Raccomandata

 

 

Incarto n.
42.2006.1

 

 

rs/sdm

Lugano

3 agosto 2006

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Daniele Cattaneo

 

con redattore:

Raffaella Sartoris, vicecancelliera

 

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 febbraio 2006 di

 

 

RI 1

 

 

contro

 

 

 

la decisione su reclamo del 18 gennaio 2006 emanata da

 

Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona

 

in materia di assistenza sociale

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 27 settembre 2005 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 1'804.-- mensili a decorrere dal 1° ottobre 2005 (cfr. doc. D).

 

                               1.2.   Il 18 gennaio 2006 l’USSI ha emesso una decisione su reclamo con cui ha accolto parzialmente il reclamo interposto da RI 1 contro il precedente provvedimento (cfr. doc. E). La prestazione assistenziale accordata dal mese di ottobre 2005 è infatti stata aumentata a fr. 1'969.-- (cfr. doc. H).

 

                               1.3.   Contro la decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, esprimendosi come segue:

 

 

"  (…)

1. La sottoscritta provvedeva all'inoltro del contratto di tirocinio della figlia __________ contemporaneamente alla richiesta della borsa di studio.

 

(prove: allegato C / fotocopia lettera trasmissione atti).

 

2. L'Ufficio del sostegno sociale trasmetteva alla sottoscritta un nuovo calcolo della prestazione assistenziale, con la quale in particolare non veniva riconosciuto " l'eccedenza spesa per alloggio pari a fr./mese 430,00 ", (motivo del presente ricorso).

 

(prove: allegato D / fotocopia nuova prestazione assistenziale).

 

3. La sottoscritta ricorrente inoltrava reclamo il 03 ottobre 05, e riceveva la decisione sul ricorso, che confermava sostanzialmente la precedente decisione, solamente il 20.02.2006, dopo numerose telefonate e ben 2 raccomandate di sollecito.

 

La sottoscritta chiede che venga severamente censurato questo comportamento, che viene recepito come indebito mezzo di pressione e intimidazione.

 

(prove: - allegato E / fotocopia lettera reclamo

            - allegato F / fotocopia raccomandata 1 ° sollecito
            - allegato G / fotocopia raccomandata 2° sollecito

            - allegato H / fotocopia decisione reclamo ).

 

4. La sottoscritta ricorrente occupa dal mese di ottobre 2000 un appartamento di 41/2 locali ; il contratto era stato a suo tempo approvato dall'Ufficio del sostegno sociale per il nucleo famigliare composto fino al 2004 dalla sottoscritta e dai 3 figli, fino al 2005 con 2 figli, in seguito e fino al momento attuale con la figlia __________.

 

Il canone di locazione ammonta a 1'500,00 fr./mese + 180,00 (anticipo spese), con scadenza 30 settembre e termine di disdetta per il 30 giugno.

 

Quando mi è stata comunicata la deduzione di 430,00 fr./mese (unitamente ad altre deduzioni importanti) non potevo più inoltrare la disdetta, salvo reperire un subentrante contemporaneamente all'occupazione di un nuovo appartamento più piccolo (2 1/2 locali) perché sono impossibilitata a pagare 2 appartamenti.

 

Sono attivamente alla ricerca di un subentrante, contemporaneamente ad un nuovo appartamento di 2 1/2 locali, oppure sono disposta a lasciare, immediatamente l'appartamento attuale se l'Ufficio del sostegno sociale si assume la doppia spesa fino alla soluzione del problema.


In conclusione:

 

Sono già stata duramente penalizzata con la decurtazione della prestazione assistenziale scaturita dal conteggio della modesta entrata di mia figlia, e non posso assumermi anche la deduzione dell'eccedenza per l'alloggio (che non posso risolvere immediatamente anche con tutto il mio impegno e buona volontà). (…)" (Doc. I)

 

                                       

                               1.4.   L’USSI, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   RI 1 ha presentato ulteriori osservazioni il 18 marzo 2006 (cfr. doc. V), in merito alle quali l’USSI si è pronunciato con scritto del 22 marzo 2006 (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   Pendente causa questa Corte ha invitato l’USSI a fornire alcune precisazioni (cfr. doc. IX).

                                         L’Ufficio resistente ha risposto il 5 aprile 2006 (cfr. doc. X).

 

                                         I doc. IX e X sono stati sottoposti alla ricorrente per conoscenza con la facoltà di presentare eventuali osservazioni (cfr. doc. XI). Essa è rimasta silente.

 

                               1.7.   Il 24 giugno 2006 RI 1 ha trasmesso al TCA copia della disdetta del contratto di locazione relativo all’appartamento in Via __________ a __________ con effetto dal 30 settembre 2006 (cfr. doc. XII+bis).

 

                                         Il doc. XII+bis è stato inviato per conoscenza all’USSI (cfr. doc. XIII).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                     

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Preliminarmente va evidenziato che la ricorrente ha censurato l’operato dell’USSI per avere emanato la decisione su reclamo soltanto il 18 gennaio 2006 (il reclamo è stato interposto il 3 ottobre 2006) dopo numerose telefonate e due raccomandate di sollecito (cfr. doc. I).

 

                                         Al riguardo il TCA rileva che il ricorso per ritardata giustizia (art. 29 Cost.) è privo di oggetto, per mancanza di interesse degno di protezione, poiché l’USSI ha comunque prolato il provvedimento in questione.

 

                                         Per inciso questa Corte osserva che in ogni caso un lasso di tempo di tre mesi per emettere la decisione su reclamo non appare eccessivo, in considerazione della mole di lavoro a carico dell’USSI.

 

                               2.3.   Oggetto del contendere è la questione di sapere se l’importo della prestazione assistenziale riconosciuta a RI 1 a fare tempo dal mese di ottobre 2005 è o meno corretto.

 

                               2.4.   La garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza sociale (cfr. consid. 2.5.; in proposito vedi l’art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno).

                                         Va comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz. 2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5).

 

                                         In una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:

 

"  (…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und 191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                                         La garanzia costituzionale del diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza è sancita dall’art. 12 Cost. fed., il quale prevede che:

 

"  chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sè stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un’esistenza dignitosa."

 

A tale proposito in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004, pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

4.-  L’art. 12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse. Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun, elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins vitaux et personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres prestations sociales fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute évidence, elle constitue précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin, l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui aussi, mal fondé."

 

                                         In un'altra sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, pubblicata in DTF 131 I 166, il TF ha precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4. März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998 S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3. Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern 2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E. 2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz, Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S. 29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier, a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343)." (STF del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)

 

                                         Al riguardo cfr. anche STF del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006, consid. 3.

 

                                         Il TFA, dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le recourant ne peut pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes, cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et 689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne physique dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p. 688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR 2004 IV N. 23 pag. 71)

 

                                         In merito alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio 2005 nella causa X., 2A.692/2004.

 

                                         Anche l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale - a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità umana e alle cure mediche essenziali.

 

                               2.5.   L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

                                         Preliminarmente va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         L’art. 1 Las stabilisce quanto segue:

 

"  Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         Come già risulta dal consid. 2.4. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà.

                                         Al riguardo l’art. 2 Las prevede:

 

"  Le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."  (cpv. 2)

 

                                         L’art. 13 Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

 

"  Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Le prestazioni assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo. Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

 

                                         Secondo l’art. 3 Las:

 

"  Le prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da consentirne un conveniente inserimento nella società."

 

Come evidenziato al consid. 2.4., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

 

                               2.6.   Per quanto concerne il titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:

 

"  Hanno diritto ai provvedimenti e alle prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:

 

"  Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a

a) richiedenti l’asilo e

b) persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                               2.7.   Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Sono queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente, nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Al riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

                                         Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

 

                                         Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

"  Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

"  La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

 

                                         L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) che corrisponde in lingua tedesca alla “Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe (SKOS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.

 

                                         L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al riguardo cfr. pure il consid. 2.5.).

 

                                         Il Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 12 gennaio 2005, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la soglia di intervento corrisponde:



"  A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

 

 

 

(fr./mese)

1 persona

  960.--

100.--

1060.--

2 persone

1469.--

100.--

1569.--

3 persone

1786.--

100.--

1886.--

4 persone

2054.--

100.--

2154.--

5 persone

2323.--

100.--

2423.--

6 persone

2592.--

100.--

2692.--

7 persone

2861.--

100.--

2961.--

Per ogni persona supplementare

+ 269.--

-

+ 269.--

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."

(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246; BU 6/2005 dell’11 febbraio 2005 pag. 62-63)

 

                                         Il DSS il 20 gennaio 2006, sentito il parere dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento e della Divisione dell’azione sociale, ha stabilito che per l’anno 2006 gli importi della soglia di intervento corrispondono a quelli decisi per il 2005 (cfr. BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34).

 

                                         L'art. 20 Las definisce, invece, le prestazioni speciali:

 

"  Le prestazioni speciali sono destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio:

a) spese di formazione;

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie dovute a malattia o handicap;

c) determinate assicurazioni;

d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e l’inserimento professionale;

e) spese di collocamento diurno di figli minorenni;

f) spese di collocamento in istituto;

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

                                         Le prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA del 17 maggio 2005 nella causa A., 42.2004.3., pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.).

 

                               2.8.   Per quanto attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

"  Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

 

a) Reddito computabile:

    1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

    2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

    3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.

b) Spesa vincolata:

    1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

    3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

    4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)."

 

                                         Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

"  Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione primaria. (cpv. 1)

 

Le entrate di cui al capoverso precedente alle quali un membro

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi dell'art. 8 Laps:

 

"  La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i)  ...

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito e sulla sostanza. (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

"  La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:

 

a) per le persone unità               importo riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

                                                   del 20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.

                                        

                                         Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps  (cfr. consid. 2.7.) hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         I limiti di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.

 

                                         Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.9.   Nella presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento con decisione su reclamo del 18 gennaio 2006, ha accordato alla ricorrente una prestazione assistenziale di fr. 1’969.-- mensili a partire dal mese di ottobre 2005 (cfr. doc. H).

 

                                         RI 1 contesta, da una parte, il computo del reddito conseguito dalla figlia __________ presso la __________ di __________ quale apprendista operatrice socio-sanitaria, in quanto lo stesso serve a coprire unicamente le spese vive della figlia necessarie per svolgere il tirocinio e frequentare la relativa scuola (cfr. doc. E).

 

                                         Dall’altra, l’importo della pigione di fr. 15'000.-- annui conteggiato dall’amministrazione nel calcolo volto a definire l’ammontare della prestazione assistenziale a cui essa ha diritto. La ricorrente, infatti, chiede che, a titolo di canone locativo, venga considerata la somma effettiva di fr. 20'160.--, in quanto quando le è stato comunicato l’ammontare computabile di fr. 15'000.-- non poteva più inoltrare la disdetta dell’appartamento (cfr. doc. I).

 

                                         Dapprima è utile evidenziare che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento, prevede:

 

"  In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo l'art. 4 Laps:

 

"  L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge;

c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. (cpv. 1)

 

Se il titolare del diritto non è economicamente indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv. 3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         Come appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita dal coniuge, come pure dai figli maggiorenni se questi non sono economicamente indipendenti.

 

                                         L’art. 2 Reg.Laps, definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:

 

"  Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente separata, divorziata o vedova;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione. (cpv. 1)

Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2. (cpv. 2)

Il Servizio centrale delle prestazioni sociali emana una direttiva amministrativa per l’ applicazione dei capoversi 1 e 2, sentita la Divisione della scuola del Dipartimento dell’ educazione, della cultura e dello sport. (cpv. 3)"

 

                                         In concreto la figlia della ricorrente, __________, è nata il 13 agosto 1985. Essa, pur essendo maggiorenne, vive con la madre ed è ancora in formazione, più precisamente sta svolgendo un apprendistato di operatrice socio-sanitaria (cfr. doc. 3).

                                         La stessa adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, come del resto riconosciuto dall’USSI (cfr. doc. H; III).

 

                                         In simili condizioni, la ricorrente e la figlia __________ costituiscono un’unica unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. H; III).

 

                             2.10.   In applicazione dell’art. 5 Laps, al quale l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.8.), al fine di determinare l’importo della prestazione assistenziale a cui ha diritto la ricorrente, vanno conteggiati i redditi e le spese computabili dei componenti della sua unità di riferimento, ossia di lei stessa e della figlia.

 

                                         Per quanto attiene più specificatamente, ai redditi computabili, dalle tavole processuali non emerge che RI 1 consegua alcun reddito.

 

                                         La figlia __________, invece, nel mese di settembre 2005 ha iniziato un apprendistato di operatrice socio-sanitaria presso la __________ di __________ (cfr. doc. 3).

                                         Dal relativo contratto di tirocinio emerge che lo stipendio del primo anno corrisponde a fr. 1'372.-- lordi al mese per dodici mensilità, ossia fr. 16'464.-- annui (cfr. doc. 3).

 

                                         Tuttavia __________, nel 2005, è stata attiva presso la __________ al 90% (cfr. doc. 7), per cui il salario lordo annuo effettivamente percepito è pari a fr. 14'817.60, come rettamente indicato dall’USSI nella decisione su reclamo (cfr. doc. H).

 

                                         La ricorrente ha contestato il conteggio di tale somma, in quanto servirebbe a far fronte alle spese vive causate dallo svolgimento dell’apprendistato e dalla frequentazione della scuola da parte della figlia (cfr. doc. E).

 

                                         L’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi con decisione del 6 novembre 2005 ha però accordato ad __________ un assegno di studio per l’anno scolastico 2005-2006 del valore di fr. 2'800.-- (cfr. doc. 6).

 

                                         L’assegno di studio, previsto dagli art. 19 segg. Legge della scuola e dagli art. 7 segg. Regolamento delle borse di studio, è finalizzato a permettere l’accesso alla formazione scolastica e professionale postobbligatoria, il perfezionamento e la riqualificazione professionali. Gli assegni sono commisurati alle spese derivanti dagli studi e alle possibilità economiche del richiedente e della sua famiglia.

 

                                         L’art. 11 del Regolamento delle borse di studio prevede

 

"  1L’assegno massimo annuo è:

a) di fr. 13'000.-- per il richiedente che durante gli studi rimane fuori dal domicilio dei genitori, oppure che vive in modo indipendente;

b) fr. 4000.--, più le spese di viaggio con mezzi pubblici, per il richiedente che rientra giornalmente al domicilio dei genitori,

e viene determinato sommando i seguenti fattori:

- spesa per l’alloggio: spesa effettiva da documentare, sino ad un massimo di fr. 6000.--;

- spesa per il vitto, pensione completa, fuori dal domicilio dei genitori: spesa effettiva, sino ad un massimo di fr. 5000.--;

- spese per il pranzo fuori casa, se non è possibile il rientro al domicilio dei genitori: spesa effettiva, sino a un massimo di fr. 2000.--;

- spese di viaggio con modalità più conveniente, con mezzi pubblici: spesa effettiva, da documentare;

- tasse scolastiche, per la frequenza di istituti superiori in Svizzera: spesa effettiva, da documentare;

- libri, materiale scolastico, attrezzature, indumenti professionali: spesa effettiva, sino ad un massimo di fr. 1000.--.

2

3L’assegno massimo sussidiabile di cui al cpv. 1, lettere a) e b) può essere aumentato dalla tassa scolastica, se supera fr. 1000.-- annui e se non esiste scuola equivalente che comporterebbe un onere complessivamente minore per lo Stato.

4Nel caso di studenti coniugati, o non coniugati con obblighi legali di mantenimento, il massimo di cui al cpv. 1 è aumentato di fr. 5000.-- per coppia, per ogni figlio a loro carico di fr. 3000.--.

5Nel caso dei soggiorni linguistici e degli stage professionali il massimo sussidiabile corrisponde alla sola tassa del corso.

 

                                         In concreto l’ammontare di fr. 2'800.-- è costituito di fr. 2'000.--per i pranzi, somma corrispondente al limite massimo previsto dall’art. 11 del Regolamento delle borse di studio per questa spesa, di fr. 308.-- per l’abbonamento Arcobaleno e di fr. 500.-- per il materiale scolastico (cfr. doc. 6).

 

                                         Pertanto, nel caso di specie, l’assegno di studio, che peraltro l’USSI, come dallo stesso dichiarato, non computa al fine della determinazione della prestazione assistenziale (cfr. doc. H), copre già le principali spese vive connesse allo svolgimento del tirocinio.

 

                                         L’USSI, inoltre, nel calcolo ha tenuto in considerazione, quale spesa, l’importo di fr. 2'100.-- corrispondente alla somma per “Altre spese professionali” deducibile fiscalmente dal reddito da attività dipendente (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. c LT).

                                         Al riguardo questa Corte rileva unicamente che per il 2005 l’importo forfetario per “Altre spese professionali”, ossia per i costi generati, segnatamente, dall’acquisto di attrezzi e strumenti di lavoro, di abiti di lavoro, ammonta a fr. 2'400.-- (cfr. art. 7 Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2005) e non più a fr. 2'100.--, somma valida per il biennio fiscale 2001/2002 (cfr. art. 7 Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2001-2002).

                                         Tale importo è rimasto invariato anche per il 2006 (cfr. art. 7 Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2006).

 

                                         L’art. 7 cpv. 3 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2005 prevede che la deduzione forfetaria è dimezzata soltanto se l’attività lucrativa dipendente è esercitata per meno di sei mesi all’anno o con un grado di occupazione inferiore al 50%.

                                         Ciò implica che se l’attività è svolta per almeno sei mesi all’anno o con un grado del 50% viene dedotto l’importo forfetario intero.

                                        

                                         In applicazione analogica dell’art. 7 cpv. 3 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2005, dunque, la somma di fr. 2'400.--, nonostante l’occupazione di __________ quale tirocinante sia al 90%, non va ridotta proporzionalmente, bensì, essendo superiore al 50%, va interamente computata nel calcolo della prestazione assistenziale di spettanza della ricorrente.

                                     

                                         Alla luce di quanto appena esposto, il reddito conseguito da __________ presso la __________ di __________ deve essere considerato nel calcolo.

 

                                         A ragione, quindi, l’Ufficio resistente ha computato il relativo salario di fr. 14'817.60 annui, pari a fr. 1'235.-- mensili, nel conteggio della prestazione assistenziale a cui ha diritto RI 1 (cfr. doc. H).

 

                             2.11.   A titolo di spesa per l’alloggio l’USSI ha ritenuto l’importo di fr. 15'000.-- (cfr. doc. H).

 

                                         Come esposto sopra (cfr. consid. 2.8.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da due persone, come quella della ricorrente - costituita dalla stessa e dalla figlia __________ -, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi (fr. 15’000.--).

 

                                         Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali:

 

"  La spesa per l'alloggio è definita come segue:

        a)                                                                      per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

        b)                                                                      per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."

 

                                         Nell’evenienza concreta dal contratto di locazione risulta che la pigione netta è di fr. 18'000.-- e che le spese accessorie ammontano a fr. 2'160.-- annui (cfr. doc. 10).

                                         In applicazione dell’art. 5 Reg.Laps la pigione netta di fr. 18'000.-- maggiorata del 15% per le spese accessorie corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 20'700.--.

                                         Tale importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 15'000.--. Quest’ultimo ammontare coincide con quello riconosciuto dall’Ufficio resistente.

 

                                         L’assicurata ha chiesto di tenere conto della pigione lorda complessiva di fr. 20'160.-- (fr. 18'000.-- + fr. 2'160.--) a cui deve effettivamente far fronte, poiché quando ha saputo - nel mese di settembre 2005 - dell’importo inferiore che le sarebbe stato computato quale spesa per l’alloggio nel calcolo della prestazione assistenziale, ossia della somma di fr. 15'000.--, non poteva più inoltrare la disdetta del contratto di locazione. La relativa scadenza è infatti prevista per la fine del mese di settembre con un termine di preavviso di tre mesi (cfr. doc. I, V; 10).

 

                                         Dalle carte processuali si evince che l’assicurata ha concluso il contratto di locazione relativo all’appartamento di 4 ½ locali al terzo piano in Via __________ a __________ nel 1990, quando con lei vivevano, oltre ad __________, anche i figli __________ (1975) e __________ (1977) (cfr. doc. 10).

                                         __________ non vive più con la madre dal novembre 2004, allorché si è stabilito a Intragna (cfr. doc. 11).

                                         __________, invece, dal mese di maggio 2005 ha un’economia domestica propria nello stesso stabile in cui vive la madre. Più precisamente essa, dal mese di maggio al mese di settembre 2005, ha vissuto in un appartamento al 1° piano, mentre all’inizio del mese di ottobre 2005 la stessa ha traslocato al 2° piano (cfr. doc. 11).

 

                                         RI 1, quindi, viste le difficoltà finanziarie a cui era confrontata, era tenuta, al più tardi a decorrere dal mese di maggio 2005, quando la figlia __________ ha costituito una economia domestica indipendente, ad attivarsi per cercare un appartamento più piccolo ed entro la fine di giugno 2005 a inoltrare la disdetta del contratto di locazione.

                                         La ricorrente, se avesse disdetto il contratto entro la fine di giugno 2005, avrebbe avuto cinque mesi per reperire un appartamento più economico.

 

                                         Inoltre, in proposito, è utile evidenziare che le raccomandazioni COSAS al p.to B3 prevedono sì che un affitto già vigente giudicato eccessivamente elevato dev’essere finanziato fintanto che non venga trovata una soluzione abitativa più idonea ed economica. Tuttavia esse precisano pure espressamente che le condizioni contrattuali di disdetta devono comunque essere rispettate.

                                         Le direttive COSAS contemplano, altresì, il dovere per gli uffici di assistenza sociale di aiutare attivamente il beneficiario a trovare un alloggio più modesto.

                                                                                                                                                      

                                         RI 1 sostiene di avere immediatamente cercato un appartamento più piccolo, dapprima presso l’amministratore dei cinque stabili dove è situato il suo appartamento attuale e in seguito presso altre amministrazioni del __________. Purtroppo, entro il termine del 30 giugno valido per disdire il contratto di locazione, le ricerche non hanno avuto successo (cfr. doc. V).

 

                                         La ricorrente non ha però sostanziato in alcun modo queste allegazioni.

                                         L’esito non sarebbe stato comunque differente nell’ipotesi in cui essa avesse comprovato quanto asserito, come indicato dall’USSI al TCA il 5 aprile 2006 (cfr. doc. IX, X).

                                         In effetti la ricorrente avrebbe dovuto disdire il contratto di locazione indipendentemente dal fatto di avere trovato un nuovo appartamento già nel mese di giugno 2005. Del resto il termine di disdetta è di tre mesi, per cui essa, con l’aiuto dell’USSI, avrebbe potuto reperire una abitazione più consona alla sua attuale composizione familiare per la fine del mese di settembre 2005.

                                         In casu, d’altronde, come sottolineato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. X), non è stata giustificata una particolare situazione (ad esempio una lunga convalescenza in ospedale o il perdurare di una malattia) che abbia impedito di disdire il rapporto contrattuale nei termini prescritti.

 

                                         Al riguardo va, pure, osservato che RI 1 non avrebbe dovuto attendere fino al mese di agosto 2005 per informare l’USSI che __________ non viveva più con lei (cfr. doc. 9). Essa, al contrario, avrebbe dovuto comunicare questa circostanza senza indugio nel mese di maggio 2005, permettendo così all’Ufficio resistente di intervenire tempestivamente collaborando a reperire una nuova abitazione.

 

                                         E’ vero che l’art. 20 cpv. 2 Las enuncia che possono essere inoltre concesse prestazioni speciali per un periodo limitato per fare fronte a spese vincolate o per l‘alloggio superiori ai limiti previsti dall’art. 22 Las.

                                         E’ tuttavia altrettanto vero che dal Messaggio del 15 ottobre 2004 sul preventivo 2005 del Consiglio di Stato - n. 5589 emerge che:

 

"  (…)

Le prestazioni speciali (art. 20 della Legge sull’assistenza sociale, Las) sono generalmente aggiuntive a quelle ordinarie e mirate a far fronte a bisogni particolari, sovente limitati nel tempo o puntuali (una tantum). Sono anch’esse basate sulle raccomandazioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale, ma la loro attuazione comporta valutazioni caso per caso. Sussistono quindi margini per restringerne l'entità, secondo modalità differenziate attinenti alla prassi.

 

In particolare, si opererà nei modi seguenti (misure già in atto dal mese di giugno 2004):

(…)

- spese per l'alloggio: la Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) stabilisce il massimo riconoscibile comprese le spese accessorie: fr. 13'200.- per le persone sole, fr. 15'000.- per due persone, fr. 18'000.- per tre o più persone. L'art. 20, cpv. 2 permette deroghe limitate per gli assistiti. Queste deroghe non vengono più applicate, se non in casi eccezionali (famiglie numerose con difficoltà a reperire un alloggio, persone molto problematiche,…);

(…)”

 

                                         La situazione personale e familiare della ricorrente e della figlia __________ non presenta alcun elemento tale da far concludere che si sia in presenza di un caso eccezionale per il quale possa essere riconosciuto a titolo di pigione un importo superiore a fr. 15'000.-.

 

                                         Giova, peraltro, segnalare che il Tribunale federale in una sentenza del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006, già menzionata sopra (cfr. consid. 2.3.) riguardo all’art. 12 Cost., relativo al diritto in situazioni di bisogno (cfr. consid. 2.5.) ha indicato che da tale diritto fondamentale non può essere desunta la pretesa a prestazioni che coprano necessità che vanno oltre le condizioni minime di esistenza, segnatamente il costo di un appartamento più grande rispetto alle proprie esigenze.

                                         Inoltre il TF, in merito, ha osservato:

 

"  (…)

3.4 Der Beschwerdeführer beruft sich vor Bundesgericht nicht ausdrücklich auf das Willkürverbot gemäss Art. 9 BV, weshalb die Beschwerde auch nicht zulässig ist, soweit der Beschwerdeführer sinngemäss geltend macht, der angefochtene Entscheid sei unsachlich. Selbst wenn der angefochtene Entscheid auf Willkür überprüft werden könnte, wäre er aber nicht zu beanstanden. Zwar ist grundsätzlich einzuräumen, dass bei der Gewährung von Sozialhilfeleistungen in der Regel eine Übergangsfrist einzuhalten sein dürfte, um eine zu Wohnzwecken benutzte, als zu gross beurteilte Wohnung kündigen und eine kleinere mieten zu können. Das Kantonsgericht hat aber in verbindlicher Weise festgestellt, dass der Beschwerdeführer seinen als zu gross beurteilten Wohnungsteil nicht zu Wohn-, sondern zu Berufszwecken verwendet hat. Die rechtliche Folgerung, von der Sozialhilfe sei daher nur die zum Wohnen benützte Fläche nach einem ortsüblichen Mietzins abzugelten, erscheint nicht unhaltbar. Auch die übrigen vom Kantonsgericht vorgenommenen Beurteilungen beruhen auf ernsthaften sachlichen Gründen.“

 

                                         La decisione dell’USSI di computare, quale spesa per l’alloggio, l’ammontare massimo riconosciuto per due persone di fr. 15'000.-- (cfr. doc. H) non è, pertanto, censurabile.

 

                                         Nel mese di giugno 2006 la ricorrente ha inviato al TCA copia della disdetta del contratto di locazione inoltrata all’amministrazione dello stabile in Via __________ a __________ per il 30 settembre 2006 (cfr. doc. XIIbis). Dalla stessa risulta che vi sarebbe la possibilità di subentrare nel contratto di locazione relativo a un appartamento di 2 ½ locali sito nella medesima palazzina, siccome l’attuale inquilina ha manifestato l’intenzione di lasciare l’abitazione per il mese di settembre 2006.

                                         L’USSI è invitato a seguire il caso della ricorrente per verificare se il ventilato cambiamento presenti o meno sufficienti garanzie di attuabilità. In caso negativo, collaborerà al fine di aiutarla a reperire un nuovo appartamento più adeguato alla composizione della sua unità famigliare e più economico rispetto a quello attuale.

 

                             2.12.   Per il resto RI 1 non ha sollevato ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle singole voci di reddito e delle spese computabili indicate dall’USSI valido a decorrere dal mese di ottobre 2005.

 

                                         In casu trattasi di una vertenza in materia di assistenza sociale. Alle procedure Las, rinviando quest’ultima all’art. 33 Laps, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni e conseguentemente i principi procedurali validi per i procedimenti di diritto delle assicurazioni sociali.

                                         Ora, nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati dal giudice (cfr. SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; per le assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale cfr. art. 61 lett. c LPGA), il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato come questo principio non sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DLA 2001 N. 12 pag. 145; STFA del 9 maggio 2003 nella causa A., C 271/02; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P., U 429/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282; per le assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale cfr. art. 61 lett. c LPGA).

 

                                         Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01; STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).

                                        

                                         Siccome nel caso di specie la ricorrente non ha portato ulteriori elementi tali da dimostrare l'inesattezza di altre voci del calcolo dell'USSI, ad eccezione dell'importo forfetario delle altre spese professionali per il 2005 (cfr. consid. 2.10.), per il periodo a partire dal 1° ottobre 2005, i redditi computabili sono costituiti dal reddito da attività dipendente conseguito dalla figlia __________, in qualità di apprendista presso la __________ di __________, di fr. 14'817.60 (cfr. consid. 2.10.).

                                         Le spese computabili della sua unità di riferimento sono, invece, composte dal premio della cassa malati pari alla quota cantonale media ponderata per il 2005 di complessivi fr. 6'640.-- (fr. 3'730.-- per la ricorrente + fr. 2'910.-- per la figlia di 20 anni; cfr. art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005), dalle “altre spese professionali” di fr. 2'400.-- (cfr. consid. 2.10.), dalla spesa per l’alloggio di fr. 15'000.-- (cfr. consid. 2.11.) e dai contributi sociali AVS/AI/IPG/AD/AINP di fr. 896.-- (cfr. doc. H).

                                         Esse, globalmente, corrispondono a fr. 24'936.--.

 

                                         La sostanza imponibile risulta nulla.

 

                                         Visto che le spese computabili di fr. 24'936.-- sono più elevate dei redditi computabili di fr. 14'817.60 la ricorrente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.8.), ma al contrario un disavanzo di fr. 10’118.40, pari a circa fr. 843.-- al mese.

 

                                         La soglia di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1, formata dalla ricorrente e dalla figlia __________, è pari a fr. 18'828.-- annui, ovvero fr. 1'569.-- al mese (cfr. art. 19 Las; consid. 2.7.), come riconosciuto dall’Ufficio resistente (cfr. doc. H).

 

                                         Come indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.7.).

 

                                         In casu, come visto, non vi è alcun reddito disponibile residuale.

                                         I sussidi della cassa malati per il 2005 ammontano dal canto loro a fr. 5’448.-- annui, ovvero fr. 454.-- mensili (cfr. doc. H, 9, 10).

 

                                         La lacuna di reddito Las mensile è pertanto pari a fr. 1’958.-- [(fr. 1'569.-- + fr. 843.--) - fr. 454.--].

 

                                         La ricorrente ha, dunque, diritto, a decorrere dal mese di ottobre 2005, a una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 1’958.--, alla quale va aggiunto l’importo di fr. 36.-- mensili quale prestazione speciale – supplemento della cassa malati, riconosciutole dall’USSI per far fronte integralmente al premio della cassa malati effettivamente a suo carico dedotti i sussidi (cfr. doc. H; D).

                                         Complessivamente, di conseguenza, RI 1 ha diritto all’ammontare di fr. 1'994.-- mensili, invece della somma di fr. 1'969.-- stabilita dall’Ufficio resistente (cfr. doc. H).

 

 

                                     

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto.

                                         § La decisione su reclamo del 18 gennaio 2006 impugnata è riformata nel senso che a RI 1 è riconosciuta, a decorrere dal mese di ottobre 2005, una prestazione assistenziale di complessivi fr. 1'994.--.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

 

terzi implicati

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti