Raccomandata |
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Incarto n.
rs |
Lugano
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In nome |
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Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Daniele Cattaneo |
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con redattore: |
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 10 aprile 2008 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su reclamo dell'11 marzo 2008 emanata da |
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Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale |
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ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo dell’11 marzo 2008 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 15 novembre 2007 con la quale ha negato ad RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 13 settembre 2007, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità (cfr. doc. A1, 3, 4).
1.2. Contro la decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA contestando il computo della sostanza immobiliare. In particolare essa ha rilevato, allegando una corrispondente dichiarazione della madre, che quest’ultima avrebbe, fino alla sua morte, il completo usufrutto della casa situata a __________ sulla particella __________.
L’insorgente ha poi osservato che da settembre 2007 non ha più entrate “normali” e che in seguito è sì riuscita a trovare un impiego al 50-60% presso le scuole di __________ come ausiliaria di pulizia con uno stipendio di fr. 1’100/1'200 circa, il quale tuttavia non è sufficiente per far fronte a tutte le spese (cfr. doc. I).
1.3. Dopo essere stato sollecitato da questo Tribunale (cfr. doc. III), l’USSI ha presentato la propria risposta il 30 maggio 2008.
Contestualmente l’amministrazione ha affermato che la dichiarazione della madre prodotta pendente procedura ricorsuale non giustifica l’effettivo usufrutto sull’abitazione di __________ e quindi la modifica della decisione contestata.
Al riguardo è stato evidenziato che la ricorrente non ha d’altronde impugnato la notifica di tassazione per l’anno 2005 nella quale è stato esposto il valore della sostanza in oggetto (cfr. doc. IV).
1.4. RI 1 non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (cfr. doc. V-VII).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha negato ad RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali richieste alla fine del mese di settembre 2007.
In particolare nel caso in esame questa Corte deve verificare se il valore della sostanza immobiliare di proprietà della ricorrente deve essere computato nel conteggio della prestazione assistenziale oppure no.
2.3. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
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Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale) |
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese) |
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese) |
Totale
(fr./mese) |
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1 persona |
960.-- |
100.-- |
1060.-- |
|
2 persone |
1469.-- |
100.-- |
1569.-- |
|
3 persone |
1786.-- |
100.-- |
1886.-- |
|
4 persone |
2054.-- |
100.-- |
2154.-- |
|
5 persone |
2323.-- |
100.-- |
2423.-- |
|
6 persone |
2592.-- |
100.-- |
2692.-- |
|
7 persone |
2861.-- |
100.-- |
2961.-- |
|
Per ogni persona supplementare |
+ 269.-- |
- |
+ 269.-- |
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)
Abbondanzialmente è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).
2.5. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6. RI 1, con il ricorso, ha contestato il calcolo con cui l’USSI le ha negato il diritto a una prestazione assistenziale.
Più precisamente, l’insorgente ritiene che l’amministrazione abbia, a torto, computato quale sostanza immobiliare la sua quota di proprietà della casa di __________, visto che la stessa sarebbe gravata da un usufrutto in favore di sua madre vita natural durante (cfr. doc. I).
L’USSI, dal canto suo, ha indicato che l’asserito usufrutto non è stato validamente giustificato. Da un lato, dalla notifica di tassazione per l’anno 2005 relativa all’insorgente, la quale non è stata contestata, risulta quale sostanza immobiliare la quota di proprietà della casa di __________ pari a fr. 77'334.--.
Dall’altro, la sola dichiarazione della madre secondo cui beneficerebbe di un usufrutto sull’abitazione di __________ non è sufficiente per dimostrarne la costituzione (cfr. doc. A1; IV).
2.7. L’art. 3 cpv. 2 e 3 Reg.Laps, concernente il reddito computabile di cui all’art. 6 Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, prevede che:
" In caso di usufrutto o diritto di abitazione, il reddito della sostanza ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 lett. a) della legge viene imputato all’usufruttuario o al beneficiario del diritto di abitazione. (cpv. 2)
La sostanza gravata da usufrutto o diritto di abitazione ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 lett. f) della legge non viene computata. (cpv. 3)”
Per quanto attiene all'usufrutto, l’art. 745 CCS enuncia che:
" 1 L'usufrutto può essere costituito sopra beni mobili, fondi, diritti o un'intera sostanza.
2 Esso attribuisce all'usufruttuario il pieno godimento della cosa, salvo contraria, disposizione.
3 L’esercizio dell’usufrutto su un fondo può anche essere limitato a
una determinata parte di un edificio o del fondo."
Inoltre giusta l'art. 746 CCS
" 1 Per la costituzione dell'usufrutto è necessaria la tradizione all'usufruttuario se si tratta di mobili o crediti, e l'iscrizione nel registro fondiario se si tratta di fondi.
2 Per l'acquisto dell'usufrutto su cose mobili e fondi e per l'iscrizione valgono, salvo disposizione contraria, le prescrizioni circa la proprietà."
Ex art. 749 cpv. 1 CCS
" L'usufrutto cessa con la morte dell'usufruttuario e per le persone giuridiche col loro scioglimento."
L'usufrutto, dunque, è un diritto reale limitato, più precisamente una servitù che conferisce a una determinata persona il pieno godimento di una cosa o di un diritto; per contro esso non comporta il potere di disporre dell'oggetto gravato, né in fatto, né in diritto (cfr. P.-H. Steinauer, Les droits réels, Tome III, Berna 1992, n. 2402 segg.).
In quanto diritto reale l'usufrutto è un diritto assoluto che si impone nei confronti di qualsiasi persona (cfr. P.-H. Steinauer, Les droits réels, Tome I, n. 19 segg.).
Esso è costituito tramite l'iscrizione a Registro fondiario, la quale è richiesta dal proprietario (cfr. P.-H. Steinauer, op. cit., Tome III, n. 2419).
L'omissione dell'iscrizione, essendo costitutiva, implica che tra le parti, in virtù di un determinato contratto che costituisce il titolo di acquisto, si instauri unicamente un rapporto di diritto personale. Il beneficiario ha così unicamente un credito tendente alla costituzione della servitù (P.-H. Steinauer, Les droits réels, Tome II, n. 2224).
Dal profilo fiscale l’art. 40 cpv. 2 LT prevede che:
" La sostanza gravata da usufrutto è computata all’usufruttuario.”
La Circolare N. 1/2003 “Usufrutto e diritto di abitazione nell’ambito dell’imposta ordinaria” emessa dal Dipartimento delle contribuzioni, riguardo alla costituzione di un usufrutto, enuncia che:
" (…)
La costituzione dell’usufrutto su un bene immobile avviene mediante iscrizione a Registro fondiario (art. 746 CCS), tuttavia in materia fiscale si ammette, per prassi, che l’usufrutto possa esistere anche senza iscrizione a Registro fondiario.
Nei casi controversi l’autorità di tassazione non sarà però tenuta a
riconoscere per principio la validità di un usufrutto, ma potrà esigere, per maggiore sicurezza e trasparenza, l’iscrizione a Registro in adeguamento al principio civilistico dell’istituto.”
2.8. Nel caso in esame RI 1 ha postulato domanda di prestazioni assistenziali nel mese di settembre 2007.
Da un’annotazione all’incarto redatta dallo sportello Laps si evince che:
" (…)
Nei dati finanziari come valore della sostanza immobiliare (parte di eredità a seguito della morte del padre) abbiamo ripreso quanto figurante sulla notifica di tassazione (…)” (Doc. 11)
Nella notifica di tassazione per l’anno 2005 afferente all’insorgente emessa il 17 gennaio 2007 a titolo di sostanza immobiliare è stato indicato l’ammontare di fr. 77'334.-- (cfr.doc. 6).
Tale decisione non risulta essere stata impugnata, per cui è passata in giudicato incontestata.
Dalla decisione del 22 gennaio 1998 dell’Ufficio imposte successione e donazione emerge, inoltre, che il 28 febbraio 1997 è deceduto il padre della ricorrente, __________.
In mancanza di testamento, gli eredi legittimi erano la moglie, in ragione di ½, e i tre figli in ragione di 1/6 ciascuno. All’inventario risultava un bene immobiliare a __________ (cfr. doc. 12).
Dall’estratto del Registro fondiario relativo alla particella n. __________ di __________ quale proprietario risulta __________, non è iscritta alcuna servitù od onere fondiario, o ancora menzione. La stima del fondo corrisponde a complessivi fr. 464'005.-- (cfr. www.siftipub.ti.ch).
L’USSI, nel calcolo tendente alla determinazione della prestazione assistenziale spettante alla ricorrente del 15 novembre 2007, ha conseguentemente computato una sostanza immobiliare di fr. 77'334.--, pari alla quota di 1/6 del valore di stima del fondo di __________ ereditato dal padre.
Tale importo risulta peraltro anche dalla notifica di tassazione 2005 relativa all’insorgente (cfr. doc. A1, 4),
RI 1, con reclamo del 21 novembre 2007, ha segnatamente sostenuto che l’importo relativo alla sostanza riguarda una parte di comproprietà, eredità familiare, che non può liquidare di punto in bianco (cfr. doc. 2).
Con atto ricorsuale essa ha, poi, indicato di avere allegato una dichiarazione della madre in cui quest’ultima ha specificato di avere il completo usufrutto della casa di __________ fino alla sua morte (cfr. doc. I, A3).
2.9. Chiamata a esaminare l’operato dell’USSI questa Corte rileva che sia dalle carte processuali, che dall’estratto del RF (cfr. wwww.siftipub.ti.ch) si evince che fino a tutt’oggi il preteso usufrutto sull’abitazione sita al fondo __________ RF di __________ non è stato iscritto a RF, nonostante l’iscrizione a RF sia essenziale per la costituzione di tale diritto reale limitato.
La ricorrente neppure ha fatto valere di avere perlomeno richiesto tale iscrizione.
E’ vero che l’autorità fiscale ammette che l’usufrutto possa esistere anche senza iscrizione a RF (cfr. consid. 2.7.).
Tuttavia in concreto la stessa non l’ha considerato, computando invece nella partita fiscale dell’insorgente il valore della sua quota di proprietà (cfr. doc. 6).
Come già visto, la notifica di tassazione per l’anno 2005 è passata in giudicato incontestata non essendo stata impugnata.
A questo proposito va rilevato che per costante giurisprudenza ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
L'assicurato deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale, come è stato specificato dalla giurisprudenza federale per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).
Certo, il Tribunale federale ha precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).
Già con sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 la nostra Massima Istanza ha, però, precisato:
" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale. (…).".
Ancora recentemente, con sentenza H 1/07 del 6 marzo 2008 il TF, in ambito di assoggettamento all’IVA, ha precisato che:
“(…)
Inoltre, in ragione delle complicazioni che potrebbero sorgere in caso di modifica retroattiva dei conteggi e per il fatto che, in casi limite, non si dovrebbe, senza necessità, scostarsi dalla valutazione dell’autorità fiscale, il fatto di aver pagato l’IVA, pur non essendo da solo un criterio decisivo, non permette di non qualificare a titolo di indipendente un’attività, che manifesta importanti caratteristiche in tal senso (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 155/04 del 14 febbraio 2005, consid. 4.5 con riferimento).” (sottolineatura del redattore)
Nella sopra citata sentenza H 155/04 del 14 febbraio 2005, il TF ha affermato che:
“4.5 Abschliessend kann der Vorinstanz keine Verletzung von Bundesrecht vorgeworfen werden (Art. 104 lit. a OG), wenn sie bei Vorliegen eines geringen Unternehmerrisikos und einer hohen arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit Letzterem in Anwendung der Rechtsprechung (AHI 2001 S. 65 f. Erw. 6e) ein erhöhtes Gewicht beimisst. Auch hat das kantonale Gericht zu Recht berücksichtigt, dass F.________ sein Einkommen als Selbstständigerwerbender versteuert hat und dieses Indiz im Sinn einer harmonisierenden Rechtsanwendung in Grenzfällen doch nahe legt, nicht ohne Not von der steuerrechtlichen Beurteilung abzugehen (AHI 2001 S. 66 Erw. 6e). Zudem hat F.________ auf diesen Einkünften die Mehrwertsteuer abgerechnet. Nach der Rechtsprechung kann dies zwar für die Beurteilung des Beitragsstatuts allein nicht entscheidend sein. Angesichts der Komplikationen bezüglich der Rückabwicklung dieser Abrechnungen legt dieser Umstand aber ebenfalls eine gewisse Zurückhaltung nahe, eine freie Mitarbeitertätigkeit trotz Vorliegens gewichtiger Indizien für eine selbstständige Erwerbstätigkeit nicht als solche zu qualifizieren (AHI 2001 S. 66 Erw. 6e). Auch dies hat das kantonale Gericht zu Recht erkannt.” (sottolineatura del redattore)
Al riguardo cfr. pure STCA 30.2008.12 del 6 agosto 2008.
Del resto l’insorgente, in prima battuta, ha unicamente menzionato che l’importo computatole dall’autorità fiscale a titolo di sostanza immobiliare si riferiva a una parte di comproprietà afferente a un’eredità familiare (cfr. doc. 2).
Tale asserzione trova conferma negli altri atti di causa indicanti che alla morte del padre la ricorrente, quale erede legittima, unitamente alla madre, alla sorella e al fratello, ha ereditato la particella n. __________ di __________ (cfr. doc. 12, __________).
Non risulta, per contro, che gli eredi abbiano pattuito alcun diritto di usufrutto.
Ne discende che in concreto, in applicazione dell’abituale criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; STFA 29 gennaio 2003 nella causa P., U 162/02; STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P.S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K.B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A.F., C 341/98, consid. 3, pag., 6; DTF 125 V 195; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32), non si è confrontati con un usufrutto ai sensi del diritto civile.
2.10. La madre della ricorrente abita nella casa di __________ in virtù, piuttosto, di un comodato.
L'art. 305 CO enuncia
" Il comodato è un contratto per cui il comodante si obbliga a concedere al comodatario l'uso gratuito di una cosa, e questi a restituirgli la cosa stessa dopo essersene servito."
Il cpv. 1 e 2 dell'art. 306 CO prevedono
" 1 Il comodatario può servirsi della cosa prestata soltanto per l'uso determinato dal contratto, in difetto di stipulazioni relative, dalla natura della cosa o dallo scopo cui essa è destinata.
2 Il comodatario non può concederne l'uso ad altri."
Inoltre ex art. 309 CO
" 1 Ove non sia stipulato un termine fisso, il comodato cessa tosto che il comodatario abbia fatto della cosa l'uso determinato dal contratto o sia spirato il tempo entro il quale quest'uso avrebbe potuto farsi.
2 Il comodante può richiedere anche prima la restituzione della cosa, qualora il comodatario ne faccia un uso diverso dal convenuto, o la deteriori, o ne conceda l'uso ad un terzo, ovvero quando per casi impreveduti lo stesso comodante ne abbia urgente bisogno."
Infine l'art. 311 CO sancisce
" Il comodato cessa con la morte del comodatario."
Dalle disposizioni legali citate emerge che il contratto di comodato, il quale può vertere sia su mobili, sia su immobili (cfr. P. Tercier, Les contrats spéciaux, Zurigo 1995, n. 2302), non si distingue, relativamente ai suoi effetti, in modo marcato dall'usufrutto (cfr. Kommentar zum schweizerischen Zivilgesetzbuch, Zurigo 1999, ad art. 745-778, n. 52 segg.), salvo chiaramente per la circostanza che, non trattandosi di un diritto reale, bensì di un diritto personale, non è opponibile a tutti (cfr. P.Tercier, op. cit., n. 2309)
Per inciso va osservato che il comodato si differenzia dal contratto di locazione, in quanto quest'ultimo è a titolo oneroso, In effetti il locatore si obbliga a concedere in uso una cosa al conduttore e questi a pagargli un corrispettivo, definito pigione per gli immobili e nolo per i mobili (cfr. art. 253 CO).
Al riguardo va rilevato che dal sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone si evince, per di più, che __________, sorella della ricorrente, sin dalla nascita è domiciliata a __________ in via __________, ossia al medesimo indirizzo della madre.
2.11. Non esistendo alcun usufrutto sulla sostanza immobiliare di proprietà della ricorrente, a ragione l’USSI ha conteggiato il relativo valore di fr. 77'334.-- nel calcolo della prestazione assistenziale.
Nel caso di specie la particella n. __________ RF di __________ non risulta difficilmente liquidabile e, quindi, non costituisce un caso di rigore che ai sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las permetterebbe di non computare la sostanza netta (cfr. consid. 2.5.).
Non è, infatti, stata dimostrata alcuna difficoltà ad alienare il menzionato fondo.
Inoltre per quanto attiene alla divisione dell’eredità, e in particolare all’azione di divisione, l’art. 604 CC enuncia che la divisione dell’eredità, in caso di disaccordo tra coeredi, può essere domandata in ogni tempo da ciascuno coerede, in quanto non sia tenuto per contratto o per legge a rimanere in comunione.
2.12. L’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps prevede, quali spese computabili, le spese ai sensi degli art. 25-31 LT.
L’art. 31 cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.
Inoltre secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. b Laps, combinato con l’art. 32 cpv. 1 lett. a LT, anche gli interessi ipotecari vengono considerati quale spesa computabile.
La spese di manutenzione e gli interessi ipotecari sono riconosciuti fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT (art. 22 lett. b. cfr. 4 Las in deroga all’art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps), fra i quali in particolare i proventi della locazione e del valore locativo di immobili.
In concreto all’insorgente, non abitando nella casa di __________, non può essere imputato alcun reddito da sostanza immobiliare nella forma di valore locativo.
La stessa nemmeno percepisce dei canoni locativi.
Pertanto, rivelandosi nullo il reddito da sostanza immobiliare, non va conteggiato alcunché a titolo di spese di manutenzione e interessi ipotecari.
In ogni caso, anche volendo tenere in considerazione gli importi annui risultanti dalla notifica di tassazione del 17 gennaio 2007, ossia fr. 271.-- di spese e fr. 869.-- di interessi passivi (cfr. doc. 6), l’esito della vertenza non sarebbe differente.
La somma di fr. 1'140.-- annui (fr. 271.- + fr. 869.-), pari a fr. 95.-- mensili, non è di alcun ausilio per l’insorgente.
A fronte di un eccedente mensile di fr. 3'591.-- (cfr. doc. 4), un importo di spese e interessi passivi di fr. 95.-- non permette comunque la concessione di una prestazione assistenziale.
2.13. Alla luce di tutto quanto esposto ai considerandi precedenti, il TCA non può che confermare la decisione su reclamo dell’11 marzo 2008 emanata dall’USSI.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti