Raccomandata |
|
|
|
|
||
|
Incarto n.
RS/DC |
Lugano
|
In nome |
|
|||
|
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
||||||
|
Giudice Daniele Cattaneo |
||||||
|
|
||||||
|
con redattore: |
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera |
|
||||
|
segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 20 settembre 2012 di
|
|
RI 1
|
|
|
|
contro |
|
|
|
la decisione su reclamo del 4 settembre 2012 emanata da |
||
|
|
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale |
||
|
|
|
|
|
ritenuto, in fatto
1.1. L’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), con decisione su reclamo del 4 settembre 2012 (cfr. doc. A1), ha confermato il proprio provvedimento del 9 febbraio 2012 (cfr. doc. 61) con cui ha negato a RI 1 il diritto a una prestazione assistenziale postulata con domanda del 30 novembre / 29 dicembre 2011, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento superava il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità.
A motivazione del proprio provvedimento l’amministrazione ha rilevato:
" (…)
L’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha definito un reddito computabile mensile ai sensi della LAS pari a fr. 3'422.-- e una sostanza computabile come reddito pari a fr. 10'168.-- mensili.
Dal calcolo non è scaturito un fabbisogno scoperto ma una disponibilità eccedente di fr. 10'720.-. e quindi non vi è il diritto ad una corrispondente prestazione assistenziale mensile.
Con il reclamo la signora RI 1 ha contestato la correttezza della decisione in quanto il reddito annuo non sarebbe di fr. 16'000.- ma solo di fr. 8'450.- per il 2010 e ancora minore per il 2011 e contesta il valore locativo di fr. 8'805.- in quanto inesistente mentre gli altri dati sono esatti. In definitiva il reddito annuo (2010) anziché di fr. 41'072.- sarebbe di soli fr. 24'717.-.
In concreto gli importi considerati dall’USSI non sono smentiti da una decisione di tassazione cresciuta in giudicato, determinante per i dati che l’USSI deve considerare. Al contrario i dati sono conformi alla recente decisione di prestazione complementare 1.1.2012, quindi alla situazione recente.
In ogni caso non vi sarebbe un diritto ad una prestazione mensile di assistenza, la quale è sussidiaria alle altre prestazioni o risorse private del richiedente, in quanto il reclamante ha una sostanza immobiliare diversa dall’abitazione primaria, con un valore di 180'000.-, ritenuta nella misura di fr. 122'021.-, quale sostanza come reddito per fr. 10'168, mensili con contestati.
Ne risulta una disponibilità che esclude il diritto alla prestazione di assistenza.
(…)” (Doc. A1)
1.2. Contro la decisione su reclamo del 4 settembre 2012 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto la concessione di prestazioni assistenziali.
A sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente ha segnatamente addotto:
" (…) vi prego cortesemente di voler prendere in considerazione che la situazione attuale mia e del signor __________ con il quale condivido l’appartamento è la seguente:
MENSILE ANNUO
RI 1Cassa pensione __________ (ex marito) fr. 360.00 fr. 4'320.00
NESSUNA ALTRA ENTRATA
__________
Rendita AI – mensile fr. 434.00 fr. 5'208.00
PC – mensile fr. 371.00 fr. 4'452.00
Rendita __________ – trimestralmente fr. 515.80 fr. 2'063.20
Reddito dal negozio anno 2011 fr. 9'028.15 fr. 9'028.15
TOTALE ENTRATE fr. 25'071.35
Uscite
Affitto appart.Via __________ fr. 1'627.50 fr. 19'530.00
Cassa malati RI 1 fr. 114.50 fr. 1'374.00
Cassa malati __________ fr. 36.00 fr. 432.00
A ex moglie __________
per divorzio fr. 1'000.00 fr. 12'000.00
TOTALE USCITE fr. 33'336.00
Come è già stato spiegato all’ufficio di tassazione di __________ per la definizione della tassazione 2010, il negozio non è in grado di pagare un franco di affitto al signor __________, per cui l’investimento immobiliare non dà reddito e inoltre non si riesce nemmeno a pagare le spese condominiali già arretrate (vedi allegato).
Per questi motivi chiedo cortesemente di voler riesaminare il caso, restando a disposizione per una più ampia spiegazione durante un colloquio, se desiderato.
Attualmente si riesce a far fronte a questa situazione debitoria solamente col saltuario aiuto che viene dalla figlia di __________, __________, che però non potrà più farlo a lungo in quanto ha una sua famiglia.
(…)” (Doc. I)
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la questione di sapere se a ragione oppure no l’USSI ha negato a RI 1 una prestazione assistenziale.
L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.3. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare -, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
|
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale |
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese) |
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese) |
Totale
(fr./mese) |
|
1 persona |
977.-- |
100.-- |
1077.-- |
|
2 persone |
1495.-- |
100.-- |
1595.-- |
|
3 persone |
1818.-- |
100.-- |
1918.-- |
|
4 persone |
2090.-- |
100.-- |
2190.-- |
|
5 persone |
2364.-- |
100.-- |
2464.-- |
|
6 persone |
2638.-- |
100.-- |
2738.-- |
|
7 persone |
2912.-- |
100.-- |
3012.-- |
|
Per ogni persona supplementare |
+ 272.-- |
- |
+272.-- |
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e per le successive:
l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)
Tali importi sono stati mantenuti anche per il 2012 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011).
2.5. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
Giova rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a decorrere dal 15 febbraio 2013.
Il nuovo tenore è il seguente:
" f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU 9/2013 del 15 febbraio 2013)
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6. L’USSI, con decisione del 9 febbraio 2012, confermata dalla decisione su reclamo del 4 settembre 2012, ha negato alla ricorrente il diritto a una prestazione assistenziale postulata il
30 novembre / 29 dicembre 2011, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento superava il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità, in particolare tramite il computo della sostanza immobiliare di proprietà del convivente della stessa (cfr. doc. 61; A1; consid. 1.2.).
L’insorgente ha contestato il modo di procedere dell’amministrazione, rilevando in buona sostanza che le uscite della sua unità di riferimento composta della stessa e di __________, costituite della spesa della pigione, dei premi della cassa malati, nonché degli alimenti per l’ex moglie del suo compagno di complessivi fr. 33'336.-- all’anno sono superiori alle entrate (rendite + reddito da negozio) di fr. 25'071.35 annui.
La ricorrente ha, inoltre, fatto valere che l’investimento immobiliare effettuato dal convivente non fornisce alcun reddito, visto che dal negozio non perviene alcun affitto. Al contrario risulta difficile pagare le spese condominiali già arretrate (cfr. I).
2.7. Chiamata a pronunciarsi in merito al caso di specie, questa Corte, dapprima, rileva che nel caso di specie a ragione l’USSI nell’unità di riferimento della ricorrente ha considerato quest’ultima e il suo convivente __________, a esclusione della figlia dell’insorgente, __________ (cfr. doc. 62).
In effetti, è vero che __________ è nata nel 1989 e vive nell’appartamento preso in locazione dalla ricorrente e da __________ a __________ (cfr. doc. 156; sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino).
E’ altrettanto vero, tuttavia, che nel reclamo interposto contro la decisione del 9 febbraio 2012 di diniego delle prestazioni assistenziali è stato precisato che __________ ha terminato gli studi ma è senza lavoro (cfr. doc 27-28).
L’art. 4 Laps, concernente l’unità di riferimento, prevede che:
" 1L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.
2-7…”
La Las deroga al regime introdotto dalla Laps in relazione alla determinazione dell’unità di riferimento unicamente con l’art. 21, il cui tenore è il seguente:
" 1In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS.
2In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS.”
L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Relativamente al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:
" 1Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.
3…” (La sottolineatura è del redattore)
In proposito è utile segnalare che con STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013, questa Corte ha stabilito che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente divorziato, sperato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.
Se il figlio ossequia i quattro presupposti di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps e non risulta in grado di provvedere al proprio sostentamento, egli rientrerà nell’unità di riferimento dei genitori.
Se, invece, il figlio adempie le quattro condizioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps ma, grazie alle proprie risorse può mantenersi completamente, egli non sarà compreso nell’unità di riferimento dei genitori, a meno che lo stesso viva in condizioni agiate ai sensi dell’art. 328 CC e sia, quindi, tenuto all’assistenza tra parenti in linea ascendente.
In concreto la figlia della ricorrente, avendo terminato gli studi, non risulta più essere in prima formazione, per cui non rientra nell’unità di riferimento dell’insorgente.
2.8. Il TCA ritiene, poi, utile sottolineare, in primo luogo, che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art. 2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.3.).
Da tale principio risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi.
A tale proposito cfr. STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, come pure la DTF 137 V 143.
2.9. In secondo luogo, il TCA ricorda che ai sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las (cfr. consid. 2.5.) la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile.
L’art. 41 cpv. 1 Legge tributaria (LT), a cui fa riferimento la Laps alla quale la Las rinvia, enuncia, poi, che sono imponibili tutti gli attivi mobiliari e immobiliari.
Le direttive della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) del 2005 al punto E.2.2 aggiornato nel dicembre 2008, relativo al computo della sostanza immobiliare, prevedono, del resto, che non esiste, per principio, il diritto a conservare una sostanza immobiliare.
I beni immobiliari (in particolare gli stabili e le parti di comproprietà) in possesso di un beneficiario sono considerati quali risorse private del medesimo. I proprietari di beni immobiliari non devono essere soggetti a un trattamento diverso rispetto ai detentori di risparmi o titoli.
Nei casi in cui la prestazione di sostegno sociale fosse poco rilevante, o se l’intervento rappresenta un contributo solo momentaneo, o se il ricavato della vendita del bene fosse troppo esiguo, l’autorità del sostegno sociale potrà rinunciare a esigere la liquidazione del bene immobile.
Sempre secondo la direttiva, i beni immobiliari situati all’estero sono da considerare, per principio, come quelli che si trovano in Svizzera.
Se l’autorità competente giudica opportuno che il beneficiario possa conservare l’immobile, si tratterà d’iscrivere un’ipoteca legale esigibile al momento dell’alienazione dell’immobile o del decesso del beneficiario.
2.10. Nel caso di specie, attentamente esaminata la documentazione agli atti, il TCA non può che approvare l’operato dell’USSI che ha considerato la sostanza immobiliare di proprietà del convivente della ricorrente ai fini della determinazione del diritto a prestazioni assistenziali.
Innanzitutto va osservato che, per quel che concerne il principio della computabilità della sostanza, essa deve venire presa in considerazione visto il carattere sussidiario delle prestazioni assistenziali (cfr. consid. 2.3.; 2.8.).
Per questo motivo la giurisprudenza e le direttive della COSAS prevedono che di regola non esiste il diritto di conservare una sostanza immobiliare (cfr. consid. 2.9.).
Ciò vale a maggiore ragione per un immobile che non costituisce l'abitazione primaria del richiedente di prestazioni assistenziali, come quello in questione, visto che, da una parte, concerne un investimento immobiliare comprensivo di un negozio gestito da __________ (cfr. doc. I; 91; 27), dall’altra, questi e la ricorrente abitano in un appartamento preso in locazione (cfr. doc. 156).
In concreto la proprietà immobiliare di __________, trattandosi di un fondo sito a __________ (cfr. doc. 91), non risulta del resto difficilmente liquidabile, e quindi non costituisce un caso di rigore che ai sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las permetterebbe di non computare la sostanza netta (cfr. consid. 2.5.).
Per quanto attiene al valore della sostanza, l’USSI ha fatto riferimento ai dati emergenti dalla decisione di prestazioni complementari alla rendita AVS/AI del 6 gennaio 2012 emessa a favore di __________ (cfr. doc. 56).
Più precisamente dalla decisione PC risulta una proprietà fondiaria – abitazione non primaria del valore di fr. 180'000.--, dei beni mobili per complessivi fr. 10'021.-- e dei debiti ammontanti a fr. 48'000.-- (cfr. doc. 56).
L’USSI, a titolo di sostanza computabile, ha, così, conteggiato l’importo di fr. 122'021.--, ottenuto sommando alla proprietà fondiaria di fr. 180'000.-- l’attivo mobiliare dell’azienda di fr. 10'021.-- e deducendo fr. 48'000.-- quali debiti privati, nonché
fr. 20'000.-- corrispondenti alla quota esente giusta l’art. 22 lett. a cfr. 2 Las (cfr. doc. 63; consid. 2.5.).
Nella procedura di reclamo la parte ricorrente ha prodotto una decisione di tassazione dopo reclamo per l’anno 2010 emessa il 31 maggio 2012 da cui si evince una sostanza immobiliare di fr. 110'909, un attivo della ditta individuale di fr. 6'693.-- e dei debiti privati di fr. 43'200.-- (cfr. doc. 18).
Tale decisione di tassazione dopo reclamo per l’anno 2010 si riferisce, tuttavia, a un periodo precedente all’emanazione della decisione di PC del 6 gennaio 2012.
Inoltre, come, peraltro, evidenziato dall’amministrazione (cfr. doc. A1; III), i dati risultanti dalla decisione PC per il 2012 non sono stati smentiti da una decisione di tassazione cresciuta in giudicato relativa allo stesso periodo.
In ogni caso, come verrà esposto più dettagliatamente in seguito, anche volendo per ipotesi di lavoro, considerare i dati relativi alla sostanza di cui alla decisione di tassazione dopo reclamo per il 2010, e quindi tenere conto di una sostanza computabile Las di fr. 54'402.-- annui [fr. 110'909.-- sostanza immobiliare, (inferiore alla somma emergente dalla decisione PC di fr. 180'000.--, cfr. doc. 56) + fr. 6'693.-- attivo della ditta individuale (inferiore alla somma emergente dalla decisione PC di fr. 10'021.--, cfr. doc. 56) - fr. 43'200.-- debiti privati (inferiori alla somma emergente dalla decisione PC di fr. 48'000.--, cfr. doc. 56) - fr. 20'000.-- corrispondenti alla quota esente; cfr. art. 22 lett. a cfr. 2 Las, doc. 52], pari all’importo di fr. 4'533.50 al mese, invece di fr. 122'021.-- annui, corrispondenti a fr. 10'168.-- mensili computati dall’USSI (cfr. doc. 63), per la ricorrente non risulterebbe alcun vantaggio.
2.11. Per quanto concerne le spese computabili, giova innanzitutto osservare che l’art. 22 lett. b cfr. 2 Las prevede che nella spesa vincolata non vengono computati gli alimenti di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps (cfr. consid. 2.5).
L’art. 8 cpv. 1 lett. d enuncia che la spesa vincolata è costituita, tra l’altro, dagli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c Legge Tributaria (LT).
Secondo l’art. 32 cpv. 1 lett. c LT dai proventi sono dedotti, quali deduzioni generali, gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale, escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia.
Per quanto concerne i richiedenti di prestazioni della pubblica assistenza debitori di contributi alimentari, la Las deroga, pertanto, al regime contemplato dalla Laps.
Inoltre questa Corte, con giudizio 42.2008.17 del 20 aprile 2009, pubblicato in RtiD II-2009 N. 18 pag. 69 segg., ha stabilito che ai fini della determinazione del diritto a una prestazione assistenziale gli alimenti che un richiedente l’aiuto sociale è tenuto a corrispondere in virtù del diritto di famiglia non vanno computati nel relativo calcolo.
La scelta del legislatore cantonale di non considerare fra le spese computabili gli alimenti non è contraria alla legislazione in vigore, alla Costituzione federale e cantonale, né alla CEDU.
Nel caso deciso dal TCA l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, per stabilire se un interessato, il quale vive con una figlia, ha diritto o meno a una prestazione assistenziale, rettamente non ha, dunque, conteggiato gli alimenti che il medesimo deve versare alla moglie da cui vive separato e ai figli che abitano con quest’ultima.
Ne discende che in concreto, contrariamente a quanto postulato dalla ricorrente (cfr. doc. I), è escluso che nel calcolo volto a verificare se la medesima ha diritto o meno a una prestazione assistenziale si possano considerare gli alimenti che il suo convivente è tenuto a corrispondere alla ex moglie.
2.12. Il TCA ritiene, poi, utile ribadire che giusta l’art. 22 lett. c Las per il calcolo della spesa per l’alloggio, ai fini della determinazione della prestazione assistenziale, viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr. consid. 2.5.).
L’art. 9 cpv. 1 Laps prevede, segnatamente, che per le unità di riferimento composte di due persona la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo corrispondente all’importo riconosciuto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI per i coniugi, a pari a fr. 15’000.-- annui, ossia fr. 1'250.-- mensili (cfr. consid. 2.5.).
Secondo l’art. 9 cpv. 2 Laps se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente.
Le disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al punto B.3 enunciano che:
" Nel caso di persone conviventi non tutte beneficiarie del sostegno sociale (v. capitolo F.5.1), si divide la quota mensile della pigione per il numero di persone che compongono l’economia domestica, conformemente al capitolo F.5.1. Si aggiunge poi l’importo ottenuto al budget.”
Il principio della suddivisione della pigione per il numero di persone che compongono l’economia domestica è stato ripreso dal settore delle prestazioni complementari.
L’art. 16c OPC-AVS/AI, entrato in vigore il 1° gennaio 1998, prevede, infatti, che quando appartamenti o case unifamiliari sono occupati anche da persone escluse dal calcolo della PC, la pigione computabile deve essere ripartita fra le singole persone. Le parti di pigione delle persone escluse dal calcolo della PC non sono prese in considerazione nel calcolo della prestazione complementare annua (cpv. 1). Di massima, l'ammontare della pigione è ripartito in parti uguali (cpv. 2).
L'art. 16c OPC-AVS/AI ha in pratica codificato quanto stabilito in precedenza dalla giurisprudenza federale.
In una sentenza del 3 gennaio 2001 pubblicata in DTF 127 V 10, l'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito che il nuovo art. 16c OPC (in vigore dal 1° gennaio 1998) è conforme alla legge e persegue lo scopo di evitare il finanziamento indiretto di persone che non beneficiano delle prestazioni complementari. Va dunque confermata la regola generale per cui, di norma, la pigione complessiva deve essere ripartita per le persone che abitano nella stessa economia domestica (cfr. RCC 1977 pag. 567, RCC 1974 pag. 512 consid. 2; STCA dell'11 novembre 1991 nella causa A.T., STCA del 21 febbraio 1992 nella causa A.T.), anche nel caso in cui il contratto di locazione è intestato ad una sola persona (cfr. ZAK 1974 pag. 556). Lo stesso vale per i figli a beneficio di una prestazione complementare che vivono con i genitori (cfr. ZAK 1977 pag. 245). Secondo l'Alta Corte, infatti, ai fini della ripartizione del canone locativo è determinante l'occupazione comune dei locali e non tanto la questione di sapere chi ha versato la pigione o ha sottoscritto il contratto (cfr. DTF 105 V 272 consid. 1).
Questa giurisprudenza è stata ribadita dal TFA in una sentenza non pubblicata del 30 marzo 2001 (P 2/01).
La regola generale soffre tuttavia di eccezioni, che vanno però concesse solo entro certi limiti e devono essere ammesse con prudenza, ad esempio se uno degli inquilini occupa da solo gran parte dell'abitazione oppure quando una persona accoglie gratuitamente nell'abitazione un'altra, poiché vi è obbligata moralmente o giuridicamente (cfr. STFA P 76/01 del 9 gennaio 2003, pubblicata in RDAT II-2003 N. 62; DTF 105 V 272).
Con una sentenza 42.2011.11 del 19 gennaio 2012 questa Corte ha deciso che a torto l’USSI aveva suddiviso la pigione effettiva della ricorrente per due e le aveva chiesto la restituzione di prestazioni assistenziali dal giugno 2007 al dicembre 2008. Dal 2003, infatti, il figlio aveva un’abitazione indipendente e nel 2007 si era trasferito fuori cantone. Secondo il principio della probabilità preponderante egli non abitava più nell’economia domestica della madre. Il mantenimento del domicilio presso la madre per l’invio della posta era irrilevante, visto che determinante è unicamente la convivenza effettiva con il beneficiario di una prestazione assistenziale e non dove sono depositati i suoi documenti.
Il TCA ha stabilito che la divisione per due della pigione non si giustificava nemmeno ponendo mente al fatto che una delle eccezioni alla regola generale della ripartizione della pigione secondo il numero delle persone che abitano nella stessa economia domestica si applica qualora uno degli inquilini occupi da solo gran parte dell’abitazione.
In quel caso di specie, in effetti, vista la presenza del figlio della ricorrente nell’appartamento della madre per due fine settimana al mese, e dunque piuttosto sporadica, andava comunque ritenuto che l’abitazione dell’insorgente fosse occupata in gran parte unicamente da quest’ultima.
2.13. L’importo della pigione effettiva a carico della ricorrente ammonta a fr. 1'345.-- al mese, a cui vanno aggiunte le spese per fr. 160.-- mensili (cfr. doc. 156), per complessivi fr. 1'505.--, corrispondenti a fr. 18'060.-- annui.
Sua figlia __________, visto che, come esposto sopra, ha terminato gli studi, da un lato, non fa parte dell’unità di riferimento della madre (cfr. consid. 2.7.), dall’altro, non può avvalersi di un obbligo di mantenimento da parte del genitore secondo gli art. 276 e 277 CC.
Nel ricorso neppure è stato addotto che la ricorrente e il compagno occuperebbero la maggior parte dell'appartamento né che la figlia si prende cura di loro (cfr. consid. 2.12.).
In simili condizioni, non essendo adempiuti i presupposti delle eccezioni che derogano al principio della suddivisione della pigione per teste per considerare unicamente coloro i quali fanno parte dell’unità di riferimento, in casu, il canone locativo non va considerato integralmente, ma deve essere suddiviso in tre parti e computato in ragione di 2/3.
All’insorgente va, dunque, computato a titolo di pigione lorda l'importo di fr. 1'003.-- mensili (fr. 1'345.- + fr. 160.-- : 3 coinquilini x 2), pari a fr. 12'036.-- annui.
2.14. Ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, a cui l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.5.), nel suo tenore valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
Gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps sono stati modificati a seguito del sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).
Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013).
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta (cfr. STCA 36.2012.71 del 21 gennaio 2013 consid. 2.2.).
Giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, in vigore dal 1° gennaio 2012, quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno computati i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps, come modificato a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio ordinario per singolo assicuratore approvato dall'autorità federale:
a) per la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni, tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);
b) con franchigia ordinaria;
c) con rischio di infortunio incluso;
d) ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.
L’art. 29 cpv. 1 LCAMal prevede che il premio medio di riferimento è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti ai sensi della legge e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal.
L’art. 28 LCAMal enuncia del resto che:
" 1Per ogni assicuratore è determinato il premio riconosciuto per le seguenti categorie di assicurati:
a) di età superiore a 25 anni;
b) di età compresa tra 18 e 25 anni;
c) fino all’età di 18 anni.
2Esso è stabilito a partire dalla media ponderata dei premi approvati dall’autorità federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, nella situazione di:
a) franchigia ordinaria;
b) rischio di infortunio incluso.”
In relazione alla revisione di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, dal Messaggio 15 settembre 2009 concernente la modifica della Legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal), pag. 54, si evince:
" Articolo 8 capoverso 1 lettera g)
Il nuovo disciplinamento LCAMal non fa più riferimento all’importo della quota media cantonale ponderata. L’art. 8 cpv. 1 lett. g) Laps viene quindi modificato: gli importi relativi alle riduzioni dei premi concessi secondo la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 devono essere dedotti dai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta.”
Inoltre dal Rapporto dell’8 giugno 2010 della Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio del 15 settembre 2009, pag. 12, emerge:
Su richiesta del Consiglio di Stato il testo è stato modificato. La formulazione, che riprende quella della disposizione attualmente in vigore, è adeguata al nuovo sistema di riduzione dei premi con la sostituzione dell’espressione “quota cantonale media ponderata” con l’espressione “premio medio di riferimento”. Inoltre, è stata tolta l’espressione “dedotto l’importo delle riduzioni dei premi concesso secondo la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997”, poiché la deduzione è già regolata dall’art. 11 cpv. 1 Laps.”
A titolo di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo a carico di un assicurato, bensì del premio ordinario per singolo assicuratore ai sensi degli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps (conteggiato, sulla base di quanto contemplato dagli art. 28 e 29 LCAMal, per ogni possibile categoria di età di assicurati a partire dalla media ponderata dei premi approvati dal DFI considerando una franchigia ordinaria - e quindi minima di legge - e comprensivo del rischio infortunio. E’ costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse. Tale premio (PMR) è determinato annualmente dal Consiglio di Stato per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal; cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012 consid. 2.5., destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013).
2.15. La ricorrente è affiliata alla cassa malati __________ (cfr. doc. 150).
Per il 2012 il premio ordinario (PMR; cfr. consid. 2.14.) per la __________ da considerare giusta gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps è pari a fr. 5'259.30 (premio ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria adulti, franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per la Regione 1 di fr. 439.90 mensili, pari a fr. 5'278.80 annui e per la Regione 2 di fr. 419.90 al mese, pari a fr. 5'038.80 mensili e del relativo numero di assicurati; cfr. www.priminfo.ch).
L’ammontare di fr. 5'259.30 è superiore al premio medio di riferimento che per il 2012 corrisponde per gli adulti a fr. 4'850.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2012 del 15 novembre 2011).
Pertanto ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per la ricorrente del premio medio di riferimento di fr. 4’850.--.
Il convivente dell’insorgente è, invece, affiliato alla cassa malati __________ (cfr. doc. 152).
Per il 2012 il premio ordinario (PMR; cfr. consid. 2.14.) per la __________ da considerare giusta gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps corrisponde a fr. 4'444.47 (premio ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria adulti, franchigia fr. 300.-, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per la Regione 1 di fr. 372.-- al mese, ossia fr. 4'464.-- all’anno e per la Regione 2 di fr. 359.-- mensili, fr. 4'308.-- annui e del relativo numero di assicurati; cfr. www.priminfo.ch).
L’ammontare di fr. 4'444.47 è inferiore al premio medio di riferimento per il 2012 di fr. 4’850.--.
Pertanto ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per __________ del premio ordinario (PMR) relativo alla __________ di fr. 4'444.--.
In casu l’USSI, quale premio complessivo della cassa malati, ha dunque rettamente conteggiato la somma di fr. 9'294.-- (fr. 4'850.-- + fr. 4’444.--; cfr. doc. 56).
2.16. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, occorre concludere che in concreto, a prescindere dalla questione di sapere quali siano gli effettivi redditi (rendite, reddito da attività indipendente, ecc.) dell’insorgente e del convivente e la loro entità, già solo computando una sostanza Las di fr. 54'402.-- annui, pari a fr. 4'533.50 al mese (cfr. consid. 2.10.), alla ricorrente deve essere negato il diritto a una prestazione assistenziale.
In effetti le spese computabili sono composte dalla spesa per l’alloggio di fr. 12'036.-- annui, fr. 1'003.-- al mese (cfr. consid. 2.13.) e dal premio dell’assicurazione malattia di fr. 9'294.-- all’anno, ossia fr. 774.50 al mese (cfr. consid. 2.15.).
Esse, globalmente, corrispondono a fr. 21'330.-- annui, pari a fr. 1'777.50 al mese.
Riguardo alle spese giova evidenziare che questo Tribunale
non tiene conto di alcunché a titolo di spese di gestione, manutenzione di fondi, contrariamente all’USSI che nel conteggio del 9 febbraio 2012 ha computato la somma di
fr. 2’202 (cfr. doc. 61)
L’amministrazione aveva però, d’altro canto, considerato nei redditi pure l’importo di fr. 8'805.-- a titolo di valore locativo dei propri locali commerciali (cfr. doc. 61), peraltro contestato dall’insorgente (cfr. doc. I).
Dal momento che il TCA ritiene che in ogni caso la prestazione assistenziale vada negata già facendo astrazione dei redditi, ma tenendo conto soltanto della sostanza, non conteggiando alcunché quale valore locativo, nemmeno vanno considerate le spese di gestione, manutenzione.
In effetti l’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps prevede, quali spese computabili, le spese ai sensi degli art. 25-31 LT.
L’art. 31 cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.
La spesa di manutenzione e gli interessi ipotecari (art. 8 cpv. 1 lett. b Laps; 32 cpv. 1 lett. a LT) sono riconosciuti fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT (art. 22 lett. b. cfr. 4 Las in deroga all’art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps), fra i quali in particolare i proventi della locazione e del valore locativo di immobili (cfr. STCA 42.2008.6 del 24 settembre 2008 consid. 2.12.).
Di conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) della ricorrente ammonta a fr. 33'072.-- ( sostanza computabile di fr. 54'402.-- - spese computabili di fr. 21'330.--), pari a fr. 2'756.-- al mese.
La soglia di intervento per il 2012 dell’insorgente e del convivente corrisponde a fr. 1'595.-- al mese (cfr. consid. 2.4.; doc. 62).
Come indicato sopra (cfr. art. 18 Las; consid. 2.4.), hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento.
In concreto la ricorrente non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome il reddito disponibile residuale risulta più elevato della soglia di intervento di fr. 1'161.-- al mese
(fr. 2'756 - fr. 1'595.--).
In simili condizioni, ricordando peraltro che nel calcolo effettuato da questa Corte non si è tenuto conto di alcun reddito (per inciso va osservato che non è in ogni caso controverso il fatto che il convivente della ricorrente riceva una rendita AVS/AI di fr. 5'208.-- annui, pari a fr. 434.--mensili + una PC di fr. 4'452.-- annui, ovvero fr. 371.-- al mese; doc. 56; I), è a ragione che l’USSI ha negato all’insorgente il diritto a una prestazione assistenziale.
2.17. RI 1, nel ricorso, ha indicato di restare a disposizione per una più ampia spiegazione durante un colloquio (cfr. doc. I).
Giusta l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
Nel campo di applicazione dell’art. 6 CEDU rientrano anche i litigi relativi a prestazioni delle assicurazioni sociali e dell’assistenza sociale (cfr. STF 8C_522/2012 del 2 novembre 2012 consid. 2.3.).
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, confermata in DTF 122 V 54s. consid. 3, la pubblicità del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata anche nella Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere principalmente garantita nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF 8C_504/2010 del 2 febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in materia di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta chiara e inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima istanza (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55 consid. 3a con riferimenti).
Una semplice richiesta di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale – nella misura in cui si traducono in una richiesta di interrogatorio nel senso di un’assunzione di prove, ma non invece se tendono a esporre il proprio punto di vista personale sulle risultanze probatorie davanti a un tribunale indipendente – o di interrogatorio delle parti o di testimoni, oppur richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 6.3.; SVR 2009 IV Nr. 22 pag. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).
L’Alta Corte ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica fondato su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema cfr. tuttavia DTF 136 I 279; DTF 127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).
Nella concreta evenienza - contrariamente a quanto esige la giurisprudenza federale -, la ricorrente non ha formulato un'esplicita richiesta di indire un pubblico dibattimento, né una richiesta di audizione al fine di esporre il proprio punto di vista sulle risultanze probatorie, ma ha semplicemente dichiarato di essere a disposizione di questo Tribunale per un colloquio “se desiderato” (cfr. doc. I).
Del resto, la documentazione già presente all’inserto consente al TCA di emanare il proprio giudizio, di modo che l’audizione della stessa si rivela superflua.
2.18. Alla luce di tutto quanto esposto, questa Corte non può che tutelare la decisione su reclamo impugnata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti