Raccomandata

 

 

Incarto n.
36.2007.42

 

cs

Lugano

21 giugno 2007

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Ivano Ranzanici

 

con redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

 

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 marzo 2007 di

 

 

RI 1

 

 

contro

 

 

 

la decisione del 12 febbraio 2007 emanata da

 

Istituto assicurazioni sociali Ufficio assicurazione malattia,

6501 Bellinzona

 

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                A.     RI 1 nel corso del 2006 ha postulato, per sé e la sua famiglia, la riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per il 2007. La domanda è stata evasa positivamente con decisione del 1. novembre 2006 limitatamente alla figlia (doc. 5 e 1).

 

                                         Il 15 dicembre 2006 e il 2 febbraio 2007, per il tramite dell’Ufficio di __________ di __________, l’interessato ha chiesto all’UAM di rivalutare la decisione poiché era convinto che la decisione positiva valesse per tutti i membri della famiglia (doc. 5).

 

                                  B.   Considerato quest’ultimo scritto quale istanza di revisione, il 12 febbraio 2007 l’UAM l’ha dichiarata irricevibile, difettando dei requisiti previsti dagli art. 48 e 67 Reg. LCAMal (doc. 7).

 

                                  C.   Con ricorso del 9 marzo 2007 l’assicurato ribadisce di essere stato convinto che il sussidio era stato concesso a tutta la famiglia e di trovarsi in gravi difficoltà finanziarie, poiché dal 2003 la moglie non lavora più (doc. I).

 

                                  D.   Tramite osservazioni del 28 marzo 2007 l’UAM propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, se necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV).

 

                                  E.   Pendente causa l’insorgente ha prodotto nuove prove sulle quali l’UAM ha potuto esprimersi (doc. VI e seguenti). 

 

                                      in diritto

 

                                      in ordine

 

                                 1.     La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. per tutte STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

                                   

                                 2.     Il ricorso è stato inoltrato nel termine di 30 giorni dall’intimazione della decisione emessa dall’Ufficio dell'Assicurazione Malattia ed è pertanto tempestivo.

 

                                         Tuttavia, come già rilevato con la sentenza del 1. giugno 2007 (inc. 36.2007.15), va osservato che giusta l'art. 76 cpv. 1 LCAMal (ossia della legge cantonale di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie), contro le decisioni emesse in virtù della LCAMal, è data facoltà di reclamo all'organo amministrativo che le ha emesse entro 30 giorni dalla notificazione.

 

                                         Solo contro le decisioni su reclamo di cui al citato art. 76 cpv. 1 LCAMal è data facoltà di ricorso a questo Tribunale, sempre entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento (art. 76 cpv. 2 LCAMal). Non è invece dato un ricorso immediato al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni avverso le decisioni dell’UAM. In altri termini all’interno dell’amministrazione, non differentemente da quanto impone la LPGA (ossia la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali), è dato un doppio grado di giudizio che deve essere garantito oggettivamente dall’esame di diversi funzionari.

 

Ciò deve valere anche nei casi in cui gli assicurati inoltrano un’istanza di revisione.

 

Infatti, a norma dell’art. 48 Reg. LCAMal (ossia del regolamento della LCAMal), è data la possibilità all'assicurato di ottenere in ogni momento la revisione di una decisione in materia di sussidio a seguito dell'emissione di una tassazione intermedia o d'inizio d'assoggettamento (lett. a) oppure nel caso si verifichino le situazioni di cui all'art. 67 Reg. LCAMal (lett. b). A proposito di quest’ultima norma va osservato che è possibile domandare ed ottenere dall’amministrazione una revisione quando sia dato – alternativamente – uno dei seguenti casi:

 

" a)  persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c)   matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza di tassazione applicabile;

d)                                                                            persone sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6'000.- secondo il biennio fiscale determinante;

e)   persone domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

f)                                                                            persone al beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)                                                                           persone al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente Ufficio;

h)                                                                           cessazione definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)                                                                            cessazione temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali applicabili."

 

 

La procedura della revisione deve sfociare nell’emanazione di una decisione formale da parte dell’Ufficio dell'Assicurazione Malattia che, non diversamente dalle decisioni relative alla concessione (o meno) del sussidio, deve poter beneficiare della possibilità di essere impugnata anzitutto mediante reclamo all’amministrazione stessa che l’ha emanata. Soltanto la decisione su reclamo può, successivamente, essere impugnata al Tribunale.

 

Nel caso concreto l’amministrazione ha direttamente emesso una decisione suscettibile di ricorso al TCA e non ha emanato una decisione formale inizialmente soggetta a reclamo.

Eccezionalmente, come già giudicato nella STCA del 1. giugno 2007 (inc. 36.2007.15), il TCA, per motivi di economia processuale e considerato che il ricorso, come si vedrà in seguito, è manifestamente infondato, entra comunque nel merito dell’impugnativa.

Vista la situazione finanziaria del ricorrente è infatti necessario emanare, in tempi brevi, una decisione senza procedere ad un rinvio della procedura all’amministrazione per l’emanazione di una decisione su reclamo il cui tenore non sarebbe diverso da quello della decisione qui sottoposta a giudizio.

 

L’amministrazione viene comunque nuovamente richiamata, anche per l’applicazione del disposto di cui all’art. 48 Reg. LCAMal, a volere sempre emanare una decisione formale soggetta a reclamo e quindi una decisione su reclamo impugnabile al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni (cfr. STCA del 1. giugno 2007, inc. 36.2007.15).

 

Il ricorrente ha impugnato la decisione dell’UAM con cui è stata respinta l’istanza di revisione della decisione negativa del 1. novembre 2006 mediante la quale il sussidio per l’assicurazione malattia per l’anno 2007 é stato concesso solo alla figlia. Nella sua motivazione l’amministrazione ha esaminato i presupposti di cui all’art. 67 Reg. LCAMal per concludere con l’inammissibilità della richiesta. Va qui evidenziato – si veda la sentenza 31 gennaio 2003 nella causa A., inc. 36.2002.126 ripresa nei suoi principi nella sentenza 25 maggio 2007 nella causa P. inc. 36.2007.55 - come un'istanza di revisione del sussidio possa essere formulata unicamente in caso d’inizio di assoggettamento o se dato uno degli estremi dell’art. 67 Reg. LCAMal. La domanda di revisione non può invece essere utilizzata quale rimedio tardivo per la salvaguardia dei termini di impugnazione in assenza dei presupposti di legge di cui all’art. 48 Reg. LCAMal. In altri termini, come già più volte evocato, la domanda di revisione non deve diventare un succedaneo della procedura di impugnazione delle decisioni dell’UAM.

 

 

 

       nel merito

 

                                   3.   In concreto l’insorgente, a motivo della richiesta di revisione fa valere la cessazione dell’attività lavorativa della moglie nel 2003 (da rilevare che in precedenza aveva indicato la cessazione dell’attività lavorativa nel 2005). Egli ha poi prodotto una convocazione (del 9 gennaio 2007) per ricovero della moglie per il 17 gennaio 2007, a comprova del ritardo del ricorso (doc. VI + Bis).

 

                                         Per quanto concerne quest’ultimo aspetto, va evidenziato come la decisione formale sia datata 1. novembre 2006 (cfr. doc. 5), per cui al momento del ricovero, il 17 gennaio 2007, il termine per inoltrare ricorso (30 giorni, cfr. art. 76 LCAMal), era comunque ampiamente scaduto.

 

                                         Circa i motivi di revisione, va invece evidenziato che la cessazione dell’attività lucrativa della moglie nel 2003 o nel 2005, non è una condizione sufficiente per beneficiare dell’istituto della revisione, trattandosi di un motivo già conosciuto al momento della ricezione della decisione formale del 1. novembre 2006 e che poteva pertanto essere fatto valere tramite un eventuale reclamo contro la predetta decisione.

 

                                         Alla luce di ciò, ed alla luce del fatto che nessuna condizione di cui all’art. 67 RLCAMal è realizzata, una domanda di sussidio non poteva essere inoltrata in assenza dei necessari presupposti. L’insorgente avrebbe dovuto tempestivamente impugnare la decisione 1. novembre 2006 con cui il sussidio è stato concesso solo alla figlia.

 

 

                                   4.   Con il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in vigore.

 

A proposito della materia qui in esame (cause di diritto pubblico), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF; cfr. anche l’art. 83 LTF che elenca i casi di inammissibilità del ricorso in materia di diritto pubblico). Per l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il ricorso è ammissibile contro le decisioni delle autorità cantonali di ultima istanza, sempreché non sia ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo federale. L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e).  A norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del procedimento.

Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF). Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF con il ricorso in materia costituzionale può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito di quest’ultimo ricorso, va evidenziato come, affinché sia ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg..).

 

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che "la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

                                 4.     Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti