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Raccomandata |
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Incarto n.
mm/DC |
Lugano
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In nome |
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Il Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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composto dei giudici: |
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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redattore: |
Maurizio Macchi, vicecancelliere |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
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statuendo sul ricorso del 7 novembre 2006 di
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1. RI 1 2. RI 2
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contro |
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la decisione su opposizione del 4 luglio 2006 emanata da |
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CO 1
in materia di assicurazione contro gli infortuni |
ritenuto, in fatto
1.1. In data 10 luglio 2004, __________, di professione segretaria di studio medico e assicurata contro gli infortuni presso la CO 1, è deceduta a causa del dissanguamento provocato da una ferita da coltello all’addome.
1.2. Esperiti gli accertamenti del caso, tenuto conto segnatamente degli esiti dell’inchiesta penale che era stata nel frattempo avviata nei confronti di tale __________, amico della defunta, l’assicuratore infortuni, con decisione formale del 22 marzo 2005, ha negato il proprio obbligo a prestazioni in relazione al decesso dell’assicurata, ritenendo che quest’ultima si fosse procurata intenzionalmente il danno alla salute.
A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto degli eredi della defunta assicurata (doc. A 4), l’amministrazione, in data 4 luglio 2006, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. A 2).
1.3. Con tempestivo ricorso del 7 novembre 2006 – redatto in tedesco e tradotto in lingua italiana a seguito del decreto 9 novembre 2006 di questa Corte (doc. II) -, RI 1 e RI 2, rispettivamente, marito e figlio dell’assicurata, sempre patrocinati dall’avv. RA 1, hanno chiesto, in particolare, che la CO 1 venga condannata a riconoscere loro delle rendite per superstiti (doc. V, p. 2).
1.4. La CO 1, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).
1.5. Nel corso del mese di febbraio 2007, questa Corte ha interpellato l’assicuratore infortuni convenuto, il quale è stato invitato a spiegare le ragioni per cui nei rimedi di diritto della decisione su opposizione impugnata è stata indicata la competenza del tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, quindi del Cantone di domicilio degli eredi (doc. IX).
La sua risposta è pervenuta il 21 febbraio 2007 (doc. X).
I ricorrenti hanno preso posizione in merito il 2 marzo 2007 (doc. XII).
1.6. L’8 marzo 2007 il TCA ha preso contatto con l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), al quale è stato chiesto un parere riguardo all’applicabilità dell’art. 58 cpv. 1 LPGA, alla luce della giurisprudenza elaborata dal TFA in relazione all’art. 107 cpv. 2 vLAINF (doc. XIII).
La risposta dell’UFSP è datata 11 maggio 2007 (doc. XIV).
Le parti hanno potuto prendere posizione in merito (doc. XV).
in diritto
In ordine
2.1. Questa Corte deve preliminarmente esaminare la propria competenza ratione loci.
La competenza territoriale, così come quella materiale, è un presupposto processuale che deve essere verificato d’ufficio (DTF 119 V 68 consid. 2a).
Nel caso in cui il tribunale delle assicurazioni sociali constati la propria incompetenza, trasmette d’ufficio il ricorso all’autorità competente (cfr. art. 58 cpv. 3 LPGA).
2.2. Secondo l’art. 56 cpv. 1 LPGA, le decisioni su opposizione e quelle contro cui un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso.
L’art. 57 LPGA recita che ogni Cantone istituisce un tribunale delle assicurazioni per giudicare come istanza unica i ricorsi in materia di assicurazioni sociali.
Giusta l’art. 58 cpv. 1 LPGA, é competente il tribunale delle assicurazioni del Cantone dove l’assicurato o il terzo è domiciliato nel momento in cui interpone ricorso.
Il capoverso 2 prevede che se l’assicurato o il terzo è domiciliato all’estero, è competente il tribunale delle assicurazioni del Cantone dell’ultimo domicilio o in cui il suo ultimo datore di lavoro aveva domicilio; se non è possibile determinare alcuna di queste località, la competenza spetta al tribunale delle assicurazioni del Cantone in cui ha sede l’organo d’esecuzione.
2.3. Nella concreta evenienza, dagli atti di causa emerge che l’assicurata defunta era domiciliata a __________, quindi nel Cantone di __________ (cfr., ad esempio, il doc. A 12/1), mentre che i superstiti, al momento dell’inoltro del ricorso, avevano già trasferito il loro domicilio nel Cantone Ticino.
Si pone pertanto la questione di sapere se lo scrivente Tribunale delle assicurazioni è competente in ragione del territorio. In particolare, si tratta di decidere se RI 1 e RI 2, superstiti della defunta assicurata, possono essere considerati quali “assicurati”, rispettivamente, quali “terzi” ai sensi dell’art. 58 cpv. 1 LPGA, oppure no.
2.4. Nonostante che il coniuge superstite e il figlio beneficino di un diritto autonomo alle rendite per i superstiti (cfr., in proposito, gli artt. 29 cpv. 1 e 30 cpv. 1 LAINF), tale diritto trae la propria origine dal rapporto assicurativo che legava la fu __________ all’assicuratore infortuni convenuto (cfr. art. 28 LAINF: “Il coniuge superstite ed i figli hanno diritto a rendite per i superstiti se l’assicurato muore in seguito ad infortunio.”).
Pertanto, i superstiti non hanno la qualità di assicurati ai sensi del Titolo primo della LAINF.
L’Alta Corte federale ha, del resto, deciso in questo senso in una sentenza del 3 dicembre 1999, pubblicata in SVR 2001 UV n. 18, p. 67s. consid. 4b.
2.5. Non rimane quindi che da chiarire se gli insorgenti possono essere ritenuti “terzi” ai sensi dell’art. 58 cpv. 1 LPGA.
Questo Tribunale osserva che, allorquando era ancora in vigore l’art. 107 cpv. 2 vLAINF, disposizione - abrogata con l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA -, che attribuiva la competenza al tribunale delle assicurazioni del Cantone di domicilio dell’interessato, il TFA (TF, a far tempo dal 1° gennaio 2007) ha avuto occasione di pronunciarsi in merito al foro competente in materia di ricorso contro una decisione su opposizione.
Nella DTF 124 V 310 (= SVR 2001 UV n. 10, p. 37ss.) - concernente il ricorso interposto da un assicuratore contro le malattie con sede nel Canton Zurigo contro la decisione su opposizione emanata dall’INSAI in relazione al caso d’infortunio di un assicurato domiciliato nel Canton Turgovia -, la nostra Corte federale, tenuto conto della genesi dell’art. 107 cpv. 2 vLAINF e non da ultimo in ragione del rischio di avere pendenti una pluralità di processi (con il conseguente pericolo che vengano emanati dei giudizi contradditori), si era espressa a favore di un foro unitario con punto di connessione al domicilio della persona assicurata.
Pertanto, in base alla giurisprudenza qui in questione, per “interessato” ai sensi dell’art. 107 cpv. 2 vLAINF si doveva intendere unicamente la persona il cui diritto a prestazioni assicurative o la cui qualità di assicurato sono litigiosi:
" bb) Bei näherem Hinsehen führt bereits die Verwendung der weiteren Begriffe "Wohnsitz" und "sein letzter schweizerischer Arbeitgeber" in Art. 107 Abs. 2 Satz 2 UVG zum Ergebnis, dass eine Ausweitung des Anknüpfungstatbestandes auf andere Beteiligte nicht der Absicht des Gesetzgebers entsprach. Diese Wortwahl ist nämlich klar auf die natürliche Person zugeschnitten, um deren Versicherungsleistungen es geht oder deren Versicherteneigenschaft streitig ist. Dies bedeutet, dass der Gesetzgeber einen einheitlichen Gerichtsstand mit dem Anknüpfungspunkt des Wohnsitzes der versicherten Person schaffen wollte. Damit wird auch dem Gedanken Rechnung getragen, dass sich sinnvollerweise diejenigen Gerichte mit einer Streitigkeit befassen sollen, die dem zu beurteilenden Sachverhalt räumlich am nächsten stehen (BGE 123 III 91 Erw. 3b mit Hinweisen). Im Bereiche der Unfallversicherung ist dies das Gericht am Wohnsitz der versicherten Person. Das gleiche muss gelten, wenn diese nicht Beschwerde erhebt, sondern allein ein anderer Versicherer. Dies um so mehr, als derart gefällte Entscheide auch für die versicherte Person Rechtswirkung entfalten (Art. 129 Abs. 2 Satz 3 UVV).
c) Zum gleichen Ergebnis führt die Berücksichtigung der Entstehungsgeschichte der fraglichen Gerichtsstandsbestimmung. Dem Bericht der Expertenkommission für die Revision der Unfallversicherung vom 14. September 1973 kann entnommen werden, dass die Kommission für Versicherte mit Wohnsitz in der Schweiz in erster Instanz die Zuständigkeit des Versicherungsgerichts jenes Kantons vorschlug, in dem der Beschwerdeführer bei Erlass der angefochtenen Verfügung seinen Wohnsitz hat (S. 159 und 216 des Expertenberichts). Es wird damit unmissverständlich Bezug auf die natürliche Person genommen, um deren Versicherungsleistungen es geht oder deren Versicherteneigenschaft streitig ist. Im Vordergrund stand damit der in Erw. 6b/bb erwähnte Gedanke der räumlichen Nähe. Es sollte zudem ein einheitlicher Gerichtsstand geschaffen werden, was sich insbesondere auch daraus ergibt, dass der bisherige Wahlgerichtsstand (Wohnsitz des Klägers oder Sitz der Anstalt [SUVA]; Art. 120 Abs. 2 KUVG) fallengelassen werden sollte. Dies einerseits wegen Überlastung des Versicherungsgerichts des Kantons Luzern (Sitz der SUVA) und andererseits wegen des Nachteils für den Versicherten, die örtlichen Verhältnisse nicht zu kennen und die Verhandlungen in einer Sprache führen zu müssen, welche er nicht versteht (S. 158 des Expertenberichts). In der Botschaft zum Bundesgesetz über die Unfallversicherung vom 18. August 1976 (BBl 1976 III 141; Separatausgabe S. 38 f. und 86) werden zur Neuordnung der Zuständigkeit im wesentlichen die Argumentation und die Vorschläge der Expertenkommission übernommen. Art. 107 Abs. 2 des Entwurfs deckt sich denn auch inhaltlich mit dem Vorschlag der Expertenkommission. Der in der Botschaft vorgeschlagene Gesetzestext zu Art. 107 UVG fand in der parlamentarischen Beratung oppositionslos Zustimmung und wurde nur insoweit redaktionell abgeändert, als in Abs. 2 Satz 2 das Wort "Versicherungsträger" durch "Versicherer" ersetzt wurde.
Ein ausdrücklicher gesetzgeberischer Wille, die örtliche Zuständigkeit für Beschwerden von anderen Sozialversicherungen auf das Versicherungsgericht ihres Sitzes auszudehnen, lässt sich den Materialien jedenfalls nicht entnehmen. Vielmehr ergibt sich aus der Entstehungsgeschichte des Art. 107 UVG, dass ein einheitlicher Gerichtsstand mit dem Anknüpfungspunkt des Wohnsitzes der versicherten Person geschaffen werden sollte. Dass in der Bestimmung vom "Betroffenen" und nicht vom "Versicherten" die Rede ist, lässt sich ohne weiteres daraus erklären, dass bereits die Versicherteneigenschaft umstritten sein kann.
d) aa) Würde der Ansicht der SUVA gefolgt, auch das kantonale Gericht am Sitz der beschwerdeführenden anderen Sozialversicherung als örtlich zuständig zu erklären, wären die gesetzgeberischen Absichten (Beurteilung durch ein Gericht, das in einer räumlichen Nähe zum Versicherten steht; einheitlicher Gerichtsstand) wieder in Frage gestellt. Weiter bestünde durch Mehrfachprozesse auch die Gefahr sich widersprechender Urteile (BGE 113 II 355 f. Erw. 2a). Wie die Vorinstanz nämlich zu Recht darauf hinweist, ist es keineswegs ausgeschlossen, dass sowohl eine versicherte Person als auch eine andere Sozialversicherung unabhängig voneinander bei je einem anderen kantonalen Gericht Beschwerde gegen den nämlichen Einspracheentscheid erheben. Welches Gericht in einem solchen Fall örtlich zuständig sein soll, ist nicht geregelt. Wohl enthält Art. 129 Abs. 2 UVV eine koordinationsrechtliche Bestimmung (vgl. dazu RKUV 1997 Nr. U 276 S. 195), wonach der versicherten Person die Beschwerde einer anderen Sozialversicherung zur Vernehmlassung zuzustellen ist. Allein, es besteht weder eine Pflicht des Versicherten zur Antwort noch zur Mitteilung, dass er bereits anderswo selbst eine Beschwerde eingereicht habe. Der Fall, dass zwei kantonale Gerichte voneinander unabhängig denselben Sachverhalt zu beurteilen haben, könnte somit durchaus eintreten. Im übrigen kann nebst dem Krankenversicherer auch anderen Sozialversicherungsträgern wie Pensionskassen (BGE 120 V 352) sowie auch dem Arbeitgeber (BGE 106 V 219; RKUV 1989 Nr. U 73 S. 239) die Beschwerdelegitimation zukommen. Auch diese wären als "Betroffene" zu betrachten, womit sich die Gefahr von Mehrfachprozessen noch erhöht.“
(DTF succitata)
Successivamente, nella già citata sentenza pubblicata in SVR 2001 UV n. 18, la I. Camera del TFA ha stabilito che nemmeno i superstiti della persona assicurata cadevano sotto il concetto di “interessato” ai sensi dell’art. 107 cpv. 2 vLAINF.
In quel giudizio, l’Alta Corte federale ha nuovamente posto l’accento sulla preoccupazione di evitare il rischio di avere una pluralità di processi contemporaneamente pendenti, ritenuto che il domicilio dei coniugi superstiti e dei figli non è necessariamente il medesimo:
" c) Nicht zu überzeugen vermag die Ansicht des kantonalen Gerichts, wonach mi “Betroffener” nicht nur der Versicherte selbst gemeint ist, sondern auch allfällige Dritte, die aus dem Unfallversicherungsgesetz eigene Rechte oder Leistungen ableiten können. Dies ist umso weniger anzunehmen, als das Eidgenössiche Versicherungsgericht in BGE 124 V 314 E. 6c in fine darauf hinwies, dass bereits die Versicherteneigenschaft umstritten sein kann und sich die Verwendung des Begriffes „Betroffene“ statt „Versicherte“ damit ohne weiteres erklären lässt. Auch hat das Eidgenössiche Versicherungsgericht in E. 6d/aa in nicht abschliessender Weise Pensionskassen und Arbeitgeber insbesondere wegen der Gefahr von Mehrfachprozessen als nicht unter den Begriff „Betroffener“ fallend erklärt. Wie das BSV zu Recht darauf aufmerksam macht, müssen die Wohnsitze des hinterlassenen Ehegatten und der Kinder (sowie der Pflegekinder, vgl. Art. 30 Abs. 2 UVG in Verbindung mit Art. 40 UVV) nicht identisch sein. Zu ergänzen ist, dass der geschiedene Ehegatte der Witwe oder dem Witwer gleichgestellt ist, sofern der Verunfallte ihm gegenüber zu Unterhaltsbeiträgen verflichtet war (Art. 29 Abs. 4 UVG), wobei es durchaus vorkommen kann, dass der Unfallversicherer an mehrere geschiedene Ehegatten eine Hinterlassenenrente zu entrichten hat (MAURER, a.a.O., S. 384). Bei derart vielen potentiellen Leistungsanprechern würde sich das Risiko von Mehrfachprozessen erheblich erhöhen, wenn der Auffassung der Vorinstanz gefolgt würde.
Soll am einheitlichen Gerichtsstand mit dem Anknüpfungspunkt am Wohnsitz der versicherten Person festgehalten werden, folgt daraus zwingend, dass auch Hinterlassene nicht als Betroffene im Sinne des Art. 107 Abs. 2 UVG gelten können. Anders entscheiden hiesse, wie das BSV zutreffend bemerkt, die durch die Rechtsprechung geschaffene klare Zuständigkeitsregelung wiederum aufzugeben.„
(SVR succitata)
2.6. Così come già indicato al considerando precedente, a far tempo dal 1° gennaio 2003, l’art. 107 cpv. 2 vLAINF è stato abrogato e sostituito dall’art. 58 cpv. 1 LPGA.
Si pone ora la questione di sapere se la giurisprudenza che il TFA ha elaborato in relazione all’art. 107 cpv. 2 vLAINF, torna applicabile anche all’art. 58 cpv. 1 LPGA, nonostante la sua diversa formulazione.
Secondo U. Kieser, con l’art. 58 cpv. 1 LPGA, il legislatore non ha inteso scostarsi dalla situazione giuridica così come era stata definita dalla previgente giurisprudenza federale (foro unitario a livello cantonale):
" Der Wortlaut von Art. 58 Abs. 1 ATSG lässt die Ordnung der örtlichen Zuständigkeit eine Parallelität der Anknüpfung an die Wohnsitze der versicherten Person oder der Drittperson erkennen. Mit der Bestimmung, welche die Regelung von altArt. 86 Abs. 3 KVG übernahm, soll am bestehenden Rechtszustand nichts geändert werden (vgl. Protokoll der nationalrätlichen Subkommission ATSG vom 3./4. September 1998, 17; BBl 1999 4621). Nach der bisherigen (auf altArt. 107 Abs. 2 UVG bezogenen und somit Unfallversicherungsrechtlichen) Rechtsprechung strebte der Gesetzgeber nicht eine Ausweitung der Anknüpfungstatbestände auf andere Beteiligte an, sondern wollte – bei Leistungsstreitigkeiten – eine einheitliche Anknüpfung am Wohnsitz der versicherten Person schaffen; damit wird dem Gedanken Rechnung getragen, dass sich sinnvollerweise diejenigen Gerichte mit einer Streitigkeit befassen sollen, die dem zu beurteilenden Sachverhalt räumlich am nächsten stehen (vgl. BGE 124 V 310 ff.; SVR 1998 UV Nr. 9, 2001 UV Nr. 10; vgl. dazu auch ZÜND, Kommentar zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, 25).
Dass der Gesetzgeber von dieser, einen einheitlichen Gerichtsstand auf kantonaler Ebene festlegenden Rechtsprechung nicht abweichen wollte, wird daran erkennbar, dass er in Art. 58 Abs. 1 ATSG auf „Wohnsitz“ (und nicht etwa auf den Sitz einer Amtsstelle) Bezug nahm. Er wollte offensichtlich festlegen, dass jedenfalls dasjenige Gericht örtlich zuständig ist, das einen besonderen Bezug zur Beschwerde führenden Person hat. Dies wird dadurch betont, dass der Gesetzgeber auf die zunächst in Aussicht genommene Einführung eines Wahlgerichtsstandes verzichtete (dazu Rz. 1).“
(U. Kieser, ATSG-Kommentar, Schulthess 2003, n. 10 ad art. 58, p. 577s.)
L’autore appena menzionato afferma poi che il domicilio del terzo ricorrente é determinante per stabilire la competenza territoriale del tribunale delle assicurazione, unicamente quando quello della persona assicurata non esiste.
Pertanto, nel caso in cui in gioco vi sia il diritto alle prestazioni per i superstiti, la competenza ratione loci si determina in funzione del domicilio del terzo insorgente:
" Damit ergibt sich, dass – jedenfalls bei Leistungsstreitigkeiten (zu den Beitragsstreitigkeiten vgl. Rz. 12) – zur Bestimmung der örtlichen Zuständigkeit der Wohnsitz der Beschwerde führenden Drittperson nur dann von Belang ist, wenn ein solcher der versicherten Person nicht besteht. Dies verhält sich etwa so, wenn der Anspruch auf Versicherungsleistungen der Hinterlassenen strittig ist (anders – zum bisherigen Recht – SVR 2001 UV Nr. 18); hier ist der Wohnsitz der Beschwerde führenden Drittperson zur Bestimmung der örtlichen Zuständigkeit massgebend. Im übrigen aber ist – auch etwa bei einer Beschwerdeerhebung durch einen anderen Versicherungsträger – die örtliche Zuständigkeit immer nach dem Wohnsitz der versicherten Person zu bestimmen.“
(U. Kieser, op. cit., n. 11 ad art. 58, p. 578)
2.7. Chiamata a pronunciarsi, questa Corte ritiene che gli argomenti che avevano indotto l’Alta Corte federale, in relazione all’art. 107 cpv. 2 vLAINF, a pronunciarsi in favore di un foro unitario con punto di connessione al domicilio della persona assicurata (in primo luogo, il pericolo di una pluralità di processi contemporaneamente pendenti e, perciò, il rischio che vengano emanate delle sentenze tra di loro contradditorie, nonché, in secondo luogo, l’interesse a che la vertenza venga trattata dal tribunale più prossimo, da un punto di vista territoriale, alla fattispecie da giudicare), hanno mantenuto tutta la loro validità anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 58 cpv. 1 LPGA.
Dal “parere” fornito dall’Ufficio federale della sanità pubblica (doc. XIV) non si deduce nulla che sia atto a giustificare una diversa conclusione.
U. Kieser propone di introdurre un’eccezione al principio del foro unitario, limitatamente al caso in cui litigioso è il diritto alle prestazioni per i superstiti.
Questa tesi non convince, in quanto non è supportata da una valida motivazione.
Tale non può essere la circostanza che, morta la persona assicurata, il domicilio di quest’ultima non esiste di fatto più.
In proposito, occorre in effetti ricordare che l’argomento invocato da Kieser non era stato ritenuto degno di considerazione dal TFA, allorquando, con la sentenza di cui alla SVR 2001 UV n. 18, l'Alta Corte aveva negato che il domicilio dei superstiti dell’assicurato deceduto potesse determinare la competenza territoriale del tribunale delle assicurazioni in caso di lite riguardante le prestazioni.
Va inoltre segnalato che, in relazione all’art. 86 cpv. 3 vLAMal - il cui disposto è stato ripreso dall’art. 58 cpv. 1 LPGA (“È competente il tribunale delle assicurazioni del Cantone dove l’assicurato o il terzo è domiciliato nel momento in cui interpone ricorso, oppure …”) -, il Tribunale delle assicurazioni del Cantone di Lucerna, con sentenza del 26 ottobre 1998 nella causa S 98 122, pubblicata in LGVE 1998 II Nr. 47, aveva negato che l’erede della persona assicurata (in concreto, si trattava del figlio) potesse essere considerato quale “terzo” ai sensi della disposizione legale appena menzionata.
I giudici lucernesi avevano ritenuto determinante la circostanza che il ricorrente traeva la propria legittimazione dal rapporto assicurativo che vincolava la defunta madre all’assicuratore contro le malattie:
" d) Somit bleibt abzuklären, ob der Beschwerdeführer als Dritter im Sinne von Art. 86 Abs. 3 Satz 1 KVG gelten kann. Maurer weist darauf hin, dass unter den Dritten nicht etwa die Leistungserbringer zu verstehen sind, sondern z.B. ein Arbeitgeber, welcher für seine Arbeitnehmer eine Kolletivtaggeldversicherung abgeschlossen hat. Diesem steht für Streitigkeiten aus diesen Kollektivverträgen als Drittem ein eigener Gerichtsstand zur Verfügung (Maurer, a.a.O., S. 170). Bereits zu Art. 30bis Abs. 2 KUVG, welcher den Gerichtsstand des Dritten in analoger Weise zu Art. 86 Abs. 3 Satz 1 KVG definierte, führte Maurer aus, dass es sich beim Dritten um einen Aufnahmebewerber oder einen aus der Kasse ausgeschiedenen Versicherten (hinsichtlich der Rechte und Pflichten aus der Zeit, als er der Kasse noch angehörte) handeln könne (Maurer, Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, Bd. II, Bern 1981, S. 414). Streitigkeiten der Krankenkassen mit Dritten können auch gemäss Boner/Holzherr Personen betreffen, die entweder noch nicht (Aufnahmebewerber) oder nicht mehr Versicherte der Kasse sind (Ausgeschlossene, Ausgetretene). Ferner wird auch hier die Kollektivversicherung als Beispiel angeführt (Boner/Holzherr, Die Krankenversicherung, Bern 1969, S. 111 f., zum alten Art. 30bis KUVG).
Der Dritte im Sinne von Art. 86 Abs. 3 KVG leitet seine Legitimation also gleich wie der Versicherte ebenfalls aus seinem originären Verhältnis zum Versicherer ab – sei es als Vertragspartner, sei es als noch nicht oder nicht mehr Versicherter. Soweit aber ein aus einem Versicherungsverhältnis abgeleitetes (nicht originäres) Verhältnis zum Versicherer besteht, richtet sich auch der Gerichtsstand nach dem ursprünglichen Versicherungsverhältnis, denn der Ansprecher ist dann nicht Dritter im Sinne von Art. 86 Abs. 3 KVG.“
Pertanto, in esito alle considerazioni che precedono, occorre concludere che i superstiti della fu __________, qui ricorrenti, non vanno considerati “terzi” ai sensi dell’art. 58 cpv. 1 LPGA.
Determinante per stabilire la competenza territoriale del tribunale delle assicurazioni, è dunque il luogo di domicilio della persona assicurata.
La defunta assicurata aveva il proprio domicilio nel Cantone di __________ (cfr. consid. 2.3.), di modo che competente a trattare la causa che vede RI 1 e RI 2 opposti alla CO 1, è il tribunale delle assicurazioni di quel Cantone, al quale gli atti sono trasmessi per competenza.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso é irricevibile.
2. Gli atti sono trasmessi, per competenza, al Tribunale delle assicurazioni del Cantone di __________, __________,
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3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
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terzi implicati |
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Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti