Raccomandata |
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Incarto
n.
LG/sc |
Lugano
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In nome |
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Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Daniele Cattaneo |
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con redattore: |
Luca Giudici, vicecancelliere |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 15 novembre 2013 di
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RI 1
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contro |
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la decisione del 1° novembre 2013 emanata da |
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Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità |
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ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1972, da ultimo attivo in qualità di pittore presso la __________, in data 4 aprile 2008 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti per le sequele degli infortuni del 1° marzo 2007 e del 22 settembre 2007 (duplice trauma contusivo alla spalla sinistra) (doc. AI 2-1/5, 20-1, doc. LAINF 2-1, 52-1).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio AI con la decisione del 1° novembre 2013 (doc. AI 120-1), preavvisata con il progetto dell’8 agosto 2012 (doc. AI 90-1), ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al periodo di tempo compreso tra il 1° marzo 2008 e il 31 luglio 2012.
1.3. Contro questa decisione l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1 dello Studio legale RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti medici, mentre in via subordinata il riconoscimento di un grado d’invalidità almeno del 27,53% con obbligo dell’Ufficio AI di applicare dei provvedimenti professionali (doc. I).
L’insorgente ha contestato la valutazione medica svolta dall’Ufficio AI che avrebbe emesso la decisione impugnata senza attendere la conclusione degli accertamenti medici, cui RI 1 si è nel frattempo sottoposto in ambito LAINF (doc. I, pag. 4).
Il ricorrente ha quindi contestato la determinazione del grado d’invalidità dopo il 1° agosto 2012. In particolare, egli ha censurato l’importo del reddito da valido calcolato dall’amministrazione ritenendo corretta l’applicazione di un salario orario di fr. 28.40 nel 2008 da moltiplicare per 2088 ore, come stabilito dal contratto collettivo di categoria. Egli ha poi contestato la mancata presa in considerazione – da parte dell’UAI – del gap salariale (doc. I, pag. 5).
Per quanto concerne il reddito da invalido, l’insorgente ha contestato la riduzione percentuale dell’8% applicata dall’UAI e postulato una riduzione del 15% ritenuta più adeguata (doc. I, pag. 5).
1.4. In risposta l’Ufficio AI ha confermato la decisione impugnata sulla base degli accertamenti medici svolti in ambito LAINF (rapporto del 17 aprile 2012 sulla visita medica di chiusura del Dr. __________) e sull’aggiornamento atti richiesto successivamente e sottoposto al vaglio del SMR (doc. VI+1/4).
Dal punto di vista economico, l’UAI ha specificato che l’anno di riferimento per il raffronto dei redditi è il 2012. Per quanto riguarda l’importo del reddito da valido l’UAI ha aggiornato al 2012 il salario percepito dall’assicurato nel nel 2007 giungendo ad un importo di fr. 60'993.-- (doc. VI+1/4).
A mente dell’UAI non è giustificato l’applicazione del gap salariale, in quanto l’assicurato “si è accontentato di una retribuzione inferiore” (doc. VI+1/4).
In merito alla riduzione percentuale dal reddito da invalido l’UAI ha concluso che anche volendo applicare il 10% per attività leggere non si otterrebbe comunque un grado d’invalidità pensionabile, mentre quella del 15% risulta troppo elevata “non essendoci altri fattori di riduzione entranti in linea di conto” (doc. VI+1/4).
1.5. In data 12 febbraio 2014 l’avv. RA 1 ha chiesto a questa Corte una copia degli atti LAINF da doc. 197 a 222 (doc. XI).
1.6. Il TCA – il 12 febbraio 2014 – ha inviato al rappresentante dell’assicurato copia dei documenti richiesti (doc. XII)
1.7. Con lo scritto del 20 febbraio 2014 il patrocinatore del ricorrente ha contestato quelli che – a suo dire – sono nuovi fatti e contestazioni mai sollevate prima contro l’insorgente (doc. XIII).
Egli ha censurato la valutazione del Dr. __________ del SMR che non ha considerato la necessità delle sedute di agopuntura per l’assicurato. Secondo l’avv. RA 1 l’inabilità al lavoro di RI 1 è aumentata a livello neurologico. Egli ha fatto riferimento al rapporto del 25 giugno 2013 del Dr. __________ che non ha escluso “un esito da plessopatia brachiale” ed ha postulato un complemento peritale, oltre che l’audizione della Dr.ssa __________ per determinare l’importanza delle sedute di agopuntura (doc. XIII).
Per quanto riguarda l’aspetto economico, l’insorgente ha ribadito le proprie argomentazioni sull’importo del reddito da valido, nonché quelle sul reddito da invalido e il gap salariale, in particolare contestando che RI 1 si sarebbe accontentato di un salario modesto (doc. XIII).
Il doc. XIII è stato inviato all’UAI per osservazioni (doc. XIV)
1.8. Nelle osservazioni del 14 marzo 2014 l’UAI ha confermato le proprie conclusioni sia dal profilo medico che da quello economico rilevando, per quanto riguarda la richiesta di provvedimenti professionali, che l’assicurato ha ritenuto troppo impegnativa e non adeguata alla sua situazione la possibilità di una riqualifica (doc. XV).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Secondo l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per stabilire tale diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro prevedibile.
Fra i provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale (art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento (art. 18 cpv. 1 LAI).
2.3. L’art. 17 LAI prevede in particolare che:
" L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido ai sensi di
questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del
danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una
perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 OAI
" per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità."
Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a).
L'assicurato ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).
Una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 131).
Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Questa graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio 2008.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va infine ancora rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.5. Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).
Al riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006 N. 39 pag. 182.
2.6. L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:
" Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
Una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso di riconsiderazione (cfr. STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in plaidoyer 1/06, pag. 64-65).
2.7. Per poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti.
Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
In caso di perizia giudiziaria, il giudice - di regola - non si scosta, senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (DTF 125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati).
Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti a un diverso risultato (DTF 101 IV 130).
Il giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.
Questi principi sono stati confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008 nella quale il Tribunale federale ha sottolineato che:
" Per quanto concerne in particolare le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie nella perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag. 353 e riferimenti)."
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.
L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare dei correttivi:
(a livello amministrativo)
- assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),
- differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),
- miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),
- rafforzamento dei diritti di partecipazione:
-- in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);
-- alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);
(a livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)
In caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997
Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).
Infine, il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012; 8C_5/2011 del 27 giugno 2011; 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011; 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
Al riguardo la giurisprudenza federale sottolinea costantemente che occorre tenere conto della differenza, a livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_697/2013 del 15 novembre 2013 consid. 3.2.; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.4. con riferimenti; 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2.).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.8. Nella decisione del 1° novembre 2013, l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato una rendita intera di invalidità dal 1° marzo 2008 al 31 luglio 2012 (tre mesi dopo la visita medica di chiusura __________), sopprimendola poi a partire dal 1° agosto 2012, ritenuto che dalla valutazione del Dr. __________, seguita da un raffronto dei redditi, è emerso che l’interessato non presenta un grado di invalidità pensionabile dopo tale data (5%).
Il TCA è, quindi, ora chiamato a valutare, alla luce di quanto esposto ai considerandi 2.5. e 2.6., se l’UAI ha correttamente o meno soppresso la rendita spettante a RI 1 a fare tempo dal 1° agosto 2012 e negato l’applicazione di provvedimenti professionali.
2.9. La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità al guadagno (DTF 131 V 120).
Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123).
In una decisione U183/98 dell'8 luglio 1999, il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).
L'aspetto del coordinamento è in seguito stato relativizzato in successive sentenze nelle quali il Tribunale federale ha ritenuto non vincolante la valutazione dell'invalidità da parte dell'assicurazione infortuni o dell'assicurazione invalidità per l'altro assicuratore (DTF 131 V 362; VSI 2004 pag. 182 consid. 4.3 pag. 186 [I 564/02]; cfr. inoltre pure la sentenza U 148/06 del 28 agosto 2007, consid. 6, pubblicata in DTF 133 V 549).
L’Alta Corte ha infatti statuito che l'assicuratore infortuni non è legittimato ad opporsi a una decisione o a ricorrere contro una decisione su opposizione dell'Ufficio AI riguardante il diritto alla rendita in quanto tale o il grado d'invalidità, e la valutazione dell'invalidità dell'assicurazione per l'invalidità non esplica effetti vincolanti nei suoi confronti (DTF 131 V 367 consid. 2.2.).
Il medesimo principio vale anche nei confronti dell’Ufficio AI con riferimento alla valutazione effettuata dall’assicuratore infortuni (STF U 148/2006 del 28 agosto 2007, pubblicata in DTF 133 V 549).
Successivamente il Tribunale federale ha ancora ribadito che, l’assicurazione per l’invalidità non è vincolata alla valutazione dell’invalidità dell’assicurazione contro gli infortuni (cfr. STF 9C_529/2010 del 24 gennaio 2011; DTF 133 V 549 consid. 6).
2.10. Nella valutazione medica di chiusura del 6 aprile 2012 (rapporto del 17 aprile 2012) il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia generale e della mano, ha posto la seguente diagnosi:
" (…)
Diagnosi: stato da lesione del labbro glenoidale anteriore della spalla sinistra e reinserzione dello stesso per via artroscopica il 12.07.2007 (caso 10.60364.07.5)
Stato da distorsione del rachide cervicale e nuova contusione della spalla sinistra su incidente della circolazione del 22.09.2007 (caso 10.61635.07.2).
Stato da artroscopia diagnostica e débridement articolare della spalla sinistra il 30.10.2008.
Nuova artroscopia alla spalla sinistra, tenotomia del tendine bicipite, ricostruzione della cuffia rotatoria tendine sottoscapolare spalla sinistra al 12.03.2010.
Sull’infortunio della circolazione già citato neuropatia parziale del nervo ascellare sinistro.” (doc. LAINF 204-7).
Il Dr. __________ ha concluso che l’attività di pittore e imbianchino diplomato non è più ritenuta esigibile. Per contro, in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali indicati, la capacità lavorativa è piena, nella misura massima possibile, a partire dal 2 maggio 2012 (doc. LAINF 204-7).
Nella concreta fattispecie, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione effettuata in ambito LAINF dal Dr. __________, da considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.7.).
Nelle osservazioni del 27 settembre 2012 (doc. AI 104-1) al progetto di decisione dell’8 agosto 2012 (doc. AI 90-1), l’insorgente ha prodotto il referto peritale del 17 settembre 2012 del PD Dr. __________ dell’__________ di __________, nel quale lo specialista ha posto una diagnosi che non si scosta da quella del medico di circondario dell’__________ e conclude indicando una piena abilità del paziente in assenza di problemi strutturali (doc. LAINF 104-21+23).
Nell’annotazione del 17 ottobre 2012 il Dr. __________ del SMR ha indicato che il referto peritale dell’__________ non evidenzia una modifica dello stato di salute rispetto alla visita medica di chiusura __________ (doc. AI 108-1).
In sede ricorsuale l’avv. RA 1 ha criticato l’Ufficio AI che non avrebbe atteso l’esito degli accertamenti medici ancora in atto in sede LAINF. Egli, in particolare, ha fatto riferimento allo scritto dell’11 luglio 2013, con cui l’assicuratore infortuni ha trasmesso al patrocinatore dell’assicurato il rapporto del neurologo Dr. __________, informandolo di aver risottoposto la pratica all’esame del servizio medico dell__________ (doc. I, pag. 4, doc. C).
Nella risposta del 23 gennaio 2014 l’UAI ha comunicato di aver provveduto ad aggiornare l’incarto LAINF e di aver sottoposto la relativa documentazione medica al vaglio del SMR (doc. VI+1/4).
Nella valutazione neurologica del 25 giugno 2013 il Dr. __________, vice-primario del Servizio di neurologia dell’Ospedale Regionale di __________ ha concluso che lo studio ENG-EMGrafico è normale e che non vi sono indizi elettrofisiologici per una sindrome del tunnel carpale, una neuropatia compressiva del nervo ulnare al gomito, una neuropatia del nervo ascellare o un aplessopatia brachiale a sinistra. A mente del Dr. __________ “il paziente presenta un’asimmetria dei riflessi osteotendinei a sfavore di sx, motivo per cui non si può escludere a priori un esito da plessopatia brachiale sx post-traumatica molto leggera, non più documentabile all’esame elettrofisiologico a distanza di 6 anni dall’evento traumatico. Tale reperto comunque non è in grado di giustificare il dolore e l’ipostenia alla spalla sx, che riconoscono a nostro avviso una causa primariamente ortopedica locale” (doc. AI 220-2).
Il medico del SMR, Dr. __________, nell’annotazione del 13 gennaio 2014, ha concluso che la valutazione neurologica del __________ “conferma l’assenza d’un danno neurologico” (doc. VI+1).
Nello scritto del 20 febbraio 2014 il ricorrente ha contestato la valutazione del Dr. __________, ritenuta incompleta “siccome non considera la necessità delle sedute di agopuntura” chiedendo a tal proposito un complemento peritale (doc. XIII). Egli ha quindi attirato l’attenzione sulla plessopatia riferita dal Dr. __________ (cfr. doc. AI 220-1, XIII).
Il ricorrente non ha tuttavia supportato queste sue considerazioni con ulteriore documentazione medica limitandosi a sollevare le questioni dell’agopuntura e dei possibili esiti da plessopatia brachiale, che sono state tuttavia già valutate dal medico del SMR nell’annotazione del 13 gennaio 2014 (doc. VI+1).
Questa Corte ritiene pertanto che lo stato di salute dell’assicurato, dal profilo somatico, sia stato dettagliatamente ed approfonditamente vagliato sia dal Dr. __________ dell__________ che dal Dr. __________ del SMR.
In conclusione, rispecchiando la valutazione dell’__________ i criteri di affidabilità e completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.7.), alla stessa può essere fatto riferimento.
Inoltre, richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali, che l'assicurato è abile al lavoro al 100% in attività adeguate dal 2 maggio 2012.
2.11. Occorre ora esaminare le conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente dal profilo economico.
Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui sono determinanti, come correttamente ritenuto dall’amministrazione, i dati del 2012 (la rendita è stata soppressa a partire dal 1° agosto 2012).
2.11.1. Per quel che concerne il reddito da valido, l’UAI ha quantificato l’importo che l’assicurato avrebbe potuto percepire da sano, sulla base dei dati forniti dal datore di lavoro, la __________, ovvero di fr. 56'125.70 nel 2006, che l’amministrazione ha poi aggiornato a fr. 59'915.-- nel 2010 e a fr. 60'993.-- nel 2012 (cfr. doc. AI 5-1, 112-1, doc. VI+1/4).
L’insorgente ha contestato questo calcolo.
A suo dire, il salario dell’assicurato nel maggio 2007 corrispondeva a fr. 28.-- all’ora, mentre nel 2008 a fr. 28.40 all’ora, sulla base di un adeguamento annuo di fr. 0,40.
Il ricorrente ha, a questo proposito, fatto riferimento alle distinte salariali del 2003, del 2005, del 2006 e del 2007 che farebbero stato di un aumento annuale “di almeno CH 0.40” (doc. AI 96-7 e segg., doc. XIII, pag. 3 e doc. D1/27), nonché all’annotazione della __________ sullo scritto del 29 febbraio 2012 dell’__________, secondo cui il salario orario fino al 30 aprile 2007 era di fr. 27.40 “dal 30.04.2007 al 31.12.2007 fr. 28.-- /ora” (doc. AI 199-1)
Essendo, dunque, 2088 le ore di lavoro nel 2008, secondo il Contratto collettivo di lavoro nel ramo della pittura, verniciatura, tappezzeria e sabbiatura, il salario annuo in quell’anno ammonterebbe a fr. 59'300.-- (28.40 x 2088) (doc. I, pag. 5).
Considerando un aumento annuale di fr. 0.40 annui, nel 2012 il salario del ricorrente risulterebbe di fr. 30.40 all’ora / fr. 63'475.20 annui (doc. I, pag. 6).
L’Ufficio AI ha contestato l’importo indicato dall’insorgente facendo riferimento allo scritto del 1° settembre 2012 della __________, in cui il datore di lavoro ha attestato un salario orario di fr. 27.60 nel 2007 con un aumento negli anni successivi “di circa 10 cts all’ora all’anno” (doc. AI 112-2).
Effettivamente il dato utilizzato per il calcolo del reddito da valido potrebbe rivelarsi non corretto.
Infatti, in primo luogo, l’importo di fr. 56'125.70 del 2006 che emerge sia dal punto 2.12. del questionario del datore di lavoro del 2 maggio 2008, sia dalla risposta della medesima ditta, in data 22 gennaio 2013, alla domanda dell’Ufficio AI (doc. AI 109-1, 112-1), oltre che dall’estratto conto individuale AVS (cfr. doc. VI3) indica il salario lordo senza le indennità di malattia versate all’assicurato in quell’anno. Si veda in particolare le distinte salariali dei mesi di aprile 2006 e dicembre 2006 (doc. LAINF 49-4, 49-12 e scheda doc. AI 96-17).
In secondo luogo, se nello scritto del 1° settembre 2012 la __________ ha indicato in termini piuttosto vaghi che l’aumento annuale salariale “sarebbe di circa 10 cts. All’ora all’anno” (doc. AI 112-1), nello scritto del 29 febbraio 2012 la medesima ditta ha indicato con maggior precisione che il salario orario dal 30.04.2007 al 31.12.2007 era di fr. 28.-- /ora (doc. LAINF 199-1). Ciò che fa ritenere maggiormente attendibile il dato proposto dall’avv. RA 1.
In ogni modo la questione può rimanere indecisa, in quanto come vedremo (cfr. consid. 2.14.) sia che venga utilizzato il dato applicato dall’UAI (fr. 60'993.--) , sia quello proposto dal ricorrente (fr. 63'475.20) la soluzione finale non cambia.
2.11.2. Per quanto riguarda il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
L’Alta Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA I 222/04 del 5 settembre 2006).
In una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.
In un’altra sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).
La questione è stata definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009, pubblicata in DTF 135 V 297, ha ricordato che:
" 3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009 (ndr: cfr. DTF 135 V 297), il Tribunale federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso deve essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali."
Utilizzando i dati forniti da questa tabella, l’assicurato, svolgendo nel 2010 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4’901.--.
Riportando questo dato su 41.7 ore (cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 6-2014, p. 85), esso ammonta a fr. 5'109.29 mensili oppure a fr. 61'311.50 per l'intero anno (fr. 5'109.29 x 12).
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex" - cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.), si ottiene, per il 2012 (cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 6-2014, p. 85), un reddito mensile di fr. 5'199.60 oppure di fr. 62'395.15 per l'intero anno (fr. 5'199.60.12 x 12).
Nella decisione impugnata, l’Ufficio AI non ha applicato il gap salariale, in quanto ha ritenuto che l’assicurato si è accontentato di una retribuzione inferiore (doc. VI+1/4).
L’insorgente, per contro, ha contestato questa argomentazione (doc. XIII).
Anche tale questione può rimanere indecisa, in quanto come vedremo (cfr. consid. 2.14.), anche applicando il gap salariale il risultato finale non muta.
L’assicurato, quale pittore alla __________, avrebbe guadagnato nel 2012, secondo il dato dell’UAI, fr. 60'993.-- / anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.11.1.). Tale reddito si situa, per ragioni estranee all’invalidità, sotto la media dei salari svizzeri per un’attività equivalente (cioè fr. 70'772.25, cfr. Tabella TA1 p.to 43 “Lavori di costruzione specializzati”, livello di qualifica 3, in quanto l’insorgente al termine della formazione professionale ha conseguito l’attestato federale di capacità (AFC) (doc. AI 22-2), fr. 5’559.-- X 12 mesi = 66’708.-- riportato su 41.7 = 69'543.10 e aggiornato al 2012).
Se si riduce il reddito statistico da invalido, in applicazione della giurisprudenza di cui alla 8C_44/2009 del 3 giugno 2009, della percentuale dell’8,8% (parte percentuale eccedente la soglia determinante del 5%) si ottiene un importo di fr. 56'904.35.
L’assicurato, quale pittore alla __________, avrebbe guadagnato nel 2012, secondo il dato dell’avv. RA 1o, fr. 63'475.20 / anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.11.1.). Tale reddito si situa, per ragioni estranee all’invalidità, sotto la media dei salari svizzeri per un’attività equivalente (cioè fr. 70'772.25, cfr. Tabella TA1 p.to 43 “Lavori di costruzione specializzati”, livello di qualifica 3, in quanto l’insorgente al termine della formazione professionale ha conseguito l’attestato federale di capacità (AFC) (doc. AI 22-2), fr. 5’559.-- X 12 mesi = 66’708.-- riportato su 41.7 = 69'543.10 e aggiornato al 2012).
Se si riduce il reddito statistico da invalido, in applicazione della giurisprudenza di cui alla 8C_44/2009 del 3 giugno 2009, della percentuale del 5,3% (parte percentuale eccedente la soglia determinante del 5%) si ottiene un importo di fr. 59'088.20.
2.12. In ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
In una sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.
La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo parziale (5%).
In un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 - riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una decurtazione del 15%.
In una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:
" Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.
A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello retributivo.
Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore).
In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di riduzione.
Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b).
Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.
Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%.
Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B., I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute).
La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3).
Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)
Questa indicazione, posta sulla base dello studio della giurisprudenza federale, di accordare ad ognuno dei fattori di rilievo una decurtazione del 5%, è stata poi ribadita da questo Tribunale nella STCA 32.2012.36 del 31 gennaio 2013, nella quale il TCA - distanziandosi dalla prassi adottata autonomamente dall’Ufficio AI del Canton Ticino sulla base di una direttiva interna che prevede, tra l’altro, delle deduzioni percentuali varianti dall’1% al 10% in funzione delle limitazioni nel portare i pesi - ha evidenziato che l’applicazione della riduzione percentuale deve avvenire utilizzando esclusivamente dei multipli di 5.
Con sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il Tribunale federale ha interamente confermato quanto stabilito da questo Tribunale, sviluppando le seguenti considerazioni:
" (…)
5.5. La decisione del Tribunale cantonale di distanziarsi dalla deduzione operata dall'UAI a titolo di circostanze particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti un abuso o un eccesso nell'esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia su un valido motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure, nella sua prassi il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo genere di deduzioni dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad avallare - a causa dell'ininfluenza del calcolo per l'esito della valutazione - il giudizio dell'istanza precedente. L'applicazione di tassi più frazionati si rivelerebbe invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede giudiziaria (cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung [IVG], in: Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314). In tali condizioni, rappresentando questo argomento già valido motivo per scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione, non occorre verificare oltre l'altro motivo posto a fondamento della pronuncia impugnata e contestato in sede federale, ovvero quello dell' (in) applicabilità di una direttiva amministrativa interna che regoli autonomamente per il proprio Cantone le riduzioni sul reddito statistico da invalido.
5.6. L'UAI si richiama del resto a torto alle sentenze 9C_390/2011 del 2 marzo 2012 e 9C_299/2011 del 21 novembre 2011 per invocare l'esistenza di prassi parallele in altri cantoni. In realtà dalle citate sentenze non emerge nulla di tutto ciò. La "feuille de calcul" menzionata in dette sentenze null'altro è se non il calcolo interno dell'invalidità che precede l'emanazione della decisione amministrativa. Per il resto, è sufficiente il rilievo che anche in quelle vertenze, laddove applicata, la riduzione effettuata dall'ufficio AI interessato corrispondeva a un multiplo di 5.”
2.13. In concreto, nella decisione impugnata, l’amministrazione ha applicato una riduzione complessiva dell’8% “dovuta alla necessità di svolgere unicamente attività leggere” (cfr. doc. AI 86-3, 120-2), mentre il ricorrente ha postulato l’applicazione del 15% “che tiene conto sia del fatto che l’interessato può svolgere solo attività leggere (…) sia delle evidenti difficoltà che egli ha finora incontrato e incontra tuttora nel trovare un nuovo lavoro (anche a tempo parziale), a causa dei suoi importanti problemi fisici” (cfr. doc. I, pag. 6).
In una sentenza pubblicata in DTF 137 V 71, il Tribunale federale ha esaminato la questione del potere d'esame del Tribunale federale e dei tribunali cantonali delle assicurazioni qualora si tratti di verificare, in materia di assicurazione per l'invalidità, l'estensione della riduzione operata sul reddito da invalido accertato sulla base dei dati statistici conformemente alla DTF 126 V 75.
L'Alta Corte al consid. 5.2 si è così espressa:
" Contrairement au pouvoir d'examen du Tribunal fédéral, celui de l'autorité judiciaire de première instance n'est en revanche pas limité dans ce contexte à la violation du droit (y compris l'excès ou l'abus du pouvoir d'appréciation), mais s'étend également à l'opportunité de la décision administrative ("Angemessenheitskontrolle"). En ce qui concerne l'opportunité de la décision en cause, l'examen porte sur le point de savoir si une autre solution que celle que l'autorité, dans un cas concret, a adoptée dans le cadre de son pouvoir d'appréciation et en respectant les principes généraux du droit, n'aurait pas été plus judicieuse quant à son résultat. A cet égard, le juge des assurances sociales ne peut, sans motif pertinent, substituer sa propre appréciation à celle de l'administration; il doit s'appuyer sur des circonstances de nature à faire apparaître sa propre appréciation comme la mieux appropriée (ATF 126 V 75 consid. 6 p. 81).»
Nel caso di specie, alla luce di quanto stabilito dal Tribunale federale nella sentenza del 26 agosto 2013 (cfr. consid. 2.12.), il TCA non può quindi condividere la scelta dell’Ufficio AI di applicare una riduzione dell’8%, ma ritiene corretta una riduzione del 10%.
Altre circostanze personali che potrebbero giustificare una decurtazione maggiore sul reddito statistico da invalido – come richiesto dal ricorrente – non ve ne sono.
Procedendo quindi al raffronto dei redditi, partendo da un salario da invalido di fr. 56'904.35 e ammettendo la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonterebbe, quindi, a fr. 51'213.90 confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 60'993.-- (consid. 2.11.1.) emerge un tasso d’invalidità del 16%, percentuale che non dà diritto a provvedimenti professionali (cfr. consid. 2.3.).
Partendo invece da un salario da invalido di fr. 59'088.20 e ammettendo la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonterebbe, quindi, a fr. 53'179.40 confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 63'475.20 (consid. 2.11.1.) emerge un tasso d’invalidità del 16,2% arrotondato al 16% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà diritto comunque a provvedimenti professionali (cfr. consid. 2.3.).
Nell’ipotesi invece in cui non venga applicato il gap salariale partendo da un salario da invalido di fr. 62'395.15 e ammettendo la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonterebbe, quindi, a fr. 56'155.63 confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 63'475.20 (consid. 2.11.1.) emerge un tasso d’invalidità dell’ 11,5 % arrotondato al 12% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà diritto, anche in questo caso, a provvedimenti professionali (cfr. consid. 2.3.).
Di conseguenza l’Ufficio AI ha correttamente attribuito all’assicurato una rendita intera d’invalidità limitatamente al periodo compreso tra il 1° marzo 2008 e il 31 luglio 2012 e soppresso le prestazioni a partire dal 1° agosto 2012, in applicazione dell’art. 88a OAI – che prevede che se la capacità al guadagno dell’assicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la grande invalidità o l’assistenza dovuta all’invalidità si riduce, v’è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all’occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (cfr. STF 9C- 971/2009 del 14 giugno 2011 consid. 3.1).
2.14. A titolo abbondanziale, va osservato che se il grado di invalidità dell’insorgente fosse stato superiore al 20%, egli avrebbe potuto teoricamente avere diritto ad una riformazione professionale.
L’art. 17 LAI prevede in particolare che:
" L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Nel caso di specie, tuttavia, una riqualifica professionale non entrerebbe comunque in considerazione, ritenuto che il consulente in integrazione, nel rapporto del 21 giugno 2012, ha rilevato quanto segue
" (...)
Verbale del primo colloquio
Gli vengono presentate le prestazioni dell’assicurazione invalidità, con particolare accento sulla riqualifica professionale e sull’aiuto al collocamento.
L’assicurato è interessato ad un aiuto al collocamento da parte del nostro Servizio e ritiene la riqualifica professionale (senza sapere ancora se ne ha diritto o meno) troppo impegnativa e non adeguata alla sua situazione. Per quanto riguarda l’aiuto al collocamento è fiducioso che, tramite i nostri collocatori, possa trovare una soluzione, sia essa a percentuale intera o parziale (andrebbe bene anche un’occupazione del 50/70%). Ora è iscritto all’URC di __________, e ha diritto alle prestazioni LADI ancora per qualche mese (ha riacquisito il diritto dopo l’infortunio). Svolge regolarmente le ricerche di lavoro ed ha avuto un contatto con __________ (attende di essere convocato).
Gli sono stati spiegati gli aiuti da parte AI, concernenti nel lavoro a titolo di prova e nell’API al DL” (doc. AI 82-2).
Nello scritto del 14 marzo 2014 l’UAI ha quindi evidenziato che l’assicurato si è iscritto all’assicurazione disoccupazione alla ricerca di un impiego a tempo pieno dal 1° giugno 2012 e che ha già beneficiato dell’aiuto al collocamento (doc. DISO 1-1, e doc. XV).
Pertanto, nella misura in cui l’UAI ha negato all’assicurato anche il diritto ad una riformazione professionale la decisione del 1° novembre 2013 merita tutela.
2.15. L’assicurato in sede ricorsuale ha chiesto l’esecuzione di un complemento peritale “per determinare l’importanza delle sedute di agopuntura” e l’audizione della Dr.ssa Shi (doc. XIII, pag. 2).
Va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
In concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad altri accertamenti medici.
2.16. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell'assicurato.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese di procedura per CHF 500.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti