Raccomandata |
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Incarto n.
TB |
Lugano
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In nome |
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Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Raffaele Guffi |
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con redattrice: |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 21 ottobre 2010 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su opposizione del 15 ottobre 2010 emanata da |
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Cassa cantonale di compensazione - Servizio delle prestazioni complementari, 6501 Bellinzona
in materia di prestazioni complementari |
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ritenuto in fatto
A. RI 1, nata nel 1926, a seguito del decesso del marito è stata ricoverata definitivamente in casa anziani ed il 16 settembre 2010 (docc. 28-35) ha (ri)formulato domanda di prestazione complementare all'AVS. La domanda è stata (nuovamente) respinta visto che i redditi computabili ammontano a Fr. 35'544.- e le spese riconosciute a Fr. 34'347.- con conseguente eccedenza di redditi.
B. Con decisione su opposizione del 15 ottobre 2010 (doc. A) la Cassa cantonale di compensazione ha respinto l'opposizione del 1° ottobre 2010 (doc. 43) dell'assicurata, a motivo che la retta applicabile per l'istituto presso il quale è degente in modo definitivo è di Fr. 75.- al giorno. Inoltre, essendo beneficiaria di una rendita di vecchiaia, il forfait per le spese personali è di Fr. 190.- al mese. Ritenuto che le sue entrate sono superiori alle sue uscite, non v'è modo di concederle le prestazioni complementari.
C. Il 21 ottobre 2010 (doc. I) l'assicurata si è rivolta al TCA chiedendo di verificare le cifre esposte dalla Cassa di compensazione alla base del suo rifiuto e di concederle quindi delle prestazioni complementari. La ricorrente ha osservato di dovere fare fronte a determinate spese e quindi, una volta pagata la retta dell'istituto, si ritrova con una disponibilità mensile di soli Fr. 40.- o Fr. 50.- o addirittura con niente quando deve pagare le cure mediche. Ha quindi chiesto un aiuto economico.
D. Nella risposta del 28 ottobre 2010 (doc. III) la Cassa di compensazione ha proposto di respingere il ricorso, osservando che tutte le spese elencate dall'art. 10 LPC sono state riconosciute alla ricorrente. Pertanto, l'amministrazione ha ribadito che visto che i redditi dell'assicurata superano le spese, non può concederle le prestazioni complementari.
La ricorrente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. IV).
considerato in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della LOG (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
nel merito
2. Fondandosi sull'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed, l'Assemblea federale ha adottato il nuovo art. 112a Cost. fed. specifico per le prestazioni complementari ed il nuovo art. 112c Cost. fed. relativo all'aiuto agli anziani ed ai disabili, fissandone l'entrata in vigore il 1° gennaio 2008.
Giusta l'art. 112a Cost. fed., la Confederazione ed i Cantoni versano prestazioni complementari a persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità delle prestazioni complementari nonché i compiti e le competenze di Confederazione e Cantoni (cpv. 2).
In virtù dell'art. 112c Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a domicilio per gli anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare fondi dell'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).
In effetti, la Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) – tanto quella del 19 marzo 1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto quella del 6 ottobre 2006 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" di cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346).
Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni: cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).
3. In virtù dell'art. 4 cpv. 1 lett. a LPC, hanno diritto a prestazioni complementari le persone domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera se ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.
L'importo della prestazione complementare annua è pari alla quota delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).
Per quanto riguarda le spese riconosciute, l'art. 10 cpv. 2 LPC prevede che:
" Per le persone che vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un istituto o in un ospedale), le spese riconosciute sono le seguenti:
a. la tassa giornaliera; i Cantoni possono limitare le spese prese in considerazione a causa del soggiorno in un istituto o in un ospedale;
b. un importo per le spese personali, stabilito dal Cantone.".
Inoltre, giusta l'art. 10 cpv. 3 LPC, sia per le persone che vivono che per quelle che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale, sono riconosciute le spese seguenti:
" a. spese per il conseguimento del reddito, fino a concorrenza del reddito
lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari, fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie; l'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale o regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia.".
L'art. 11 cpv. 1 LPC enumera esaustivamente i redditi computabili, fra i quali vi sono:
" (…)
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
(…)".
4. Oggetto del contendere è il diritto di RI 1 alla percezione di prestazioni complementari. La ricorrente ha impugnato la decisione della Cassa, poiché ritiene che essa non abbia tenuto in considerazione tutte le spese a cui deve fare fronte.
Questo Tribunale deve quindi analizzare se gli importi relativi alle spese riconosciute (uscite) ed ai redditi computabili (entrate) dell'assicurata considerati nella decisione impugnata siano corretti.
5. Quanto alle spese riconosciute di cui al considerando 3, v'è innanzitutto da considerare il contributo fisso dell'assicurazione malattia.
Infatti, l'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC, come esposto al considerando 3, prevede che le spese riconosciute includono un importo forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e che questo importo forfetario deve corrispondere al premio medio cantonale o regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
Giusta l'art. 54a cpv. 3 OPC-AVS/AI, il Dipartimento federale dell'interno fissa gli importi forfetari annui per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo l'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC al più tardi alla fine di ottobre dell'anno corrente per l'anno successivo.
Quindi, il DFI determina l'importo dei premi medi cantonali o regionali per l'assicurazione di base e con ordinanza del 28 ottobre 2009 ha fissato in Fr. 4'692.- il premio medio per l'anno 2010 per la regione 1 del Cantone Ticino - regione a cui appartiene il Comune di domicilio della ricorrente -, premio che viene pagato dal Cantone Ticino con finanziamenti dai sussidi all'assicurazione sociale contro le malattie (cfr. art. 65 LAMal).
Nell'evocato Decreto esecutivo del 9 dicembre 2009, l'autorità cantonale ha confermato in Fr. 4'692.- l'importo del contributo fisso per gli adulti domiciliati nella regione 1 per l'anno 2010 (art. 1 cpv. 3 lett. a cifra 1).
Stando così le cose, il TCA deve ritenere per la ricorrente il contributo fisso per l'assicurazione malattia di Fr. 4'692.-.
Trattandosi di un premio medio regionale per il 2010, esso è totalmente indipendente dal premio dell'assicurazione malattia di base LAMal (e non anche dell'eventuale assicurazione complementare) effettivamente dovuto dall'assicurata.
Al riguardo, il TCA rileva che praticamente il premio dell'assicurata nel 2010 corrisponde all'effettiva spesa da essa sostenuta (Fr. 394,20 x 12 mesi = Fr. 4'730,40). Pertanto, questo costo è sì riconosciuto dalle prestazioni complementari, ma limitatamente ad un forfait annuo stabilito di anno in anno a livello federale specificatamente per ogni Cantone.
6. V'è inoltre da considerare il fabbisogno vitale della ricorrente.
Come visto, sono i Cantoni, in virtù dell'art. 10 cpv. 2 OPC-AVS/AI, che stabiliscono e limitano le spese (tassa giornaliera e spese personali) prese in considerazione a causa del soggiorno in un istituto o in un ospedale.
Per il Canton Ticino, è il Consiglio di Stato che disciplina le competenze che la legislazione federale (LPC) conferisce ai Cantoni (art. 4 della Legge d'applicazione della LPC [LaLPC] del 23 ottobre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008, RL 6.4.5.3).
L'art. 1 del Regolamento della legge d'applicazione concernente la LPC [RLaLPC] del 19 dicembre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008 (RL 6.4.5.3.1), prevede che il Consiglio di Stato stabilisce mediante decreto esecutivo sia la tassa giornaliera presa in considerazione a causa di un soggiorno in un istituto o in un ospedale, sia l'importo per le spese professionali riconosciute agli assicurati che soggiornano in istituto o in ospedale (spillatico).
Il Decreto cantonale esecutivo del 9 dicembre 2009 concernente la LPC, in vigore dal 1° gennaio 2010 (pubblicato il 22 gennaio 2010 nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi n. 4/2010, RL 6.4.5.3.2), ha stabilito in proposito quanto segue:
" Art. 2 La retta giornaliera massima computabile per il calcolo della prestazione complementare degli assicurati che sono ospiti permanenti o per periodi di lunga durata in case per anziani o case di cura è di CHF 75.-.
Art. 4 Le spese personali degli assicurati ospiti di case per anziani, di case di cura o di istituti per invalidi ammontano a:
a) CHF 190.- mensili per i beneficiari di rendita, degenti in casa per anziani o istituti di cura;
b) CHF 300.- mensili per i beneficiari di rendita, degenti in istituti per invalidi.".
Questa Corte non può scostarsi dalla legislazione vigente.
Di conseguenza alla ricorrente, che dal 14 agosto 2007 (doc. 24) è ospite permanente di una casa per anziani, va computata una retta giornaliera di Fr. 75.- (art. 2 del citato Decreto esecutivo), per un totale annuo di Fr. 27'375.-.
Peraltro, questa è la cifra che la stessa Casa __________ di __________ fattura all'assicurata (doc. 24).
Alla stessa stregua, il suo diritto alle spese personali (spillatico) ammonta a Fr. 190.- al mese, rispettivamente a Fr. 2'280.- annui.
Stante quanto precede, gli importi computati dalla Cassa cantonale di compensazione relativi alla tassa giornaliera ed alle spese personali vanno confermati.
7. La ricorrente si è inoltre lamentata che sopporta personalmente anche altre spese, quali le fatture periodiche del medico per controlli generali del suo stato di salute che ha cifrato in Fr. 60.- mensili, oltre a delle piccole spese di Fr. 100.- al mese. Tenuto poi conto del premio mensile di Cassa malati ammontante a Fr. 394,20, le restano ogni mese a disposizione soltanto Fr. 80.-. L'assicurata ha quindi chiesto che queste spese siano riconosciute ed aggiunte nella tabella di calcolo PC quale fabbisogno.
In proposito, va rilevato che la lista dei costi computabili (spese riconosciute) ai fini del calcolo della PC, elencati all'art. 10 LPC (cfr. consid. 3), è esaustiva e che quest'ultima disposizione è di diritto federale imperativo (Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, pag. 135; Carigiet/Koch, Ergänzungs-leistungen zur AHV/IV, Supplemento, Zurigo 2000, pag. 83; N. 3001 DPC), perciò non è possibile derogarvi.
Di conseguenza, tutte le spese che non risultano nell'elenco di cui al citato art. 10 LPC non possono essere ammesse in deduzione a favore dell'assicurata.
A tutto quanto (in particolare: vestiti, vitto, telefono, acqua, luce, rifiuti, automobile, ecc.; cfr. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, pag. 23 N. 74, in: Schweizerisches Bundesverwaltungs-recht (SBVR), Basilea 1998) non è possibile far fronte tramite i costi speciali previsti dalla legge, si deve dunque sopperire tramite il fabbisogno vitale (limite di reddito) per le persone non collocate in istituti (Fr. 18'720.- nel 2010), mentre tramite le spese personali per coloro che sono degenti in ospedale o in istituto. L'importo della tassa giornaliera (Fr. 75.- o Fr. 100.- rispettivamente Fr. 27'375.- o Fr. 36'500.-) è invece destinato al pagamento della pura retta giornaliera degli istituti o ospedali, corrispondendo nella maggior parte dei casi proprio al costo effettivo della degenza e quindi non lasciando margine per far fronte ad altre spese supplementari.
Nel caso concreto, come visto, l'ammontare di Fr. 190.- al mese per le spese personali, rispettivamente di Fr. 2'280.- all'anno, rappresenta proprio l'importo a cui l'assicurata, degente in casa anziani, ha diritto per fronteggiare le altre spese menzionate nel ricorso, eccettuato il pagamento dei premi di Cassa malati che è già (parzialmente) coperto dal contributo statale giusta l'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC (cfr. consid. 5).
Ciò significa che oltre alla retta per degenti in istituto, alle spese personali ed all'importo forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, non è possibile riconoscerle espressamente altre spese che esulino dalla lista contemplata dall'art. 10 LPC. La legge ha infatti dovuto fissare un tetto massimo di copertura delle spese riconosciute, altrimenti si sarebbero potute creare iniquità fra i beneficiari, per esempio con assicurati che potrebbero pretendere il riconoscimento ed il rimborso di ogni tipo di spesa di carattere personale che, addirittura, potrebbe andare oltre al principio delle PC di garantire un reddito minimo per far fronte ai propri fabbisogni vitali.
Ne consegue che nessun altra spesa può essere ritenuta nel fabbisogno della ricorrente e quindi computata a carico delle PC.
La pretesa dell'assicurata non può così essere accolta.
8. Viste le considerazioni esposte, le spese riconosciute della ricorrente vanno dunque confermate in Fr. 34'347.- (Fr. 4'692.- [contributo Cassa malati] + Fr. 27'375.- [retta giornaliera annua] + Fr. 2'280.- spese personali]), come definite dalla Cassa cantonale di compensazione.
9. Per quanto concerne i redditi computabili, vanno considerate le rendite e le pensioni (art. 11 cpv. 1 lett. d LPC) correnti (art. 23 cpv. 3 OPC-AVS/AI) dell'assicurata.
Dagli atti risulta che nel 2010 la rendita AVS ricevuta dall'assicurata ammontava a Fr. 1'902.- al mese (doc. 22), mentre la pensione della previdenza professionale era di Fr. 1'060.- (doc. 21).
In totale, quindi, i redditi computabili annui della ricorrente sono pari a Fr. 22'824.- per la rendita AVS ed a Fr. 12'720.- per la rendita pensionistica del II pilastro.
Complessivamente, dunque, i redditi computabili vanno stabiliti in Fr. 35'544.- (Fr. 22'824.- + Fr. 12'720.-).
10. Come visto in ingresso, la prestazione complementare annua a cui la ricorrente ha diritto è pari alla quota delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).
In specie, i redditi computabili della ricorrente (Fr. 35'544.-) superano le spese riconosciute (Fr. 34'347.-) e si ha quindi un'eccedenza di entrate (e non di spese come previsto dal citato art. 9 cpv. 1 LPC) di Fr. 1'197.-, ciò che non permette pertanto all'assicurata di avere diritto alle prestazioni complementari.
11. Ciò nonostante, questo Tribunale evidenzia che le prestazioni complementari comprendono la prestazione complementare annua, versata ogni mese, ed il rimborso delle spese di malattia e d'invalidità (art. 3 cpv. 1 lett. a e lett. b LPC).
L'art. 14 cpv. 1 LPC tratta proprio di questo particolare rimborso, prevedendo che i Cantoni rimborsano ai beneficiari di una prestazione complementare annua le spese comprovate dell'anno civile in corso di dentista (lett. a), di aiuto, di cure e di assistenza a domicilio e in strutture diurne (lett. b), di cure balneari e rigeneratrici ordinate dal medico (lett. c), per diete (lett. d), di trasporto al più vicino luogo di cura (lett. e), di mezzi ausiliari (lett. f) e di partecipazione ai costi secondo l'art. 64 LAMal (lett. g).
Per l'art. 14 cpv. 2 LPC, i Cantoni designano le spese che possono essere rimborsate secondo il capoverso 1. Possono limitare il rimborso alle spese necessarie nell'ambito di una fornitura di prestazioni economica e appropriata.
Per l'art. 5 LaLPC, le spese di malattia e d'invalidità e gli importi massimi sono quelle riconosciute dalla LPC.
Le spese di malattia, d'invalidità e per i mezzi ausiliari debitamente comprovate sono rimborsate soltanto per l'anno civile in cui ha avuto luogo la cura o è stato fatto l'acquisto (art. 6 cpv. 1 LaLPC).
Giusta l'art. 7 LaLPC, le spese sono rimborsate se: a) la domanda di rimborso è presentata entro quindici mesi dalla fatturazione; b) le spese sono insorte in un periodo in cui il richiedente adempiva una delle condizioni menzionate nell'art. 4 LPC; c) il termine di carenza previsto nell'art. 5 LPC è adempiuto.
Per le "Spese per il medico, il dentista, i medicamenti, le cure e l'assistenza. Partecipazione ai costi", l'art. 11 LaLPC prevede che la partecipazione ai costi ai sensi dell'art. 64 LAMal è rimborsata per le prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo l'art. 24 LAMal.
L'art. 12 LaLPC precisa poi che se una persona opta per un'assicurazione con una franchigia più elevata ai sensi dell'art. 93 OAMal, il rimborso della partecipazione ai costi ammonta al massimo a Fr. 1'000.- all'anno.
Nella fattispecie, la ricorrente ha inteso ricevere un aiuto per far fronte alle spese di cure mediche di cui ogni tanto necessita.
Ora, il rimborso delle spese di malattia e d'invalidità, come visto, rientra nella sfera delle prestazioni complementari in virtù dell'art. 3 cpv. 1 lett. b LPC.
Tuttavia, la lettera del predetto art. 14 LPC sul rimborso delle spese di malattia e d'invalidità è a tal riguardo molto chiara: unicamente "i beneficiari di una prestazione complementare annua" si vedono rimborsate dai Cantoni "le spese comprovate dell'anno civile in corso".
Pertanto, la richiesta della ricorrente tendente all'ottenimento del rimborso delle spese per le cure mediche e per gli eventuali farmaci a dipendenza delle sue condizioni di salute deve essere respinta, giacché l'assicurata non ha diritto ad una prestazione complementare (cfr. consid. 10).
12. All'insorgente viene però in aiuto l'art. 14 cpv. 6 LPC, che prevede che le persone che in seguito ad un'eccedenza dei redditi non hanno diritto a una prestazione complementare annua hanno diritto al rimborso delle spese di malattia e d'invalidità che superano l'eccedenza dei redditi.
In questo modo, le persone con un'eccedenza di redditi, ovvero i cui redditi computabili sono superiori alle spese riconosciute, possono così beneficiare ugualmente del rimborso delle spese di malattia. Tale rimborso corrisponde alla parte delle spese comprovate che supera la parte eccedentaria dei redditi.
Il N. 5019 DPC (Direttive sulle prestazioni complementari edite dall'UFAS, edizione del 1° gennaio 2009) illustra con un chiaro esempio questo concetto:
" Se, a causa di un'eccedenza di reddito (reddito computabile maggiore delle spese riconosciute), la PC annua non viene versata, allora il rimborso avviene secondo la seguente formula:
Spese di malattia e d'invalidità riconosciute
meno l'eccedenza di reddito
Esempio: eccedenza di reddito = 12'000 franchi
spese di spitex = 20'000 franchi
rimborso = 8'000 franchi
L'importo massimo per il rimborso delle spese di malattia e d'invalidità (cfr. N. 5017) non può essere superato.”.
Nel caso concreto, l'assicurata quantifica in Fr. 60.- al mese l'ammontare delle spese per malattia a cui deve fare fronte.
Per ottenerne il riconoscimento in virtù dell'art. 14 cpv. 6 LPC, la ricorrente deve dunque trasmettere all'amministrazione le spese di malattia (prestazioni di medici rispettivamente di farmacie) debitamente comprovate (art. 6 cpv. 1 LaLPC). La Cassa di compensazione potrà poi semmai rimborsargliele nella misura in cui supereranno l'importo dell'eccedenza di reddito qui stabilita in Fr. 1'197.-, sempreché siano date le altre condizioni previste dalla LaLPC, in particolare dagli artt. 5-12 LaLPC.
Alle stesse condizioni, come visto anche le partecipazioni ai costi ai sensi dell'art. 64 LAMal potranno essere rimborsate all'assicurata (artt. 11 e 12 LaLPC).
13. Tutto ben considerato, dunque, il ricorso deve essere integralmente respinto e la decisione impugnata confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio Zocchetti