Raccomandata

 

 

Incarto n.
38.2006.30

 

dc/td

Lugano

23 novembre 2006

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Daniele Cattaneo

 

statuendo sul ricorso del 6 aprile 2006 di

 

 

RI 1

rappr. da: RA 1

 

 

contro

 

 

 

la decisione su opposizione del 7 marzo 2006 emanata da

 

Sezione del lavoro Ufficio giuridico, 6501 Bellinzona 1 Caselle

 

 

in materia di assicurazione contro la disoccupazione

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   Il 17 agosto 2005 il TCA ha accolto un ricorso di RI 1 ed ha rinviato gli atti all'amministrazione per esaminare se l'assicurato, nel periodo dal 2 aprile 2002 al 1° novembre 2004, realizzava le condizioni per poter essere esonerato dall'adempimento del periodo di contribuzione (cfr. STCA del 17 agosto 2005 nella causa D., 38.2005.43).

 

                               1.2.   Con decisione su opposizione del 7 marzo 2006 la Sezione del lavoro ha confermato la precedente decisione del 25 gennaio 2006 (cfr. doc. 20), con la quale aveva negato all’assicurato il diritto alle indennità di disoccupazione a decorrere dal 2 novembre 2004, ritenendo che egli non poteva essere esonerato dall’adempimento del periodo di contribuzione.

 

                                         L'amministrazione al riguardo si è così espressa:

 

"  (...)

Nella presente fattispecie, dai documenti agli atti emerge che, nel periodo dal 1. aprile 2002 al 1. novembre 2004, il signor RI 1 ha beneficiato di un sussidio dal __________. Con scritto 23 dicembre 2005 - che conferma sostanzialmente il precedente scritto 18 ottobre 2005 - il __________, nella persona del Dr. __________, capo della Divisione I (__________, nella quale rientrano segnatamente la __________), ha chiaramente dichiarato che il contributo al mantenimento personale del signor RI 1 è stato concesso non allo scopo di permettergli un perfezionamento professionale, bensì a scopo di ricerca (eine wissenschaftliche Forschungsarbeit durchzuführen).

 

Pertanto, in considerazione di quanto precede e alla luce della citata giurisprudenza, lo scrivente Ufficio ritiene che il signor RI 1, proprio perché il sussidio di cui ha beneficiato nel periodo in questione è stato concesso a scopo di ricerca e non di perfezionamento professionale, non possa fare oggetto di un'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione ai sensi dell'articolo 14 LADI." (Doc. A1)

 

                               1.3.   Contro la decisione su opposizione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto di essere posto al beneficio delle indennità di disoccupazione.

                                         Il suo patrocinatore si è in particolare così espresso:

 

"  Giusta l'art. 14 cpv. 1, lett. a LADI, "sono esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzioni le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre 12 mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi formazione scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a condizione che durante almeno 10 anni siano state domiciliate in Svizzera."

 

Il ricorrente ha depositato agli atti ampia documentazione tendente a comprovare l'esistenza di un nesso causale oggettivo, palese ed incontestabile tra l'attività di ricerca svolta e quella d'insegnamento nel settore specifico in questione. In particolare ha potuto dimostrare di aver conseguito, previo regolare concorso, l'abilitazione all'insegnamento universitario (ovvero un'ulteriore qualifica professionale) durante il periodo in cui era al beneficio del contributo del __________, vale a dire in virtù di tale borsa di ricerca. L'obiezione sollevata dall'autorità di prima istanza, secondo cui l'attività di ricerca svolta dal dott. RI 1 non avrebbe rivestito finalità professionale, è perciò priva di fondamento. Lo stesso "__________", cap. 1, art. 4, conferma l'assunto sostenuto dal ricorrente : "Par encouragement de personnes, il est entendu les subsides versés individuellement à des chercheurs en vue de leur carrière scientifique. Des bourses de formation et de perfectionnement, ainsi que des programmes spécifiques d'encouragement du corps intermédiaire académique constituent de telles formes d'encouragement".

La sentenza già citata del 17 agosto 2005 va d'altronde nella medesima direzione.

E d'uopo pertanto nuovamente ribadire che non è razionalmente concepibile dissociare, senza commettere forzature, l'attività di ricerca da quella dell'insegnamento, visto che l'una è lo sbocco professionale naturale dell'altra.

A sostegno della propria tesi, l'ufficio giuridico si appoggia su un'affermazione contestabile del signor __________ (__________), secondo cui il contributo destinato al ricorrente è stato concesso a scopo di ricerca e non di perfezionamento professionale.

 

Ora, per le ragioni sopra esposte, nella fattispecie tale dicotomia non ha ragione d'essere, nè pertinenza alcuna. Per non dire, poi, che l'opinione del __________ è puntualmente smentita dal suo collega di divisione __________ (cf. attestato allegato), dalla quale si evince che le borse erogate dal __________ hanno finalità di formazione e di perfezionamento.

 

Allo scopo di difendere una posizione rivelatasi sin dall'inizio unilaterale e semplicistica, l'autorità impugnata accampa argomenti pretestuosi.

Coniuga inoltre premesse lacunose (si ostina, ad esempio, a qualificare il ricorrente come semplice licenziato in __________, allorchè è titolare di due dottorati e dell'abilitazione all'insegnamento universitario, cosa che falsa completamente i termini del problema) con conclusioni affrettate.

 

Ne discende che la decisione in oggetto si rivela arbitraria sotto più profili. In primis, l'accertamento dei fatti essenziali non è stato effettuato con il rigore e la logica che ci si può attendere da tale organismo. Ma v'è di più. È sconcertante notare in effetti come l'amministrazione eviti sistematicamente di entrare nel merito delle ragioni esposte dal sottoscritto legale, come pure di rapportarsi alle pezze giustificative, di fondamentale importanza, esibite in corso di procedura : ci troviamo insomma ancora una volta innanzi ad una scioccante violazione del diritto di essere sentito." (Doc. I)

 

                               1.4.   Il 20 aprile 2006 il patrocinatore dell'assicuratore ha inviato al TCA uno scritto del seguente tenore:

 

"  Ad integrazione del ricorso presentato lo scorso 6 aprile 2006, Le accludo un nuovo documento intitolato "__________", rilasciato il 7 aprile 2006 al ricorrente dall'__________ di __________ (__________).

Il documento in oggetto corrobora, laddove ve ne fosse ancora la necessità, la tesi sostenuta dal sottoscritto riguardo l'interrelazione strettissima esistente tra la ricerca e l'insegnamento nel campo della __________.

 

Sottopongo inoltre alla sua attenzione un articolo apparso di recente su "__________", periodico del __________, che riveste senza alcun dubbio interesse degno di nota." (Doc. III)

 

                               1.5.   Nella sua risposta del 15 maggio 2006 la Sezione del lavoro ha rilevato:

 

"  5. Nell'evenienza concreta, dai documenti agli atti emerge in

    particolare quanto segue:

 

 

    - Il __________ svizzero per la ricerca scientifica, per il tramite

del signor __________, ha dichiarato che dal 1. maggio 2002 al 31. ottobre 2004, il ricorrente ha beneficiato di un sussidio erogato dal __________ (doc. 13);

 

    -                                 II 23 dicembre 2005, a seguito dell'accertamento esperito dall'UG il 19 dicembre 2005, il Dr. __________, Capo della __________ - nella quale rientrano segnatamente la __________ - ha chiaramente dichiarato che "(...) Der persönliche Beitrag an den Lebensunterhalt von Herrn RI 1 hatte, wie auch dem Brief von Herrn __________ vom 18. Oktober 2005 zu entnehmen ist, den Zweck, eine wissenschaftliche Forschungsarbeit durchzuführen. Er diente also nicht einer beruflichen Weiter- oder Fortbildung (perfezionamento professionale)" (n.d.r. la sottolineatura è nostra) (doc. 7);

 

Nel caso concreto, considerato come il Dr. __________ ha dichiarato in modo inequivocabile che il contributo al mantenimento personale concesso al dott. RI 1 è stato attribuito esclusivamente a scopo di ricerca e non per permettergli un perfezionamento professionale, lo scrivente Ufficio ritiene che il ricorrente non possa fare oggetto di una esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione ai sensi dell'art. 14 LADI.

 

6. Per quanto riguarda la censura relativa alla presunta violazione del diritto di essere sentito, che si contesta recisamente, si osserva quanto segue. Lo scritto del Prof. Dr. __________ del 22 dicembre 2005 (doc. 4.1) nulla riferisce sul fatto che il sussidio ottenuto dall'assicurato fosse stato concesso a scopo di ricerca o meno ed inoltre non si vede quale rapporto abbia il professore con l'ente che lo ha erogato (cfr. doc. 6). Per quanto attiene la dichiarazione d'imposta cantonale, si rileva che la definizione di perfezionamento professionale è data secondo i criteri previsti dalla legge tributaria e che essi sono differenti da quelli stabiliti nella LADI. Infine si precisa che il documento prodotto dal ricorrente con il presente gravame è del 1999 (cfr. doc. A3 inc. 38.2006.30) ed è precedente al periodo in cui egli ha percepito il sussidio (periodo dal 2002 al 2004). Esso non rappresenta la situazione attuale e non si riferisce al periodo in questione. Diversamente dall'accertamento effettuato il 23 dicembre 2005 dallo scrivente Ufficio (doc. 7) presso il __________, il quale, oltre ad essere attuale, si riferisce al periodo 2002 - 2004 e, per questo motivo considerato dall'UG." (Doc. V)

 

                               1.6.   Il 29 maggio 2006 il patrocinatore dell'assicurato ha fatto pervenire la seguente documentazione:

 

1.   Attestati rilasciati al ricorrente dal "__________".

 

2.   Estratto dal sito internet del "__________", rubrica "__________";

3.   Estratto dal sito internet dell'__________ di __________, rubrica "__________";

 

4.   Estratto dal sito internet del __________, rubrica "__________".

 

5.   Organigramma del __________ per la ricerca.

 

6.   Missiva 18.06.1996 del __________ per la ricerca al ricorrente.

 

Il doc. 1.- comprova il fatto che durante il periodo 01.05.2002 - 01.10.2004, il mio assistito ha conseguito un ulteriore titolo di natura professionale, ossia l'abilitazione all'insegnamento universitario (o libera docenza).

 

I doc. 2.- a 4.- dimostrano che l'attività di ricerca a livello universitario è consustanziale a quella dell'insegnamento.

Da ultimo, i doc. 5.- e 6.- sgombrano il campo da ogni equivoco circa il ruolo e la funzione rivestiti dal prof. __________ in seno al __________." (Doc. VII)

 

                                         Al riguardo la Sezione del lavoro il 12 giugno 2006 ha rilevato:

 

"  Alfine di stabilire lo scopo del sussidio erogato all'assicurato dal __________ per __________ (in seguito __________), il 19 dicembre 2005 l'Ufficio giuridico ha interpellato il direttore del __________, sig. __________, che per il tramite del dott. __________, ha ufficialmente e chiaramente dichiarato che il sussidio è stato concesso a scopo di ricerca (doc. 7). L'ulteriore documentazione prodotta dalla controparte non permette di modificare la natura del sostegno finanziario concesso o di mutare le conclusioni a cui si è giunti in precedenza.

 

Si ribadisce che nel caso concreto, il dott. RI 1 non è stato impedito nella realizzazione di un attività lucrativa a causa di un periodo di formazione ma poiché impegnato in lavori di ricerca.

Differentemente non si potrebbe comprendere per quale motivo il __________ avrebbe concesso una prestazione pecuniaria di oltre duecentotrentamila franchi sull'arco di due anni (doc. 13)." (Doc. IX)

 

                                         Invitato dal TCA a presentare osservazioni scritte il 13 giugno (Doc. X) e poi ancora il 3 luglio 2006 (Doc. XI) il patrocinatore dell'assicurato non ha preso posizione.

 

                               1.7.   Il 16 agosto il Presidente del TCA ha posto il seguente quesito al patrocinatore dell'assicurato:

 

"  mi occorre sapere se nel periodo 2 novembre 2002 - 1° dicembre 2004 il dott. RI 1 ha seguito dei corsi di perfezionamento in __________ (se sì, p.f. descrizione dettagliata) oppure se ha svolto solo un'attività di ricerca individuale." (Doc. XII)

 

                                         Dopo avere chiesto ed ottenuto una proroga (cfr. Doc. XIII e Doc. XIV) il rappresentante dell'assicurato l'11 ottobre 2006 ha rilevato:

 

"  Entro il termine accordatomi, Le trasmetto i seguenti documenti:

 

1. "__________" rilasciata l'8 ottobre 2006 dal "__________" di __________, dalla quale si evince che il dottor RI 1, durante il periodo novembre 2002 - dicembre 2004 ha seguito con regolarità dei corsi di perfezionamento negli specifici ambiti filosofici enumerati.

 

2. Attestato rilasciato dall'__________ di __________ 8, dal quale risulta che il dottor RI 1 è stato nominato da questo __________ docente di __________ per l'anno accademico 2006-2007.

 

La documentazione in esame comprova irrefutabilmente la tesi secondo cui il ricorrente ha seguito dei corsi di perfezionamento e non svolto unicamente attività di ricerca individuale. Si noti inoltre che, proprio grazie a tali corsi di perfezionamento, egli ha avuto accesso recentemente alla libera docenza presso la succitata facoltà universitaria." (Doc. XV)

 

Il 24 ottobre 2006 la Sezione del lavoro si è al riguardo così espressa:

 

"  Dalla dichiarazione rilasciata dalla direttrice del "__________", __________ (doc. XV C1), non emerge nulla in merito alla durata del corso di perfezionamento, alle ore frequentate durante lo stesso dal dott. RI 1 dal 2 novembre 2002 al 1. dicembre 2004 e non è dunque possibile concludere che il corso in questione gli abbia impedito di lavorare. Al contrario, quasi in concomitanza con lo stesso corso - dal 1. maggio 2002 al 31 ottobre 2004 - egli era impegnato in lavori di ricerca (cfr. doc. 7, 8 e 13).

Infine dalla documentazione versata in atti non risulta alcun nesso causale tra il corso di perfezionamento seguito dall'assicurato presso il "__________" e la nomina quale libero docente di __________ presso l'"__________" (doc. XV C2)." (Doc. XVII)

 

                                         Il 30 ottobre 2006 il patrocinatore del ricorrente si è ancora così espresso:

 

1.                               Contrariamente a quanto viene inesattamente asserito, l'__________ " non è stata rilasciata dalla direttrice del "__________", ma da una direttrice di programma dello stesso istituto, il quale annovera una cinquantina di direttori di programma, ciascuno dei quali specializzato in un determinato settore (nel caso specifico: __________).

 

2. Sempre nell'ottica della sezione del lavoro, non emergerebbe dalla

succitata pezza giustificativa nulla in merito alla durata del corso di perfezionamento ed alle ore frequentate durante il periodo in questione, per cui non sarebbe possibile concludere che tale corso abbia impedito al ricorrente di svolgere un'attività lavorativa in parallelo. L'assunto in questione si appalesa, di nuovo, come inveritiero e pretestuoso. Da un attento esame dell'attestazione rilasciata dalla professoressa __________ (la quale, per inciso, si è pure data la pena di precisare con dovizia di particolari gli orientamenti ed i contenuti dei suoi corsi), si evince infatti che i corsi di perfezionamento si sono svolti dal 2 novembre 2002 al 1° dicembre 2004, dunque, logicamente, su cinque semestri universitari a ragione di sei ore settimanali, ciò che corrisponde ad un volume complessivo considerevole di quasi quattrocento ore.

 

3. Che il ricorrente non lavorasse in quel periodo come ricercatore, ma che beneficiasse semplicemente di una borsa di ricerca del fondo nazionale, è inequivocabilmente comprovato dalla dichiarazione, peraltro versata agli atti dal sottoscritto legale, rilasciata il 20 gennaio 2005 dal signor __________ di detto fondo, secondo la quale tale organismo non è mai stato il datore di lavoro del ricorrente.

 

4. Come già osservato in precedenti occasioni, tale borsa rivestiva finalità di tipo professionale, come si desume dall'articolo 4, capitolo 1°, del regolamento del __________ più volte citato, dalla dichiarazione del dottor __________, responsabile delle borse del __________, già prodotta dal ricorrente in corso di procedura, nonchè dal fatto che quest'ultimo, durante il periodo topico, ha conseguito la libera docenza, ossia un ulteriore titolo professionale.

 

5. A titolo abbondanziale, si noti che nel corso di questo lasso di tempo il ricorrente non ha svolto alcuna attività lavorativa, conformemente all'etica scientifica ed agli standard del __________, i quali prevedono esplicitamente che un borsista si consacri interamente ed integralmente all'attività che gli compete, allo scopo evidente di poter conseguire i migliori risultati possibili.

 

6. Da ultimo, ed in netto contrasto con quanto affermato superficialmente ed erroneamente dalla sezione del lavoro, è essenziale ribadire nuovamente l'esistenza e l'effettività di un palese ed incontestabile nesso causale tra i corsi di perfezionamento seguiti dal ricorrente in __________ presso il "__________" e la sua recente nomina quale docente di __________ all'__________. Tale formazione complementare, o, in altri termini, perfezionamento professionale, si è rivelata infatti un atout decisivo nel caso in esame." (Doc. XIX)

 

                                         Infine, il 14 novembre 2006 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso, rilevando:

 

"  Dallo scritto 30 ottobre 2006 (Doc. XIX) del ricorrente emergono esclusivamente delle deduzioni proprie relative alla durata del corso in questione (ore frequentate ecc.) e alla relazione dello stesso con la nomina a libero docente di __________, non è tuttavia reso verosimile né in concreto provata l'esistenza di una relazione diretta tra il corso in questione e il fatto che lo stesso gli abbia impedito di lavorare, rispettivamente la nomina a libero docente presso l"__________"." (Doc. XXI)

 

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire se l'assicurato può essere esonerato dall'adempimento del periodo di contribuzione oppure no.

 

                               2.3.   L’art. 9 cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti.

                                         In virtù del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

                                         Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).

                                         Secondo il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre che la legge non disponga altrimenti.

 

                               2.4.   L'art. 14 LADI, che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede, tra l'altro, che sono esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre dodici mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro a seguito di una formazione scolastica, a condizione che durante almeno 10 anni siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. a LADI).

 

                                         Chiamato a pronunciarsi circa l'esonero dall'adempimento del periodo di contribuzione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI nel caso di un assicurato che, dopo aver interrotto alla fine del primo anno scolastico una formazione in "Betriebsökonomie", si è sottoposto a dei test dai quali è emersa la sua idoneità ad una formazione quale insegnante, il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha, in particolare, sviluppato le seguenti considerazioni.

 

"  (…)

2.2 Nach Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG ist von der Erfüllung der Beitragszeit befreit, wer innerhalb der Rahmenfrist (Art. 9 Abs. 3 AVIG) während insgesamt mehr als zwölf Monaten wegen Schulausbildung, Umschulung oder Weiterbildung nicht in einem Arbeitsverhältnis stand und deshalb die Beitragszeit nicht erfüllen konnte. Nach der Rechtsprechung gilt als Ausbildung im Sinne von Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG jede systematische, auf der Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch anerkannten (üblichen) Lehrganges beruhende Vorbereitung auf eine künftige erwerbliche Tätigkeit (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 2a; ARV 1991 Nr. 8 S. 85 Erw. 3a mit Hinweis). Als Abschluss der Ausbildung gilt jener Zeitpunkt, in welchem der Student oder die Studentin davon Kenntnis erhält, dass er die Schlussprüfung mit Erfolg bestanden hat (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 3b; ARV 1977 Nr. 5 S. 26). Nachbesserungen von Diplomarbeiten oder Wiederholungen von Prüfungen zählen grundsätzlich ebenfalls zur Ausbildungsdauer. Vorausgesetzt ist, dass die entsprechenden Vorbereitungen und Arbeiten zeitlich intensiv sind und die versicherte Person von der Erfüllung der Kontrollvorschriften abhalten sowie dass diese zusätzliche Zeit - wie die Ausbildung selbst - genügend überprüfbar ist (ARV 2000 Nr. 28 S. 147 mit Hinweisen).

Es ist davon auszugehen, dass der Lehrgang an der Schule A.________ die erwähnten Anforderungen erfüllt, wobei offen bleiben kann, ob es sich dabei um eine Aus- oder einer Weiterbildung handelt. Das Schuljahr, welches vom 22. Oktober 2001 bis Ende September 2002 dauerte, hinderte jedoch für sich allein genommen den Beschwerdeführer nicht, wie es Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG verlangt, während mehr als zwölf Monaten daran, ein Arbeitsverhältnis einzugehen und die Beitragszeit zu erfüllen. Ob die anschliessende Phase der Information über berufliche Möglichkeiten allenfalls unter bestimmten Voraussetzungen einer Aus- oder Weiterbildung gleichzusetzen oder als Bestandteil einer solchen anzusehen wäre, muss vorliegend nicht geprüft werden. Vorauszusetzen wäre in jedem Fall - entsprechend der zitierten Praxis zu Nachbesserungen von Arbeiten und Wiederholungen von Prüfungen - eine hinreichend überprüfbare zeitliche Beanspruchung, deren Ausmass einer Erfüllung der Kontrollvorschriften (Art. 17 AVIG) entgegen steht. Der mit der Verwaltungsgerichtsbeschwerde aufgelegten Karte des aufgesuchten Berufs- und Laufbahnberaters ist aber lediglich zu entnehmen, dass am 29. Oktober 2002 von 14.00 bis ca. 17.30 Uhr Tests durchgeführt wurden und am 5. November 2002 ab 15.30 Uhr deren Auswertung (wohl im Rahmen einer Besprechung) stattfand. Eine zeitlich intensive Tätigkeit, welche den Beschwerdeführer von der Erfüllung der Kontrollvorschriften abgehalten hätte, liegt unter diesen Umständen nicht vor. Verwaltung und Vorinstanz sind daher mit Recht zum Ergebnis gelangt, die Voraussetzungen einer Befreiung von der Erfüllung der Beitragszeit seien nicht erfüllt, und haben deshalb einen Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung verneint. (…)."

(cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa K., C 157/03)

 

                                         In una sentenza pubblicata in DLA 2005 N. 10 pag. 132 segg., il TFA ha ribadito che la ripetizione di esami fa parte in genere della durata della formazione, a condizione, tuttavia, che in particolare il tempo supplementare necessario, come peraltro la formazione stessa, sia sufficientemente controllabile. Un periodo di un anno e otto mesi per prepararsi e sostenere gli esami di avvocatura è eccessivo.

 

                                         In una sentenza pubblicata in DLA 2005 N. 18 pag. 207 segg. l’Alta Corte ha stabilito che un periodo di pratica che permette a un assicurato di completare le conoscenze teoriche acquisite all’Università facendo un’esperienza pratica in un settore specifico rientra nel campo d’applicazione dell’art. 14 cpv. 1 lett. a LADI, rispettivamente dell’art. 25 LAVS, anche se tale pratica non costituisce una condizione necessaria per la formazione acquisita.

                                         Contestualmente il TFA, per quanto attiene alla nozione di formazione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI, segnatamente nell'ambito di uno stage, ha osservato che:

 

"  (…)

Est réputée formation au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI toute préparation à une activité lucrative future fondée sur un cycle de formation (usuel) réglementaire, reconnu juridiquement ou, à tout le moins, de fait (ATF 122 V 44 consid. 3c/aa; DTA 2000 no 28 p. 146 consid. 1b; SVR 1995 ALV no 46 p. 135 consid. 3b). Cette définition correspond à celle de la formation en tant que condition de la prolongation, au-delà de l'accomplissement du 18ème anniversaire, du droit à la rente d'orphelin de l'AVS, au sens de l'art. 25 al. 5 LAVS, en vigueur depuis le 1er janvier 1997 et qui reprend en substance la teneur de l'art. 25 al. 2 aLAVS (arrêts non publiés J. du 29 octobre 1996, H 211/96, et F. du 14 avril 1986, C 148/85).

(…)

3.

3.1 La juridiction cantonale a jugé que le stage de six mois accompli à l'étranger constituait une période de formation au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI. Elle a considéré que ce stage effectué dans le domaine de l'éducation sanitaire et environnementale, supervisé par une psychologue, ne constituait pas un premier emploi, dès lors que l'intéressée, bien que nourrie et logée, n'avait pas perçu de rémunération. Selon les premiers juges, cette activité avait permis de compléter les connaissances théoriques acquises à l'université par une expérience pratique en rapport avec la matière apprise, effectuée dans le cadre d'une institution soutenue par diverses organisations internationales et de nature à valoriser directement un titre universitaire. Aussi, cette activité était-elle comparable à un stage dans un institut de recherche aux Etats-Unis, financé par le Fonds national de la recherche scientifique, dont le Tribunal administratif du canton de Vaud avait reconnu le caractère de formation complémentaire, voire de perfectionnement professionnel au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI

3.2 En l'occurrence, il y a lieu de se ranger à l'avis des premiers juges selon lequel le stage accompli au à l'étranger a permis à l'intéressée de compléter les connaissances théoriques acquises à l'université par une expérience pratique en rapport avec la matière apprise. Dans la mesure où la notion de formation au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI correspond à celle de l'art. 25 al. 5 LAVS, il ne paraît pas indiqué de poser une exigence supplémentaire en ce sens que le stage doit constituer un complément nécessaire à la formation acquise, comme le soutient le recourant. Un tel critère est certes déterminant en ce qui concerne le droit à des prestations au titre des mesures destinées à prévenir et à combattre le chômage au sens des art. 59 ss LACI (cf. ATF 111 V 276; DTA 1991 n° 13 p. 111 consid. 1b/bb). En ce qui concerne la libération des conditions relatives à la période de cotisation, en revanche, la loi n'a pas pour but d'en faire bénéficier seulement les assurés qui accomplissent une formation minimale. Au contraire, l'assurance-chômage a intérêt à ce que soient libérés temporairement des conditions relatives à la période de cotisation les assurés désireux d'accéder au marché de l'emploi qui

suivent une formation au-delà du niveau minimum requis actuellement. (…)"

 

                                         Nella medesima sentenza l'Alta Corte ha inoltre sviluppato le seguenti considerazioni riguardo al momento in cui si era conclusa la precedente formazione universitaria dell'assicurata:

 

"  Par sa décision du 2 mars 2001, la caisse a dénié à l'assurée le droit de se prévaloir d'un motif de libération des conditions relatives à la période de cotisation, motif pris qu'elle avait suivi une formation universitaire durant 9 mois et 22 jours seulement pendant le délai-cadre applicable (du 10 janvier 1999 au 9 janvier 2001). Elle a considéré que l'intéressée avait terminé sa formation universitaire le 1er novembre 1999. Toutefois, sur le vu de l'attestation d'obtention de la licence en psychologie délivrée par l'Université X.________ le 1er novembre 1999, l'assurée ne s'est pas présentée à l'examen de techniques projectives. C'est seulement le 21 février 2000 qu'elle a réussi l'examen dans cette branche, après avoir suivi les cours correspondants durant le semestre d'hiver 1999-2000. Du moment que cet examen fait partie intégrante de la licence, force est de considérer que la formation universitaire n'a pris fin que le 21 février 2000, conformément à la jurisprudence selon laquelle la correction de travaux de diplôme ou la répétition d'examen est assimilée à la période de formation (DTA 2000 n°28 p. 144). Vu ce qui précède, l'assurée a suivi une formation universitaire pendant plus de 12 mois durant le délai-cadre applicable, de sorte qu'elle était libérée des conditions relatives à la période de cotisation (cf. art. 14 al. 1 LACI). Le recours se révèle ainsi mal fondé."

                                         Infine il TFA ha rilevato che:

 

"  (…)

Selon la jurisprudence constante, il doit exister un lien de causalité entre les motifs de libération énumérés à l'art. 14 al. 1 LACI et l'absence d'une durée minimale de cotisation (ATF 121 V 342 consid. 5b et la référence; SVR 1999 ALV no 7 p. 19 consid. 2a; DTA 1998 no 19 p. 96 s. consid. 3). La preuve stricte de la causalité, dans une acception scientifique, ne doit pas être exigée; l'existence d'un lien de causalité doit déjà être admise lorsqu'il apparaît crédible et concevable que l'une des circonstances énumérées à l'art. 14 al. 1 LACI a empêché l'intéressé d'exercer une activité soumise à cotisation (cf. ATF 121 V 344 consid. 5c/bb, 119 V 55 consid. 3b).

(…)" (cfr. DLA 2005 N. 18 pag. 207 segg.)

 

                                         In un'altra sentenza pubblicata in DLA 2005 pag. 205 seg. l'Alta Corte ha stabilito che un periodo di autoperfezionamento effettuato tra due corsi di lingue non può essere computato come periodo di esenzione dall'obbligo di pagare i contributi (art. 14 LADI) per il fatto di non essere sufficientemente controllabile e poiché l'acquisizione di conoscenze e di esperienze non può essere equiparata, dal punto di vista giuridico o perlomeno di fatto, a una formazione che prepara a una futura attività lucrativa. La semplice verosimiglianza della formazione continua svolta tra i corsi di lingue non costituisce una prova sufficiente.

 

                                         Al riguardo il TFA ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  2.2. Die in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde vorgebrachten Einwendungen vermögen daran nichts zu ändern. Wie die Beschwerdeführerin im kantonalen Gerichtsverfahren bestätigte, nutzte sie die Zeit zwischen den einzuelnen Kursen zum Selbststudium und zum Spracherwerb im Kontakt mit der einheimischen Bevölkerung, ohne eine Arbeitnehmertätigkeit im Inoder Ausland ausgeübt zu haben. Mit dem kantonalen Gericht, auf dessen zutreffende Erwägungen verwiesen wird, ist nochmals zu betonen, dass die im Selbstudium absolvierte Weiterbildungszeit zwischen den einzelnen Kuzrsen aufgrund ungenügender Überprüfbarkeit (ARV 1990 Nr. 2 A. 23 Erw. 2b) nicht angerechnet werden können, weil das eingenständige Aneignen von Wiessen und Erfahrung nicht als ordnungsgemässer, rechtlich oder zumindest faktisch anerkannter Lehrgang zur Vorbereitung auf eine künftige erwerbliche Tätigkeit bezeichnet werden kann (nicht veröffentliches Urteil B. vom 3. Juli 1998, C 14/98). Es genügt demnach rechtsprechungsgemäss nicht, dass das erfolgte Lernen zwischen den Sprachkursen bloss glaubhaft gemacht wird."

 

                                         Nella sentenza pubblicata in DLA 1990 pag. 21 seg. la nostra Massima Istanza ha stabilito che l'esigenza di una sufficiente controllabilità giusta il vecchio diritto dev'essere adempiuta anche nell'ambito dell'articolo 14 capoverso 1 lettera a LADI. Uno studio autodidattico in relazione con un proprio progetto di ricerca non può essere sufficientemente controllato e non rientra perciò nella fattispecie giuridica giustificante l'esenziona dall'adempimento del periodo di contribuzione quali la formazione scolastica, la riqualificazione o il perfezionamento.

 

                                         Al riguardo il TFA ha sottolineato:

 

"  Zu prüfen ist, ob er aufgrund sein Projektarbeit der wegen des Auslandaufenthaltes von der Erfüllung der Beitragszeit befreit ist.

 

b) Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat unter der Herrschaft des dem Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG entsprechenden, bis Ende 1983 gültig gewese­nen Art. 17 Abs. 1 Al en, dass im Bereich dieser Bestimmung der ahv-rechtlich Ausbildungsbegriff sinngemäss anwendbar ist (nicht publi­zierte Urteile S 3. Juni 1984 und W. vom 23. August 1979). Danach gilt als Ausbildung- von der einkommensmässigen Voraussetzung abgesehen - begrifflich jede systematische, auf der Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch anerkannten (üblichen) Lehrganges beru­hende Vorbereitung auf eine künftige erwerbliche Tätigkeit (BGE 108 V 56 Erw. Ic). An dieser Begriffsumschreibung ist im Bereich des Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG festzuhalten (nicht publiziertes Urteil F. vom 14. April 1986). Im vorliegenden Fall kann offenbleiben, ob das Selbststudium oder der Aufbau und die Entwicklung eines eigenen Forschungsprojektes den gennanten Anforderungen entsprechen. Obwohl das neue Recht das Kriterium der genen erprüfbar ein gemäss dem bis Ende 1983 gültig gewesenen Art. 9 Abs. 2 AIVB nicht ausdrücklich nennt, ist dieses Erfordernis auch im Rahmen der seit 1. Januar 1984 geltenden Bestimmungen zu beachten (in BGE 113 V 352 nicht publizierte, in ARV 1988 Nr. 1 S. 19 wiedergegebene Erw. 3a des Urteils G. vom 18. Dezember 1987). Entsprechend der zu Art. 19 Abs. 2 AIVV (gültig gewesen bis 31. Dezember 1983) ergangenen Rechtspre­chung (BGE 108 V 103 mit Hinweisen) muss daher auch im Rahmen von Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG verlangt werden, dass die Ausbildung, welche der Versicherte als Grind für die Befreiungder Erfüllung der Beitragspflicht geltend nach genügend überprüfungbar ist. Im vorliegenden Fall ist das Erfor­dernis der Überprüfbarkeit klarerweise nicht erfüllt, waren die Organe der Arbeitslosenversicherung doch bei den gegebenen Umständen nach Eingang des Leistungsgesuches nicht in der Lage, die vom Beschwerdeführer geschil­derten Aktivitäten zuverlässig abzuklären. Schon aus diesem Grund ist der Befreiungstatbestand von Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG zu verneinen."

 

                                         Nella sentenza del 3 luglio 1998, a proposito di un assicurato che si é formato nel settore fotografia EDV il TFA si è così espresso:

 

"  1.- Nach Art. 13 Abs. 1 AVIG erfüllt die Beitragszeit, wer innerhalb der Rahmenfrist (Art. 9 Abs. 3 AVIG) während mindestens sechs Monaten eine beitragspflichtige Beschäftigung ausgeübt hat. die Rahmenfrist für die Beitragszeit beginnt zwei Jahre vor dem Tag, an welchem die versicherte Person erstmals sämtliche Anspruchsvoraussetzungen erfüllt (Art. 9 Abs. 3 in Verbindung mit Abs. 2 AVIG). Von der Erfüllung der Beitragszeit ist gemäss Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG befreit, wer innerhalb der Rahmenfrist während insgesamt mehr als zwölf Monaten wegen Schulausbildung, Umschulung oeer Weiterbildung nicht in einem Arbeitsverhältnis stand und deshalb die Beitragszeit nicht erfüllen konnte.

Nach der Rechtsprechung gilt als Ausbildung im Sinne dieser Bestimmung jede systematische, auf der Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch anerkannten (üblichen) Lehrgangs beruhende Vorbereitung auf eine künftige erwerbliche Tätigkeit (ARV 1996/1997 Nr. 5 S. 13 Erw. 2a mit Hinweis). Zudem muss die Ausbildung, Umschulung oder Weiterbildung genügend überprüfbar sein (ARV 1990 Nr. 2 S. 23 Erw. 2b mit Hinweisen).

 

2.- Vorliegend steht zu Recht unbestrittenermassen fest, dass der Beschwerdeführer innerhalb der Ramnefrist die minimale Beitragsziet von sechs Monaten nicht erfüllt.

Ist es für ihn in seiner wirtschaflich schwierigen Situation auch schwer verständlich, so ist doch versicherungsrechtlich nicht von Relevanz, dass er vor dem Beginn der Frist während Jahren Beiträge geleistet hatte. Zu prüfen bleibt einzig, ob er wegen seines Selbstudiums, während mehr als 12 Monaten eine Befreiung von der Erfüllung der Beitragszeit geltend machen kann.

Wie bereits die Vorinstanz richtig festgestellt hat, ist dies nicht möglich, weil das eingeständige Aneignen von Wissen und Erfahrung nicht als ordnungsgemässer, rechtlich oder zumindest faktisch anerkannter Lehrgang zur Vorbereitung auf eine künftige erwerbliche Tätigkeit bezeichnet werden kann. Darüberhinaus ist ein solches Lernen in seiner zeitlichen Beanspruchung auch nicht genügend überprüfbar. Daran vermag die Bereitschaft, sich mittels Examen einer inhaltlichen Kontrolle zu unterziehen, nichts zu ändern."

 

                                         L’Alta Corte, pronunciandosi in merito a un caso ticinese, con sentenza del 22 febbraio 2006, nella causa K., C 224/04, ha confermato il giudizio del TCA che aveva respinto il ricorso inoltrato da un’assicurata contro una decisione su opposizione di una Cassa con cui le era stato negato il diritto alle indennità di disoccupazione, poiché non aveva compiuto il periodo di contribuzione, né poteva essere esonerata dall’adempimento dello stesso.

 

                                         La nostra Massima Istanza ha segnatamente rilevato:

 

"  (…)

2.

Nell’evenienza concreta, l'interessata si è iscritta al collocamento facendo richiesta di indennità di disoccupazione a far tempo dal 3 novembre 2003. Il termine quadro in esame si estende pertanto la periodo dal 3 novembre 2001 al 2 novembre 2003.

Come risulta, in particolare, dalle dichiarazioni rese dalla ricorrente medesima in occasione della compilazione del formulario di richiesta delle prestazioni in lite, essa, durante tale termine quadro, ha svolto attività lavorativa presso la Oficina de Turismo di B. (S.) dal 31 maggio al 31 agosto 2002, presso la Schweizer Skischule di S. dal 20 dicembre 2002 al 21 aprile 2003 e presso la Snow-sports School M. in A. dal 28 giugno al 21 settembre 2003. Ora, alla luce di questi dati si deve concludere, con i primi giudici, che l'interessata non ha adempiuto l'onere contributivo minimo secondo l'art. 13 cpv. 1 LADI nei due anni precedenti la domanda. Pure a ragione la Corte cantonale ha poi ritenuto che l'insorgente non poteva nemmeno beneficiare di un motivo di esenzione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI. Infatti, pur tenendo conto del fatto che tra il 3 settembre 2001 e l'11 aprile 2002 l'insorgente ha frequentato il quinto ed ultimo semestre alla Scuola superiore alberghiera e del turismo di B., concluso con il conseguimento del diploma di operatrice di turismo, e anche ammettendo che il corso intensivo di spagnolo seguito dal 6 al 31 maggio 2002 ed il successivo periodo di pratica assolto dal 31 maggio al 31 agosto 2002 presso la Oficina de turismo di B. configurassero una formazione nel senso della predetta norma, l'interessata - che a S. e in A. ha lavorato quale maestra di sci - non ha superato complessivamente il limite di 12 mesi, durante i quali non sarebbe stata vincolata da un rapporto di lavoro per motivi di formazione. La valutazione della precedente istanza merita infine di essere condivisa anche nella misura in cui essa autorità ha stabilito che l'assicurata non poteva neppure prevalersi del motivo di esenzione di cui all'art. 14 cpv. 3 LADI. Il soggiorno di quest'ultima in A. non è infatti durato oltre un anno." (STFA del 22 febbraio 2006 nella causa K., C 224/04, consid. 2)

 

                                         In un'altra sentenza del 9 maggio 2006 nella causa V., C 241/04, attinente a un caso ticinese relativo a un assicurato che quale motivo di esonero dall’adempimento del periodo minimo di contribuzione ha invocato, oltre a un periodo di studi presso un’università in __________ fino all’ottenimento del diploma e a due soggiorni all’estero, lo svolgimento dell’attività di ricerca concernente la stesura di un progetto di dottorato, il TFA ha in particolare osservato:

 

"  (…)

Il nuovo motivo di esenzione dall’adempimento del periodo contributivo addotto dall’interessato in sede federale, e meglio lo svolgimento dell’attività di ricerca relativa alla stesura di un progetto di dottorato, non modifica l’esito del gravame. Il lavoro di ricerca in esame non può infatti essere assunto quale formazione ai sensi della giurisprudenza di questa Corte, la quale ha già avuto modo di statuire che uno studio autodidattico in relazione con un proprio progetto di ricerca non è sufficientemente controllabile e non rientra perciò nella fattispecie giuridica giustificante l’esenzione dall’adempimento del periodo di contribuzione (DLA 1990 no. 2 pag. 21)." (STFA del 9 maggio 2006 nella causa V., C 241/04, consid. 5)

 

                                         In una sentenza del 10 luglio 2006 nella causa R., C 319/05, a proposito di un corso di perfezionamento in Inghilterra, il TFA ha sottolineato che:

 

"  Richtig wiedergegeben ist auch die Rechtsprechung zum Begriff der

Ausbildung und dem Erfordernis der Überprüfbarkeit (namentlich ARV 2000 Nr. 28 S. 146 Erw. 1b mit Hinweisen). Beizufügen bleibt, dass zwischen der Nichterfüllung der Beitragszeit und dem gesetzlich umschriebenen Hinderungsgrund ein Kausalzusammenhang bestehen muss (BGE 130 V 231 f. Erw. 1.2.3; ARV 2005 Nr. 10 S. 133 Erw. 2.1 [Urteil B. vom 4. Oktober 2004, C 139/04] und Nr. 18 S. 208 f. Erw. 2.2 [Urteil M. vom 8. Juli 2004, C 311/02], je mit Hinweisen).

 

3.

Gemäss der übereinstimmenden und nach Lage der Akten zutreffenden Auffassung der Parteien genügt das absolvierte Nachdiplomstudium an der University X.________ sowohl qualitativ als auch hinsichtlich der Überprüfbarkeit den Anforderungen an eine als Hinderungsgrund für die Erfüllung der Beitragszeit in Frage kommende Ausbildung. Unbestrittenermassen ist auch das Erfordernis des mindestens zehnjährigen Wohnsitzes in der Schweiz erfüllt.

 

Uneinigkeit besteht in der Beantwortung der Frage, ob die Ausbildung die Versicherte tatsächlich während mehr als zwölf Monaten an der Erfüllung der Beitragszeit gehindert hat."

 

                                         Nella sentenza pubblicata in DLA 2000 pag. 144 seg. il TFA ha stabilito che la correzione di lavori di diploma o la ripetizione di esami contano come periodo di formazione se l'assicurato dedica un'ampia parte del suo tempo a tali lavori, che devono essere sufficientemente controllabili e distogliere l'assicurato dall'adempimento delle prescrizioni di controllo ed ha in particolare rilevato:

 

"  c) Auf Grund der Bestätigung der Schule dauerte das Nachdipoomstudium bei erfolgreichem Abschluss weniger als ein Jahr. Der Beitragsbefreiungsgrund wäre daher höchstens gegeben, wenn die Nachbesserung der Diplomarbeit ebenfalls noch zur Ausbildung zählt. Diese Frage verneinte die Vorinstanz, «da dadurch die Aus­bildungsdauer allzu sehr vom Betroffenen beeinflusst werden könnte». Die Nachbesserung könne aus diesem Grund nicht zur effektiven Ausbildungszeit gerechnet werden. Die Aussage der Vorinstanz ist in dieser Form zu absolut. Nachbesserungen von Di­plomarbeiten oder Wiederholungen von Prüfungen zählen ebenfalls grundsätzlich zur Ausbildungsdauer. Vorausgesetzt ist aber, dass die entsprechenden Vorbereitungen und Arbeiten zeitlich intensiv sind und den Versicherten von der Erfüllung der Kontrollvorschriften abhalten sowie, dass diese zusätzliche Zeit - wie die Ausbildung selbst - genügend überprüfbar ist (vgl. zu letzterem Erfordernis ARV 1990 Nr. 2 S. 23 Erw. 2b; BGE 108 V 103; Nussbaumer, a.a.O., S. 78 Rz 196). Dabei ist auch zu berücksichtigen, dass eine Teilzeit­beschäftigung mit Bezug auf die Erfüllung der Beitragszeit einci­Vollzeitbeschäftigung gleichgestellt ist (Art. 11 Abs. 4 erster Satz AVIV), so dass die erforderliche Kausalität für das Fehlen einer bei­tragspflichtigen Beschäftigung zudem nur vorliegt, wenn es dem Be­schwerdeführer wegen den Nachbesserungsarueiten auch nicht möglich und zumutbar gewesen ist, während dieser Zeitspanne ein Teilzeitarbeitsverhältnis einzugehen (vgl. BGE 121 V 343 Erw. 5h; SVR 1999 ALV Nr. 7 S. 20 Erw. 2c, 1998 ALV Nr. 15 S. 43 Erw. 3b/aa; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa)."

 

                               2.5.   Circa la necessità di un nesso causale tra l'inadempimento del periodo di contribuzione e il motivo d'esonero, in un'altra decisione del 17 novembre 2003 nelle causa E. e G., C 234/02 e 235/02, nel caso di due assicurati che, visti gli impegni di studio ("medizinische-therapeutische Grundausbildung" presso una ditta e "zusätzlichen Weiterbildungen"), chiedevano di essere esonerati dal periodo di contribuzione, la nostra Massima Istanza ha, tra l'altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

4.3 Aus den Stundenplänen der Beschwerdeführer geht hervor, dass sie morgens am Montag und Samstag jeweils um 09.00 Uhr und an den übrigen Tagen jeweils um 10.00 Uhr zu lernen begannen. Am Nachmittag lernten sie nach einer zweistündigen Mittagspause (12.00 bis 14.00 Uhr) jeweils bis 17.00 Uhr (Ausnahmen: Schulbesuch montags von 13.00 bis 22.30 Uhr und jeweils dienstags von 11.30 bis 13.30 Uhr und 17.00 bis 19.00 Uhr). Der Sonntag war ihr freier Tag. Aus diesen Stundenplänen ergibt sich, dass sie im ersten Semester im Durchschnitt je ca. 36,5 Wochenstunden für den Schulbesuch, den Sprachkurs und das Lernen aufwendeten. Im zweiten Semester (Beginn am 27. August 2001) kam die Vorlesung mit zwei Wochenstunden hinzu, was einen Wochenaufwand von 38,5 Stunden ergibt.

 

Im Vergleich mit der betriebsüblichen wöchentlichen Arbeitszeit von 41,7 Stunden im Jahre 2001 (Die Volkswirtschaft, Heft 10/2003, S. 98 Tabelle B9.2) hatten die Beschwerdeführer mithin pro Woche eine disponible Zeit von fünf Stunden im ersten und von drei Stunden im zweiten Semester, um einer beitragspflichtigen Arbeit nachzugehen. Zudem hätten sie die Möglichkeit gehabt, anstatt der Kurse, die sie regelmässig zwei bis drei Stunden pro Woche offenbar als Selbstständigerwerbende erteilten (ansonsten wären sie als Beitragszeit anzurechnen), eine beitragspflichtige Beschäftigung auszuüben. Um nötigenfalls einen zusammenhängenden mehrstündigen Freiraum für eine solche Arbeit zu schaffen, wäre es den Beschwerdeführern angesichts der relativ kurzen und überblickbaren Dauer der Ausbildung möglich und zumutbar gewesen, die Lernzeiten auch auf die Abende und den Sonntag zu verschieben. Nach dem Gesagten fehlt es an der erforderlichen Kausalität zwischen der Nichterfüllung der Beitragszeit und der Ausbildung, da eine Arbeit von wenigen Stunden pro Woche eine genügende Beitragszeit bildet (SVR 1999 ALV Nr. 7 S. 20 Erw. 2c).

(…)" (cfr. STFA del 17 novembre 2003 nelle cause E. e C., C 234/02 e C 235/02)

 

                                         In merito al rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004 N. 26 pag. 269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14 LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

                                         L'Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

 

"  (…)

3.2 Der Gesetzgeber geht deswegen von einem überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12 Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13 Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998 geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept (Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die 12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten rechtens.

(…)" (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 3.2., pag. 270-271)

 

                                         Contestualmente il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero:

 

"  (…)

Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa). (…)"

(cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 1, pag. 270)

 

                               2.6.   Il TCA è chiamato a stabilire se, nel periodo dal 2 novembre 2002 al 1° novembre 2004, RI 1 può fare valere un periodo di formazione o di perfezionamento di almeno 12 mesi che gli ha impedito di esercitare un'attività lucrativa.

                                         L'amministrazione lo nega sostenendo che l'assicurato si è dedicato a un progetto di ricerca individuale, per cui non sarebbero dati i presupposti fissati dalla giurisprudenza federale per concedere l'esonero.

                                         Il patrocinatore del ricorrente sostiene invece che si è trattato di un periodo di perfezionamento che egli ha permesso di accedere all'insegnamento universitario.

 

                                         Il TCA rileva innanzitutto che l'assicurato possiede un elevato livello di formazione ed è autore di numerose pubblicazioni. Queste circostanze sono state così riassunte dal suo patrocinatore:

 

"  Egli è __________, più esattamente titolare di due dottorati in questa materia, l'uno dell'__________ di __________, conseguito nel 1988, l'altro della __________, ottenuto nel 2002 con il massimo dei voti. Egli è autore di cinque volumi nei quali ha raccolto i risultati delle proprie ricerche. Detti volumi sono stati pubblicati presso case editrici prestigiose, quali __________, a __________, e __________, a __________. Il dott. RI 1 ha peraltro pubblicato una trentina di articoli in alcune tra le migliori riviste specialistiche ("__________", __________, "__________", __________ - __________, "__________", __________, "__________", __________, "__________", __________, ecc.). Egli è stato inoltre docente incaricato presso il __________ di __________. Per tutte queste ragioni gli è stata conferita l'abilitazione all'insegnamento universitario dal __________ (sezione 17)." (Doc. 2)

 

                                         Dagli atti dell'incarto risulta poi che la Sezione del lavoro il 6 ottobre 2005 ha posto i seguenti quesiti al __________ (__________):

 

"  1. confermate che il vostro fondo ha versato al signor RI 1 un

sussidio di ricerca per il periodo dal 1° aprile 2002 al 1° novembre 2004?

 

2. con quale scopo avete versato al signor RI 1 tale sussidio?

 

3. quale era lo scopo esatto della ricerca effettuata dal signor RI 1?

 

4. la ricerca svolta può essere considerata un perfezionamento professionale?" (Doc. 15)

 

                                         Il 18 ottobre 2005 __________ ha così risposto:

 

"  Wir beziehen uns auf Ihren Brief vom 6. Oktober 2005 und können ihnen wie folgt antwor­ten:

 

1. Hiermit bestätigen wir, dass der __________ Herrn RI 1 für das Forschungsprojekt "__________" für die Zeit vom 01.05.2002 - 31.10.2004 (30 Monate) total CHF 237500.-- als persönlichen Beitrag an den Lebensunterhalt zugesprochen hat (cf. Bei­lagen 1 und 2).

 

2. Ein Beitrag an den Lebensunterhalt dient der Bezahlung der Lebenshaltungskosten. Gemäss Art. 6 der "Weisungen für die Verwendung von Beiträgen" (Beilage 3) gelten Beitragsempfänger von Beiträgen an den Lebensunterhalt als selbständig Erwerbstäti­ge.

 

3. Wissenschaftliche Forschungsarbeiten zum Projektthema, über deren Stand mittels wissenschaftlichen Zwischen- und Schlussberichten rapportiert wurde und die in ge­eigneter Form publiziert werden.

 

4. Ob sich Herr RI 1 mit diesen Forschungsarbeiten habilitieren wollte oder konnte, entzieht sich den Kenntnissen des __________." (Doc. 13)

 

                                         Il 19 dicembre 2005 la Sezione del lavoro ha nuovamente interpellato il __________ ed ha posto la seguente domanda:

 

"  Nel periodo dal 1. aprile 2002 al 1. novembre 2004 il signor RI 1 ha beneficiato di un sussidio dal __________ (__________). Ora, questo sussidio è stato concesso per quale preciso scopo? In particolare, è stato concesso allo scopo di permettere al signor RI 1 un perfezionamento professionale oppure a puro scopo di ricerca? (p.f. dettagliare accuratamente la risposta).

 

In allegato le trasmettiamo il nostro scritto 6 ottobre 2005 al __________ e la relativa risposta 18 ottobre 2005 del signor __________ (con annessi)." (Doc. 8)

 

                                         Il Dr. __________ ha così risposto il 23 dicembre 2005:

 

"  Der persönliche Beitrag an den Lebensunterhalt von Herrn RI 1 hatte, wie auch dem Brief von Herrn __________ vom 18. Oktober 2005 zu entnehmen ist, den Zweck, eine wissenschaftliche Forschungsarbeit durchzuführen. Er diente also nicht einer beruflichen Weiter oder Fortbildung ("perfezionamento professionale")." (Doc. 7)

 

                                         Al riguardo il patrocinatore dell'assicurato ha formulato le seguenti osservazioni:

 

"  1. Le asserzioni del Signor __________ (il quale, sia detto per inciso, non

è affatto responsabile presso il __________ del settore specifico in cui opera il mio assistito) esprime un punto di vista del tutto pretestuoso e controvertibile, in quanto egli omette di affrontare la vera questione in giuoco, ossia l'abilitazione all'insegnamento universitario. Difatti, gli stessi regolamenti del __________ - certo più oggettivi del parere di qualsivoglia persona che vi lavora - smentiscono le affermazioni del suddetto __________. Basti citare, in proposito, il "__________", capitolo 1, articolo 4, menzionato nella sentenza del TCA : "Par encouragement de personnes, il est entendu les subsides versés individuellement à des chercheurs en vue de leur carrière scientifique. Des bourses de formation et de perfectionnement, ainsi que des programmes spécifiques d'encouragement du corps intermédiaire académique constituent de telles formes d'encouragement.»

 

 

2. Orbene, il caso riguardante il mio patrocinato rientra perfettamente

in questo quadro normativo e ne rispetta anzi ciascun parametro. In effetti, ciò che è in questione nella fattispecie è a non averne dubbio una carriera scientifica (o universitaria come dir si voglia), il cui presupposto fondamentale risiede in una formazione il più completa possibile, o in un alto grado di perfezionamento professionale. Ed è pure del tutto lampante, per chi conosca gli ingranaggi di questo mondo un po' particolare, che la partita si gioca in un primo tempo a livello del corpo accademico intermedio, che corrisponde istituzionalmente alla fascia dei ricercatori.

 

3. Grazie al sussidio in questione, il dott. RI 1 ha potuto dunque

proseguire e perfezionare all'estero il proprio iter formativo, in vista di una "carriera scientifica", come recita il testo del __________. Più esattamente, gli è stato possibile conseguire l'abilitazione all'insegnamento universitario, tappa fondamentale e obbligata in tale percorso. Si noti che il Prof. Dr. __________, membro del __________ e primo responsabile per il settore __________, è assolutamente al corrente di tutto questo ed ha sempre mostrato il massimo interesse e grande stima per il lavoro svolto dal dott. RI 1, come risulta tra l'altro da una Sua recente missiva che accludo alla presente.

 

4. Notisi da ultimo che nel calcolo dell'imponibile relativo all'imposta

cantonale e federale diretta 2004 appare a chiare lettere 14 rubrica   «spese di perfezionamento», come si evince dall'annessa documentazione." (Doc. 4)

                                        

                                         Istruendo la causa il TCA ha potuto appurare che l'assicurato, nel periodo in questione, ha seguito dei corsi di perfezionamento presso il __________ (cfr. Doc. C1), la cui durata è stata quantificata dal suo patrocinatore in "cinque semestri universitari a ragione di sei ore settimanali" (cfr. Doc. XIX).

                                         Questo Tribunale ha pure appreso che, durante l'anno accademico 2006-2007, l'assicurato insegna __________ presso l'__________ di __________ 8 (cfr. Doc. XV).

 

                                         Chiamato ora a pronunciarsi il TCA constata che se è vero che la giurisprudenza federale interpreta abbastanza largamente la nozione di perfezionamento (cfr. consid. 2.5) è altrettanto vero che la stessa giurisprudenza esige, per ammettere l'esonero dal periodo di contribuzione, che l'assicurato segua una formazione sufficientemente controllabile (cfr. al riguardo la sentenza del 9 maggio 2006 nella causa V., C 241/04 relativa alla stesura di un progetto di dottorato).

                                         Ora, nel caso concreto, la ricerca dell'assicurato sul tema "__________", che si è svolta sull'arco di 30 mesi (cfr. gli allegati al Doc. 13), non è sufficientemente controllabile quanto al tempo di lavoro giornaliero che ha necessitato.

                                         Essa non è dunque atta a permettere l'esonero del periodo di contribuzione. La stessa conclusione si impone pure per il corso di perfezionamento frequentato dall'assicurato, il quale visto il ridotto numero di ore settimanali (sei, cfr. consid. 1.7) non era di intensità tale di impedirgli di assumere un'attività lucrativa.

 

                                         Quanto al fatto che il ricorrente abbia trovato un posto di lavoro a partire dal mese di ottobre 2006, il TCA si limita a constatare che ciò è avvenuto due anni dopo la conclusione del periodo per il quale è fatto valere un motivo di esonero.

 

                                         Inoltre dagli atti dell'incarto risulta che l'assicurato era già iscritto per la funzione di "__________" nel marzo 2003 (Doc. B 1.1), rispettivamente nel marzo 2004 (cfr. Doc. B 1.2), quando la ricerca citata era ancora in corso.

                                         La ricerca non gli avrebbe dunque impedito di esercitare un'attività lucrativa ciò che è peraltro perfettamente comprensibile visto l'elevato livello di formazione di cui il ricorrente disponeva.

 

                                         Alla luce di quanto appena esposto la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

 

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti