vielmehr aufgrund einer materiellen Prüfung der beiden Veranlagungen feststellen, was der Kompetenzausscheidung zwischen Steuer- und Sozialversicherungsorganen widerspricht (H 118/03 E. 4.2)."
Nella sentenza da ultimo citata il TF ha infatti osservato come:
" Zu prüfen ist nach dem Gesagten, ob die Taxation für die direkte Bundessteuer 1997/98 mit einem steuerbaren Einkommen von Fr. 0.- klar ausgewiesene Irrtümer enthält, die ohne weiteres richtig gestellt werden können, oder ob sachliche Umstände gewürdigt werden müssen, die steuerrechtlich belanglos, sozialversicherungsrechtlich aber bedeutsam sind. Gestützt auf die im kantonalen Verfahren eingeholten Steuerakten steht fest, dass der Beschwerdeführer in der Steuererklärung für 1996 Erwerbseinkünfte von insgesamt Fr. 111'220.- deklarierte, wovon er zunächst die Geschäftsmiete (Fr. 18'144.-) und die Betriebsunkosten gemäss separater Aufstellung (Fr. 71'549.-) abzog, woraus sich ein Einkommen von Fr. 21'527.- ergab. Das kantonale Gericht hat mit Hinweis auf das Urteil R.________ vom 23. Januar 2003 (H 20/02) festgestellt, dass die Gesamteinnahmen auch Einkünfte aus Kunstausstellungen der Ehefrau (Fr. 13'240.-) bzw. die Betriebsunkostenaufstellung Auslagen aus dieser Beschäftigung (Fr. 18'264.-) enthalten, welche bei der Ermittlung des beitragspflichtigen Einkommens des Beschwerdeführers ausser Acht zu lassen sind. Dementsprechend ergibt sich ein Einkommen von Fr. 26'551.-.
Der Beschwerdeführer addierte gemäss Steuererklärung (ausgehend von Fr. 21'527.-) weiter die Mietzinseinnahmen der in seinem Eigentum stehenden Liegenschaften (Fr. 208'051.-) sowie den Ertrag aus Wertschriften (Fr. 1'396.-) und subtrahierte die Schuldzinsen für die Liegenschaften (Fr. 230'450.-), die geleisteten AHV-Beiträge (Fr. 6'683.-), einen Sonderabzug bei Erwerbstätigkeit beider Ehegatten (Fr. 6'400.-) sowie Versicherungsprämien und Zinsen von Sparkapitalien (Fr. 4'800.-). Im Ergebnis resultierte ein Reineinkommen von minus Fr. 17'359.-. Die kantonale Steuerbehörde stellte offensichtlich bei der Veranlagung der direkten Bundessteuer auf diese Angaben ab und setzte ein steuerbares Reineinkommen von Fr. 0.- fest. Gemäss Art. 9 Abs. 1 AHVG in Verbindung mit Art. 17 AHVV und Art. 9 Abs. 2 AHVG sind zur Ermittlung der beitragspflichtigen Erwerbseinkommen Einkünfte aus der Vermietung privater Liegenschaften und Wertschriftenerträge nicht vorgesehen. Dasselbe gilt für die genannten Abzüge (Schuldzinsen, AHV-Beiträge, Sonderabzug bei Erwerbstätigkeit beider Ehegatten, Versicherungsprämien und Zinsen von Sparkapitalien). Bei der Festsetzung der beitragspflichtigen Einkommen sind daher diese Einkünfte und Abzüge unberücksichtigt zu lassen. Eine Bindung an die rechtskräftige Veranlagung für die direkte Bundessteuer besteht insoweit nicht, weil es um eine spezifisch beitragsrechtliche Frage (liegt überhaupt beitragspflichtiges Erwerbseinkommen vor?) geht. Die in den Steuererklärungen angegebenen Steuerfaktoren enthalten ausweislich der kantonalen Steuerakten keine klar ausgewiesenen Irrtümer, die ohne weiteres richtig gestellt werden können. Der gegenteilige Standpunkt der Vorinstanz gründet, wenn auch unausgesprochen, auf der Annahme, dass die in wesentlichen Punkten von der auf Grund einer Ermessenseinschätzung der Staats- und Gemeindesteuer abweichende rechtskräftige Veranlagung für die direkte Bundessteuer falsch sei. Diese Auffassung ist indessen bundesrechtswidrig. Nach der Rechtsprechung belegt eine in wesentlichen Punkten abweichende Veranlagung für die Staats- und Gemeindesteuer nicht, inwiefern die massgebende Einschätzung der direkten Bundessteuer einen klar ausgewiesenen Irrtum enthält, der sich ohne weiteres richtig stellen lässt. Das Sozialversicherungsgericht müsste dies vielmehr auf Grund einer materiellen Prüfung der beiden Veranlagungen feststellen, was der Kompetenzausscheidung zwischen Steuer- und Sozialversicherungsorganen widerspricht (ZAK 1992 S. 34 Erw. 3c)."
2.9. Nel caso in esame la Cassa ha fatto riferimento, per la determinazione dei contributi 2009 dovuti dalla qui ricorrente, a quanto emerso dalla schermata (doc. 9) dei dati fiscali accessibile alla Cassa. In questa schermata appare, tra gli altri importi considerati dalla autorità fiscale, anche la cifra di CHF 146'481, senza però essere accompagnata dal codice di riferimento dell’importo. La comunicazione formale dell’UT alla Cassa del 7 marzo 2014 (doc. 8) conferma l’esistenza di un reddito da ritenere quale aziendale quantificato in CHF 146'481.- e specifica assenza di capitale aziendale. Questo documento è palesemente smentito dal doc. 7c, ossia dalla copia della decisione di tassazione emanata dall’UT di __________ per la signora RI 1 da cui si desume che, nel 2009, per l’IFD, è stato ritenuto un reddito di natura aziendale negativo, ossia è stata realizzata una perdita. Malgrado la contraddittorietà delle comunicazioni la Cassa ha ritenuto il sussistere del reddito aziendale che ha posto a fondamento del calcolo dei contributi, poi corretti nella loro quantificazione a livello di opposizione.
2.10. Questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni deve qui decidere se l’importo di CHF 146'481.-- considerato dalla Cassa di compensazione sia stato correttamente posto alla base della determinazione dei contributi dell’assicurata. Il valore è stato comunicato dall’UT, come rilevato, ma non è riportato e contenuto nella decisione di tassazione cui deve, di principio, essere fatto riferimento. In altri termini il TCA deve decidere se, correttamente, la Cassa si è scostata dalla decisione di tassazione ritenendo la decisione stessa errata sulla scorta della giurisprudenza e della dottrina evocati, e si sia correttamente fondata sulle comunicazioni trasmesse dall'UT.
2.11. Nel caso di specie soltanto dopo diverse richieste di spiegazioni ed informazioni dettagliate l’amministrazione fiscale ha informato il Tribunale che il reddito frutto del commercio professionale di immobili, per un importo complessivo di CHF 156'481.--, soggetto ad imposizione per la tassazione sugli utili immobiliari (doc. X/1), non è stato inserito in maniera corretta nella tassazione e ciò a seguito di “una nostra svista". Da questo valore, per la comunicazione doc. 8, l’UT ha poi dedotto la perdita di CHF 10'000.-- che, sola, viene invece riportata nella decisione di tassazione trasmessa dalla ricorrente.
L’importo di CHF 146’481 appare in sé corretto e non è, come tale, contestato dall’assicurata. Lo stesso, oltre ad essere desumibile dalla tassazione degli utili immobiliari, è rilevabile dalla fissazione dei contributi della sorella della ricorrente (doc. XII/D), ed è stato confermato in sede di udienza dinanzi al Tribunale cantonale delle Assicurazioni (“le parti danno atto comunque che si tratta di un reddito dal quale non sono stati dedotti i contributi pagati. … la cifra di 146'481 franchi è da ritenersi al lordo dei contributi”) anche se la ricorrente, tramite la sua patrocinatrice, ha specificato e ribadito più volte che per il prelievo dei contributi “deve fare fede la decisione di tassazione”. Non solo. L’elemento emerge dalla schermata doc. 9 dei dati fiscali della ricorrente. Il dato è d’altronde in linea con la comunicazione del 2 febbraio 2012 (antecedente alla tassazione, doc. 12) di un collaboratore dello studio professionale che rappresenta la ricorrente il quale ha comunicato alla Cassa la “previsione del reddito determinante soggetto a contributi … per l’anno 2009 di ca. 145'500 …”.. L’importo effettivamente conseguito quale reddito aziendale dalla ricorrente va quindi fissato in CHF 146'481.--. Si tratta in effetti dell’importo che l’UT ha più volte confermato alla Cassa ed al Tribunale cantonale delle Assicurazioni stesso.
2.12. Occorre ora risolvere il quesito a sapere se detto importo sia da ritenere e porre alla base della decisione di fissazione dei contributi per l’anno 2009 della ricorrente, o se debba prevalere la decisione di tassazione dell’assicurata che non lo riporta.
2.13. Questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni deve condividere l’operato della Cassa che ha posto l’importo di cui si tratta alla base della decisione per la fissazione dei contributi AVS 2009. In effetti va ritenuto in concreto un manifesto e palese errore da parte della autorità di tassazione in favore dell’assicurata che, grazie a tale errore, si trova già beneficiata a livello fiscale con un importante reddito imponibile non computato. Questo indebito vantaggio non deve ulteriormente riverberarsi sui contributi AVS. Si ribadisce che l’importo è accertato con chiarezza, è stato posto alla base della decisione di fissazione dei contributi della sorella della ricorrente (doc. XII/D), costituisce un reddito effettivamente conseguito come dimostra il fatto che è stato sottoposto al prelevamento dell’imposta sugli utili immobiliari (doc. X/1) che ha interessato tutti i 10 componenti la CE. L’importo deriva dalla vendita di un immobile nel comune di __________ i cui estremi sono desumibili dal doc. X/1. La natura di tale reddito, la cui valutazione compete alla Cassa come emerge dalla giurisprudenza riportata nelle considerazioni che precedono, è certamente corretta. Il reddito proviene da un'attività economica che da anni viene esercitata e riferita al commercio di immobili. In effetti, come ricorda la costante giurisprudenza fiscale cantonale in materia:
" … secondo la pluridecennale prassi del Tribunale federale, vi è commercio professionale di immobili non appena il contribuente svolge un’attività che eccede la mera amministrazione del patrimonio e sfrutta il mercato immobiliare alla stregua di un commerciante professionale, nell’intento di realizzare un profitto (DTF 112 Ib 81 consid. 2a e rif.; ASA 59, pag. 480 consid. c; cfr. anche Schmidt, La recente giurisprudenza del Tribunale federale in materia di tassazione di negozi immobiliari e di commercio di immobili a titolo professionale, in: Fiscalità – Atti della giornata di studio del 25 ottobre 1989 organizzata dalla Commissione ticinese per la formazione permanente dei giuristi, Lugano 1989, p. 14; Soldini, Il commercio professionale di immobili alla luce della giurisprudenza federale e cantonale e nella prospettiva della nuova Legge tributaria, in RDAT I-1994 p. 385). In particolare, sono a tutt’oggi considerati indizi di un’attività lucrativa, il modo di procedere (sistematico o pianificato), la frequenza delle operazioni, la breve durata del possesso, l’esistenza di legami tra tali operazioni e l’attività professionale del contribuente, il fatto che questi si serva di conoscenze professionali proprie o di terzi, la partecipazione a una società di persone, l’uso di notevoli crediti e il reinvestimento dei profitti in ulteriori operazioni immobiliari (decisione TF 2C_29/2008 del 28 maggio 2008). Ognuno di questi indizi può – con altri, ma talvolta persino singolarmente – permettere di concludere che si è in presenza di un’attività lucrativa indipendente ai sensi dell’art. 18 LIFD (StE 2006 B 23.2 n. 31). Il Tribunale federale ha poi avuto modo di precisare che nella valutazione dell’insieme delle circostanze concrete del singolo caso, anche in assenza di quegli elementi tipici di un’attività lucrativa indipendente, determinante rimane l’intento di conseguire un profitto (StE 2004 B 91.3 n. 4 = RDAF 2005 II 37).
Vero è che questi sviluppi giurisprudenziali sollevano qualche perplessità, segnatamente in relazione al carattere talvolta vago degli indizi considerati come determinanti dalla prassi del Tribunale federale (Reich, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2a, 2. ediz., Basilea 2008, n. 16 ad art. 18 LIFD; Noël, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 15 ad art. 18 LIFD; Oberson, Droit fiscal suisse, 3. ediz., Basilea 2007, p. 96). La dottrina più recente sottolinea in particolare come la delimitazione tra attività indipendente (che comprende sia il commercio professionale nel senso stretto che tutte le attività “quasi professionali”, meno intense che gli sono assimilate) e amministrazione del patrimonio privato sia diventata vieppiù problematica (Noël, op. cit., n. 19 ad art. 18 LIFD), ed il rischio che tali difficoltà inducano in definitiva le autorità fiscali a porre l’accento sull’importanza dei guadagni conseguiti, che non deve in nessun caso costituire un indizio a favore dell’attività lucrativa indipendente (Reich, op. cit., n. 16b ad art. 18 LIFD).
La questione a sapere se una vendita isolata sia da considerarsi commercio professionale di immobili, mera amministrazione patrimoniale o occasione fortuita di transazione immobiliare deve continuare a dipendere, in ultima analisi, dall’insieme delle circostanze del caso particolare. Decisiva per il giudizio non è la situazione esistente inizialmente, al momento dell’acquisto, ma quella che risulta al momento della vendita (decisione TF A.109/75 del 26 marzo 1976 in re Ri., p. 9). Così, un’operazione iniziata e fatta con intenti speculativi può perdere tale caratteristica per le particolari condizioni che si verificano al momento, determinante, della vendita, e viceversa (cfr. CDT 274/88 cit. in RTT 1990 p. 358)."
In concreto è fuor di dubbio, alla luce della documentazione acquisita agli atti, vista l'attività svolta in seno alla CE fu __________, di commercio immobiliare che prosegue da anni, che la natura del reddito sia corretta.
2.14. Il mancato inserimento della parte del 10% del reddito spettante alla ricorrente nella sua decisione di tassazione è unicamente frutto della svista dell’UT. La Cassa ha quindi correttamente fatto astrazione dalla decisione di tassazione siccome palesemente errata e l’errore era facilmente emendabile ed ha considerato il reddito aziendale conforme peraltro alle comunicazioni dell’UT stesso. Alla luce di quanto precede il ricorso va, su questo punto, respinto.
2.15. Resta da verificare se la Cassa ha correttamente ritenuto, nella sua decisione resa su opposizione (oggetto della lite), l’importo lordo del reddito aziendale in CHF 146'481.-- in luogo e vece dei CHF 161'849.-- considerati nella decisione formale. A questo proposito occorre qui richiamare la recente giurisprudenza federale nonché quella cantonale che vi ha fatto seguito, emanata da questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni.
Nelle recenti sentenze 25 agosto 2014 (inc. 30.2014.25) e 10 giugno 2014 (inc. 30.2014.10) il TCA ha ripreso la giurisprudenza in questi termini:
" Giusta l'art. 9 cpv. 4 LAVS, in vigore dal 1° gennaio 2012, le casse di compensazione aggiungono al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale dei contributi di cui all'articolo 8 della presente legge, all'articolo 3 capoverso 1 della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI) e all'articolo 27 capoverso 2 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100 per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili.
Per la disposizione transitoria della modifica del 17 giugno 2011 (computo delle deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale), l'articolo 9 capoverso 4 si applica a tutti i redditi provenienti da un'attività lucrativa indipendente comunicati dalle autorità fiscali dopo l'entrata in vigore della modifica.
Nella recente STCA 30.2014.13 del 24 marzo 2014, emanata da questo Tribunale nella sua composizione di tre giudici e cresciuta incontestata in giudicato, ripresa nelle STCA 30.2014.8 del 22 maggio 2014 e STCA 30.2014.10 del 6 giugno 2014, è stato evidenziato che con sentenza 9C_189/2013 del 13 dicembre 2013 (DTF 139 V 537 = SVR 2014 AHV Nr. 2) l'Alta Corte ha stabilito che vi è un'eccezione all'applicazione dell'art. 9 cpv. 4 LAVS. Nel caso giudicato nella sua sentenza di principio il Tribunale federale ha ritenuto che, nelle comunicazioni relative al 2008 e al 2009, l'autorità fiscale ha negato che dall'importo comunicato fossero stati dedotti i contributi sociali. L'istanza inferiore, ossia il Tribunale amministrativo del Canton Zugo, aveva accolto il ricorso dell'assicurato, affermando che la Cassa non doveva aggiungere all'importo soggetto a contribuzione gli oneri sociali e rinviando l'incarto all'amministrazione per un nuovo calcolo dopo avere accertato l'ammontare del reddito netto. Dal canto suo il Tribunale federale ha stabilito che la lettera della norma è chiara, nel senso che il reddito che l'autorità fiscale deve comunicare deve corrispondere al reddito netto e che la Cassa di compensazione competente deve ricalcolarlo al 100 per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili. A livello di ordinanza, l'art. 23 cpv. 4 OAVS prevede che le comunicazioni delle autorità fiscali sono vincolanti per le casse (cfr. consid. 5.3).
L'Alta Corte ha quindi affermato che scopo e senso dell'art. 9 cpv. 4 LAVS si evincono dal Messaggio del Consiglio federale. Al fine di semplificare il loro compito e di applicare unitariamente la norma, le autorità fiscali devono essere sgravate dal ricalcolo dei contributi. Il legislatore è consapevole che con il nuovo disposto i contributi dedotti a livello fiscale non collimano necessariamente con quelli ricalcolati dalle casse di compensazione, poiché la deduzione fiscale non viene loro comunicata. Scopo e senso della norma consistono nella semplificazione del lavoro per il fisco e per le casse di compensazione (cfr. consid. 5.4).
Secondo l'interpretazione letterale e teleologica della nuova norma, la ratio legis della modifica consiste nel fatto che le casse di compensazione, contrariamente alla prassi in vigore precedentemente (DTF 111 V 289), non devono più preoccuparsi della questione di sapere se le autorità fiscali hanno o meno dedotto i contributi sociali dal reddito loro comunicato. Devono partire dal principio che si tratta di un reddito netto e devono di conseguenza aggiungervi i contributi sociali. L'assicurato dichiara al fisco anche i contributi sociali e può impugnare la tassazione se rileva che la deduzione non è avvenuta correttamente. Vale anche in questo contesto il principio secondo il quale l'indipendente deve far valere i propri diritti nell'ambito della procedura fiscale (DTF 110 V 369). Se la tassazione non viene contestata, di principio diventa vincolante per il calcolo dei contributi (cfr. consid. 5.5). La nostra Massima istanza ha tuttavia stabilito che questo principio non è assoluto e non vale quando tramite la comunicazione fiscale è attestato chiaramente, espressamente e senza nessun dubbio che dal reddito non è stata eseguita alcuna deduzione. Nel caso giudicato dal TF, nella comunicazione relativa al 2009 l'autorità fiscale ha risposto negativamente alla questione di sapere se i contributi personali sono stati dedotti dal reddito da attività indipendente. Dalle risposte alle domande poste dall'Alta Corte emerge infatti che alla cassa di compensazione è stato comunicato il reddito senza la deduzione dei contributi sociali, perché il ricorrente non li ha dichiarati o non ne ha fatto domanda in tal senso. Se dalla comunicazione fiscale è chiaro che non sono state fatte deduzioni e per la cassa non vi è alcun dubbio che il reddito dichiarato è un reddito lordo, la cassa non deve procedere al ricalcolo percentuale dei contributi ai sensi dell'art. 9 cpv. 4 LAVS. Infatti, secondo il Messaggio del Consiglio federale, il legislatore partiva dal presupposto che il fisco aveva effettivamente dedotto i contributi. Per questo motivo, il TF ha ritenuto che la sentenza di prima istanza è corretta nel suo risultato e l'amministrazione deve ricalcolare i contributi dovuti dall'assicurato (cfr. consid. 6).
Nel primo caso giudicato da questo Tribunale (30.2014.13), la fattispecie era analoga a quella trattata dal Tribunale federale, visto che alla domanda se l'assicurato avesse dedotto i contributi dal reddito aziendale l'autorità fiscale ha risposto negativamente. Pertanto, il TCA ha concluso che il reddito accertato fiscalmente era lordo e ha dunque accolto il ricorso e rinviato gli atti all'amministrazione, affinché ricalcolasse il contributo dovuto sulla base di questo importo, senza applicare l'art. 9 cpv. 4 LAVS.
Anche nella seconda controversia (30.2014.8) il TCA ha potuto accertare che il reddito da attività indipendente ricavato dalla documentazione raccolta era lordo, visto che, separatamente, l'assicurata aveva fiscalmente dichiarato i contributi versati durante l'anno 2008.
Pure nella vertenza che entrambe le parti hanno citato e che è stata decisa con sentenza del 6 giugno 2014 (30.2014.10), cresciuta incontestata in giudicato, il reddito conseguito dall'attività indipendente era al netto delle spese che l'interessato si è assunto nell'esercizio della sua professione (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS), ma non comprendeva anche i contributi AVS/AI/IPG, visto che egli non li ha dedotti né dalla cifra d'affari incassata, insieme alle altre spese professionali, né dal reddito netto inserendoli nella dichiarazione d'imposta (punto 11.1). Ciò ha comportato che poiché l'assicurato non ha effettivamente posto fiscalmente in deduzione dal reddito conseguito (al netto delle spese professionali) i contributi personali che egli ha in realtà versato durante l'anno di contribuzione, la Cassa di compensazione non poteva ritenere l'importo comunicato dall'autorità fiscale quale reddito al netto dei contributi AVS/AI/IPG e riportarlo al lordo dei contributi giusta l'art. 9 cpv. 4 LAVS. Pertanto, non essendo state fatte delle deduzioni non v'era alcun dubbio che il reddito dichiarato era un reddito lordo da attività indipendente dell'assicurato. Di conseguenza, non si doveva procedere al ricalcolo percentuale dei contributi ai sensi dell'art. 9 cpv. 4 LAVS, ma porre questo reddito, siccome già lordo, alla base del calcolo dei contributi personali dell'insorgente."
2.16. Ora in concreto le parti hanno dato atto, in sede d’udienza, che “la cifra di 146'481 franchi è da ritenersi al lordo dei contributi”, circostanza questa che, d’altra parte, la Cassa stessa ha pienamente considerato nella sua decisione resa su opposizione mediante l’applicazione del principio ritenuto dalla giurisprudenza federale ed appena citato. Per tale motivo dall’iniziale importo di CHF 161849.-- fissati nella decisione formale, la Cassa ha ridotto l’importo del reddito aziendale soggetto a contribuzione a CHF 146'481.--. Alla luce di questa circostanza il reddito fissato dalla Cassa quale reddito aziendale, è corretto e va posto alla base del prelievo dei contributi.
2.17. Da quanto precede il ricorso va conseguentemente respinto senza carico di tasse e spese e senza attribuzione di ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti