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redattore: |
Christian Steffen, vicecancelliere |
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segretario: |
Gianluca Menghetti |
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statuendo sul ricorso del 28 aprile 2023 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su opposizione del 15 marzo 2023 emanata da |
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Cassa cantonale di compensazione - Servizio prestazioni complementari, 6501 Bellinzona
in materia di prestazioni complementari |
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ritenuto in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1964, al beneficio di una rendita AI, dal 1° gennaio 2023 ha diritto ad un ammontare mensile di fr. 4'288 (compreso il premio forfettario dell’assicurazione malattie di fr. 1’182) a titolo di prestazioni complementari (cfr. pag. 27 – 83/475 incarto PC).
1.2. Con decisione del 24 gennaio 2023 (pag. 27 - 90/475), confermata dalla decisione su opposizione del 15 marzo 2023 (doc. A), la Cassa cantonale di compensazione, Servizio prestazioni complementari, ha ridotto, dal 1° agosto 2023, a fr. 2'109 al mese (compreso il premio forfettario per l’assicurazione malattie di fr. 1'182) l’importo delle prestazioni complementari poiché ha computato il reddito ipotetico della moglie non invalida, nata nel 1966, di fr. 32'582 (cfr. doc. A, decisione su opposizione, pag. 4), in applicazione della marginale 3521.02 delle direttive sulle prestazioni complementari (DPC).
1.3. RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento ed il rinvio degli atti all’amministrazione per un nuovo calcolo delle prestazioni che escluda il reddito ipotetico della moglie (doc. I).
Contestualmente ha chiesto il ripristino dell’effetto sospensivo al ricorso, ha domandato di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio ed ha richiamato l’intero incarto dall’__________.
L’insorgente, che ha prodotto numerosa documentazione medica, evidenzia che sua moglie ha inoltrato una domanda di prestazioni AI nel mese di gennaio 2022 ed è stata convocata per le visite peritali psichiatriche e cardiologiche nel mese di giugno e luglio 2023. Per l’assicurato la sua consorte ha ampiamente dimostrato di non essere più in grado di svolgere un’attività lucrativa e per questo di essere stata esclusa a fine 2021 dalla lista COLSTA dell’Ufficio regionale di collocamento. Inoltre sua moglie in passato era già stata al beneficio di prestazioni dell’AI, poi “sospesa a seguito di un periodo di carcerazione in __________”.
Nel merito l’assicurato rimprovera alla Cassa di non aver tenuto conto dello stato di salute concreto di sua moglie, malgrado i pareri dei medici curanti (dr.ssa med. __________, dr. med. __________, dr. med. __________ e dr. med. __________), che vanno in direzione contraria a quanto stabilito dalla convenuta.
Il ricorrente sostiene inoltre che sua moglie, dopo aver ricevuto l’ingiunzione della Cassa di iscriversi nuovamente all’URC, malgrado fosse stata estromessa dalla lista COLSTA, ha telefonato ad una funzionaria dell’amministrazione che le avrebbe detto di procedere con l’inoltro della domanda AI. Per questo non si è più annunciata presso l’URC.
Egli sottolinea poi che la moglie prima della domanda AI si era iscritta all’assicurazione contro la disoccupazione dal 3 maggio 2019 al 30 novembre 2021 e si era impegnata a cercare un impiego, senza tuttavia alcun esito. A causa delle sue condizioni di salute non è stata ritenuta idonea al collocamento anche nel lungo periodo e dopo oltre due anni è stata estromessa dalla lista COLSTA. Il ricorrente evidenzia come il funzionario che si è occupato di sua moglie ha indicato che le ricerche mensili erano adeguate, l’impegno, la motivazione e l’iniziativa personale e la determinazione molto buona, che ha effettuato ricerche con costanza e che non ha tralasciato di effettuare ricerche anche per posizioni diverse da quelle elencate.
1.4. Con risposta del 24 maggio 2023, cui ha allegato l’intero incarto, la Cassa cantonale di compensazione ha proposto in via principale di respingere il ricorso, ritenuto che se l’UAI dovesse certificare per la moglie un’incapacità lavorativa rispettivamente un’invalidità precedente o a partire da agosto 2023, occorrerà tenerne conto nel calcolo delle prestazioni complementari. In via subordinata ha chiesto che la procedura di ricorso sia sospesa e venga riattivata in funzione di quanto deciderà l’UAI.
1.5. Il 2 giugno 2023 l’avv. RA 1 ha visionato l’incarto (doc. IV).
1.6. Con osservazioni del 9 giugno 2023 il ricorrente ha ribadito le sue richieste (doc. V). Chiamata ad eventualmente esprimersi in merito la Cassa è rimasta silente (doc. VI).
1.7. Con decreto del 7 luglio 2023 il Giudice delegato del TCA ha respinto la richiesta di ripristino dell’effetto sospensivo al ricorso (doc. 7). Contestualmente è stato chiesto all’avv. RA 1 di trasmettere uno scritto firmato dalla moglie del ricorrente per autorizzare il Tribunale a richiamare l’intero incarto AI ed a sottoporlo alle parti in causa (doc. VIII).
1.8. Ricevuta l’autorizzazione dalla moglie del ricorrente, questo TCA ha chiesto all’UAI la trasmissione dell’intero incarto AI con l’autorizzazione a sottoporlo alle parti (doc. X).
1.9. L’incarto è pervenuto, su CD, il 31 luglio 2023, con l’indicazione che lo stesso può essere reso noto a terzi solo alle condizioni poste dalla vigente legislazione, con particolare riferimento agli art. 32 cpv. 2 e 47 LPGA (doc. XI).
1.10. In data 4 agosto 2023 il TCA ha scritto alle parti, informandole di aver ricevuto l’incarto e segnalando che i referti ordinati dall’Ufficio AI al dr. med. __________ ed alla dr.ssa med. __________ non sono ancora stati trasmessi all’amministrazione, invitando il ricorrente a rendere noti al TCA eventuali sviluppi a lui conosciuti della procedura in ambito AI della moglie (doc. XII).
1.11. L’11 agosto 2023 il ricorrente ha scritto al Tribunale affermando di non essere a conoscenza di eventuali sviluppi relativi alla procedura AI della moglie (doc. XIII).
1.12. Il 7 settembre 2023 il Tribunale ha nuovamente scritto all’UAI per chiedere un aggiornamento dell’incarto (doc. XIV), pervenuto il 13 settembre 2023 (doc. XV).
1.13. Il 13 settembre 2023 il TCA ha scritto al ricorrente, con copia alla Cassa, informandolo di aver ricevuto dall’UAI il rapporto finale del medico SMR del 9 agosto 2023 dove sono indicati gli esiti della perizia bidisciplinare psichiatrica e cardiologica e ritenuto che d’interesse è la decisione dell’UAI in merito al grado d’invalidità, ha chiesto se nel frattempo sua moglie ha ricevuto un progetto di decisione (doc. XVI).
1.14. Il 14 settembre 2023 il ricorrente ha affermato che sua moglie non ha ricevuto alcun progetto di decisione (doc. XVII).
1.15. Con scritto del 12 ottobre 2023 la ricorrente ha prodotto il progetto di decisione dell’11 ottobre 2023 dell’UAI secondo il quale l’interessata ha diritto ad una rendita AI con un grado del 59% dal 1° febbraio 2022 e con diritto al versamento della prestazione dal 1° luglio 2022 (doc. XIX+1).
1.16. Chiamata a presentare puntuali osservazioni scritte in merito (doc. XX), il 20 ottobre 2023 la Cassa ha affermato:
" (…) in ossequio all’articolo 25 cpv. 2 lett. a dell’Ordinanza sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPC-AVS/AI), la Cassa procederà al ricalcolo della PC dei coniugi __________ computando la rendita d’invalidità, e ciò dal 1° luglio 2022, compensando quanto già versato di PC.
Oltre a ciò, essendo che la citata rendita d’invalidità concessa è parziale (grado d’invalidità del 59%), l’attuale importo pari a CHF 35'582.00, a titolo di reddito ipotetico, si modificherà in CHF 20'100.00 come previsto dall’articolo 14a cpv. 2 lett. b OPC-AVS/AI, non essendovi una delle condizioni riportata al marginale 3424.07 delle Direttive sulle prestazioni complementari all’AVS e all’AI (PC).” (doc. XXI)
1.17. Il 25 ottobre 2023 il Giudice delegato del TCA ha trasmesso al ricorrente lo scritto del 20 ottobre 2023 della Cassa, rilevando che il computo della rendita di __________, non ancora noto e che verrà verosimilmente calcolato dall’UAI quando verrà emessa la decisione formale di assegnazione di rendita AI, potrebbe, a dipendenza dell’ammontare della prestazione, portare ad un peggioramento della situazione (reformatio in peius) e gli ha assegnato un termine di 10 giorni per decidere se ritirare oppure mantenere il ricorso (doc. XXII).
1.18. Il 2 novembre 2023 il ricorrente si è detto “consapevole del fatto che con l’eventuale computo del reddito ipotetico della moglie, il servizio delle prestazioni complementari ricalcolerà l’ammontare della prestazione complementare. La signora __________ tuttavia ha intenzione di iscriversi all’URC per la rimanente percentuale di capacità lavorativa per cui verosimilmente il suo reddito ipotetico non verrà computato” (doc. XXIII).
considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se, ed eventualmente in quale misura, debba essere conteggiato un reddito ipotetico da lavoro della moglie dell’insorgente nei redditi computabili dell'assicurato.
2.2. Fondandosi sull'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed., l'Assemblea federale ha adottato il nuovo art. 112a Cost. fed. specifico per le prestazioni complementari e il nuovo art. 112c Cost. fed. relativo all'aiuto agli anziani e ai disabili, in vigore dal 1° gennaio 2008.
Giusta l'art. 112a Cost. fed., la Confederazione ed i Cantoni versano prestazioni complementari a persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità delle prestazioni complementari nonché i compiti e le competenze di Confederazione e Cantoni (cpv. 2).
In virtù dell'art. 112c Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a domicilio per gli anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare fondi dell'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).
In effetti, la Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) – tanto quella del 19 marzo 1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto quella del 6 ottobre 2006 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" di cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346) e al nuovo art. 112a Cost. fed.
Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni: DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in: RDAT 1991-II pag. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).
2.3. Dal 1° gennaio 2021 è stato abrogato l'art. 11 cpv. 1 lett. g vLPC relativo al computo come reddito dei proventi e dei beni a cui l'assicurato ha rinunciato, siccome dettagliatamente trattato nel nuovo art. 11a cpv. 1 LPC.
Secondo questo nuovo disposto, se una persona rinuncia volontariamente a esercitare un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile, il reddito ipotetico di tale attività è computato come reddito. Il computo è retto dall'art. 11 cpv. 1 lett. a nLPC.
Come spiegato nel Messaggio del Consiglio federale del 16 settembre 2016 concernente la modifica della legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (Riforma delle PC) (FF 2016 6777), il nuovo art. 11 cpv. 1 lett. a LPC disciplina il computo dei redditi dell'attività lucrativa cui una persona ha rinunciato (redditi ipotetici dell'attività lucrativa). La disposizione conferma sostanzialmente la prassi vigente in materia.
In particolare, si ipotizza una rinuncia solo nel caso in cui una persona rinunci volontariamente ad esercitare un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile.
Se invece una persona non può svolgere un lavoro remunerato per motivi indipendenti dalla sua volontà, nel calcolo delle PC non può essere considerato alcun reddito ipotetico dell'attività lucrativa. Questo caso si verifica, in particolare, quando una persona non riesce a trovare un posto di lavoro pur avendo compiuto gli sforzi necessari. Si rinuncia pure al computo di un reddito ipotetico dell'attività lucrativa anche nel caso in cui non si possa esigere da una persona che eserciti un'attività lucrativa (ad esempio perché deve svolgere compiti assistenziali o segue una formazione a livello terziario).
L'art. 11a cpv. 1 lett. a nLPC conferma anche la prassi in essere secondo cui i redditi ipotetici dell'attività lucrativa sono computati nel calcolo delle PC allo stesso modo di quelli effettivamente conseguiti, ovvero solo per due terzi e previa deduzione di una franchigia. Fanno eccezione i redditi ipotetici dei coniugi.
Inoltre, come in precedenza, l'art. 9 cpv. 5 lett. c LPC dispone che il Consiglio federale disciplina il "conteggio dei proventi di un'attività lucrativa che si può ragionevolmente pretendere da persone parzialmente invalide o da vedove senza figli minorenni".
Per quanto qui di interesse, va citata l'adozione dell'art. 14a OPC-AVS/AI, rimasto immutato, che concerne il computo del reddito dell'attività lucrativa per persone parzialmente invalide e che recita:
" 1 Agli invalidi si computa in linea di massima come reddito dell'attività lucrativa qualsiasi importo effettivamente conseguito durante il periodo determinante.
2 Per gli invalidi di età inferiore a 60 anni, il reddito dell'attività lucrativa computato corrisponde almeno:
a. all'ammontare massimo destinato alla copertura dei bisogni vitali delle persone sole secondo l'articolo 10 capoverso 1 lettera a numero 1 LPC, aumentato di un terzo, per un grado di invalidità fra il 40 e meno del 50 per cento;
b. all'ammontare massimo destinato alla copertura dei bisogni vitali secondo la lettera a, per un grado di invalidità fra il 50 e meno del 60 per cento;
c. ai due terzi dell'ammontare massimo destinato alla copertura dei bisogni vitali secondo la lettera a, per un grado di invalidità fra il 60 e meno del 70 per cento.
3 Il capoverso 2 non è applicabile:
a. se l'invalidità di persone senza attività lucrativa è stata stabilita conformemente all'articolo 28a capoverso 2 della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI); o
b. se l'invalido lavora in un laboratorio ai sensi dell'articolo 3 capoverso 1 lettera a della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle istituzioni che promuovono l'integrazione degli invalidi (LIPIn).".
L'art. 14a OPC-AVS/AI, in connessione con l'art. 9 cpv. 5 lett. c LPC, fissa dunque schematicamente i redditi ipotetici provenienti da un'attività lucrativa di assicurati parzialmente invalidi.
Questa norma dispone, al suo capoverso 1, che alle persone parzialmente invalide è di principio computato il reddito da attività lucrativa che hanno effettivamente conseguito.
Per semplificare il procedimento questa disposizione presume che, per gli assicurati parzialmente invalidi di età inferiore a 60 anni, sia possibile e ragionevole, nell'ambito della restante capacità di guadagno stabilita dall'Ufficio AI, conseguire gli importi limite stabiliti dall'art. 14a cpv. 2 lett. a-c OPC-AVS/AI. Qualora essi non mettano a frutto la loro capacità di guadagno residua, si ha una rinuncia a un reddito da attività lucrativa ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC che va ritenuta quale reddito ipotetico da attività lucrativa (STF 9C_376/2021 del 19 gennaio 2022; DTF 141 V 343; DTF 117 V 153; Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, 2a ed. 2009, pag. 153).
L'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI stabilisce la presunzione giuridica secondo cui l'assicurato sarebbe in grado di realizzare questi redditi se svolgesse un'attività lucrativa esigibile o non lavorasse.
Se l'importo indicato all'art. 14a cpv. 2 lett. a-c OPC-AVS/AI non è raggiunto così pure se nessuna attività lucrativa è esercitata, si presume che l'assicurato abbia rinunciato a dei redditi giusta l'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC (nuovo art. 11a LPC dal 1° gennaio 2021; DTF 140 V 267 consid. 2.2; STF 9C_515/2018 del 18 aprile 2019, consid. 2.3; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 4.3; Valterio, Commentaire de la loi fédérale sur les prestations complémentaires à l'AVS et à l'AI, 2015, pag. 129 N. 18 ad art. 11).
Gli importi forfettari previsti dall'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI, che dipendono dal grado di invalidità dell'assicurato in connessione con il fabbisogno per persone sole di cui all'art. 10 cpv. 1 lett. a n. 1 LPC, sono quindi da computare quando l'assicurato parzialmente invalido guadagna di meno o, soprattutto, non si dedica ad alcuna attività lucrativa.
Si tratta di importi netti, dai quali non devono essere dedotti né i contributi sociali né le spese per il conseguimento del reddito. Il computo avviene in maniera privilegiata allo stesso modo dei redditi provenienti dall'esercizio di un'attività lucrativa (DTF 117 V 292; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 153), ovvero i redditi ipotetici dell'attività lucrativa sono computati nel calcolo delle PC come quelli effettivamente conseguiti, quindi solo per due terzi e previa deduzione di una franchigia.
Con il computo di un reddito minimo ipotetico da attività lucrativa si presume che l'assicurato sia in grado di conseguire il reddito minimo da lavoro dell'art. 14a OPC-AVS/AI. In determinati casi, è possibile prescindere dal computo schematico di un reddito ipotetico minimo da attività lucrativa.
Tali eccezioni sono in parte regolate all'art. 14a cpv. 3 OPC-AVS/AI e in parte risultano dalla giurisprudenza e dalla prassi amministrativa.
2.4. Fra le ipotesi secondo cui a un assicurato parzialmente invalido non sia computato alcun reddito ipotetico da attività lucrativa, v'è in particolare quella in cui egli comprovi di non potere utilizzare la sua teorica capacità di guadagno residua (per le altre ipotesi si veda: Carigiet/Koch, op. cit., pag. 153 e seg.).
La presunzione dell'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI può essere confutata con la dimostrazione che per l'assicurato, disposto a cercare un'attività lucrativa, sussistano dei motivi oggettivi o soggettivi irrilevanti per la determinazione del grado di invalidità, quali l'età, l'assenza di formazione e di conoscenze linguistiche, le circostanze personali o la situazione del mercato del lavoro, che rendano difficile o impossibile il conseguimento di un reddito da attività lucrativa. Il reddito determinante per il calcolo della prestazione complementare è il reddito ipotetico che l'assicurato potrebbe effettivamente realizzare (DTF 141 V 343 consid. 3.3; DTF 140 V 267 consid. 2.2; DTF 127 V 287 consid. 2a; DTF 117 V 156; STF 9C_376/2021 del 19 gennaio 2022; STF 9C_376/ 2021 del 19 gennaio 2022, consid. 2.2.2; STF 9C_251/2019 consid. 5.2 = SVR 2020 EL Nr. 6; STF 9C_515/2018 del 18 aprile 2019, consid. 2.3; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 4.3; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 154).
La possibilità di rovesciare la presunzione dell'art. 14a OPC-AVS/AI comporta però che l'assicurato porti la prova che a causa di questi fattori non ha trovato un lavoro. Se non fa valere queste particolari circostanze, se non sono facilmente riconoscibili o se nessun elemento probante risulta da ulteriori accertamenti, l'interessato deve sopportare le conseguenze dell'assenza di prove (DTF 117 V 153 consid. 3b) e deve lasciarsi imputare il reddito che, secondo il grado della verosimiglianza preponderante, avrebbe ancora potuto realizzare malgrado l'invalidità (STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 4.3).
Se, dunque, da un lato è giustificato presumere che la persona parzialmente invalida sia in grado di sfruttare la capacità residua lavorativa e di guadagno che le ha riconosciuto l'assicurazione invalidità, dall'altro questa presunzione può essere rovesciata. L'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha al riguardo osservato, che vi sono casi in cui l'assicurazione invalidità ha giustamente concesso solo una mezza rendita di invalidità benché l'assicurato non fosse in grado, per motivi estranei all'invalidità, di utilizzare effettivamente la capacità lavorativa residua. Se anche a queste persone si dovesse computare il reddito ipotetico forfettario, ciò avrebbe per conseguenza che l'art. 3 cpv. 1 lett. f vLPC (art. 11 cpv. 1 lett. g LPC fino al 31 dicembre 2020 e dal 1° gennaio 2021 art. 11a cpv. 1 LPC) sarebbe svuotato del suo significato, perché questa norma prevede soltanto il computo di quei redditi a cui l'assicurato ha rinunciato. Determinante per il calcolo delle prestazioni complementari è quindi, anche sotto l'egida dell'art. 14a OPC-AVS/AI, quel reddito ipotetico che l'assicurato potrebbe effettivamente conseguire (DTF 141 V 343 consid. 3.3 = SVR 2015 EL Nr. 5; DTF 117 V 153 consid. 2c; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 4.3; Valterio, op. cit., pag. 135 e seg. N. 31 ad art. 11).
2.5. Si tratta dunque di esaminare se la persona interessata è effettivamente in grado di mettere a profitto, sul piano economico, la capacità di guadagno che le è riconosciuta dall'AI esercitando un'attività alla sua portata. Una tale soluzione non implica tuttavia un esame automatico e sistematico di tutti gli assicurati parzialmente invalidi a sapere se possano esercitare un'attività lucrativa. Infatti, per ciò che concerne l'incapacità di lavoro causata dall'invalidità, le Casse di compensazione e i giudici delle assicurazioni sociali devono di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità effettuata dal competente Ufficio assicurazione invalidità (DTF 141 V 343 consid. 5.7 = SVR 2015 EL Nr. 5; DTF 140 V 267 consid. 2.3; STF 9C_179/2021 dell'8 luglio 2021, consid. 3.1; STF 9C_251/2019 del 9 gennaio 2020, consid. 6.1 = SVR 2020 EL Nr. 6; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 6.1; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 154).
Indipendentemente dal fatto che gli organi di esecuzione delle PC non dispongono delle necessarie conoscenze specifiche della materia per valutare autonomamente l'invalidità, si tratta di evitare che due istanze si pronuncino in modo diverso sulla medesima fattispecie. Questo vincolo con la decisione AI è giustificato anche dal fatto che esiste una stretta connessione tra il diritto alle prestazioni dell'assicurazione invalidità e il diritto alle prestazioni complementari (art. 4 cpv. 1 lett. c LPC; DTF 141 V 343 consid. 5.3; DTF 140 V 267 consid. 5.1 e 5.2.2; STF 9C_251 /2019 del 9 gennaio 2020, consid. 6.1 = SVR 2020 EL Nr. 6; Valterio, op. cit., pag. 135 N. 31 ad art. 11; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 154).
È unicamente se l'assicurato parzialmente invalido invoca una modifica del suo stato di salute intervenuta dopo la crescita in giudicato della decisione AI, ma prima della decisione sul diritto alle prestazioni complementari, che le Casse cantonali di compensazione, fondandosi sul grado della verosimiglianza preponderante, devono valutare autonomamente lo stato di salute dell'assicurato (STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 6.1; STF 8C_172/2007 del 6 febbraio 2008, consid. 7.2; Valterio, op. cit., pag. 136 N. 31 ad art. 11).
Esse verificheranno quindi se l'assicurato possa effettivamente conseguire il reddito ipotetico giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI (Carigiet/Koch, op. cit., pag. 154).
Gli organi di esecuzione delle PC non sono pertanto autorizzati a fare valere l'assenza di conoscenze specialistiche per evitare subito qualsiasi accertamento in merito allo stato di salute di un assicurato (STF 8C_68/2007 del 14 marzo 2008, consid. 5.3). Spetta loro istruire il caso conformemente all'art. 43 cpv. 1 LPGA quando l'assicurato produce un certificato medico che attesta un peggioramento del suo stato di salute; possono rinunciare ad effettuare degli accertamenti quando questi documenti contengono tutte le informazioni necessarie per pronunciarsi sulla capacità lavorativa indicando il motivo, il grado e la prevista durata dell'incapacità lavorativa (STF 8C_172/2007 del 6 febbraio 2008, consid. 8; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 155).
Se le Casse di compensazione ritengono che questi rapporti medici non stabiliscano in maniera probante la presenza di una tale incapacità, devono almeno informare l'interessato che questi documenti non hanno forza probante e invitarlo a richiedere al medico un rapporto che contenga tutti i dati necessari (STF 8C_68/2007 del 14 marzo 2008, consid. 5.3).
Se, invece, una modifica delle condizioni di salute e le sue conseguenze sulla capacità di lavoro non possono essere stabilite con un grado della verosimiglianza preponderante al momento in cui le Casse sono chiamate a decidere, la questione potrà essere esaminata soltanto nell'ambito di una revisione della rendita AI e della procedura di modifica della prestazione complementare annua giusta l'art. 25 OPC-AVS/AI (STF 8C_172 /2007 del 6 febbraio 2008, consid. 7.1; Valterio, op. cit., pag. 136 N. 31 ad art. 11).
La presunzione legale di cui all'art. 14a OPC-AVS/AI ha per conseguenza che gli organi di esecuzione delle PC non devono cercare d'ufficio gli elementi che potrebbero andare contro questa presunzione. Quando l'interessato fa valere di non essere in grado di realizzare il reddito previsto da questa disposizione, essi devono, per contro, conformemente al principio inquisitorio e nel rispetto del diritto di essere sentito, esaminare se vi sono motivi atti a confutare la presunzione.
Quando si tratta di una persona parzialmente invalida, le Casse di compensazione devono soltanto esaminare gli aspetti estranei all'invalidità, come l'età, la scarsa formazione e le conoscenze linguistiche insufficienti, le circostanze personali o la situazione del mercato del lavoro, che rendono troppo difficile o impediscono lo sfruttamento della capacità lavorativa residua (DTF 141 V 343 consid. 5.2 = SVR 2015 EL Nr. 5; DTF 140 V 267 consid. 2.2; DTF 117 V 153 consid. 2c; STF 9C_251/2019 del 9 gennaio 2020, consid. 5.2 = SVR 2020 EL Nr. 6; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019, consid. 6.1; Valterio, op. cit., pag. 135 N. 31 ad art. 11) e quindi di cercare con successo un lavoro.
Va posta particolare attenzione al fatto che per determinare il grado di invalidità gli Uffici AI si fondano sul mercato equilibrato del lavoro. Le prestazioni complementari, essendo concepite quali prestazioni di aiuto, devono invece basarsi sulle condizioni effettive, non solo delle persone aventi diritto alle PC, ma anche del mercato del lavoro locale. Se è portata la prova che a causa della situazione personale e del mercato del lavoro il reddito ipotetico da attività lucrativa non può essere conseguito, allora anche la Cassa di compensazione deve riconoscerlo e non deve computare alcun reddito ipotetico (DTF 140 V 267 consid. 5.3). Quali prove valgono in particolare i giustificativi delle ricerche di lavoro (qualitativamente e quantitativamente sufficienti) non andate a buon fine, con cui l'assicurato può dimostrare che, malgrado l'impiego di tutta la sua buona volontà, a causa della situazione personale e del mercato del lavoro è praticamente impossibile realizzare effettivamente il reddito ipotetico stabilito dall'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI (STF 9C_515/2018 del 18 aprile 2019, consid. 3.3). Anche il tentativo infruttuoso, da parte dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione invalidità e dell'assistenza sociale di reinserire la persona nel mondo del lavoro deve essere incluso nella valutazione se il beneficiario di PC riesce a confutare la presunzione dell'art. 14a OPC-AVS/AI (Carigiet/Koch, op. cit., pag. 156; Valterio, op. cit., pag. 137 N. 33 ad art. 11).
Va infine osservato che la riduzione del diritto a una prestazione complementare in corso a seguito del computo di un reddito ipotetico minimo da lavoro giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI, esplica effetto sei mesi dopo la notifica della relativa decisione (art. 25 cpv. 4 OPC-AVS/AI).
Il beneficiario di prestazioni complementari ha così il tempo per conformarsi alla nuova situazione e per cercare lavoro oppure per apportare la prova che non è in grado di realizzare il reddito minimo ipotetico (Carigiet/Koch, op. cit., pag. 155).
2.6. In un caso deciso dal Tribunale federale nella STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019 l'assicurato, beneficiario di un quarto di rendita di invalidità dal 2011, ha chiesto nel 2016 le prestazioni complementari, che gli sono state riconosciute nel 2017 - e confermate dalla decisione su opposizione del 16 ottobre 2017 - retroattivamente alla domanda del 2011 imputandogli, per ogni anno, un reddito ipotetico. Adito dall'assicurato, il TCA ha sospeso la vertenza nell'attesa dell'esito della domanda di revisione del diritto al quarto di rendita AI, che è stata respinta il 27 febbraio 2018 e impugnata davanti al Tribunale cantonale, che l'ha a sua volta respinta, così come ha respinto il ricorso contro la decisione su opposizione in ambito di PC. Il 20 marzo 2019 il Tribunale federale ha accolto parzialmente il ricorso contro il diniego della revisione della rendita, rinviando la causa all'Ufficio AI per ulteriori accertamenti medici e nuova decisione.
L'assicurato si è pure rivolto all'Alta Corte chiedendo di rinviare la causa alla Cassa per un nuovo calcolo del suo diritto alle PC dal 2014 senza computare il reddito ipotetico.
Esposto il tenore dell'art. 14a OPC-AVS/AI, il Tribunale federale ha ricordato il principio secondo cui quando l'importo dell'art. 14a cpv. 2 lett. a-c OPC-AVS/AI non è raggiunto, così pure quando nessuna attività lucrativa è esercitata, si presume che l'assicurato ha rinunciato a delle entrate ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC. L'assicurato può rovesciare questa presunzione portando la prova che delle circostanze oggettive e soggettive estranee all'invalidità, quali l'età, l'assenza di formazione o di conoscenze linguistiche, delle circostanze personali o la situazione del mercato del lavoro, ostacolano e complicano la realizzazione di tale reddito. Il reddito determinante per il calcolo della prestazione complementare è il reddito ipotetico che l'assicurato potrebbe effettivamente realizzare (cfr. consid. 4.3).
Rifacendosi alle considerazioni rese in ambito di assicurazione invalidità, la Corte cantonale ha in un primo tempo negato che il ricorrente avesse reso verosimile un peggioramento determinante del suo stato di salute e ha considerato che, dal profilo medico, l'assicurato rimaneva sempre in grado di esercitare, a tempo pieno ma con una riduzione del rendimento del 40%, un'attività che evitasse pesi superiori a 5kg in modo ripetitivo e occasionalmente a 10kg, così come le attività aeree e in posizione statica prolungata e che favorissero un'attività semi-sedentaria con alternanza della posizione. L'autorità cantonale ha poi esaminato se esistevano altre circostanze oggettive e soggettive che rendevano difficile la realizzazione di un reddito che avrebbero permesso al ricorrente di ribaltare la presunzione legale, ciò che è stato negato (cfr. consid. 5.1).
A dire del ricorrente, i primi giudici hanno arbitrariamente negato che il suo stato di salute si era nettamente aggravato dopo il gennaio 2014 e che da allora egli era totalmente inabile al lavoro (cfr. consid. 5.2).
L'Alta Corte ha parzialmente accolto la censura dell'insorgente:
" 6.1. Pour fixer le revenu déterminant d'assurés partiellement invalides, les organes compétents en matière de prestations complémentaires doivent en principe s'en tenir à l'évaluation de l'invalidité par les organes de l'assurance-invalidité; leurs propres mesures d'instruction ne porteront que sur les causes de l'incapacité de gain qui sont étrangères à l'invalidité (ATF 117 V 202 consid. 2b p. 205; arrêt 8C_140/2008 du 25 février 2009, c. 8.2.2). Cependant, lorsqu'une modification de l'état de santé est alléguée après l'entrée en force de la décision de l'assurance-invalidité, mais avant la décision portant sur le droit aux prestations complémentaires, les organes compétents en matière de prestations complémentaires doivent se prononcer de manière autonome sur l'état de santé de l'assuré, en se fondant sur le degré de la vraisemblance prépondérante (arrêt 8C_172/2007 du 6 février 2008 consid. 7.2).
6.2. En l'espèce, une modification des circonstances est intervenue depuis le moment où les organes de l'assurance-invalidité se sont prononcés pour la dernière fois. Dans l'arrêt qu'elle a rendu ce jour et aux considérants duquel il peut être renvoyé (9C_825/2018), la Cour de céans a en effet partiellement admis le recours formé par l'assuré contre le jugement cantonal rendu le 29 octobre 2018 dans le cadre de la procédure en matière d'assurance-invalidité. Elle a jugé qu'en niant que le recourant eût rendu vraisemblable une aggravation déterminante de son état de santé somatique depuis la décision de l'office AI du 26 août 2013, la juridiction cantonale avait établi les faits de manière manifestement inexacte. Elle a cependant retenu qu'il n'était pas possible en l'état du dossier de déterminer l'incidence de l'aggravation de l'état de santé somatique de l'assuré sur sa capacité de travail. Partant, le Tribunal fédéral a annulé le jugement cantonal du 29 octobre 2018, ainsi que la décision de l'office AI du 27 février 2018 et renvoyé la cause à ce dernier pour la mise en oeuvre d'une expertise complémentaire quant aux effets de l'aggravation de l'état de santé. Cela signifie, pour la présente procédure, qu'une aggravation de l'état de santé du recourant ne pouvait pas d'emblée être niée par la juridiction cantonale sans faire preuve d'arbitraire. Un revenu hypothétique ne pouvait donc pas être pris en considération dans le calcul des prestations complémentaires, à titre de revenu déterminant de l'activité lucrative, sans que soit au préalable clarifiée la situation du recourant sur le plan médical.".
Il Tribunale federale ha quindi rinviato la causa alla Cassa affinché esaminasse il peggioramento dello stato di salute somatico dell'assicurato sulla sua capacità di lavoro, se del caso rifacendosi agli accertamenti che l'Ufficio AI doveva attuare e poi stabilisse se un reddito ipotetico potesse essere computato nel calcolo delle prestazioni complementari (cfr. consid. 7).
Circa la presa in considerazione del reddito ipotetico del coniuge, cfr. STF 9C_357/2023 del 17 agosto 2023 e 9C_217/2023 del 30 maggio 2023 (consid. 6.2.2: “Nach der Rechtsprechung besteht eine natürliche Vermutung dafür, dass ein Ehegatte seine Erwerbsfähigkeit tatsächlich verwerten kann (Urteil 9C_759/2017 vom 29. November 2017 E. 2.2; CARIGIET/KOCH, a.a.O., S. 223 N. 566). Es ist grundsätzlich nicht möglich, sie mit dem Hinweis auf mangelnde Sprachkenntnisse und fehlende Arbeitserfahrung umzustossen, zumindest nicht in Bezug auf eine Hilfstätigkeit (vgl. SVR 2016 EL Nr. 1 S. 1, 9C_265/2015 E. 3.3.2; Urteile 9C_426/2021 vom 29. November 2021 E. 3.1; 9C_316/2018 vom 24. August 2018 E. 5.1; 8C_380/2008 vom 17. September 2008 E. 5.1). Der Nachweis der Unverwertbarkeit setzt in der Regel erfolglos gebliebene Arbeitsbemühungen voraus (Urteil 9C_426/2021 vom 29. November 2021 E. 3.1). Er ist gelungen, wenn mit überwiegender Wahrscheinlichkeit feststeht, dass die Erwerbsfähigkeit nicht umgesetzt werden kann (Urteil 9C_376/2021 vom 19. Januar 2022 E. 2.2.1).”.
2.7. Sul tema del reddito conseguito dalle persone invalide si è pronunciato anche l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali con le Direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (DPC), valide dal 1° aprile 2011, stato al 1° gennaio 2022, che concretizzano le norme e la giurisprudenza esposte.
Giusta il N. 3424.01 DPC, per principio, alle persone parzialmente invalide è computato come reddito da attività lucrativa l'importo effettivamente guadagnato nel periodo determinante. I N. 3421.05 segg. sono applicabili per analogia.
Per il N. 3424.02 DPC, alle persone parzialmente invalide di età inferiore ai 60 anni va tuttavia computato un reddito da attività lucrativa netto minimo, graduato secondo il grado d'invalidità, come dalla tabella prevista all'art. 14a OPC-AVS/AI. Da questo reddito da attività lucrativa netto vanno dedotte la franchigia di cui al N. 3421.09 e, se del caso, le spese per la custodia dei figli che hanno compiuto gli 11 anni di età, conformemente al secondo periodo del N. 3421.05; l'importo rimanente è computato per due terzi.
Il N. 3424.03 DPC dispone che, di regola, gli importi indicati al N. 3424.02 non possono essere superati. In particolare, la procedura di fissazione del reddito ipotetico prevista dal N. 3521.04 non è loro applicabile (DTF 141 V 343).
Un reddito ipotetico superiore a quello indicato dal N. 3424.02 può essere computato nei seguenti casi (N. 3424.04 DPC):
– se il beneficiario PC rinuncia volontariamente a un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile;
– se il beneficiario PC rinuncia a un impiego che gli era stato destinato (STF 8C_655/2007 del 26 giugno 2008, consid. 6);
– se il beneficiario PC rifiuta di partecipare a dei provvedimenti d'integrazione (DTF 140 V 267).
Giusta il N. 3424.06 DPC, l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI si fonda sulla presunzione legale secondo cui una persona parzialmente invalida è in grado di conseguire il reddito minimo stabilito. L'assicurato può sottrarsi a tale presunzione legale dimostrando che motivi oggettivi e soggettivi estranei all'invalidità gli impediscono o gli rendono difficile il conseguimento di un reddito (DTF 115 V 88 = RCC 1990 pag. 157; RCC 1989 pag. 604).
Per il N. 3424.07 DPC, non è computato alcun reddito ipotetico, in particolare, se è adempiuta una delle condizioni seguenti:
– l'assicurato non trova lavoro nonostante sforzi sufficienti (questa condizione è considerata adempiuta, se egli si è iscritto presso l'URC per essere collocato e dimostra di aver compiuto sforzi sufficienti, sia a livello qualitativo che quantitativo, per trovare un posto di lavoro);
– l'assicurato percepisce indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione (STFA P 54/91 del 6 agosto 1992);
– il coniuge dell'assicurato dovrebbe essere collocato in un istituto se questi non gli prodigasse assistenza e cure (STFA P 49/98 del 13 settembre 1999);
– l'assicurato ha compiuto il 60° anno d'età.
Quando un assicurato cui è stato computato un reddito da attività lucrativa ipotetico conformemente all'articolo 14a OPC-AVS/AI compie il 60° anno d'età, il servizio PC deve procedere d'ufficio a una revisione giusta l'art. 17 cpv. 2 LPGA. Le PC sono adeguate a partire dal mese successivo al compimento del 60° anno d'età (N. 3424.08 DPC).
Giusta il N. 3424.09 DPC, se al momento della presentazione della richiesta di PC l'assicurato sostiene di non poter esercitare un'attività lucrativa o di non essere in grado di raggiungere l'importo limite, prima di emanare la decisione occorre verificare la correttezza di questa affermazione. All'assicurato può essere chiesto di dettagliarla e dimostrarla. Se l'assicurato non si esprime in tal senso, la decisione può essere presa senza ulteriori formalità (art. 42 LPGA).
A norma del N. 3424.10 DPC, se la rendita è sottoposta a revisione in seguito a una modifica notevole del grado d'invalidità (art. 17 cpv. 1 LPGA), le PC vanno adeguate (retroattivamente) a decorrere dal momento della modifica (STF 8C_574/2009 dell'8 giugno 2009; STFA P 43/05 del 25 ottobre 2006).
Infine, se le PC versate a un assicurato sono ridotte in seguito al computo di un reddito minimo ai sensi del N. 3424.02, giusta l'art. 25 cpv. 4 OPC-AVS/AI la riduzione prende effetto sei mesi dopo la notifica della decisione (v. N. 4130.05). La data determinante non è pertanto quella della decisione, ma quella della notifica. Il termine di sei mesi non si applica nei casi in cui le PC sono accordate retroattivamente (N. 3424.11 DPC).
2.8. In concreto questo Tribunale non può confermare la decisione su opposizione impugnata (cfr. anche STCA 33.2023.14 del 2 ottobre 2023 e STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019).
Infatti, con l’emissione del progetto di decisione dell’11 ottobre 2023, che riconosce alla moglie del ricorrente un diritto ad una rendita AI con grado d’invalidità del 59% dal 1° febbraio 2022, è emerso che le condizioni di salute di __________ sono peggiorate al punto da metterla nelle condizioni di ottenere una prestazione dall’AI con diritto al versamento dal 1° luglio 2022, ossia precedentemente alla modifica del calcolo delle prestazioni complementari in esame (decisione su opposizione del 15 marzo 2023 con modifica del calcolo dal 1° agosto 2023).
Va qui rammentato che per costante giurisprudenza il periodo temporale del controllo giudiziario è limitato, in linea di principio, al complesso dei fatti che si è verificato fino all’emissione della decisione (su opposizione) contestata (STF 8C_323/2023, 8C_324/2023, 8C_325/2023 del 17 ottobre 2023, consid. 8.3 con rinvio a DTF 148 V 21, consid. 5.3; 143 V 409, consid. 2.1; 131 V 242, consid. 2.1; 121 V 362, consid. 1b); tuttavia l’autorità è tenuta ad includere nella propria valutazione i mezzi di prova successivi, nella misura in cui questi consentono di trarre delle conclusioni retrospettive sulla situazione esistente al momento del termine della procedura amministrativa (STF 8C_323/2023, 8C_324/2023, 8C_325/2023 del 17 ottobre 2023, consid. 8.3 con rinvio alla DTF 121 V 362 consid. 1b; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021, consid. 4.1).
Ai fini del presente procedimento, ciò significa che il calcolo delle prestazioni complementari effettuato dalla Cassa non può essere confermato. Da una parte deve essere tenuto conto della rendita cui avrà diritto la moglie del ricorrente. D’altra parte la Cassa dovrà rivalutare se e in quale misura prendere in considerazione un reddito ipotetico (cfr. scritto della Cassa del 20 ottobre 2023, doc. XXI e scritto del ricorrente del 2 novembre 2023 secondo cui sua moglie si iscriverà all’URC, doc. XXIII).
Stando così le cose, considerato che l’assicurato è stato reso attento di una possibile reformatio in peius e non ha ritirato il ricorso, gli atti devono essere rinviati alla Cassa per un ricalcolo della prestazione non appena sarà stata emessa la decisione dell’Ufficio AI (cfr. anche STCA 33.2023.14 del 2 ottobre 2023 e STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019).
2.9. Con il ricorso l'insorgente ha postulato di essere messo al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.
Visto l'esito favorevole del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria: DTF 141 V 281 consid. 11.1; STF 8C_717/2022 del 7 giugno 2023, consid. 12; STF 9C_659/2021 del 5 settembre 2022, consid. 6; STF 9C_613/2019 del 7 maggio 2021; STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018, consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid. 7.1) l'assicurato, patrocinato da una legale, ha diritto al versamento di ripetibili da parte della Cassa (art. 61 lett. g LPGA).
In virtù della costante giurisprudenza federale, l'assegnazione di ripetibili rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124 V 309 consid. 6; STF 8C_32/2012 del 14 maggio 2012; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012; STCA 33.2021.19 del 28 novembre 2022; STCA 33.2021.14 del 14 marzo 2022; STCA 33.2019.13 del 21 ottobre 2019).
Portando il ricorso sulla richiesta di prestazioni complementari, il legislatore non ha previsto di prelevare delle spese (art. 61 lett. fbis LPGA).
Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.
§ La decisione su opposizione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa cantonale di compensazione per un nuovo calcolo delle prestazioni.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. La Cassa cantonale di compensazione verserà a RI 1 fr. 2’500 di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti