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segretario: |
Gianluca Menghetti |
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statuendo sul ricorso del 22 gennaio 2016 formulato da
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RI 1
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contro |
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la decisione su reclamo del 18 gennaio 2016 emanata da |
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Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale contro le malattie |
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ritenuto, in fatto
1.1. Mediante trasmissione dello specifico formulario, senza intervento diretto dell’assicurata (doc. 1), in favore di RI 1 è stata chiesta la riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per il 2016.
RI 1 è divorziata, nata nel 1962, assicurata presso __________, domiciliata a __________, senza attività e beneficiaria di prestazioni Laps.
1.2. Con decisione 20 novembre 2015 la Cassa ha accolto pienamente la richiesta e riconosciuto in favore della signora RI 1 la riduzione massima cifrandola in CHF 3'661,20 (doc. 2).
Con lungo scritto 2 dicembre 2015 (doc. 3) RI 1 ha contestato il provvedimento considerando l’importo riconosciuto “troppo esiguo” alla luce della sua situazione personale. La signora lamenta il fatto che lo Stato le verserebbe “solo” il 71,8% del premio effettivamente pagato (CHF 5'097,60).
1.3. Con lettera 10 dicembre 2015 la Cassa ha comunicato all’assicurata di averle concesso l’importo massimo della riduzione per il 2016 (doc. 4). Il successivo 14 dicembre 2015 (doc. 5) l’assicurata ha chiesto comunque l’emanazione di una decisione formale impugnabile “… in quando ho in atto un ricorso contro l’USSI relativo all’ammontare delle mie prestazioni assistenziali”.
Il 18 gennaio 2016 la Cassa ha emanato il provvedimento richiesto (doc. 9) con cui evidenzia quanto, per completezza, si riporta in esteso:
" (…)
L’importo effettivo della RIPAM si ottiene moltiplicando l’importo normativo (art. 35 LCAMal) per il coefficiente cantonale di finanziamento pari al 73.5% (art. 37 cpv. 2 LCAMal), che rappresenta quindi la partecipazione del Cantone al pagamento del premio di cassa malati.
(…)
Nella fattispecie, per il calcolo della RIPAM, sono quindi stati considerati i seguenti fattori:
Ø PREMIO MEDIO DI RIFERIMENTO (PMR) 2016 fr. 4'981.--
Ø COEFFICIENTE CANTONALE DI FINANZIAMENTO 73.5 %
(…) l’importo della RIPAM è calcolato utilizzando la seguente formula:
PMR 2016 * COEFFICIENTE CANT. FIN./100
(…) l’importo annuo della RIPAM in favore della sua UR è quindi il seguente:
RIPAM 4'981 * 73.5% / 100 = 3'661.05 (…)”
L’importo è stato arrotondato, per ragioni tecniche relative al suo versamento all’assicuratore, a CHF 3'661,20. Il reclamo è così stato respinto.
1.4. Con lungo ricorso del 22 gennaio 2016 (doc. IRI 1 contesta il provvedimento evidenziando di non approvare “la legittimità” delle recenti modifiche legislative in materia di riduzione dei premi. Essa osserva come il premio richiesto da __________, per la copertura obbligatoria, sia superiore al PMR 2016 di CHF 4'981.--. La ricorrente si ritiene svantaggiata, contesta implicitamente il sistema adottato dal legislatore ticinese e critica l’insufficienza degli importi di sussidio massimi ammessi dalle norme cantonali.
La signora RI 1 chiede al Tribunale cantonale delle assicurazioni “quale garante della costituzionalità delle modifiche agli articoli di legge … se tale importo di RIPAM per il 2016, ammontante a fr. 3'661.20, sia il massimo che possa venirmi versato … a fronte” del premio effettivamente pagato.
1.5. Con risposta 17 febbraio 2016 (doc. III) la Cassa “rammenta che dal 2015 il sistema di attribuzione alla RIPAM è stato oggetto di alcune modifiche decise dal Parlamento cantonale (…) Oltre all’introduzione del reddito disponibile massimo (RDM) per unità di riferimento, al di sopra del quale non si ha più diritto alla RIPAM, sono stati introdotti anche una nuova formula di calcolo in virtù della quale la RIPAM diminuisce progressivamente con l’aumentare del reddito disponibile di riferimento (RD) e un nuovo calcolo del premio medio di riferimento (PMR), il quale ora considera anche le scelte assicurative degli assicurati. Inoltre il calcolo del PMR considera per gli anni 2015-2017 una deduzione di fr. 90.-- inerente i ristorni ai singoli assicurati dei premi di cassa malati pagati in eccesso. Attraverso il Decreto esecutivo del 18.11.2015 concernente le basi calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2016, il Consiglio di Stato ha stabilito all’art. 1 lett. a) che il periodo fiscale per l’accertamento del RD è quello delle classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2013 ed ha fissato i premi medi di riferimento pari a fr. 4'981.-- per gli assicurati adulti. (…) Nel caso specifico, l’UR è composta unicamente della ricorrente, la signora RI 1 (__________1962) che è al beneficio di prestazioni Laps. Le informazioni utili per l’evasione della richiesta di RIPAM per gli assicurati posti a beneficio di prestazioni Laps vengono comunicate direttamente al Servizio Sussidi dal Servizio Cantonale delle Prestazioni Sociali (SCPS), dal momento che gli stessi, in considerazione dell’art. 43 LCAMal, sono esentati dal presentare l’istanza RIPAM. Per i beneficiari di prestazioni Laps, la riduzione dei premi corrisponde all’importo massimo ai sensi dell’art. 34 LCAMal a cui si applica il coefficiente cantonale di finanziamento pari al 73.5%.” (doc. III). Nelle sue conclusioni la Cassa chiede quindi che il ricorso sia respinto.
Con ordinanza del 18 febbraio 2016 (doc. IV) il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha intimato la risposta di causa della Cassa all’assicurata concedendole un termine di 10 giorni per postulare l’assunzione di eventuali nuove prove rispettivamente per formulare osservazioni all’atto dell’amministrazione. La signora RI 1 non ha reagito all’invito. Non sono state acquisite altre prove d’ufficio da parte del Tribunale cantonale delle assicurazioni.
in diritto
in ordine
2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.
2.2. Il ricorso formulato da RI 1 è sufficientemente motivato e solleva contestazioni che sono, perlomeno minimamente, circostanziate e tali da imporre l’esame di questo Tribunale. In particolare la ricorrente ritiene implicitamente che il legislatore ticinese non abbia ossequiato, nelle norme che concretano a livello cantonale la riduzione dei premi, il dettato del diritto federale contenuto all’art. 65 LAMal. Essa biasima in particolare l’insufficienza dell’aiuto sociale generalmente riconosciuto agli assicurati nei casi in cui l’assicuratore scelto imponga premi superiori al premio medio di riferimento (PMR qui di seguito) ritenuto dall’esecutivo cantonale. Il ricorso è quindi ricevibile in ordine.
2.3. L’impugnativa è stata formulata nel termine di 30 giorni dall’intimazione della decisione resa su reclamo, essa è quindi tempestiva.
nel merito
2.4. Dal 2012 le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha provveduto a porre mano ad un nuovo sistema di distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, ed il Parlamento promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Lasp e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento ed è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.
2.5. Con le norme in vigore dal 2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.).
Importante è qui sottolineare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.
2.6. Il Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di una richiesta scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti, l’aiuto sociale è versato con effetto al 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.
Per la determinazione della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale (art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.
Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.
Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.
L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
Il nuovo sistema prevede la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato l’importo (normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal), limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione.
Secondo le norme della LCAMal in vigore sino a fine 2014 la parte del reddito che supera i limiti superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale deve, per volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del pagamento dei premi. In questa costellazione (superamento del limite di reddito per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo della RIPAM diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza dell’incremento del reddito da computare. In altri termini la riduzione del premio si contrae man mano che il surplus di reddito aumenta. Le norme in vigore dal 2012 al 2014 compreso prevedevano percentuali di riduzione che variavano a seconda della tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissava le seguenti percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli), 20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.
Con le modifiche aventi effetto dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo. Per tale norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:
RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione
Se dell'UR fanno parte dei figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x 50 % del limite di fabbisogno Lpas senza computo della pigione.
Le due formule adottate dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti del 3.4 e del 3,9.
Nel corso dei lavori preparatori (Messaggio 6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997) l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio citato, p. 13).
Posto il principio di fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli computabili, e del 3.9 per in caso di presenza di figli. Sempre nel suo messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.
Per la determinazione della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) ed il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
2.7. Come anticipato per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata a partire dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi.
Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
L’amministrazione è tenuta a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria, che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza (mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio, dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa, redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente: assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (Messaggio, op. cit., pag. 16 in initio).
Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS. Va sin d’ora osservato che, come rammentato nelle STCA 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
2.8. Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) od ancora per l’invalidità, rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le nuove norme la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari.
La deduzione, così come espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari. Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a livello fiscale, su questo aspetto la volontà del legislatore appare chiara.
2.9. Va ancora ribadito qui che con le modifiche della legge apportate il 3 novembre 2014 dal Parlamento ed entrate in vigore il 1° gennaio 2015 il calcolo dell'importo normativo della RIPAM a partire dal 2015 è determinato mediante una nuova formula che considera il reddito disponibile massimo dell’art. 32a LCAMal (si veda quanto esposto nelle considerazioni precedenti).
L'art. 34 LCAMal ripete che l'importo massimo normativo dei premi corrisponde alla somma dei premi medi di riferimento per categoria d'assicurato, dell'UR. L'importo normativo della RIPAM, dal 2015 è quindi determinato dalla seguente formulata:
[PMR – (PMR x RD2)]
RDM2
e dipende dal reddito disponibile massimo (RDM) definito all'art. 32a LCAMal cui si è accennato nelle considerazioni precedenti. Le modifiche apportare alle norme a contare dal 2015 hanno reso il sistema molto meno trasparente visto l’uso di formule matematiche complesse.
2.10. Una delle modifiche di maggiore impatto, con effetto al 2015, è quella riguardante le norme che definiscono il PMR, ossia il premio medio di riferimento che è stabilito annualmente dal Consiglio di Stato. Infatti, in applicazione dell’art. 28 cpv. 1 LCAMal il PMR è stabilito, per le tre categorie di assicurati previste dalla LAMal, sulla base dei premi approvati dall’autorità federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ed è calcolato (art. 28 cpv. 2 LCAMal) sulla scorta della media ponderata dei premi dell’assicurazione standard, con franchigia ordinaria e rischio d’infortunio incluso, tenuto conto del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore malattie ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal e considerando:
a) la percentuale di assicurati con modello assicurativo standard, con franchigia ordinaria (α);
b) la percentuale di assicurati con modelli assicurativi alternativi, con franchigia ordinaria (β);
c) lo sconto medio percentuale tra modello medico di famiglia e modello standard (γ).
Per l’art. 29 cpv. 1 LCAMal il premio medio di riferimento è quindi stabilito come segue:
PMR = x α + x (100% - γ) x β.
In applicazione dell’art. 29 cpv. 2 LCAMal il premio medio di riferimento considerato per le tre categorie di assicurati previste dalla LAMal non può essere inferiore a quello applicato per l’anno 2014CHF 4'965.— come voluto con il DE concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 del 21 maggio 2014).
L’art. 43a LCAMal prevede per le unità di riferimento con reddito disponibile inferiore o uguale al limite di fabbisogno ai sensi della Laps, senza computo della pigione, mantengono la situazione acquisita con la legge in vigore per l’anno 2014. L’importo effettivo di riduzione dei premi, calcolato conformemente all’art. 37, non può essere inferiore all’importo calcolato come segue:
“a) considerando i premi medi di riferimento calcolati secondo la legge in vigore per l’anno 2014, segnatamente fr. 4’965.– all’anno per gli assicurati di età superiore ai 25 anni, di fr. 4’594.– all’anno per gli assicurati di età compresa tra i 18 e i 25 anni e di fr. 1’156.– all’anno per gli assicurati fino all’età di 18 anni;
b) PMR x coefficiente cantonale di finanziamento pari al 73.5%, per le unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale al 50% del limite di fabbisogno;
c) PMR x coefficiente cantonale di finanziamento pari al 70%, per le unità di riferimento con un reddito disponibile superiore al 50%, ma inferiore o uguale al 100% del limite di fabbisogno.
Per gli art. 43b LCAMal poi, per i richiedenti la riduzione del premio (art. 106 – 106c LAMal), per le RIPAM 2015 sino al 2017 “dal premio medio di riferimento è dedotto l’importo di fr. 90.–“.
Per l’art. 43c LCAMal invece, per i beneficiari di prestazioni LPC, per le RIPAM sempre riferite gli anni 2015 sino al 2017, dalla riduzione dei premi è dedotto l’importo di CHF 90.--.
Come ha ricordato la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG sia nella decisione impugnata che nelle osservazioni al ricorso (doc. 9 e doc. III), in applicazione dell’art. 43 LCAMal i beneficiari di prestazioni ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) sono esentati dal presentare l’istanza di riduzione dei premi. La riduzione dei premi corrisponde all’importo massimo ai sensi dell’art. 34, a cui si applica il coefficiente cantonale di finanziamento.
2.11. Per completezza dell’esposizione va rammentato ancora che, per esplicita volontà del legislatore, onde fissare l’importo della riduzione del premio da riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65 cpv. 1 LAMal), l’importo normativo della RIPAM va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota, basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata.
Il coefficiente unico per il 2012 del 73,5% è stato cambiato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato previsto negli altri casi.
A contare dal 2015 il legislatore, in uno con le modifiche cui si è accennato, ha voluto portare un'ulteriore modifica all’art. 37 LCAMal fissando il coefficiente cantonale di finanziamento definitivamente al 73,5% dell'importo normativo della RIPAM.
2.12. Al fine di verificare la correttezza o meno dell’agire della Cassa, dopo avere evidenziato nelle considerazioni del punto 2.9. le innovazioni legislative introdotte con effetto a partire dalla RIPAM 2015, occorre verificare quali siano i parametri applicabili alla determinazione della riduzione dei premi negli anni qui in esame.
Con il Decreto esecutivo 18 novembre 2015 concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2016 (RL 6.4.6.1.7) il Consiglio di Stato ha definito i parametri come segue:
" a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2013.
b) premio medio di riferimento:
- adulti: CHF 4’981.--
- giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’563.--
- minorenni: CHF 1’066.--
c) costante per il calcolo del reddito disponibile massimo:
unità di riferimento senza figli: 3.4;
unità di riferimento con figli: 3.9.
La Cassa ha quindi fatto uso del PMR ritenuto dall’esecutivo cantonale di CHF 4'981.—che è superiore al PMR dell’anno 2014. L’importo va ritenuto quindi applicabile.
2.13. Come correttamente evidenzia la Cassa nella sua risposta di causa, la ricorrente beneficia di prestazioni Laps. Gli assicurati al beneficio di prestazioni Laps ottengono le informazioni utili per l’evasione della richiesta RIPAM direttamente dal servizio sussidi del Servizio Centrale delle prestazioni sociali (SCPS) essendo esentati dall’obbligo di presentare istanza (art. 43 LPAS, art. 9 RLCAMal).
Per questi assicurati la riduzione dei premi è quella massima a norma dell’art. 34 LCAMal, pari cioè al PMR cui deve essere applicato il coefficiente di finanziamento cantonale determinato, come visto, nel 73,5% dell’importo del PMR. In concreto quindi l’amministrazione ha applicato la percentuale del 73,5% al valore del PMR ritenuto dall’esecutivo (CHF 4'981.--), ricavandone l’importo di CHF 3'661,05 aumentato per ragioni tecniche relative alla modalità di versamento all’assicuratore, a CHF 3'661,20. L’agire della Cassa ossequia quindi pienamente i criteri della legge voluta dal legislatore cantonale.
2.14. La ricorrente ha posto in dubbio il rispetto, da parte del legislatore ticinese, dei precetti dell’art. 65 LAMal. Come già ritenuto in precedenti sentenze di questo Tribunale cantonale delle assicurazioni (per tutte si veda la STCA 36.2012.33 in re M. del 3 febbraio 2012 consid. 2.10):
" Il Tribunale Federale ha rilevato come i cantoni dispongono di una libertà nella regolamentazione della materia che non è però assoluta. Nella sentenza pubblicata in DTF 136 I 220 e segg. l’Alta Corte ha ritenuto che il diritto glaronese in materia di RIPAM violasse, come ritenuto dal Tribunale amministrativo di quel cantone, il diritto federale nella misura in cui imponeva l’eventuale compensazione tra imposte e RIPAM in caso di arretrati. Più specificatamente per il TF, in virtù dell’art. 49 cpv. 1 Cost. Fed., il diritto federale prevale su quello cantonale contrario. Le norme cantonali debbono quindi rispettare “Sinn und Zweck” (ossia senso e scopo) delle norme federali. In altri termini le regole cantonali in un ambito quale quello qui in discussione non debbono urtare rispettivamente pregiudicare o ridurre la portata delle norme federali (in questo senso anche G. EUGSTER: Krankenversicherung, in Soziale Sicherheit, SBVR, 2007 pag. 764).
Quindi il Cantone, nella fissazione delle norme che regolano la materia della riduzione dei premi, gode di un ampio potere d’apprezzamento ed il diritto cantonale é diritto autonomo. Il giudice può intervenire in tale ambito unicamente se i cantoni, tramite le loro normative, non permettono il conseguimento degli scopi e degli obiettivi che il legislatore federale si è prefissato rispettivamente se è data una violazione del principio di parità di trattamento (DTF 136 I 220 e segg).”
Ora nel caso in esame, come indicato, la ricorrente ritiene, implicitamente, che le norme cantonali non rispettino il diritto federale in materia. A torto.
Il diritto cantonale concreta, nel solco dell’ampio potere conferitogli dal diritto federale, l’art. 65 LAMal in maniera adeguata. Le norme cantonali, per casi quali quello della ricorrente, prevedono di ridurre i premi in maniera significativa, ossia del 73,5% dell’importo del premio medio. La ricorrente stessa ricorda che tale riduzione, riferita al suo premio effettivo presso Concordia, è del 71,8%. Si tratta di percentuale di tutto rilievo. Il legislatore federale non ha imposto ai cantoni, con l’art. 65 LAMal, la presa a carico integrale dei premi degli assicurati di condizione economica modesta.
La ratio delle norme cantonali è poi quella di indurre gli assicurati a ricercare e scegliere l’assicuratore malattie che offra premi più vantaggiosi, rispettivamente optare per copertura assicurative opzionali che favoriscano una diminuzione del premio (quali quella del medico di famiglia). In tale evenienza la percentuale effettiva della RIPAM massima attribuibile da parte della Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG, permette addirittura di coprire l’intero importo del premio effettivo, e ciò senza scapito per la natura delle prestazioni assicurative.
Va ribadito che l’art. 65 LAMal, e quindi il diritto federale, impone ai Cantoni di “ridurre” i premi e non di azzerarli o porli interamente a carico dello Stato. Le norme cantonali ossequiano dunque i precetti del diritto federale.
Alla luce di quanto precede, va ritenuto come le norme cantonali rispettino lo scopo e il senso del diritto federale alla luce della giurisprudenza federale citata (DTF 136 I 220 del 15 aprile 2010). Il giudice deve quindi applicare le norme cantonali non potendosene scostare non essendo adempiuti i presupposti dell’art. 73 cpv. 2 Cost. Ti secondo cui i Tribunali “… decidono in modo indipendente e sono vincolati dalla legge; essi non possono applicare norme cantonali che fossero contrarie al diritto federale o alla Costituzione cantonale” (si faccia riferimento, su questi aspetti, alla STCA 36.2014.93 in re B., del 9 marzo 2015, confermata dal Tribunale federale nella STF 8C_247/205 del 24 settembre 2015). In sunto dunque le norme della LCAMal raggiungono lo scopo e il senso imposto dal diritto federale, conseguono, per le persone di condizione economica modesta quali la ricorrente, la riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria, stimolando adeguatamente la scelta degli assicuratori i cui premi sono meno onerosi rispetto ad altri ed inducono la scelta di forma alternative di assicurazione, previste dalla legge (in particolare quella del medico di famiglia) che permettono di diminuire l’importanza dei premi assicurativi.
Visto quanto precede il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. Non si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti