Raccomandata

 

 

Incarto n.
34.2007.10

 

BS/ll

Lugano

26 settembre 2007

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il vicepresidente

del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

 

con redattore:

Marco Bischof, vicecancelliere

 

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

statuendo sulla petizione del 30 gennaio 2007 di

 

 

AT 1

 

 

contro

 

 

 

CV 1

rappr. da: RA 1

 

in materia di previdenza professionale

 

 

ritenuto,           in fatto

 

                               1.1.   AT 1, classe __________, dal 1° aprile 1999 ha diritto ad una pensione d’invalidità del 100% erogata dalla Cassa CV 1 (in seguito: Cassa), presso la quale, tramite il datore di lavoro (__________), è stato assicurato ai fini previdenziali (doc. 2). Contestualmente egli beneficia di una rendita intera da parte dell’AI.

 

                                         Con lettera 10 ottobre 2000 l’assicurato comunicava alla Cassa di aver contratto matrimonio in data 25 agosto 2000 (doc. 4). Il cambiamento di stato civile ha comportato il riconoscimento da parte dell’AI, in applicazione delle norme allora in vigore (art. 34 vLAI), di una rendita complementare (per la moglie) che non ha comportato alcuna modifica della pensione d’invalidità LPP.

                               1.2.   Il 2 aprile 2002 l’assicurato ha annunciato alla Cassa la nascita del figlio __________ (doc. 5). Questa nuova modifica della situazione familiare ha portato la Cassa ad esaminare, da una parte, il diritto ad ulteriori prestazioni del secondo pilastro, dall’altra, l’eventuale esistenza di un caso di sovrassicurazione dovuto al cumulo delle prestazioni LPP e AI.

 

                                         Con scritto 3 maggio 2002 l’istituto previdenziale oltre che comunicare l’ammontare delle pensione mensile d’invalidità per fr. 2'465,85, ha informato l’assicurato circa il suo diritto a percepire una rendita per il figlio appena nato, pari a fr. 411.-- mensili. Appurata tuttavia una situazione di sovrassicurazione, contestualmente gli è stata comunicata una riduzione mensile delle prestazioni LPP di complessivi fr. 514,65 (riduzione di fr. 441,10 della pensione d’invalidità e di fr. 73,55 della pensione per figlio) (doc. 6).

 

                               1.3.   A seguito di un’esplicita richiesta da parte dell’assicurato, con scritto 30 maggio 2005 la Cassa gli ha spiegato dettagliatamente il calcolo della sovrassicurazione (doc. 7).

                                        

                                         Con lettera 14 agosto 2006 l’assicurato ha contestato la riduzione, in particolare l’inclusione, nel calcolo della sovrassicurazione, della rendita AI per figlio (doc.8). In risposta, il 20 giugno 2006 la Cassa, spiegando le norme e la giurisprudenza applicabili al caso concreto, ha confermato il conteggio e la riduzione operata (doc. 9).

 

                               1.4.   L’assicurato ha annunciato alla Cassa la nascita della figlia __________, avvenuta il 17 novembre 2006. Tenuto conto della nuova composizione familiare e dell’assegnazione da parte dell’AI di un’altra rendita per figli, la Cassa ha proceduto nuovamente al calcolo del sovraindennizzo.

 

                                         Con lettera 4 dicembre 2006 l’istituto di previdenza ha informato l’assicurato del diritto a percepire una rendita anche per la figlia __________ e della riduzione operata sulle prestazioni previdenziali di complessivi fr. 1'593,80 mensili (doc. 12).

 

                                         Rispondendo all’allora rappresentante dell’assicurato, con lettera 11 dicembre 2006 la Cassa ha fatto presente che il guadagno presumibilmente perso, alla base del calcolo della sovrassicurazione, è stato determinato in base ai salari riconosciuti dalle __________ e di aver esaminato un’eventuale sovraindennizzo a seguito della nascita dei due figli (doc. 15).

                               1.5.   Con la presente petizione, AT 1 ha chiesto l’annullamento delle riduzioni delle prestazioni operate dalla Cassa.

 

                                         Innanzitutto egli sostiene che quale reddito presumibile perso debba essere tenuto conto di un importo di fr. 72'279.-- in luogo dei fr. 69'971.-- considerati dalla Cassa, assegni per figli esclusi, poiché :

 

"  (…)

L'invalidità è stata costatata allorquando l'assicurato aveva poco più che 40 anni. In questa fascia di età, le possibilità di carriera sono maggiormente aperte con conseguenti miglioramenti salariali.

 

La funzione esercitata dall'assicurato, quale elettronico, gli avrebbe permesso di raggiungere, secondo la scala dei salari 1999, la classe 12; corrispondente alla classe 9, secondo la scala dei salari 2006. "(doc. I)

 

                                         L’attore contesta inoltre l’inclusione nel calcolo del sovraindennizzo della rendita per la moglie e per i figli dell’AI, evidenziando:

 

"  (…)

La fattispecie, pone la questione a sapere se le rendite completive per i figli debbano essere sommate alla rendita AI del beneficiario, ritenuto che il Regolamento non include espressamente questa prestazione.

 

Per quanto concerne la rendita completava per la moglie, l'assicurato rileva in ambito previdenziale, nessuna rendita per la moglie è prevista dalle disposizioni legali. Contrariamente all'assicurazione invalidità, che - per legge - dispone che con il diritto alla rendita si integra anche una rendita completava per la moglie. In applicazione del principio della congruenza delle prestazioni per la loro natura e scopo, conteggiare questa prestazione risulta incongruente. "(doc. I)

 

 

                               1.6.   Con la risposta di causa la Cassa ha invece postulato la reiezione della petizione, con la condanna dell’attore al versamento delle spese procedurali (doc. V).

                                         Delle singole argomentazioni verrà detto, se occorre, nei considerandi di diritto.

 

                               1.7.   Il 3 marzo 2007 l’attore, presentando le osservazioni in merito alla risposta di causa, ha ribadito la propria tesi (doc. VII), alle quali la Cassa, con scritto 30 aprile 2007, ha risposto confermando la propria posizione (doc. XI).

 

                                         Infine, il 12 maggio 2007 l’attore ha nuovamente confermato quanto esposto nella petizione (XIII).

 

 

considerando,                in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto di verifica giudiziale è il calcolo della sovrassicurazione, rispettivamente le riduzioni delle pensioni d’invalidità operate dalla Cassa.

 

                                         Trattandosi di una controversia tra un istituto di previdenza ed un avente diritto, è data la competenza dello scrivente Tribunale ai sensi dell’art. 73 LPP in relazione all’art. 8 LALPP (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con riferimenti).

 

                               2.3.   L’art. 34a LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003 (che corrisponde al vecchio art. 34 LPP [DTF 131 V 78]) e rimasto invariato a seguito della prima revisione della LPP (entrata in vigore il 1° gennaio 2005), stabilisce che il Consiglio federale emana prescrizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni (cpv. 1). Se vi è concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’articolo 66 capoverso 2 LPGA. Le prestazioni della presente legge non possono essere ridotte se l’assicurazione militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di prestazioni previdenziali insufficienti giusta l’articolo 54 LAM (cpv. 2).

 

                                         Secondo l’art. 66 cpv. 1 LPGA, le rendita e le indennità in capitale delle varie assicurazioni sono comulabili, salvo nei casi di sovraindennizzo. Le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine (cpv. 2): dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione per l’invalidità (lett. a), dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni (lett. b); dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità secondo la LPP (lett. c).

                                         In base alla delega di cui all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha promulgato l’art. 24 OPP 2 che, nel versione dal 1° gennaio 2005, ha il seguente tenore (sottolineatura del redattore):

 

"  1 L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.

 
2
 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito da beneficiari di prestazioni d’invalidità.


3
 I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.


4
 L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili.

 
5
 L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante."

 

                                         Va qui rilevato che l’entrata in vigore della LPGA (1° gennaio 2003) e della 1° revisione della LPP (1° gennaio 2005) non hanno determinato alcuna modifica della situazione giuridica per quanto concerne la regolamentazione del sovraindennizzo (DTF 130 V 78), motivo per cui si può far riferimento alla giurisprudenza resa antecedente.

                                         In tal senso va fatto presente che l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 é stato dichiarato conforme alla legge dal TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 seg. consid. 6b).                                           

                               2.4.   Nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 128 V 248 consid. 3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, Zurigo 2005, pag. 346). Se le norme regolamentari sono contrarie alle disposizioni legali, essa si applica solo alla prestazione più estesa ed in quel caso è necessario procedere ad un calcolo separato e comparativo del sovrindennizzo. Qualora la prestazione ridotta calcolata secondo il regolamento dovesse risultare inferiore a quella determinata secondo le disposizioni di legge, l’assicurato ha comunque diritto a quella della previdenza obbligatoria, in caso contrario gli viene versata la prestazione regolamentare (SVR 2000 BVG no. 6 pag. 31s; cfr. anche STFA inedita 29 marzo 2004 nella causa U, B 74/03, consid. 3.3.3 in fine, dove ha applicato tale principio non solo alla rendite ma anche in caso di versamento in capitale in luogo della rendita).

 

                                         Al riguardo va infatti ricordato che, ai sensi dell'art. 6 LPP, la seconda parte della relativa legge contiene delle disposizioni minime con cui il legislatore ha voluto assicurare un ordinamento sociale minimo.

                                         Accordi più sfavorevoli pattuiti tra aventi diritto e Istituto di previdenza sono nulli (art. 20 CO) e vengono sostituiti dalle disposizioni della LPP. Norme a favore dell’assicurato sono per contro valide (cosiddetto “Günstigkeitsprinzip”, cfr. Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Berna 1989 p. 247; Riemer, Verhältnis des BVG zu anderen Sozialversicherungszweigen und zum Haftpflichtrecht, SZS 1987, p. 123/124). Con l’introduzione di questo principio il legislatore ha inteso tutelare la libertà contrattuale individuale nella previdenza professionale, per quanto ciò risulti compatibile con il mantenimento di un livello di vita adeguato.

 

                                         Nel caso in esame, l’art. 13 del Regolamento della Cassa, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2001, applicabile alla fattispecie in esame, disciplina la sovrassicurazione:

 

"  (…)

Le prestazioni d'invalidità e ai superstiti della Cassa pensioni vengono ridotte, se insieme a prestazioni di terzi, esse comportano un  reddito sostitutivo superiore al 90% del salario che presumibilmente viene a mancare.

 

Sono considerate prestazioni di terzi:

a.       le prestazioni dell'AVS;

b.       le prestazioni dell'AI

c.        le prestazioni dell'Assicurazione militare;

d.       le prestazioni dei relative assicurazioni sociali estere;

e.       Leistungen aus entsprechenden ausländischen Sozialversicherungen;

f.         le prestazioni sociali finanziate dal datore di lavoro, fatta riserva delle liquidazioni in capitale in seguito a infortunio professionale.

g.       le prestazioni di altri istituti di previdenza;

h.       il reddito da attività lucrativa di un invalido parziale;

i.         il reddito da attività lucrativa di un membro invalido totale, sempre che tale reddito superi l'importo della rendita massima dell'AVS.

 

Per il conteggio del sovaindennizzo, le prestazioni in capitale sono commutate in pensioni. Non si considerano le pensioni per indigenti  e d'integrità. Le prestazioni al/alla coniuge sopravvissuto/a e agli orfani sono cumulate. (…)." (doc. E)

 

                                         Dal tenore del citato articolo si evince che la regolamentazione sulla sovrassicurazione, per le prestazioni sovraobbligatorie, corrisponde a quella dell’art. 28 OPP 2 che concerne le previdenza obbligatoria.

 

                               2.5.   Nell’evenienza concreta, oggetto del contendere è la riduzione delle prestazioni previdenziali, a seguito del calcolo di sovraindennizzo operato dalla Cassa in occasione della nascita dei figli __________ e __________. Incontestato è il fatto che il matrimonio dell’assicurato ed il riconoscimento da parte della dell’AI di una rendita complementare per la moglie non hanno costituito motivo di riduzione delle prestazioni LPP, non essendo subentrato, con il cumulo delle rendite, un caso di sovraindennizzo.

 

                                         Va qui ricordato che la Cassa ha rettamente proceduto alla succitate due verifiche. Infatti, conformemente all'art. 24 cpv. 5 OPP 2 e secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; Tribunale federale, dal 1° gennaio 2007), il calcolo della sovrassicurazione può essere rivisto se la situazione (iniziale) si modifica in maniera importante, evenienza che si verifica allorquando la modifica di uno dei fattori posti alla base del calcolo della sovrassicurazione comporta una differenza pari almeno al 10% (DTF 123 V 193 seg. e DTF 123 V 204; cfr. anche DTF 125 V 164 consid. 3b, SVR 2000 BVG n. 6 pag. 32; cfr. Stauffer, Berufliche Vorsorge, Zurigo 2005, marg. 867, pag. 323).

 

                                         In casu, con la nascita del figlio __________ (2002), alla pensione d’invalidità LPP di fr. 2'465,85 si è aggiunta una rendita per figlio di fr. 411.--  (doc. 6); con la nascita della figlia __________ (2006) la pensione d’invalidità di fr. 2'500.-- e la rendita per il primo figlio di fr. 416,75 è stata maggiorata di una seconda rendita per figlio di fr. 416,75 (doc. 12). Essendo subentrata in entrambi i casi una modifica superiore del 10%, la Cassa ha rettamente proceduto alla verifica di un’eventuale sovrassicurazione.

 

                               2.6.   L’assicurato contesta il “guadagno presumibilmente perso” preso in considerazione dalla Cassa.

                            2.6.1.   Al riguardo occorre ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, con “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF 123 V 278 consid. 2b; 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 154 consid. 3c e dottrina ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; cfr. anche Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 347s).

                                         Il TFA ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno assicurato per il calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione infortuni, cioè il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno precedente l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30 settembre 1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).

 

                                         Per stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito percepito dal richiedente e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997 in re N.) e all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr. STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99; cfr. Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 349).

 

                                         Al reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non pubbl. consid. 3 citato in I. Vetter-Schreiber, Kinderzulagen als Lohnbestandteil, SPV 1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno presumibilmente perso sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali indennità concesse al lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA del 31 luglio 2000 in re F.C. non pubbl. consid. 2.10, 34.1998.51; del 24 luglio 2000 in re E.I. non pubbl. consid. 2.13, 34.1999.20;  del 21 agosto 1998 in re L.M non pubbl. consid. 2.13, 34.1997.45; del 30 settembre 1998 in re F.I. non pubbl. consid. 2.7, 34.1997.58).

 

                            2.6.2.   L’attore sostiene che, se non fosse rimasto invalido, nel 2006 avrebbe percepito un massimo di fr. 72'279.-- previsto per la classe salariale (LK: Lohnklasse) 8 (doc. S).

                                         La Cassa rileva invece che al momento del pensionamento anticipato (1999) l’assicurato aveva 42 anni ed era inquadrato nel massimo previsto dalla LK 10, la quale, a seguito del nuovo contratto collettivo __________ (in vigore dal 1° gennaio 2001) corrisponde all’attuale classe 7, pari a fr. 69'566.-- annui (doc. S).

                                        

                                         Come ricordato nella risposta di causa, nel concetto di “reddito presumibilmente perso” può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti professionali solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento iniziati oppure  accordi di riqualificazione professionale da parte del datore di lavoro (cfr. Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 349; vedi anche Stauffer, op. cit., marg. 862, pag. 321). Del resto, nell’assicurazione contro l’invalidità, nell’ambito della valutazione del reddito da valido, eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 p. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit., pag. 206-207). Degli indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti, quale la frequentazione di corsi, l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami (cfr. DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168 consid. 3b; STFA inedita 19 settembre 1996 in re M. [I 419/95]; STFA inedita 4 settembre 2002 in re L [M 8/01]).

 

                                         Nel caso in esame, l’attore non fornisce tuttavia alcun indizio concreto che possa permettere di considerare, senza il danno alla salute, un probabile avanzamento professionale. Il fatto che egli al momento del prepensionamento aveva 42 anni e che di conseguenza “le possibilità di carriera sono maggiormente aperte con conseguenti miglioramenti salariali” (cfr. petizione pag. 3) non è sufficiente per ammettere un salario superiore.

 

                                         La convenuta ha pertanto tenuto conto del salario massimo previsto per la classe di stipendio 7. Nel conteggio del sovraindennizzo, valido dal 1° marzo 2002 (nascita del primo figlio dell’assicurato), il presunto mancato guadagno è stato rettamente fissato a fr. 75'575,80, composto dal salario massimo per la classe 7 di fr. 68'987.-- (stato 2002; doc. O), dal supplemento locale di fr. 2'214.--, dall’assegno familiare per un figlio a carico di fr. 3'799,80 e dal premio di fedeltà di       fr. 575.--. Per il calcolo della sovrassicurazione, valido dal 1° novembre 2006 (nascita della secondo figlio), il salario presumibilmente perso ammonta a complessivi fr. 79’651.--, così suddiviso: salario massimo della scala 7 (fr. 69'971.--; doc. S [la Cassa ha preso il dato salariale del 2004, più favorevole di quello per il 2006]), supplemento locale (fr. 2'214.--), assegni familiari per due figli a carico (fr. 6'300.--) e premio di fedeltà (fr. 1'166.--).

 

                               2.7.   L’attore contesta l’inclusione nel calcolo della sovrassicurazione, quali prestazioni di reddito da terzi, la rendita completiva per la moglie e le rendite per figli erogate dall’AI, non essendo data la congruenza con la pensione d’invalidità del secondo pilastro.

 

                            2.7.1.   Come detto, l’art. 28 cpv. 2 OPP 2 dispone che sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante”. In tal modo, il Consiglio federale ha esplicitamente ancorato il cosiddetto principio della congruenza sotto l’aspetto materiale, temporale, personale e dell’evento scatenante (DTF 124 V 282 consid. 2a; cfr. DTF 126 V 475 consid. 6c). Concretamente sono quindi da coordinare tutte le prestazioni (rendite, indennità giornaliere o indennità in capitale) derivanti dall’incapacità al guadagno. Sono conteggiabili, in particolare con la modifica al 1° gennaio 2005 dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, anche i redditi derivanti dalla residua capacità lavorativa rispettivamente i relativi redditi sostitutivi (quali indennità di disoccupazione), come pure, a determinate condizioni, anche il reddito ipotetico da invalido stabilito dall’AI. Non computabili sono invece le indennità da torto morale e grande invalidità, come pure prestazioni da contratti assicurativi individuali, rendite per coniugi e per orfani dell’assicurazione militare in caso di prestazioni previdenziali insufficienti ai sensi dei combinati art. 54 e 79 LAM (cfr. al riguardo e per dettagli: Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 353, con riferimenti; cfr anche Stauffer, op. cit. marg. 870 s., pag. 324 s.).

 

                            2.7.2.   Nella risposta di causa la convenuta ha giustamente rilevato che, conformemente la giurisprudenza del TFA, le rendite complementari AI per il coniuge (soppresse con la 4a revisione dell’AI, entrata in vigore il 1° gennaio 2004) e per i figli devono essere computate nel conteggio del sovraindennizzo (DTF 126 V 468 ss.). La Cassa ha parimenti correttamente spiegato il ragionamento della nostra Massima Istanza nel ritenere la rendita complementare per la moglie AI, inclusa quella per il figlio, come prestazione “dello stesso tipo e finalità” in rapporto alle prestazioni d’invalidità del secondo pilastro (cfr. DTF 126 V 475 consid. 6c); a tale esposizione va fatto riferimento.

 

                                         Il convenuto rileva che l’art. 13 cpv. 2 del regolamento della Cassa non menziona espressamente la rendita complementare per la moglie e le rendita per figli dell’AI (sono comunque citate “le prestazioni dell’AI”, quali prestazioni di terzi da includere nel calcolo della sovrassicurazione). Questa circostanza non modifica nulla nella sostanza, avendo infatti, come detto, nella sentenza DTF 126 V 468 il Tribunale federale riconosciuto, nell’ambito della previdenza obbligatoria, la congruenza funzionale e materiale tra le rendite complementari (sia dell’AI che dell’AVS) e quelle della LPP. Quanto si applica nell’ambito delle prestazioni obbligatorie, tanto riguarda anche le prestazioni sovraobbligatorie. Del resto, giustamente la Cassa ha evidenziato che la rendita per consorte e per figli dell’AI, strettamente collegate alla rendita del beneficiario principale, servono a coprire le perdita di reddito causata dalla disabilità dell’avente diritto e tengono conto del fabbisogno dovuto all’ampliamento familiare, ragione per cui si tratta di redditi sostitutivi e quindi conteggiabili.

 

                                         In conclusione, rettamente la Cassa ha considerato quali redditi conteggiabili le rendite AI per la moglie e per i figli dell’assicurato.

 

                               2.8.   Premesso quanto sopra, dal calcolo relativo alla sovrassicurazione, valido dal 1° marzo 2002 ed allestito a seguito della nascita del figlio __________ (doc. 7), si evince che le prestazioni AI e LPP (fr. 74'194,20) superano il 90% del guadagno presumibilmente perso (fr. 68'018,20; 90% di fr. 75'575,80) di fr. 6'176.--. Di conseguenza, la Cassa ha rettamente ridotto la prestazioni mensili del secondo pilastro di fr. 514,65 (6'176:12), suddiviso tra rendita di pensione d’invalidità (fr. 441.--) e pensione per figlio (fr. 73,55). L’assicurato ha quindi diritto a fr. 2'362,20 di prestazioni ridotte (fr. 2'876,85 – 514,65), così come si evince dall’avviso di rendita 3 maggio 2002 (doc. 6).

 

                                         Infine, dal conteggio allestito dalla Cassa in occasione della nascita della figlia __________ (doc. 22), valido dal 1° novembre 2006, risulta che le prestazioni AI ed LPP (fr. 92'567,40) superano il 90% del guadagno presumibilmente perso             (fr. 71’685.--; 90% di fr. 79'651.--) di fr 20’881,80. Quindi la convenuta giustamente ha ridotto la prestazioni mensili del secondo pilastro di fr. 1'740,15 (20’881,80:12), suddiviso tra rendita di pensione d’invalidità (fr. 1'305,15.--) e pensione per due figli (fr. 435.--). L’assicurato ha pertanto diritto ad una pensione d’invalidità e per figli di 1'593.-- (fr. 3'333,15 – 1'740,15), come figura nell’avviso di rendita 4 dicembre 2006 (doc. 12).

 

                                         Vero che alla nascita di ogni figlio la pensione d’invalidità e la pensione per figli sono state ridotte. Tuttavia, va ricordato che senza queste riduzioni, previste dalla legge, l’assicurato avrebbe percepito delle prestazioni maggiori di quanto avrebbe guadagnato senza l’evento invalidante, ciò che contravviene al principio della sovrassicurazione, principio cardine dell’assicurazioni sociali.

 

                                         In conclusione, con riferimento a quanto detto sopra, la Cassa ha rettamente proceduto alla riduzione, a seguito di sovraindennizzo, delle prestazioni previdenziali. La petizione dev’essere di conseguenza respinta.

 

 

                               2.9.   Essendo la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20 cpv. 1 LPTCA), contrariamente a quanto postulato dalla convenuta, all’attore, sebbene soccombente, non sono accollate tasse e spese di giustizia.

 

                                         Nessuna indennità per ripetibili è di regola assegnata dalle autorità vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per gli istituto di previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).

                                         Ne consegue che alla Cassa pensioni convenuta, benché vincente, non sono assegnate ripetibili.

 

                                     

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   La petizione è respinta.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.                     

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente                                                     Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio Zocchetti