Raccomandata

 

 

Incarto n.
38.2004.70

 

mm/DC/gm

Lugano

14 settembre 2005

 

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

 

 

 

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

 

redattore:

Maurizio Macchi, vicecancelliere

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2004 di

 

 

RI 1

 

 

contro

 

 

 

la decisione su opposizione del 26 luglio 2004 emanata da

 

Cassa CO 1

 

in materia di assicurazione contro la disoccupazione

 

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 3 giugno 2004, la Cassa CO 1 di disoccupazione ha comunicato a RI 1, iscrittosi in disoccupazione a contare dal 1° gennaio 2004, che il diritto alle indennità di disoccupazione sarebbe stato calcolato sulla base di un salario ipotetico mensile di fr. 6'038.50 lordi, corrispondente al salario percepito da un giurista neo assunto presso l’Amministrazione cantonale (cfr. doc. 28).

 

                               1.2.   A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 6), la Cassa, il 26 luglio 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sua decisione del 3 giugno 2004, osservando che:

 

"  (...)

In applicazione delle seguenti disposizioni:

LADI, art. 24 e art. 16

OADI art. 41a

 

La decisione del 03 giugno 2004 viene confermata e l’opposizione del 03 luglio 2004 è respinta.

Il diritto alle indennità di disoccupazione compensative è calcolato sulla base di un salario ipotetico mensile di fr. 6'038.50 lordi a tempo pieno.

 

 

Fattispecie e motivi:

 

È considerato guadagno intermedio il reddito proveniente da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’art. 22. Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

 

È considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.

 

Nella fattispecie lei ha iniziato un’attività pressoi la Città di __________ in qualità di giurista per il periodo dal 22 marzo 2004 per una durata di 6 mesi percependo un salario mensile lordo di fr. 3'500.00 (attività a tempo pieno, 40 ore settimanali).

 

Onde poter corrispondere le indennità compensative, la Cassa avrebbe dovuto prendere in considerazione un salario ipotetico per un giurista neo assunto. Vista la difficoltà oggettiva a stabilire il salario ipotetico, non vigendo nella categoria un contratto collettivo, la Cassa di disoccupazione ha contattato in data 04 maggio 2004 il servizio giuridico del SECO (Segretariato di Stato e dell’economia, Berna) per un loro parere.

 

Con risposta del 06 maggio 2004, il Servizio giuridico del SECO, comunicava testualmente “Per quanto riguarda l’assicurato deve essergli contato un salario fittizio (dura lex, sed lex). Secondo l’ispettorato, se non è possibile ottenere una risposta da parte del Comune di __________, occorre informarsi presso l’Autorità di un comune di grandezza equivalente (p.es __________ o __________). In caso d’insuccesso, sarà determinante il salario versato in una simile funzione presso l’Amministrazione cantonale.

 

Il Comune di __________, con scritto del 26 aprile 2004, comunicava di considerare tale attività lavorativa uno stage professionale e pertanto retribuito con un salario lordo di fr. 3'500.00. Abbiamo pertanto contattato il Comune di __________ che, con scritto del 26 maggio 2004, comunicava quale retribuzione minima di un giurista neo assunto un salario di fr. 10'052.15 lordi.

 

Infine, tramite e-mail, del 03 giugno 2004, l’Amministrazione cantonale comunicava che un giurista neo assunto avrebbe percepito un reddito di fr. 6'038.50 lordi.

In considerazione di quanto sopra, la Cassa ha preso in considerazione il salario ipotetico comunicato dall’Amministrazione cantonale, in quanto lo stesso era nettamente inferiore a quello  indicato dal Comune di __________.

 

La nostra Cassa, sia telefonicamente, allo sportello e per iscritto, l’ha resa attenta sul fatto che in virtù dell’art. 24 LADI avrebbe dovuto applicare un salario ipotetico (vedi nostro scritto del 08.04.2004) ed in seguito tramite scritto del 27 aprile 2004 le ha indicato nel dettaglio anche il sistema di calcolo per la compensazione salariale.

 

Per tale motivo la nostra prima decisione del 03 giugno 2004 non entrava nel dettaglio.

 

In considerazione di quanto sopra, e tenuto conto di tutta la documentazione, la Cassa ritiene di confermare la decisione del 03 giugno 2004 e respinge l’opposizione del 03 luglio 2004."

                                         (I)

 

                               1.3.   Contro la decisione su opposizione, l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA del seguente tenore:

 

"  (...)

1.

Tra le argomentazioni addotte con l'opposizione ho affermato:

 

"Non vi è né un dispositivo finale né tanto meno, in assenza del primo, una frase che permetta di comprendere il contenuto, la portata, le conclusioni e le disposizioni che la Cassa prende, statuendo nei miei confronti di assicurato.

La totale assenza di qualsivoglia spiegazione, motivazione e precisazione di principi e di calcoli effettuati non può in alcun modo mettere l'assicurato in condizioni di esercitare in modo adeguato i propri legittimi diritti di difesa, rendendo di conseguenza nulla la decisioneimpugnata.

Un semplice lavoro di trascrizione in ingresso del contenuto dell'art. 24 cpv. 1 e 3 LADI, un succinto, impreciso ed errato resoconto della fattispecie per quanto attiene all'attività da me svolta (quale giurista stagiaire e non invece in qualità di giurista) non soddisfano di certo le imperanti esigenze sopra elencate (con riferimento alla definizione di decisione) " (doc.H).

 

Sulla scorta di quanto sopra si constata innanzitutto che l'affermazione di controparte "per tale motivo la nostra prima decisione del 03 giugno 2004 non entrava nel dettaglio" (decisione nr.180B/04, ad pag.2) altro non é che l'esplicita ed inequivocabile ammissione da parte della Cassa delle gravi censure mosse nei suoi confronti. Ma vi è di più: non solo la decisione "non entrava nel dettaglio", ma neppure nel merito della controversia.

 

La decisione di prima istanza deve essere quindi ritenuta nulla, non potendo essa giuridicamente e validamente assurgere a decisione ai sensi della legge e non avendo permesso all'assicurato in alcun modo di esercitare i propri legittimi diritti di difesa.

 

Essendo solo ora possibile una valida contestazione delle peraltro succinte argomentazioni di controparte, il qui ricorrente "ha perso per strada una via di ricorso".

 

Questa, insieme ad altre gravi negligenze ed imprecisioni della Cassa, non possono e non devono arrecare danno all'assicurato.

 

(...)

 

2.

Dal profilo formale si contesta inoltre (non essendosi la Cassa in alcun modo espressa) la validità delle decisioni in quanto non firmate dai funzionari dirigenti e responsabili, che a quanto pare permettono ai propri funzionari, facendo loro firmare per procura, di emanare delle decisioni formali (doc.H e I). Con la decisione nr.180B/04 compare addirittura una terza persona non nominata in precedenza che firma la decisione "in sostituzione" del sostituto capo ufficio (doc.I, pag.3).

 

Ci si domanda pertanto se i tre firmatari delle decisioni siano effettivamente autorizzati e se la presenza della firma del Capo ufficio e del sostituto Capo ufficio non sia, a questo punto, del tutto superflua.

 

(...)

 

3.

Ribadisco che prima di accettare la presente attività lavorativa mi sono presentato agli sportelli della Cassa onde definire con precisione la mia situazione, non da ultimo anche finanziaria, vista la minor retribuzione (fr.3'000.--) rispetto all'attività precedente svolta presso la __________ (fr.6'763.90). In occasione di tale approfondito colloquio con la Signora __________ della Cassa non sono emersi impedimenti di sorta in ordine al pieno riconoscimento del guadagno intermedio. Sostengo con assoluta fermezza che sulla base del guadagno assicurato e del nuovo salario proposto, mi è stato presentato e confermato, calcolatrice alla mano (!), l'importo esatto del guadagno intermedio al quale avrei avuto pieno diritto.

 

Tengo a precisare che al momento della conferma di cui sopra, il salario pattuito con la Città di __________ era addirittura inferiore (fr.3'000.--) a quello successivamente stipulato (fr.3'500.--).

A maggior ragione agli occhi della funzionaria, ma anche della Cassa, doveva sorgere un minimo dubbio circa il riconoscimento del guadagno intermedio che invece, in tutta tranquillità, mi è stato assicurato esistere.

 

Questi fatti sono stati evidenziati e portati all'attenzione della Cassa con mio scritto 14 aprile 2004 (doc.E). Non avendo ottenuto riposta ho quindi richiesto ed ottenuto un colloquio con il sostituto capo ufficio Signor __________. Anche in quella occasione ho reso attenta la Cassa dell'errata informazione ricevuta, richiedendo in sua presenza, la possibilità di interpellare la Signora __________ che in quell'istante era presente agli sportelli e che senza alcuna difficoltà poteva, se lo si voleva, essere chiamata a dare la sua versione dei fatti. Così invece non è stato!.

 

Neppure la richiesta di udire la Signora __________ nell'ambito della procedura in prima istanza è stata presa in considerazione. E nemmeno la decisione si china sui motivi del diniego di tale legittima richiesta.

 

Si richiede pertanto di poter udire in questa sede la Signora __________ della Cassa CO 1 di assicurazione contro la disoccupazione,__________, __________ in quanto persona a conoscenza degli avvenimenti sopra esposti, nonché il sostituto capo ufficio della Cassa Signor __________ affinché possano emergere con chiarezza fatti e responsabilità.

 

La conferma del riconoscimento del guadagno intermedio mi ha indotto ad accettare la presente attività lavorativa. Si potrà naturalmente obiettare del mio diritto a recedere dalla presente attività una volta messo a conoscenza delle difficoltà sorte. Sono tuttavia dell'opinione che dal profilo etico-professionale, non si "possa e debba piantare in asso" il proprio nuovo datore di lavoro, potendo io comunque approfittare con questo stage per migliorare le mie conoscenze e per cercare di inserirmi convenientemente nel mercato del lavoro.

 

Ciò nondimeno la negligenza degli organi addetti all'applicazione della LADI non può e non deve arrecare danno all'assicurato.

 

(...)

 

4.

Le informazioni fornite dalla Cassa all'assicurato, oltre ad essere imprecise sono palesemente contraddittorie, facendo essa dipendere il riconoscimento del guadagno intermedio da due (assai) diverse e contrapposte condizioni.

 

In un primo momento, con scritto 8 aprile 2004 la Cassa ha infatti comunicato

"che essa è tenuta a verificare che il salario conseguito sia confacente agli usi locali e che per fare ciò avrei dovuto inoltrare uno scritto attestante i miei compiti ... senza il quale (scritto) la Cassa sarebbe stata impossibilitata a verificare se il reddito fosse confacente o meno" (doc.C, pag.2).

 

In un secondo momento tuttavia, con scritto 27 aprile 2004 la Cassa ha invece comunicato di essere "... tenuta a verificare quale sia il salario d'uso nella professione..." (doc.L, pag.2).

 

In buona sostanza: la Cassa ha fatto dipendere il riconoscimento del guadagno intermedio da due distinte condizioni:

1. dai compiti svolti in qualità di giurista stagiaire, facendo così credere che l'adeguatezza del salario di fr.3'500 fosse in relazione con i compiti da me svolti,

2. dal salario d'uso nella professione di un giurista.

 

L'agire della Cassa si contraddistingue purtroppo, una volta ancora, per essere alquanto impreciso ed approssimativo.

 

(...)

 

5.

La Cassa persiste inoltre nel fondare il proprio giudizio su di un accertamento errato dei fatti rilevanti, valutando e ritenendo, a torto, la mia funzione all'interno della Polizia Città di __________ essere quella di giurista, quando in realtà la funzione assegnata è di: giurista stagiaire!.

 

Tale determinante distinzione risulta fondamentale ai fini del presente giudizio.

 

Non vi è chi non veda come la mia attività si differenzi enormemente da quella di un giurista, che, nominato tramite pubblico concorso è assoggettato ad un preciso mansionario dal quale si evincono con meticolosa precisione: compiti, mansioni e responsabilità. L'entità del salario deve quindi avere degli oggettivi parametri di calcolo, che sono per l'appunto: i compiti svolti, le mansioni attribuite e le responsabilità connesse con l'attività.

 

Orbene, il mio compito é limitato "all'aggiornamento ed alla redazione di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di Polizia", mentre le responsabilità sono limitate dovendo, a giusta ragione, "... sottostare alla supervisione del vicecomandante di polizia" (doc. A e D).

 

La Cassa dimentica inoltre che l'attività di giurista stagiaire, per sua stessa definizione, presuppone anche un'attività di ulteriore formazione finalizzata ad un miglior inserimento nel mondo del lavoro, forse addirittura in vista di una futura assunzione presso la Polizia Città di __________. Per questi motivi è richiesta un'attiva partecipazione sia all'interno delle tematiche inerenti alla Polizia sia a quelle giornate di formazione indette dalla polizia medesima o che quest'ultima ritiene di utilità (doc. M).

 

Il limitato numero di compiti e responsabilità, nonché l'attuale fase di ulteriore formazione giustificano pertanto il salario di fr.3'500.--, il cui importo deve essere ritenuto determinante ai fini del calcolo.

 

Non si giustifica di riflesso il salario ipotetico preso in considerazione della Cassa già solo per essere riferito ad un giurista anziché ad un giurista stagiaire!.

 

(...)

 

6.

Se questo Tribunale dovesse per denegata ipotesi ritenere quale base di calcolo il salario ipotetico attribuito ad un giurista (anziché ad un giurista stagiaire), allora l'esame della problematica non può prescindere dalle seguenti considerazioni.

 

a)

Innanzitutto contesto il salario ipotetico di fr.6'038.50 perché, oltre a non essere documentato, non permette di comprendere a quale funzione ed a quale classe di stipendio di un giurista la Cassa faccia riferimento.

È infatti risaputo che all'interno dell'amministrazione cantonale vigono, a dipendenza della funzione occupata, dei compiti assolti e delle responsabilità assunte, diversificate classi di stipendio.

 

b)

Non miglior sorte merita l'affermazione della Cassa secondo cui "... il Comune di __________ ... comunicava quale retribuzione minima per un giurista neo assunto un salario di fr.10'052.15" (decisione nr.180/04, pag.2).

Ciò evidenzia con sufficiente chiarezza, una volta ancora, l'imprecisione e l'assoluta mancanza di una benché minima verifica delle informazioni che la Cassa fornisce, comunicandole addirittura nell'ambito della propria decisione!.

Anche agli occhi della persona meno cognita appare ovvio non poter esistere per la stessa funzione una differenza di salario così imponente, di addirittura fr. 4'013.65 (fr. 10'052.15 - fr. 6'038.50)!!!. Questo fatto deve far ben riflettere questo Tribunale circa le inesatte informazioni che vengono costantemente date dalla Cassa!.

 

Se un giurista neo assunto a __________ ha lo stesso stipendio di un direttore impiegato presso l'amministrazione della Città di __________, allora sarà mia premura cercare di ottenere un impiego a __________!

 

c)

Propongo di prendere in considerazione ai fini della determinazione del salario ipotetico l'unica proposta di lavoro che lo stesso URC di __________ mi ha sottoposto ed il cui salario (di fr. 4'500.--), oltre ad essere ritenuto una possibile base di calcolo, ben riflette la reale situazione salariale dell'attuale mercato del lavoro.

 

L'URC di __________ mi ha contattato telefonicamente per sottopormi un'offerta di lavoro, comunicando al contempo le qualifiche professionali richieste dal datore di lavoro, i compiti che avrei dovuto svolgere, il salario (fr. 4'500.--) ecc. A conferma del colloquio telefonico è immediatamente seguito lo scritto di cui al doc.N, ossia l'offerta di lavoro sottopostami proprio oggi dallo studio legale __________ (doc. O).

Compiti e responsabilità dell'offerta pervenutami sono presto riportati e di seguito tradotti:

-   orario di lavoro settimanale: minimo 50 ore

-   approfondite conoscenze del diritto civile, fiscale, commerciale ed internazionale

-   acquisizione di clienti e mandati

-   avvio "ex novo" e conduzione unica (ossia senza collaboratori e segretariato) di uno studio legale quale sede principale in Svizzera da affiancare alle esistenti sedi di __________ (Germania) e __________ (Spagna).

 

Facendo una debita proporzione, tenendo unicamente conto del numero delle ore di lavoro, (tralasciando quindi quali oggettivi parametri di calcolo del salario i compiti e le responsabilità) la nuova attività è in realtà retribuita con fr. 3'600.--/mese ( 40 ore/settimana) che equivale a fr. 4'500.--/mese (50 ore/settimana).

Viste e considerate le importanti responsabilità, i gravosi compiti e la retribuzione di fr. 3'600.--/mese ( 40 ore/settimana), vi è seriamente da domandarsi se il mio attuale e contestato salario di

fr. 3'500.-- non debba addirittura essere considerato troppo alto visto che i miei compiti e le mie responsabilità sono indiscutibilmente minori.

 

Sorge un ulteriore legittimo dubbio: "la proposta di lavoro dello studio __________, sicuramente vagliata con attenzione perché propostami dallo stesso URC di __________, non rappresenta forse un tentativo di dumping salariale a mio danno? E cosa dire, di chi invece di tutelare i miei interessi, evitando appunto tali spiacevoli situazioni, mi sottopone invece tali proposte?" Ma sicuramente non è così, l'operato dell'URC va difeso, essendo a disposizione dell'assicurato e predisposto per la tutela dei suoi interessi.

 

Ma quale spiegazione può essere data allora? Sono sicuro trattarsi semplicemente della momentanea, difficile, precaria, ma attuale e reale situazione salariale che regna nell'ambito della mia attività professionale.

 

Ritengo quindi che il salario di fr. 3'600.--/mese possa validamente essere considerato quale salario ipotetico per la determinazione del guadagno intermedio.

 

(...)

 

7.

A fronte delle argomentazioni sin qui esposte, la decisione impugnata, non può in alcun modo assurgere a decisione ai sensi della legge. La decisione è pertanto nulla, priva di efficacia, giuridicamente inesistente perché inficiata di vizi qualificati, gravi e manifesti.

 

Per contro il salario di fr. 3'500.--/ fr. 3'600.-- deve essere ritenuto quale salario che corrisponde all'aliquota usuale per la professione ed il luogo. (...)"

                                         (I)

 

 

                               1.4.   Nella sua risposta del 29 settembre 2004 la Cassa si è confermata nelle proprie allegazioni (cfr. III).

 

                               1.5.   In corso di causa, il TCA ha interpellato la Cassa, invitandola a prendere posizione in merito all’assunto ricorsuale secondo cui le persone che hanno firmato la decisione formale del 3 giugno 2004 e quella su opposizione impugnata non erano autorizzate a farlo (V).

 

                                         Le risposte dell’amministrazione datano dell’11 e del 15 aprile 2005 (VI e VII + allegato).

 

                                         L’insorgente ha presentato le proprie osservazioni al riguardo il 28 aprile 2005 (IX + allegati).

 

                               1.6.   In data 10 agosto 2005, il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione testimoniale di __________ e di __________, entrambi funzionari della Cassa CO 1 di disoccupazione (cfr. XIII).

 

                               1.7.   Il 10 agosto 2005, questa Corte ha chiesto al Servizio del personale della Città di __________ di comunicare a quanto ammonta il salario lordo mensile che verrebbe corrisposto a un giurista neo assunto (XIV).

 

                                         La risposta è pervenuta il 16 agosto 2005 (XV) ed è stata trasmessa per conoscenza alle parti (XVI).

 

                               1.8.   In data 24 e 30 agosto 2005, il ricorrente ha inviato ulteriori scritti al TCA concernenti un'occupazione che gli è stata assegnata dall'URC di __________ (cfr. XVII e XVIII + allegati).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   Il ricorrente ha, in primo luogo, sostenuto che la Cassa non avrebbe sufficientemente motivato la decisione formale del 3 giugno 2004, con il risultato che gli sarebbe stato impedito di fare valere, citiamo: “… i propri legittimi interessi di difesa” (cfr. I, p. 4).

 

                                         Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite.

                                         Per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito comprende pure la pretesa di ottenere una decisione motivata, che impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare.

                                         A tale fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni di parte atte ad influire sul giudizio (cfr. DTF 121 III 331 consid. 3b, 118 V 58; STF del 5 marzo 2002 nella causa A., 2A.418/2001, parz. pubblicata in PRA 8/2002, p. 679ss.; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1993, p. 100; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, p. 368ss.).

                                         In caso di carenza nella motivazione, la decisione viene di regola annullata, indipendentemente dall’interesse materiale delle parti, in quanto il diritto in questione è di natura formale (DTF 116 V 184, 115 V 305). In via eccezionale ciò non accade se il difetto - non particolarmente grave (DTF 116 V 185) - può essere sanato, in quanto l’istanza di ricorso dispone di piena cognizione, alla parte vengono resi noti tutti i fatti rilevanti ed egli viene sentito su questi fatti, di regola sulla base di un secondo scambio di allegati (DTF 116 V 39, 110 V 113; Kölz/Häner, op. cit., p. 102).

                                         Il TFA ha tuttavia statuito che il diritto di essere sentito viene sanato solo eccezionalmente (DTF 118 V 315 consid. 3c, 116 V 186).

 

                                         Il TCA constata che, seppur motivata in maniera piuttosto succinta, la decisione formale rilasciata dalla Cassa contiene tutti gli elementi necessari all’assicurato per comprendere gli estremi della vertenza, ovvero la presa in considerazione, nell’ottica di stabilire il diritto alle prestazioni di cui all'art. 24 LADI, di un salario lordo mensile di fr. 6'038.50, corrispondente alla retribuzione versata dall’Amministrazione cantonale ad un giurista neo assunto, anziché quello effettivamente pagatogli dalla Città di __________ (cfr. doc. 28).

                                         Del resto, non può essere dimenticato che, già precedentemente all’emanazione della decisione formale in discussione, i funzionari della Cassa avevano fornito a __________, di professione avvocato, informazioni generali a proposito delle modalità di calcolo del guadagno intermedio (cfr. i doc. 62 e 64), di modo che egli è ora malvenuto a sostenere che l’autorità amministrativa l’avrebbe posto nella condizione di non poter difendere convenientemente i propri interessi.

 

                               2.2.   In secondo luogo, l’insorgente mette in dubbio che le decisioni emanate dalla Cassa siano state firmate da funzionari autorizzati a farlo (cfr. I, p. 5).

 

                                         In corso di causa, il TCA ha chiesto all’amministrazione convenuta di prendere posizione in proposito (V).

 

                                         In data 11 aprile 2004, __________, Capo dell’Ufficio __________, ha comunicato quanto segue:

 

"  (…)

con riferimento alla richiesta del 4 aprile 2005 si precisa che le persone che hanno firmato sia la decisione sia la decisione su opposizione erano autorizzate a firmare le stesse.

 

In effetti, in assenza del capo ufficio, il sostituto firma in sostituzione del capo ufficio ed il collaboratore per il sostituto.

 

Nella fattispecie, la decisione del 3 giugno 2004 è stata firmata dal sostituto capo ufficio signor __________ e dal collaboratore che ha trattato la pratica ossia __________.

 

La decisione su opposizione è stata firmata dal sostituto capo ufficio e dal collaboratore signor __________.”

                                         (VI)

 

                                         Il 15 aprile 2005, il Direttore dell’__________, avv. __________, ha inoltre precisato che il diritto di firma in seno alla Cassa è disciplinato dal Seco soltanto per quanto concerne i pagamenti, per il resto, esso è regolato internamente all’Istituto stesso:

 

"  come indicato telefonicamente, il diritto di firma delle decisioni della Cassa CO 1 di assicurazione contro la disoccupazione è regolato internamente al nostro Istituto. Il seco regola unicamente i diritti di firma per i pagamenti (vedi allegato).

 

Le decisioni sono firmate dal capo dell’Ufficio __________ e dal capo del Servizio __________. In assenza del capoufficio firma il suo sostituto.

 

Nel caso particolare, il capo del Servizio __________ è anche sostituto del capo dell’Ufficio __________. In assenza del capo dell’Ufficio __________, il capo del Servizio __________ firma quindi in sua vece, un collaboratore firma in vece del capo del Servizio __________."

                                         (VII + allegato)

 

                                         Con le proprie osservazioni del 28 aprile 2005, RI 1 solleva una serie di obiezioni in merito al contenuto delle risposte fornite dai funzionari dell’__________, riconfermandosi nella conclusione secondo cui le decisioni della Cassa sarebbero viziate (cfr. IX).

 

                                         A prescindere dal fatto che in entrambe le decisioni figura perlomeno la firma di __________, il quale, nella sua qualità di sostituto Capo-ufficio, è senza dubbio titolare di un diritto di firma, la questione non merita una maggiore considerazione in quanto, secondo dottrina e giurisprudenza, nel diritto delle assicurazioni sociali, la firma non costituisce un presupposto di validità per una decisione, presupposto che, d’altronde, non viene richiesto né dalla LPGA, né dalle singole leggi (cfr. ZAK 1987, p. 210 consid. 1; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3. edizione, Berna 2003, p. 460; U. Kieser, ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, n. 20 ad art. 49).

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (il diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio) che si è posta successivamente (e cioè nel mese di marzo 2004, momento in cui l’assicurato ha iniziato l’attività alle dipendenze della Città di Lugano) all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

 

                                         Il nuovo tenore dell’art. 24 LADI non ha modificato il contenuto di quello vecchio e quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.

 

                                         Al riguardo, nel Messaggio concernente la revisione della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l’art. 24 LADI, ha rilevato che:

 

"  Art. 24 Computo del guadagno intermedio

 

Capoverso 1: i capoversi 1 e 2 sono riuniti in un unico capoverso.

 

Il capoverso 2 è abrogato.

 

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad eccezione del capoverso 3, rimane invariato.

 

Capoverso 3bis (nuovo): secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro a un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per la professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso 3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

 

a)                                   il tempo di lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;

b)   il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

 

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e, dall’altro, i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o presi in considerazione solo se il salario non è stato ridotto in misura eccessiva. Con questa disposizione si vuole impedire di finanziare la riassunzione a un salario eccessivamente basso a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche, del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e impedisce inoltre che gli assicurati accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione della fusione dei capoversi 1 e 2."

                                         (cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, p. 2005-2006).

 

                               2.4.   Secondo l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22. Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

                                         In virtù dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato. Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

 

                                         Il Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art. 109 LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato l’art. 41a OADI.

                                         In particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità compensative.

 

                               2.5.   In una sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, p. 45 seg. e in DTF 120 V 233 seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo art. 24 LADI.

                                         In tale contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 p. 46: "die während einer oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden, von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht"), la nostra Massima istanza ha stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e segnatamente dell'attuale art. 16 cpv. 2 lett. i LADI.

 

                                         L’art. 16 cpv. 2 lett. i LADI prevede che:

 

"  Non è considerata adeguata e di conseguenza è esclusa dall’obbligo di accettazione un’occupazione che:

 

i.  procura all’assicurato un salario inferiore al 70 per cento del         guadagno assicurato, salvo che l’assicurato riceva prestazioni compensative giusta l’articolo 24 (guadagno intermedio); con il                                consenso della commissione tripartita, l’ufficio regionale di       collocamento può eccezionalmente dichiarare adeguata     un’occupazione la cui rimunerazione è inferiore al 70 per cento del          guadagno assicurato”.

 

                                         L’art. 41a cpv. 2 OADI recita invece:

 

"  Se non sussiste il diritto a indennità compensative secondo l’articolo 24 capoverso 4 LADI, si ritiene adeguato un reddito a partire dal 70 per cento del guadagno assicurato”.

 

                                         Pertanto, secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, p. 46-47).

 

                                         Contestualmente, il TFA ha in particolare rilevato che:

 

"  (…)

Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen, widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3 AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1 lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167) oder mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25 und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24 AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit. (…)"

                                         (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, p. 47).

 

                                         Questi concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 21, p. 49-50.

                                         In questo giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi 2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

                                         Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien, Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in SZS 1994, p. 321 seg., in particolare p. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC 94/1", p. 3/2).

 

                                         Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995, ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

 

                                         In un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3 sono quindi adempiuti.

                                         Nel caso concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come segue:

 

"  (…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75 (80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das Bruttotaggeld, handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1 AVIG mit der Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993 grundsätzlich Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2 und 3 AVIG hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst die Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem Zwischenverdienst zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70 (Fr 3141.67 - 2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80% von Fr. 714.70) ergibt. (…)"

                                         (cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

 

                                         Questi concetti circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in un preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicata in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

                                         In particolare, nell’ultima sentenza citata, il TFA ha stabilito che il metodo di calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF 121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

                                         Va rilevato che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del fatto che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di indennità di disoccupazione spettante all’assicurato.

 

                               2.6.   Nella già citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

 

"  (…)

La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait, dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De même, le Tribunal fédéral des assurances a jugé qu'il n'appartient pas à l'assurance-chômage de compenser la différence de traitement existant entre le salaire usuel qui est versé à un psychologue diplômé, et la rémunération dont bénéficie un stagiaire; en l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un psychologue diplômé qu'une place et un salaire de stagiaire, en raison de restrictions budgétaires (arrêt non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la "rémunération habituelle" dont il est question ci-dessus entre en ligne de compte lorsque l'assuré exerce une activité pour la quelle il a été formé; en revanche, s'il pratique un métier pour le quel il ne dispose pas de qualification, seule la rémunération habituelle dans cette profession est déterminante (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a d'ailleurs opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires. Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à contribution lorsque le stage fait partie intégrante de la formation professionelle de base (à l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par ailleurs, des indemnités peuvent être allouées en cas de perfectionnement professionel ou de recyclage, à titre de mésures préventives (art. 59 ss LACI; ch. 2). Lorsque, pour dimunuer son chômage, l'assuré accepte d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une formation de base ni à un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut alors précisément trouver application, quand la rémunération obtenue est certe inférieure à l'indemnité de chômage, mais correspond au moins aux usages professionels et locaux (ch. 3, 1re e 2e phrases). En revanche, la dernière phrase du ch. 3, selon la quelle "il ne suffit donc pas que cette rémunération soit usuelle pour les stagiaires", ne se concilie pas avec les principes jurisprudentiels exposés aux arrêts DTA 1986 n° 22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la mesure ou elle ne s'applique qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle. Mais si l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé selon ces critères (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

(…)"

                                         (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag. 508-509).

 

                                         In una sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 p. 36 seg., il TFA ha avuto modo di stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati dopo aver ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un guadagno intermedio.

                                         Secondo l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

                                         La nostra Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art. 24 LADI, relativo al guadagno intermedio:

 

"  (…)

Il n'existe cependant pas de droit à une compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards, Arbeitslosenversiche- rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä- digung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS, 1994, p. 350 let. h et la référence à l'arrêt non publié F. du 1er juin 1994 [C83/93)]; cf. aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

 

2.- En l'espèce, les deux stages suivis successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du psycho-diagnostique” (attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a d'ailleurs toujours insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence, “d'emplois de formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié en psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des stages préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la destinaient naturellement ses études universitaires, la recourante a donc cherché à compléter sa formation théorique par une formation pratique indispensable à l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un emploi de psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage, n'enlève rien au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en effet, que la durée totale et la diversité de sa formation pratique étaient suffisantes, en janvier 1995, pour justifier un engagement professionnel.

 

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111 V 274 consid. 2b).

(…)" (cfr. DLA 1998 N. 7, p. 38-39).

                                         In un'altra sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 p. 286 seg., il TFA ha stabilito che l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a scopo di formazione (nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire al fine di acquisire ulteriori conoscenze.

 

                                         L’Alta Corte ha in particolare rilevato:

 

"  (…)

3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers anzurechnen.

 

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter, Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur), sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509 Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

 

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art. 24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

                                         (cfr. DLA 1998 N. 49, p. 288-289).

 

                                         Chiamata a stabilire se, nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15 maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige Ausbildung zur sozio-kulturellen Animatorin”), il salario di praticante andava trattato alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in una decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

3.1 Nach den Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der Beschwerdegegnerin ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies räumt die Versicherte in der kantonalen Beschwerde selber ein. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle Animatorin völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten (Verkäuferin in der Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.

 

3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz, wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde. Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)"

                                         (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03).

 

                                         In un’altra sentenza del 14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di una cassa disoccupazione che, dopo aver considerato un salario pari a fr. 3'510.-- corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

                                         Anche in questo caso l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen, aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards, Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August 2003, C 21/03).

 

3.

3.1 Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung beim Spital X. vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner beruflichen Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung sowie den Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr 2003 beginnen möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals X.________ wurde ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner Bewerbung als Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei Monate und diene der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

 

3.2 Nach den Akten steht damit fest und ist unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete der Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich auch daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz, wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August 2003, C 21/03).

(…)"

                                         (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03).

 

                                         In un’ulteriore, recente, sentenza del 27 luglio 2005 nella causa F., C 308/02, riguardante un assicurato che, dopo aver perso il proprio impiego presso una ditta di costruzione di macchinari, ha intrapreso uno stage lavorativo nel reparto di ergoterapia di una clinica, l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione a sapere se quest’ultima attività aveva quale obiettivo primario quello di ovviare alla situazione di disoccupato oppure se si era trattato di un perfezionamento professionale:

 

"  (…)

Nach ständiger Rechtsprechung bleibt für die Annahme eines Zwischenverdienstes im Sinne von Art. 24 AVIG kein Raum, wenn die zur Diskussion stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb beruflicher Kenntnisse und Fertigkeiten aufgenommen wird. Letztes liegt in der Regel vor, wenn die versicherte Person nach Abschluss einer Grundausbildung ein Praktikum absolviert. In diesen Fällen betrachtet das Eidgenössische Versicherungsgericht die aufgenommene Tätigkeit als zur Grundausbildung gehörig, wofür der enge sachliche und zeitliche Zusammenhang mit dem abgeschlossenen Studium sowie die geringe Entlöhnung sprechen (ARV 1998 Nr. 7 S. 36, 1997 Nr. 35 S. 195; Urteile Z. vom 16. Januar 2004 [C 193/03] und Z. vom 25. Januar 2000 [C 203/99]; nicht veröffentlichte Urteile S. vom 26. Mai 1998 [C 320/96], S. vom 5. September 1996 [C 158/96] und F. vom 1. Juni 1994 [C 83/93]). Auch in Fällen, wo die versicherte Person einschlägige Berufserfahrung mitbringt, jedoch ein gering entlöhntes Praktikum in einem völlig andersgearteten Berufsbereich beginnt, sei es mit dem Ziel, später eine entsprechende Grundausbildung zu absolvieren, sei es zur Abklärung der Eignung einer entsprechenden Arbeit, steht in der Regel der Erwerb von Kenntnissen und Fertigkeiten im Vordergrund (ARV 1998 Nr. 49 S. 286; Urteile S. vom 14. Juni 2004 [C 297/03], L. vom 4. August 2003 [C 21/03] und B. vom 9. Juni 2000 [C 385/99]; nicht veröffentlichte Urteile S. vom 11. März 1999 [C 412/98] und S. vom 4. April 1995 [C 191/94]).

 

3.1 Es steht fest und ist im Übrigen unbestritten, dass der Beschwerdeführer sich während der Kündigungsfrist bis am 31. Mai 2002 u.a. als Leiter und Betreuer in einer geschützten Werkstätte beworben hat. Seinen eigenen Angaben zufolge befürchtete er, im gelernten Beruf als Maschinenkonstrukteur und als Projektleiter im Maschinenbaugewerbe angesichts seines Alters keine Neuanstellung mehr zu finden, weshalb er sein Tätigkeitsfeld zu erweitern suchte. Am 24. Mai 2002 schloss er einen Vertrag mit der Klinik B.________ ab, gemäss welchem er ein Arbeitspraktikum in der Abteilung Ergotherapie zu absolvieren beabsichtigte, das vom 10. Juni 2002 bis 30. November 2002 dauern sollte, bei einer wöchentlichen Arbeitszeit von 42 Stunden und einem monatlichen Verdienst von Fr. 1000.-. Der Beschwerdeführer trat die Stelle am 10. Juni 2002 an und löste den Vertrag am 6. August 2002 mit sofortiger Wirkung auf.

 

3.2 Aus diesen Umständen zog das kantonale Gericht den Schluss, dass die Beschäftigung bei der Klinik B.________ nicht als Zwischenverdiensttätigkeit, sondern als Weiterbildung zu werten sei. Das Vorbringen des Beschwerdeführers, er habe die Arbeitslosenkasse finanziell entlasten wollen, sei nicht glaubhaft, zumal er eine mögliche Anstellung mit einem Einkommen von Fr. 4000.- monatlich mit der Begründung abgelehnt habe, dieser Verdienst sei zu tief. Wäre es ihm tatsächlich um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er diese Stelle angenommen und bei der Arbeitslosenkasse Kompensationszahlungen beantragt. Es fehle mithin an der Anspruchsvoraussetzung der Arbeitslosigkeit im Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. a AVIG im Zeitraum vom 10. Juni bis 6. August 2002. Vom 1. bis 9. Juni 2002 sei die Vermittlungsfähigkeit zu verneinen, da für eine derart kurze Zeitspanne auf dem allgemeinen Arbeitsmarkt keine Anstellung gefunden werden könne. Ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung sei daher ab 1. Juni bis 6. August 2002 zu verneinen.

 

3.3 Der Beschwerdeführer bringt im Wesentlichen vor, er habe das Arbeitsverhältnis mit der Klinik B.________ jederzeit auflösen können. Während der Arbeitszeit habe er Bewerbungen geschrieben, Gespräche mit potentiellen Arbeitgebern geführt und sich persönlich vorgestellt.

 

3.4 Dem vorinstanzlichen Ergebnis ist insoweit beizupflichten, als es sich bei der Tätigkeit in der Klinik B.________ um einen völlig andersgearteten Berufsbereich handelt, auch wenn berücksichtigt wird, dass der Beschwerdeführer seine technischen Fertigkeiten und die als Projektleiter erworbene Sozialkompetenz einbringen konnte, wie er in der Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 geltend machte. Zudem sprechen die tiefe Entlöhnung und der Umstand, dass der Versicherte nach Abschluss des Praktikums nicht mit einem Verdienst in der Höhe des bisher erzielten Erwerbseinkommens rechnen konnte, eher gegen die Absicht, Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Auf der anderen Seite liegen Anhaltspunkte vor, die den Willen zur Schadenminderung belegen. So war eine an das Praktikum anschliessende Ausbildung unstreitig weder beabsichtigt noch notwendig. Weiter hat der Beschwerdeführer mündlich vereinbart, dass er, sollte er eine andere Anstellung finden, das Arbeitsverhältnis ohne Einhaltung einer Frist werde auflösen können (vgl. Schreiben der Klinik B.________ vom 16. August 2002).

Nachdem er vom Schreiben des AWA vom 5. August 2002, in welchem die Ablehnung des geltend gemachten Anspruchs auf Arbeitslosenentschädigung in Aussicht gestellt wurde, Kenntnis erhalten hatte, kündigte er das Praktikum am 6. August 2002.  Es ist anzunehmen, dass der Beschwerdeführer von einer Kündigung abgesehen hätte, wenn er vor allem ein Ausbildungsziel verfolgen

 wollte. In Anbetracht dieser Umstände ist fraglich, ob nicht eher dem Erwerbscharakter des Praktikumsbesuchs der Vorrang gegenüber dem Ausbildungsziel einzuräumen ist. Von einer abschliessenden Beurteilung kann indessen abgesehen werden, wie sich aus dem Folgenden ergibt.“

                                         (STFA succitata, consid. 2 e 3).

 

                               2.7.   In una sentenza del 14 agosto 2000 nella causa X., inc. 38.1999.388, cresciuta in giudicato, questa Corte - chiamata a stabilire se un assicurato che, dopo avere conseguito la laurea in criminologia, era stato assunto dall'Ufficio Analisi Criminale Operativa della Polizia del Cantone Ticino, aveva o meno diritto a delle indennità di disoccupazione compensative – ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…).

Nell'evenienza concreta l'assicurato contesta che l'impiego presso l'ufficio Analisi Criminale Operativa della Polizia del Cantone Ticino configuri una normale attività lavorativa e sostiene che si tratta invece di uno stage di specializzazione (cfr. doc. V).

 

Questo Tribunale rileva innanzitutto che, quand'anche, come sostenuto dall'assicurato, la sua attività fosse stata equiparabile ad uno stage, in ogni caso non potrebbero trovare applicazione le norme che regolano il guadagno intermedio (cfr. art. 24 LADI).

Infatti, quel periodo di pratica non è stato iniziato dall'assicurato principalmente per sfuggire alla disoccupazione, bensì per completare la propria formazione. L'assicurato stesso parla di "specializzazione" o "riqualificazione professionale" (cfr. doc. I e V).

Di conseguenza, in tale ipotesi, alla luce della giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7), al ricorrente andrebbero rifiutate le indennità di disoccupazione in quanto inidoneo al collocamento (cfr. consid. 2.1 e 2.2).

Va peraltro ricordato che, alla presente fattispecie, non è applicabile la giurisprudenza cantonale secondo la quale, nel caso in cui un assicurato decide di seguire uno stage, non per soddisfare un proprio desiderio, bensì per ridurre il danno (visto che non era riuscito a procurarsi un impiego), non si può a priori concludere che egli è inidoneo (cfr. RDAT II-1999, N. 73, pag. 262 e la giurisprudenza cantonale ivi citata).

Infatti il ricorrente si è iscritto alla disoccupazione subito dopo gli studi universitari ed ha praticamente immediatamente iniziato lo stage presso l'ufficio Analisi Criminale Operativa della Polizia del Cantone Ticino.

 

Volendo invece seguire l'opinione dell'amministrazione che, secondo l'esito degli accertamenti del TCA (cfr. doc. VI, VII e allegati; e consid. 1.5), sembrerebbe la più credibile (infatti, nonostante la denominazione di "stage", durante l'impiego non era previsto e neppure era strutturato alcun tempo specifico per la formazione; inoltre all'assicurato non sono stati offerti né ha dovuto frequentare dei corsi particolari; infine l'attività svolta dal ricorrente è stata denominata "stage" unicamente in quanto questa era l'unica possibilità di impiego che non tenesse conto dei posti autorizzati e perché si trattava del primo impiego; cfr. doc. VI, risposte no. 3, 5 e 6), occorre stabilire se l'art. 24 LADI è stato applicato correttamente.

Ritenuto l'esonero dal pagamento dei contributi vista la precedente formazione scolastica durata più di 12 mesi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. a LADI) a giusto titolo la Cassa di disoccupazione ha fissato al ricorrente un guadagno assicurato pari a fr. 3'320.-- in base alle quote globali valide per gli assicurati che hanno svolto studi completi in un'università (cfr. art. 23 cpv. 2 LADI e art. 41 cpv. 1 lett. a OADI; cfr. inoltre il doc. 28).

Inoltre, come indicato dalla Sezione delle risorse umane, il salario per un criminologo si situa nella classe della scala stipendi 28/31 (34) (cfr. doc. 29 e 30).

Dunque, conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.4) e ritenuto che dal salario indicato sulla scala degli stipendi deve essere dedotto il contributo di solidarietà (2.5% esenti i primi fr. 40'000.--; cfr. doc. 29 e 30), durante l'attività lavorativa presso l'ufficio Analisi Criminale Operativa della Polizia del Cantone Ticino, quale salario usuale dell'assicurato avrebbe dovuto venire considerato l'importo di fr. 5'897.65 al mese.

Pertanto, ritenuto il salario ipotetico minimo di X. e visto il suo guadagno assicurato, il ricorrente non aveva diritto ad alcuna prestazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio (cfr. consid. 2.3).

Infatti, considerato il suo guadagno assicurato di fr. 3'200.-- la sua indennità lorda di disoccupazione ammonta a fr. 2'656.-- (fr. 3'200 x 80%) e quella giornaliera a fr. 122.40 (fr. 3'200 x 80% : 21.7).

D'altra parte il guadagno intermedio minimo e ipotetico conseguibile dall’assicurato ammonta a fr. 5'897.65.

Ne consegue che il guadagno intermedio giornaliero lordo ammonta a fr. 271.80 (fr. 5897.65 : 21.7).

Pertanto, conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.5 e 2.6), poiché i guadagni ipotetici giornalieri intermedi lordi sono superiori all’indennità giornaliera lorda (fr. 271.80 contro fr. 122.40), non trova applicazione l’art. 24 cpv. 2 e 3 LADI.”

                                         (STCA succitata, consid. 2.7.).

 

                               2.8.   Nella Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00, consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato che:

 

"  (…)

C95    La caisse examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les directives émises par les associations professionnelles.

 

Un salaire conforme aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain intermédiaire, même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

 

Lorsque la rétribution à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne peut parler d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

 

Il arrive parfois qu'un assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une activité tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux usages professionnels et locaux parce que cet emploi est dénommé "stage".

L'autorité compétente versera l'indemnité compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la différence entre le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le gain assuré.

 

Si elle doit recalculer le gain assuré dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire effectivement versé.

(…)"

                                         (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg. C95).

 

                               2.9.   Nella presente fattispecie, dalle tavole processuali emerge che RI 1, conseguito il brevetto di avvocato dopo la licenza in diritto, ha lavorato quale segretario giudiziario presso la __________, beneficiando di un contratto di durata determinata, dal 1° maggio 2003 al 31 dicembre 2003 (cfr. doc. 70).

 

                                         In precedenza, il ricorrente aveva lavorato, quale “dipendente-stagiaire”, alle dipendenze del Dicastero del __________ della Città di __________ (dal 1° gennaio al 15 aprile 2002; cfr. doc. 63).

 

                                         In data 29 dicembre 2003 l’assicurato si è iscritto al collocamento alla ricerca di un’attività a tempo pieno quale avvocato (cfr. doc. 64-65).

 

                                         A contare dal 22 marzo 2004, RI 1 ha iniziato un’attività lavorativa a tempo pieno, della durata determinata di sei mesi, quale “stagiaire-giurista” presso la Polizia della Città di __________, percependo un salario lordo mensile pari a fr. 3'500.— (doc. 55 e 56).

 

                                         Rispondendo ad una richiesta di informazioni rivoltagli dalla Cassa, in data 9 aprile 2004, il vicecomandante della Polizia, avv. __________, ha precisato quanto segue a proposito delle mansioni affidate all’assicurato:

 

"  Gli incarichi affidatigli e specificati mediante risoluzione municipale 8 marzo 2004 (già ai suoi atti), vertono su tematiche concernenti l’aggiornamento e la redazione di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di polizia conseguentemente alle avvenute aggregazioni comunali. L’attività viene svolta sotto la supervisione del sottoscritto vicecomandante.

 

Lo scopo dello stage è quello di permettere all’avv. RI 1 di acquisire ulteriori competenze professionali per così facilitare il suo inserimento nel mondo del lavoro.

Come d’uso presso l’Amministrazione Comunale stage professionali a favore di giovani laureati prevedono indennizzi fino a fr. 3'500.--mensili lordi tutto compreso."

                                         (doc. 53)

 

                                         Ulteriori indicazioni circa la natura dell’impiego offerto a RI 1 dalla Città di __________, sono state fornite alla Cassa dal Direttore del Servizio del personale, con il suo scritto del 26 aprile 2004:

 

"  (…)

-   l’Amministrazione comunale della Città di __________ offre          ricorrentemente possibilità di stages professionali a favore di        persone alla ricerca di impiego, per permettere loro di acquisire                                  maggiori nozioni professionali e competenze professionali e così                          facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.

    Si tratta di periodi di avviamento alla professione di durata             determinata durente i quali gli stagiaires, seguiti appositamente da       nostri funzionari, hanno la possibilità di arricchirsi                      professionalmente;

 

-   a seguito di apposita richiesta del Signor RI 1,        giurista/avvocato disoccupato, la Città gli ha permesso di effettuare                        uno stage professionale della durata di 6 mesi, con possibilità di                                       addentrarsi fattivamente e praticamente in tematiche giuridiche attinenti al diritto pubblico.

    Durante questo periodo, sotto la guida del vicecomandante della Polizia Comunale, avv. __________, il Signor RI 1 avrà la                 possibilità di seguire e partecipare ai lavori in atto attinenti     all’aggiornamento e alla redazione di regolamentazioni e ordinanze                      di polizia;

 

-   a nostro giudizio l’offerta di stage è un’opportunità non comune per          permettere a disoccupati di mantenersi oltretutto attivi              professionalmente in attesa dell’inserimento nel mondo del lavoro;

 

-   nel caso degli stages professionali a favore di licenziati con titolo accademico, che comportano particolare impegno e fattivo             coinvolgimento di nostri funzionari, l’indennizzo mensile     corrisponde a fr. 3'500.--;

 

-   non intendiamo addentrarci sulle modalità compensative del         guadagno intermedio che vorrete adottare. Ci sia comunque                 permesso rilevare che nel caso in questione ci si trova confrontati                            unicamente con uno stage, il cui indennizzo non può essere                                   paragonato ad un reddito determinato da un’attività lucrativa per                                      posizioni tipo e di ruolo ai sensi dell’art. 24 LADI.

    Con questa nostra offerta di stage tra l’altro si sgrava        temporaneamente l’assicurazione disoccupazione e si offrono         maggiori potenzialità al disoccupato di inserimento nel mondo del                                    lavoro.

(…)”

                                         (doc. 48-49).

 

                                         Con la propria impugnativa, RI 1 contesta quanto deciso dalla Cassa (cfr. doc. 3 e 30), ovvero che l’impiego presso la Polizia della Città di __________ configuri una normale attività lavorativa, e sostiene invece trattarsi di uno stage lavorativo (cfr. I, p. 7: “Non vi è chi non veda come la mia attività si differenzi enormemente da quella di un giurista che, nominato tramite pubblico concorso, è assoggettato ad un preciso mansionario dal quale si evincono con meticolosa precisione: compiti, mansioni e responsabilità. L’entità del salario deve quindi avere degli oggettivi parametri di calcolo, che sono per l’appunto: i compiti svolti, le mansioni attribuite e le responsabilità connesse con l’attività. Orbene, il mio è limitato “all’aggiornamento ed alla redazione di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di Polizia”, mentre le responsabilità sono limitate dovendo, a giusta ragione, “… sottostare alla supervisione del vicecomandante di polizia”).

                                         Egli pretende quindi che le indennità compensative ex art. 24 LADI vengano calcolate prendendo in considerazione il salario effettivamente corrispostogli (fr. 3'500.--), anziché quello usuale per il luogo e la professione espletata (fr. 6'038.50, secondo la Cassa)

 

                                         A mente di questa Corte, a prescindere da come essa sia stata qualificata da parte del datore di lavoro (“stage professionale”, cfr. risoluzione municipale 8.3.2004, doc. 56), l’attività svolta da RI 1 presso la Polizia della Città di __________ costituiva, un vero e proprio lavoro.

 

                                         Al proposito, è utile ricordare che l’assicurato è titolare di un brevetto di avvocato, ottenuto dopo avere conseguito la licenza in diritto ed avere superato un esame di capacità, al termine di un periodo di pratica di due anni, esame che ha lo scopo di accertare se il candidato ha conoscenze giuridiche teoriche e pratiche per l’esercizio corretto della professione (cfr. art. 9 cpv. 1 Legge sull’avvocatura).

                                         Pertanto, colui che ha ottenuto il brevetto è reputato possedere sufficienti conoscenze, teoriche e pratiche, per occuparsi di tutte quelle problematiche che normalmente rientrano nella professione di avvocato.

 

                                         In casu, il lavoro che il ricorrente era chiamato a svolgere consisteva nel, citiamo: “… aggiornamento e redazione di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di polizia conseguentemente alle avvenute aggregazioni comunali” (cfr. doc. 53), dunque un’attività per l’esercizio della quale egli già possedeva le necessarie qualifiche.

                                         Oltrettutto, occorre considerare che quella svolta alle dipendenze della Polizia della Città di __________, per RI 1 non era la prima esperienza lavorativa.

                                         In effetti, già in precedenza, conseguito il brevetto di avvocato, egli aveva lavorato tre mesi e mezzo per il Dicastero del __________ della Città di __________ e otto mesi per la __________.

 

                                         Il fatto che l’assicurato dovesse sottostare alla supervisione di un suo superiore gerarchico, specificatamente del vicecomandante della Polizia, non costituisce un valido criterio per concludere all’esistenza di uno stage di lavoro, piuttosto che di un lavoro vero e proprio.

                                         Qualunque lavoratore dipendente sottostà normalmente alle direttive del proprio superiore gerarchico, rispettivamente, del proprio datore di lavoro.

 

                                         Questo Tribunale prende atto che è prassi della Città di __________ proporre ai disoccupati con titolo accademico la possibilità di effettuare dei periodi di stage in seno alla propria amministrazione (rimunerandoli con un salario massimo di fr. 3'500.--/mese), grazie ai quali, citiamo: “… si sgrava temporaneamente l’assicurazione disoccupazione e si offrono maggiori potenzialità al disoccupato di inserimento nel mondo del lavoro” (doc. 49).

                                         Il TCA, pur riconoscendo i vantaggi per gli assicurati di poter beneficiare di un'esperienza lavorativa presso un'importante amministrazione pubblica, è chiamato a applicare le leggi federali secondo l’interpretazione data loro dal TFA.

                                         Ora, l’Alta Corte ha già avuto modo di precisare nella STFA del 29 agosto 1986 nella causa F., citata in DTF 120 V 508s., che non spetta all’assicurazione contro la disoccupazione compensare la differenza di retribuzione esistente fra il salario usualmente corrisposto ad un giurista/avvocato e quello invece versato ad uno stagista, qualora, per ragioni finanziarie, ad un giurista/avvocato viene offerto un impiego e un salario da stagista.

 

                                         In conclusione, secondo questa Corte, é a giusta ragione che la Cassa ha ritenuto che quello svolto da RI 1 alle dipendenze della Polizia della Città di __________, fosse un vero e proprio lavoro.

                                         Si tratta ora di stabilire l’eventuale perdita di guadagno patita dall’insorgente, riferendosi al salario in uso per la professione e il luogo, conformemente all’art. 24 cpv. 3 LADI.

 

                                         Può peraltro essere lasciata aperta la questione a sapere se il ricorrente ha o meno assunto l’occupazione presso la Città di __________ principalmente per ovviare alla sua situazione di disoccupato e, quindi, anche quella a sapere se le indennità di disoccupazione non gli andrebbero già rifiutate in quanto inidoneo al collocamento (cfr. sul tema la sentenza riprodotta al consid. 2.7).

 

                             2.10.   Allo scopo di determinare il salario in uso per la professione e il luogo, la Cassa ha interpellato l’Ufficio del personale della Città di __________ (doc. 47), rispettivamente, quello dell’Amministrazione cantonale (doc. 32), chiedendo loro quale salario verrebbe corrisposto ad un giurista neo assunto.

 

                                         Secondo il Capo del personale della Città di __________, un giurista neo assunto viene stipendiato con il minimo della classe 22, ossia con fr. 130'678.--/anno oppure fr. 10'052.15/mese (cfr. doc. 36 e 37).

                                         In seno all’Amministrazione cantonale, un giurista neo assunto consegue, tenuto conto delle misure di risparmio attuate dal Consiglio di Stato, un reddito annuo pari a fr. 72'462.— oppure a fr. 5'574.--/mese (e non fr. 6'038.50, come erroneamente indicato dalla Cassa, siccome l’importo di fr. 72'462.— é notoriamente comprensivo della tredicesima mensilità).

 

                                         L’amministrazione ha preso in considerazione il salario più basso, ossia quello comunicatole dal Cantone, e cioè fr. 6'038.50/mese (come detto, si tratterebbe in realtà di un importo di fr. 5'574.--/mese).

 

                                         RI 1 contesta il dato ritenuto dalla Cassa e propone invece di considerare, citiamo: “… l’unica proposta di lavoro che lo stesso URC di __________ mi ha sottoposto ed il cui salario (di

                                         fr. 4'500.--), oltre ad essere ritenuto una possibile base di calcolo, ben riflette la reale situazione salariale dell’attuale mercato del lavoro”.

                                         Inoltre, sempre secondo il ricorrente, “facendo una debita proporzione, tenendo unicamente conto del numero delle ore di lavoro, (tralasciando quindi quali oggettivi parametri di calcolo del salario i compiti e le responsabilità) la nuova attività è in realtà retribuita con fr. 3'600.--/mese (40 ore/settimana) che equivale a fr. 4'500.--/mese (50 ore/settimana)” (I, p. 8).

 

                                         A complemento di quanto già accertato direttamente dalla Cassa, il TCA ha interpellato il Servizio del personale della Città di __________, invitandolo a comunicare a quanto ammonta il salario lordo corrisposto a un giurista neo assunto (cfr. XIV).

 

                                         Secondo il Direttore di questo Servizio, un giurista impiegato in una funzione di ruolo, in possesso del brevetto di avvocato e comprovata esperienza professionale, percepisce uno stipendio lordo di fr. 7'408.--/mese, mentre un giurista impiegato in una funzione istituita a titolo provvisorio senza specifica esperienza professionale, fr. 5'313.--/mese (XV).

 

                                         Chiamato a pronunciarsi, questo Tribunale constata che nemmeno nell’ipotesi in cui si volesse considerare il salario ipotetico più basso (fr. 5'313.--, per un posto precario di giurista, senza esperienza professionale, alle dipendenze della Città di __________), l’insorgente potrebbe beneficiare di prestazioni in base alle norme che regolano il guadagno intermedio.

                                         In effetti, considerato il suo guadagno assicurato di fr. 7'327.--, la sua indennità lorda di disoccupazione ammonta a fr. 5'128.90 (fr. 7'327.-- x 70%) e quella giornaliera a fr. 236.35 (fr. 7'327.-- x 70% : 21.7).

                                         D'altra parte il guadagno intermedio minimo e ipotetico conseguibile dall’assicurato ammonta a fr. 5'313.--.

                                         Ne consegue che il guadagno intermedio giornaliero lordo ammonta a fr. 244.80 (fr. 5'313.-- : 21.7).

                                         Pertanto, conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr.             consid. 2.4 e 2.5), poiché i guadagni ipotetici giornalieri intermedi                               lordi sono superiori all’indennità giornaliera lorda (fr. 244.80                                 contro fr. 236.35), non trova applicazione l’art. 24 LADI.

 

                             2.11.   Il ricorrente rivendica il diritto alle prestazioni invocando pure una violazione del principio della buona fede da parte dell’amministrazione.

 

                                         Il diritto alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione ricevute egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a p. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 p. 120-121, Pratique VSI 1993 p. 21-22, RCC 1991 p. 220 consid. 3a, RCC 1983 p. 195 consid. 3, RCC 1982 p. 368 consid. 2, RCC 1981 p. 194 consid. 3, RCC 1979 p. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; A. Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, p. 390ss; B. Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, p. 108-109; A. Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, p. 217ss).

 

                                         Nella già menzionata pronunzia del 27 luglio 2005 nella causa F., il TFA ha riconosciuto la buona fede dell’assicurato e ha rilevato:

 

"  4.2 Der Beschwerdeführer meldete sich am 30. April 2002 ab 1. Juni 2002 zur Arbeitsvermittlung bei seiner Wohngemeinde an. Gemäss  Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 hat er sich im Mai 2002 im Zusammenhang mit einer allfälligen Praktikumstätigkeit mit einer Mitarbeiterin des RAV in Verbindung gesetzt und die Auskunft erhalten, ein Praktikum könne als Zwischenverdienst gelten. Am 18. Mai 2002 besprach er sich mit dem Berufsberater des RAV. Laut dessen Stellungnahme vom 5. September 2002 wurde vereinbart, dass der Beschwerdeführer sich bei der Klinik B.________ für ein Praktikum bewerben, werde er sich wieder mit dem Berufsberater in Verbindung setzen, damit weitere Möglichkeiten ausgearbeitet werden könnten. Mit dem Formular "Angaben der versicherten Person für den Monat Juni 2002" vom 10. Juni 2002 stellte der Beschwerdeführer der Arbeitslosenkasse den Arbeitsvertrag vom 24. Mai 2002 zu.

 

4.3 Auf Grund dieser Umstände steht fest, dass der Beschwerdeführer sich beim RAV nach Kompensationszahlungen bei einem Praktikum erkundigt hat. Die erhaltene Auskunft allein vermag jedoch keinen Vertrauensschutz auf behördliches Verhalten zu begründen, weil sie in jenem Zeitpunkt nicht in Kenntnis eines konkret in Aussicht stehenden Praktikums erfolgte. Sie bestärkte jedoch den Beschwerdeführer in seinem Bestreben, eine entsprechende Beschäftigung zu suchen. Der Berufsberater unterstützte die Absichten des Versicherten, woraus zu schliessen ist, dass er weder auf die Problematik der Anrechenbarkeit von Ausbildungstätigkeiten als Zwischenverdienst, noch auf die Möglichkeit, arbeitsmarktliche Massnahmen zu beantragen, aufmerksam gemacht worden ist. Hierüber hätte der Berufsberater jedoch den Beschwerdeführer in Anbetracht der Rechtslage aufklären müssen. Nach dem Gesagten ist festzustellen, dass der Praktikumsbesuch auf eine unterlassene Information seitens der Verwaltung zurückzuführen ist, womit die erste Voraussetzung für die Annahme berechtigten Vertrauens auf behördliches Verhalten erfüllt ist. Ob der Berufsberater des RAV zuständigkeitshalber aufklärungspflichtig gewesen war, ist nicht weiter zu prüfen, da diese Frage dem Beschwerdeführer, wie die Vorinstanz zutreffend begründet hat, aus zureichenden Gründen nicht erkennbar war. Auch die weiteren drei Voraussetzungen liegen vor, weshalb dem Beschwerdeführer gestützt auf den Grundsatz von Treu und Glauben während der Absolvierung des Praktikums in der Klinik B.________ ein Anspruch auf Differenzzahlungen im Sinne von Art. 24 AVIG zusteht (vgl. nicht veröffentlichtes Urteil I. vom 7. Oktober 1998, C 383/97).”

                                         (STFA succitata consid. 4.2 e 4.3)

 

 

                             2.12.   Nella presente fattispecie, RI 1 sostiene che, prima di accettare l’impiego presso la Polizia della Città di __________, avrebbe ricevuto, da parte di una funzionaria della Cassa, assicurazioni circa un integrale riconoscimento del guadagno intermedio (cfr. I, p. 5s.: “In occasione di tale approfondito colloquio con la signora __________ della Cassa non sono emersi impedimenti di sorta in ordine al pieno riconoscimento del guadagno intermedio. Sostengo con assoluta fermezza che sulla base del guadagno assicurato e del nuovo salario proposto, mi è stato presentato e confermato, calcolatrice alla mano (!), l’importo esatto del guadagno intermedio al quale avrei avuto pieno diritto. (…). La conferma del riconoscimento del guadagno intermedio mi ha indotto ad accettare la presente attività lavorativa”).

 

                                         In sede di risposta di causa, la Cassa riconosce che fra l’assicurato e la funzionaria __________ ebbe effettivamente luogo un colloquio, tuttavia essa contesta che, in quell’occasione, citiamo: “… fosse già chiaro che la retribuzione pattuita fosse già stata dichiarata conforme agli usi locali: in quell’occasione si procedette ad un calcolo che si limitata a stabilire la possibile indennizzazione stante un guadagno assicurato di fr. 7'327.— ed una retribuzione di fr. 3'000.— (poi divenuta fr. 3'500.—)”.

 

                                         In data 10 agosto 2005, il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione testimoniale di __________ e di __________, entrambi funzionari della Cassa CO 1 di disoccupazione.

 

 

                                         Questo il tenore della testimonianza di __________:

 

"  Ho già visto in ufficio l'avv. RI 1.

 

Faccio il calcolatore all'interno della Cassa CO 1 di disoccupazione. Allo sportello vi è una persona che lavora al 70%. Quando non lavora 3 calcolatori si alternano nei lavori di sportello.

 

Ho conosciuto l'avv. RI 1 quando si è presentato allo sportello. Il caso del sig. RI 1 era di competenza del sig. __________.

 

Non so precisamente il giorno in cui ha avuto luogo il colloquio con l'avv. RI 1. Le informazioni le dà la persona che si trova allo sportello, quel giorno ero io di turno ed è per questo che ho parlato io con il sig. RI 1.

 

Se non ci sono problemi particolari non interpelliamo la persona che si occupa normalmente del caso, anche se è presente.

 

Ricordo che in un'occasione il sig. RI 1 mi ha sottoposto la questione del guadagno intermedio.

So che abbiamo parlato di come si calcola una differenza di salario ai fini dell'indennizzazione per guadagno intermedio. Abbiamo lavorato su dei dati teorici, nel senso che non vi era un contratto.

 

Non ricordo cosa mi ha chiesto con precisione. In particolare non ricordo se mi abbia indicato con precisione il datore di lavoro. E' possibile.

 

Non ricordo se in quell'occasione il sig. RI 1 ha fatto riferimento ad uno stage.

 

Sulla base della cifra che il sig. RI 1 mi ha indicato ho calcolato se esisteva una differenza di salario fra il guadagno assicurato del sig. Croci e il guadagno che avrebbe potuto percepire lavorando.

Il risultato è che vi era effettivamente una differenza di salario.

 

Il sig. __________ non è stato interpellato in quanto si tratta di informazioni che si danno spesso allo sportello.

 

Non ricordo cosa mi ha detto il sig. RI 1 alla fine del colloquio in merito all'eventualità di assumere l'impiego in questione.

 

Non penso di avere rivisto successivamente il sig. RI 1.

 

La teste precisa che non è sua abitudine affermare su delle basi soltanto teoriche se vi è o no un diritto all'indennità.

 

Talvolta capita che si presentano degli assicurati che mi informano che avrebbero in vista una possibilità di svolgere uno stage. In questi casi si verifica innanzitutto quanto è l'importo del salario durante lo stage. Se è più basso rispetto al salario d'uso si informa l'assicurato che verrà calcolato il salario d'uso e versata soltanto la differenza.

 

Non ricordo che nel caso del sig. RI 1 si sia parlato di stage e neanche delle mansioni che lui aveva all'interno del Comune.

 

L'avv. RI 1 precisa che il colloquio è avvenuto all'inizio del mese di gennaio 2004.

 

Rispondendo al ricorrente la teste afferma di ricordare di avere effettuato un calcolo, calcolatrice alla mano.

 

La teste precisa di avere effettuato un calcolo teorico. Il ricorrente contesta questo fatto e chiede alla teste di precisare cosa intende con calcolo teorico. La teste risponde che si è trattato di un calcolo senza avere le mansioni, senza avere il contratto alla mano.

In questo senso si è trattato di un calcolo teorico, cioè sulla base di cifre teoriche.

 

L'avv. RI 1, con riferimento a quanto precedentemente affermato dalla teste a proposito delle informazioni che vengono fornite quando l'assicurato fa accenno ad uno stage, chiede alla teste se lui personalmente è stato reso attento della possibilità di considerare un salario ipotetico.

La teste risponde che non ricorda che nel suo caso si sia parlato di stage e che in ogni caso non vi è stata una descrizione delle mansioni.

(…)”

                                         (XIII – verbale di interrogatorio 10.8.2005 di __________).

 

                                         Da parte sua, il teste __________ si è così espresso:

 

"  Ho la funzione di calcolatore di prestazioni presso la Cassa CO 1 di disoccupazione. Conosco l'avv. RI 1. E' un assicurato di mia competenza.

 

Il presidente del TCA chiede al teste se è stato interpellato dall'avv. RI 1 a proposito di un problema di guadagno intermedio. Il teste risponde di si e precisa che l'assicurato aveva parlato in prima battuta con due colleghe (la sig.ra __________ e la sig.ra __________). Se ben ricordo ques'ultima mi ha chiamato.

 

Credo che questo colloquio sia avvenuto nel corso del mese di marzo 2004 ma non ricordo con precisione il giorno.

 

La sig.ra __________ non mi ha detto nulla. La sig.ra __________ mi ha detto che c'era un calcolo da effettuare per guadagno intermedio. Mi sono presentato allo sportello e ho parlato col sig. RI 1.

 

Il sig. RI 1 mi disse che avrebbe iniziato un'attività lavorativa presso il Comune di __________ con un salario di 3'500.- franchi e che era stato assunto per un periodo determinato in relazione all'aggregazione della nuova __________.

 

Mi ha detto che si trattava di uno stage. Per me è invece un'attività lavorativa.

 

Il problema è che non sapevo se quel salario era adeguato all'attività in questione. Peraltro non conoscevo con precisione le mansioni.

 

Gli dissi che avrei dovuto effettuare degli accertamenti.

 

Il sig. RI 1 non mi consegnò nessuna documentazione in quell'occasione. Non so se era già stato assunto oppure no.

 

Il Presidente del TCA rileva che l'assicurato è stato assunto l'8 marzo 2004 (cfr. doc. 56) e che dal doc. B emerge che vi è stato un colloquio telefonico il 5 marzo 2004. In realtà dal contenuto dello scritto sembrerebbe più verosimile che il colloquio telefonico ha avuto luogo il 5 aprile 2004. Il sig. __________ precisa peraltro che ogni anno si reca in __________ fino all'inizio del mese di marzo, per cui è poco verosimile che abbia avuto il colloquio prima dell'8 marzo.

 

Non ho mai detto al sig. RI 1 durante il primo colloquio che i 3'500.- franchi sarebbero stati la base su cui indennizzarlo.

 

Rispondendo all'avv. RI 1 il sig. __________ precisa che effettivamente ha firmato lui la decisione.

 

Il presidente del TCA chiede spiegazioni al sig. __________ circa il contenuto dell'e-mail al SECO (doc. 34). Egli precisa che in tale scritto vengono tra l'altro riportate le osservazioni del Comune di __________.

 

Il presidente del TCA chiede al teste in conclusione se può riconfermare che sin dall'inizio non ha ritenuto confacente il salario. La risposta è si, viste le conoscenze che doveva avere la persona assunta dal Comune di __________ e i compiti che gli erano stati assegnati.

 

Il presidente del TCA chiede all'assicurato se contesta l'affermazione del sig. __________ secondo cui non ha potuto effettuare il calcolo preciso in quanto doveva compiere ulteriori accertamenti. L'assicurato precisa di non potere contestare tale affermazione.”

                                         (XIII – verbale di interrogatorio 10.8.2005 di __________)

 

                                         Sulla scorta, in particolare, delle dichiarazioni rilasciate da __________, questo Tribunale ritiene dimostrato che RI 1 non ha ricevuto da parte dell’amministrazione alcuna esplicita e concreta assicurazione circa il suo diritto alle prestazioni di cui all'art. 24 LADI. Pertanto - essendo le condizioni cumulative - (cfr. consid. 2.11) egli non può prevalersi della protezione della buona fede.

                                         Infatti, in occasione del noto colloquio, il menzionato funzionario ha informato l’assicurato che avrebbe dovuto procedere a degli accertamenti a proposito della questione a sapere se il salario offertogli dalla Città di __________ fosse o meno confacente all’occupazione in discussione, nutrendo egli seri dubbi al riguardo (cfr. XIII: “Il problema è che non sapevo se quel salario era adeguato all'attività in questione. Peraltro non conoscevo con precisione le mansioni. Gli dissi che avrei dovuto effettuare degli accertamenti. (…). Non ho mai detto al sig. RI 1 durante il primo colloquio che i 3'500.- franchi sarebbero stati la base su cui indennizzarlo. (...). Il presidente del TCA chiede al teste in conclusione se può riconfermare che sin dall'inizio non ha ritenuto confacente il salario. La risposta è si, viste le conoscenze che doveva avere la persona assunta dal Comune di __________ e i compiti che gli erano stati assegnati”), circostanza questa che, del resto, il ricorrente non ha contestato (cfr. XIII: “Il presidente del TCA chiede all'assicurato se contesta l'affermazione del sig. __________ secondo cui non ha potuto effettuare il calcolo preciso in quanto doveva compiere ulteriori accertamenti. L'assicurato precisa di non potere contestare tale affermazione” – la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Può dunque qui restare insoluta la questione a sapere se le indicazioni fornite dalla funzionaria __________ erano tali da essere considerate una informazione incompleta (cfr. la già citata STFA del 27 luglio 2005 nella causa F.).

 

                                         Inoltre, anche volendo per pura ipotesi di lavoro ritiene soddisfatto il presupposto appena esaminato, il TCA ritiene che l’insorgente, dando prova dell’attenzione che ci si poteva ragionevolmente attendere da lui, doveva immediatamente rendersi conto dell’inesattezza dell’assicurazione ricevuta.

                                         In tale contesto, è di particolare rilevanza il fatto che RI 1, in quanto avvocato, va considerato una persona che possiede delle buone conoscenze nella materia specifica (cfr., in questo stesso senso, la STFA del 18 luglio 2005 nella causa A., I 521/04, consid. 3.2.).

                                         D’altra parte, egli aveva appena concluso la propria attività presso la __________, dove percepiva un salario mensile lordo di fr. 6'763.90, peraltro sulla base di un contratto di lavoro per personale ausiliario. Pertanto, egli non era legittimato a credere che la retribuzione offertagli dalla Città di __________, fr. 3'500.--/mese lordi, potesse corrispondere a quella usualmente versata in Ticino a un giurista/avvocato.

 

                                         In esito a quanto precede, questo Tribunale può esimersi dall’esaminare anche se, alla luce di quanto testimoniato da __________ (cfr. XIII: “Il Presidente del TCA rileva che l'assicurato è stato assunto l'8 marzo 2004 (cfr. doc. 56) e che dal doc. B emerge che vi è stato un colloquio telefonico il 5 marzo 2004. In realtà dal contenuto dello scritto sembrerebbe più verosimile che il colloquio telefonico ha avuto luogo il 5 aprile 2004. Il sig. __________ precisa peraltro che ogni anno si reca in Tailandia fino all'inizio del mese di marzo, per cui è poco verosimile che abbia avuto il colloquio prima dell'8 marzo” – la sottolineatura è del redattore), l’informazione ricevuta dalla Cassa era suscettibile di aver indotto RI 1 ad un agire pregiudizievole.

 

                                         In conclusione, la decisione su opposizione impugnata della Cassa va confermata: l'assicurato non ha diritto all'indennità di disoccupazione in quanto il guadagno ipotetico giornaliero è superiore all'indennità giornaliera.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

 

                                 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti