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redattore: |
Marco Bischof, vicecancelliere |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
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statuendo sul ricorso del 27 gennaio 2004 di
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RI1
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contro |
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la decisione del 30 ottobre 2003 emanata da |
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in materia di assicurazione militare federale |
ritenuto, in fatto
1.1. RI1 classe
1967, durante un congedo nel corso della scuola reclute svolta nel 1987, è
stato vittima di un incidente della circolazione, avente quale conseguenza una
paresi del plesso brachiale sinistro. In quel periodo egli stava seguendo una
formazione di lattoniere edile, professione che non ha potuto esercitare a
causa del danno alla salute riportato (doc. AMF 2).
Avendo l’assicurazione militare riconosciuto la propria responsabilità,
l’assicurato è stato posto al beneficio di una riformazione professionale quale
disegnatore del genio civile, conclusasi con successo nel giugno 1992 (doc. AMF
286, 297).
Con decorrenza dal 1° settembre 1992 egli è stato assunto dallo studio
dell’ing. __________ di __________ (doc. AMF 298).
Essendo il salario di disegnatore al primo anno d’esperienza inferiore a quello
che l’assicurato avrebbe conseguito in quel momento nell’attività di
lattoniere, l’assicurazione militare ha riconosciuto una rendita parziale
d’invalidità del 40% dal 1° settembre 1992 al 31 dicembre 1993 (doc. AMF 340).
A seguito dell’aumento del salario assicurato, a partire dal 1° gennaio 1994 la
rendita è stata ridotta al 20% rispettivamente al 10% dal 1° gennaio 1995 (doc.
AMF 373 e 420).
Avendo dovuto l’assicurato ridurre l’attività lucrativa a causa dell’aumento
dei dolori al braccio, la rendita è stata riportata al 20%, con effetto dal 1°
gennaio 1996 (doc. AMF 476).
1.2. Con rapporto
8 novembre 2001 i dr. __________ e __________, operanti presso il __________
all’Ospedale __________ di __________, hanno accertato una recrudescenza dei
dolori nevralgici ed una capacità lavorativa del 50% nell’attività di disegnatore
(doc. AMF 612).
Con preavviso 20 giugno 2003 la sezione 7 dell’Ufficio federale
dell’assicurazione militare, Bellinzona (sezione AM 7) ha comunicato
all’interessato di voler rivedere la rendita nel senso di prendere in
considerazione la riduzione della capacità lavorativa, facendo inoltre presente
di determinare in
fr. 68'231 il guadagno assicurato, importo risultante dalla media dei salari
versati da cinque ditte ticinesi occupanti a tempo pieno dei lattonieri edili
d’età compresa tra i 30 e 40 anni (fr. 63'838,60) e da fr. 4'392 di assegni per
figli (doc. AMF 667).
L’allora patrocinatore dell’assicurato ha tuttavia contestato, mediante scritto
del 30 giugno 2003, l’utilizzo, quale guadagno assicurato, del salario da
lattoniere indicato, proponendo invece la cifra di fr. 74'788.— corrispondente
al salario di disegnatore civile. In via subordinata egli ha sostenuto che
quale lattoniere sano avrebbe ottenuto la maestria federale ed avrebbe di
conseguenza percepito un salario maggiore di quello considerato nel succitato
preavviso (doc. AMF 672).
1.3. Con
decisione 29 luglio 2003 la sezione AM 7 ha confermato il preavviso 20 giugno
2003 (doc. AMF 675).
1.4. In data 29 agosto 2003 l’assicurato si è tempestivamente opposto, ribadendo la richiesta di tenere conto, quale guadagno assicurato, del salario da disegnatore del genio civile. In particolare egli ricorda di aver svolto a tempo pieno dal 1992 al 1996 l’attività imparata di disegnatore (doc. AMF 678).
1.5. Con decisione 30 ottobre 2003 l’Ufficio federale dell’assicurazione militare, Berna (UFAM), ha parzialmente accolto l’opposizione ed ha fissato un grado d’invalidità del 43%, calcolato sulla base di un guadagno assicurato di fr. 69'392.
Riconoscendo all’assicurato, sulla base degli attestati dell’ing. Sciarini, le
buone qualità professionali nell’attuale attività di disegnatore edile,
l’amministrazione ha infatti ritenuto che, “con probabilità preponderante,
grazie a queste sue qualità, anche se fosse rimasto lattoniere, RI1 avrebbe
potuto ottenere un buon posto e sarebbe stato apprezzato dal datore di lavoro,
beneficiando di un riconoscimento a livello salariale”.
Per questo motivo, fra i salari indicati dalle ditte ticinesi, interpellate
nell’ambito della menzionata indagine salariale, per un lattoniere della stessa
età dell’assicurato, l’amministrazione ha preso in considerazione quello più
elevato (fr. 65'000 segnalati dalla ditta __________ di __________), a cui ha
aggiunto fr. 4'392 di assegni per figli legalmente dovuti, per giungere, appunto,
ad un guadagno assicurato di fr. 69'392.
1.6. Avverso la
succitata decisione amministrativa, RI1 per il tramite dell'avv. RA1 ha
introdotto al TCA un tempestivo atto di ricorso, in cui ha contestato sia la
determinazione del guadagno assicurato che l’ammontare della rendita
d’invalidità.
Il ricorrente ritiene che quale guadagno assicurato occorre considerare il
reddito di un lattoniere di provata esperienza ed in possesso della maestria
federale, poiché:
" L'AM stessa ammette che l'assicurato si è sempre dimostrato un buon allievo, ottenendo distinzioni sia alla conclusione della formazione di lattoniere edile sia alla conclusione della formazione di disegnatore in genio civile. In seguito, egli si è dimostrato un buon impiegato, ottenendo degli aumenti salariali ben al di sopra della media. L'AM sostiene pure che se egli avesse continuato a svolgere l'attività di lattoniere, egli avrebbe beneficiato di un buon posto e sarebbe stato apprezzato dal datore di lavoro, beneficiando di un riconoscimento a livello salariale.
Dalla dichiarazione rilasciata in data 7 gennaio 2004 dalla Ditta __________ di __________ (doc. C), precedente datore di lavoro di RI1 si evince che se egli avesse potuto continuare la professione di lattoniere, avrebbe seguito i corsi per ottenere la maestria federale in accordo con il datore di lavoro.
Come risulta dalla dichiarazione 22 gennaio 2004 della __________ (doc. D), i corsi per ottenere la maestria federale possono essere seguiti dopo aver lavorato almeno cinque anni.
Ne discende che RI1 avrebbe potuto seguire questi corsi al più presto a partire dal 1990, avendo egli finito il proprio apprendistato di lattoniere nel 1985.
L'infortunio del 1987 ha quindi impedito non solo di svolgere la sua professione di lattoniere, ma anche di progredire professionalmente ottenendo la maestria. Di questo fatto bisogna tener conto nel definire il reddito senza invalidità.
Che l'assicurato avrebbe ottenuto questo diploma è testimoniato oltre che dalle buone capacità dell'assicurato, anche dagli accordi presi a suo tempo con il suo datore di lavoro, la __________. Inoltre, nella sua attuale attività di disegnatore del genio civile, egli si occupa della formazione degli apprendisti all'interno dello studio d'ingegneria __________. Per cui, sussistono seri e concreti indizi che, senza l'infortunio, egli avrebbe iniziato i corsi per ottenere la maestria federale.
Pertanto, il reddito senza invalidità va stabilito sulla base di un reddito (ipotetico) di un lattoniere di provata esperienza e in possesso della maestria federale." (Doc. I)
In via
subordinata, l’assicurato, facendo presente di percepire un salario massimo
quale disegnatore del genio civile, ritiene che per un corretto confronto dei
redditi si deve prendere in considerazione, quale reddito senza invalidità, non
il salario medio di lattoniere, ma quello più elevato indicato dalle ditte
interpellate dall’UFAM, vale a dire fr. 73'292.—, assegni familiari inclusi,
segnalati dalla ditta __________ di __________, per poi evidenziare che il
grado d’invalidità sarebbe del 46%.
1.7. Con risposta
1° marzo 2004 l’UFAM ha invece chiesto la reiezione del ricorso.
L’amministrazione ha innanzitutto rimarcato che le precedenti rendite e le
successive revisioni sono state calcolate tenendo conto di un ipotetico reddito
che l’assicurato avrebbe potuto percepire se avesse continuato la sua
precedente attività di lattoniere edile, per rilevare in seguito che solo con
lo scritto 30 giugno 2003 il ricorrente ha contestato per la prima volta tale
modo di operare.
Quanto al merito della principale censura, l’UFAM, rimandando al punto 3 della
decisione contestata, sottolinea che non è affatto verosimile che l’assicurato,
senza il danno alla salute, avrebbe ottenuto la maestria federale, in quanto:
" Dopo aver ricordato i criteri in vigore per l'applicazione degli art. 40 cpv. 3 LAM e 16 LPGA, l'UFAM ha correttamente sostenuto che "per quanto concerne le possibilità di carriera professionale, non fa esattamente stato la regola della probabilità preponderante, ma quella dell'alta probabilità", per cui "si tratta di portare una prova che supera la probabilità preponderante e si avvicina alla certezza di un fatto" (DTFA 1968 pag. 93 cons. 2, decisione del TFA 20 dicembre 1996, causa H. c/UFAM, non pubblicata).
E in questo ordine di idee non può essere certamente sufficiente la dichiarazione del precedente datore di lavoro, peraltro redatta soltanto nell'imminenza dell'inoltro del ricorso, secondo la quale il signor RI1 "era intenzionato" a ottenere la maestria federale, ma nemmeno il fatto che egli, nella sua nuova professione, si occupi della formazione degli apprendisti.
Anzitutto, perché la semplice intenzione non costituisce l'alta probabilità che il ricorrente avrebbe, non soltanto avuto l'intenzione, ma anche ottenuto la maestria federale e inoltre perché in qualsiasi ditta i dipendenti con una formazione professionale di qualsiasi tipo hanno anche il compito di formare gli apprendisti.
Correttamente quindi l'UFAM è giunto alla conclusione che, secondo il principio dell'alta probabilità, non esistono elementi che permettano di concludere ad uno sviluppo della carriera professionale di lattoniere senza l'insorgere dell'affezione assicurata." (Doc. V)
Quo alla richiesta subordinata, l’amministrazione ha osservato:
" D'altronde, come abbiamo già rilevato, fino a questo ricorso non è mai stato contestato che per il calcolo del reddito da persona valida venisse preso come base il salario di lattoniere edile volta per volta accertato secondo la normale evoluzione dei salari.
Di conseguenza, una modificazione di questo fattore di calcolo, prendendo come base il salario massimo come ipotizzato dal ricorrente in occasione di questa revisione della rendita, sarebbe in contrasto con la legge per due motivi.
Anzitutto, poiché non ci sono nuovi elementi, come non c'erano nel 1992, per affermare con probabilità preponderante che il ricorrente, senza l'affezione assicurata, avrebbe svolto una professione diversa da quella al momento dell'infortunio e ottenuto un guadagno superiore a quello sempre preso in considerazione con le precedenti decisioni (art. 40 cpv. 3 LAM).
Inoltre, perché applicando al calcolo della rendita d'invalidità il salario (teorico) che indica la controparte nel ricorso, il signor RI1 beneficerebbe di un sovraindennizzo in contrasto con la regola sancita dall'art. 69 LPGA.
Nessuna prova o nessun indizio permettono di seguire la controparte laddove sostiene che, ricevendo l'assicurato nella sua attuale professione di disegnatore del genio civile un salario corrispondente al massimo rispetto ai parametri in vigore presso altri datori di lavoro, con probabilità preponderante avrebbe avuto lo stesso trattamento salariale anche se avesse potuto continuare a svolgere la professione di lattoniere edile.
Tuttavia, si deve tenere presente che la decisione impugnata, contrariamente a quella precedente emessa dalla Sezione 7 AM, ha preso in considerazione il salario medio risultante dall'indagine fatta presso cinque datori di lavoro ticinesi con lattonieri alle dipendenze da un certo periodo di anni e quindi con l'esperienza che avrebbe attualmente il signor RI1 e poi ha adattato il guadagno assicurato verso l'alto, portandolo a fr. 65'000.- annui più gli assegni familiari (come quello dichiarato dalla ditta __________ per un lattoniere di 36 anni), ottenendo quindi un reddito determinante ai fini del calcolo di fr. 69'392.-.
Se si tien conto del fatto che, in occasione dell'ultima revisione del 1996, il guadagno assicurato era stato fissato in fr. 59'849.-, senza che vi sia stata alcuna contestazione da parte dell'assicurato, ma anche senza che nel frattempo siano ipotizzabili, con probabilità preponderante, né un cambiamento della situazione professionale, né una più favorevole evoluzione del salario, un adeguamento di quasi fr. 10'000.- in sette anni appare senz'altro più che generoso, oltre che sostenibile giuridicamente.
Si tenga infine presente che, sommando il salario conseguito attualmente dal ricorrente con l'attività al 50 % alla rendita d'invalidità stabilita con la decisione impugnata, si ottiene un reddito complessivo che supera ampiamente il 95 % del guadagno assicurato (peraltro già determinato con la citata generosità)." (Doc. V)
1.8. Il 29 marzo
2004 il ricorrente ha duplicato e indicato i mezzi di prova da assumere (IX),
mentre il 1° aprile 2004 l’amministrazione ha presentato una replica (XI).
in diritto
In
ordine
2.1. Secondo la giurisprudenza del TFA, nella procedura giudiziaria amministrativa possono essere oggetto di esame e di giudizio, di principio, solo quei rapporti giuridici in merito ai quali l'autorità amministrativa competente si è in precedenza pronunciata in maniera vincolante sotto forma di decisione, di modo che tale decisione determina l'oggetto della lite che può essere impugnato in via di ricorso; per contro, nella misura in cui nessuna decisione è stata emanata, manca l'oggetto della lite e un giudizio sul merito non può essere pronunciato (cfr. DTF 125 V 414 consid. 1a; STFA 3 febbraio 2004 nella causa A.; H 16/03, cfr. anche Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3a edizione, Berna 2003, p. 482).
Nella risposta di causa il legale dell’amministrazione ha precisato che “sommando
il salario conseguito attualmente dal ricorrente con l'attività al 50 % alla
rendita d'invalidità stabilita con la decisione impugnata, si ottiene un
reddito complessivo che supera ampiamente il 95 % del guadagno assicurato” (V).
Orbene, se l’UFAM, nella misura in cui con tale rilievo
intende ipotizzare l'esistenza di un caso di sovrassicurazione (così come anche
inteso da controparte), il TCA constata che al riguardo la decisione contestata
non contiene alcunché. L’amministrazione non ha infatti proceduto ad alcun
calcolo di sovrindennizzo né tanto meno una decurtazione della rendita a tale titolo,
riservandosi unicamente il diritto di ridurre le prestazioni nell’eventualità
di una sovrassicurazione dovuta alla contemporanea erogazione di rendite
dell’AVS o dell’AI, conformemente all’art. 30 OAM in relazione con l’art. 69
LPGA.
Questa Corte non statuirà di conseguenza nel merito di un’eventuale
sovrassicurazione, ma sulla domanda volta a sapere se l’UFAM ha correttamente
determinato, in via di revisione, la rendita d’invalidità, in particolare il
guadagno assicurato.
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche nell’ambito dell’assicurazione militare.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 cpv. 1 LAM, nella
versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA
sono applicabili all’assicurazione militare, sempre che la legge non preveda
espressamente una deroga alla LPGA. Non sono invece applicabili al diritto
sanitario né alle tariffe (art. 1 cpv. 2 LAM).
2.3. Ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 LPGA, con invalidità s’intende l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
Per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido
potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui
dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido (art. 16 LPGA).
Riguardo alla rendita d’invalidità nell’assicurazione militare, l’art. 40 cpv.
1 LAM stabilisce che l’indennità giornaliera è sostituita da una rendita
d’invalidità, se dalla continuazione della cura non v’è da aspettarsi un
sensibile miglioramento dello stato di salute dell’assicurato e se l’affezione,
dopo l’integrazione ragionevolmente esigibile, causa un pregiudizio
presumibilmente permanente o di lunga durata della capacità al guadagno
(invalidità, art. 8 LPGA).
Infine, ai sensi dell’art. 17 cpv. 1 LPGA se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta.
2.4. Giusta
l’art. 40 cpv. 3 prima frase LAM il guadagno assicurato corrisponde al guadagno
annuo che sarebbe stato presumibilmente conseguito dall’assicurato durante il
periodo d’invalidità se non fosse insorta l’affezione assicurata.
Con guadagno assicurato s’intende, dunque, in linea di massima il reddito che
l’assicurato avrebbe percepito senza l’affezione invalidante (Schlauri, Die
Militärversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale
Sicherheit, p. 49 n. 139; cfr. anche STFA inedita 9 settembre 2003 nella causa
R, M2/02, consid. 3.4 in fine).
Ai sensi dell’art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 LAINF, applicabili
analogicamente anche nell’assicurazione militare (sul medesimo concetto di
invalidità generalmente valido nella LAI, LAINF e LAM cfr. DTF 127 V 135
consid. 4d, 126 V 291 consid. 2a, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti, 116 V
249 consid. 1b), per accertare il reddito senza l'invalidità è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato
il più concretamente possibile.
Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U
168 pag. 100s. consid. 3b).
Eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in
considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente
probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile
ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe
effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto
invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano
in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione
al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi
concreti (Pratique VSI 1998 p. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U
Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG,
Zurigo 1997, p. 206-207; in ambito LAM: STFA inedita 9 settembre 2003 nella
causa R., M2/02, consid. 3.4).
Indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale
esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una
tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in
tal senso.
L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già manifestata
attraverso dei passi concreti, quale la frequentazione di corsi, l’inizio di
studi o l’avere sostenuto degli esami (cfr. DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168 consid.
3b; STFA inedita 19 settembre 1996 in re M. [I 419/95]; STFA inedita 4
settembre 2002 in re L [M 8/01]).
2.5. Secondo la
giurisprudenza per la determinazione del guadagno annuo assicurato (art. 40
cpv. 3 LAM) generalmente fa stato il momento dell’inizio del diritto alla
rendita (SVR 2003 MV Nr. 1 p. 2 consid. 3.2.1 con riferimenti).
Al proposito l’art. 41 cpv. 4 LAM recita:
"
Con riserva dell’adeguamento all’evoluzione dei
prezzi e dei salari (art. 43), la rendita continua ad essere calcolata, sino all’estinzione,
sul guadagno annuo presumibile di cui l’assicurato è stato privato. Solo se le
probabilità di realizzazione sono elevate, le nuove ipotesi di guadagno
nell’ambito di una revisione della rendita (art. 17 LPGA1)
possono essere considerate."
Di principio, quindi, il guadagno annuo, determinato all’inizio del diritto della rendita, non può essere modificato se non a seguito dell’adeguamento dello stesso all’evoluzione dei prezzi e dei salari. Una nuova determinazione del guadagno assicurato, che non rispecchi semplicemente l’evoluzione dei prezzi, può essere richiesta dall’assicurato nell’ambito di una revisione della rendita solo nel caso in cui la nuova ipotesi di guadagno può essere ammessa con probabilità preponderante (Mäschi, Kommentar zum Budesgesetz über di Militärversicherung (MVG), Berna 2000, ad art. 41, N 20-1 p. 330 con riferimento a FF 1990 III 239).
2.6. Nella
fattispecie in esame, a seguito dell’aumento dell’incapacità lavorativa al 50%
accertato dai dr. __________ e __________ (doc. AMF 612), la Sezione 7 AM ha
proceduto alla revisione della rendita.
Con lo scopo di determinare il reddito ipotetico senza invalidità, nel maggio
2003 l’amministrazione ha chiesto a cinque ditte ticinesi di indicare i salari
versati a lattonieri edili d’età compresa tra i 30 e 40 anni (doc. AMF 664), i
cui risultati sono stati riportati nella decisione contestata:
" • la ditta __________ di __________ ha annunciato tre salari distinti, il primo
di fr. 58'500 equivalente allo stipendio di un suo impiegato di 30 anni, il secondo di fr. 66'300 equivalente allo stipendio di un suo impiegato di 40 anni. Il terzo, di fr. 62'400, è un salario fittizio ottenuto dalla media dei due salari precedenti, allo scopo di valutare l'ipotetico salario di un lattoniere di 35 anni impiegato dalla stessa ditta.
• La ditta __________ di __________, non ha alle sue dipendenze lattonieri dell'età dell'assicurato, ma se ciò fosse il caso il salario sarebbe di fr. 63'093.
• La ditta __________ di __________ ha alle sue dipendenze un lattoniere di 40 anni il cui salario è di fr. 68'900.
• La ditta __________, pure di __________ impiega un lattoniere di 36 anni, come l'assicurato, cui viene attualmente corrisposto uno stipendio di fr. 65'000.
• Anche la ditta __________ di __________ ha alle dipendenze un lattoniere dell'età di RI1 il cui stipendio è di fr. 62'400." (Doc. A)
Se da una
parte nel preavviso 20 giugno 2003 la Sezione 7 AM ha fatto riferimento alla
media dei succitati importi (fr. 63'838,60), dall’altra, con la decisione
contestata l’UFAM, a motivo delle buone qualità professionali dimostrate
dall’insorgente nell’attuale attività di disegnatore del genio civile, ha
invece optato per il salario più elevato fra quelli indicati, nell’ambito della
succitata inchiesta economica, per un lattoniere della stessa età
dell’assicurato, vale a dire fr. 65'000 (ditta __________).
Con il ricorso RI1 sostiene invece che occorre partire da un ipotetico reddito
di un lattoniere con provata esperienza ed in possesso della maestria federale.
A
comprova di quanto sostenuto egli ha prodotto la dichiarazione 7 gennaio 2004
della ditta __________ di __________, precedente datore di lavoro, del seguente
tenore:
" con la presente dichiariamo che il Signor RI1 () era intenzionato a continuare la professione di lattoniere e a ottenere la maestria federale in accordo con la nostra ditta." (doc. C).
L’assicurato ha altresì allegato al ricorso la dichiarazione scritta 22 gennaio
2004 resa dalla __________ in merito all’ammissione all’esame professionale
superiore (maestria federale) quale lattoniere:
" … le confermiamo che, ora come nel recente passato, uno dei requisiti indispensabili per essere ammessi all’esame indicato a margine è quello che prevede una comprovata esperienza professionale di almeno 5 anni calcolata al momento dell’esame stesso." (doc. D)
Orbene, è
vero che, come attestato dalla stessa __________, uno dei requisiti
indispensabili per l’ammissione agli esami di maestria consiste nella
comprovata esperienza professionale di 5 anni e che l’assicurato, ultimato
l’apprendistato nel 1985, avrebbe potuto essere ammesso ai succitati esami nel
1990 e che l’infortunio occorsogli nel 1987 ha reso impossibile questa
eventualità.
È altrettanto vero però che l’amministrazione ha riconosciuto al ricorrente
delle buone qualità professionali nella sua attuale attività di disegnatore
edile e che per questo motivo nella decisione contestata è stato fatto
riferimento, quale reddito senza invalidità, al salario massimo di un
lattoniere risultante dall’indagine economica.
Ciononostante, a mente di questo Tribunale, tali indizi non sono sufficienti
per ritenere, con il grado dell’alta probabilità richiesto dalla giurisprudenza
(cfr. consid. 2.4), che il ricorrente avrebbe affrontato gli esami
professionali quale lattoniere per poi ottenere la maestria federale. La
semplice intenzione di RI1 attestata dall’ex datore di lavoro, di voler
conseguire la maestria non soddisfa infatti il citato criterio dell’alta
probabilità. Del resto egli non ha neppure allegato di aver intrapreso dei
concreti passi in vista di un ipotetico avanzamento professionale.
Inoltre, la circostanza che l’assicurato sia responsabile degli apprendisti
(cfr. la dichiarazione 26 novembre 2003 dello studio d’ingegneria __________,
doc. B) non costituisce di per sé la garanzia per il superamento degli esami di
maestria, visto che generalmente i dipendenti formati hanno il compito
d’istruire gli apprendisti.
Va poi rilevato che mai in precedenza il ricorrente, al beneficio di una
rendita d’invalidità dal 1992 sistematicamente adeguata all’evoluzione di
prezzi ex art. 43 LAM, ha fatto valere d’intraprendere un simile carriera
professionale.
L’amministrazione ha quindi rettamente concluso per l’assenza, secondo il
requisito giurisprudenziale dell’alta probabilità, di elementi che permettono
di ritenere che l’assicurato, senza il danno alla salute, avrebbe avviato una
carriera professionale di lattoniere.
2.7. In via
subordinata, RI1 sostiene che il reddito determinato dall’amministrazione non
può essere accettato in quanto si riferisce ad un dato salariale medio,
invece il reddito da invalido (disegnatore edile) considerato è un salario massimo.
Anche ammettendo per ipotesi che quale disegnatore del genio civile il
ricorrente percepisce una retribuzione al di sopra della media, a seguito
dell’esperienza e delle capacità professionali acquisite, secondo questa Corte,
non vi è motivo per aderire alla richiesta ricorsuale.
Da un lato, non è assodato che anche quale lattoniere l’assicurato, nonostante
le buone qualifiche professionali, avrebbe percepito un salario al di sopra
della media.
Dall’altro, il dato salariale di fr. 65'000 contenuto nella decisione impugnata
non corrisponde ad un valore mediano, ma è il salario più elevato fra quelli
segnalati dalla ditta __________ (fr. 63'093) e dalla ditta __________ (fr.
65'000) per un lattoniere avente la medesima età del ricorrente.
L’importo proposto dall’insorgente (fr. 68'900, a cui vanno aggiunti fr. 4'392
di assegni per figli) corrisponde invece al salario di un lattoniere di 40 anni
impiegato presso la ditta __________ e quindi non è rappresentativo, essendo
l’insorgente nato nel.
Non va
poi dimenticato che l’UFAM ha costantemente adeguato il reddito da lattoniere,
determinato al momento dell’inizio del diritto alla rendita (1992) sulla base
delle indicazioni fornite dall’assicurato stesso (doc. AMF 305 e 306),
all’evoluzione dei prezzi, senza aver mai ricevuto obiezione alcuna, almeno
sino al 30 giugno 2003.
Il guadagno assicurato fissato dall’amministrazione è dunque corretto.
2.8. Anche il
grado d’invalidità ai sensi dell’art. 40 cpv. 1 LAM in relazione all’art. 8
LPGA (cfr. consid. 2.3) dev’essere confermato dal TCA.
Dal raffronto tra il reddito senza invalidità quale lattoniere
(fr. 69'392) ed il reddito da invalido quale disegnatore edile al 50% (fr.
39'591) risulta un discapito economico di fr. 29'801, ciò che corrisponde ad un
grado d’incapacità al guadagno del 43%.
2.9. L’insorgente,
per il tramite del suo patrocinatore, ha chiesto l’audizione di __________
della __________ di __________ e di __________ della __________, per “acclarare
tutti questi aspetti connessi alla volontà di RI1 di seguire i corsi di
maestria e i redditi di un lattoniere edile in possesso di questo titolo
federale” (IX).
Al proposito si osserva che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove; cfr. Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47
n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF
122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Nel
caso in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per statuire nel
merito della vertenza e pertanto non sono necessari altri atti istruttori.
Non è quindi necessario sentire i testi indicati dall’insorgente, visto che la
semplice volontà di seguire i corsi di maestria non è sufficiente per
riconoscere un avanzamento professionale (cfr. consid. 2.6), motivo per cui
l’accertamento dei redditi di un lattoniere in possesso del menzionato titolo
professionale federale risulta essere superfluo.
In conclusione, richiamati i precedenti considerandi, non vi sono validi motivi
per discostarsi dalla determinazione del guadagno assicurato eseguita
dall’amministrazione. Va di conseguenza confermato il grado d’invalidità del
43% ed il conseguente diritto ad una prestazione assicurativa mensile di fr.
2'362,20.
Essendo dunque la decisione corretta, il ricorso dev’essere respinto.
2.10. L’UFAM, vittorioso in causa e patrocinato da un legale, ha chiesto
l’assegnazione di ripetibili.
Secondo la giurisprudenza del TFA, nelle procedure di ricorso nessuna
indennità per ripetibili è di regola assegnata agli organi con compiti di
diritto pubblico (DTF 127 V 206 consid. 3a; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 3a edizione, Zurigo 2003, § 74 n. 61 p.61).
Tale principio vale anche nei confronti dell’UFAM (STFA inedita del 25 febbraio
2003 nella causa G, M6/01 e del 30 luglio 1998 nella causa B., M2/97).
Ne consegue che l’amministrazione, seppur vincente, non ha diritto alle
ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
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terzi implicati |
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Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti