Incarto n.
38.2023.18

 

CL/DC

Lugano

19 giugno 2023      

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

 

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

 

 

 

 

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

 

 

redattrice:

Christiana Lepori, vicecancelliera

 

segretario:

Gianluca Menghetti

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 febbraio 2023 di

 

 

RI 1  

rappr. da:   RA 1  

 

 

contro

 

 

 

la decisione su opposizione del 7 febbraio 2023 emanata da

 

Sezione del lavoro - Ufficio delle misure attive, 6501 Bellinzona

 

 

in materia di assicurazione contro la disoccupazione

 

 

 

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Con decisione su opposizione del 7 febbraio 2023, l'Ufficio delle misure attive (in seguito: UMA) ha confermato la propria decisione del 5 dicembre 2022 (cfr. doc. 19) con la quale ha negato a RI 1 - nata nel 1988, che ha ottenuto il Diploma di studi secondari superiori dopo aver frequentato il __________, che il __________ 2012 è divenuta madre di un figlio e che sino al 31 maggio 2021 ha esercitato, tra __________, __________ e Svizzera (__________) per quindici anni la professione di barista/cameriera di caffetteria (cfr. doc. 4, 5, 6 e 17) -, il diritto ad assegni di formazione per il periodo 1.8.2022 – 31.7.2025 per ottenere l’AFC quale assistente dentale (cfr. doc. 17 e doc. 18), argomentando:

 

" Lo scorso 1 ° febbraio, l'Ufficio regionale di collocamento ha riconfermato le argomentazioni contenute nella decisione contestata. In buona sostanza ribadisce che l'esperienza professionale acquisita dall'assicurata risulta spendibile sul mercato del lavoro e di conseguenza non si giustifica il finanziamento di una riqualifica.

Rileviamo inoltre che dal verbale del primo colloquio di consulenza del 10.05.2021 con la consulente URC __________ "Questa settimana dovrebbe fissare un appuntamento con l'ufficio orientamento professionale, vorrebbe riorientarsi verso l'ambito sociale o sportivo risulta". In merito all'obiettivo di reinserimento stabilito la consulente ha segnalato: "Trovare al più presto un impiego nella professione appresa, in quelle affini e in altre professioni adeguate alle sue capacità”.

Dal verbale del colloquio di consulenza del 10.03.2022 con il nuovo consulente URC __________ "Mi informa che à côté sta cercando anche una soluzione formativa quale assistente di farmacia, le comunico che non rientra nella nostra strategia di reinserimento e pertanto non vi sarà un supporto finanziario (riqualifica)”. In merito all'obiettivo di reinserimento stabilito il consulente ha segnalato:

 

"Rientrare nel mercato del lavoro Eventualmente anche tramite il guadagno intermedio".

 

Per quanto concerne le competenze professionali richieste dal settore della ristorazione/albergheria e le competenze possedute dall'opponente rileviamo:

-   dal curriculum vitae risulta che da gennaio 2006 a maggio 2021 ha lavorato come cameriera-barista, responsabile di sala-cameriera, in questi ambiti sono evidenziate le competenze acquisite;

-   dal rapporto finale datato 09.11.2021 elaborato al termine del programma d'occupazione (__________) che consente di rilevare le competenze professionali nel settore della ristorazione, gestito dall'associazione di categoria __________, risulta che "Le competenze/esperienze della Persona in cerca di impiego (PCI): fanno presupporre un reinserimento a breve nel settore della ristorazione/albergheria".

 

Pertanto riteniamo che la difficoltà di collocamento non è legata a motivi inerenti al mercato del lavoro ma alla disponibilità oraria dell'opponente ridotta per esigenze personali.

 

Dai riscontri avuti alle proprie ricerche di lavoro e alle assegnazioni a posti di lavoro tramite l'Ufficio regionale di collocamento, rileviamo:

-   estratto dal colloquio di consulenza del 21.06.2021 con la consulente URC __________: "Aveva fatto un colloquio per mattino e sera ma non funzionava con i suoi orari".

-   estratto dall'Esito dell'assegnazione ad un posto di lavoro del 06.08.2021: "II signor __________ mi ha riferito di aver bisogno di una cameriera unicamente nel turno serale e notturno per questo non si è dato seguito ad un colloquio".

-   estratto dall'Esito dell'assegnazione ad un posto di lavoro del 04.10.2021: "Si chiede lavoro a turni spezzati, inclusa la fascia serale e il week-end".

Alla domanda 1 della Richiesta di Assegni di formazione "Per quali motivi ritiene di non avere più la possibilità di ricollocarsi nella sua ultima professione, nella professione imparata o mediante occupazione adeguata?" l'opponente ha pure messo in evidenza le criticità legate alla sua disponibilità oraria rispondendo: "Nonostante le mie continue ricerche e il programma occupazionale, non sono riuscita a trovare un'occupazione adeguata alle mie necessità di madre, in quanto nel settore della ristorazione è pressoché impossibile trovare un impiego che abbia orari e giorni scolastici.

La mia precedente occupazione già precaria si è rivelata ancor più instabile in seguito all'epidemia di Coronavirus, per tale motivo ho deciso di intraprendere una riqualifica professionale più stabile e sicura".

 

Durante il periodo di disoccupazione, l'opponente è stata infatti disponibile al collocamento come cameriera:

-   dal 01.06.2021 al 30.09.2021: al 70% (lunedì - venerdì dalle 8.00 alle 15.30)

-   dal 01.10.2021 fino al 29.07.2022 (data annullamento dell'iscrizione) al 60% (lunedì – venerdì dalle 9.00 alle 14.00).

 

La disponibilità offerta dall'opponente dal 01.08.2022 per lo svolgimento della formazione di assistente dentale corrisponde a un grado d'occupazione al 100%. Prendiamo atto che è più importante rispetto a quella offerta durante il periodo di iscrizione all'URC.

Le conferme di idoneità alla formazione fornite dall'opponente (lettera datata 04.01.2023 del datore di lavoro Dr. __________ e lettera datata 09.01.2023 del __________) non modificano la valutazione.

Nell'opposizione, la signora RI 1 indica "mi sono rivolta spontaneamente presso gli uffici dell'Aiuto degli Studi di Bellinzona, i quali dopo due mesi di attesa, mi hanno riposto rifiutando la mia domanda perché iscritta in disoccupazione, informandomi quindi che avrei dovuto rivolgermi agli Uffici delle Misure Attive per ricevere un sostegno economico".

Con questa decisione confermiamo che il diritto all'assegno di formazione LADI non dipende soltanto dall'iscrizione in disoccupazione. La invitiamo ad inoltrare questa decisione all'Ufficio dell'Aiuto degli Studi di Bellinzona al fine di chiarire con loro la situazione. Non possiamo tuttavia esprimerci sulle condizioni di erogazione degli aiuti previsti da questo Ufficio.” (cfr. doc. A1).

 

                          1.2.  Contro la decisione su opposizione l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale chiede che le venga riconosciuto il diritto alle prestazioni richieste, facendo valere quanto segue:

 

" In seguito al periodo di lockdown dovuto all'epidemia di Corona Virus (Covid-19) la Signora RI 1 è stata licenziata senza preavviso per mancanza di lavoro e si è dunque rivolta all'Ufficio Regionale di Collocamento __________ registrandosi in disoccupazione a giugno 2021. La professione esercitata in veste di cameriera non diplomata è sempre stata impiegata durante orari diurni per permetterle di accudire il proprio figlio siccome il marito lavora la sera ed il fine settimana su picchetto in ambito giornalistico ed in tale direzione si è obbligatoriamente orientata nella ricerca di una nuova occupazione. Nonostante gli sforzi fatti durante più di tredici mesi non vi è stata alcuna proposta adatta al suo profilo.

L'alternativa in mancanza di un'offerta di lavoro adeguata a garantire una durevole reintegrazione prevedeva di considerare la possibilità di una riqualifica professionale che potesse offrire stabilità economica, continuità a lungo termine e contemporaneamente soddisfazione personale. A pochi mesi dal termine della disoccupazione si è presentata l'opportunità di iniziare un apprendistato quale Assistente Dentale presso lo studio del Dr. med. dent. __________ a __________ ed è stata accolta con grande entusiasmo.

(…)

Si contesta l'idoneità del profilo dell'opponente inerente alle attuali esigenze del mercato del lavoro, le quali sono unicamente a tempo determinato e/o ad orari serali/notturni compresi i fine settimana.

(…) L'attuale mercato del lavoro nel ramo della ristorazione ricerca profili che abbiano disponibilità e competenze diverse da quelle offerte dall'opponente, tesi supportata dalle Azioni di Reinserimento professionale che non hanno avuto alcun riscontro concreto, dal Rapporto del programma d'occupazione __________ che ha sottolineato la difficoltà dell'opponente nel trovare un'occupazione adeguata e dall'esito delle assegnazioni ad un posto di lavoro del 21.06.2021, 06.08.2021, 04.10.2021, ... le quali non hanno avuto alcun riscontro da parte dei datori di lavoro perché il profilo non risulta adatto. Si contesta pertanto l'affermazione arbitraria che il richiedente abbia intrapreso una riqualifica professionale per un proprio desiderio personale. A tal proposito è importante considerare che la professione di cameriera è orientata sempre più verso figure di giovane età, si confronta con una concorrenza di confine con la vicina Italia la quale inevitabilmente muta la concezione del contratto indeterminato e delle eque opportunità, generando ancor più ostacoli nel trovare un'occupazione stabile e permanente senza dover ripiegare periodicamente negli anni avvenire agli Uffici Regionali di Collocamento e gravando ulteriormente sulla Divisione dell'Economia.

Nondimeno durante i tredici mesi di disoccupazione nei quali l'opponente ha ricercato un'occupazione con il sostegno dell'URC di __________, non vi è mai stata una singola offerta d'impiego che non fosse indirizzata ad orari serali e/o notturni perlopiù temporanei. Al contrario, l'opponente riscontra nuove opportunità in ambito odontoiatrico idonee alla sua ricerca di lavoro qualora dovesse terminare gli studi, tesi supportata dall'attuale datore di lavoro e dall'lstituto __________.

Si ritiene quindi che la Signora RI 1 sottostà al rispetto cumulativo delle diverse condizioni illustrate agli articoli 59, 59a -59c, 66a e 66c LADI oltre che all'art. 90a OADI.

Si contesta inoltre l'errata interpretazione inerente la disponibilità offerta dall'opponente, la quale da sempre è obbligatoriamente limitata ma contemporaneamente flessibile ad orari diurni. Difatti, come spiegato alla consulente URC __________, la precedente occupazione al 70% aveva quali orari lavorativi dalle 08:00-16:00 nella regione di __________. Con l'intenzione di trovare un'occupazione stabile l'opponente in data 01.10.2021 ha deciso di abbassare la percentuale di lavoro al 60% così da poter uscire dalla regione e valutare offerte geograficamente più lontane. Pertanto, questa scelta era unicamente ed esclusivamente indirizzata a favorire il proprio inserimento nel mercato del lavoro in accordo con l'Ufficio Regionale di Collocamento. Difatti, la disponibilità oraria in data 01.08.2022 per lo svolgimento di una riqualifica professionale come assistente dentale corrisponde perfettamente alle necessità del profilo dell'opponente offrendo un'occupazione dalle 08:00 alle 16:30, dal lunedì al venerdì nella regione di __________ e non risulta dunque essere più importante di quella offerta durante il periodo di iscrizione URC, semmai un'errata interpretazione da parta del funzionario incaricato in termini di percentuale di lavoro.

(…)

Infine, l'opponente mette in discussione il corretto operato dell'Ufficio Regionale di Collocamento di __________ in collaborazione con l'Ufficio Misure Attive.

Evidenziando i disaccordi avuti con il funzionario URC __________ sulla scelta personale di attribuirsi il diritto di decidere lui stesso se vi era o meno un supporto finanziario per un'eventuale riqualifica da parte dell'Ufficio delle Misure Attive, e le relative conseguenti decisioni di rifiuto perlopiù giudicate in termini personali anziché di legge, tant'è che l'UMA al fine di evadere l'opposizione sottopone le osservazioni dell'opponente all'URC di __________, nella fattispecie al funzionario Gregory, apparentemente senza valutarne l'obiettività. Difatti, con motivazioni discordanti l'opponente ha ricevuto una prima decisione di rifiuto erroneamente supportata dalle attuali Leggi LADI le quali al contrario sostengono la richiesta, una seconda opposizione è stata rifiutata attraverso un decreto del Tribunale Federale delle Assicurazioni del 1994 trascritto non per intero mutandone la forma ed il contenuto a benefìcio della decisione di respingimento ed infine un'ultima decisione basata su generiche prese di posizione alquanto discutibili e di personale interpretazione in termini d'orari di disponibilità non contemplate all’interno delle Leggi LADI.

Si fa notare pertanto, come non vengano presi in considerazione fatti concreti e dimostrabili come l'infruttuosa ricerca d'impiego durante la durata di 13 mesi a discapito di valutazioni prevalentemente ininfluenti quali la scelta di una riqualifica professionale come desiderio personale, surclassando le principali prerogative della Legge LADI. L'opponente non riceve pertanto un adeguato quanto completo sostegno per la reintegrazione in veste di assicurato il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti il mercato del lavoro impedendone una rapida e durevole reintegrazione; di conseguenza non diminuisce il rischio di una disoccupazione di lunga durata presente e futura (art. 59 cpv. 2 LADI). In aggiunta non viene tenuto conto di una valutazione dei bisogni e delle esperienze, in particolare riguardo le ripercussioni nei confronti di donne disoccupate, assicurati che sono esposti a un rischio elevato di disoccupazione di lunga durata e assicurati disoccupati di lungo periodo, (art 59a LADI).” (cfr. doc. I).

 

                          1.3.  Nella sua risposta del 17 marzo 2023, l’UMA, riconfermandosi nei propri provvedimenti, propone di respingere il ricorso rilevando:

 

" (…) al momento dell'inoltro della richiesta, pervenuta all'Ufficio regionale di collocamento il 14 ottobre 2022, la signora RI 1 non era più iscritta quale disoccupata alla ricerca di un posto di lavoro. La ricorrente era disiscritta (ultimo giorno di disoccupazione il 29 luglio 2022) e aveva iniziato l'apprendistato (inizio del contratto di tirocinio quale "assistente dentale" dal 1° agosto 2022).

Nei contatti con il consulente URC la ricorrente aveva segnalato in due occasioni l'intenzione di svolgere una formazione:

 

√  colloquio del 10 marzo 2022: "... che sta cercando à côté anche una soluzione formativa quale assistente di farmacia";

√  colloquio del 25 aprile 2022: "valutando ulteriori possibili soluzioni quale assistente dentale”;

 

senza però inoltrare alcuna richiesta formale per l'ottenimento degli assegni di formazione LADI.

Si rileva che la richiedente aveva discusso con il proprio consulente del personale del suo desiderio di riqualifica. L'Ufficio misure attive ha ritenuto opportuno informare nello specifico sulle condizioni per la concessione dell'assegno di formazione, ma di fatto, e senza entrare nel merito, la richiesta poteva essere respinta perché non rispettava la condizione posta dall'art. 59 cpv. 3 lett. a) LADI:

 

" Possono partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli articoli 60-71d gli assicurati che adempiono:

  a.  i presupposti del diritto secondo l'articolo 8 per quanto la legge non disponga altrimenti; e

  b.  le condizioni specifiche per il provvedimento in questione."

 

Gli assegni di formazione possono essere concessi soltanto a coloro che sono iscritti all'URC, sono disoccupati e sono idonei al collocamento (sono disponibili, ricercano e sono in grado di assumere attività rimunerate) e hanno un termine quadro valido di riscossione delle prestazioni.

Considerato quanto sopra, l'Ufficio misure attive ritiene che la richiedente non abbia diritto agli assegni di formazione LADI” (cfr. doc. III).

 

                          1.4.  Il 31 marzo 2023 l’avv. RA 1, dopo che il TCA aveva assegnato alle parti un termine per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV), ha comunicato di rappresentare la ricorrente, chiesto una proroga (che il TCA gli ha, poi, concesso; cfr. doc. VI) e l’accesso agli atti (cfr. doc. V + doc. V1).

                                  Il legale ha visionato l’incarto presso la Cancelleria del TCA in data 13 aprile 2023.

 

                          1.5.  Il 25 aprile 2023, l’avv. RA 1 ha comunicato di non avere ulteriori mezzi di prova e fornito alcune precisazioni.

                                  La prima concerne la tardività della domanda per assegni di formazione pretesa dalla resistente in sede di risposta di causa:

 

" (…) In primis, è d'uopo rilevare che l'UMA ha sollevato la presunta tardività della richiesta di Assegni di formazione (di seguito: AFO) solamente in sede di ricorso senza averne mai fatto menzione in precedenza, il che risulta abusivo, tant'è che il preavviso per gli AFO indica chiaramente che la richiedente adempie ai presupposti di cui all'art. 8 LADI (cfr. punto 1 doc. 18). Inoltre, come riportato dalla ricorrente in sede di opposizione del 29 dicembre 2022, rispettivamente di ricorso del 27 febbraio 2023, la tardività della domanda è da ricondurre esclusivamente alle omissioni dell'Ufficio regionale di collocamento (di seguito: URC), e meglio alla mancata informazione da parte di quest'ultimo in merito dalla procedura da seguire in materia di richieste di AFO. Non ci si può di certo aspettare che un assicurato conosca tutte le procedure applicabili in materia di assicurazioni sociali, sta al consulente URC indicare quali siano le procedure da seguire in una determinata fattispecie.

Alla semplice lettura dell'incarto appare evidente che la ricorrente abbia a più riprese fatto domanda - verbalmente - di avviare una formazione. Tuttavia, a tali richieste il consulente URC (il signor __________) ha sempre controbattuto che non erano ossequiate le condizioni per beneficiare di un tale supporto finanziario, senza motivare in alcun modo tale rifiuto. È proprio in questi frangenti che l'URC avrebbe dovuto indicare alla ricorrente "la via" per poter richiedere il provvedimento inerente il mercato del lavoro più adatto alla sua situazione.

Checché se ne dica, sono proprio tali mancanze che hanno impedito de facto alla ricorrente di inoltrare una richiesta formale per l'ottenimento degli AFO prima della cancellazione dal sistema COLSTA, avvenuta con effetto al 1° agosto 2022. (…)” (cfr. doc. VII pag. 1-2).

 

                                  Il legale sostiene, poi, che la domanda della propria assistita andava accolta e che, in particolare, l’amministrazione non poteva ignorare la situazione di madre della ricorrente:

 

" (…) In secundis, per quanto attiene alle condizioni specifiche per poter far capo agli AFO, si precisa che ai sensi dell'art, 59 cpv. 1 LADI l'assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla disoccupazione.

L'art. 59 cpv, 2 LADI ribadisce il principio fondamentale applicabile in materia di provvedimenti inerenti il mercato del lavoro, e meglio che il diritto a prestazioni finanziarie è connesso alla situazione del mercato del lavoro. Tali provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l’assicurazione disoccupazione (cfr. STFA C 56/04 del 10 gennaio 2005, consid. 2; STFA C 209/04 del 10 dicembre 2004, consid. 2; le STFA C 200/02 e C 201/02 del 5 agosto 2003, consid. 1, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469 segg.).

Alla luce di quanto sancito dall'art, 59a LADI appare evidente che bisogna altresì tenere in considerazione la situazione concreta dell'assicurato, Tant'è che la lettera a. di detta norma prevede che "la necessità di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sia analizzata sistematicamente in particolare riguardo alle loro ripercussioni per ciascun sesso e per l'integrazione degli stranieri".

Il criterio determinante per la concessione degli AFO è dunque l'interesse dell'assicurato ad acquisire una formazione professionale (cfr. Prassi LADI PML, F2).

In maniera più generale occorre menzionare altresì che fra gli scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di "prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro" (cfr. art, 1a cpv. 2 LADI).

È evidente dunque che, in casu, nel giudicare la domanda AFO della ricorrente, l'UMA non poteva di certo fare completa astrazione della sua situazione di madre. Ciò è in palese contrasto con gli obbiettivi della LADI e con la parità dei sessi ex art. 8 Cost.

Nel caso concreto, come esposto dalla ricorrente sia in sede di opposizione che in sede di ricorso, è pacifico che le condizioni per la concessione degli AFO da parte dell'UMA sono da considerarsi ossequiate.

Al contrario di quanto sostenuto dall'UMA, l'intenzione della ricorrente di voler svolgere una formazione non è in alcun modo tesa a soddisfare un'aspirazione personale, ma è dettata dalla situazione concreta del mercato del lavoro nel settore della ristorazione, rispettivamente alberghiero.

Occorre infatti precisare che la ricorrente è in possesso del solo diploma del liceo artistico - formazione che non ha mai messo a profitto della propria attività lavorativa e che non può di certo essere speso sul mercato del lavoro (circostanza mai stata contestata dall'UMA) - e che ella ha sempre lavorato nell'ambito della ristorazione senza tuttavia essere in possesso di una qualsivoglia qualifica AFC o altro.

È evidente che, restando ancorata al settore della ristorazione/ alberghiero - senza disporre di alcuna formazione specifica - ella sarebbe costantemente esposta alla precarietà tipica di tali settori. È difatti notorio che essi non spiccano tra i più stabili nel panorama del mercato del lavoro svizzero e non permettono di trovare facilmente un'occupazione, specie per una donna e madre, tant'è che da quanto la ricorrente è stata registrata nel sistema COLSTA per la ricerca di un nuovo impiego, ella non ha trovato alcuna occupazione compatibile con le proprie esigenze di madre che ne limitano evidentemente la disponibilità. Nemmeno l'URC è riuscita a trovarle un'occupazione adeguata. Sono gli stessi consulenti a riportare a più riprese che "non vi sono posizioni vacanti adeguate al suo profilo personale da segnalare" (cfr. doc. 9).

In merito alla contesta disponibilità della ricorrente al collocamento si precisa che quest'ultima ha potuto intraprendere la formazione di assistente dentale al 100% poiché evidentemente compatibile con i propri obblighi come madre, ciò che non è il caso nell'ambito della ristorazione. Difatti, le proposte di lavoro che le sono giunte prevedevano esclusivamente orari spezzati e turni serali/notturni.

È manifesto che il conseguimento di un diploma AFC quale assistente dentale migliorerebbe notevolmente le future possibilità di collocamento, a fortiori se paragonata a quella attuale. Al proposito basti ricordare che anche l'attuale datore di lavoro, Dr. __________ ha indicato che è sua intenzione tenere la ricorrente alle proprie dipendenze una volta conclusa la formazione (cfr. scritto del 4 gennaio 2023).

Infine, si precisa che in caso di mancata concessione degli AFO la ricorrente si vedrebbe costretta ad abbandonare il percorso formativo intrapreso ritrovandosi nuovamente in una situazione di precarietà che la condurrebbe quasi certamente a dover far capo nuovamente alle indennità di disoccupazione. Ciò che è in palese contrasto con gli obbiettivi stessi della Legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza.” (cfr. doc. VII pag. 2-4).

 

                                  In conclusione il patrocinatore della ricorrente ha, quindi, postulato l’annullamento della decisione su opposizione del 7 febbraio 2023 con protesta di spese, tasse e ripetibili (cfr. doc. VII pag. 4).

                          1.6.  Con duplica del 5 maggio 2023 – trasmessa, per conoscenza, al patrocinatore dell’assicurata l’8 maggio seguente (cfr. doc. X) - l’UMA ribadisce che la ricorrente non ha diritto agli assegni di formazione LADI e chiede di respingere il ricorso, rilevando:

 

" (…) Al momento dell’iscrizione in disoccupazione, la richiedente ha ricevuto informazioni su diritti e doveri nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione e sulla possibilità di consultare fonti di informazione, in particolare il sito internet www.arbeit.swiss.ch.

Su questo sito sono sempre accessibili informazioni sulle misure di sostegno al reinserimento: ci sono pagine dedicate ai Provvedimenti inerenti al mercato del lavoro come pure l’opuscolo “Provvedimenti inerenti al mercato del lavoro: Un primo passo verso il reinserimento”, che offre una panoramica dei diritti e dei doveri degli assicurati, indica le procedure da seguire in caso di disoccupazione o di disoccupazione imminente. In particolare è indicata la modalità per richiedere i sostegni, tramite domanda scritta entro una determinata scadenza.

 

1.     Competenza decisionale per l’erogazione degli di assegni di formazione

L’art. 2b let. c) del Regolamento L-rilocc sancisce che l’Ufficio delle misure attive è competente per: … “decidere in merito all’attribuzione (…) degli assegni di formazione (art. 66a LADI) (…).”

Per la concessione degli assegni di formazione il consulente URC è chiamato a preavvisare la domanda di questo sussidio. A questo scopo specifico è preposto il formulario Preavviso URC per Assegni di Formazione professionale (AFO) LADI.

Con il preavviso, il consulente URC e il suo superiore, si esprimono sul rispetto di alcune delle condizioni poste per la concessione del sussidio. La verifica e la decisione definitiva circa il rispetto dell’insieme delle condizioni sono tuttavia di competenza dell’Ufficio misure attive.

 

2.     Condizioni da adempiere

Per quanto concerne le condizioni da adempiere per beneficiare degli assegni di formazione, contestiamo che “il criterio determinante per la concessione degli AFO è dunque l’interesse dell’assicurato ad acquisire una formazione professionale.” e rinviamo a quanto confermato con la nostra decisione su opposizione del 7 febbraio 2023 (doc. 4 della risposta di causa).

Ci preme evidenziare il contenuto di seguenti articoli LADI citati nella lettera dell’avv. RA 1.

 

a)     Art. 59 cpv. 2 LADI – Principi

Questo articolo sancisce il principio di base per l’erogazione dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo cui le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione a titolo di riqualificazione, perfezionamento e reintegrazione vengono versate soltanto se la situazione del mercato del lavoro esige l’adozione di un simile provvedimento. Ciò significa che l’assicurato non può pretendere prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione per frequentare un provvedimento inerente al mercato del lavoro se è possibile assegnargli un’occupazione adeguata. Nel merito rinviamo a quanto confermato nella decisione su opposizione (doc. 4 della risposta di causa).

 

b)     Art. 59a LADI – Valutazione dei bisogni e delle esperienze

Si tratta di un articolo programmatico dal quale non possono essere dedotti dei diritti.

Regolamenta la definizione dei provvedimenti previsti dalla Legislazione federale. Da un lato si tratta di valutare che i provvedimenti previsti attualmente dalla Legge siano necessari e adeguati dal profilo quantitativo e qualitativo per rispondere alle esigenze di reinserimento professionale.

Dall’altro articolo dispone che le autorità devono considerare le esperienze legate a progetti pilota in Svizzera come pure all’estero per definire nuovi tipi di provvedimento.

Questo articolo non riguarda la valutazione delle singole richieste di sostegno finanziario. Nel caso specifico la richiesta riguarda l’assegno di formazione, un provvedimento già esistente. (…)” (cfr. doc. IX pag. 1-3).

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Il TCA è chiamato a stabilire se l'assicurata ha diritto, oppure no, agli assegni per la formazione quale “assistente dentale” postulati per il periodo dal 1° agosto 2022 al 31 luglio 2025.

 

                                  Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                  Questa revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda revisione della legge del 1995.

 

                                  Questi provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 1972):

 

" (…) In linea di massima, la presente revisione non concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito sino ad oggi con la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente migliorata. (…)"

 

                                  Anche la quarta revisione della LADI del 19 marzo 2011, in vigore dal 1° aprile 2011 non ha apportato sostanziali modifiche ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro

 

                                  Pertanto, la giurisprudenza concernente il vecchio Capitolo 6 della LADI, che agli art. 59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti destinati a prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti inerenti al mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo l'entrata in vigore della terza revisione della LADI (cfr. STFA 209/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 77/04 del 24 dicembre 2004; STFA C 56/04 del 10 gennaio 2005).

 

                          2.2.  Fra gli scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di "prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro" (cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).

                                  Per realizzare questo obiettivo, il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI (Capitolo 6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.

                                  Si tratta di provvedimenti di formazione (art. 60: corsi individuali o collettivi di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art. 64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali, semestri di motivazione) e di provvedimenti speciali (art. 65 – 71d: assegni per il periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli assicurati pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del promovimento dell'attività lucrativa indipendente).

 

                                  L’art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e prevede che:

 

" 1 L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla disoccupazione.

1bis I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro comprendono i provvedimenti di formazione (Sezione 2), i provvedimenti di occupazione (Sezione 3) e i provvedimenti speciali (Sezione 4).

1ter Le persone direttamente minacciate dalla disoccupazione possono pretendere unicamente le prestazioni di cui all’articolo 60.3.

1quater Su richiesta del Cantone, l’ufficio di compensazione può autorizzare la partecipazione a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro per persone minacciate dalla disoccupazione nell’ambito di licenziamenti collettivi.

2 I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:

    a.  migliorare l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una rapida e durevole reintegrazione;

    b.  promuovere le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

    c.  diminuire il rischio di una disoccupazione di lunga durata; o

    d.  offrire la possibilità di acquisire esperienze professionali.

3 Possono partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:

    a.  i presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga altrimenti; e

    b.  le condizioni specifiche per il provvedimento in questione.

3bis Gli assicurati che hanno più di 50 anni e che adempiono le condizioni di cui al capoverso 3 possono partecipare a provvedimenti di formazione e di occupazione fino alla conclusione del loro termine quadro per la riscossione della prestazione, indipendentemente dal loro diritto all’indennità di disoccupazione.

4 I servizi competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella reintegrazione dei disoccupati invalidi.

5  I servizi competenti collaborano con gli organi pubblici e privati preposti all’esecuzione della legislazione sull’asilo, sugli stranieri e sull’integrazione nel reintegrare gli assicurati provenienti da un contesto migratorio."

 

                                  All'art. 59 cpv. 2 LADI viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro è connesso alla situazione del mercato del lavoro: provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione disoccupazione (cfr. STF 8C_478/2013 dell’11 aprile 2014 consid. 4; STF 8C_594/2008 del 1° aprile 2009 consid. 3; STFA C 56/04 del 10 gennaio 2005 consid. 2; STFA C 209/04 consid. 2 del 10 dicembre 2004; le STFA C 200/02 e C 201/02 consid. 1 del 5 agosto 2003, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469 segg.).

 

                                  In una sentenza 8C_48/2008 del 16 maggio 2008 al riguardo il Tribunale federale si è così espresso:

 

" 3.2 Le droit aux prestations d'assurance pour la reconversion, le perfectionnement ou l'intégration professionnels est lié à la situation du marché du travail: des mesures relatives au marché du travail ne doivent être mises en oeuvre que si elles sont directement commandées par l'état de ce marché. Cette condition permet d'éviter l'allocation de prestations qui n'ont aucun rapport avec l'assurance-chômage. La loi, qui consacrait ce principe à l'art. 59 al. 1 et 3 aLACI, l'exprime désormais à l'art. 59 al. 2 LACI, dans sa teneur en vigueur depuis le 1er juillet 2003. Toutefois, les principes jurisprudentiels (ATF 112 V 397 consid. 1a p. 398, 111 V 271 consid. 2b p. 274 et 398 consid. 2b p. 400; DTA 2005 p. 280 consid. 1.2, C 48/05, et les arrêts cités) développés sous l'empire des dispositions régissant les mesures relatives au marché du travail - dans leur version en vigueur jusqu'au 30 juin 2003 - restent applicables (DTA 2005 p. 280 consid. 1.1, précité).

En revanche, la formation de base et la promotion générale du perfectionnement professionnel n'incombent pas à l'assurance-chômage. La limite entre la formation de base ainsi que le perfectionnement professionnel en général, d'une part, le reclassement et le perfectionnement professionnel au sens de l'assurance-chômage, d'autre part, n'est souvent pas nette (ATF 108 V 163 consid. 2c p. 165 s.). Il doit s'agir dans ce dernier cas de mesures permettant à l'assuré de s'adapter au progrès industriel et technique, ou de mettre à profit sur le marché du travail, en dehors de son activité lucrative spécifique antérieure, ses aptitudes professionnelles existantes. Etant donné qu'une seule et même mesure peut présenter des traits caractéristiques de ces deux domaines, et que la formation professionnelle générale favorise d'habitude également l'aptitude au placement de l'assuré sur le marché du travail, sont décisifs les aspects qui prédominent au regard de toutes les circonstances du cas particulier (ATF 111 V 271 consid. 2c p. 274 s. et 398 consid. 2b p. 400, 108 V 163 consid. 2c p. 165 s. et les références). Par ailleurs, un cours n'est pris en charge par l'assurance-chômage que si la formation envisagée est indispensable à l'assuré pour remédier à son chômage (ATF 111 V 398 consid. 2c p. 401 s.)."

 

                                  Il diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione è dunque escluso se la formazione viene intrapresa per soddisfare un'aspirazione personale indipendentemente dalla situazione del mercato del lavoro (cfr. DLA 1998 N° 28 pag. 53; STF C 176/03 del 2 settembre 2004 – "Les circonstances démontrent ainsi que le recourant n'a pas entendu suivre le cours litigieux parce qu'il se trouvait dans une situation de chômage provoquée par une situation économique défavorable mais par convenance personnelle. La mesure requise n'est donc pas directement commandée par la situation du marché du travail et l'on ne saurait admettre que le placement de l'assuré était impossible ou très difficile pour ce motif." – STFA C 201/02 del 5 agosto 2003).

 

                                  Ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 LADI, inoltre, possono partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli articoli 60–71d gli assicurati che adempiono i presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga altrimenti e le condizioni specifiche per il provvedimento in questione.

 

                                  Riguardo ai criteri a cui devono rispondere i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro cfr. pure STF 8C_392/2016 del 28 novembre 2016 consid. 3.1.

 

                          2.3.  Quale provvedimento speciale, agli art. 66a e 66c LADI sono regolamentati gli assegni di formazione, l’ammontare e la durata degli stessi.

                                  Questa misura, che tende a favorire la reintegrazione professionale dei disoccupati che hanno almeno 30 anni e che non dispongono di una formazione professionale completa o hanno notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della loro professione, consiste nel concedere assegni per una formazione di una durata massima di tre anni.

 

                                  L’art. 66a LADI ha il seguente tenore:

 

" 1L’assicurazione può concedere assegni per una formazione di una durata massima di tre anni ai disoccupati che:

   a.   …

   b.   hanno almeno 30 anni e

   c.   non dispongono di una formazione professionale completa o hanno notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della loro professione.

2L’ufficio di compensazione può, in casi giustificati, autorizzare una deroga alla durata della formazione e al limite di età di cui al capoverso 1.

3Gli assicurati che hanno conseguito un diploma universitario o di una scuola professionale superiore o che, pur senza ottenere un diploma hanno seguito una formazione di almeno tre anni in uno di questi centri di formazione non ricevono assegni di formazione.

4Gli assegni di formazione sono accordati unicamente qualora vi sia un contratto di formazione che prevede un programma di formazione e un corrispondente attestato al termine della formazione."

 

                                  Nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2003 l’art. 66a lett. a LADI prevedeva, quale ulteriore presupposto, che: "adempiono una delle condizioni di cui all’articolo 60 capoverso 1 lettera b;".

                                  L’art. 66b LADI, abrogato con effetto dal 1° luglio 2003, poneva invece quali condizioni materiali che: "Gli assegni sono concessi unicamente qualora vi sia un contratto di formazione che prevede un programma di formazione e un corrispondente attestato al termine della formazione. (cpv. 1)" e che: "La formazione deve corrispondere alle capacità dell’assicurato e migliorarne l’idoneità al collocamento. (cpv. 2)".

 

                                  A proposito di queste modifiche, nel Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale ha precisato che:

 

" Art. 66a     Assegni di formazione

La lettera a è contemplata nella clausola generale prevista dall’articolo 59 capoverso 3, motivo per cui non deve più essere menzionata nel capoverso 1.

Al fine di garantire una prassi uniforme a livello svizzero, il capoverso 2 statuisce che le domande concernenti gli assicurati di età inferiore a 30 anni e le domande per una durata di formazione più lunga in casi fondati possono essere autorizzate dall’ufficio di compensazione e non più dai Cantoni.

Il capoverso 4 è stato ripreso dall’articolo 66b al fine di riunire in un unico articolo tutti i presupposti del diritto.

 

 

Art. 66b     Condizioni materiali (abrogato)

Il capoverso 1 diventa l’articolo 66a capoverso 4. Il capoverso 2 è già contemplato negli obiettivi dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro dell’articolo 59 capoverso 2 e può quindi essere stralciato."

(cfr. FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2013, pto 2.1)

 

                                  L’art. 66c LADI stabilisce che:

 

" 1Il datore di lavoro paga al lavoratore un salario pari almeno al corrispondente salario d’apprendista e che tenga adeguatamente conto della sua esperienza professionale. Versa gli usuali contributi dell’assicurazione sociale sul salario e deduce al lavoratore la quota a suo carico.

2Gli assegni di formazione corrispondono alla differenza fra il salario effettivo ed un importo massimo stabilito dal Consiglio federale.

3La cassa paga al datore di lavoro, su presentazione di un conteggio mensile, gli assegni di formazione, la quota dei contributi del datore di lavoro alle assicurazioni sociali sugli assegni di formazione e l’intero contributo del datore di lavoro alla previdenza professionale.

4Il termine quadro è prolungato sino alla conclusione della formazione autorizzata."

 

                                  In dottrina, B. Rubin in "Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage". Ed. Schulthess 2014, a proposito delle condizioni generali affinché gli assicurati possano beneficiare degli assegni di formazione, si esprime così:

 

" (…) II Conditions générales

10. Pour pouvoir bénéficier des AFO, l'assuré doit remplir les conditions du droit à l'indemnité de chômage (art. 8 al. 1 LACI). Les personnes libérées des conditions relatives à la période de cotisation ont aussi droit aux AFO.

11. D'une manière générale, les mesures de marché du travail doivent améliorer l'employabilité et correspondre à une indication du marché du travail. Ceci est aussi valable pour les AFO, qui ne sauraient donc être accordées dans des domaines saturés ou en passe de devenir obsolète. Elles ne sauraient non plus être attribuées à des chômeurs qui n'en auraient pas besoin, c'est-à-dire à ceux qui pourraient facilement être engagés compte tenu du marché du travail local et des compétences professionnelles dans le cas concret.

A notre sens, le droit aux AFO doit être nié lorsque, en présence d'une possibilité d'embauche (que celle-ci soit consécutive à une recherche personnelle de l'assuré ou à une assignation de la part de l'ORP), l'assuré n'a, fautivement, pas offert ses services. Ce droit doit également être nié lorsqu'il est établi que l'assuré a violé son obligation de rechercher un emploi. Il faut toutefois que le ou les manquements aient fait l'objet d'une sanction. Il faut aussi que l'on puisse établir que l'octroi des AFO aurait pu être évité si l'assuré avait rempli correctement ses obligations (causalité). L'exclusion du droit aux AFO en raison de manquements de l'assuré ne saurait toutefois perdurer au-delà de quelques semaines après lesdits manquements.” (pag. 492)

 

 

 

                                  Secondo l’art. 90a OADI:

 

" 1Sono scuole professionali superiori le scuole tecniche superiori (STS), le scuole superiori per i quadri dell’economia e dell’amministrazione (SSQEA), le scuole superiori delle arti applicate, le scuole superiori di economia domestica, altri centri di formazione riconosciuti come scuole professionali superiori svizzere o estere nonché le scuole aventi una durata di formazione equivalente e subordinate alla sovranità cantonale.

2Se per la formazione auspicata è rilasciato un attestato federale di capacità (AFC), il contratto di formazione è concluso, conformemente alla legge federale del 19 aprile 1978 sulla formazione professionale, in forma di contratto di tirocinio. In caso di rilascio di un attestato cantonale, il contratto di formazione è concluso nella forma prevista dal diritto cantonale applicabile in materia.

3Il salario è calcolato in base al salario dell’ultimo anno della formazione professionale di base secondo l’uso locale nel ramo economico interessato. Se l’assicurato non ha esperienza nella professione in questione o in una professione affine, il salario è calcolato in base al salario del corrispondente anno di formazione professionale di base secondo l’uso locale nel ramo economico interessato.

4L’importo massimo conformemente all’articolo 66c capoverso 2 LADI ammonta a 3500 franchi mensili. Le borse di studio assegnate sono computate nell’importo degli assegni per la formazione, per quanto non servano a coprire le spese familiari di mantenimento.

5Per l’assicurato vale il termine quadro per la riscossione della prestazione conformemente all’articolo 9 capoversi 1 e 2 LADI. Con l’inizio della formazione, detto termine è prolungato fino alla conclusione della formazione per la quale è stato accordato l’assegno. Il termine quadro prolungato è soppresso il giorno in cui l’assicurato interrompe o conclude la formazione. Se adempie i presupposti di cui all’articolo 8 LADI, il giorno successivo l’assicurato può aprire un nuovo termine quadro per la riscossione della prestazione.

6 …

7Le domande di assegni per la formazione devono essere presentate al servizio cantonale otto settimane prima dell’inizio della misura.

8Il servizio cantonale comunica la sua decisione all’assicurato di regola quattro settimane dopo la consegna della domanda."

 

                          2.4.  Presupposto fondamentale per poter beneficiare degli assegni è, come visto, che la formazione intrapresa dall'assicurato migliori la sua idoneità al collocamento (cfr. art. 59 cpv. 2 lett. a LADI).

 

                                  Nella Prassi LADI PML in vigore dal 1° luglio 2022, ai punti A23 e 24, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire l’applicazione uniforme del diritto ed impartire istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STF 8C_756/2020 del 3 agosto 2021 consid. 3.2.3.; STFA C 195/03 del 19 agosto 2004; STFA C 176/00 del 10 marzo 2003, consid. 3; STFA C 260/99 dell'8 agosto 2001, consid. 6b e DTF 127 V 57 consid. 3a pag. 61), ha sottolineato:

 

" Miglioramento dell’idoneità al collocamento

A23 I PML si prefiggono di migliorare l’idoneità al collocamento degli assicurati sul mercato del lavoro. Ciò implica, da un lato, che i provvedimenti siano adeguati alla situazione e all’evoluzione del mercato del lavoro e, dall’altro, che prendano in considerazione la situazione personale, le capacità e le attitudini dell’assicurato.

A24 Come precisato a più riprese dall’ex TFA, la partecipazione a un PML deve migliorare notevolmente l'idoneità al collocamento dell'assicurato. Un possibile miglioramento dell’idoneità al collocamento sul piano teorico, improbabile però nella pratica, non è sufficiente a soddisfare i presupposti di cui all'art. 59 LADI (Bollettino d’informazione dell’UFIAML «Diritto del lavoro e assicurazione contro la disoccupazione» (DLA) 1985, n. 23). La partecipazione a un provvedimento va rifiutata se sussistono seri dubbi riguardo all’effettivo miglioramento dell'idoneità al collocamento dell'assicurato”.

 

                                  Per poter essere finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione non è dunque sufficiente che un corso o una formazione, tenuto conto della situazione del mercato del lavoro, apra la prospettiva di un eventuale vantaggio teorico, possibile, ma poco probabile nel caso concreto. Occorre invece che, secondo tutta probabilità, l'idoneità al collocamento sia effettivamente migliorata nel caso particolare, tramite un perfezionamento svolto in vista di uno scopo professionale preciso (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage". Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 362 n° 556; DLA 1991 N. 30; DLA 1988 N. 30).

                                     In diverse sentenze l’Alta Corte ha stabilito che non è importante stabilire se, grazie al corso l'assicurato migliora le possibilità di assumere un impiego dipendente o quelle di cominciare un'attività indipendente: decisivo è unicamente il fatto che dopo il corso l'assicurato avrà più opportunità di porre fine alla disoccupazione (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 366 n° 564; STFA del 22 marzo 2004 nella causa T., C 11/02, consid. 3.3.; DLA 1987 N. 111; DTF 111 V 38).

 

                                  Nella sentenza C 29/03 del 25 marzo 2003, la nostra Massima Istanza ha, tra l'altro, ribadito che:

 

" (…) Ein bloss theoretisch möglicher, aber im konkreten Fall unwahrscheinlicher Vorteil hinsichtlich der Vermittlungsfähigkeit genügt den Anforderungen von Art. 59 Abs. 3 AVIG nicht. Vielmehr muss die Wahrscheinlichkeit dargetan sein, dass die Vermittlungsfähigkeit durch eine im Hinblick auf ein konkretes berufliches Ziel absolvierte Weiterbildung im konkreten Fall tatsächlich und in erheblichem Masse gefördert wird (ARV 1988 Nr. 4 S. 31 Erw. 1c, 1987 Nr. 12 S. 114 Erw. 2c, je mit Hinweisen). (…)." (cfr. STFA K., C 29/03 del 25 marzo 2003, consid. 4.1)

 

                                     B. Rubin (in "Assurance-chômage"; Éditions Romandes, Ginevra-Zurigo-Basilea 2014, pag. 470-471 N° 8-9) ricorda che:

 

" 8 Comme l'indique l'art. 59 al. 2 LACI, les mesures relatives au marché du travail visent à favoriser l'intégration professionnelle des assurés dont le placement est difficile pour des raisons inhérentes au marché de l'emploi. Ces mesures ont notamment pour but:

 

a. d'améliorer l'aptitude au placement des assurés de manière à permettre leur réinsertion rapide et durable; et

b. de promouvoir les qualifications professionnelles des assurés en fonction des besoins du marché du travail.

 

9 Il ressort de l'art. 59 al. 2 LACI que les mesures de marché du travail doivent améliorer l'aptitude au placement des assurés. Plus précisément, elles doivent augmenter leurs chances de retrouver un emploi, c'est-à-dire améliorer leur employabilité. Mais seuls les besoins du marché du travail doivent dicter le choix d'une mesure de marché du travail. L'octroi d'une mesure doit donc répondre à une indication du marché du travail. Les critères d'attribution d'une mesure de marché du travail dépendent à la fois de circonstances objectives, telles que l'état du marché du travail, et de circonstances subjectives, telles que les difficultés de placement de l'assuré, liées par exemple à sa formation, à son expérience, à son âge, à son état civil ou à sa situation familiale. Ces critères s'examinent de façon prospective (ATF 128 V 192 consid. 7b/bb p. 198; arrêt du 28 mai 2013 [8C_202/2013] consid. 5.2) et sans égard à d'éventuels autres cas où l'autorité compétente aurait attribué à tort une mesure semblable à celle sollicitée. Il n'y a pas d'égalité dans l'illégalité (arrêt du 4 août 2008 [8C_338/2007])."

 

                                         Si veda, in merito, anche la STCA 38.2017.80 dell’8 gennaio 2018 pubblicata in RtiD II-2018 Nr. 62 pag. 283-286.

 

                                  Ai punti F1-6, 39, 41 e 45 ed in particolare sugli assegni di formazione (AFO), la SECO ha, poi, precisato:

 

" ASSEGNI DI FORMAZIONE (AFO)

art. 66a e 66c LADI; art. 90a OADI

 

SCOPO E CAMPO D’APPLICAZIONE

F1 Gli AFO intendono permettere agli assicurati che hanno almeno 30 anni di acquisire una formazione di base o di adattare la loro formazione alle esigenze del mercato del lavoro. Non possono tuttavia essere concessi in correlazione con un altro PML, tranne se si tratta del coaching e/o del sostegno scolastico (F18a e F45 lett. c). Inoltre, per il periodo durante il quale sono versati gli AFO, l’assicurato non può conseguire alcun guadagno intermedio (GI).

 

F2 Il criterio determinante per la concessione degli AFO è l’interesse dell’assicurato ad acquisire una formazione professionale al termine della quale viene rilasciato un attestato federale di capacità (AFC) o un certificato cantonale equivalente.

 

 

DESTINATARI

F3 Gli AFO possono essere concessi agli assicurati che adempiono le seguenti condizioni cumulative:

• Sono disoccupati e hanno svolto, entro il termine quadro per il periodo di contribuzione, un’occupazione soggetta a contribuzione per almeno 12 mesi o sono esonerati dall’adempimento del periodo di contribuzione (art. 59 cpv. 3 LADI).

• Hanno almeno 30 anni al momento in cui viene versato il primo AFO. È fatta salva la regolamentazione derogatoria prevista alla F9 e segg;

• Non dispongono di una formazione professionale completa o riconosciuta in Svizzera o hanno notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della loro professione (art. 66a cpv. 1 lett. c LADI). F4 L’assicurato non dispone di una formazione professionale se non è in grado di esibire un documento ufficiale che certifichi la sua formazione o le sue conoscenze professionali (AFC, CFP, diploma, ecc.). Secondo l’art. 66a LADI possono avere accesso agli assegni di formazione anche le persone che non dispongono di una formazione professionale riconosciuta in Svizzera.

F5 L’assicurato ha notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della sua professione se, a causa della situazione sul mercato del lavoro, non può essergli assegnata alcuna occupazione nel campo della sua formazione e se ha cercato invano un’occupazione nell’ambito della sua professione originaria.

 

F6 Gli AFO possono essere accordati agli assicurati nell’ambito di un impiego fisso che sia però a tempo parziale. Questa possibilità è riservata agli assicurati iscritti a tempo parziale alla disoccupazione e il cui tasso di occupazione per la formazione professionale corrisponde a tale tempo parziale.

(…)

TERMINE QUADRO

F39 Per gli assicurati che beneficiano di AFO, il termine quadro è prolungato sino alla conclusione della formazione autorizzata (art. 66c cpv. 4 LADI). Il prolungamento diventa effettivo dalla data in cui l’assicurato inizia la formazione.

(…)

F41 L’assicurato può presentare una domanda di AFO durante l’intero termine quadro per la riscossione della prestazione conformemente agli art. 9, 9a e 9b LADI anche se ha esaurito il suo diritto all’indennità di disoccupazione. Tuttavia, l’inizio della formazione deve aver luogo nel termine quadro.

(…)

PROCEDURA

F45 E’ importante far conoscere agli assicurati i loro diritti e obblighi e renderli in particolare attenti al fatto che il servizio competente deve sempre essere informato senza indugio in merito a ogni modifica intervenuta durante il provvedimento. Il servizio competente e la cassa devono inoltre informarsi reciprocamente in merito a qualsiasi decisione o modifica. Per il resto, la procedura relativa alle domande e all’assegnazione di AFO si svolge nel seguente modo:

 

a. Al più tardi otto settimane prima dell’inizio della formazione, l’assicurato presenta al servizio competente, in collaborazione con il datore di lavoro, il modulo «Gesuch und Bestätigung für Ausbildungszuschüsse». Se l’assicurato presenta la domanda soltanto dopo aver iniziato la formazione, senza un motivo valido, gli assegni gli saranno accordati a partire dalla data di presentazione della domanda. Se la domanda viene presentata in ritardo, ma comunque prima dell’inizio della formazione, gli AFO saranno accordati sin dall’inizio della formazione. È tuttavia possibile che, in seguito all’inosservanza del termine di presentazione, subentri un certo ritardo nell’evasione della domanda e che la decisione sia notificata all’assicurato dopo l’inizio della formazione.

 

b. Alla domanda di AFO, l’assicurato deve allegare i seguenti documenti:

· il contratto di tirocinio o di formazione;

· la decisione relativa alla concessione di un’eventuale borsa di studio;

· un certificato relativo alla copertura assicurativa per la perdita di guadagno in caso di malattia, se questo rischio non è già coperto dal datore di lavoro.

 

c. Dopo aver esaminato l’incarto e verificato che le condizioni sono adempiute, il servizio competente emana la decisione di concessione degli AFO. Questa decisione viene comunicata per iscritto all’assicurato, di norma entro quattro settimane dalla data di presentazione della domanda di AFO e dei documenti necessari, con copia al datore di lavoro. Se, in caso di bisogno attestato, il Cantone intende proporre il coaching e/o il sostegno scolastico durante la formazione (F18a), questa possibilità deve essere menzionata nel dispositivo della decisione di concessione degli AFO. Senza una corrispondente menzione nella decisione non è possibile concedere una misura di coaching o di sostegno. La decisione viene notificata alla CAD dell’assicurato.

 

d. Sulla base della decisione d’assegnazione, la CAD dell’assicurato prolunga il termine quadro fino alla conclusione della formazione per cui è stato accordato l’assegno. Essa rimborsa mensilmente il datore di lavoro secondo quanto previsto alle cifre marginali F33, F34 e F35.

 

e. Al più tardi otto settimane prima dell’inizio del nuovo anno di tirocinio, il datore di lavoro presenta al servizio competente, in collaborazione con l’assicurato, il modulo «Folgegesuch für Ausbildungszuschüsse». Il modulo contiene in particolare indicazioni per il conteggio degli AFO mensili per il successivo anno di tirocinio e una breve rapporto intermedio sullo svolgimento della formazione. f. Il servizio competente esamina la domanda ed emana la decisione relativa all’importo degli AFO. Di norma, il servizio competente pronuncia la decisione entro quattro settimane dalla consegna della domanda e ne invia una copia:

· alla CAD dell’assicurato affinché provveda al versamento dell’importo stabilito al datore di lavoro;

· al datore di lavoro/maestro di tirocinio.

 

f. Il servizio competente esamina la domanda ed emana la decisione relativa all’importo degli AFO. Di norma, il servizio competente pronuncia la decisione entro 4 settimane dalla consegna della domanda e ne invia una copia:

• alla CAD dell’assicurato affinché provveda al versamento dell’importo stabilito al datore di lavoro;

• al datore di lavoro/maestro di tirocinio.

 

g. Se non supera gli esami intermedi o l’esame finale di tirocinio e ha la possibilità di prolungare il suo contratto di tirocinio o di formazione, l’assicurato presenta al servizio competente una domanda scritta per il prolungamento della formazione, indicandone i motivi. Il servizio competente decide secondo la F19 e pronuncia una nuova decisione relativa al prolungamento del provvedimento.

 

h. Al termine della formazione, il servizio competente verifica l’esito del provvedimento, in collaborazione con il datore di lavoro e l’assicurato”.

 

                                  Le direttive amministrative - come la Prassi LADI emanata dalla SECO - non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

 

                                    Quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid.4.3.1.; STF 8C_769/2021 del 3 maggio 2022 consid. 3.3 DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF 147 V 342 consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                    Il giudice deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. STF 8C_73/2022 del 26 gennaio 2023 consid. 4.3.2-4.3.3.; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 p. 77 ss.; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in: RDS 1992 II p. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, p. 296-297).

                                  Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni a una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                          2.5.  In una sentenza 38.2017.1 del 26 aprile 2017, il TCA, ha stabilito che a ragione ad un’assicurata che già aveva lavorato, dopo aver frequentato la Scuola cantonale degli operatori sociali, come assistente di cura, era stato negato il diritto ad assegni di formazione per portare a termine l’apprendistato quale operatrice sociosanitaria. In particolare, questa Corte aveva stabilito che l’assicurata poteva già, senza il tirocinio in questione, reperire un impiego come assistente di cura il suo collocamento non era intralciato per motivi inerenti al mercato del lavoro.

 

                                  Alla medesima conclusione questa Corte è giunta in una sentenza 38.2018.67 del 10 dicembre 2018. In particolare, il TCA ha confermato l’operato dell’amministrazione che aveva negato il diritto ad assegni di formazione per ottenere il certificato quale Designer visivo dipl. SSS ad un assicurato che aveva già appreso ed esercitato la formazione di laboratorista chimico nella quale poteva essere collocato.

 

                                  In una sentenza 38.2011.76 del 9 gennaio 2012, il TCA ha confermato l’operato dell’amministrazione che aveva negato il diritto ad assegni di formazione ad un’assicurata che voleva svolgere l’apprendistato di aiuto medico, ritenuto che, vista la difficile situazione del mercato del lavoro in quello specifico settore, il tirocinio non sarebbe stato atto a migliorare concretamente la sua idoneità al collocamento.

                                  Questa Corte aveva, inoltre, rilevato che è il numero di persone iscritte in disoccupazione in un settore specifico che determina la situazione del mercato del lavoro in quella professione, e non, per quanto concerneva quel caso concreto, la constatazione che in quel settore vi sono dei singoli datori di lavoro che ricercano del personale mediante annunci su giornali o riviste.

 

                                  In una sentenza 38.2017.80 dell’8 gennaio 2018 pubblicata in RtiD II-2018 Nr. 62 pag. 283-286, nel caso, invece, di un’assicurata che aveva lavorato come aiuto cucina, il TCA – tenendo anche in considerazione il fatto che il potenziale datore di lavoro aveva formulato solo una dichiarazione nella quale, a formazione ultimata, non escludeva “di sottoporre un contratto di lavoro a tempo indeterminato, eventualmente con impiego a tempo parziale” all’interessata - ha confermato l’operato dell’UMA che le aveva negato il diritto ad assegni di formazione per ottenere il certificato di impiegata di commercio AFC in ragione del fatto che, vista la difficile situazione del mercato del lavoro in quello specifico settore, quel tirocinio non sarebbe stato atto a migliorare concretamente la sua idoneità al collocamento.

 

                                  In un’altra sentenza 38.2017.93 del 5 marzo 2018, il TCA, confermando l’operato dell’amministrazione, ha negato ad un’assicurata che aveva conseguito una laurea in pedagogia ed educazione musicale e che da ultimo aveva lavorato come aiuto impiegata di commercio, il diritto ad assegni di formazione per ottenere il certificato di impiegata di commercio AFC ritenuto che, vista la difficile situazione del mercato del lavoro in quello specifico settore, quella formazione non sarebbe stata atta a migliorare concretamente la sua idoneità al collocamento.

 

                          2.6.  Nella presente fattispecie, con decisione del 5 dicembre 2022 l’UMA ha respinto la richiesta dell’assicurata non ritenendo adempiute le condizioni poste per la concessione degli assegni di formazione, in particolare per i seguenti motivi:

 

" (…) in merito al preavviso del consulente URC sig. Gregory Iorio e del capo uffici sig. Sacha Puddu, pervenuto al nostro Ufficio in data 09 novembre 2022, risulta che:

Non si ritiene necessario il finanziamento dell’assegno di formazione LADI in quanto dai dati a nostra disposizione la formazione e l’esperienza professionale acquisita dall’assicurata risulta spendibile sul mercato del lavoro. La richiesta è da ricondurre piuttosto ad un desiderio personale e non ad un’esigenza del mercato del lavoro”.

Visto quanto sopra, non si entra nel merito dell’adempimento degli altri presupposti enunciati dagli artt. 66a e segg. LADI.” (cfr. doc. 19).

 

                                  Chiamato ora a pronunciarsi, il TCA ricorda innanzitutto che - secondo la giurisprudenza - spetta ai consulenti degli Uffici regionali di decidere di volta in volta quali sono le misure più idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati tenuto conto della situazione del mercato del lavoro e delle loro capacità e attitudini (cfr. art. 85 cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI; STCA 38.2018.67 del 10 dicembre 2018; STCA 38.2017.93 del 5 marzo 2018; STCA 38.2017.80 dell’8 gennaio 2018 pubblicata in RtiD II-2018 Nr. 62 pag. 283-286; STCA 2017.1.del 26 aprile 2017; STCA 38.2008.38 del 6 ottobre 2008; STCA 38.2007.107 del 4 marzo 2008; STCA 38.2007.8 del 31 luglio 2007; STCA 38.2000.74 del 5 ottobre 2000 e STFA C 121/92 del 13 maggio 1993).

 

                                  In concreto, dagli atti emerge che sin dal proprio annuncio all’URC, avvenuto il 4 maggio 2021 (cfr. doc. 1 e 2), RI 1 - classe 1988, cittadina italiana a beneficio di un permesso di dimora “B”, iscrittasi in disoccupazione a decorrere dal 1° giugno 2021, alla ricerca di un impiego a tempo parziale e meglio al 70-75% quale “barista-cameriera” (cfr. doc. 3, punti 1., 2.2.1. e 3.), professione che aveva già esercitato per quindici anni e, in particolare, dal luglio 2017 in Svizzera, a __________ (cfr. doc. 5) - aveva precisato di avere un figlio, nato il 9 agosto 2012 (cfr. doc. 4 punto 1.) e di essere disponibile a lavorare “dal lunedì al venerdì – dalle 8 fino alle 15:30” (cfr. doc. 4, punto 5.1.).

 

                                  Contestualmente, e meglio nel “Modulo informazioni integrative”, la ricorrente ha comunicato, d’un lato, di essere “alla ricerca di una riqualifica professionale che esuli dal settore alberghiero con particolare interesse all’ambito sociale e sportivo. Per questo sono convocata presso l’Ufficio dell’orientamento professionale” (cfr. doc. 4, punto 7.1.).

                                  D’altro lato, RI 1 alla domanda a sapere “quali attività professionali cerca?”, la ricorrente ha risposto come segue:

 

" (…) l’impegno maggiore è rivolto ad una riqualifica professionale ma rimango disponibile per attività inerenti la mia professione di barista/cameriera in caffetteria” (cfr. doc. 4, punto 8.1.).

 

                                  Il 3 agosto 2021, RI 1 è stata assegnata ad un Programma d’Occupazione Temporanea (POT) “__________”, al 100% da svolgersi, quale “impiego a turni, festivi compresi, secondo le esigenze di servizio” dal 10 agosto al 9 novembre successivi presso l’__________ (cfr. doc. 13).

                                  Il programma in questione “è nato su richiesta di molti ristoratori in seguito alla difficoltà di reperire personale idoneo al mondo della ristorazione”, “si propone di dare un contributo concreto all’arricchimento professionale di persone del settore della ristorazione e dell’albergheria in cerca di impiego” ed è volto, d’un lato, a “valutare la capacità lavorativa delle persone che partecipano” e, d’altro lato, ad “offrire ai datori di lavoro in cerca di personale i profili più adeguati”.

                                  In particolare, il partecipante al POT __________ “accresce  nella versione consultabile il 9 giugno 2023).

 

                                  Dal “Rapporto finale di attività” del 9 novembre 2021 emerge:

-        che l’assicurata ha partecipato al provvedimento per un totale di 59 giorni effettivi, con un grado di occupazione che dal 100% iniziale risultante dagli atti, su richiesta della medesima espressa al proprio consulente URC in data 14 settembre 2021 (cfr. doc. 9), a decorrere dal 1° ottobre 2021 è stato diminuito al 60% (cfr. doc. 9);

-        che la partecipante ha dimostrato competenze “buone” sia dal profilo personale – eccettuato l’aspetto della “flessibilità (disponibilità oraria)”, giudicato insufficiente -, che sociale, che metodologico, che professionali in qualità di “addetta di ristorazione” (eccettuato l’uso del palmare, giudicato “insufficiente”), dimostrandosi idonea alla professione praticata. RI 1 ha, pure, dimostrato una “buona” capacità di ricerca d’impiego e, nel periodo in cui ha partecipato alla misura risulta che sarebbe stata assunta dal __________, quale addetta di ristorazione “ad ore o su chiamata” e meglio dal 16 settembre 2021 (cfr. doc. 14).

 

                                  L’organizzatore ha, inoltre, osservato che le “competenze / esperienze” di RI 1 “fanno presupporre un reinserimento a breve nel settore della ristorazione/albergheria” (cfr. doc. 14).

 

                                  Dagli atti risulta, inoltre, che tra agosto e novembre 2021 la ricorrente è stata assegnata a cinque posti di lavoro, e meglio:

-        il 5 agosto ad un posto come “ausiliaria di servizio (ristorante)” presso __________;

-        il 6 agosto come “addetta alla ristorazione” presso __________, e __________;

-        il 2 novembre 2021 come “ausiliaria di servizio (ristorante)” presso __________ e __________ (cfr. doc. 10).

 

 

                                  Dagli esiti di due di queste assegnazioni risulta quanto segue:

 

-        __________ la ricorrente ha contattato in data 6 agosto 2021 il datore di lavoro telefonicamente, ma “il signor __________ mi ha riferito di aver bisogno di una cameriera unicamente nel turno serale e notturno per questo non si è dato seguito ad un colloquio” (cfr. doc. 11);

-        __________, l’assicurata non ha preso contatto con il datore di lavoro poiché, ha indicato, “si richiede lavoro a turni spezzati inclusa la fascia serale e il weekend” (cfr. doc. 12).

 

                                  Per gli altri posti di lavoro assegnati a RI 1, emerge, in due casi, che l’impiego non è stato attribuito alla ricorrente (__________ e __________) e, in un altro, l’esito è stato “collocamento non idoneo” (__________) (cfr. doc. 10).

 

                                  Dagli atti formanti l’incarto, in relazione alle assegnazioni appena indicate ed agli esiti che hanno dato non si evince che all’assicurata sia stata inflitta una sanzione/penalità, né che dopo la frequenza del POT le siano stati assegnati dei posti di lavoro.

 

                                  In merito ai colloqui intercorsi tra la ricorrente e i propri consulenti URC (prima __________, poi, e meglio a decorrere dal colloquio del 10 marzo 2022, Iorio), dagli atti emerge quanto segue:

 

-        colloquio telefonico del 10 maggio 2021: “questa settimana [ndr: la ricorrente] dovrebbe fissare un appuntamento con l’ufficio orientamento professionale, vorrebbe riorientarsi verso l’ambito sociale o sportivo”. A RI 1 è stato indicato di comprovare “almeno 3 ricerche di lavoro settimanali (minimo 12 mensili), in modo regolare e costante durante tutto il mese”, secondo le modalità contestualmente illustratele;

-        colloquio telefonico del 21 giugno 2021: “riceve poche risposte (ca. 20-30%), aveva fatto un colloquio per mattino e sera ma non funzionava con i suoi orari. Proverà a candidarsi per le famiglie diurne”;

-        colloquio telefonico del 2 agosto 2021: “riceverà convocazione __________, spiego funzionamento formulario ricerche online. Nessuna risposta per luglio; le famiglie diurne richiedono casellario giudiziale italiano”;

-        colloquio telefonico del 14 settembre 2021: “chiede di ridurre la percentuale al 60%, modifica effettiva dal 01.10.2021”;

-        colloquio telefonico del 21 ottobre 2021: “prosegue OPT, con il 60% è più semplice gestire la famiglia. Grazie all’esperienza al __________, si sta candidando anche negli alberghi.”;

-        colloquio telefonico del 2 dicembre 2021: “ha avuto un paio di risposte, per il resto nessuna novità”;

-        colloquio di consulenza del 10 marzo 2022 (__________): “l’assicurata mi comunica che non vi sono novità di rilievo da segnalare circa la sua ricerca di impiego. Mi informa che à côté sta cercando anche una soluzione formativa quale assistente di farmacia, le comunico che non rientra nella nostra strategia di reinserimento e pertanto non vi sarà un supporto finanziario (riqualifica). Non vi sono posizioni vacanti adeguate al suo profilo professionale da poter segnalare. L’assicurata ha inoltrato il formulario di ricerche del mese di marzo dove si nota che si è attivata dal 15.02.2022. Vista la situazione del cambio di consulente le comunico che per questa volta vengono accettate. La prossima volta riceverà una richiesta di giustificazione”;

-        colloquio di consulenza del 25 aprile 2022: “la signora RI 1 mi comunica che non ci sono novità di rilievo da segnalare circa la sua ricerca impiego. Ha svolto un colloquio con un datore di lavoro del luganese prima di pasqua ma necessitavano di una sostituzione “non pagata” e l’impiego non è andato in porto. Sta valutando possibili ulteriori soluzioni anche quale assistente dentale. Farà sapere. Non vi sono posizioni vacanti adeguate al suo profilo professionale da poter segnalare” (cfr. doc. 9).

 

                                  A decorrere dal 1° agosto 2022, il nominativo dell’assicurata è stato annullato dal sistema COLSTA, e meglio dopo che RI 1 ha comunicato all’URC di aver reperito un posto di tirocinio come apprendista assistente dentale presso lo studio del dr. __________ (cfr. doc. 15).

 

                                  Dal contratto di tirocinio – sottoscritto il 21 giugno 2022 - emerge che la formazione in questione (per la quale ad oggi risultano disponibili otto posti di tirocinio (cfr. https://www.orientamento.ch nella versione consultabile il 9 giugno 2023) occupa la ricorrente al 100% per tre anni, vale a dire dal 1° agosto 2022 sino al 31 luglio 2025 (cfr. doc. 16).

                                  La formazione di assistente dentale AFC si svolge presso uno  nella versione consultabile il 9 giugno 2023).

                                  Lo studio del dr. __________ risulta esse nella versione consultabile il 9 giugno 2023).

 

                                  In data 12 ottobre 2022, RI 1 ha presentato una richiesta di Assegni di formazione in relazione al certificato di apprendista quale assistente dentale per il quale aveva iniziato il tirocinio l’agosto precedente (cfr. doc. 17). Contestualmente, ella ha precisato di “non più avere la possibilità di ricollocarsi nella sua ultima professione, nella professione imparata” (e cioè quella di cameriera, esercitata nei quindici anni precedenti) “o mediante occupazione adeguata” poiché:

 

" Nonostante le mie continue ricerche e il programma occupazionale, non sono riuscita a trovare un’occupazione adeguata alle mie necessità di madre, in quanto nel settore della ristorazione è pressoché impossibile trovare un impiego che abbia orari e giorni scolastici. La mia precedente occupazione già precaria si è rivelata ancora più instabile in seguito all’epidemia di Coronavirus, per tale motivo ho deciso di intraprendere una riqualifica professionale più stabile e sicura” (cfr. all. 1 a doc. 17)

 

                                  Quanto, invece, ai motivi per i quali ha “presentato la domanda dopo la data d’inizio del contratto di formazione”, la ricorrente ha precisato quanto segue:

 

" Non sono stata informata tempestivamente della possibilità di ricevere gli assegni di formazione quale aiuto economico alla mia riqualifica professionale. Nel momento in cui ho trovato un posto di tirocinio, prima di iniziare la mia formazione, mi sono rivolta all’Ufficio Aiuto agli studi, il quale dopo avermeli rifiutati mi ha informata in viste di disoccupata mi sarei dovuta rivolgere all’URC per la richiesta di assegni di formazione AFO” (cfr. all. 1 a doc. 17).

 

                                  L’8 novembre 2022, l’URC ha preavvisato negativamente la richiesta di assegni di formazione presentata l’ottobre precedente da RI 1. In particolare, l’Ufficio, ha concluso (in larga misura limitandosi ad apporre una crocetta sulle caselle “sì”, oppure “no”):

 

-        Che la richiedente adempiva “i presupposti del diritto secondo l’art. 8 LADI”:

-        Che all’inizio della formazione aveva “almeno 30 anni”;

-        Che era in possesso di un permesso di dimora “B”;

-        Che la sua difficoltà di collocamento non era dovuta a problemi di salute, bensì “a motivi relativi al mercato del lavoro”, precisando che “l’esperienza professionale acquisita dall’assicurata sia spendibile sul mercato del lavoro”;

-        Che la formazione di apprendista assistente dentale non avrebbe “migliorato notevolmente e concretamente le possibilità di collocamento” della richiedente sul mercato del lavoro;

-        Che le disponibilità al collocamento non erano almeno pari “al grado di occupazione durante l’AFO e la disponibilità oraria” non era “compatibile agli orari della formazione e a quelli in uso nella professione”;

-        Che il ritardo della presentazione della domanda, successiva all’inizio della formazione, era stato motivato e che il motivo era stato “ritenuto giustificato

 

                                  ed ha argomentato il proprio preavviso, negativo, rilevando:

 

" Non si ritiene necessario il finanziamento dell’assegno di formazione LADI in quanto dai dati a nostra disposizione la formazione e l’esperienza professionale acquisita dall’assicurata risulta spendibile sul mercato del lavoro.

La richiesta è da ricondurre piuttosto ad un desiderio personale e non ad un’esigenza del mercato del lavoro.” (cfr. doc. 18).

 

                                  Questa posizione è stata, poi, ribadita dall’URC il 31 gennaio 2023 quando, dopo avere preso atto dell’opposizione dell’assicurata contro la decisione dell’UMA de 5 dicembre 2022, ha osservato di non avere “nulla da aggiungere a quanto scritto in prima istanza” (cfr. doc. 21).

 

                                  Con decisione del 5 dicembre 2022, l’UMA aveva, infatti, respinto la domanda per l’ottenimento di assegni di formazione sottoscritta dalla qui ricorrente il 12 ottobre precedente “poiché le condizioni poste per la concessione degli assegni di formazione non sono adempiute”, e meglio fondandosi su quanto indicato dall’URC nel proprio preavviso dell’8 novembre 2022 (cfr. supra e doc. 19).

 

                                  Il 29 dicembre 2022, RI 1 ha presentato opposizione contro la decisione del 5 dicembre 2022 facendo valere, in primo luogo, che:

 

" (…) dopo aver presentato domanda verbale per richiedere gli assegni di formazione anticipatamente e ben otto settimane prima dell’inizio dell’apprendistato, il mio consulente URC ha verbalmente respinto la richiesta senza permettermi di ufficializzarla in forma cartacea con la semplice motivazione che non avevo diritto ad aiuti economici. Per tale motivo mi sono rivolta spontaneamente presso gli Uffici dell’Aiuto agli Studi di Bellinzona, i quali dopo due mesi di attesa, mi hanno risposto rifiutando la mia domanda perché iscritta in disoccupazione, informandomi quindi che avrei dovuto rivolgermi agli Uffici della Misure Attive per ricevere un sostegno economico.

Pertanto sono dovuta tornare dal mio consulente URC richiedendo con insistenza il formulario per la richiesta, il quale una volta compilato e consegnato è stato ricevuto dalle Misure Attive solo dopo oltre trenta giorni, durante i quali ho dovuto sollecitare la consegna in più occasioni.

La domanda è stata quindi ricevuta dalle Misure Attive solo in data 14 ottobre 2022.

Questa procedura ha creato notevoli ritardi e confusione rispetto alla corretta procedura dell’art. 59c”,

 

                                  e, secondariamente, che:

 

" (…) In merito al preavviso negativo del consulente URC __________ e del capo ufficio sig. __________ prevenuto presso gli Uffici delle Misure Attive in data 09 novembre 2022 (…) desidero sottolineare che la mia formazione intesa come diploma al Liceo artistico (2007) non è mai stata adoperata in ambito professionale ed è ormai inutilizzabile per mancata pratica. Al fine di conseguire il diploma nella professione prescelta, richiedo la verifica dei requisiti per la concessione dell’assegno di formazione (art. 90a OADI e 66c, 65a LADI) secondo l’ammontare mensile lordo di:

importo di base (stipendio 1° anno) CHF 3'500.00

salario apprendista CHF 550.00

assegno mensile CHF 2'950.00

totale assegni CHF 35'400.00

(…)

Infine tengo a ricordare che la scelta di respingimento, a mio giudizio non supportata in termini di legge, impone l’arresto pressoché immediato della mia riqualifica professionale, mettendo me e tutta la mia famiglia in una situazione economicamente precaria, durante un periodo storico altamente segnato dalle difficoltà e dall’incertezza che mai come ora ha colpito le famiglie e singole persone, obbligandole a nuove scelte di vita, professionali in primis.” (cfr. doc. 20).

 

                                  L’allora opponente ha, poi, trasmesso all’UMA uno scritto del proprio datore di lavoro, dr. __________, il quale, tra gli altri, e meglio oltre a riferire delle qualità dimostrate da RI 1 durante i primi mesi della formazione, comunica che:

 

" (…) Sono certo che al termine della sua formazione la signora RI 1 non avrà alcun problema nel trovare un’occupazione in quest’ambito, e a dipendenza della congiuntura del momento, io stesso potrei prendere in considerazione la possibilità della continuazione del rapporto lavorativo” (cfr. all. a doc. 20).

 

                                  Con decisione su opposizione del 7 febbraio 2023, l’amministrazione ha, come visto, respinto il gravame di RI 1 (cfr. supra consid. 1.1.).

 

                                  Allo scritto del datore di lavoro della ricorrente, in sede ricorsuale si è aggiunto quello del direttore del __________ e della responsabile della formazione che riferiscono in termini lusinghieri della frequenza dell’apprendistato da parte di RI 1, intravedendo per lei “un futuro come professionista pieno di soddisfazione” (cfr. all. A5 a doc. I).

 

                          2.7.  Chiamato a pronunciarsi, innanzitutto, sulla censura sollevata dal legale della ricorrente che rileva come solo in sede di risposta di causa l’amministrazione abbia fatto valere che la richiesta di assegni di formazione fosse, in buona sostanza, tardiva poiché quando l’ha inoltrata l’assicurata non era ormai più iscritta in disoccupazione, e che ribadisce che se l’inoltro della domanda è avvenuto solo ad ottobre 2022 è “da ricondurre esclusivamente alle omissioni dell’ (…) URC” (cfr. supra consid. 1.5. e doc. VII), il TCA rileva che l’avv. RA 1 fa sostanzialmente riferimento al fatto che la sua assistita non sarebbe stata informata e resa attenta sulle procedure da seguire per far valere i suoi diritti circa il riconoscimento degli assegni di formazione.

                                  Il legale fa quindi valere una violazione dell’art. 27 LPGA che renderebbe scusabile il tardivo inoltro della richiesta di assegni di formazione da parte di RI 1.

 

                                  L’art. 27 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) che regola la “Informazione e consulenza” ha, inoltre, il seguente tenore:

 

" 1Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi.

2Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di emolumenti e stabilirne la tariffa.

3Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa immediatamente."

 

                                    L'art. 27 LPGA sancisce, in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo, generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia (cpv. 2) (su questi aspetti cfr. in particolare STF 8C_438/2018 del 10 agosto 2018 consid. 3.2.; STFA C 192/04 del 14 settembre 2005 consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005 consid. 4.2.; E. Imhof - CH Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung, Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527)).

 

                                    Ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli assicurati devono essere resi attenti che il loro comportamento può pregiudicare l’adempimento di una delle condizioni del diritto alle prestazioni.

 

                                    La consulenza rispettivamente le informazioni riguardano i fatti che la persona interessata deve conoscere alfine di poter correttamente dar seguito ai propri obblighi e far valere i propri diritti nei confronti di un assicuratore in un caso concreto. L'obbligo di consulenza non si estende tuttavia solamente ai fatti determinanti, ma anche alle circostanze di natura giuridica (cfr. STF 8C_271/2022 dell’11 novembre 2022 consid. 3.2.2; DTF 139 V 524 consid. 2.2.; DTF 131 V 472 consid. 4.3.).

 

                                    L’Alta Corte, con sentenza C 36/06 e C 39/06 del 16 aprile 2007, pubblicata in DTF 133 V 249, in DLA 2007 N. 10 pag. 193 e SVR 2007 ALV Nr. 20, ha, del resto, stabilito che fintanto che, nel prestare l'usuale attenzione, non può riconoscere che la situazione in cui si trova la persona assicurata è tale da pregiudicarne il diritto alle prestazioni, l'assicuratore non ha un obbligo di informazione e di consulenza ai sensi dell'art. 27 LPGA.

 

                                  In merito si veda anche la STF 9C_146/2023 del 10 maggio 2023, consid. 4.3.

 

                                  In una sentenza 8C_455/2008 del 24 ottobre 2008 consid. 3.2. l’Alta Corte ha stabilito che dall’art. 27 LPGA non può essere dedotto l’obbligo per l’amministrazione di dare a un assicurato l’occasione di modificare la propria situazione, se alla luce delle circostanze del caso concreto non adempie una delle condizioni che danno diritto all’indennità di disoccupazione. Pertanto in quel caso di specie è stato deciso che l’amministrazione non aveva violato l’art. 27 LPGA non attirando l’attenzione dell’assicurato sul fatto che una disponibilità del 10% era insufficiente per riconoscergli il diritto all’indennità di disoccupazione. Il TF ha precisato che la soluzione opposta condurrebbe a degli abusi, incitando gli assicurati ad aumentare fittiziamente il proprio grado di disponibilità in modo contrario alla situazione reale.

 

                                    In una sentenza 8C_437/2016 del 10 gennaio 2017 il TF, confermando un giudizio di questo Tribunale di inidoneità al collocamento di un assicurato impegnato in una propria attività lavorativa indipendente, ha poi ricordato che per prassi costante sulla base dellart. 27 LPGA (informazione e consulenza) gli organi delle singole assicurazioni sociali non sono tenuti a incitare o a fare in modo che l'assicurato abbia a modificare il suo comportamento personale o professionale al fine di ottenere prestazioni, o, le maggiori indennità possibili.

 

                                    Al riguardo cfr. pure STF 8C_866/2018 del 2 maggio 2019.

 

                                  Una violazione del dovere di informazione e consulenza non implica automaticamente che all’assicurato vada riconosciuto il diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. STF C 301/05 dell’8 maggio 2006 consid. 2.4.2.), o, come in concreto, ad altre prestazioni LADI.

 

                                     La violazione dell’art. 27 LPGA va equiparata, secondo il TF, al rilascio di un’informazione errata (cfr. STF 8C_741/2019 dell’8 maggio 2020 consid. 3.3.; STF 9C_847/2017 del 31 maggio 2018 consid. 2.1.; STF 8C_369/2015 del 14 luglio 2015; consid. 3.2.; STF 8C_652/2012 del 6 dicembre 2012 consid. 5.1.; DTF 131 V 472, consid. 5=SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005 consid. 5) conformemente a quanto riconosciuto dalla giurisprudenza per i casi in cui l'autorità omette di fornire informazioni che la legge le impone di dare in una fattispecie particolare (cfr. Pratique VSI 2003 pag. 207; DLA 2003 pag. 127).

 

                                     Il diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., che consente al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi, è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti

1.        Si tratta di un’informazione senza riserve da parte dell’autorità;

2.        l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;

3.        l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

4.        l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

5.        l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;

6.        la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data;

7.        l’interesse alla corretta applicazione del diritto oggettivo non prevale su quello alla tutela della buona fede.

 

                                    (cfr. STF 8C_271/2022 dell’11 novembre 2022 consid. 3.2.3.; STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 3.2., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 3.2.; STF 9C_86/2021 del 14 giugno 2021 consid. 6.1.; STF 9C_296/2020 del 4 settembre 2020 consid. 2.2.; STF 8C_625/2018 del 22 gennaio 2019, pubblicata in DLA 2019 N. 4 pag. 97; DTF 143 V 95 consid. 3.6.2.; STF 9C_753/201 del 3 aprile 2017 consid. 6.1.; STF 8C_306/2015 del 25 agosto 2015 consid. 3.2.; STF 9C_5/2015 del 31 luglio 2015 consid. 3.; STF 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STF K 107/05 del 25 ottobre 2005 consid. 3.1.; STF C 270/04 del 4 luglio 2005 consid. 3.3.1.; STF C 218/03 del 28 gennaio 2004 consid. 2; STF C 25/02 del 29 agosto 2002; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                  Nel caso di specie, come visto (cfr. supra consid. 2.6.), dagli atti emerge che sin dalla sua iscrizione all’URC, la ricorrente ha sempre manifestato ai propri consulenti del desiderio di riqualificarsi (cfr. doc. 4 e 9).

                                  In particolare, poi, in occasione del colloquio di consulenza del 10 marzo 2022, RI 1 ha ribadito al consulente __________ di cercare “anche una soluzione formativa quale assistente di farmacia” (cfr. doc. 9).

                                  Il suo interlocutore si è, però, limitato a comunicarle che tale formazione “non rientra nella nostra strategia di reinserimento e pertanto non vi sarà un supporto finanziario (riqualifica)”, senza spendere alcuna parola circa la procedura formale che RI 1 avrebbe dovuto seguire per richiedere l’assegno in questione, nel modo e nelle tempistiche corrette.

                                  In occasione, poi, del successivo colloquio del 25 aprile 2022, il consulente URC, preso atto che l’assicurata si stava orientando sulla formazione di assistente dentale, si è limitato a prenderne nota (cfr. supra consid. 2.6. e doc. 9).

 

                                  È vero che sin dall’iscrizione all’URC, RI 1 avrebbe dovuto consultare il sito www.lavoro.swiss, e che in “particolare” le era stata segnalata la voce “provvedimenti inerenti al mercato del lavoro” (ricordato che il sito in questione illustra la procedura da seguire per richiedere gli assegni di formazione e rimanda anche alla prassi LADI sul tema (modulo F Prassi LADI PML)).

 

                                  Dagli atti emerge, però, e meglio come sostiene la ricorrente, che il consulente URC non l’ha informata dei diritti che spettano agli assicurati in relazione agli assegni di formazione e delle relative procedure (e tempistiche) da seguire.

                                  Il TCA non può inoltre ignorare che nel proprio preavviso, il signor Iorio e quindi lo stesso consulente cui, di fatto, è imputata la violazione dei doveri incombentigli ex art. 27 LPGA, ha ritenuto che la tardività della domanda tesa al riconoscimento degli assegni di formazione - avvenuta il 12 ottobre 2022 e quindi tanto dopo l’inizio della formazione, quanto successivamente alla disiscrizione della ricorrente dalla disoccupazione - che RI 1 imputa alle mancate informazioni e consulenza da parte del medesimo, fosse da ritenersi giustificato. E questo senza riserve (cfr. supra consid. 2.6.).

 

                                  Per quanto concerne i presupposti del diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., giova osservare in particolare che l’autorità è intervenuta in una situazione concreta dell’assicurata, in particolare in occasione del colloquio di consulenza del 10 marzo 2022, e quest’ultima, da un lato, poteva ritenere che l’URC - quale autorità in primis preposta a fornire informazioni generiche in ambito LADI agli assicurati - fosse competente, dall’altro, non aveva motivo per ritenere incomplete le informazioni ricevute.

 

                                    Esaminando, poi, la condizione secondo cui l'informazione errata deve avere indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione non reversibile senza pregiudizio occorre verificare che l’informazione sia stata causale per il comportamento dell’assicurato. Esiste un nesso causale tra l’informazione dell’autorità e l’agire dell’assicurato quando può essere ammesso che in assenza di tale informazione l’assicurato si sarebbe comportato differentemente (cfr. STF 8C_458/2021 del 25 gennaio 2022 consid. 5.3.1., pubblicata in SVR 2022 ALV Nr. 26 pag. 92 e DLA 2022 N. 10 pag. 316; STF C 344/00 del 6 settembre 2001 consid. 3.bb; STF 8C_804/2010 del 76 febbraio 2011 consid. 7.1.).

 

                                    Tale presupposto è stato riconosciuto dal Tribunale federale in una sentenza C 25/02 del 29 agosto 2002, relativa a una vertenza di restituzione di prestazioni erogate a un assicurato che aveva ceduto la propria attività - nella cui fase di progettazione aveva ricevuto dall’assicurazione contro la disoccupazione delle indennità giornaliere speciali - alla moglie, per la quale aveva continuato a lavorare. L’assicurato, sulla base delle informazioni che ha indicato di avere ricevuto da un collocatore prima dell’annuncio in disoccupazione, ossia che trasferendo la ditta alla moglie avrebbe avuto diritto alle indennità di disoccupazione, e dei successivi versamenti di tali prestazioni, aveva rinunciato a liquidare la ditta individuale. Se avesse ricevuto la corretta informazione, egli avrebbe potuto interrompere definitivamente l’attività e beneficiare del prolungamento del termine quadro per l’eventuale versamento di altre indennità giornaliere ai sensi dell’art. 71d cpv. 2 LADI e 95e cpv. 2 OADI. La sua buona fede è stata quindi tutelata.

 

                                  L’Alta Corte non ha, invece, considerato ossequiata questa condizione in una sentenza C 177/04 del 25 ottobre 2005. In quel caso l’assicurato aveva effettivamente ricevuto un’informazione erronea circa il momento in cui avrebbe dovuto richiedere le indennità speciali ai fini del promovimento di un’attività lucrativa indipendente ai sensi degli art. 71a segg. LADI. Tuttavia egli aveva avviato la propria attività già precedentemente alla disoccupazione. Anche nel caso in cui avesse inoltrato la domanda di indennità tempestivamente, egli non avrebbe perciò avuto in ogni caso diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione, siccome la fase di progettazione era già stata ultimata. L’assicurato, dunque, non aveva subito alcun pregiudizio a seguito dell’errata informazione da parte dell’autorità.

 

                                    Al riguardo cfr. pure STF 8C_619/2009 del 23 giugno 2010 consid. 3.4.)

 

In concreto, in ragione dell’abituale criterio della probabilità preponderante valido nel settore delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_545/2021 del 4 maggio 2022 consid. 3.1.; STF 8C_520/2020 del 3 maggio 2021 consid. 6.1.2.; STF 8C_671/2020 del 14 aprile 2021 consid. 3.2.; STF 8C_742/2019 dell’8 maggio 2020 consid. 7.3.; DTF 146 V 51 consid. 5.1.; STF 8C_651/2018 del 1° febbraio 2019; STF 8C_794/2016 del 28 aprile 2017 consid. 4.1.; STF 8C_738/2016 del 28 marzo 2017 consid. 2; STF 8C_220/201 del 10 febbraio 2017 consid. 7.3., STF 9C_316/2013 del 25 febbraio 2014 consid. 5.1.; STF 8C_999/2010 del 15 marzo 2011; STF 8C_911/2010 del 10 marzo 2011 consid. 3.2; STF 8C_909/2010 del 1° marzo 2011; DTF 129 V 177 consid. 3 pag. 181; DTF 126 V 353 consid. 5b pag. 360; DTF 125 V 193 consid. 2 pag. 195), il TCA non vede alcun altro motivo, se non l’inadeguata e incompleta informazione fornitale dall’URC, per il quale l’insorgente non avrebbe inoltrato prima, e meglio quando ancora era iscritta all’URC, la propria richiesta per il riconoscimento degli assegni di formazione.

 

Occorre dunque concludere che l’insorgente, se avesse ricevuto da parte dell’amministrazione, in particolare in occasione di almeno uno dei due colloqui di consulenza della primavera del 2022, una corretta indicazione circa la procedura da seguire per richiedere gli assegni di formazione, l’avrebbe ossequiata.

 

Ne discende che tra la tardività della richiesta degli assegni di formazione e la violazione da parte dell’URC dell’obbligo di consulenza ex art. 27 cpv. 2 LPGA, di cui l’assicurata non poteva d’altronde rendersi immediatamente conto, vi è un nesso di casualità, e meglio come richiesto dalla giurisprudenza per ammettere il presupposto dell’adozione od omissione di misure non reversibili senza pregiudizio.

 

Alla luce di quanto esposto, le condizioni poste per potersi appellare all’art. 9 Cost. sono tutte realizzate e la tardività della domanda della ricorrente, inoltrata il 12 ottobre 2022 e tesa al riconoscimento degli assegni di formazione, è, quindi, giustificata.

 

                          2.8.  Nella presente fattispecie, come visto (cfr. supra consid. 1.1.), l’UMA ha respinto nel merito la richiesta dell’assicurata in quanto il suo collocamento non sarebbe intralciato per motivi inerenti il mercato del lavoro ed ella potrebbe essere, dunque, collocata nella professione esercitata di cameriera.

 

                                  Chiamato a pronunciarsi, il TCA rammenta, innanzitutto, che - secondo la giurisprudenza - spetta ai consulenti degli Uffici regionali di decidere di volta in volta quali sono le misure più idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati tenuto conto della situazione del mercato del lavoro e delle loro capacità e attitudini (cfr. art. 85 cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI; STCA 38.2017.80 dell’8 gennaio 2018 pubblicata in RtiD II-2018 Nr. 62 pag. 283-286; STCA 38.2008.38 del 6 ottobre 2008; STCA 38.2007.107 del 4 marzo 2008; STCA 38.2007.8 del 31 luglio 2007; STCA 38.2000.74 del 5 ottobre 2000 e STFA C 121/92 del 13 maggio 1993).

 

                                  In concreto, nel proprio preavviso, il consulente del personale __________ ha risposto “no” alla domanda a sapere se le difficoltà di collocamento della richiedente fossero dovute a motivi relativi al mercato del lavoro, sottolineando di ritenere che l’esperienza professionale acquisita da RI 1 sarebbe spendibile sul mercato del lavoro (cfr. supra consid. 2.6. e doc. 18).

                                  Ora, circa l’effettiva spendibilità sul mercato del lavoro dell’esperienza professionale acquisita dalla ricorrente – cui, peraltro, dopo che sin dal 2 agosto 2021 era noto le sarebbe stato assegnato un programma occupazione della durata tre mesi con inizio previsto il 10 agosto 2021 e fine per il 9 novembre 2021, sono stati assegnati dei posti di lavoro tanto il 5, che il 6 agosto quanto il 2 novembre successivo (cfr. supra consid. 2.6.) – l’URC non ha fornito alcuna precisazione.

                                  Neppure lo ha fatto l’UMA, che si è limitato a far proprie le scarne motivazioni dell’URC, senza richiedere o esperire degli accertamenti, in particolare in termini di effettivi posti disponibili sul mercato del lavoro nei settori della ristorazione/albergheria, conformi alla situazione personale dell’assicurata e, quindi, adeguati.

                                  In merito cfr. la STF 8C_487/2022 del 17 aprile 2023 e la STF 8C_57/2023 del 17 aprile 2023, in particolare consid. 6.2..

 

                                  Nemmeno risulta chiarito per quali motivi, se ritenuta spendibile sul mercato del lavoro l’esperienza professionale acquisita da RI 1, la stessa, dopo aver seguito il POT __________ – volto a “facilitare un’integrazione, rispettivamente una reintegrazione degli assicurati rapida e duratura nel mercato del lavoro” (cfr. doc. 13) -, portato a termine con buoni risultati tanto in termini di idoneità alla professione, quanto di competenze personali, sociali e metodologiche e che faceva “presupporre un reinserimento a breve nel settore della ristorazione/albergheria”, non sia stata collocata in breve tempo, né le siano stati più assegnati dei posti di lavoro.

 

                                  Questo Tribunale rileva, peraltro, che nel settore alloggio e ristorazione, cioè quelli in cui la ricorrente ha imparato una professione e seguito un POT, nel marzo 2023 risultavano disoccupati, a livello nazionale, 7'371 lavoratori (cfr. SECO, La situazione sul mercato del lavoro nel mese di marzo 2023, 6 aprile 2023, reperibile sul sito internet https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/76562.pdf nella versione consultabile il 9 giugno 2023, pag. 15).

                                  Disoccupati che, nel medesimo settore, erano 8'337 nel mese di novembre 2022, e meglio allorquando l’URC ha allestito il proprio preavviso (cfr. https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Publikationen_Dienstleistungen/Publikationen_und_Formulare/Arbeit/Arbeitslosenversicherung/Die_Lage_auf_dem_Arbeitsmarkt/lage_arbeitsmarkt_2022/lage_arbeitsmarkt_november_2022.html nella versione consultabile il 9 giugno 2023).

 

                                  Chiamato a pronunciarsi, il TCA rileva che l’amministrazione ha ritenuto, innanzitutto, che il collocamento della ricorrente non sarebbe intralciato da motivi inerenti al mercato del lavoro, ritenuto come l’esperienza maturata da RI 1 nella professione appresa sarebbe spendibile (cfr. supra consid. 2.6. e doc. 22).

                                  Ora, se da una parte, è vero che la ricorrente vanta quindici anni di esperienza nel settore della ristorazione, che ha frequentato (con buoni risultati) un programma occupazionale che ne ha ulteriormente ampliato le competenze, segnatamente nel settore alberghiero, e che sin dall’iscrizione in disoccupazione ella aveva manifestato la volontà di dedicarsi prioritariamente ad una riqualifica (cfr. supra consid. 2.6.), d’altra parte non può essere dimenticato che nel periodo in cui ha percepito le indennità di disoccupazione RI 1 non ha trovato, nel settore della ristorazione/alberghiero, un’occupazione adeguata alle sue esigenze, che per la mancata attribuzione dei posti assegnatile (peraltro solo prima che portasse a termine il POT) non le sono state inflitte sanzioni (in termini, per esempio, di sospensioni dalle indennità LADI conseguenti al rifiuto di un’occupazione adeguata), che nel settore in questione risultano esservi numerosi disoccupati e che il preavviso dell’URC ha ignorato le motivazioni di carattere familiare avanzate dalla ricorrente nella ricerca di un’occupazione (tanto quanto alla sua disponibilità oraria, prettamente diurna, quanto a quella giornaliera, dal lunedì al venerdì).

 

                                  In simili condizioni e  per maggiore tranquillità, il TCA ritiene conseguentemente che la fattispecie debba essere ulteriormente accertata ed indagata dalla resistente, la quale dovrà interpellare nuovamente l’URC, e segnatamente il consulente del personale __________, affinché precisi le proprie conclusioni quanto alla collocabilità della ricorrente nel settore della ristorazione/alberghiero, tenendo conto del profilo e delle esigenze della medesima, esprimendosi sui punti appena indicati, anche con riferimento all’occupazione “ad ore o su chiamata” di cui al “Rapporto finale d’attività” (cfr. supra consid. 2.6. e doc. 14).

 

                          2.9.  Nel proprio “Preavviso per Assegni di formazione” dell’8 novembre 2022, l’Ufficio competente ha, inoltre, risposto “no” alla domanda a sapere se la formazione intrapresa dalla ricorrente, e meglio l’apprendistato quale assistente dentale, “migliora notevolmente e concretamente le possibilità di collocamento del richiedente sul mercato del lavoro”.

                                  L’UMA ha fatto proprio tale riscontro.

                                 

                                  Al riguardo il TCA rileva che dagli atti dell’incarto non risulta che siano stati esperiti accertamenti nemmeno da parte della resistente volti a stabilire se l’AFC quale assistente dentale sarebbe spendibile sul mercato del lavoro, che dagli atti non risulterebbe essere saturo per questo profilo (e per il quale, come visto al consid. 2.6. ad oggi sono anzi disponibili otto posti di tirocinio), e permetterebbe quindi un miglioramento delle possibilità di collocamento di RI 1, il cui datore di lavoro, peraltro, ha precisato che, “a dipendenza della congiuntura del momento” ed a tirocinio ultimato, “io stesso potrei prendere in considerazione la possibilità della continuazione del rapporto lavorativo” (cfr. supra consid. 2.6.).

 

                                  Anche su questo aspetto, il TCA ritiene che la fattispecie debba essere ulteriormente indagata ed approfondita, tenendo adeguatamente conto del profilo della ricorrente.

 

                        2.10.  Alla luce di quanto esposto, l’UMA, che in sede di opposizione non ha esperito alcuna specifica istruttoria, dovrà interpellare i consulenti dell’URC.

 

                                    In relazione allo scopo della procedura di opposizione secondo l’art. 52 LPGA, il TCA rammenta del resto che la nostra Alta Corte ha del resto sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…) Le but de la procédure d'opposition est d'obliger l'assureur à revoir sa décision de plus près, parfois même en confiant l'examen du dossier à une autre personne que l'auteur de la décision contestée. Elle doit lui permettre, en particulier, de compléter au mieux le dossier, par des mesures d'instruction appropriées - souvent nécessitées par les nouveaux allégués de l'assuré - afin de décharger les tribunaux, ce qui est le but final recherché (ATF 125 V 188 consid.1b p. 191). (…)” (STF C 273/06 del 25 settembre 2007 consid. 3.2.)

                                    Al riguardo cfr. pure STFA C 279/03 del 30 settembre 2005 consid. 4.

 

                                    In una sentenza 9C_675/2009 del 28 maggio 2010 consid. 8.3., il Tribunale federale ha, inoltre, ricordato che l'accertamento dei fatti incombe in primo luogo all'amministrazione in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA ed ha rilevato:

 

" (…)

8.3 Ad ogni modo si ricorda alla ricorrente che l'accertamento dei fatti incombeva in primo luogo a lei stessa in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA, secondo il quale l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno (cfr. per analogia la sentenza 8C_122/2008 del 10 marzo 2008 consid. 3). Anche per questa ragione essa non può ora rimproverare alla Corte cantonale un accertamento asseritamente lacunoso per non avere approfondito un aspetto - per altro insufficientemente sostanziato in sede cantonale come pure in sede federale, non potendosi dal solo doppio ruolo assunto da F.________ inferire un serio indizio di manifesto abuso di diritto - che avrebbe potuto e dovuto essere da lei acclarato. Come già avuto modo di affermare in altro ambito, l'amministrazione non può infatti rimandare gli approfondimenti necessari all'accertamento dei fatti determinanti alla procedura di opposizione e tanto meno a quella giudiziaria di ricorso senza in questo modo contravvenire allo scopo perseguito dalle relative disposizioni che è quello di sgravare in definitiva i tribunali (cfr. DTF 132 V 368 consid. 5 pag. 374; sul tema cfr. pure RAMI 1999 n. U 342 pag. 410 [U 51/98])."

 

                                    Cfr. pure STCA 38.2022.51 del 16 agosto 2022 consid. 2.5.; STCA 38.2019.46 del 4 dicembre 2019 consid. 2.3.; STCA 38.2017.41 del 14 settembre 2017 consid. 2.9.; STCA 38.2012.27 del 24 settembre 2012 consid. 2.10.

 

Nel caso concreto si giustifica, di conseguenza, l’annullamento della decisione su opposizione e il rinvio degli atti all’UMA ai sensi dei considerandi precedenti (cfr. supra consid. 2.8.-2.9.), affinché si pronunci con una nuova decisione pronunciandosi, previa verifica delle altre condizioni imposte dalla LADI, sulla questione a sapere se nel caso concreto siano dati o meno, i presupposti per concedere a RI 1 gli assegni di formazione postulati.

 

                        2.11.  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA.

L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Nella presente fattispecie, trattandosi di prestazioni LADI, in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le spese, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2022.52 del 22 agosto 2022 consid. 2.10.; STCA 38.2022.16 del 23 maggio 2022 consid. 2.12.; STCA 38.2022.20 del 25 aprile 2022 consid. 2.9.; STCA 38.2021.89 del 7 febbraio 2022 consid. 2.11.).

                                  Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

                        2.12.  La ricorrente, vincente in causa e rappresentata dal 30 marzo 2023 dall’avv. RA 1 (cfr. supra consid. 1.4., ha diritto all'importo di fr. 1'000.- a titolo di ripetibili (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA; 30 Lptca; DTF 122 V 278; DTF 118 V 139; STF U 8/07 del 20 febbraio 2008; STF 8C_517/2012 del 1° novembre 2012; STCA 38.2022.22 del 16 agosto 2022).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su opposizione del 7 febbraio 2023 è annullata.

                                  §   Gli atti sono rinviati alla Sezione del lavoro - Ufficio delle misure attive per nuovi accertamenti ai sensi del consid. 2.8., 2.9. e 2.10.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                   

                                  La Sezione del lavoro - Ufficio delle misure attive verserà alla ricorrente fr. 1’000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                  L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                 Il segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca Menghetti