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Raccomandata |
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Incarto n.
TB |
Lugano
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In nome |
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Il Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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composto dei giudici: |
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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redattrice: |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
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statuendo sul ricorso del 18 agosto 2008 di
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RI 1
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contro |
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le decisioni su opposizione del 30 luglio 2008 emanate da |
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Cassa malati CO 1
in materia di assicurazione sociale contro le malattie |
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ritenuto in fatto che
__________, nato nel 1952, era affiliato dal 1997 alla Cassa malati CO 1 per l'assicurazione malattia obbligatoria LAMal,
a causa del mancato pagamento dei premi LAMal, la Cassa malati ha avviato delle procedure esecutive nei suoi confronti, sfociate in dieci attestati di carenza beni tra il 2004 ed il 2006 (docc. 1-10) che hanno stabilito un debito complessivo di Fr. 20'127,55, spese esecutive ed interessi compresi,
__________ è deceduto il 19 marzo 2007,
l'8 agosto 2007 (doc. A48) la Cassa malati ha scritto a RI 1 indicando che "Se avete acetato la successione, supponiamo che siete il rappresentante e ci permettiamo di informarla che il conto del nostro assicurato presenta un saldo in nostro favore di Fr. 24'500,45.",
la Cassa malati ha chiesto alla sorella di __________ di pagare questa somma entro il 31 agosto 2007,
il 21 dicembre 2007 (doc. A46) RI 1 ha comunicato ad CO 1 di non essere la rappresentante degli eredi e che, considerata la situazione economica del fratello defunto, ella ha a suo tempo tacitamente rinunciato all'eredita,
il 14 maggio 2008 l'Ufficio __________ di __________ ha spiccato 10 precetti esecutivi (docc. A35-A44) nei confronti di RI 1, per una richiesta complessiva della Cassa malati, che si è fondata sui summenzionati attestati di carenza beni, ammontante a Fr. 20'127,55, oltre alle spese esecutive e alla tassa d'incasso,
l'interessata si è opposta a tutti e dieci i precetti esecutivi,
il 29 maggio 2008 la Cassa malati ha emanato dieci distinte decisioni formali (docc. A21-A30) che, individualmente, hanno tolto l'opposizione della debitrice ai singoli precetti esecutivi,
sempre tramite la RA 1, il 31 maggio 2008 (doc. A32) l'interessata ha contestato la validità di detti PE sia perché l'oggetto riguarda dei premi LAMal del fratello defunto, sia perché essi si basano su vecchi attestati di carenza beni,
inoltre, non v'è alcun documento ufficiale della Pretura o di altra Istituzione che concerne la successione di __________,
il 27 giugno 2008 (docc. A11-A20) la rappresentante della persona escussa ha interposto dieci separate opposizioni, sia a motivo che i PE ricevuti concernono il fratello deceduto sia poiché al momento dell'apertura della successione del congiunto la sua insolvenza era notoria e quindi ella, tacitamente, ha rinunciato all'eredità in virtù dell'art. 566 cpv. 2 CC,
a ciò hanno fatto seguito il 30 luglio 2008 dieci distinte decisioni su opposizione (docc. A1-A10), con cui la Cassa malati, basandosi sulla risposta del 30 luglio 2007 data dall'Ufficio delle imposte di successione e donazione che ha indicato l'interessata come rappresentante degli eredi, l'ha ritenuta debitrice dei premi LAMal del fratello, confermando quindi la richiesta di pagamento di ognuno degli importi stabiliti dai dieci summenzionati ACB,
con un unico ricorso del 18 luglio 2008 (doc. I) RI 1, rappresentata dalla medesima fiduciaria, ha ribadito di avere tacitamente rinunciato all'eredità del fratello notoriamente insolvente, perciò le richieste di pagamento di cui ai dieci precetti esecutivi del 14 maggio 2008 devono essere annullate,
la risposta del 9 settembre 2008 (doc. III) della Cassa malati ricorda innanzitutto che i premi in questione sono dovuti giusta l'art. 61 LAMal e l'art. 90 OAMal e che considerando l'applicazione dell'art. 566 cpv. 2 CC, spetta ora alla ricorrente comprovare di avere rinunciato tacitamente alla successione del fratello visto che l'insolvenza dell'assicurato era notoria,
tuttavia, CO 1 stessa ritiene che anche se si ammettesse che avrebbe potuto conoscere l'insolvenza dell'assicurato sulla base degli importi litigiosi e del numero degli attestati di carenza beni, essa non poteva comunque essere a conoscenza della rinuncia alla successione da parte degli eredi,
pertanto, la Cassa malati sostiene che fintanto che l'insorgente non fornisce la prova della sua rinuncia alla successione in questione, quest'ultima è tenuta al pagamento dei premi del fratello in qualità di erede legale, perciò il ricorso va respinto,
la ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. IV),
considerato in diritto che
giusta l'art. 61 cpv. 1 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali,
per l'art. 61 cpv. 2 LAMal, l'assicuratore può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone,
per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (art. 61 cpv. 3 LAMal),
l'ammontare dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (art. 61 cpv. 4 LAMal),
l'art. 61 LAMal prevede che l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura l'affiliazione (artt. 89-92 OAMal; cfr. STFA del 30 giugno 1998 nella causa M. e P. c. C.M.H.),
il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per l'esecuzione della legge,
secondo la volontà del legislatore, gli assicuratori malattia devono quindi fare valere le proprie pretese in via esecutiva secondo la LEF (art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V 273 consid. 6c),
l'art. 90 cpv. 1 OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente ed in anticipo,
per l'art. 90 cpv. 3 OAMal, stato al 31 dicembre 2005, se, nonostante diffida, l'assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l'assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l'assicuratore ne informa la competente autorità d'assistenza sociale,
le differenti procedure esecutive fatte avviare dalla Cassa malati nei confronti di __________ sono sfociate in dieci attestati di carenza di beni dopo altrettanti infruttuosi pignoramenti: ACB n. __________, ACB n. __________, ACB n. __________, ACB n. __________ del 15 novembre 2004, ACB n. __________ del 13 aprile 2005, ACB n. __________ dell'8 giugno 2005, ACB n. __________ del 21 settembre 2005, ACB n. __________ del 22 novembre 2005, ACB n. __________ del 20 marzo 2006 ed ACB n. __________ del 29 marzo 2006,
la somma di questi attestati carenza di beni è di Fr. 20'127,55,
essi si riferiscono al mancato pagamento dei premi LAMal per gli anni dal 2001 al 2005, comprese alcune partecipazioni ai costi,
come visto, il debitore dei premi è scomparso il 19 marzo 2007,
la Cassa malati sostiene che spetti ora alla ricorrente, rappresentante degli eredi, saldare l'importo rimasto scoperto,
per questo motivo, siccome la richiesta di pagare Fr. 24'500,45 non è stata ottemperata, il 14 maggio 2008 CO 1 ha fatto spiccare dieci nuovi precetti esecutivi nei confronti dell'insorgente che, sommati, danno un debito in capitale di Fr. 20'127,55, oltre alle spese esecutive per ciascun PE di Fr. 70.- ed alle tasse d'incasso di ciascun PE varianti a dipendenza degli importi dei debiti (nn. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________),
si tratta quindi di stabilire se la ricorrente era la rappresentante dell'assicurato e se la sua rinuncia tacita è valida,
riguardo all'acquisto dell'eredità, in virtù dell'art. 560 CC,
" 1 Gli eredi acquistano per legge l’universalità della successione dal momento della sua apertura.
2 Salve le eccezioni previste dalla legge, i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali ed il possesso del defunto passano senz’altro agli eredi, ed i debiti del medesimo diventano loro debiti personali.
3 Per gli eredi istituiti, gli effetti dell’acquisto risalgono al momento dell’apertura della successione, e gli eredi legittimi sono tenuti a consegnar loro l’eredità secondo le regole del possesso.",
in merito alla rinuncia dell'eredità, l'art. 566 CC prevede che
" 1 Gli eredi legittimi ed istituiti possono rinunciare alla successione loro devoluta.
" 2 La rinuncia si presume quando l’insolvenza del defunto al momento dell’aperta successione fosse notoria o risultasse da atti officiali,
per l'art. 567 CC,
" 1 Il termine per rinunciare è di tre mesi.
2 Esso decorre, per gli eredi legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a meno che provino di aver conosciuto più tardi l’apertura della successione; per gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione officiale della disposizione che li riguarda.",
l'art. 570 CC riguarda la forma della rinuncia:
" 1 La rinuncia è fatta dall’erede, a voce o per iscritto, all’autorità competente.
2 Dev’essere senza condizioni né riserve.
3 L’autorità tiene un registro speciale per le dichiarazioni di rinuncia.",
la decadenza dal diritto di rinunciare è prevista dall'art. 571 CC:
" 1 Se l’erede non rinuncia entro il termine fissato, egli acquista incondizionatamente l’eredità.
2 L’erede che prima dello spirare di detto termine si è ingerito negli affari della successione, o che ha compiuto atti non richiesti dalla semplice amministrazione e continuazione degli affari in corso, o che ha sottratto o dissimulato oggetti appartenenti all’eredità, non può più rinunciare alla stessa.",
l'art. 579 CC tratta della responsabilità in caso di rinuncia:
" 1 Se gli eredi di una persona insolvente rinunciano alla eredità, essi sono tenuti verso i creditori in quanto abbiano ricevuto dal defunto, nei cinque anni precedenti alla sua morte, dei beni che sarebbero soggetti a collazione nella divisione ereditaria.
2 Sono esclusi da questa disposizione il consueto corredo nuziale e le spese di istruzione ed educazione.
3 Gli eredi di buona fede rispondono solo nella misura dell’attuale loro arricchimento.",
in specie torna applicabile l'art. 566 cpv. 2 CC, relativo alla presunta rinuncia dell'eredità da parte di tutti gli eredi (Guinand/ Stettler/Leuba, Droit des successions, 6a ed., Ginevra-Zurigo-Basilea 2005, n. 462 pag. 224) quando la situazione d'insolvenza del defunto al momento dell'apertura della successione è notoria o risulta da atti ufficiali,
la prima condizione per avere una presunzione di rinuncia di eredità concerne la circostanza che, al momento della sua morte, il defunto doveva essere insolvente, ossia avere più debiti che attivi; una difficoltà temporanea di liquidità non è sufficiente (Schwander, Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch II, 3a ed, Basilea 2007, n. 6 ad art. 566; Abt/Weibel, Erbrecht, Basilea 2007, n. 12 ad art. 566, pag. 936; Steinauer, Le droit des successions, Berna 2006, n. 981a pag. 473),
importante, in secondo luogo, è che l'insolvenza esista al momento della morte; un'insolvenza successiva (per esempio perché solo dopo la morte è stato scoperto un danno) non è sufficiente, come pure non è sufficiente la semplice constatazione di un'insolvenza sulla base dell'inventario pubblico (Abt/Weibel, op. cit., n. 13 ad art. 566, pag. 937; Schwander, op. cit., n. 6 ad art. 566),
la terza condizione si riferisce al fatto che l'insolvenza al momento del decesso deve essere constatata da atti ufficiali o comunque essere notoria,
la constatazione ufficiale risulta in generale dall'esistenza di atti di carenza beni o dall'apertura di un fallimento o di una procedura concordataria (Abt/Weibel, op. cit., n. 12 ad art. 566, pag. 937; Steinauer, op. cit., n. 981b pag. 473; Guinand/Stettler/ Leuba, op. cit., n. 462 pag. 225), ad ogni modo fintanto che sono ancora rivelatori della situazione patrimoniale del de cujus al momento della sua morte (Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566),
per essere notoria, l'insolvenza deve essere conosciuta dai terzi appartenenti alla stessa cerchia del de cujus; semplici pettegolezzi non sono sufficienti. Questa notorietà risulta, per esempio, dal fatto che il defunto insolvente dipendeva dall'assistenza pubblica, viveva come un barbone, era oggetto di numerose procedure esecutive, o ancora la sua situazione d'insolvenza era stata pubblicata sui giornali (Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566; Abt/Weibel, op. cit., n. 12 ad art. 566, pag. 936). Occorre però ancora, in mancanza di una constatazione ufficiale, che la notorietà dell'insolvenza sia conosciuta dagli eredi (DTF 88 II 299 pag. 310; Steinauer, op. cit., n. 981b pag. 473; Guinand/ Stettler/Leuba, op. cit., n. 462 pag. 225; d'opinione contraria Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566, poiché, a suo avviso, l'art. 566 cpv. 2 CC non deve solo proteggere gli eredi che sapevano effettivamente dell'insolvenza; la notorietà è un concetto oggettivo, che include una capacità di conoscenza nel campo privato e professionale del de cujus),
quarto elemento, occorre che, nel termine di rinuncia, gli eredi non abbiano né accettato formalmente la successione, né avuto un comportamento che porta alla decadenza del diritto di rinunciare in virtù dell'art. 571 cpv. 2 CC (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566; Steinauer, op. cit., n. 981c pag. 473),
se queste condizioni sono adempiute, l'erede provvisorio perde di diritto la sua qualità d'erede alla scadenza del termine per rinunciare. L'art. 566 cpv. 2 non è dunque un'eccezione al principio dell'immissione in possesso derivante dall'acquisto dell'eredità (art. 560 CC), ma un caso particolare di perdita di qualità d'erede senza dichiarazione corrispondente (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566; Steinauer, op. cit., n. 981d pag. 473),
la presunzione di rinuncia equipara il silenzio degli eredi alla dichiarazione di rinuncia (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937), in cui la disputa dottrinale a sapere se si tratta di una finzione, di una presunzione inficiabile o non inficiabile non ha alcuna rilevanza, poiché v'è comunque unanimità degli autori sulle conseguenze giuridiche,
per una successione insolvente non occorre la rinuncia, ma l'accettazione mediante un'esplicita dichiarazione. Infatti, se nel caso di una successione insolvente l'erede non dichiara d'accettarla entro il termine previsto per fare la dichiarazione di rinuncia (art. 567 CC), allora si presume che non l'abbia accettata; a meno che egli non abbia già fatto decadere la presunzione legale della rinuncia con l'ingerenza prevista dall'art. 571 cpv. 2 CC (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566),
la presunzione di rinuncia viene inficiata con la dichiarazione d'accettazione degli eredi, che comunque non deve necessariamente avvenire entro il termine di tre mesi previsto dall'art. 567 cpv. 1 CC (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937; d'opinione contraria Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566), con la richiesta d'inventario pubblico o con la liquidazione d'ufficio così come con l'ingerenza dell'art. 571 cpv. 2 CC (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937),
il rovesciamento della presunzione di rinuncia presuppone una accettazione espressa della successione fatta sotto forma di una dichiarazione indirizzata all'autorità competente (Guinand/ Stettler/Leuba, op. cit., n. 465 pag. 225; alla nota 836 gli autori precisano che se si ammette come Piotet che l'atto detto d'ingerenza (art. 571 cpv. 2 CC) può comportare solo la decadenza del diritto di rinunciare, occorre escludere la tesi secondo la quale la presunzione di rinuncia potrebbe essere rovesciata con un'accettazione tacita della successione),
in virtù delle considerazioni che precedono, applicate alla fattispecie emerge che la successione relitta da __________ era effettivamente insolvente, ossia i passivi dell'assicurato superavano costantemente i suoi attivi, poiché tra il 1997 ed il 2006 egli ha collezionato ben 54 attestati di carenza beni per un debito totale di Fr. 63'181.-, di cui dieci ACB ottenuti dalla stessa Cassa malati tra il 2004 ed il 2006 relativi ai premi LAMal dal 2001 al 2005 (doc. VI/1),
da questi ultimi dieci e più recenti verbali di pignoramento agli atti risulta che se nel novembre 2004 la sorella dell'escusso ha dichiarato al cursore, durante il pignoramento, che egli lavorava come indipendente con un guadagno appena sufficiente al proprio sostentamento, nel marzo 2005 ha affermato che il fratello non lavorava; nel giugno 2005 ha dichiarato che lavorava come indipendente, con un guadagno tuttavia sufficiente al solo sostentamento, mentre sia nel settembre e nel novembre successivi sia nel marzo 2006 l'insorgente ha indicato di nuovo che il fratello non lavorava,
il de cujus era nullatenente, non possedeva beni pignorabili,
l'insolvenza della sua successione era quindi stata constatata con atti ufficiali (ACB) prima della sua morte (dal 2004 al 2006),
inoltre, la sua insolvenza era notoria, non solo alla Cassa malati che aveva ottenuto dieci attestati di carenza beni nei suoi confronti, ma anche – e soprattutto - alla sorella, con cui viveva e che lo sostentava interamente – eccetto le parentesi di tempo in cui l'assicurato riusciva appena a mantenersi con il suo lavoro,
da quanto precede discende che siccome tutte le condizioni esposte sono adempiute affinché vi sia (stata) una presunzione di rinuncia di un'eredità insolvente, la ricorrente ha perso la sua qualità d'erede del fratello alla scadenza del termine di tre mesi dalla sua morte, indipendentemente dalla dichiarazione del 30 luglio 2007 dell'Ufficio delle imposte di successione e donazione,
di conseguenza, non avendo accettato la successione e non essendo quindi (più) erede dell'assicurato dal giugno 2007, la Cassa malati non poteva pretendere dall'insorgente il pagamento dei premi LAMal del fratello defunto,
pertanto, la ricorrente non poteva essere escussa dall'Ufficio __________ di __________, a domanda della Cassa malati CO 1, con i PE nn. __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, per il pagamento dei premi LAMal e delle partecipazioni ai costi non soluti dall'assicurato __________,
ne deriva, dunque, che l'assenza di legittimazione passiva della ricorrente nei confronti della Cassa malati fa sì che le opposizioni da essa interposte ai summenzionati PE emessi nei suoi confronti il 14 maggio 2008 debbano essere mantenute,
pertanto, tutte le decisioni su opposizione del 30 luglio 2008 con cui la Cassa malati ha preteso dall'insorgente il pagamento della somma di Fr. 24'500,45 oltre interessi del 5%, vanno annullate,
il ricorso deve dunque essere accolto,
vincente in causa, alla ricorrente vanno riconosciute delle indennità per ripetibili siccome è rappresentata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è accolto.
1.1. Le dieci decisioni su opposizione emesse il 30 luglio 2008 dalla Cassa malati CO 1 sono annullate.
1.2. La ricorrente non è debitrice dei premi LAMal del fratello defunto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. La Cassa malati verserà Fr. 1'500.- alla ricorrente a titolo di ripetibili (IVA inclusa).
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti