|
redattore: |
Christian Steffen, vicecancelliere |
|
segretario: |
Gianluca Menghetti |
|
statuendo sul ricorso del 28 giugno 2017 di
|
|
RI 1
|
|
|
|
contro |
|
|
|
la decisione su opposizione del 31 maggio 2017 emanata da |
||
|
|
CO 1
in materia di contributi AVS |
||
|
|
|
|
|
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione formale dell’8 febbraio 2017 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti dall’avv. RI 1, nato nel __________, quale indipendente, per l’anno 2014, sulla base di un reddito soggetto a contribuzione di fr. 65'900 (reddito aziendale di fr. 77'000 da cui ha dedotto l’interesse dell’1% sul capitale investito e la franchigia per beneficiario di una rendita di vecchiaia ed a cui ha aggiunto i contributi AVS/AI/IPG conformemente all’art. 9 cpv. 4 LAVS; cfr. doc. 15).
1.2. In seguito alle censure sollevate dall’assicurato, con decisione su opposizione del 31 maggio 2017 la Cassa ha ridotto il reddito aziendale da fr. 77'000 a fr. 71'800 (doc. N e III).
1.3. L’avv. RI 1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento e domandando che il reddito soggetto a contribuzione sia fissato in fr. 0 (doc. I).
Il ricorrente, che evidenzia la difficile leggibilità della decisione impugnata il cui dispositivo non menziona il contributo dovuto ma si limita ad un rinvio al considerando 12 che a sua volta indica unicamente l’ammontare del reddito aziendale ma non il calcolo dei contributi, rileva di far parte di numerosi Consigli di amministrazione di società e fondazioni con sede all’estero, principalmente __________ e __________, per tutelare gli interessi di alcuni clienti stranieri. L’interessato rammenta che negli ultimi anni il reddito soggetto ad AVS è in pratica sempre risultato nullo o comunque esente da contribuzione, giacché i redditi derivanti dalle indennità per Consigli di amministrazione esteri non sono stati assoggettati all’AVS. Secondo l’insorgente con la decisione in esame la Cassa ha invece erroneamente preso in considerazione i redditi derivanti dalle indennità dei Consigli di amministrazione esteri, tra i quali fr. 87'650 per società e fondazioni a __________, che andrebbero invece dedotti dall’importo soggetto a contribuzione in applicazione dell’art. 6ter OAVS, non avendo la Svizzera sottoscritto alcuna convenzione di sicurezza sociale con __________. Deducendo l’importo di fr. 87'650 dal reddito di fr. 77'000 il risultato aziendale sarebbe negativo e pertanto alcun contributo sarebbe dovuto.
1.4. Con risposta del 10 agosto 2017 la Cassa ha proposto di ridurre il reddito soggetto a contribuzione a fr. 40'300 secondo il calcolo ivi esposto (doc. III).
1.5. Il 21 agosto 2017 il giudice delegato del TCA ha chiesto al ricorrente di prendere posizione in merito alla proposta dell’amministrazione, riservandosi di citare le parti per un’udienza di discussione (doc. V).
1.6. Il 1° settembre 2017 l’insorgente ha comunicato al TCA che i costi aziendali relativi alla gestione delle società con sede a __________ si riducono a poche decine di franchi corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato dalla segretaria per la stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali delle società in questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse.
__________. L’interessato ha allegato a titolo di esempio una fotocopia delle fatture in questione, analoga a tutte quelle emesse a carico delle altre società ed ha aggiunto che “non esistono altri mezzi di prova”. Egli ha infine segnalato che, avendo oltrepassato gli 80 anni, dal 1° gennaio 2018 tutte le indennità di partecipazione a CdA verranno incassate su un conto congiunto dagli altri contitolari dello Studio legale e notarile __________, che si assumeranno tutte le spese dell’ufficio in ragione di metà, mentre l’insorgente svolgerà soltanto ancora attività di consulenza (doc. VI).
1.7. Lo scritto del 1° settembre 2017 è stato trasmesso alla Cassa con la facoltà di presentare eventuali osservazioni scritte entro 10 giorni (doc. VII).
in diritto
in ordine
2.1. Il ricorrente evidenzia che la decisione impugnata appare criptica, nella misura in cui la Cassa ha ridotto il reddito aziendale soggetto a contribuzione ma non ha effettuato un nuovo calcolo dei contributi dovuti. Egli fa implicitamente valere una violazione del diritto di essere sentito.
Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).
Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima.
Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (sentenza del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
In concreto questo Tribunale deve convenire con il ricorrente che la motivazione figurante nella decisione impugnata è insoddisfacente nella misura in cui è indicato che il reddito aziendale viene preso in considerazione nella misura di fr. 71'800 (in luogo di fr. 77'000; cfr. doc. N), ma non è esposto il calcolo del reddito soggetto a contribuzione, impedendo alla persona assicurata di conoscere l’ammontare dei contributi dovuti.
Inoltre, la “copia per la cassa” della decisione impugnata prodotta quale doc. 1 dall’amministrazione con la risposta di causa, al punto 12 è diversa rispetto a quella ricevuta dal ricorrente. Ciò che non contribuisce a chiarire la fattispecie.
Ritenuto tuttavia che con la risposta di causa (doc. III) la Cassa ha illustrato per esteso il calcolo del reddito soggetto a contribuzione, riducendolo a fr. 40’300, che l’interessato ha potuto prendere posizione in merito (doc. VI), che il TCA dispone di un pieno potere di esame (cfr. sentenza 8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA) e inoltre che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se l'interessato, come in concreto, riceve la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183), nel presente caso la violazione del diritto di essere sentito è stata sanata in questa sede.
Del resto il TF ha già avuto modo di stabilire che è possibile prescindere da un rinvio della causa all'amministrazione se, come in concreto, una simile operazione si esaurirebbe in uno sterile esercizio procedurale e procrastinerebbe inutilmente il processo in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1 pag. 390 con riferimenti, cfr. anche sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012, consid. 2.3).
Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.
nel merito
2.2. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
2.3. I contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).
Per il calcolo dei contributi sono determinanti il reddito secondo il risultato dell’esercizio commerciale chiuso nell’anno di contribuzione e il capitale proprio investito nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS).
Se l’esercizio commerciale non corrisponde all’anno di contribuzione, il reddito non è ripatito sugli anni di contribuzione. È fatto salvo il capoverso 4 (art. 22 cpv. 3 OAVS).
Se in un anno di contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito dell’esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).
Il reddito non è convertito in reddito annuo (art. 22 cpv. 5 OAVS).
2.4. Le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).
In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).
Nei casi di procedura per sottrazione d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).
Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).
Se le autorità fiscali cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).
2.5. Va ancora rammentato che ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAVS, il reddito netto proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo:
a. le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo;
b. gli ammortamenti e le riserve di aziende commerciali consentiti dall'uso commerciale e corrispondenti alle svalutazioni subite;
c. le perdite commerciali subite e allibrate;
d. le elargizioni fatte dal titolare dell'azienda, nel periodo di computo, a istituzioni previdenziali a favore del proprio personale, purché sia escluso che possano servire ad altro uso, nonché le elargizioni fatte esclusivamente a scopo di utilità pubblica;
e. i versamenti personali fatti a istituzioni di previdenza, per quanto equivalgano alla quota generalmente assunta dal datore di lavoro;
f. l'interesse del capitale proprio impegnato nell'azienda; il tasso d'interesse corrisponde al rendimento medio annuo dei prestiti in franchi svizzeri dei debitori svizzeri che non sono enti pubblici.
Il Consiglio federale può accordare, all’occorrenza, altre deduzioni dal reddito lordo proveniente dall’attività lucrativa indipendente.
Ai sensi dell’art. 9 cpv. 3 LAVS il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente e il capitale proprio impegnato nell’azienda sono accertati dalle autorità fiscali cantonali e comunicati alle casse di compensazione.
Per l’art. 9 cpv. 4 LAVS, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012, le casse di compensazione aggiungono al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale dei contributi di cui all’art. 8 LAVS, all’art. 3 cpv. 1 LAI e all’art. 27 cpv. 2 LIPG. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100 per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili.
2.6. Per giurisprudenza costante del Tribunale federale ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità.
L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il Giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione (sentenza 9C_441/2015 del 19 febbraio 2016 parzialmente pubblicata in SVR AVS Nr. 4 pag. 11; DTF 134 V 250, consid. 3).
L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (sentenza 9C_441/2015 del 19 febbraio 2016 parzialmente pubblicata in SVR AVS Nr. 4 pag. 11; Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).
Le comunicazioni fiscali sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).
2.7. In concreto il reddito aziendale evinto dalla corrispondente tassazione fiscale 2014 determinante per il calcolo dei contributi dovuti dall’assicurato quale indipendente nel medesimo anno (art. 22 OAVS) ammonta a fr. 77'000 (il capitale investito nell’azienda a fr. 63'509; cfr. doc. 10 e seguenti).
Dalla contabilità dell’attività indipendente svolta dall’interessato emerge che l’insorgente ha dichiarato __________ (doc. 13a).
I costi di __________.
L’utile ammonta a fr. 74'188.55 (doc. 13a). Nella tassazione figura un importo di fr. 77'000 (doc. G3).
Nelle more amministrative la Cassa ha interpellato l’autorità fiscale ai fini di ottenere alcune spiegazioni in merito alla composizione del reddito aziendale. Il fisco ha precisato che “il reddito aziendale dichiarato comprende oneri per consigli di amministrazione esteri in misura di fr. 161'450.-, il reddito ai fini AVS è pertanto di fr. 0.-“ (doc. 9).
Nel reddito da attività indipendente sono infatti compresi gli onorari percepiti quale membro del CdA di società del __________ (fr. 71'800) e di __________ (fr. 87'650; cfr. doc. L1 e M).
La Cassa ha correttamente rilevato che non essendoci alcuna convenzione di sicurezza sociale tra la Svizzera e __________, i redditi conseguiti quale membro dei consigli di amministrazione delle società __________, in applicazione dell’art. 6ter OAVS, non sono soggetti a contribuzione (cfr. anche il marg. 2043 delle direttive sul reddito determinante [DSD]; cfr. doc. III, punto 5).
Infatti, per l’art. 6ter lett. a OAVS sono eccettuati dal calcolo dei contributi i redditi d’attività lucrativa che pervengono a una persona domiciliata nella Svizzera come proprietario o socio di aziende o di stabilimenti con sede in uno Stato con la quale la Svizzera non ha concluso una convenzione di sicurezza sociale. L’art. 6ter lett. b OAVS prevede il medesimo esonero per i redditi d’attività lucrativa che pervengono a una persona domiciliata nella Svizzera come organo di una persona giuridica con sede in uno Stato con il quale la Svizzera non ha concluso una convenzione di sicurezza sociale.
L’assicurato non contesta invece che i redditi provenienti dai CdA del __________ sono soggetti a contribuzione, rilevato come in ogni caso se si dovesse dedurre l’intero importo conseguito con le società __________ il reddito soggetto a contribuzione sarebbe in ogni caso nullo.
Oggetto del contendere è pertanto l’importo delle indennità percepite dalle società __________ da dedurre dal reddito aziendale, ritenuto che esse sono state tassate insieme al reddito da attività indipendente.
2.8. Nella risposta di causa l’amministrazione ha esposto il calcolo del reddito aziendale soggetto a contribuzione affermando:
" (…)
Alla luce di quanto precede e vista la totale imponibilità in Svizzera dei redditi conseguiti quale avvocato, notaio e __________ con sede nel __________, la Cassa ha dovuto valutare il reddito aziendale in base ai dati a sua disposizione.
La Cassa ha considerato totalmente ed esclusivamente imponibile all’AVS quale reddito aziendale gli emolumenti percepiti da __________ con sede nel __________. D’altra parte però, non ha correttamente preso in considerazione eventuali costi aziendali riferiti al conseguimento di tali onorari. Vista l’impossibilità di ricostruire in modo analitico quali spese sono riferiti a quali redditi, la Cassa propone la seguente ripartizione:
Fatturato __________ base 100%
Spese __________ ca. 75% del fatturato
Reddito aziendale tassato __________ ca. 25% del fatturato
Reddito esente da contributi AVS, art. 6ter OAVS: CHF __________ (on. __________)
./. spese secondo la ripartizione sopra (ca. 75%): CHF __________
Reddito netto da onorari __________ (ca. 25%): CHF __________.-
Reddito aziendale tassato dall’UT CHF 77'000.-
./. reddito netto da onorari __________ CHF 21'913.-
Reddito aziendale netto AVS CHF 55'087.-
In conclusione e alla luce di quanto sopra esposto, la Cassa propone di definire in CHF 55'087.- il nuovo reddito aziendale netto. In questo modo il nuovo calcolo per la determinazione dei contributi sociali dovuti sarà:
Reddito netto da attività indipendente 2014 55'087.00
Deduzione int. capitale investito (1% su 64'000.--) - 640.00
Deduzione franchigia - 16'800.00
Totale intermedio 37'647.00
Riporto al lordo (art. 9 cpv. 4 LAVS) 2'656.40
Reddito da attività lucrativa 40'303.40
Reddito che determina l’aliquota 40'300.00
Reddito soggetto a contribuzione 40'300.00” (doc. III)
In altre parole l’amministrazione ha dedotto dal reddito __________ un importo pari al 75% dell’incassato a titolo di spese sulla base della ripartizione generale delle medesime e successivamente ha dedotto il reddito netto degli onorari __________ dal reddito aziendale tassato dall’Ufficio di tassazione.
2.9. Gli onorari percepiti quale membro di un CdA vanno considerati, di principio, quali redditi provenienti da un’attività dipendente. Nel caso di specie trattandosi di società __________ (cfr. consid. 2.7) tale reddito va dedotto dal reddito aziendale.
Infatti, per l’art. 7 lett. h OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in particolare i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri dell’amministrazione degli organi direttivi delle persone giuridiche.
Gli organi delle persone giuridiche sono in particolare i membri dell’amministrazione (come i membri del consiglio d’amministrazione delle società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri di comitati di associazione, i membri di consigli di fondazione e i membri degli organi di controllo (cfr. 2036 DSD).
Per cui al reddito in esame va applicato l’art. 9 cpv. 1 OAVS per il quale sono spese generali quelle cui il salariato deve far fronte nell’ambito della propria attività. Le indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante. Le spese generali vanno considerate per principio nel loro importo effettivo ed il datore di lavoro e/o i salariati devono comprovarle.
Va ancora rilevato che se nei gettoni di presenza sono compresi anche rimborsi spese, si può considerare come risarcimento massimo per le spese avute gli importi seguenti: 120 franchi per sedute di mezza giornata; 200 franchi per sedute di un giorno intero (marg. 2047 DSD).
Il risarcimento deve tuttavia corrispondere complessivamente alle spese effettivamente sostenute. Pertanto, gli importi summenzionati non sono applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime (marg. 2048 DSD).
Se oltre ai gettoni di presenza le spese sono rimborsate separatamente, si possono prendere in considerazione spese supplementari solo se sono dimostrate (cfr. marg. 2049 DSD).
In generale per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese, sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).
Configurano, di norma, spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio), le spese di rappresentanza e quelle per la clientela (STFA H 57/04 del 20 aprile 2006, consid. 7.1 in: RtiD II-2006 n. 46 pag. 214; STFA H 257/03 dell'11 gennaio 2005, consid. 4.3.1, concernente la ricorrente); le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (Direttive sul salario determinante (DSD), RDAT II-1992 n. 60, pag. 140; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 164-166).
Di principio si deve dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).
Del resto, per costante giurisprudenza del TF, si può ammettere l'esistenza di spese generali ai sensi dell'art. 9 OAVS soltanto se l'esercizio dell'attività professionale obbliga il salariato ad effettuare spese supplementari (STF 9C_412/2007 del 9 luglio 2008, consid. 3.2; Pratique VSI 1994 pag. 84 consid. 3b).
Spetta poi al datore di lavoro o al salariato fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79).
Occorre infatti dimostrare i costi rimborsati, siccome si tiene conto soltanto delle spese effettive (STFA H 257/03, consid. 4.3.2). Il rimborso spese concesso sotto forma d'importi forfetari deve ad ogni modo corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA 216/96 dell’11 settembre 1997; Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza, gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA H 216/96 dell'11 settembre 1997). Le prove offerte devono essere concrete e non generiche.
A tale principio è possibile derogare solo nei casi in cui, pur essendo dimostrata l'esistenza di spese generali, l'importo dettagliato delle stesse non può essere comprovato in modo certo a causa di circostanze speciali (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172). In tal caso, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà stimarne l'ammontare fissando un importo forfetario (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA H 57/04, consid. 7.1 = RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H 257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N. 3011 DSD), tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; Käser, op. cit., N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).
L'amministrazione non può quindi limitarsi a constatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).
A tale scopo è sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co. N.J.).
Alla luce del principio inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve dunque provvedere ad entrare in possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà eccessive (citata STFA H 257/03, consid. 4.3.2; RCC 1990 pag. 42 consid. 4).
2.10. In concreto, interpellato in merito dal Giudice delegato del TCA per prendere posizione circa il calcolo illustrato dall’amministrazione con la risposta di causa, l’insorgente ha sostenuto che i costi aziendali per la gestione delle società __________ si “riducono a poche decine di franchi corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato dalla segretaria per la stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali delle società in questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse” e che “non esistono altri mezzi di prova” (doc. VI).
Alla luce delle norme e della giurisprudenza applicabili e sopra esposte, una riduzione forfetaria del 75% fondata sulla circostanza che le spese per l’intera attività forense e notarile dell’avv. RI 1, comprese le indennità di membro dei CdA delle società estere, sono dichiarate in tale percentuale, non appare corretta.
Da una parte la natura dell’attività di avvocato e di notaio, di carattere indipendente, è diversa da quella di semplice membro di CdA, ritenuto che, notoriamente, la prima comporta spese ben superiori, dovendo finanziare una struttura complessa (affitto di locali, costi del personale, spese di rappresentanza, ecc.). La stessa cassa in sede di risposta afferma che “invece tra i costi, figurano le normali spese legate all’attività di notaio e avvocato nonché della struttura aziendale stessa per fr. __________” (doc. III).
D’altra parte ritenuto che le spese vanno considerate per principio nel loro importo effettivo ed il datore di lavoro e/o i salariati devono comprovarle, non è possibile effettuare una riduzione forfetaria così importante, pari al 75% del reddito lordo, senza un solido sostrato probatorio.
È vero che se l'esistenza di spese generali è comprovata, ma l'importo dettagliato delle stesse non può essere comprovato in modo certo a causa di circostanze speciali la valutazione incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà stimarne l'ammontare fissando un importo forfetario (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA H 57/04, consid. 7.1 = RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H 257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N. 3011 DSD).
Tuttavia l’amministrazione deve tener conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).
Spese del 75% per onorari conseguiti quale membro dei CdA non sono usuali. Le direttive prevedono del resto, per i gettoni di presenza, se sono compresi anche rimborsi spese, un risarcimento massimo di 120 franchi per sedute di mezza giornata; 200 franchi per sedute di un giorno intero (marg. 2047 DSD). Il risarcimento deve tuttavia corrispondere complessivamente alle spese effettivamente sostenute. Pertanto, gli importi summenzionati non sono applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime (marg. 2048 DSD).
In concreto, come più volte rammentato, l’insorgente ha evidenziato che le spese per il conseguimento degli onorari quale membro dei CdA delle società __________ si riducono a “poche decine di franchi corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato dalla segretaria per la stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali delle società in questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse” (doc. VI).
Ritenuto che la maggior parte degli onorari percepiti quale membro del CdA delle società __________ si trova tra i fr. 2'500 ed i fr. 3'500 all’anno, con un minimo di fr. 2'000 ed un massimo di fr. 5'300 (doc. M), già una riduzione forfetaria del 10% al massimo appare eccessiva.
Ora, già solo riducendo l’importo lordo di fr. 87'650 degli onorari percepiti quale membro del CdA delle società __________ del 10% a fr. 78'885, si otterrebbe un importo superiore ai fr. 77'000 di reddito aziendale. Ciò comporta un reddito soggetto a contribuzione nullo prima ancora della deduzione dell’interesse percentuale del capitale investito e della franchigia annua di fr. 16'800 per le persone in età AVS, che permette all’assicurato di essere esonerato dal pagamento dei contributi (cfr. art. 6quater cpv. 2 OAVS per il quale i contributi delle persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente che hanno compiuto i 64 anni, se di sesso femminile, i 65 anni, se di sesso maschile, sono percepiti soltanto sulla parte del reddito eccedente 16'800 franchi l’anno).
In queste condizioni la decisione su opposizione del 31 maggio 2017 va annullata.
2.11. In DTF 110 V 132 l’Alta Corte ha elencato i presupposti che deve adempiere un avvocato che agisce in causa propria affinché possa eccezionalmente pretendere un’indennità per la sua attività personale nonché per ulteriori spese o danni, e meglio se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 129 II 297 consid. 5; DTF 119 Ib 412; DTF 113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; “[…] - dass die Interessenwahrung einen hohen Arbeitsaufwand notwendig macht, der den Rahmen dessen überschreitet, was der einzelne üblicher- und zumutbarerweise nebenbei zur Besorgung der persönlichen Angelegenheiten auf sich zu nehmen hat; erforderlich ist somit ein Arbeitsaufwand, welcher die normale (z.B. erwerbliche) Betätigung während einiger Zeit erheblich beeinträchtigt; - dass zwischen dem betriebenen Aufwand und dem Ergebnis der Interessenwahrung ein vernünftiges Verhältnis besteht. […]”).
In concreto, l’avv. RI 1 ha inoltrato un ricorso di 5 pagine, cui ha allegato documentazione già nota (doc. I) ed ha prodotto osservazioni di mezza pagina, con un allegato, alla risposta di causa (doc. VI).
Accertato che la causa non è complessa (si tratta di stabilire l’ammontare delle spese per l’attività di membro di CdA) e che non emerge che il lavoro svolto abbia impedito notevolmente l’attività professionale o abbia comportato una perdita di guadagno non si giustifica l’attribuzione di ripetibili peraltro neppure richieste (cfr. doc. I, pag. 4).
Non sono pertanto adempiute le condizioni per poter eccezionalmente riconoscere le ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.
§ La decisione su opposizione impugnata è annullata.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si attribuiscono ripetibili.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti