Raccomandata |
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Incarto n.
BS/td |
Lugano
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In nome |
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Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Raffaele Guffi |
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con redattore: |
Marco Bischof, vicecancelliere |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 7 dicembre 2006 di
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RI 1
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contro |
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la decisione del 10 novembre 2006 emanata da |
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Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità |
ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, classe 1978, sportiva di élite nell’equitazione e titolare di un diploma d’impiegata di commercio, il 4 luglio 1999, caricando una cassone munito di ruote, è scivolata all’indietro picchiando la schiena (cfr. rapporto 17 aprile 2003 all’Ufficio AI del dr. __________; doc. AI 8).
A seguito della persistenza dei dolori lombosacrali, nel mese di novembre 2002 essa ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti.
1.2. Dopo aver eseguito i necessari accertamenti medici (perizia reumatologica 2 marzo 2004 del dr. __________ e perizie psichiatriche 27 ottobre 2004 dr. __________ e agosto 2006 della dr.ssa __________) ed economici, con decisione 10 novembre 2006, preavvisata il 25 settembre 2006, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni per i seguenti motivi:
" Dalla documentazione medica acquisita agli atti, così come dalle perizie specialistiche esperite rispettivamente il 02.03.2004 dal Dr. __________ e durante il mese di marzo 2006 dalla Dr.ssa __________, non risulta che il danno alla salute, di cui l'assicurata è portatrice, le comporti un'incapacità al lavoro e, dunque, al guadagno tale da poter giustificare l'attribuzione di prestazioni da parte dell'AI.
Più esplicitamente, secondo il parere medico la Signora __________ è stata ritenuta, sia per l'affezione reumatologica che psichiatrica, inabile al massimo al 20% nell'attività di amazzone, per contro, come impiegata d'ufficio l'inabilità massima reputata è del 10%.
Essendo il grado di inabilità inferiore al 40%, il diritto alla rendita non esiste.
Decidiamo pertanto:
La richiesta si prestazione, preso in considerazione quanto sopra esposto, è respinta.
Provvedimenti professionali, visto che con essi la capacità lavorativa non può essere ulteriormente migliorata, non vengono presi in considerazione.
La documentazione medica presentata in seguito al progetto di decisione del 25.09.2006 non comporta elementi oggettivi tali per i quali sia possibile modificare la nostra precedente valutazione." (Doc. AI 89)
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha ricorso al TCA, postulandone l’annullamento ed il riconoscimento di una rendita d’invalidità. In via subordinata, essa ha chiesto l’esecuzione di accertamenti medici (psicologici e reumatologici).
In sintesi, contestando le perizie del dr. __________ e della dr.ssa __________, essa sostiene di non essere in più grado di cavalcare e di eseguire altre attività principalmente per il danno alla salute psichico. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorre, nel prosieguo.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha invece chiesto la conferma della decisione impugnata e la conseguente reiezione del ricorso.
1.5. Con scritto 29 gennaio 2007 la ricorrente ha presentato le proprie osservazioni riguardo alla risposta di causa (VII).
1.6. Il 19 giugno 2007 l’Ufficio AI ha prodotto ulteriori articoli relativi alla partecipazione della ricorrente ad eventi ippici internazionali (doc. XI).
considerato, in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una rendita d’invalidità.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
2.3. Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 1997 pag. 123). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157). Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).
Per quel che riguarda il medico di fiducia, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 111).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).
Nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve esprimersi sul carattere invalidante di una affezione psichica. Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata;
2.4. Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. consid. 3b, I 148/98; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
" (…)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza del TFA questi principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99, del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
2.5. Nella fattispecie concreta, dopo attento esame della documentazione agli atti, questo TCA può confermare l’operato dell’amministrazione. Quest’ultima ha infatti compiutamente ed esaurientemente valutato sia la componente somatica che la problematica psichiatrica dell’assicurata e ritenuto, a giusta ragione, non dati i presupposti di legge per l’erogazione di una rendita d’invalidità.
2.6.
2.6.1. Innanzitutto va detto che nell’approfondita e completa perizia 8 marzo 2004 il dr. __________, specialista in reumatologia, ha accertato le seguenti diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa:
" 4.1 DIAGNOSI CON INFLUENZA SULLA CAPACITÀ DI LAVORO
Disturbo aspecifico di elaborazione del dolore con tendenza alla fibromialgia
Sindrome lombospondilogena cronica senza evidenza clinica o radiologica per rilevanti lesioni strutturali
Stato dopo periartropatia omeroscapolare tendinotica a destra 03/03 e 07/03 attualmente complementare regredita
- acromion uncinato, borsite sottoacromiale e lievi alterazioni degenerative della cuffia dei rotatori senza lesioni transmurali (IRM 11.03.03)." (Doc. AI 19)
Lo specialista ha in particolare evidenziato che:
" I dolori lombari e i dolori cervicali sono da interpretare nell'ambito del disturbo di elaborazione del dolore inizialmente discusso. La caduta ha svolto il ruolo di fattore scatenante, come avviene almeno nella metà dei casi nei disturbi di elaborazione del dolore e particolarmente nella fibromialgia e nella sindrome somatoforme da dolore persistente. L'evoluzione verso la cronicità in assenza di qualunque rilevante lesione strutturale non è legata a problemi di tipo meccanico a livello del rachide ma allo sviluppo di una sindrome del dolore cronico sotto l'influsso di importanti problemi di ordine psichiatrico." (Doc. AI 19)
Dopo aver rilevato che dal punto di vista reumatologico non è stata riscontrata alcuna lesione, che non sussiste una limitazione significativa nello svolgimento di attività adeguate, che la lieve limitazione fisica è legata piuttosto alla presenza di una sindrome del dolore cronico con disturbi del sonno e persistente stanchezza, il perito ha valutato l’assicurata pienamente abile quale impiegata presso una scuderia con mansioni prevalentemente organizzative, ma inabile al 20% quale amazzone professionista. Come impiegata di commercio, in lavori di ufficio, nell’organizzazione di concorsi ed altre attività generalmente adatte che possano comportare periodicamente lunghe giornate con orari di lavoro irregolari e per qualche giorno posizioni statiche prolungate, il dr. __________ ha accertato un’inabilità al massimo del 10% (doc. AI 19-7,19- 8).
2.6.2. Con il presente ricorso l’assicurata contesta la valutazione peritale, facendo riferimento alle certificazioni del dr. __________, specialista in ortopedia, ed in particolare:
· al rapporto 17 gennaio 2003 attestante un’importante dolenzia a livello del passaggio lombosacrale ed una sintomatologia corrispondente ad un’insufficienza segmentale L5 S1. Lo specialista ha ritenuto l’assicurata inabile al 100% dal 4 luglio 1999 ed al 50% dal 15 agosto 1999 in poi (doc. AI 8);
· allo scritto 4 giugno 2003 in cui il dr. __________, ribadita la nota sintomatologia, ha evidenziato che nonostante i vari trattamenti eseguiti, non sono stati ottenuti miglioramenti di rilievo; che i dolori lombosacrali impediscono di mantenere una posizione seduta o eretta prolungata, ciò che impedirebbe all’assicurata di cavalcare oltre 4 ore al giorno; che quale impiegata di commercio la capacità lavorativa è da fissare al 50% poiché essa non può sostenere una posizione seduta o eretta per di più di due ore (doc. AI 10-1).
2.6.3. Secondo il TCA, la perizia del dr. __________ rispecchia i requisiti di affidabilità stabiliti dalla citata giurisprudenza federale (cfr. consid. 2.3), essendo esaustiva, approfondita e priva di contraddizioni. In particolare, nella dettagliata e ben comprensibile valutazione reumatologica, egli ha rilevato, con motivazioni convincenti, che i dolori lombari corrispondono al quadro clinico di una sindrome lombospondilogena cronica senza alcuna rilevante anomalia a livello clinico o neuroradiologico, che anche la sindrome cervicospondilogena non presenta anomalie cliniche o radiologiche e che non sussiste un’incipiente spondilartrosi. Il perito ha evidenziato come la sintomatologia sia piuttosto “espressione di un disturbo aspecifico di elaborazione del dolore con tendenza alla fibromialgia” (cfr. perizia pag. 5; doc. AI 19-5). Egli ha infine ben evidenziato che la problematica principale dell’assicurata risiede in ambito pscicologico, aspetto che, come verrà detto al prossimo considerando, è stato esaurientemente vagliato dall’Ufficio AI. Del resto, la pressoché integrale capacità lavorativa dell’assicurata quale amazzone trova conferma nella realtà dei fatti, avendo essa partecipato a diversi appuntamenti ippici nazionali ed internazionali, oltre ad aver organizzato simili eventi nella scuderia di famiglia. Di questi aspetti, comunque, se ne parlerà più diffusamente nel prosieguo.
2.7. Come anticipato, secondo questa Corte, la componente extra-somatica dell’assicurata è stata attentamente ed esaurientemente valutata dalI’amministrazione.
2.7.1. In primis va detto che l’amministrazione si è rettamente distanziata dalla perizia 27 ottobre 2005 affidata al dr. __________, specialista in psichiatria ed attivo presso l’__________ (Institut für __________). Con rapporto 15 febbraio 2005 il succitato, diagnosticata una sindrome depressiva di medio grado con disturbo somatico (ICD 10. F 32.11), ha valutato un’incapacità lavorativa dell’80%, presente da due anni, sia nell’attività professionale di amazzone che in altre attività lucrative (doc. AI 41-10).
Orbene, con nota 19 maggio 2005 il dr. __________ del SMR giustamente è rimasto sorpreso che l’assicurata, con una depressione di media gravità ed inabile all’80% quale amazzone, abbia regolarmente partecipato a gare ippiche (doc. AI 45-1). In effetti, nella nota riassuntiva 30 dicembre 2005 il medico del SMR ha elencato i numerosi concorsi a cui la ricorrente ha partecipato dal 21 agosto 2003 all’8 luglio 2005 (doc. AI 64). Non solo, dalla banca dati on line della __________), di cui l’assicurata è membro no. __________, risulta come quest’ultima abbia partecipato a diversi eventi ippici. Nel 2001 i concorsi disputati sono stati 13 e le categorie effettuate sono state 116; nel 2002: 15 concorsi, 145 categorie effettuate; nel 2003: 23 concorsi, 203 categorie effettuate e così via fino al 2007, con 8 concorsi disputati e 97 categorie effettuate, vincendo anche dei premi in denaro non di poco conto.
Con scritto 21 giugno 2005 anche il dr. __________ è rimasto perplesso dal fatto che, nonostante la valutazione d’incapacità lavorativa, la ricorrente abbia attivamente presenziato a diversi concorsi ippici internazionali (in quel caso di trattava degli eventi organizzati a __________ nel luglio 2004, a __________ l’8 maggio 2005 ed a __________ dal 2 al 6 giugno 2005), sostenendo che queste prestazioni ippiche sono immaginabili solo nel caso di somministrazione di psicomedicamenti aggressivi, così come proposti nella perizia, oppure in presenza di conclamata simulazione dello stato depressivo (doc. AI 46).
2.7.2. Conforme alla realtà è invece la perizia pervenuta al SMR il 2 agosto 2006 della dr.ssa __________, specialista in psichiatria e psicoterapia al servizio di psichiatria all’Ospedale __________ di __________. Dopo aver avuto cinque colloqui con l’assicurata (di un’ora l’uno e distanziati nel tempo), e dopo averla sottoposta a prove test (Rorschach e WAIS), sulla base dell’anamnesi e dei dati soggettivi ed oggettivi, la succitata specialista ha diagnosticato un pregresso episodio depressivo reattivo in disturbo di personalità di tipo immaturo (ICD 10: F 60.8). Esclusa un sintomatologia depressiva grave (… non depongono per una sintomatologia depressiva grave le eccellenti condizioni generali, la cura con cui l'A si occupa del proprio aspetto, le capacità di ridere sinceramente quando evoca ricordi lieti, la determinazione con cui sostiene le proprie convinzioni, l'assenza di propositi o fantasie autolesive, il fatto che si interessi, a suo modo, del futuro, l'aggressività vivacemente etero e non auto rivolta, l'assenza di affermazioni autosvalutanti, il riconoscere esattamente cosa la rende contenta. Queste evidenze cliniche non sono inquadrabili in una diagnosi di episodio depressivo grave, diagnosi precedentemente citata dalla Dr.ssa __________....; perizia pag. 8), essa ha valutato come integra la capacità lavorativa, a partire dall’inizio dell’osservazione peritale (febbraio 2006), in un soggetto che ha presentato pregressi episodi acuti (perizia pag. 11). La specialista ha poi ben descritto il processo di maturazione che l’assicurata deve intraprendere, mediante un supporto terapeutico:
" Come più sopra citato il quadro clinico osservato è ascrivibile ad una personalità immatura. In questo contesto, di per sé passibile di miglioramento, gli elementi che appaiono significativi sono: la caparbietà infantile che ingenera il rifiuto a formulare progetti alterativi a quello di svolgere attività agonistica remunerativa (cioè ad alto livello), la drammatizzazione delle limitazioni funzionali e la determinazione a trarre il maggior numero possibile di vantaggi dalla situazione contingente.
Come facilmente intuibile queste caratteristiche possono esser utilizzate in maniera costruttiva: la caparbietà può sostenere l'A nella fatica di "crescere", l'abilità di cogliere il senso delle situazioni (come evidenziato anche nel protocollo WAIS) è un'ottima capacità adattativa, la drammatizzazione può esser utilizzata per meglio leggere le razioni emotive agli eventi “ (perizia pag. 10).
La dr.ssa __________ ha rimarcato “l’eventuale presenza, nel corso degli ultimi anni, di episodi depressi acuti che abbiamo ingenerato momentanee incapacità lavorative” (sottolineatura del redattore; perizia pag. 10), precisando tuttavia che “l’assenza di elementi di cronicità non incide in maniera durevole ed immodificabile sulla complessiva capacità lavorativa dell’A.” (perizia pag. 11)
Infine, con nota 20 settembre 2006 il dr. __________ del SMR ha rettamente elencato gli elementi che escludono una problematica psichiatrica di lungo corso precedentemente alla perizia della dr.ssa __________ e più precisamente:
" Contro una problematica psichiatrica con influsso prolungato sulla capacità lavorativa depongono i seguenti fatti:
- l'assicurata ha, e questo in modo documentato (vedi riassunto dati del 30.12.2005), partecipato regolarmente (in pratica ogni 2 settimane) a dei concorsi ippici durante gli anni 2003, 2004 e 2005
- un regolare trattamento psichiatrico risulta documentato unicamente a partire dal 14.2.2004 (vedi pure riassunto atti del 30.12.2005); un trattamento con un antidepressivo (Fluctine) è solo stato iniziato in autunno 2004 mentre precedentemente (fino estate 2004 l'assicurata assumeva estratto di iperico (l'assunzione di iperico assieme a del Fluctine sarebbe dal punto di vista farmacologico controindicato)); l'assicurata si è sposata in marzo 2005 e si è quindi trasferita in Italia continuando l'attività ippica regolare: si potrebbe quindi al massimo ipotizzare la presenza di un episodio depressivo della durata sicuramente inferiore ad 1 anno.
- il dosaggio medicamentoso indicato nella perizia dr. __________ (ottobre 2004) di 60 mg Fluctine e di 30 mg di Tranxilium è difficilmente compatibile con lo svolgimento di un'attività agonistica (in quel periodo l'assicurata ha organizzato il __________ di __________, incarico organizzativo sicuramente non trascurabile
- l'assicurata dichiara una situazione psichica invariata negli ultimi anni (vedi perizia dr.ssa __________)." (Doc. AI 78)
2.7.3. Con scritto 14 febbraio 2003 (recte: 2004), pervenuto al SMR il 2 marzo 2004, la psichiatra curante, dr. __________, ha certificato un’incapacità lavorativa al 100% per uno stato depressivo grave con sindrome apatica, facendo fra l’altro presente che “attualmente non può più svolgere alcun’attività agonistica e ha difficoltà anche a cavalcare cavalli ammaestrati per più di 15 minuti” (doc. AI 18-1), ciò che è stato ribadito con rapporto 12 maggio 2004 (doc. AI 28-1). Tuttavia, come già esposto, in quel periodo l’assicurata ha partecipato a numerosi concorsi ippici, anche se non a livello professionale. Oltre a questo, la ricorrente fa parte dell’organizzazione del Concorso ippico internazionale di cavalli e pony (__________) che si svolge annualmente presso la scuderia di famiglia (__________).
Nel ricorso l’assicurata, basandosi sul rapporto 5 ottobre 2006 della psichiatra curante, ha poi evidenziato che la perizia della dr.ssa __________ è stata redatta “senza nemmeno interpellare il medico che ha avuto in cura la signora RI 1” e che quindi “sussistono ragionevolmente i motivi per dubitare una volta di più sull’attendibilità di questa terza valutazione, anche perché tale esame sembrerebbe essere stato eseguito unicamente sulla base della documentazione SAM (recte: SMR) e da quest’ultima fortemente influenzato” (ricorso pag. 8). A prescindere dal fatto che il perito ha avuto a disposizione tutte le certificazioni della dr.ssa __________, va detto che anche nella valutazione 15 febbraio 2005 il dr. __________, il quale aveva ritenuto un’affezione psichica invalidante, non ha fatto capo alla psichiatra curante.
Riguardo all’asserita influenza subita dal SMR, occorre rilevare che per ragioni d’anamnesi la dr.ssa __________ ha fatto riferimento alla documentazione raccolta dal dr. __________, menzionata nelle annotazioni 30 dicembre 2005 dello stesso (doc. AI 64), in particolare quella riguardante la partecipazione dell’assicurata ai diversi concorsi ippici (“… l’osservazione clinica pone in evidenza elementi contradditori: ciò che l’A. descrive non trova conferma nelle informazioni di vario genere, che la riguardano. Ci si riferisce al materiale raccolto nelle osservazioni del Medico __________ Dr. __________ …”; perizia pag. 8). Non va tuttavia dimenticato che essa ha avuto cinque colloqui con la ricorrente, ha eseguito due test pscicologici, procedendo in seguito ad un’accurata valutazione specialistica. La dr.ssa __________ si è anche distanziata “dalle informazioni non pertinenti alla clinica ….”, facendo presente che “… ciò che si è potuto osservare nel corso dei colloqui peritali non è un quadro ascrivibile a sintomatologia depressiva grave” (perizia pag. 8), spiegandone, come detto sopra, i motivi. Non si può quindi parlare di un’influenza da parte del SMR.
Le osservazioni 28 novembre 2006 della psichiatra curante alla perizia della dr.ssa __________, prodotte con il ricorso, non permettono di modificare l’esito della vertenza. In particolare i fattori psicosociali stressanti - quali la separazione dal marito, la totale dipendenza dai genitori, come pure le crisi bulimiche - sono state già prese in considerazione nel referto peritale (cfr. anamnesi personale) e quindi non costituiscono fattori nuovi (doc. C).
Questo TCA è ben consapevole che la ragione ultima della sindrome depressiva risiede nel fatto che l’assicurata non ha potuto realizzare il suo sogno di divenire amazzone professionale. Non certamente a seguito della caduta nel 1999 (tra l’altro non da cavallo); la perizia del dr. __________ lo conferma. Tuttavia, come ben evidenziato dalla perizia della dr.ssa __________, la sindrome depressiva sviluppata non è stata giudicata invalidante.
Da ultimo, questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurata sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti richiesti dalla ricorrente.
Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechts- pflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
2.7.4. In conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti perizie del dr. __________ e della dr.ssa __________, alle quali va attribuito valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.3), ritenuto che non è subentrato un peggioramento dello stato valetudinario sino all’emanazione della querelata decisione, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurata di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572), è da ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b) che la ricorrente presenta un’abilità al lavoro del 80% quale amazzone e dell’90% quale impiegata d’ufficio.
La decisione impugnata va di conseguenza confermata e il ricorso respinto.
2.8. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono a carico della ricorrente.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese per fr. 200.-- sono poste a carico della ricorrente.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
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terzi implicati |
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Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio Zocchetti