Raccomandata

 

 

Incarto n.
42.2013.1

 

rs

Lugano

24 ottobre 2013

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Daniele Cattaneo

 

con redattrice:

Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

 

 

segretario:

Fabio Zocchetti

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1 febbraio 2013 di

 

 

 RI 1  

 

 

contro

 

 

 

la decisione su reclamo del 21 gennaio 2013 emanata da

 

Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona

 

 

in materia di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   L’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), con decisione su reclamo del 21 gennaio 2013, ha confermato il proprio provvedimento del 6 marzo 2012 (cfr. doc. 11) con cui ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 2'378.80.-- che avrebbe percepito a torto a titolo di prestazioni assistenziali per i mesi da novembre 2011 a febbraio 2012 (prestazione assistenziale intera mensile versata: fr. 1’047.--), in quanto il figlio maggiorenne non avrebbe dovuto essere inserito nella sua unità di riferimento per il calcolo dell’assistenza sociale.

                                         L’amministrazione ha motivato tale decisione, osservando che è emerso che in quel periodo il figlio ha svolto il servizio militare ricevendo un’indennità per perdita di guadagno di fr. 62.-- al giorno (cfr. doc. A1).

                               1.2.   Contro la decisione su reclamo del 21 gennaio 2013 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, rilevando in particolare che, quando il figlio era assente per il servizio militare, le spese quotidiane e di casa sono rimaste invariate.

                                         La stessa ha precisato di non avere risparmiato alcunché a seguito del fatto che il figlio fosse a militare, in quanto le spese erano sempre le medesime e aveva la figlia a casa a carico.

                                         La ricorrente ha, poi, asserito che il figlio, benché abbia ricevuto delle prestazioni durante il servizio militare, non ha potuto partecipare ai costi della vita quotidiana, avendo dei debiti contratti poiché né prima né dopo il militare ha trovato un posto di lavoro (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   L’USSI, in risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                                        

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire se la ricorrente deve o meno restituire l’ammontare di fr. 2'378.80, corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite nei mesi da novembre 2011 a febbraio 2012.

 

 

                                         L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

                                         Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

 

                               2.3.   L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

 

                                         Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".

 

                                         Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

 

                                         L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che

 

"  Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

 

"  Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."

 

                                         Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.

 

                               2.4.   Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

                                         La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

 

                                         Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

                                         Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

 

                                         Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

"  Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

"  La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

 

                                         L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare -, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:

 

"  A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale

Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

 

 

 

(fr./mese)

1 persona

  977.--

100.--

1077.--

2 persone

1495.--

100.--

1595.--

3 persone

1818.--

100.--

1918.--

4 persone

2090.--

100.--

2190.--

5 persone

2364.--

100.--

2464.--

6 persone

2638.--

100.--

2738.--

7 persone

2912.--

100.--

3012.--

Per ogni persona supplementare

+ 272.--

-

+272.--

B.   Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e per le successive:

l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

 

                                         Tali importi sono stati mantenuti anche per il 2012 e il 2013 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012).

 

                               2.5.   L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

"  Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

 

a) Reddito computabile:

    1.  vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

    2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

    3.  vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.

    4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

    1.  non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2.  non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

    3.  non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

    4.  le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

 

c) Spesa per l’alloggio

    Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"

                                         Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

"  Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

 

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         Giova rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a decorrere dal 15 febbraio 2013.

                                         Il nuovo tenore è il seguente:

 

"  f)  1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000

                                        per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU 9/2013 del 15 febbraio 2013)

 

                                         La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi dell'art. 8 Laps:

 

"  La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i)  ...

j)  … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps è stato modificato a seguito del sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).

                                         Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013).

 

                                         Il nuovo tenore, valido dal 1° gennaio 2012, è il seguente:

 

"  g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie

                                        vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.”

 

                                         L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

"  La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:

 

a) per le unità                             importo riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI per la persona sola

      b) per le unità di                      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

                                                   del 20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere dal 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.

                                        

                                         Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.6.   L’art. 67 Las, relativo all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

 

"  1Il richiedente, rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.

2A richiesta, l’interessato deve svincolare ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”

 

                                         Giusta l’art. 68 Las, afferente all’obbligo di informazione in particolare:

 

"  1L’assistito è tenuto a segnalare immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.

2L’assistito è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio."

 

                               2.7.   Per quanto concerne le prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

 

"  Le prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui all’art. 26 Laps."

 

                                         Ai sensi dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:

 

"  La prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)"

 

                                         Il Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                                         Secondo l'art. 21 cpv. 4 Laps

 

"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni indebitamente percepite."

 

                                         Ai sensi dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.

 

                               2.8.   Secondo la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000).

 

                                         Il principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps
(cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   A motivazione dell’ordine di restituzione relativo al periodo novembre 2011 – febbraio 2012 l’USSI ha posto il fatto che nell’arco di tempo menzionato il figlio maggiorenne della ricorrente, beneficiando di indennità per perdita di guadagno a seguito dello svolgimento del servizio militare, non doveva essere compreso nell’unità di riferimento della madre.

 

                                         Avantutto questa Corte ritiene utile rilevare che ai sensi dell’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las):

 

"  1L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.

2-7…"

 

                                         L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

 

                                         Relativamente al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:

 

"  1Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

3…”

 

                             2.10.   Con sentenza 39.2011.6 del 21 maggio 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013, questa Corte ha stabilito che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada considerato nell’unità di riferimento dei genitori ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps o meno non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.

 

                                         In effetti, dai lavori preparatori esaminati procedendo all’interpretazione degli art. 4 cpv. 1 lett. e Laps e 2 Reg.Laps si evince che per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC, ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo mantenimento (cfr. Messaggio del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali).

                                         Non verificando lo stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art. 277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio sostentamento.

                                         In tale ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.

                                         Infatti, qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.

                                         Tuttavia l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia (cfr. DTF 132 III 97).

                                         L’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve, pertanto, essere interpretato conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost. (cfr. STF 8C_931/2009 del 7 maggio 2010 consid. 6.1.).

                                         Questa soluzione si giustifica tanto più se si considera, da un lato, che agli art. 4 lett. e Laps e 2 cpv. 1 Reg.Laps per definire la dipendenza dei figli maggiorenni rientranti nell’unità di riferimento dei genitori è stato comunque utilizzato l’avverbio economicamente.

                                         Dall’altro, che dai lavori preparatori emerge a più riprese il riferimento all’aspetto economico.

                                         Se il figlio ossequia i quattro presupposti di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps e non risulta in grado di provvedere al proprio sostentamento, egli rientrerà nell’unità di riferimento dei genitori.

                                         Se, invece, il figlio adempie le quattro condizioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps ma, grazie alle proprie risorse può mantenersi completamente, egli non sarà compreso nell’unità di riferimento dei genitori, a meno che lo stesso viva in condizioni agiate ai sensi dell’art. 328 CC e sia, quindi, tenuto all’assistenza tra parenti in linea ascendente.

 

                                         In quel caso di specie il figlio - nato il 14 luglio 1992 e che viveva nella medesima abitazione dei genitori e della sorella - aveva meno di 30 anni, non era coniugato, né divorziato, separato o vedovo e non era e non era stato vincolato da un’unione registrata ed era in prima formazione.

                                         Egli, percependo delle indennità giornaliere pari a fr. 103.-, ossia circa fr. 3'000.- al mese, dall’assicurazione invalidità durante il periodo della prima formazione professionale, risultava in grado di provvedere con i soli propri mezzi finanziari al proprio sostentamento.

                                         In quel caso, dunque, poteva restare aperta la questione di sapere in generale quali parametri applicare per determinare il fabbisogno del figlio maggiorenne con reddito o sostanza al fine di appurare nel regime Laps se questi vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei genitori.

                                         Il figlio, che non andava in ogni caso considerato in condizioni finanziarie agiate ai sensi dell’art. 328 CC, non doveva così rientrare nell’unità di riferimento composta dei genitori e della sorella dodicenne ai fini del calcolo volto a determinare l’eventuale diritto a un assegno integrativo a favore di quest’ultima.

 

                             2.11.   Nella presente evenienza il figlio della ricorrente, __________, nato l’8 luglio 1992 e quindi di meno di 30 anni, non è coniugato, né divorziato, separato o vedovo e non è e non è stato vincolato da un’unione registrata (cfr. sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino).

 

                                         Egli, nell’anno scolastico 2010/2011, era iscritto al secondo anno del corso di commercio e lingue presso la Scuola __________ (cfr. doc. 363; 359).

 

                                         Dal 31 ottobre 2011 __________ ha svolto la scuola reclute a __________, come da ordine di marcia intimatogli che prevedeva quale data di fine servizio il 6 aprile 2012 (cfr. doc. 357).

 

                                         Dalle carte processuali si evince che nel periodo 31 ottobre 2011 – 10 febbraio 2012 egli ha percepito delle indennità per perdita di guadagno pari a fr. 62.-- al giorno (cfr. doc. 188-194; art. 9 cpv. 1 e 16a cpv. 1 LIPG).

 

                                         Ai sensi dell’art. 1a cpv. 1 della Legge federale sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG)  le persone che prestano servizio nell'esercito svizzero e nel servizio della Croce Rossa hanno diritto a un'indennità per ogni giorno di soldo.

 

                                         L’art. 9 cpv. 1 LIPG prevede che durante il reclutamento, durante la scuola reclute e durante l'istruzione di base l'indennità giornaliera di base per le persone che adempiono senza interruzione al loro obbligo di servire (persone in lungo servizio) ammonta al 25 per cento dell'indennità totale massima.

 

                                         Giusta l’art. 16a cpv. 1 LIPG l'indennità totale massima ammonta, dal 1° gennaio 2011, a 245 franchi al giorno.

 

                                         Il 25% della somma di fr. 245.-- è pari a circa fr. 62.--, importo corrispondente a quello erogato a __________.

 

                                         L’art. 29 cpv. 1 della Legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare (Legge militare, LM) enuncia, poi, che i militari in servizio ricevono dallo Stato il soldo e la sussistenza. Lo Stato provvede al loro alloggio e assume le spese per i viaggi di servizio (cpv. 1).

                                         Gli art. 29 cpv. 2 e 149 LM prevedono che l’Assemblea federale emana le disposizioni concernenti il soldo, la sussistenza, l'alloggio e i viaggi di servizio in forma di ordinanza.

 

                                         Giusta l’art. 35 dell’Ordinanza del 29 novembre 1995 concernente l’amministrazione dell’esercito (OAE) il diritto al soldo sorge il giorno dell'entrata in servizio e cessa il giorno del licenziamento.

 

                                         Pertanto, tenendo anche conto del fatto che il diritto di __________ alle indennità per perdita di guadagno ha iniziato a decorrere il 31 ottobre 2011 (cfr. doc. 188), nei mesi di novembre 2011 (nel quale è conteggiata pure l’indennità del 31 ottobre 2011), dicembre 2011 e gennaio 2012 egli ha ricevuto la somma mensile di fr. 1'922.-- lordi (fr. 62.-- x 31 giorni; cfr. doc. 188-194), pari a fr. 1'823.-- netti (da fr. 1'922.-- sono stati dedotti i contributi sociali 5.15%; cfr. doc. 188-194), mentre nel mese di febbraio 2012 l’importo di fr. 620.-- (fr. 62 x 10 giorni; cfr. doc. 194), ossia fr. 588.-- netti (cfr. doc. 194).

 

                                         A tali somme mensili delle indennità per perdita di guadagno va aggiunta la pensione alimentare che il padre corrispondeva a __________ di fr. 850.-- al mese - come pure alla figlia __________ del medesimo ammontare (cfr. doc. 210; 279; 261; 233; 234; 235) -, conformemente a quanto stabilito nella convenzione del 10 maggio 1999 sulle conseguenze accessorie al divorzio omologata dal Pretore della Giurisdizione di __________ il 15 giugno 1999 (cfr. doc. 82-85).

 

                                         Complessivamente, dunque, il figlio dell’insorgente, nel periodo da novembre 2011 a febbraio 2012, poteva disporre di entrate corrispondenti a circa fr. 2'673.-- (fr. 1'823.-- + fr. 850.--) per i mesi da novembre 2011 a gennaio 2012 e di fr. 1'438.-- (fr. 588.-- + fr. 850.--) per il mese di febbraio 2012.

 

                                         Con questi importi mensili, considerato, inoltre, che da novembre 2011 a febbraio 2012, in quanto recluta, riceveva dallo Stato vitto, alloggio e un soldo di fr. 4 al giorno (cfr. art. 29 LM; 38 OAE), nonché era esentato dal pagamento dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie poiché tale rischio era coperto dall’assicurazione militare (cfr. art. 3 cpv. 4 Legge federale sull’assicurazione malattie - LAMal; art 1a, 3 e 4 Legge federale sull’assicurazione militare - LAM), __________ risultava certamente in grado di provvedere con i soli propri mezzi finanziari al proprio sostentamento (cfr. consid. 2.10.).

 

RI 3Il figlio della ricorrente non poteva, tuttavia, essere considerato in condizioni finanziarie agiate ai sensi dell’art. 328 CC, per cui non era tenuto a soccorrere economicamente sua madre (cfr. consid. 2.10.).

 

                                         Ne discende che __________, indipendentemente dalla questione di sapere se in concreto lo stesso fosse ancora o meno in prima formazione (al riguardo va osservato che per ammettere la prima formazione un’eventuale interruzione del percorso formativo non deve essere superiore a 24 mesi; cfr. art. 2 cpv. 2 Reg.Laps; consid. 2.9.), come stabilito dalla Cassa (cfr. doc. 11; A1; III), nel lasso di tempo da novembre 2011 a febbraio 2012, non doveva rientrare nell’unità di riferimento della madre RI 1.

 

                                         In simili condizioni, essendosi realizzato un cambiamento importante nella situazione personale e finanziaria della ricorrente, è quindi evidente che il calcolo della prestazione assistenziale andava rivisto, rispetto ai conteggi iniziali del 12 settembre 2011 (con validità da settembre a novembre 2011; cfr. doc. 255), del 21 novembre 2011 (con validità per il mese di dicembre 2011, cfr. doc. 225) e del 19 dicembre 2011 (con validità per i mesi di gennaio e febbraio 2012; cfr. doc. 218) in cui nell’unità di riferimento dell’insorgente erano stati inseriti, oltre alla stessa, la figlia __________ - nata il 3 gennaio 1991 e in prima formazione fino a giugno 2012 (cfr. doc. 43; 349) - e il figlio __________, non tenendo conto di quest’ultimo.

 

                             2.12.   Occorre ora stabilire se la somma chiesta in restituzione sia corretta oppure no.

 

                                         L’USSI ha determinato l’ammontare di fr. 2'378.80, oggetto della domanda di rimborso, sommando gli importi delle spese mensili da novembre 2011 a febbraio 2012 relative al figlio della ricorrente.

                                         Quali costi mensili concernenti __________ sono stati considerati il sostentamento (fr. 323.--), la pigione (fr. 200.--) e il premio della cassa malati (fr. 71.70) per complessivi fr. 594.70.

                                         La somma di fr. 594.70 è poi stata moltiplicata per quattro mesi (da novembre 2011 a febbraio 2012), ottenendo l’importo totale di fr. 2'378.80 (cfr. doc. 11).

 

                                         Tale modo di procedere si rivela, tuttavia, errato.

 

                                         Infatti l’amministrazione ha tenuto conto, a torto, unicamente delle spese di __________, omettendo di dedurre dai calcoli relativi alla ricorrente anche i redditi del figlio (pensione alimentare versatagli dal padre di fr. 850.-- al mese; cfr. doc. 82; 235; 233) e altre prestazioni erogate a suo favore (sussidio per il pagamento del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie di fr. 266.-- al mese; cfr. doc. 265), che erano invece stati conteggiati nei calcoli iniziali del 12 settembre, 21 novembre e 19 dicembre 2011 in cui __________ era stato compreso nell’unità di riferimento della madre (cfr. doc. 257; 258; 227, 228; 220, 221).

 

                                         Al riguardo il TCA evidenzia, che, applicando a contrario l’art. 5 Laps, a cui rinvia l’art. 22 Las (cfr. consid. 2.5.), secondo il quale il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento, risulta che nel calcolo delle prestazioni assistenziali di un richiedente non vanno computati i costi e le entrate della persona che non rientra nella sua unità di riferimento.

 

                                         Gli atti vanno, pertanto rinviati all’USSI affinché calcoli nuovamente le prestazioni assistenziali a cui ha diritto a RI 1 dal novembre 2011 al febbraio 2012 senza considerare il figlio __________ per quanto riguarda sia le spese computabili che i redditi computabili.

 

                                         Più precisamente, in concreto, i conteggi specifici dell’assistenza sociale spettante alla ricorrente dovranno essere effettuati, tenendo conto solo della stessa e della figlia __________, ovvero non computando tutte le voci – spese (soglia di intervento, pigione, cassa malati), redditi (pensione alimentare ricevuta dal padre) e la riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie – che riguardano __________.

 

                                         In particolare non andrà considerata la parte della soglia Las (art. 19 Las) afferente al figlio della ricorrente, e meglio andrà conteggiata soltanto la soglia di intervento relativa a due persone pari a fr. 1'595.--, invece della somma di fr. 2'128.-- (soglia di intervento per tre persone di fr. 1'918.-- + supplemento di fr. 210.-- per la terza persona di più di sedici anni; cfr. consid. 2.4.; doc. 220; 227, 257).

 

                                         Per quanto attiene alla pigione (cfr. art. 22 lett. c Las e 9 cpv. 1 Laps) dell’appartamento di Via __________ di complessivi fr. 600.-- (cfr. doc. 294; 302; 16), è utile ribadire che secondo l’art. 9 cpv. 2 Laps se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente.

                                         Le disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al punto B.3 enunciano che:

 

"  Nel caso di persone conviventi non tutte beneficiarie del sostegno sociale (v. capitolo F.5.1), si divide la quota mensile della pigione per il numero di persone che compongono l’economia domestica, conformemente al capitolo F.5.1. Si aggiunge poi l’importo ottenuto al budget.”

 

                                         Al riguardo cfr. STCA 42 2012.14 del 20 febbraio 2013 consid. 2.12. e 2.13.

 

                                         Inoltre l’amministrazione terrà in considerazione che il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie non corrisponde al premio effettivo a carico di un assicurato, contrariamente a quanto sembra aver considerato la stessa nella decisione di restituzione (cfr. doc. 11; 12), bensì a quanto previsto dagli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps a cui l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         L’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, nel suo tenore valido fino al 31 dicembre 2011, enuncia che quale premio dell’assicurazione malattia deve intendersi il premio ordinario, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.

 

                                         Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.

 

                                         Ai sensi del nuovo art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, modificato a seguito del sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM) e in vigore dal 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297; cfr. consid. 2.5.), i premi dell’assicurazione malattie corrispondono ai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.

 

                                         Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps, come modificato a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio ordinario per singolo assicuratore approvato dall'autorità federale:

                                         a)  per la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni, tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);

                                         b) con franchigia ordinaria;

                                         c)   con rischio di infortunio incluso;

                                         d) ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.

 

In proposito cfr. STCA 42.2012.18 del 14 agosto 2013 consid. 2.13. e 2.14.; STCA 42 2012.14 del 20 febbraio 2013 consid. 2.14. e 2.15.

 

                             2.13.   Relativamente ai nuovi conteggi delle prestazioni assistenziali che l’USSI effettuerà per il periodo novembre 2011 - febbraio 2012, giova segnalare che con sentenza DTF 122 V 19 l’Alta Corte, pronunciandosi in merito a un caso di prestazioni complementari all’AVS/AI, ha stabilito che se, contestualmente a una procedura di restituzione, da un nuovo calcolo delle prestazioni, effettuato considerando tutte le modificazioni di fatti rilevanti comportanti un aumento o una diminuzione del reddito computabile, risultava un importo a favore dell’assicurato, il pagamento di PC arretrate era comunque escluso.

 

                                         Con giudizio 9C_58/2012 del 8 giugno 2012, pubblicato in DTF 138 V 298, il Tribunale federale ha poi deciso che la regola giurisprudenziale (posta nella DTF 122 V 19) secondo cui il pagamento retroattivo di prestazioni complementari è escluso nel caso di nuovo calcolo delle prestazioni stesse (nell'ambito di una domanda di restituzione) non può essere mantenuta sotto l'imperio dell'art. 24 cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) in vigore dal 1° gennaio 2003.

 

                                         L’art. 24 cpv. 1 LPGA sancisce che il diritto a prestazioni o contributi arretrati si estingue cinque anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione e cinque anni dopo lo scadere dell'anno civile per cui il contributo doveva essere pagato.

 

                                         L’art. 24 cpv. 1 LPGA non è, tuttavia, applicabile all’assistenza sociale, in quanto quest’ultima non è un’assicurazione sociale federale e non prevede un rinvio esplicito a tale disposto della LPGA.

 

                                         Nel settore dell’assistenza sociale, per contro, ai sensi dell’art. 61 cpv. 2 Las l’autorità competente può per un periodo limitato, effettuare versamenti retroattivi di prestazioni assistenziali speciali e di prestazioni assistenziali ordinarie se le circostanze o il particolare stato di bisogno del richiedente lo giustificano.

 

                                         L’art. 5 Reg.Las enuncia che la retroattività delle prestazioni assistenziali è limitata a tre mesi.

 

                                         La concessione di prestazioni retroattive rappresenta, però, una facoltà dell’amministrazione.

 

                                         La possibilità contemplata dalla Las di corrispondere prestazioni assistenziali retroattive limitatamente a tre mesi va applicata a titolo eccezionale per i casi di rigore, allorché la copertura di spese arretrate evita un aggravamento ulteriore della situazione di bisogno (cfr. Messaggio dell’8 maggio 2002 n. 5250 attinente alla modifica della legge sull’assistenza sociale, p.to 2 ad art. 61; Messaggio aggiuntivo n. 5723a del 7 giugno 2006, p.to 1b).

 

                                         D’altronde lo scopo delle prestazioni assistenziali è quello di permettere al richiedente di far fronte ai propri bisogni attuali, garantendogli il minimo vitale e evitando che la persona debba in seguito indebitarsi per poter vivere costituiscono (cfr. STF 8C_433/2009 del 12 febbraio 2010 consid. 7.1.3., pubblicata in DTF 136 I 129; Messaggio aggiuntivo del 7 giugno 2006 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps), p.to 1.b).

 

                                         Al riguardo cfr. pure STCA 42.2013.3 del 25 settembre 2013 consid. 2.9.; STCA 42.2012.4 del 19 luglio 2012 consid. 2.11.; STCA 42.2006.14 dell’11 gennaio 2007 confermata dalla STF 8C_3/2007 dell’8 giugno 2007.

 

                                         Questa Corte ritiene, quindi, che, nel caso in cui dai nuovi calcoli delle prestazioni assistenziali spettanti alla ricorrente nel lasso di tempo novembre 2011 – febbraio 2012 non dovesse risultare alcun importo da restituire, bensì un ammontare a suo favore, un pagamento retroattivo sarebbe comunque escluso.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §      La decisione su reclamo del 21 gennaio 2013 è annullata.

                                         §§    L’unità di riferimento di RI 1, per il periodo novembre 2011 - febbraio 2012, è costituita dalla stessa e dalla figlia __________.

                                         §§§ Gli atti sono rinviati all’USSI affinché effettui dei nuovi calcoli delle prestazioni assistenziali spettanti alla ricorrente da novembre 2011 a febbraio 2012 conformemente a quanto indicato ai consid. 2.12. e 2.13.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti