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redattore: |
Maurizio Macchi, vicecancelliere |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 3 gennaio 2014 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su opposizione del 25 novembre 2013 emanata da |
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CO 1
in materia di assicurazione contro gli infortuni |
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ritenuto, in fatto
1.1. In data 2 aprile 2013, __________ ha comunicato alla CO 1 che la propria dipendente RI 1, in data 10 luglio 2010, durante un soggiorno temporaneo in __________, era stata punta da un insetto alla gamba sinistra (cfr. doc. Z 26).
Dalle carte processuali si evince che, in quell’occasione, l’assicurata ha contratto la dengue classica (cfr. doc. ZM 2 e ZM 2/1).
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 3 ottobre 2013, l’Istituto assicuratore ha negato la propria responsabilità a proposito dell’evento del luglio 2010, in quanto esso non costituirebbe un infortunio ai sensi di legge (doc. Z 11).
A seguito dell’opposizione interposta dallo RA 1 (cfr. doc. Z 14), in data 25 novembre 2013, la CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. Z 18).
1.3. Con tempestivo ricorso del 3 gennaio 2014, RI 1, sempre rappresentata dallo RA 1., ha chiesto che l’amministrazione venga condannata a riconoscere il proprio obbligo a prestazioni a titolo d’infortunio, argomentando in particolare quanto segue:
" (…).
In casu il sinistro ha avuto una causa ben precisa: una puntura di insetto.
Ne fa indiscutibilmente fede la certificazione medica di prima ora del Dr. __________; e meglio in questi termini: “enfermedad viral severa producida por picadura de insecto” (doc. agli atti).
In altri termini non i sono dubbi sull’origine del danno alla salute patito dalla mia cliente: non un possibile (o anche solo probabile) contagio interumano, in casu recisamente escluso sotto l’autorevole profilo medico, ma un fattore esterno ben individuato (supra, n. 7).
A cui in ogni caso bisogna riconoscere anche il carattere di straordinarietà, in quanto il tutto è avvenuto in piena zona urbana (__________) e non certo in un sito periferico, in una foresta, in una palude o in ogni caso in un luogo pernicioso.
Richiamato quanto precede, si deve pacificamente concludere che l’evento configura tutti e 5 i presupposti di cui all’art. 4 LPGA per la qualifica di infortunio.
Indipendentemente che si sia trattato di Dengue clasico e non di Dengue emorragico.
Proprio come è il caso per le punture di altri insetti (vespe, api, calabroni, …); oppure di acari (zecche) o di aracnidi (ragni, scorpioni, …) o di miriapodi.”
(doc. I)
1.4. La CO 1, in risposta, ha chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VII).
1.5. In corso di causa, le parti hanno informato il TCA di non avere ulteriori mezzi di prova da produrre (cfr. doc. IX e doc. XI).
in diritto
2.1. L’oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se l’assicuratore convenuto era legittimato a negare il diritto a prestazioni relativamente all’evento occorso alla ricorrente il 10 luglio 2010, oppure no.
Questa Corte constata che l’insorgente (correttamente) non pretende che l’amministrazione debba assumersi il sinistro in questione a titolo di malattia professionale ex art. 9 LAINF oppure di lesione corporale parificata a infortunio giusta l’art. 9 cpv. 2 OAINF (si veda d’altronde il punto 2 del petito - doc. I, p. 7: “Alla signora RI 1 sono riconosciute le prestazioni di cui ai considerandi a titolo di infortunio a carico della LAINF.” - il corsivo è del redattore).
D’altro canto, il TCA prende atto che l’assicuratore non contesta la dinamica dell’evento in esame (cfr. doc. VII, p. 3: “La Convenuta non contesta la fattispecie riportata, ovvero che la Ricorrente sia stata punta da una zanzara e che, a causa di tale morso, abbia contratto la Dengue classica.”).
2.2. L'art. 4 LPGA così definisce l'infortunio:
" È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la morte."
Questa definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.
Cinque sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
" - l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore"
(cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51)
Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.3. Si evince dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, è irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno è considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).
2.4. Il Tribunale federale (sino al 31 dicembre 2006: Tribunale federale delle assicurazioni) ha già avuto modo di confrontarsi con la questione di sapere a quali condizioni un’infezione trasmessa dalla puntura di un insetto, è costitutiva di un infortunio ai sensi di legge.
In particolare, nella DTF 122 V 230 consid. 5 (= SVR 1997 UV Nr. 73 p. 249ss.), l’Alta Corte ha stabilito che il morso di una zecca appartenente alla famiglia degli Ixodidi soddisfa tutti i requisiti per essere riconosciuto come infortunio, ragione per la quale l’assicuratore contro gli infortuni deve prendere a suo carico i casi di malattie infettive provocate da tale morso, come pure le loro conseguenze.
In quella pronunzia, la Corte federale ha preliminarmente fatto il punto sulla dottrina relativa alla questione del fattore esterno e del carattere straordinario in caso di puntura d’insetti.
A questo proposito, in particolare Maurer ha sostenuto che il fatto di essere contagiati da malattie normalmente contratte in modo endemico o epidemico soltanto in paesi lontani, ma eccezionalmente anche in Svizzera, non può essere qualificato d’infortunio, ma ciò alla condizione che il contagio abbia avuto luogo per la via usuale, ovvero secondo un modo usuale. Si pensa qui alla malaria, trasmessa dall’anofele femmina. Sempre secondo l’opinione dell’autore succitato, si è in presenza di malattie sia quando il luogo di trasmissione si trova per caso in Svizzera, sia quando esso si situa da qualche parte all’estero.
Occorre quindi partire dal principio che le malattie infettive trasmesse secondo un modo usuale, non hanno il carattere di un infortunio.
Bühler, da parte sua, ha rilevato che ammettere l’intervento di un infortunio unicamente nei casi in cui degli insetti o dei rettili inoculano nell’organismo il loro proprio veleno, negandolo invece qualora gli agenti patogeni siano trasmessi all’uomo da zecche o zanzare, non é una soluzione. In effetti, non soltanto tale delimitazione non risulta dalla nozione di fattore esterno, ma essa non corrisponde nemmeno al senso e allo scopo dell’esigenza del carattere straordinario della lesione (cfr. DTF 122 V 230 consid. 4).
Il TF ha quindi constatato che, in base all’opinione degli autori presi in esame (Zollinger/Mooser, Piccard, Maurer, Galliker e Bühler), “… une piqûre d’insecte, à l’instar d’une morsure d’animal, est en principe un accident, à l’exception p. ex. de la piqûre de l’anophèle femelle en ce qui concerne la malaria (à propos de la piqûre d’insecte en droit allemand, voir ERLENKÄMPER/FICHTE, Sozialrecht, Allgemeiner Teil, Anspruchsvoraussetzungen und Rechtsgrundlagen des Besonderen Sozialrechts, Verfahrensrecht, 3e éd., p. 34, et note 2 BSG SGb 1991, 186).”
Riguardo al carattere straordinario della lesione, l’Alta Corte ha osservato che esso “… ne saurait non plus dépendre d'une comparaison entre les infections précitées et la malaria transmise par l'anophèle femelle. En effet, la plupart des tiques ne véhiculent aucune maladie. Or, le fait que la tique du genre Ixodes a pu être localisée dans certaines régions de Suisse - mais aussi notamment d'Allemagne; sur les foyers naturels existant à l'heure actuelle, voir p. ex. N. SATZ, Zecken-Krankheiten, p. 60 sv. - n'exclut, semble-t-il, ni une cohabitation avec des tiques inoffensives ni la présence de la tique du genre Ixodes hors des régions signalées. On ne saurait, faute de documents établissant le contraire, qualifier la maladie de Lyme et l'encéphalite transmises par cet acarien de phénomène épidémique ou endémique dans notre pays.“ (DTF 122 V 230 consid. 5b).
Il TF ha infine precisato che, qualora esista una determinata lesione dovuta al morso di una zecca e che si manifesti un’infezione imputabile ai germi veicolati da quest’ultima, la trasmissione dei germi è presunta secondo il grado della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 122 V 230 consid. 5c).
Secondo la raccomandazione n. 2/90 della Commissione ad hoc sinistri LAINF, nella versione entrata in vigore il 1° gennaio 2003, la nozione d’infortunio va negata in caso di malaria provocata dalla zanzara anofele, in quanto tale affezione è trasmessa unicamente in questa maniera. Si tratta pertanto del modo usuale in cui si trasmette la malaria. Per contro, le encefaliti possono essere provocate da differenti virus e penetrare nel corpo in maniere diverse. Ciò giustifica di trattare differentemente l’encefalite trasmessa dal morso di zecca e la malaria.
2.5. Nella concreta evenienza, RI 1 è stata punta da una zanzara del genere Aedes, la quale le ha trasmesso una malattia infettiva, la dengue classica.
Per il TCA si tratta quindi di stabilire se il morso in questione e la conseguente penetrazione del virus nell’organismo, costituisce o meno un fattore esterno straordinario ai sensi dell’art. 4 LPGA.
La febbre dengue è una malattia virale trasmessa dalle punture di zanzare infette del genere Aedes (principalmente Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus). Questi insetti diurni si adattano molto bene alle zone abitate, dove possono riprodursi in piccoli ristagni d'acqua (recipienti, pneumatici, pozzanghere). Di conseguenza, durante i periodi piovosi aumentano i casi di trasmissione del virus dengue nelle zone colpite dalla febbre dengue (zone endemiche). La malattia non è trasmissibile da uomo a uomo (sito web dell’Ufficio federale della sanità pubblica, www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01066/index.html?lang=it - il corsivo è del redattore).
Da quanto precede risulta che, analogamente alla malaria, la dengue viene trasmessa esclusivamente attraverso le punture di zanzare (del genere Aedes). La puntura di zanzara rappresenta pertanto la via ordinaria di contagio dalla malattia, aspetto che la ricorrente a ragione non contesta.
Inoltre, dalla mappa mondiale di distribuzione della dengue, pubblicata sul sito web del Centro per il controllo delle malattie e la prevenzione degli Stati Uniti d’America (Centers for Disease Control and Prevention - CDC), si evince che tale malattia è presente endemicamente in tutta la parte centro-settentrionale del Sud-America, segnatamente in __________, proprio laddove l’ha contratta RI 1.
Richiamata la severa giurisprudenza federale qui sopra riprodotta (cfr. consid. 2.4.), perché nel caso concreto fa difetto il carattere straordinario del fattore esterno, non può essere ammesso che l’assicurata sia stata colpita da un’infezione “infortunistica” ai sensi della giurisprudenza citata al precedente considerando.
La circostanza che il contagio sarebbe avvenuto in zona urbana e non “in un sito periferico, in una palude o in ogni caso in un luogo pernicioso” (doc. I, p. 5), non è di per sè suscettibile di rendere straordinario il morso della zanzara, e ciò già per il solo fatto che, sempre in base alla mappa pubblicata dal CDC, anche la zona in cui è situata la città di __________ è considerata a rischio.
In esito a tutto quanto precede, la decisione su opposizione mediante la quale la CO 1 ha negato il diritto a prestazioni per l’evento occorso all’assicurata in data 10 luglio 2010, deve dunque essere confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti